un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Giudici 4,5: il pericolo dell'abbondanza

sermone per domenica 25 novembre, 2007 di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org
parole chiavi: disciplina, donne, Deborah, cmd

Stiamo studiando il libro dei Giudici, per capire alcune delle lezioni che il Signore ha per noi in esso. Finora, nel nostro studio, abbiamo visto il ciclo di peccato, disciplina, ravvedimento e liberazione già varie volte.

In questo ciclo, i figli d'Israele peccano gravemente contro il Signore, adorando perfino idoli. L'Eterno manda la sua dura disciplina, dando i figli d'Israele nelle mani di qualche loro nemico. Dopo vari anni di dura sofferenza, i figli d'Israele si ravvedono, e Dio suscita un liberatore per loro, un giudice, che li libera, e poi, provvede una forma di guida spirituale finché egli vive.

Quando poi il giudice muore, il popolo torna a peccare di nuovo.

Dal modo in cui si svolge il ciclo, anche se non viene sempre detto, possiamo capire qualcosa di molto importante. Visto che in quasi ogni occasione leggiamo che dopo la morte di questo o di quell'altro giudice, i figli d'Israele facevano di nuovo quello che era male agli occhi dell'Eterno, è ovvio che ogni giudice era un uomo che aveva una notevole influenza spirituale sui figli d'Israele. Quanto è importante avere buone guide! Servivano ad Israele allora, e servono in ogni chiesa oggi.

Il pericolo di stare troppo bene

Oggi, vogliamo considerare Giudici 4 e 5. Gli avvenimenti di questi capitoli sono successi dopo ben ottant'anni di riposo, ovvero, dopo ottanta anni in cui i figli d'Israele non erano soggetti ad alcun nemico. Quindi, avevano pace e una vita tranquilla per ottant'anni, anzi, stavano bene, perché Dio aveva dato loro una terra molto fertile. Ormai era lontano il ricordo della dura disciplina del Signore.

Ripetutamente nella Bibbia, vediamo che quando i figli d'Israele avevano pace e prosperità, i loro cuori si raffreddavano verso Dio. Vediamo la stessa cosa in noi. Quando non ci sono persecuzioni, e abbiamo in abbondanza, è molto facile dimenticarci di Dio.

Infatti, al tempo di Mosè, l'Eterno avvertì Israele proprio di questo peccato, quando spiegò che la prosperità facilmente avrebbe portato a non guardare più a Dio. Vi leggo, da Deuteronomio 8:10-18.

10 Mangerai dunque e ti sazierai, e benedirai l’Eterno, il tuo DIO, a motivo del buon paese che ti ha dato. 11 Guardati bene dal dimenticare l’Eterno, il tuo DIO, giungendo a non osservare i suoi comandamenti, i suoi decreti e i suoi statuti che oggi ti do; 12 perché non avvenga, dopo aver mangiato a sazietà e aver costruito e abitato belle case, 13 dopo aver visto le tue mandrie e le tue greggi moltiplicare, e il tuo argento e il tuo oro aumentare, e tutti i tuoi beni crescere, 14 che il tuo cuore si innalzi e tu dimentichi l’Eterno, il tuo DIO, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù; 15 che ti ha condotto attraverso questo grande e terribile deserto, luogo di serpenti ardenti e di scorpioni, terra arida senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; 16 che nel deserto ti ha nutrito di manna che i tuoi padri non conoscevano, per umiliarti e per provarti e per farti alla fine del bene. 17 Guardati dunque dal dire nel tuo cuore: "La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno procurato queste ricchezze". 18 Ma ricordati dell’Eterno, il tuo DIO, perché è lui che ti dà la forza per acquistare ricchezze, per mantenere il patto che giurò ai tuoi padri come è oggi.” (Deut 8:10-18 LND)

La lezione per noi tutti è che è molto facile dimenticarci di Dio quando le cose vanno molto bene. Quando la nostra vita è tranquilla, con pochi problemi, allora, siamo più portati ad abbandonare il Signore.

Infatti, nella preghiera “il Padre Nostro”, Gesù non chiede per abbondanza, ma chiede solamente per il pane quotidiano, ovvero, per il necessario, non per il superfluo. È molto pericoloso desiderare più del minimo necessario. Se poi Dio dovesse darci di più, allora, è importante usare quello che ci è stato donato per la gloria di Dio, e tenere i nostri occhi fermamente fissati su Cristo.

