un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Giudici 15: Sansone schiavo
della vendetta

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica 3 febbraio, 2008 cmd
parole chiave: Sansone, vendetta, tipo di Cristo,

Senza speranza! Saremmo senza speranza, se l'avanzamento del regno di Dio dipendesse da noi uomini. La nostra fede è spesso debole, e spesso, la motivazione per quello che facciamo è sbagliata.

Però, l'avanzamento del regno di Dio NON dipende da noi, con tutti i nostri sbagli e le nostre debolezze. Dipende dall'onnipotente Dio, tre volte santo.

Quindi, possiamo avere fede, anche quando dal punto di vista umano, tutto sembra buio. Dio completerà la sua opera in noi, e in tutto il mondo.

Oggi, vogliamo continuare il nostro studio della vita di Sansone, che viene menzionato in Ebrei 11 come un uomo di fede. Eppure, è molto facile riconoscere che Sansone fu un uomo impulsivo che cadde anche profondamente nel peccato, soffrendo terribili conseguenze.

La storia di Sansone, in realtà, non è tanto la storia di Sansone, quanto la storia del Dio sovrano, che porta avanti la sua opera, nonostante i falli degli uomini.

Mentre continuiamo il nostro studio nel libro dei Giudici, ricordiamoci che Sansone, come gli altri Giudici, non era un grande eroe. L'eroe è Dio, che stava liberando Israele dal giogo dei Filistei, un giogo che Dio stesso aveva messo, come disciplina su Israele per il loro peccato.

In Giudici 13, l'Angelo dell'Eterno era apparso a Manoah e a sua moglie, e aveva detto che lei avrebbe avuto un figlio, che sarebbe stato consacrato all'Eterno, e che l'Eterno lo avrebbe usato per iniziare a liberare Israele dai Filistei. Quindi, quando leggiamo delle prodezze di Sansone, dobbiamo tenere sempre in mente che stiamo leggendo di come l'Eterno stava liberando il suo popolo dai Filistei servendosi, in questo caso, di Sansone.

Se non ricordiamo questo, alla fine, innalzeremo l'uomo anziché Dio, e mancheremo di riconoscere le verità spirituali che possono edificare la nostra fede.

Detto tutto ciò, voglio solo menzionare gli avvenimenti che abbiamo studiato nell'ultimo sermone, per riprendere la storia. Dio aveva messo nel cuore di Sansone di sposare una donna dei Filistei, non per averla come moglie, ma per creare una situazione dalla quale Sansone avrebbe avuto motivo per vendicarsi dei Filistei, e così, iniziare l'opera di Dio di liberare Israele dal giogo che i Filistei avevano messo su di loro.

Nell'ultimo sermone, abbiamo visto che quell'opera era iniziata già durante il matrimonio, quando Sansone, per provvedere le trenta tuniche e le vesti, aveva ucciso trenta uomini fra i Filistei ad Askelon. Poi, era tornato a casa, pieno di ira verso i Filistei.

Dopo un certo tempo, era tornato a vedere sua moglie, ma il padre di lei l'aveva data ad un altro uomo. Per vendicarsi, Sansone aveva catturato trecento volpi, le aveva legate insieme in coppie e, attaccando una fiaccola di fuoco a ciascuna coppia, aveva bruciato i campi e le vigne dei Filistei, facendo un grande danno.

Dio si è servito del carattere vendicativo di Sansone per iniziare a liberare Israele dal potere dei Filistei. Il fatto che Dio si è servito di questo attributo di Sansone non lo giustifica. Molto spesso, Dio si è servito dei peccati degli uomini per portare avanti il suo piano, cosa che però non giustifica mai il peccato.

Visto che Sansone aveva bruciato tantissimi dei loro campi, i Filistei si vendicarono, uccidendo la moglie e il suocero di Sansone, bruciandoli. Se ricordate, la moglie di Sansone aveva tradito la sua fiducia proprio perché non voleva essere bruciata. Quindi, il suo seminare male le portò un brutto frutto.

