un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

Per stampare questo sermone, suggeriamo che torni in dietro e scegli la versione PDF, che è già impaginato da stampare.

 

email questo link

Dio manifesta la sua gloria ancora
Esodo 9:1-35

filename: 02-09-a.c03 di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - Sermone 13 su Esodo, di Marco deFelice, per 6 aprile, 2003 corretto da Renato Giliberti

Oggi, vogliamo continuare a considerare l’opera di Dio tramite le piaghe in Egitto. Siamo arrivati a Esodo 9, in cui troviamo la quinta, la sesta e la settima piaga.

Le piaghe fino a questo punto erano state fastidiose, però, non avevano causato veri danni. Per esempio, nella prima, l’acqua del fiume diventò sangue per sette giorni. Nella seconda, c’erano le rane, che erano fastidiose, ma non un pericolo. Poi c’erano le zanzare, e poi, le mosche velenose. Nessuna piaga finora aveva creato vero danno o vero pericolo. Erano tutti maggiormente molto fastidiosi, e difficili da sopportare.

Invece ora, iniziando con questa quinta piaga, le piaghe diventano più severe. Questa quinta piaga produce, per la prima volta, un grave danno economico.

Leggiamo Esodo 9:1-7

“1 Allora il SIGNORE disse a Mosè: «Va’ dal faraone e digli: “Così dice il SIGNORE, il Dio degli Ebrei: «Lascia andare il mio popolo, perché mi serva». 2 Se tu rifiuti di lasciarlo andare e lo trattieni ancora, 3 la mano del SIGNORE sarà sul tuo bestiame che è nei campi, sui cavalli, sugli asini, sui cammelli, sui buoi e sulle pecore; ci sarà una tremenda mortalità. 4 Però il SIGNORE farà distinzione tra il bestiame d’Israele e il bestiame d’Egitto; nulla morirà di tutto quello che appartiene ai figli d’Israele”». 5 Il SIGNORE fissò un termine, dicendo: «Domani il SIGNORE farà questo nel paese». 6 L’indomani il SIGNORE lo fece e tutto il bestiame d’Egitto morì; ma del bestiame dei figli d’Israele non morì neppure un capo. 7 Il faraone mandò a vedere, ed ecco che neppure un capo del bestiame degli Israeliti era morto. Ma il cuore del faraone rimase ostinato ed egli non lasciò andare il popolo.” (Esodo 9:1-7 NRV)

Ancora questa volta, nonostante la durezza del cuore del faraone finora, il Signore manda Mosè per avvertirlo della piaga, lasciandogli tempo di ravvedersi ed ubbidire al Signore. Il SIGNORE gli spiega esattamente quello che farà se rifiuterà di ubbidire, e dichiara inoltre che come aveva fatto prima, farà una distinzione fra la zona di Goscen, dove abitavano i Giudei, e il resto d’Egitto.

Considerando la sua ribellione durata fino a quel momento, il faraone non meritava questo avviso. Non meritava questa possibilità di ravvedersi e di evitare così il giudizio di Dio. Qui vediamo ancora la grande pazienza di Dio nei confronti dei peccatori, e la misericordia che offre a chi si ravvede.

Questa piaga sarebbe stata la prima a causare un reale, severo danno all’economia dell’Egitto. Il SIGNORE annuncia che stava per far morire gran parte del bestiame degli Egiziani. Ricordiamo che in quell’epoca, l’allevamento di bestiame era un’attività estremamente importante per l’economia. Perciò, questa piaga creò grossissimi danni al paese.

Il fatto che il SIGNORE stava per fare ancora una distinzione tra il bestiame d’Israele e il bestiame d’Egitto ci ricorda della grande distinzione fra come Dio tratta il suo popolo e come Dio tratta il resto del mondo. Dio riserva le benedizioni migliori esclusivamente per il suo popolo, e riserva il giudizio per il peccato per coloro che non fanno parte del suo popolo.