State in guardia di non cercare abbondanza, e state molto in guardia quando la provvidenza di Dio vi provvede abbondanza.

I figli d'Israele NON stettero attenti, e perciò, l'abbondanza e la pace li portarono a dimenticarsi di Dio. Così, quando il giudice Ehud morì, tornarono a peccare contro Dio. E così, di nuovo, l'Eterno mandò la sua disciplina, affinché abbandonassero il loro peccato e tornassero a Lui.

Una disciplina sempre più pesante

Una cosa da notare in Giudici è che dall'inizio fino ad ora, la disciplina è diventata sempre più pesante, ed è durata sempre più anni. La prima disciplina durò otto anni, la seconda diciotto anni, e questa volta, ben venti anni di disciplina.

Perché Dio mandò una disciplina sempre più lunga e più dura?

Dio fece così perché i figli d'Israele diventarono sempre più duri di cuore, e necessitarono più anni per farli ravvedere.

Oltre a durare più anni, alla luce della situazione storica, è molto probabile che questa disciplina, sotto Jabin il re di Caanan, era più dura delle discipline precedenti. Vi spiego perché. Nei primi casi di disciplina, le nazioni che opprimevano Israele erano nazioni che erano confinanti con Israele.

Invece, nel capitolo di oggi, è proprio un re dei Cananiti, che vivevano in mezzo ad Israele, che opprime i figli d'Israele. Se ricordate, quando i figli d'Israele erano entrati nel paese promesso, avevano peccato contro di Dio, non distruggendo totalmente i Cananei. Avevano lasciato i Cananei vivere in mezzo a loro, come servi. Avevano seminato il male, ora raccolgono il male.

Infatti, al tempo di Giosuè, i figli d'Israele avevano sconfitto una città importante dei Canaanei di nome Hatsor. Leggiamo di questo in Giosuè 11. Hatsor era la capitale dei vari regni dei Canaanei. Vi leggo da Giosuè 11, in cui vengono raccontati degli avvenimenti che successero tanti anni prima di quelli raccontati in Giudici. Noterete che anche in quel tempo, un re di Canaan aveva il nome Jabin.

1 Quando Jabin, re di Hatsor, venne a sapere queste cose, mandò messaggeri a Jobab re di Madon, al re di Scimron, al re di Akshaf, 2 ai re che erano al nord nella regione montuosa, nell’Arabah, a sud di Kinnereth, nel bassopiano e sulle alture di Dor, a ovest, 3 ai Cananei che erano a est e a ovest, agli Amorei, agli Hittei, ai Perezei, ai Gebusei nella regione montuosa, agli Hivvei ai piedi del monte Hermon nel paese di Mitspah 4 Così essi uscirono, essi e tutti i loro eserciti con loro, una stragrande moltitudine come la sabbia che è sulla riva del mare e con cavalli e carri in grandissima quantità. 5 Così tutti questi re si riunirono e vennero ad accamparsi assieme presso le acque di Merom, per combattere contro Israele. 6 Ma l’Eterno disse a Giosuè: "Non aver paura a motivo di loro, perché domani a quest’ora li farò vedere tutti uccisi davanti a Israele. Taglierai i garetti ai loro cavalli e brucerai i loro carri". 7 Giosuè dunque, e tutta la gente di guerra con lui, marciò all’improvviso contro di essi alle acque di Merom e piombò su di loro; 8 e l’Eterno li diede nelle mani degli Israeliti, i quali li batterono e li inseguirono fino a Sidone la grande, fino alle acque i Misrefoth e fino alla valle di Mitspah, verso est; li batterono fino a non lasciar loro alcun superstite. 9 Giosuè li trattò come gli aveva detto l’Eterno: tagliò i garetti ai loro cavalli e bruciò i loro carri. 10 ¶ In quello stesso tempo Giosuè ritornò e prese Hatsor, e uccise il suo re con la spada, perché in passato Hatsor era stata la capitale di tutti quei regni. 11 passò a fil di spada tutte le persone che vi si trovavano, votandole allo sterminio; non lasciò anima viva; poi diede Hatsor alle fiamme.” (Giosuè 11:1-11 LND)

Al tempo di Giosuè, Israele seguiva Dio. Perciò, Dio diede una grande vittoria ad Israele, e la città Hatsor fu distrutta, e quel Jabin fu ucciso.

Però, anziché ubbidire totalmente al Signore, i Giudei non uccisero tutti i Canaanei, ma ne lasciarono tanti in vita, che diventarono servi di Israele. Per questo, i canaanei odiavano i figli d'Israele.