Ora, vogliamo riprendere la storia a questo punto, cercando le verità che ci sono per noi nel resto di questo brano. Leggiamo il brano iniziando di nuovo da Giudici 15:1.

“1 Dopo un po’ di tempo, durante la stagione della mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, portando con sé un capretto, e disse: "Voglio entrare in camera da mia moglie. Ma il padre di lei non gli permise di entrare, 2 e gli disse: "Pensavo proprio che tu l’odiassi, per cui l’ho data al tuo compagno; sua sorella minore non è ancora più bella di lei? Prendila dunque al suo posto".
3 Sansone rispose loro: "Questa volta, non avrò alcuna colpa verso i Filistei, se farò loro del male". 4 Così Sansone se ne andò e catturò trecento volpi; prese quindi delle fiaccole, volse le volpi coda contro coda e mise una fiaccola tra le due code. 5 Poi accese le fiaccole e lasciò andare le volpi per i campi di grano dei Filistei, e bruciò i covoni ammucchiati e il grano ancora in piedi e persino le vigne e gli uliveti.

Ora, nei vv.6 e 7, notate il ciclo della vendetta. Ve li leggo.

“6 Allora i Filistei chiesero: "Chi ha fatto questo?". Fu risposto: "Sansone, il genero dell’uomo di Timnah, perché questi gli ha preso la moglie, e l’ha data in sposa al suo compagno". Così i Filistei salirono e diedero alle fiamme lei e suo padre. 7 Sansone disse loro: "Poiché avete fatto questo, io farò certamente vendetta su di voi, ma poi smetterò".” (Giudici 15:6-7 LND)

La vendetta è un ciclo vizioso

Ormai si era sviluppato un cerchio di vendetta. Sansone voleva vendicarsi un'ultima volta, ma con la vendetta non si può determinare quando sarà l'ultima volta.

Come avevo detto nell'ultimo sermone, Sansone è da un certo punto di vista un enigma. Da una parte, fu grandemente usato da Dio. In vari aspetti della sua vita, era un tipo di Gesù Cristo. Però, allo stesso tempo, era anche un uomo impulsivo, che peccò grandemente. Quindi, dobbiamo imitare la sua fede, ma non il suo carattere.

In questo versetto, Sansone voleva vendicarsi per quello che i Filistei avevano fatto. Vediamo che Sansone credeva di poter decidere lui quando il ciclo di vendetta sarebbe finito.

Consideriamo il ciclo di vendetta e contro-vendetta che si creò.

Per primo, Sansone aveva fatto un indovinello ai Filistei al suo matrimonio che era impossibile che riuscissero ad indovinarlo per conto loro. Poi i Filistei avevano scoperto la risposta forzando la sposa di Sansone a tradire la sua fiducia. In seguito, per procurare le vesti necessarie, Sansone uccise trenta Filistei. A quel punto, il suocero diede la figlia ad un altro uomo. Sansone, furioso per questa offesa, bruciò i campi dei Filistei. I Filistei, furiosi a causa di questo grande danno, uccisero la moglie e il suocero di Sansone. Che brutto ciclo!

Ora, Sansone dichiarò che egli avrebbe fatto un ultimo atto di vendetta, e poi, avrebbe smesso. Egli voleva vendicarsi un'ultima volta, credendo di avere lui il potere di decidere quando fermare questo ciclo.

Fermiamoci a considerare la mentalità della vendetta. Ricordiamoci, però, che il caso di Sansone è molto particolare, perché Sansone agiva come giudice, scelto da Dio, per danneggiare i Filistei. Certamente, egli era stato trattato ingiustamente, ma in realtà, Sansone rappresentava il popolo dei Giudei, che i Filistei avevano maltrattato. Quindi, questo suo esempio può insegnarci molto del pericolo delle vendette, anche se il suo caso è un caso particolare.

Nel rapporto fra Sansone e i Filistei, abbiamo un ciclo di vendetta e contro-vendetta. Uno fa un male all'altro, che risponde con un altro male, a cui l'altro risponde con un altro male ancora, e il secondo risponde ancora con un altro male.

