un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Lezioni da Giobbe 1

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per mercoledì, 3 marzo, 2010
parole chiave: Giobbe, sofferenze, ingiustizia, come affrontare le sofferenze, la perdita di una persona cara, Il cordoglio, il potere di Satana

La vita è piena di tante benedizioni. Però, durante la vita, ci sono anche momenti in cui perdiamo delle benedizioni, a volte, benedizioni estremamente care a noi. La vita non è fatta solamente di gioie ma anche di grandi sofferenze.

Come possiamo affrontare le sofferenze senza che la nostra fede venga meno?

La chiave consiste nel capire che Dio è sovranamente in controllo su tutto e, quindi, nulla può succederci di male se non secondo il piano perfetto di Dio.

Però, capire il sovrano controllo di Dio su tutto richiede la rivelazione di Dio all'uomo. Cioè, osservando la creazione, possiamo capire che c'è un grande Creatore. Ma non possiamo comprende quanto Dio controlla ogni dettaglio della nostra vita, senza la rivelazione che Dio ha scelto di darci nella Sua Parola, la Bibbia. In Essa, Dio rivela delle verità divine che l'uomo non potrebbe mai scoprire da solo.

Uno dei motivi per cui Dio ci rivela certe verità nascoste è affinché possiamo avere più fede in Lui.

Quindi è importante comprendere le verità che Dio ci rivela, in modo che possiamo avere una fede sempre più forte, in modo da superare vittoriosamente le prove che fanno parte del nostro pellegrinaggio sulla terra.

In questo libro, vogliamo riconoscere di più quanto Dio è in controllo di ogni cosa e quanto Satana non può fare nulla senza il permesso di Dio. Il brano che vogliamo considerare per riconoscere queste verità preziose è Giobbe 1.

Giobbe è il libro più antico della Bibbia. Da quello che possiamo capire dal libro, Giobbe viveva al tempo dei Patriarchi, forse più o meno al tempo di Isacco. Quindi viveva prima che qualsiasi altro libro della Bibbia fosse scritto, perché è stato Mosè, circa 400 anni dopo Abrahamo, che scrisse il pentateuco, cioè i libri che vanno da Genesi a Deuteronomio. Quindi, Dio scelse di narrare gli avvenimenti che riguardavano la vita di Giobbe per rivelare agli uomini certe verità fondamentali che ci aiutano a capire meglio gli avvenimenti della nostra vita e ad avere pace nei momenti più difficili.

Quindi, consideriamo il libro di Giobbe al capitolo 1. Leggiamo un po' alla volta e, man mano che leggiamo, farò dei commenti per aiutarci a riconoscere le verità in esso contenute e che ci servono così tanto.

Giobbe, un uomo integro (vv.1-5)

Iniziamo leggendo Giobbe 1:1-5. Questi versetti ci aiutano a comprendere che tipo di uomo era Giobbe. Questo è importante perché ci aiuta a capire che le cose brutte possono succedere ai malvagi ma anche alle persone che hanno fede in Dio. Anzi, in tanti brani della Bibbia, per esempio nel Salmo 37 e nel Salmo 73, leggiamo che, spesso, i malvagi, che non temono Dio, hanno meno problemi di coloro che temono Dio.

Parlando di Giobbe, dai versetti 1-5 vediamo che egli era un uomo integro e retto, temeva Dio e fuggiva il male. Vi leggo i versetti:

“1 C’era nel paese di Uz un uomo chiamato Giobbe. Quest’uomo era integro e retto, temeva DIO e fuggiva il male. 2 Gli erano nati sette figli e tre figlie. 3 Inoltre possedeva settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento paia di buoi, cinquecento asine e un grandissimo numero di servi. Così quest’uomo era il più grande di tutti gli Orientali. 4 I suoi figli solevano andare a banchettare in casa di ciascuno, nel suo giorno, e mandavano a chiamare le loro tre sorelle perché venissero a mangiare e a bere con loro. 5 Quando la serie dei giorni di banchetto era terminata, Giobbe li andava a chiamare per purificarli, si alzava al mattino presto e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro, perché Giobbe pensava: "Può darsi che i miei figli abbiano peccato e abbiano bestemmiato DIO nel loro cuore". Così faceva Giobbe ogni volta.” (Giobbe 1:1-5 LND).