Poi, negli anni, quando Israele si allontanò dal Signore, facendo ciò che è male ai Suoi occhi, l'Eterno rese forte i Canaanei. Essi ricostruirono la città di Hatsor, che diventò di nuovo una città importante. Avevano un nuovo re di nome Jabin, che regnava da Hatsor.

Perciò, in Giudici 4, quando Dio diede Israele nelle mani dei Canaanei, essi, alla luce di tutto quello che avevano subito da parte di Israele, avevano un odio particolare verso Israele. Si ricordavano che Israele aveva distrutto Hatsor, e che li aveva tenuto come servi.

A causa di questi ricordi, molto probabilmente, quando Dio diede i figli d'Israele nelle mani dei Canaanei, nella persona del re Jabin, i Canaanei trattarono i figli d'Israele con molta più cattiveria di quanto avevano avuto gli altri nemici di Israele.

Quindi, questo periodo di disciplina non solo durò più a lungo, ma probabilmente, fu più duro delle volte precedenti. Nonostante quanto fosse duro, i figli d'Israele aspettarono venti anni prima di ravvedersi e di chiedere aiuto al Signore. Che cuori duri ebbero, da aspettare così tanti anni. Oh che possiamo avere cuori più teneri!

La situazione militare:

Tenendo tutto questo in mente, leggiamo Giudici 4:1-3

1 Morto Ehud, i figli d’Israele ritornarono a fare ciò che è male agli occhi dell’Eterno. 2 E l’Eterno li diede nelle mani di Jabin. re di Canaan, che regnava a Hatsor. Il capo del suo esercito era Sisera, che abitava a Harosceth delle nazioni. 3 E i figli d’Israele gridarono all’Eterno, perché Jabin aveva novecento carri di ferro, e già da venti anni opprimeva duramente i figli d’Israele.” (Giudici 4:1-3 LND)

Come come nelle discipline precedenti, era DIO a dare i figli d'Israele nelle mani di un loro nemico, questa volta Jabin, re di Canaan.

Il male arriva dal Signore, come pure il bene. Egli usa il male per i suoi scopi, come usa il bene. Dio è sovrano su tutto.

Ci sono credenti che credono che il bene viene da Dio, mentre il male da Satana, come se Satana avesse il potere di farci del male quando Dio avrebbe voluto farci del bene. Grazie a Dio, non è così! Invece, qui vediamo, come in tutta la Bibbia, che l'Eterno è sovrano. Dio stesso diede Israele nelle mani dei loro nemici perchè faceva parte del suo piano. Dio è sovranamente in controllo di tutto, per portare avanti la sua opera. Egli usa il male, e usa anche il bene.

Vi spiego un dettaglio dei carri per aiutarvi a capire quanto potente era Canaan contro i figli d'Israele. Il re Jabin aveva un esercito fisso, cosa che Israele non aveva, con Sisera come capo di tutto l'esercito dei Canaanei. Questo esercito era estremamente potente, e aveva novecento carri di ferro. Da quello che leggiamo, Israele non aveva nemmeno un carro. Erano tutti soldati a piedi.

Un carro da guerra dava grande protezione ai soldati che lo guidavano, dando loro un immenso vantaggio sui soldati a piedi. Inoltre, studiando i documenti storici, scopriamo che spesso, mettevano delle falci che si stendevano dalle ruote, e che giravano con esse, in modo da tagliare a pezzi qualunque persona che vi passava vicino. Perciò, passando ad alta velocità in mezzo ad un gruppo di soldati, il carro attrezzato così poteva uccidere tantissimi soldati in pochi minuti. Visto che Israele non avevano carri, combattere contro un esercito che, oltre a migliaia di soldati aveva anche novecento carri, era un confronto umanamente impossibile.

Ricordiamo che questo esercito non era stabilito in un paese lontano. I Canaanei vivevano proprio nel territorio di Israele, perciò, la vita per i figli d'Israele era veramente terribile. Infatti, il v.3 dice che furono oppressi duramente.

Quindi, riassumendo tutto questo, vediamo che Israele si era dimenticato di Dio, ed era tornato ad adorare idoli. Dio aveva mandato la sua dura disciplina, ma il loro cuore era così duro che hanno impiegato ben venti anni di dura sofferenza prima di ravvedersi.

Debora come Giudice

Leggiamo ora i vv.4,5, per capire come Dio ha operato per liberare Israele, quando si è ravveduto.