Sansone dichiarò, con una certa ingenuità, che egli voleva vendicarsi un'ultima volta, e poi, avrebbe smesso. Leggo ancora il v.7

7 Sansone disse loro: "Poiché avete fatto questo, io farò certamente vendetta su di voi, ma poi smetterò".

Nel caso di Sansone, egli si vendicò, ancora questa volta, ma vedremo che non sarà l'ultima volta come aveva pensato. Leggo il v.8

8 Così li colpì spietatamente, facendone un grande massacro. Poi discese e rimase nella caverna della roccia di Etam.

Sansone andò a uccidere un gran numero di Filistei. Da solo, con il potere dello Spirito dell'Eterno su di lui, Sansone riuscì ad uccidere tanti uomini, senza che questi uomini riuscissero a fargli del male.

Tramite Sansone, l'Eterno stava liberando Israele dal giogo dei Filistei.

Sansone credeva che la cosa sarebbe finita là. E così, dopo essersi vendicato, andò a stare sulla roccia di Etam, un posto situato in alto, e dormiva nella caverna che si trovava sotto il monte.

Per Sansone, la cosa era conclusa. Però, il ciclo della vendetta non finisce così facilmente.

La vendetta considerata

Consideriamo più a fondo che cos'è la vendetta. Chi sceglie la via della vendetta, si trova schiavo della sua scelta.

Quando si entra nel ciclo della vendetta, non si può più scegliere quando finire la cosa, perché non dipende da una parte sola.

Chiaramente, nella carne, ognuno vorrebbe avere l'ultima parola. Vorrebbe sentirsi vendicato, perché dà il senso di aver vinto, e così si è contenti di lasciare la cosa. Vendicarsi soddisfa l'orgoglio dell'uomo. Quindi, è peccato.

Non solo, ma volersi vendicare deriva dal concetto di essere padrone della propria vita, e non dipendente da Dio.

Ricordiamoci che la vendetta non spetta a noi, ma a Dio solo, come leggiamo in Romani 12:19

“Non fate le vostre vendette, cari miei, ma lasciate posto all’ira di Dio, perché sta scritto: "A me la vendetta, io renderò la retribuzione, dice il Signore".” (Romani 12:19 LND)

Non dobbiamo fare le nostre vendette. Se qualcuno ci fa del male, non spetta a noi cercare di vendicarci. Invece, dobbiamo lasciare la cosa a Dio. Egli solo è il Giudice. Questo non esclude certi casi di cercare giustizia. Infatti, in realtà, cercare la vendetta non è cercare la giustizia.

La vendetta è un atto di orgoglio. Quando il nostro orgoglio viene ferita, allora, vogliamo vendetta. Quindi, volere la vendetta è una finestra sul nostro cuore, che dimostra un cuore non puro.

Infatti, una differenza fra volere giustizia, in un caso legittimo, e volersi vendicare è che se uno vuole giustizia, può rimanere tranquillo, anche se non riesce ad ottenerla, perché sa aspettare il giudizio di Dio. Invece, se uno vuole vendicarsi, non riesce ad avere pace senza aver ottenuto la sua vendetta, e il suo cuore sarà turbato. Questo è il frutto del peccato che è nel cuore.

Quindi, ricordiamoci sempre che la vendetta non spetta a noi, e non solo, ma il volere la vendetta dimostra un cuore che non è mansueto e non confida in Dio.

Quando un credente pecca, cercando la vendetta, non può più fermare da solo quando la cosa finirà. Oh cari fratelli, non scegliete di camminare in quella via! Questa è una delle lezioni che possiamo capire dal nostro brano di oggi.

I Filistei vogliono vendetta

Tornando al nostro brano, Sansone si era vendicato, uccidendo tanti Filistei. Perciò, i Filistei, avendo subito un ulteriore danno da parte di Sansone, vollero vendicarsi di Sansone. Perciò, tanti di loro si ritrovarono insieme, ed andarono a cercarlo per prenderlo. Leggiamo dal v.9

9 Allora i Filistei salirono, si accamparono in Giuda e si distesero fino a Lehi. 10 Gli uomini di Giuda dissero loro: "Perché siete saliti contro di noi?". Essi risposero: "Siamo saliti per catturare Sansone e per fare a lui ciò che ha fatto a noi".