Solitamente, la distinzione che Dio fa non è tanto visibile al mondo. Le benedizioni più grandi che Dio dà sono benedizioni spirituali, che il mondo non riconosce. Il giudizio del peccato non sarà visibile fino alla fine del mondo. Perciò, è utile notare la distinzione che abbiamo qui fra il modo in cui Dio tratta il mondo e il modo in cui tratta il suo popolo, per aiutarci a capire meglio la distinzione che esiste anche oggi per chi è un figlio di Dio.

Notiamo nel versetto 5 che il SIGNORE dichiara anche in quale momento manderà questa piaga, in modo che sia impossibile non riconoscere che questa piaga veniva palesemente dal SIGNORE. Egli dichiara: domani il SIGNORE farà questo nel paese. Ricordiamo che lo scopo principale delle piaghe era che gli Egiziani conoscessero che il Dio d’Israele è il SIGNORE del mondo. Quindi, Dio annunciava le piaghe in modo così chiaro da non lasciare alcun dubbio che era il SIGNORE all’opera. Inoltre, con questa piaga, Aaronne non doveva stendere il bastone. Questa piaga veniva direttamente dal Signore, senza la mediazione di Mosè ed Aaronne, per manifestare anche più chiaramente che veniva da Dio.

Nel versetto 6, il SIGNORE mantiene la sua parola, e tutto il bestiame nei campi muore. Notiamo un dettaglio che ci aiuta a capire meglio la situazione. Nel versetto 3, il SIGNORE aveva annunciato che sarebbe morto tutto il bestiame che era nei campi, quindi, non il bestiame che era al riparo. Allora qui, nel versetto 6, quando dichiara che tutto il bestiame d’Egitto morì, possiamo capire che intende solamente il bestiame che era nei campi. Questo ci spiega perché più avanti troviamo ancora in vita alcuni animali. Comunque, era una piaga veramente terribile, e tutti questi animali morirono in un giorno, proprio come il SIGNORE aveva detto, rendendo chiaro che non era una morte naturale. Inoltre, proprio come il SIGNORE aveva detto, del bestiame dei figli d’Israele non morì neppure un capo.

Infatti, quando il faraone vide che tutti gli animali degli Egiziani che erano nei campi erano morti, mandò a vedere la situazione degli Israeliti. In realtà ciò non serviva, in quanto aveva già visto che il SIGNORE mantiene sempre la sua parola. Però, i peccatori cercano modi di poter dubitare Dio. Anche quando tutto è già chiarissimo, continuano ugualmente a cercare qualche modo per dubitare l’opera di Dio. E così, il faraone mandò a vedere quale fosse la situazione degli Ebrei.

Egli scoprì che la situazione era esattamente come il SIGNORE aveva detto. Non era morto neppure uno dei loro animali. Allora, era impossibile negare che questa era la mano di Dio. Gli Egiziani non avevano alcun potere di poter fermare l’opera di Dio. Nonostante questo, il cuore del faraone rimase ostinato.

Notiamo che in questa occasione, il faraone non chiamò nemmeno i maghi per cercare di duplicare questa piaga come aveva fatto in passato. La piaga era troppo terribile per cercare di ripeterla. E comunque, non avrebbe potuto.

Questa piaga non solo dimostrava chiaramente la potenza e la sovranità di Dio, ma era il più pesante giudizio caduto finora sugli Egiziani. Era una chiara dimostrazione della necessità di ravvedersi ed inginocchiarsi davanti al Signore dell’universo. Le prove erano chiare. Solo il loro cuore duro li ostacolava. Anche oggi, avendo la parola di Dio a disposizione, e vedendo la maestà di Dio nella natura, ciò che ostacola le persone non è una mancanza di prove ma è un cuore duro.

