un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Gedeone finisce male: Giudici 8 a 10

sermoni di di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org, per domenica 6 gennaio, 2008 cmd
Questo sermone parla dell'importanza di non lasciare alcun peccato nella vita. Camminare bene oggi è importante, ma lo è anche continuare a camminare bene. C'è un'applicazione particolare per i genitori.

Negli ultimi sermoni sul libro dei Giudici, abbiamo visto quanto Gedeone fu usato da Dio. Aveva dimostrato grande fede, e Dio perciò aveva fatto una grande opera tramite lui. Gedeone aveva iniziato molto bene.

Però Gedeone, che aveva combattuto contro l'idolatria, fu colpevole di aver introdotto una forma di idolatria in Israele.

Proprio nel momento della vittoria che Dio gli aveva dato sui Madianiti, Gedeone lasciò spazio alla sua carne, e questo suo peccato poi diventò un laccio per Israele, e portò il popolo a peccare gravemente.

Certamente, Gedeone ebbe un'influenza positiva, in quanto, per tanti anni, finché fu in vita, Israele non tornò a seguire l'idolatria di Baal come prima, proprio a causa della sua influenza.

Però, il suo peccato fu usato dopo per trascinare Israele a peccare con una forma di idolatria meno palese, al punto che, appena Gedeone morì, Israele tornò a seguire gli idoli apertamente come prima.

Gedeone aveva iniziato bene, ma non ha finito bene.

Leggiamo ora in Giudici 8:22-27, che spiega il peccato di Gedeone.

22 Allora gli uomini d’Israele dissero a Gedeone: Regna su di noi tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, perché ci hai liberati dalla mano di Madian". 23 Ma Gedeone rispose loro: "Io non regnerò su di voi, e neppure mio figlio regnerà su di voi!". 24 Poi Gedeone disse loro: "Voglio però chiedervi una cosa: ciascuno di voi mi dia gli orecchini del suo bottino". Essi avevano degli orecchini d’oro perché erano Ismaeliti. 25 Essi risposero: "Noi li daremo volentieri". Così stesero un mantello e ciascuno vi gettò gli orecchini del suo bottino. 26 Il peso degli orecchini d’oro che egli aveva chiesto fu di millesettecento sicli d’oro oltre le mezzelune, i pendenti e le vesti di porpora che i re di Madian indossavano, e oltre i collari che i loro cammelli avevano al collo.

27 Poi Gedeone ne fece un efod, che pose in Ofrah, sua città; tutto Israele vi andò a prostituirsi con esso, e diventò un laccio per Gedeone e per la sua casa.

Gedeone fece bene a non accettare la richiesta di diventare il re degli Israeliti, sapendo che la cosa non era da Dio. Però, vedendo tutto quell'oro nella forma di orecchini, fu tentato, e così, chiese di poter avere tutti gli orecchini. Con tutto quell'oro fece un efod.

L'efod era una parte speciale dell'abbigliamento del sacerdote. Si indossava sopra gli altri vestiti, e vi si attaccava sopra le dodici pietre che rappresentavano le dodici tribù, e anche l'urim e il thummin.

Probabilmente, Gedeone voleva un efod per poter consultare l'Eterno.

Però, non essendo un sacerdote, non doveva farsi un efod.

E infatti, questo efod diventò un inciampo per Israele. Il brano dichiara: “tutto Israele vi andò a prostituirsi con esso, e diventò un laccio per Gedeone e per la sua casa.”

Anche se all'inizio Gedeone poteva non aver capito che era un peccato fare questo efod, appena si accorse che tutto Israele andava a prostituirsi con esso, il suo peccato era evidente. A quel punto, Gedeone avrebbe dovuto ravvedersi, confessare il suo peccato, e distruggere l'efod. Invece, non lo fece, e l'efod diventò un laccio per Gedeone e per la sua casa.

Lasciando questo peccato nella sua vita, il buon inizio di Gedeone fu sommerso da una brutta fine.

Piccolo riassunto del resto della sua vita

Il brano continua con un piccolo riassunto della sua vita.