I Filistei, in gran numero, si misero in schiera contro gli uomini di Giuda, in posizione di fare guerra contro di loro, per catturare Sansone.

Ricordatevi che i Filistei dominavano su Israele, come parte della disciplina di Dio. Il rapporto solitamente era tranquillo, in quanto, i figli di Israele vivevano soggiogati ai Filistei, e probabilmente pagavano un pesante tributo. Ora, i Giudei si trovarono circondati da tanti Filistei armati, pronti a punirli. Avevano paura, e chiesero il motivo di questa operazione. Evidentemente, non sapevano quello che Sansone aveva fatto.

I Filistei risposero che volevano fare vendetta di Sansone, per quello che aveva fatto loro. Il cerchio della vendetta non si spezza facilmente!

I Giudei vogliono evitare problemi

I Giudei, essendo sotto il dominio dei Filistei, volevano evitare problemi a tutti i costi. Perciò, si organizzarono fra di loro per andare a trovare Sansone e portarlo ai Filistei.

Erano pronti a consegnare un altro Giudeo a questi Filistei, pagani, pur di salvare loro stessi.

Avete visto il tipo di Cristo qua? Gesù Cristo è stato consegnato dai Giudei ai Romani, un popolo pagano, per salvare gli altri Giudei. Ricordate la dichiarazione di Caifa, al Sinedrio dei Giudei, riguardo a Gesù Cristo? Vi leggo da Giovanni 11.

“48 Se lo lasciamo andare avanti così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo e la nostra nazione". 49 Ma uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: "Voi non capite nulla; 50 e non considerate che conviene per noi che un sol uomo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione". 51 Or egli non disse questo da se stesso; ma, essendo sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione,” (Giov 11:48-51 LND)

Quindi, quello che questi Giudei fecero a Sansone, è un chiaro Tipo di quello che i Giudei fecero a Gesù. I Giudei che consegnarono Sansone ai Filistei non sapevano che questo faceva parte del piano di Dio per liberarli dal giogo dei Filistei. I Giudei che consegnarono Gesù ai Romani non sapevano che faceva parte del piano di Dio per liberare gli uomini dal giogo del peccato.

Infatti, la morte di Gesù non serviva per salvare i Giudei dall'ira dei Romani, ma per salvare i peccatori dall'ira di Dio. Chiunque si rivolge a Dio con fede, per mezzo di Gesù, riceve il beneficio del suo sacrificio.

Quindi, anche in questo, Sansone è stato un Tipo di Gesù Cristo, anche se aveva tanti peccati di carattere.

Così, questi Giudei, avendo deciso di sacrificare uno dei loro, pur di evitare problemi, andarono in cerca di Sansone.

Prima di giudicarli troppo severamente, consideriamo che probabilmente ognuno di noi ha fatto qualcosa di simile, anche se non allo stesso livello. Chi di noi in qualche occasione non ha scelto di lasciare soffrire un altro, che avrebbe dovuto curare, pur di evitare problemi?

In un modo limitato, vediamo questo tutti i giorni a livello familiare, se non combattiamo contro la carne. Quel marito che torna a casa stanco, se trova che anche la moglie è stanca, e lui cerca di evitare di aiutarla, preferendo non stancarsi di più, in realtà, sta lasciando che sua moglie subisca un male, in questo caso, più stanchezza, per evitare un male lui, che in questo esempio è di essere più stanco. In piccolo, questo è quello che questi Giudei fecero a Sansone.

Voi figli: spesso, i genitori sono stanchissimi, ma non volete mancare tempo di divertirvi in qualche modo, leggendo, giocando, o altro. Perciò, scegliete di cercare di evitare di dare una mano, e così, i vostri genitori devono rimanere ancora svegli per finire tutto. Comportandovi così, state preferendo che loro subiscano un male, per evitare un disturbo voi.