la sesta piaga

Ora, arriviamo alla sesta piaga. Leggiamo Esodo 9:8-12

“8 Il SIGNORE disse a Mosè e ad Aaronne: «Prendete delle manciate di fuliggine di fornace e Mosè la getti verso il cielo, sotto gli occhi del faraone. 9 Essa diventerà una polvere che coprirà tutto il paese d’Egitto e produrrà ulceri che si trasformeranno in pustole sulle persone e sugli animali in tutto il paese d’Egitto». 10 Essi presero dunque della fuliggine di fornace e si presentarono al faraone; Mosè la gettò verso il cielo ed essa produsse ulceri che si trasformarono in pustole sulle persone e sugli animali. 11 I maghi non poterono presentarsi davanti a Mosè, a causa delle ulceri, perché le ulceri erano sui maghi come su tutti gli Egiziani. 12 Ma il SIGNORE indurì il cuore del faraone e questi non diede ascolto a Mosè e ad Aaronne, come il SIGNORE aveva detto a Mosè.” (Esodo 9:8-12 NRV)

Questa è la terza piaga del secondo gruppo di tre piaghe, e quindi, non c’è preavviso. Mosè doveva solamente presentarsi davanti al faraone, e senza dire parola, gettare in aria delle manciate di fuliggine della fornace.

La parola tradotta come fornace indica le fornaci in cui gli Ebrei facevano i mattoni. Quello che era stato usata dagli Egiziani come strumento di oppressione degli Ebrei, divenne la causa di grande sofferenza per gli Egiziani.

Cerchiamo di immaginare la scena, per capire meglio questa piaga. Mosè si presentò davanti al faraone. Senza parlare, gettò in aria delle manciate di fuliggine. Miracolosamente, Dio fece diventare quel po’ di fuliggine in una polvere che coprì tutto il paese d’Egitto. Probabilmente, il faraone vedeva questa polvere, e quando cadde su di lui, e su quelli intorno a lui, produsse ulcere che si trasformarono poi in pustole. Questa piaga comprendeva più di un miracolo. Prima di tutto, poche manciate di fuliggine diventarono una polvere che coprì tutto il paese d’Egitto. Posso immaginare lo spavento del faraone e di quelli che erano con lui, vedere queste manciate crescere e diffondersi su tutto il paese. Poi, questa polvere, che era semplice fuliggine che Mosè aveva tenuto in mano senza avere problemi, produsse ulcere su tutti gli Egiziani. Anche questo era un miracolo, ed era un chiaro giudizio da parte di Dio.

Questa fu la prima piaga a produrre un vero male fisico agli Egiziani. Le mosche e le zanzare avevano solamente dato dei fastidi. Invece, questa piaga causava ulcere che diventavano pustole. Una sola pustola è già dolorosa, ma esserne coperti sarebbe molto doloroso. Infatti, i maghi non potevano presentarsi davanti a Mosè, a causa delle ulcere. Come abbiamo visto, finora erano stati sempre presenti, per appoggiare il faraone. Ora, la piaga era così grave che non potevano più presentarsi pubblicamente. Questi erano considerati gli uomini più potenti dell’Egitto. Perciò, Dio stava mostrando la sua autorità assoluta e sovranità sull’Egitto.

In Apocalisse 16, nella grande Tribolazione, in cui Dio manderà i suoi duri giudizi sul mondo, leggiamo di una piaga simile. Leggiamo.

“1 Allora udii dal tempio una gran voce che diceva ai sette angeli: «Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio». 2 Il primo andò e versò la sua coppa sulla terra; e un’ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che avevano il marchio della bestia e che adoravano la sua immagine.” (Apocalisse 16:1-2 NRV)

Anche nella Tribolazione, il giudizio di Dio sarà veramente terribile, ed è una cosa spaventosa.

Nonostante quanto questo giudizio fosse doloroso, Dio aveva ancora altre piaghe da mandare sull’Egitto. Perciò, il brano dichiara: “12 Ma il SIGNORE indurì il cuore del faraone e questi non diede ascolto a Mosè e ad Aaronne, come il SIGNORE aveva detto a Mosè.” Il SIGNORE indurì il cuore del faraone. Fino a questo punto, abbiamo sempre letto che il faraone indurì il proprio cuore. Quando qualcuno si indurisce contro il SIGNORE, il SIGNORE opera in modo che il cuore rimanga duro, finché non giunga il giudizio completo. Per esempio, leggiamo in 2 Tessalonicesi 2:9-12.