28 Così Madian fu umiliato davanti ai figli d’Israele e non alzò più il capo; e il paese ebbe riposo per quarant’anni, durante la vita di Gedeone.

Gli Israeliti non ebbero guerra durante il resto della vita di Gedeone. Non tornarono a seguire Baal come prima.

Però, anche se non seguirono Baal, peccarono ugualmente adorando l'efod di Gedeone. La Bibbia dice: “tutto Israele andò a prostituirsi con esso”.

Questo termine: “prostituirsi” significa adorare idoli al posto di Dio.

Fermatevi a considerare quello che stiamo leggendo!

Gedeone era stato uno dei Giudici più fedeli a Dio. Aveva ubbidito a Dio e distrutto l'idolatria dalla propria famiglia, a rischio della vita, e per questo fu usato grandemente da Dio per liberare Israele dai Madianiti. Sotto la sua guida, Israele non tornò a seguire gli idoli come prima per ben quarant'anni.

Però, il suo desiderio per un efod, un efod che non avrebbe dovuto fare, ha portato proprio Gedeone, l'uomo che Dio aveva usato per distruggere l'idolatria, a introdurre di nuovo l'idolatria in Israele, in una forma più subdola.

Si potrebbe dire che il grande bene che Gedeone aveva fatto fu cancellato da questo terribile male.

Infatti, la vita di Gedeone dopo la vittoria sui Madianiti non fu quella di un uomo di Dio. Leggiamo alcuni dettagli della sua vita, nei vv.29-32.

29 Poi Jerubbaal, figlio di Joash, tornò a dimorare a casa sua. 30 Or Gedeone ebbe settanta figli che uscirono dai suoi lombi, perché ebbe molte mogli. 31 La sua concubina, che stava a Sichem, gli partorì anch’ella un figlio, a cui pose nome Abimelek. 32 Poi Gedeone, figlio di Joash, morì in buona vecchiaia e fu sepolto nella tomba di Joash suo padre, a Ofrah degli Abiezeriti.

Nonostante che Gedeone avesse rifiutato l'offerta dei figli d'Israele di diventare il loro re, visse come un re pagano, prendendo molte mogli, e anche una concubina. Questa non era la vita di un uomo di Dio! Peggio ancora, come abbiamo già letto, tenne l'efod in casa, che fu un laccio, un peccato, per lui, per sua famiglia, e per tutto Israele.

Egli stava seminando male, e dopo, questi semi crebbero, e portarono Israele a peccare ancora di più.

Leggiamo i vv.33-35. Notate che l'influenza positiva di Gedeone non durò.

33 Dopo la morte di Gedeone i figli d’Israele ricominciarono a prostituirsi ai Baal, e presero Baal-Berith come loro dio. 34 I figli d’Israele non si ricordarono dell’Eterno, il loro DIO, che li aveva liberati dalle mani di tutti i loro nemici tutt’intorno, 35 e non dimostrarono alcuna gratitudine alla casa di Jerubbaal (cioè di Gedeone per tutto il bene che egli aveva fatto a Israele.” (Giudici 8:22-35 LND)

Il peccato di Gedeone portò Israele, dopo la sua morte, a prostituirsi apertamente a Baal. Inoltre, i figli di Israele non avevano più alcuna gratitudine alla casa di Gedeone per il grande bene che egli aveva fatto a Israele.

In questo, Gedeone è un forte esempio per noi, un esempio da evitare.

Lezioni per noi

Infatti, voglio fermarmi qui e considerare le lezioni che abbiamo da imparare.

Possiamo avere una certa stagione nella vita in cui Dio si serve grandemente di noi per la crescita del suo regno. Forse si servirà di noi per aiutare altri ad arrivare alla salvezza. Forse si servirà di noi per edificare molti altri credenti. Forse sarà per insegnare, o per curare la chiesa. Forse sarà per influenzare i nostri figli, o altri.

Però, il fatto che Dio si serve grandemente di noi oggi, non vuol dire che saremo utili al suo servizio in avvenire.