Questi sono piccoli esempi dello stesso comportamento che questi malvagi Giudei fecero in grande. Preferirono lasciare che Sansone subisse un male, in questo caso, la morte, piuttosto che rischiare di ricevere loro un male.

Se pensiamo a Gesù, Egli ha fatto il contrario. Egli ha scelto di subire LUI il male al posto dei peccatori, un male che non meritava. Questo è vero amore!

Oh che possiamo riconoscere quando il nostro cuore è come quello di questi uomini Giudei, è così, che possiamo scegliere di amare, anziché di agire con egoismo!

Tornando alla situazione con Sansone, visto che questi Giudei avevano deciso di sacrificare la vita di Sansone, in un certo senso, per non avere problemi con i Filistei, essi andarono in cerca di lui. Però, sapendo che Sansone aveva una forza speciale, andarono in tanti. Leggo dal v.11

11 Allora tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della roccia di Etam e dissero a Sansone: "Non sai che i Filistei ci dominano? Che è dunque questo che ci hai fatto?". Egli rispose loro: "Ciò che essi hanno fatto a me, io l’ho fatto a loro".
12 Essi gli dissero: "Noi siamo discesi per catturarti e darti nelle mani dei Filistei". Sansone rispose loro: "Giuratemi che voi stessi non mi ucciderete". 13 Essi allora gli parlarono, dicendo: "No, ti legheremo soltanto e ti daremo nelle loro mani; ma certamente non ti uccideremo". Così lo legarono con due funi nuove e lo fecero uscire dalla caverna.

Questi tremila uomini arrivarono da Sansone, che si trovava nella caverna. Sansone non voleva combattere contro di loro, perché non voleva uccidere dei Giudei. Così, con la loro parola che non gli avrebbero fatto del male, Sansone si lasciò legare da loro, ed essi lo portarono legato dai Filistei.

Anche qua, vediamo un chiaro tipo di Cristo, che è stato portato legato dai Giudei ai Romani, per essere ucciso. Gesù aveva il potere di distruggere i Giudei che lo avevano consegnato ai Romani, ma non voleva farlo, così come Sansone aveva il potere di uccidere questi giudei, ma si è lasciato prendere e legare da loro.

Ricordando che un Tipo assomiglia a Cristo solo in qualche aspetto, leggiamo quello che successe quando Sansone fu consegnato ai Filistei, leggendo, dal v.14

14 Quando giunse a Lehi, i Filistei gli vennero incontro con grida di gioia; ma lo Spirito dell’Eterno venne su di lui con potenza, e le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si dà fuoco; e i legami gli caddero dalle mani, 15 Trovata quindi una mascella d’asino ancora fresca, stese la mano e l’afferrò e con essa uccise mille uomini.
16 Allora Sansone disse: "Con una mascella d’asino, mucchi su mucchi! Con una mascella d’asino ho ucciso mille uomini".
17 Quand’ebbe finito di parlare, gettò via di mano la mascella e chiamò quel luogo Ramath-Lehi.

Anche qua, vediamo che la potenza di Dio non è limitata dalla debolezza dello strumento. Nessun uomo potrebbe uccidere mille uomini, in una volta, da solo, solamente con una mascella d'asino. Questo è un grande miracolo. La lezione per noi è che Dio può compire qualsiasi miracolo che vuole, per compiere la sua volontà.

Sansone disciplinato da Dio

Tornando a Sansone, notiamo quello che dichiara, avendo compiuto questo prodigio. Egli dichiara, nel v. 16.

16 Allora Sansone disse: "Con una mascella d’asino, mucchi su mucchi! Con una mascella d’asino ho ucciso mille uomini".

Che cosa c'è di sbagliato in questa sua dichiarazione? A prima vista, potrebbe sembrare che non disse niente di male. Dichiarò la verità, perché egli aveva realmente appena ucciso mille uomini.

Però, il male è in ciò che Sansone NON dichiarò, e cioè che aveva potuto fare questo per mezzo della potenza di Dio all'opera in lui.