“9 La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, 10 con ogni tipo d’inganno e d’iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all’amore della verità per essere salvati. 11 Perciò Dio manda loro una potenza d’errore perché credano alla menzogna; 12 affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità ma si sono compiaciuti nell’iniquità, siano giudicati.” (2 Tessalonicesi 2:9-12 NRV)

A coloro che non hanno aperto il cuore all’amore per la verità, Dio manda una potenza d’errore, perché credano alla menzogna, affinché coloro che non hanno creduto alla verità siano giudicati. Quando qualcuno rifiuta la luce che Dio rivela, Dio indurisce il cuore di quella persona, affinché non veda altra luce. Si potrebbe dire che Dio non spreca la luce con quella persona. Quanto è pericoloso rifiutare la luce che il SIGNORE ci dà! Quanto dovremmo esortare le persone ad accettare ogni verità che il SIGNORE manda loro.

Comunque, questa piaga finiva come le altre piaghe viste finora: la potenza del SIGNORE era palesemente visibile, tanto quanto era totale l’incapacità degli Egiziani di combattere contro Dio. Dio stava mostrando che Egli è il Sovrano Signore su tutto.

la settima piaga

Ora, consideriamo la settima piaga. Leggiamo Esodo 9:13-21.

“13 Poi il SIGNORE disse a Mosè: «Alzati di buon mattino, presentati al faraone e digli: “Così dice il SIGNORE, il Dio degli Ebrei: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva; 14 poiché questa volta manderò tutte le mie piaghe sul tuo cuore, sui tuoi servitori e sul tuo popolo, affinché tu sappia che nessuno è come me su tutta la terra. 15 Perché se io avessi steso la mia mano e avessi percosso di peste te e il tuo popolo, tu saresti stato sterminato dalla terra. 16 Invece io ti ho lasciato vivere per questo: per mostrarti la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato su tutta la terra. 17 Ti opponi ancora al mio popolo per non lasciarlo andare? 18 Ecco, domani verso quest’ora, io farò cadere una grandine così forte che non ce ne fu mai di simile in Egitto, dal giorno della sua fondazione, fino ad oggi. 19 Or dunque, fa’ mettere al riparo il tuo bestiame e tutto quello che hai nei campi. La grandine cadrà su tutta la gente, su tutti gli animali, che si troveranno nei campi e che non saranno stati raccolti in casa, ed essi moriranno”». 20 Tra i servitori del faraone, quelli che temettero la parola del SIGNORE fecero rifugiare nelle case i loro servi e il loro bestiame, 21 ma quelli che non tennero conto della parola del SIGNORE lasciarono i loro servi e il loro bestiame nei campi.” (Esodo 9:13-21 NRV)

Questa è la prima piaga dell’ultimo gruppo di tre piaghe. Notiamo ciò che il SIGNORE dichiara al faraone, tramite Mosè. Prima di tutto, di nuovo, il SIGNORE comanda al faraone di lasciar andare il popolo di Dio. Non c’era alcun dubbio sul quello che il faraone doveva fare per ubbidire.

Notiamo poi quello che il SIGNORE gli dichiara nel v.14.

“poiché questa volta manderò tutte le mie piaghe sul tuo cuore, sui tuoi servitori e sul tuo popolo, affinché tu sappia che nessuno è come me su tutta la terra.” (Esodo 9:14 NRV)

Dio rivela che questa volta la piaga sarà così terribile da affliggere il cuore del faraone e del suo popolo. Per la prima volta, la piaga provocherà la morte di alcuni Egiziani. Rivela inoltre il suo scopo principale, cioè, di farsi conoscere agli Egiziani, come il Dio di tutta la terra. Molto di quello che Dio fa, lo fa per farsi conoscere in tutto il mondo. Il piano di Dio comprende il bene del suo popolo, ma va molto oltre quello. Il piano di Dio è di manifestare la sua gloria al mondo. Dio porta sempre a termine il suo piano.

Nei vv.15-16, Dio rivela ancora di più al faraone.