Infatti, se lasciamo spazio nella nostra vita a qualche peccato, forse a qualcosa che all'inizio è poco visibile, se non facciamo morire ciò che in noi è terreno, se non riduciamo il nostro corpo in servitù, se non usiamo autodisciplina in ogni campo della vita, allora, anziché continuare ad essere un aiuto per altri, possiamo diventare uno strumento per il male, un laccio che porterà altri a peccare.

Oh che possiamo riconoscere il pericolo di iniziare bene, ma finire male! Oh che possiamo riconoscere che il fatto che siamo grandemente usati da Dio oggi, non vuol dire che non possiamo cadere! Dobbiamo tenere i nostri occhi su Gesù!

Quindi, quanto è importante non solo camminare umilmente e per fede nei momenti di grande bisogno, ma anche perseverare nel nostro cammino di fede!

Un esempio della vita non sottomessa a Dio

Tornando al brano, a questo punto, il capitolo 9 racconta la storia di Abimelek, il figlio di Gedeone nato dalla sua concubina.

È un capitolo triste, perché vediamo cosa succede quando gli uomini vivono lontani da Dio.

Non leggo tutto, ma voglio raccontare i punti principali. Leggo dal v.1

1 Or Abimelek, figlio di Jerubbaal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e parlò con loro e a tutta la famiglia del padre di sua madre, dicendo: 2 "Deh, dite a tutti gli abitanti di Sichem: "Che cosa è meglio per voi, che tutti i settanta figli di Jerubbaal regnino su di voi, oppure che regni su di voi uno solo?". E ricordatevi che io sono vostre ossa e vostra carne". 3 I fratelli di sua madre riportarono tutte queste parole intorno a lui a tutti gli abitanti di Sichem; e il loro cuore si piegò a favore di Abimelek, perché dissero: "nostro fratello". 4 Così gli diedero settanta sicli d’argento, che tolsero dal tempio di Baal-Berith, con i quali Abimelek assoldò uomini di nessun valore e temerari; ed essi lo seguirono. 5 Poi egli andò alla casa di suo padre a Ofrah e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli, i settanta figli di Jerubbaal. Ma Jotham, figlio minore di Jerubbaal, scampò, perché si era nascosto. 6 Allora tutti gli abitanti di Sichem e tutta la casa di Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimelek, presso la quercia della stele che si trova a Sichem.” (Giudici 9:1-6)

Qui, vediamo che questo figlio di Gedeone, Abimelek, uccide i suoi settanta fratellastri. Poi, gli abitanti di Sichem lo fanno re. Però, ricordando che Dio non aveva ancora autorizzato i figli di Israele ad avere un re umano, questa era ribellione a Dio, dall'inizio alla fine.

Evidentemente, il peccato dell'efod, insieme al fatto che Gedeone aveva avuto tante mogli, e anche una concubina, lo portarono a non influenzare bene i suoi figli. Quindi, questo figlio, Abimelek, fu un uomo molto malvagio. Il peccato di Gedeone stava portando un brutto frutto nei suoi figli.

Nonostante che avesse avuto grandi benedizioni spirituali, anziché lasciare una ricca eredità spirituale ai suoi figli, Gedeone lasciò la sua famiglia in una condizione di grande povertà spirituale.

Oh che possiamo capire l'importanza di non prendere per scontato la nostra condizione spirituale! Oh che possiamo capire che il fatto che Dio ci benedice grandemente oggi, non vuol dire che resteremo vicini a Dio se non continuiamo a combattere contro la carne e non teniamo gli occhi su Cristo!

Il peccato inganna

Questo figlio, Abimelek, credeva di stare bene, ora che gli abitanti di Sichem lo avevano proclamato re. Ma in realtà, questa situazione durò solamente tre anni. Riprendiamo la storia nel v.22.