Proclamando che egli aveva ucciso questi uomini, Sansone mancò di dare la gloria di Dio che Gli era dovuta. Egli non avrebbe mai potuto compiere un prodigio del genere se non per la potenza di Dio.

Dio è geloso per la sua gloria! Così, nella sua provvidenza, Dio guidò le cose, in modo che Sansone riconobbe che era stato Dio a concedergli di uccidere mille Filistei, come parte della liberazione che Dio aveva preannunciato ai genitori di Sansone. Leggo il v.18.

18 Poi ebbe gran sete e invocò l’Eterno, dicendo: "Tu hai concesso questa grande liberazione per mano del tuo servo; ma dovrò ora morire di sete e cadere nelle mani degli incirconcisi?".

Possiamo considerare la sete di Sansone come una forma di disciplina, per farlo umiliare, e dare la gloria a Dio. Notate che qui, Sansone riconobbe non solo che era stato Dio a concedergli questa vittoria, ma riconobbe che egli era solo un servo di Dio.

Quanto è importante che diamo la gloria a Dio per quello che Egli fa tramite noi!

Sansone diede la gloria a Dio, ma poi, si lamentò del fatto che non aveva da bere. Dio è un Dio paziente e tenero. Non ci tratta come meritiamo. Egli è un Dio di grazia. Così, provvide l'acqua per Sansone. Leggo il v.19

19 Allora DIO fendé la roccia concava che è a Lehi, e ne uscì dell’acqua. Egli bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riprese vita. Perciò chiamò quella fonte En-Hakkore; essa esiste a Lehi anche oggi.

Se ci fermiamo, qui c'è una lezione importante per noi, che riguarda la fede. Avete notato che Sansone aveva così tanta seteche si sentiva di morire, e poi, Dio lo curò, provvedendo acqua perfino miracolosamente?

Dio conosceva il suo piano per Sansone, e non era il momento per Sansone di morire. Però, Sansone non sapeva come sarebbero andate le cose. E in quel momento, mancava di fede.

La vita di un credente è una vita di fede, che vuol dire riposarsi in Dio anche quando non vediamo quello che Dio farà. Vi leggo Ebrei 11:1, che ci spiega che cos'è la vera fede.

“Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono;” (Eb 11:1 LND)

La fede è certezza di cose che si sperano, ma che non si vedono. Se si vede qualcosa, non serve avere fede, come Romani 8:24 spiega.

“Perché noi siamo stati salvati in speranza; or la speranza che si vede non è speranza, poiché ciò che uno vede come può sperarlo ancora?” (Romani 8:24 LND)

Quindi, la fede di Sansone in questo caso era debole. Prima, quando i Giudei erano venuti a prenderlo per legarlo, Sansone aveva grande fede, visto che era pronto a lasciare che lo legassero e che lo consegnassero ai Filistei. Egli aveva fede che Dio gli avrebbe dato la forzai di potersi liberare dai Filistei. Questo è uno dei motivi perché Sansone viene nominato in Ebrei come un esempio di fede.

Però, subito dopo quella grande vittoria, dopo aver avuto grande fede in Dio, per la quale Dio ha compiuto un'opera miracolosa, Sansone cominciò a dubitare di Dio, per qualcosa di molto meno grande. Cominciò a dubitare di Dio per quanto riguardava il suo bisogno di acqua.

Oh che possiamo imparare a confidare in Dio, non solo nelle prove grandi, ma anche nelle prove piccole. Quindi, da Sansone, abbiamo un esempio buono da imitare, cioè, la sua fede nell'affrontare i Filistei, e abbiamo un esempio da evitare, cioè, la sua mancanza di fede per quanto riguarda il suo bisogno di acqua.