“15 Perché se io avessi steso la mia mano e avessi percosso di peste te e il tuo popolo, tu saresti stato sterminato dalla terra. 16 Invece io ti ho lasciato vivere per questo: per mostrarti la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato su tutta la terra.” (Esodo 9:15-16 NRV)

Dio rivela al faraone che volendo, avrebbe potuto distruggere totalmente lui e il suo popolo. Come Dio aveva mandato le piaghe, e il faraone non poteva difendersi minimamente, così il SIGNORE avrebbe potuto mandare una peste che avrebbe ucciso subito tutti gli Egiziani. La vita di ogni persona sta nelle mani di Dio, e appena Dio ritira la sua mano, la persona muore. L’uomo dipende totalmente da Dio, e non ha alcun potere per resistere a Dio. Nemmeno Satana riesce a resistere Dio. Solo Dio è onnipotente. Quindi, il faraone era ancora in vita solamente perché il SIGNORE aveva deciso così.

La ragione per cui il SIGNORE aveva lasciato il faraone e gli Egiziani ancora in vita era per mostrare a loro la sua potenza, e perché il nome del SIGNORE fosse proclamato in tutta la terra. La pazienza del Signore nei confronti dei non credenti serve per mostrare ancora di più la gloria del SIGNORE.

Leggiamo di questo in Romani 9:22-24.

“22 Che c’è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d’ira preparati per la perdizione, 23 e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria, 24 cioè verso di noi, che egli ha chiamato non soltanto fra i Giudei ma anche fra gli stranieri?” (Romani 9:22-24 NRV)

La pazienza di Dio nei confronti dei vasi d’ira, cioè, le persone preparate per la perdizione, serve per mostrare la ricchezza della sua gloria verso il suo popolo. Tutto quello che Dio fa serve per manifestare la sua gloria al momento da Lui stabilito.

Dio stava lasciando ancora in vita il faraone affinché il nome del SIGNORE fosse proclamato su tutta la terra. Solo Dio è degno di essere glorificato così.

Ora, passiamo ai vv.17 a 19, notando il resto di quello che Dio dichiara al faraone.

“17 Ti opponi ancora al mio popolo per non lasciarlo andare? 18 Ecco, domani verso quest’ora, io farò cadere una grandine così forte che non ce ne fu mai di simile in Egitto, dal giorno della sua fondazione, fino ad oggi. 19 Or dunque, fa’ mettere al riparo il tuo bestiame e tutto quello che hai nei campi. La grandine cadrà su tutta la gente, su tutti gli animali, che si troveranno nei campi e che non saranno stati raccolti in casa, ed essi moriranno"».” (Esodo 9:17-19 NRV)

Dio annuncia esattamente quello che farà, mandando una grandine terribile. Avverte il faraone che deve mettere al riparo i suoi servi e i suoi animali, per tenerli in vita. Mi meraviglia la misericordia di Dio!

Quei Egiziani che temettero il SIGNORE ascoltarono la sua parola, e fecero rifugiare i loro servi e il loro bestiame. Leggiamo i vv.20,21.

“20 Tra i servitori del faraone, quelli che temettero la parola del SIGNORE fecero rifugiare nelle case i loro servi e il loro bestiame,

Ormai, c’erano degli Egiziani che temevano il SIGNORE. Avevano capito che il Dio degli Ebrei è il Dio di tutto l’universo. Quindi, ricevendo da Dio questa parola di avvertimento, subito ubbidirono, e misero al riparo il loro bestiame e i loro servi. Invece, tutti quelli che, come il faraone, non temevano il Signore lasciarono i loro servi e il loro bestiame nei campi.

21 ma quelli che non tennero conto della parola del SIGNORE lasciarono i loro servi e il loro bestiame nei campi.” (Esodo 9:20-21 NRV)

Dio adempie la sua parola

Chiaramente, visto che Dio aveva annunciato questa piaga, era una cosa certa che sarebbe arrivata. Dio mantiene sempre la sua parola. Se Dio dichiara che manderà un giudizio, Egli manderà quel giudizio. Leggiamo dal v.22 al 26.