22 Abimelek padroneggiò sopra Israele tre anni. 23 Poi DIO mandò un cattivo spirito fra Abimelek e gli abitanti di Sichem, e gli abitanti di Sichem tradirono Abimelek, 24 affinché la violenza fatta ai settanta figli di Jerubbaal fosse risolta, e il loro sangue ricadesse sul loro fratello Abimelek, che li aveva uccisi e sugli abitanti di Sichem, che l’avevano aiutato a uccidere i suoi fratelli.

Per tre soli anni le cose andarono bene, poi gli abitanti di Sichem cominciarono a odiare Abimelek. Gli uomini di Abimelek circondarono gli abitanti di Sichem, che si erano rifugiati nella torre della città. Allora, sotto gli ordini di Abimelek, i suoi uomini bruciarono la torre. Leggo il v.49, che è la conclusione della battaglia.

49 Così ciascuno di loro tagliò un ramo e seguì Abimelek; posero i rami contro il torrione e arsero il torrione al di sopra di loro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne.

Così, coloro che si erano uniti nel male, ora si stavano uccidendo gli uni gli altri. Il peccato non porta mai vera benedizione!

Abimelek poi andò in un'altra città, Thebets, molto sicuro di sé. Però, chi confida in se stesso, prima o poi, cadrà. Leggo dal v.50-57.

50 Poi Abimelek andò a Thebets, cinse d’assedio Thebets e la espugnò. 51 Or in mezzo alla città c’era una torre fortificata, dove si rifugiarono tutti gli abitanti della città, uomini e donne; si rinchiusero dentro e salirono sul tetto della torre. 52 Così Abimelek giunse ai piedi della torre e l’attaccò; si avvicinò quindi alla porta della torre per appiccarvi il fuoco. 53 Ma una donna gettò giù la parte superiore di una macina sulla testa di Abimelek e gli spezzò il cranio. 54 Egli chiamò subito il giovane che gli portava le armi, e gli disse: Tira fuori la spada e uccidimi, perché non si dica: "L’ha ucciso una donna!"". Così il giovane lo trafisse, ed egli morì. 55 Quando gli Israeliti videro che Abimelek era morto se ne andarono ciascuno a casa sua. 56 Così DIO fece ricadere su Abimelek il male che egli aveva fatto contro suo padre, uccidendo settanta suoi fratelli. 57 DIO fece anche ricadere sul capo della gente di Sichem tutto il male fatto; così su di loro si avverò la maledizione di Jotham, figlio di Jerubbaal.” (Giudici 9:5-57 LND)

Per mezzo del peccato, Abimelek ha goduto tre anni di essere un re. Poi, è stato odiato da coloro che lo avevano scelto come re, e infine è stato ucciso mentre egli stesso stava uccidendo coloro che prima si erano schierati dalla sua parte.

Oh che possiamo capire che i benefici del peccato sono ingannevoli! Possono sembrare belli al momento, ma dopo, il peccato porta sempre brutte conseguenze.

Il ciclo si ripete

Vorrei leggere insieme il capitolo 10, per capire meglio la situazione di Israele in quel periodo. Quando leggiamo un brano così, è importante ricordare che stiamo leggendo la storia del popolo di Dio, che l'Eterno aveva scelto come suo popolo particolare. Dio aveva operato miracolosamente, volta dopo volta, per portare in esistenza il popolo d'Israele, per liberarlo dall'Egitto, e per dargli la terra promessa. Quindi, questo è il racconto del popolo di Dio, il popolo più benedetto di tutti i popoli della terra. Leggo da Giudici 10:1

1 Dopo Abimelek sorse, per salvare Israele, Tola figlio di Puah, figlio di Dodo, uomo di Issacar. Egli abitava a Shamir, nella regione montuosa di Efraim; 2 fu giudice d’Israele per ventitré anni; poi morì e fu sepolto a Shamir. 3 Dopo di lui sorse Jair, il Galaadita, che fu giudice d’Israele per ventidue anni. 4 Egli aveva trenta figli che cavalcavano trenta asinelli e avevano trenta città che si chiamano anche oggi i villaggi di Jair, e sono del paese di Galaad. 5 Poi Jair morì e fu sepolto a Kamon.