1 Morto Ehud, i figli d’Israele ritornarono a fare ciò che è male agli occhi dell’Eterno. 2 E l’Eterno li diede nelle mani di Jabin. re di Canaan, che regnava a Hatsor. Il capo del suo esercito era Sisera, che abitava a Harosceth delle nazioni. 3 E i figli d’Israele gridarono all’Eterno, perché Jabin aveva novecento carri di ferro, e già da venti anni opprimeva duramente i figli d’Israele. 4 In quel tempo era giudice d’Israele una profetessa. Debora. moglie di Lappidoth. 5 Essa era solita sedere sotto la palma di Debora, fra Ramah e Bethel, nella regione montuosa di Efraim, e i figli d’Israele venivano da lei per farsi rendere giustizia.” (Giudice 4:1-5 LND)

Qui, vediamo che Dio aveva stabilito Debora, moglie di Lappidoth, come giudice. Lei era una profetessa.

Questa è una situazione molta insolita nella Bibbia. Infatti, in tutto l'Antico Testamento, troviamo solo Miriam, la sorella di Mosè, poi Debora, poi Hulda in 2Re che vengono chiamate profetesse. Questo titolo viene dato anche alla moglie di Isaia, ma non vediamo alcun esempio in cui lei abbia profetizzato.

Poi, il fatto che Debora viene chiamata giudice è molto insolito. Essendo donna, il suo ruolo era diverso da quello degli altri giudici, e infatti, non aveva l'autorità che avevano loro.

Dobbiamo capire che i Giudici non erano re, e non avevano alcuna autorità. Il loro ruolo era spirituale, quello cioè di far conoscere al popolo la parola di Dio. Però, non erano nemmeno insegnanti, e non erano sacerdoti, anche se il sacerdote Samuele svolse anche il ruolo di giudice. Questo è importante, per capire come mai Dio scelse Debora, una donna, come Giudice.

In realtà, i Giudici servivano come portavoce di Dio.

Tutti i giudici che erano uomini furono usati da Dio per liberare Israele nel campo di battaglia. In quel ruolo, avevano una certa autorità limitata. Però, essendo donna, Dio non diede quel ruolo a Debora.

Il fatto che Dio si è servito di una donna dimostra la grave condizione spirituale di Israele.

Quindi, Debora aveva un ruolo di rendere giustizia, ovvero, di fare capire la volontà di Dio quando due persone avevano un conflitto. Era anche profetessa, in quanto, in certe occasioni, l'Eterno aveva parlato tramite lei. Ricordiamoci che in quel tempo, non avendo ancora tutte le Scritture, a volte, Dio sceglieva di parlare tramite i profeti, e qualche rara volta, tramite delle profetesse. Debora era una di queste profetesse.

Barak

Allora, come abbiamo visto nel v.3, dopo 20 anni di dura disciplina, i figli d'Israele si ravvidero, e gridarono all'Eterno. Smisero di guardare ai loro falsi idoli, e tornarono a guardare all'Eterno.

E così, il Signore mostrò di nuovo la sua bontà e misericordia verso di loro. Suscitò un liberatore per loro. Però, questa volta, non usò in modo diretto il Giudice, perché il giudice era una donna.

Leggiamo dal v.6 a 9

6 Or ella mandò a chiamare Barak, figlio di Abinoam, da Kedesh di Neftali, e gli disse: "Non ti ha l’Eterno, il DIO d’Israele, comandato: "Va’, marcia sul monte Tabor e prendi con te diecimila uomini dei figli di Neftali e dei figli di Zabulon. 7 lo attirerò verso di te al torrente Kishon, Sisera, capo dell’esercito di Jabin, con i suoi carri e le sue truppe numerose, e lo darò nelle tue mani"?". 8 Barak le rispose: "Se vieni con me, andrò; ma se non vieni con me, non andrò". 9 Ella disse: "Certamente verrò con te; tuttavia nel viaggio che stai intraprendendo non conseguirai per te gloria alcuna, perché l’Eterno consegnerà Sisera nelle mani di una donna". Poi Debora si levò e andò con Barak a Kedesh.” (Giudici 4:6-9 LND)

Debora ricevette una parola da Dio, facendole sapere che l'Eterno stava per usare Barak per liberare Israele. Deborah chiamò Barak, e gli comunicò i suoi ordini da parte di Dio. Barak doveva prendere diecimila uomini per combattere contro Sisera, il capo dell'esercito di Jabin.