“22 Il SIGNORE disse a Mosè: «Stendi la tua mano verso il cielo e cada grandine su tutto il paese d’Egitto, sulla gente, sugli animali e sopra ogni erba dei campi, nel paese d’Egitto». 23 Mosè stese il suo bastone verso il cielo e il SIGNORE mandò tuoni e grandine, e un fuoco si avventò sulla terra; il SIGNORE fece piovere grandine sul paese d’Egitto. 24 Così ci fu grandine e il fuoco guizzava continuamente in mezzo alla grandine; la grandine fu così forte, come non ce n’era stata di simile in tutto il paese d’Egitto, da quando era diventato nazione. 25 La grandine percosse, in tutto il paese d’Egitto, tutto quello che era nei campi: uomini e bestie; la grandine percosse ogni erba dei campi e fracassò ogni albero della campagna. 26 Solamente nella terra di Goscen, dov’erano i figli d’Israele, non cadde grandine.” (Esodo 9:22-26 NRV)

In questa piaga, c’era una tempesta più terribile di qualsiasi tempesta mai avutasi nella terra d’Egitto. C’era il fuoco, probabilmente terribili fulmini, e un grandine fortissima, che uccideva uomini e animali, distruggendo le piante che erano in spiga o in fiore. Era un gravissimo danno economico, oltre al fatto che tante persone furono uccise dalla grandine. Questa fu la prima piaga in cui le persone morirono.

Come nelle ultime piaghe, il SIGNORE fece una distinzione fra la terra di Goscen, dove vivevano gli Ebrei, e il resto d’Egitto, proteggendo Goscen dalla grandine.

l’apparente ravvedimento del faraone

La piaga fu così terribile che come in altre piaghe, il faraone sembrò ravvedersi. Leggiamo i vv.27-32.

“27 Allora il faraone mandò a chiamare Mosè e Aaronne e disse loro: «Questa volta io ho peccato; il SIGNORE è giusto, mentre io e il mio popolo siamo colpevoli. 28 Pregate il SIGNORE perché cessino questi grandi tuoni e la grandine. Io vi lascerò andare e non sarete più trattenuti». 29 Mosè gli disse: «Quando uscirò dalla città, tenderò le mani verso il SIGNORE; i tuoni cesseranno e non ci sarà più grandine, affinché tu sappia che la terra è del SIGNORE. 30 Ma quanto a te e ai tuoi servitori io so che ancora non temerete Dio il SIGNORE». 31 Ora il lino e l’orzo erano stati colpiti, perché l’orzo era in spiga e il lino in fiore; 32 ma il grano e la spelta non furono colpiti, perché tardivi.” (Esodo 9:27-32 NRV)

Le parole del faraone sono le parole giuste per chi si ravvede veramente. Egli dichiara: “ho peccato”. “Il SIGNORE è giusto, noi siamo colpevoli”. “Io vi lascerò andare”. Il problema è che queste parole non erano dette di cuore. Il vero ravvedimento deve venire dal cuore. Poi, ci sarà anche il frutto del vero ravvedimento. Ma il suo era un falso ravvedimento.

Mosè capiva che le parole del faraone non erano sincere. Nonostante questo, Mosè pregò per loro, affinché Dio ritirasse la grandine. Fece questo per mostrare che come Dio era potente da mandare la grandine e la tempesta, era anche potente da far cessare tutto. Dio non ha limite al suo potere.

Leggiamo i vv.33-35.

“33 Mosè dunque, lasciato il faraone, uscì dalla città, tese le mani verso il SIGNORE e i tuoni e la grandine cessarono e non cadde più pioggia sulla terra. 34 Quando il faraone vide che la pioggia, la grandine e i tuoni erano cessati, continuò a peccare, si ostinò in cuor suo, lui e i suoi servitori. 35 Il cuore del faraone si indurì ed egli non lasciò andare i figli d’Israele, come il SIGNORE aveva detto per bocca di Mosè.” (Esodo 9:33-35 NRV)

Quando Mosè pregò, tese le mani verso il SIGNORE. Questa era una posizione di umiltà, riconoscendo il suo bisogno di Dio. Mosè sapeva che non aveva alcun potere in sé di controllare la tempesta e la grandine. Dipendeva totalmente da Dio. Camminava in ubbidienza, confidando in Dio. O che possiamo ricordare che abbiamo bisogno di Dio in ogni cosa, e che possiamo presentarci a Lui con umiltà.