Cosa possiamo imparare da questi pochi versetti?

Prima di tutto, vediamo che nella storia di Israele, ci furono uomini di Dio, che furono usati da Dio per tenere il popolo lontano dall'idolatria, come abbiamo visto nei capitoli precedenti in questo libro dei Giudici. Oh che possiamo comprendere l'importanza di avere uomini timorati di Dio come guide!

Questi due uomini non cercarono di essere re, come aveva fatto Abimelek, ma rimasero nel ruolo stabilito da Dio per loro, quello di essere giudici.

Poi, tutti e due morirono. Tutta la loro vita fu riassunta in poche righe. Oh che possiamo ricordare, giorno per giorno, che tutte le cose di questa vita passeranno, e che non sono importanti come a volte possono sembrare! Quello che è importante è come viviamo per la gloria di Dio!

Israele ritorna al peccato

Ora, andiamo avanti, e leggiamo dal v.6.

6 Poi i figli d’Israele tornarono a fare ciò che è male agli occhi dell’Eterno e servirono i Baal e le Ashtaroth gli dèi della Siria, gli dèi di Sidone, gli dèi di Moab, gli dèi dei figli di Ammon e gli dèi dei Filistei; abbandonarono l’Eterno e non lo servirono più. 7 Così l’ira dell’Eterno si accese contro Israele, ed egli li diede nelle mani dei Filistei e nelle mani dei figli di Ammon. 8 In quell’anno essi molestarono ed oppressero i figli d’Israele; per diciotto anni essi oppressero tutti i figli d’Israele che erano di là dal Giordano, nel paese degli Amorei in Galaad. 9 Poi i figli di Ammon passarono il Giordano per combattere anche contro Giuda, contro Beniamino e contro la casa di Efraim; e Israele si trovò in una grande avversità.

Qui, ci troviamo nella stessa situazione di altre volte. Mancavano uomini fedeli a Dio come guide, e perciò il popolo tornò a peccare gravemente contro Dio. Questo ci fa capire quanto il cuore dell'uomo è naturalmente portato a vivere nel peccato.

Questa volta, sembra che gli Israeliti arrivarono ad un punto peggiore di tutte le altre volte. Altre volteavevano adorato idoli, ma non avevano abbandonato totalmente l'Eterno, in modo palese. Questa volta, invece, abbandonarono l'Eterno apertamente, e non lo servirono più.

Di nuovo, questa loro ribellione suscitò la santa e pura ira dell'Eterno. Ricordiamoci che quando Dio agisce, lo fa sempre con santità. Quindi, quando Dio è pieno di ira, è sempre un'ira pura e giusta.

È anche un'ira terribile, perché non esiste scampo dall'ira di Dio.

Il v.7 dichiara: 7 Così l’ira dell’Eterno si accese contro Israele, ed egli li diede nelle mani dei Filistei e nelle mani dei figli di Ammon.

Oh che possiamo capire che Dio è geloso per la sua gloria! Quando il popolo di Dio, il popolo amato da Dio, che è stato scelto da Dio, si ribella contro Dio, sarà soggetto alla disciplina di Dio, che può arrivare ad essere anche molto dura. Chi crede che Dio non manda quello che noi chiamiamo il male sbaglia grandemente!!

Quello che è importante capire è che quando Dio manda il male, è per portare un bene. Cioè, quando il popolo di Dio cammina nel peccato, si allontana dalle benedizioni del Signore. La disciplina di Dio, che può arrivare ad essere molto dura, porta un grande bene, se porta chi ha peccato al ravvedimento. Quindi, ricordiamoci che Dio manda il male, per produrre un vero bene, e per glorificarsi.

E così con i figli d'Israele, Dio mandò un duro male, dando loro nelle mani dei Filistei e dei figli di Ammon.

Andiamo avanti, e vediamo quello che i figli d'Israele fecero. Leggo dal v.10.