Sansone Giudice per vent'anni

E così, Sansone aveva indebolito e impaurito così tanto i Filistei, che essi persero il loro controllo totale su Israele. Per ben venti anni, Sansone svolse l'incarico di Giudice di Israele. Leggiamo il v.20

20 Sansone fu giudice d’Israele al tempo dei Filistei per vent’anni.” (Giudici 15:1-20 LND)

La Bibbia non racconta alcun dettaglio di questo periodo della vita di Sansone, perché le lezioni che Dio ha per noi dalla sua vita sono tutte comprese in ciò che Dio ha guidato l'autore di questo libro a scrivere.

Infatti, voglio fare un piccolo ma importante commento. La Bibbia non è la storia di Israele, e poi della Chiesa. La Bibbia è la storia dell'opera di Dio nel mondo, e del suo piano di salvarSi un popolo. Quindi, spesso, come anche in questo caso, la storia di questo o di quell'altro uomo di Dio è una storia parziale, perché il vero protagonista è Dio, non gli uomini.

Lezioni per noi da questo passo

Tornando a Sansone, vorrei ripassare le lezioni che abbiamo visto per noi in questo brano.

Primo, abbiamo visto quanto è terribile il desiderare la vendetta. Nel caso di Sansone, la sua situazione era stata stabilita da Dio per punire i Filistei. Però, anche in questo caso, vediamo che Sansone non era padrone degli avvenimenti. Chi sceglie la via della vendetta, si trova schiavo della sua scelta.

Oh che possiamo riconoscere che il desiderio della vendetta, sia che riusciamo a portarla a termine o meno, è un segno del peccato nel cuore! Affidiamo la nostra sorte al Signore, sapendo che Egli renderà giustizia per ogni male! Questa è una lezione importante che troviamo in questo brano.

Inoltre, abbiamo visto come i Giudei erano pronti a consegnare Sansone, che era uno di loro, ai Filistei, per evitare problemi. Forse non avremo mai una situazione esattamente così, però, riconosciamo che facilmente possiamo peccare in questo modo. Facilmente, pecchiamo scegliendo di lasciare arrivare un male a qualcuno che dovremmo invece amare, per evitare che arrivi un male a noi stessi.

Il vero amore cerca il bene del prossimo, anche a grande costo. Infatti, quando a Gesù chiesero qual è il comandamento più grande, rispose che è quello di amare Dio, e poi, di amare il tuo prossimo come te stesso. Quindi, stiamo in guardia, di non chiudere gli occhi al bene degli altri, pensando solo ad evitare mali per noi stessi.

Nel brano di oggi, abbiamo avuto altri ricordi di Cristo, in quanto, abbiamo visto diversi modi in cui Sansone è stato un tipo di Gesù Cristo, il nostro Signore. Come Sansone è stato consegnato ai Filistei, Gesù Cristo è stato consegnato ai suoi nemici, per poterci salvare. Come Sansone si è lasciato legare prima di essere consegnato, anche se avrebbe potuto liberarsi senza problemi, così anche Cristo si è lasciato legare, per poter soffrire al nostro posto e salvarci.

Ricordiamoci le parole di Gesù Cristo in Giovanni 10:17,18

“17 Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. 18 Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo; questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio".” (Giov 10:17-18 LND)

Gesù ha dato la sua vita per salvare dei peccatori come noi! Il Creatore di tutto si è umiliato fino alla morte, per salvare persone malvagie come noi! Oh che possiamo essere meravigliati da questo mistero!

Tornando a Sansone, ricordiamoci che quello che ha fatto era umanamente impossibile, ma l'ha fatto perché era Dio che era all'opera tramite lui. Sansone è un esempio di fede, perché egli fece quello che sapeva che era impossibile per lui di fare, ma lo fece per fede, e così Dio operò tramite lui.

Oh che possiamo impegnarci di non dire mai “non posso” a qualsiasi cosa che è la volontà di Dio per noi! Quando noi camminiamo per fede, possiamo fare qualsiasi cosa che Dio ci comanda di fare. Seguiamo l'esempio di Sansone in questo! Camminiamo per fede, e compiamo grandi opere per il Signore! Lasciamo a Dio la vendetta. Camminiamo umilmente e per fede nel nostro Dio!

Amen, viviamo così, alla gloria di Dio!

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