Notate quello che l'Eterno disse nel v.7:

lo attirerò verso di te al torrente Kishon, Sisera, capo dell’esercito di Jabin, con i suoi carri e le sue truppe numerose, e lo darò nelle tue mani." (Gc 4:7 LND)

Dio dichiarò che Egli avrebbe attirato Sisera verso di Barak al torrente Kishon, e poi, che lo avrebbe dato nelle mani di Barak.

Cioè, Barak doveva andare a combattere, ma sarebbe stato l'Eterno a fare tutto per dargli la vittoria. Dio avrebbe fatto andare Sisera in un posto pericoloso, per farlo perdere. Nel capitolo 5, notiamo l'importanza del torrente Kishon nei vv.20,21

20 Dal cielo le stelle combatterono, dai loro percorsi combatterono contro Sisera. 21 Il torrente Kishon li travolse, l’antico torrente, il torrente Kishon. Anima mia, procedi con forza!” (Giudici 5:20-21 LND)

Qui, leggiamo che le stelle combatterono contro Sisera. Questo potrebbe indicare una fortissimo grandinata, o delle stelle cadenti. In qualche modo, l'Eterno controllò la natura per sconfiggere Sisera.

Poi, leggiamo che il torrente Kishon li travolse. Probabilmente, il Signore mandò una forte tempesta, che fece riempire improvvisamente di acqua il torrente, normalmente secco, capovolgendo i carri di guerra. I carri di ferro, in mezzo ad un torrente, sarebbero stati più come una bara, che un vantaggio nella guerra. Essendo pesanti, sarebbe stato impossibile spostarli su un terreno fangoso.

Quindi, tornando al capitolo 4, Debora informò Barak, da parte dell'Eterno, che sarebbe stato Dio a dargli la vittoria, liberando così i figli d'Israele da un esercito così potente da non avere alcuna speranza umana di poter vincere.

Barak era pronto ad ubbidire a Dio, ma non da solo. Voleva che Debora andasse con lui. Leggiamo Giudici 4:8,9

8 Barak le rispose: "Se vieni con me, andrò; ma se non vieni con me, non andrò". 9 Ella disse: "Certamente verrò con te; tuttavia nel viaggio che stai intraprendendo non conseguirai per te gloria alcuna, perché l’Eterno consegnerà Sisera nelle mani di una donna". Poi Debora si levò e andò con Barak a Kedesh.” (Giudici 4:8-9 LND)

Barak non aveva il coraggio e la fede che avrebbe dovuto avere. L'Eterno gli aveva annunciato, tramite Debora, che gli avrebbe dato vittoria. Visto che lui rifiutava di andare se Debora non fosse andata con lui, il Signore glielo concesse. Però, per vergognarlo, annunciò che sarebbe stata una donna che avrebbe ucciso il potente generale Sisera.

Umanamente, sarebbe impossibile immaginare come una donna avrebbe potuto uccidere un potente generale. Per una cosa, le donne non andavano alla guerra. Poi, Sisera, essendo un generale, era sicuramente un grande e forte guerriero. Però, nulla è impossibile per Dio.

Infatti, ancora in questo capitolo, vediamo il chiaro principio che Dio non è limitato a fare le cose nello stesso modo che aveva fatto altre volte.

La battaglia

Il resto del capitolo 4 racconta della battaglia. Come sempre, Dio è stato fedele alla sua parola. Dio dichiara, e la cosa avviene esattamente come Dio aveva detto. Possiamo sempre fidarci della Parola di Dio.

Tramite l'intervento divino di Dio, Israele ebbe una grandissima vittoria sull'esercito di Sisera.

Dio ordinò le cose in modo che Sisera scappasse a piedi, e trovasse la tenda di Jael, moglie di Heber. Lei lo lasciò dormire, e poi, lo uccise con un piolo e martello. Esattamente come Dio aveva dichiarato, visto che Barak non aveva voluto andare senza che Deborah fosse andata con lui, Dio fece sì che fu una donna ad uccidere Sisera, togliendo l'onore a Barak.

La parola di Dio si adempì pienamente. Il fatto che Sisera aveva un esercito potentissimo, e novecento carri di ferro, non era minimamente un problema per Dio. Dio non ha problemi! Egli non è in alcun modo limitato da fattori che potrebbero limitare un uomo, perché Dio non è un uomo!