10 Allora i figli d’Israele gridarono all’Eterno, dicendo: "Abbiamo peccato contro di te, perché abbiamo abbandonato il nostro DIO e abbiamo servito i Baal"

A prima vista, questo potrebbe sembrare ravvedimento. Cioè, gli Israeliti dissero le cose giuste. Però, come vedremo più avanti, essi non si erano ancora veramente ravveduti. Erano disperati, a causa delle loro sofferenze, e capivano che erano sotto la disciplina di Dio. Però, non erano ravveduti. Vi leggo come Dio rispose loro, dal v.11.

11 L’Eterno disse ai figli d’Israele: "Non vi ho io liberati dagli Egiziani, dagli Amorei, dai figli di Ammon e dai Filistei? 12 Quando quelli di Sidone, gli Amalekiti e i Maoniti vi opprimevano e voi gridaste a me, non vi liberai io dalle loro mani? 13 Nonostante ciò, mi avete abbandonato e avete servito altri dèi; perciò io non vi libererò più. 14 Andate dunque a gridare agli dèi che avete scelto; vi salvino essi nel tempo della vostra avversità!".

Qualcuno potrebbe pensare che l'Eterno in questa occasione sia stato cattivo. Ma Dio non è cattivo! Dio stava agendo con giustizia, santità, e anche con amore. Egli sapeva che i figli d'Israele non si erano ancora veramente ravveduti. Perciò, anziché accogliere la loro richiesta di aiuto, mise in mostra che essi avevano ancora i cuori legati ai loro idoli. La benedizione più grande non è una vita in cui Dio toglie i pesi, ma è la stretta comunione con Dio. Per questo, Dio rifiutò questa loro richiesta di aiuto, perché non veniva da un cuore ravveduto.

La saggezza di Dio portò buon frutto, anche qui. Vi leggo i vv. 15-16

15 I figli d’Israele dissero all’Eterno: "Abbiamo peccato; fa’ a noi tutto ciò che ti pare, ma liberaci oggi, ti supplichiamo". 16 Allora tolsero di mezzo a loro gli dèi stranieri e servirono l’Eterno che si addolorò per la sofferenza d’Israele.

Solo a questo punto i figli d'Israele si ravvidero veramente, perché solo a questo punto tolsero via gli dèi stranieri per servire l'Eterno. Cioè, quando avevano chiesto aiuto a Dio la prima volta, avevano ancora tutti i loro idoli. Che terribile disprezzo contro Dio!

Il cuore di Dio

Quello che mi colpisce è quello che vediamo del cuore di Dio nel v.16.

16 Allora tolsero di mezzo a loro gli dèi stranieri e servirono l’Eterno che si addolorò per la sofferenza d’Israele.”

Nonostante quanto i figli d'Israele avevano peccato contro l'Eterno, nonostante Gli avessero chiesto aiuto mentre ancora si tenevano stretti ai loro idoli, l'Eterno era addolorato nel vederli soffrire. Quindi, appena si ravvidero veramente, Dio iniziò la procedura per liberarli dalla disciplina.

Che incredibile e profonda verità, che Dio può essere addolorato per la sofferenza di un popolo così ribelle e malvagio! Quanto è immenso il cuore di Dio, e incredibile il suo amore per degli uomini peccatori!

È incredibile pensare al fatto che Dio usa il suo potere per il bene di uomini peccatori e ribelli come noi. Soprattutto, opera in modo da allontanarci dal peccato, per poterci benedire con la comunione con Lui.

Lezioni per noi in questo brano

Fermiamoci qua, e riflettiamo su alcune delle lezioni principali che abbiamo visto oggi in questo brano.

Negli ultimi due sermoni su Giudici, abbiamo visto quanto Gedeone è stato un uomo di fede, e come è stato usato grandemente da Dio. Gedeone ha avuto l'immenso privilegio di aver avuto un incontro con l'Angelo dell'Eterno, e di aver visto Dio compiere un grande miracolo per mezzo suo, liberando Israele dei Madianiti.