Dio esaudì la preghiera di Mosè, e fece cessare i tuoni e la grandine e la pioggia. La potenza di Dio era evidente. Ci vuole la stessa potenza per spazzar via una tempesta che per farla venire. Dio è onnipotente su tutto.

Quale fu la reazione del faraone? Di nuovo, come dopo le piaghe precedenti, il faraone continuò a peccare. Si ostinò in cuor suo, lui e i suoi servitori. Non lasciò andare i figli d’Israele.

Conclusione

Qui, concludiamo questo capitolo. Quando ci è comodo, possiamo proseguire con il prossimo capitolo. Per noi, questo è solo un racconto storico. Per gli Ebrei, non era un mero racconto storico, era quello che stavano vivendo in quel periodo. Se uno dovesse scrivere un libro che racconta la nostra vita, un domani si potrebbe leggere di noi, e leggere di qualche prova che stiamo attraversando, e leggere come prima questo e poi quell’altro tentativo non portava a termine la nostra prova. Se la persona dovesse stancarsi di leggere, potrebbe mettere giù il libro, e prenderlo su in un secondo momento a lui comodo. Poi, dopo alcuni minuti di lettura, arriverebbe a come Dio risolse il nostro problema. Per questa persona, magari sarebbe una storia interessante, qualcosa che gli sarebbe di aiuto per avere più fede.

Però per noi, la nostra situazione non è solo una bella storia. È la nostra vita. Le prove sono situazioni vere e reali che tocchiamo con mano. Similmente, quello che stiamo leggendo in Esodo era la reale situazione degli Ebrei. Ricordiamoci di questo, quando leggiamo la storia degli Ebrei, per capire meglio quello che leggiamo. Quello che per noi è la fine di un capitolo, per gli Ebrei era ancora una volta un rifiuto del faraone a lasciarli andare. La loro schiavitù continuava ancora. Stavano ancora aspettando di vedere come Dio li avrebbe liberati dalla loro dura schiavitù. Avevano la promessa di Dio, dovevano camminare per fede.

Quante volte noi ci fermiamo a vedere solamente quello che stiamo passando al momento, senza capire che stiamo vedendo solamente una piccola parte di tutto quello che Dio sta facendo nella nostra vita. O che possiamo capire che come Dio ebbe un grande piano per gli Ebrei, così ha un grande piano per noi. O che possiamo capire che come Dio aveva perfettamente cura per gli Ebrei, così ha perfettamente cura di noi. Come Dio stava compiendo grande cose, sta compiendo grande cose anche ora. Gesù Cristo sta costruendo la sua Chiesa, e sarà pienamente vittorioso.

Ricordiamo che Dio è onnipotente. Egli è pienamente in controllo di tutto il mondo. Non capiamo sempre il perché di tutto quello che Dio fa, ma possiamo essere tranquilli che Dio è in controllo. Quando ci arrivano prove e difficoltà, possiamo sapere che sono sotto il controllo di Dio.

Possiamo anche gioire sapendo che Dio fa una grande distinzione tra come tratta noi e come tratta coloro che non sono suoi figli. Noi abbiamo ogni benedizione spirituale in Cristo. Abbiamo la presenza di Dio in noi, e la sua potenza all’opera in noi. Egli fa cooperare tutte le cose per il nostro bene. Dio ha perfettamente cura di noi. Non dimentichiamo mai che siamo il popolo di Dio, con le responsabilità, e i meravigliosi privilegi che questo comporta.

Adoriamo il Dio che è il sovrano SIGNORE dell’universo. Nessuno riesce a ostacolarLo. Ringraziamo Dio che siamo il suo popolo. Viviamo alla sua gloria.

email questo link