Lezioni per noi

Oh che possiamo imparare che nulla è impossibile per Dio! Volta dopo volta nei Giudici, come anche in questi capitoli, la situazione di Israele cambia radicalmente in un giorno. Quello che sarebbe stato assolutamente impossibile, dalla prospettiva umana, Dio lo fa e, quando vuole, lo fa subito.

Quello che Dio richiede è fede, che vuol dire anche ubbidienza. Poi, sarà Dio ad operare.

Dio non sempre opera come pensiamo noi, né quando pensiamo noi. Però, Dio opera sempre, secondo la sua perfetta volontà.

I figli d'Israele avrebbero voluto essere liberati da Jabin e Sisera molto tempo prima, ma non erano pronti, spiritualmente. Solo dopo venti anni furono pronti ad abbandonare i loro peccati.

Spesso, nella nostra vita, siamo fissati a desiderare che Dio ci tolga qualche prova, anziché cercare la crescita spirituale che Dio sta compiendo in noi TRAMITE quella prova. Dio toglierà ogni prova al momento giusto. Quello che noi dobbiamo cercare è il regno e la giustizia di Dio, e la nostra crescita.

Un canto di vittoria e di lode

Nel capitolo 5 troviamo un canto cantato da Debora e Barak, per riconoscere la vittoria che Dio aveva dato ad Israele e per lodare il loro Salvatore.

Quanto è importante che riconosciamo le opere di Dio, e che Lo glorifichiamo! Spesso, abbiamo qualche prova che ci aggrava per molto tempo. Finché siamo sotto il peso della prova, preghiamo ripetutamente a Dio. Poi, al momento giusto, Dio ci toglie la prova, e ce ne libera.

Ma noi siamo sempre fedeli nel lodare e ringraziare Dio dopo che Dio ci toglie quella prova, quanto eravamo fedeli nel chiedere il suo aiuto durante?

Oppure, siamo come i nove lebbrosi su dieci, che non tornarono a ringraziare Gesù, dopo che Egli li ebbe guariti dalla lebbra? Solo uno tornò a ringraziarLo e a lodarlo. A chi assomigliamo?

Barak e Debora non solo ringraziarono l'Eterno, ma fecero un canto, che aiutava i figli d'Israele a riconoscere e a ricordare quello che Dio aveva fatto.

Una delle lezioni che vediamo ripetutamente nell'Antico Testamento è l'importanza per ogni generazione di ricordare alla prossima generazione le opere di Dio. I nostri figli e anche i nostri nipoti dovrebbero essere meravigliati delle meravigliose opere di Dio. Però, questo dipende da quanto e da come ne parliamo con loro.

Cosa sentono dalle nostre bocche? Sentono lamenti per i problemi del giorno, o sentono lode e adorazione, e preghiere fatte con fede? Che concetto di Dio hanno, osservandoci?

Ricordatevi che i figli capiscono Dio più da quello che vedono nei loro genitori che da quello che sentono negli insegnamenti.

Non siamo tutti in grado di scrivere cantici, ma siamo tutti capaci a parlare tanto delle grandi opere di Dio, sia le opere visibili, sia quelle più nascoste dal mondo, ma che cambiano l'eternità.

Conclusione

Il capitolo 5 conclude, con le parole:

Così periscano tutti i tuoi nemici, o Eterno! Ma quelli che ti amano siano come il sole, quando si leva in tutta la sua forza!". Poi il paese ebbe riposo per quarant’anni.” (Giudici 5:31 LND)

Il paese, i figli d'Israele, ebbero riposo per quarant’anni. Non furono attaccati da nemici, ebbero una vita tranquilla per tutti quegli anni.

Avendo abbandonato i loro peccati, Dio aveva tolto la sua disciplina, e di nuovo, potevano gioire nel Signore.

Credo che avete già capito come andrà nel prossimo capitolo. Tristemente, non impararono la lezione. Il ciclo si ripeterà ancora.

Impariamo le lezioni da questi capitoli. Impariamo a non cercare né a pregare per abbondanza, ma piuttosto preghiamo per il nostro pane quotidiano, e usiamo poi tutto quello che Dio ci dà per la sua gloria.

Ricordiamoci che Dio è sempre fedele a compiere tutto quello che ha dichiarato di fare. Poniamo la nostra fede in Dio.

Quando ci troviamo in una prova, anziché solo chiedere a Dio di togliercela, chiediamo piuttosto a Dio di insegnarci e di conformarci di più all'immagine di Cristo.

Infine, impariamo non solo a chiedere aiuto, ma a continuare a ringraziare e a lodare Dio per l'aiuto già dato.

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