Gedeone conosceva quanto terribile era l'idolatria, perché prima che Dio lo potesse usare per liberare Israele, doveva distruggere l'idolatria della sua propria famiglia. Quindi, sotto la sua guida, durante tutta la sua vita, Israele non tornò ad adorare gli idoli, come i Baal e le Asceroth.

Però, Gedeone non fu totalmente fedele a Dio. Dopo la battaglia, vedendo la grande stima che tutti avevano di lui, fu attirato dall'oro, e così, fece un efod, che diventò un tipo di idolo per lui, per la sua famiglia, e per tutto Israele.

Peccando così, Gedeone non fu in grado di allevare bene i suoi figli. Perciò, appena dopo la sua morte, la sua famiglia cadde in disastro, e il figlio di una sua concubina, Abimelek, uccise tutti gli altri settanta figli di Gedeone, tranne uno che scappò. Poi quell'Abimelek fu scelto come re dagli abitanti di Sichem, ma dopo solo tre anni, lui e quegli abitanti si odiarono, e Abimelek li uccise, e poi fu lui stesso ucciso mentre stava attaccando un'altra città.

Gedeone aveva seminato male, e questo ha portato dei brutti frutti nella sua famiglia e in Israele.

Oh che possiamo capire l'importanza di non lasciare stare alcun peccato nella nostra vita. Anche se non vediamo oggi il male che un certo peccato sta facendo, possiamo essere sicuri che chi semina male, raccoglierà male. Impariamo a confessare e ad abbandonare ogni peccato, iniziando dall'orgoglio.

Ricordiamoci che anche se camminiamo bene oggi, e siamo grandemente usati da Dio, come lo è stato Gedeone, questo non significa che automaticamente finiremo bene. È essenziale continuare a camminare in umiltà e santità davanti a Dio. Solo così potremo finire bene.

Perciò, impariamo, dal brutto esempio di Gedeone, il pericolo di lasciare un peccato nella nostra vita. Non dobbiamo scusare o ignorare alcun peccato. Hai un problema con l'orgoglio? Con del rancore verso qualcuno? Con la concupiscenza? Hai difficoltà a lasciare i tuoi problemi a Dio e tendi verso l'ansia? Hai difficoltà ad essere sottomesso all'autorità? Hai difficoltà a mettere gli altri prima di te stesso?

Non nascondere o ignorare i tuoi peccati! Metti ogni peccato nella luce davanti a Dio. Confessa ogni peccato, e chiedi a Dio di aiutarti a camminare in santità.

Ricordiamoci, dall'esempio di Gedeone, che i peccati che lasciamo nella nostra vita possono portare molto male nella vita dei nostri figli. Ricordatevi dei tanti uomini di Dio nella Bibbia, come Samuele, Davide, e vari dei re di Giuda, che sono stati usati grandemente da Dio, ma i cui figli sono stati molti ribelli a Dio.

Oh che possiamo capire l'importanza di camminare umilmente davanti a Dio, in ogni campo della vita!

Poi, ricordiamoci di quello abbiamo visto del cuore di Dio. Un popolo così ribelle, dopo tutta la cura di Dio, avrebbe meritato di essere distrutto per sempre. Invece, Dio era addolorato per la loro sofferenza, nonostante che era Lui stesso ad aver mandato quella sofferenza, come disciplina.

Oh che possiamo capire di più il cuore di Dio. Egli è un Dio santo, e punirà il peccato. Però, è pronto a perdonare! Dio desidera, ardentemente, di essere in comunione con il suo popolo. Egli ama perdonare, ama accogliere, ama benedire.

Viviamo in modo da poter godere le benedizioni di un Dio che ama benedire, un Dio pronto ad amare!

Viviamo guardando a Cristo, e allontanandoci dal male! Impariamo dall'esempio di Gedeone l'importanza non solo di iniziare bene, ma di continuare a camminare bene per il nostro bene e per la gloria di Dio!

Questo sermone fa parte di una serie. Per gli altri sermoni della serie, visita www.aiutobiblico.org e cerca sotto la pagina “sermoni”, e poi “Giudici”.

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