Da questi versetti impariamo che Giobbe era un uomo integro. Integro vuol dire interamente puro e non solo un po'. È fondamentale essere integri. Una purezza parziale non è purezza.

Pensate all'esempio del matrimonio. Immaginate tre mariti, uno fedele tutti i giorni, l'altro infedele tutti i giorni e il terzo fedele nove giorni su dieci. Non si potrebbe lodare il terzo perché è fedele per la maggioranza del tempo. Infatti, in realtà, egli è un marito infedele, proprio come il secondo. Solamente chi è fedele TUTTI i giorni è un marito fedele. Solo egli è un marito integro.

Essere integro, perciò, vuol dire avere lo stesso comportamento giorno dopo giorno, in ogni circostanza.

Tu sei integro nel tuo cuore, nel tuo comportamento e nel tuo parlare? Giobbe era un uomo integro.

Giobbe era anche retto, il che vuol dire che camminava in modo diritto, ovvero, nella giustizia anziché nel peccato. Egli temeva Dio anziché gli uomini e fuggiva il male. Non si può temere Dio senza fuggire il male. Le due cose vanno sempre insieme. Fuggire il male vuol dire non solo non cercare il male, ma fare il necessario per evitarlo. Temere Dio vuol dire volere l'approvazione da parte di Dio, perché si sa che solo da Lui c'è benedizione, anzi, si sa che EGLI è la vera benedizione.

Amici cari, Giobbe era così! Altre persone possono dire la stessa cosa di ognuno di voi? Tu sei integro, retto, temi Dio e fuggi il male? La tua vita è caratterizzata da un cammino di santità? Cammini in santità in ogni campo della vita? Il testo dice che Giobbe faceva sempre così, il suo cammino era sempre lo stesso. Il tuo cammino è sempre lo stesso?

Se vuoi una vita benedetta, se vuoi dare gloria a Dio, se vuoi godere il frutto dello Spirito, allora serve avere una vita come Giobbe, una vita in cui temi Dio e fuggi il male, un cammino giusto e retto, giorno dopo giorno dopo giorno.

Dietro le quinte in cielo (vv.6.12)

I vv.6-12 ci rivelano qualcosa che non avremmo mai potuto sapere se non vi fosse stata rivelata. Infatti questi versi ci parlano delle cose che succedono in cielo e che, dunque, è impossibile sapere, se non tramite la rivelazione che Dio qui ci dà. Leggo i vv.6.12:

“6 Un giorno i figli di Dio vennero a presentarsi davanti al SIGNORE, e Satana venne anch’egli in mezzo a loro. 7 Il SIGNORE disse a Satana: «Da dove vieni?» Satana rispose al SIGNORE: «Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa». 8 Il SIGNORE disse a Satana: «Hai notato il mio servo Giobbe? Non ce n’è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Dio e fugga il male». 9 Satana rispose al SIGNORE: «É forse per nulla che Giobbe teme Dio? 10 Non l’hai forse circondato di un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l’opera delle sue mani e il suo bestiame ricopre tutto il paese. 11 Ma stendi un po’ la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia». 12 Il SIGNORE disse a Satana: «Ebbene, tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona». E Satana si ritirò dalla presenza del SIGNORE.” (Giobbe 1:6-12 NRV).

In questo brano vediamo Satana, uno spirito malvagio, che si presenta a Dio sfidandolo per quanto riguarda qualcosa che avviene sulla terra. Vediamo che Satana vuole accusare gli uomini. Egli ha infatti il titolo di accusatore.

Quindi, in questi versi vediamo una verità importantissima. Dio permette a Satana di fare del male a Giobbe perché ciò faceva parte del piano di Dio per la sua vita. Notate però che è Dio che determina quale male Satana può fare. Satana non può fare nulla senza il permesso di Dio. Dio è sovrano su Satana e Satana non può fare del male se non è secondo il piano di Dio!

Questa non è l'unica volta che vediamo una scena in cielo in cui gli spiriti maligni si presentano davanti a Dio e Dio permette loro di fare del male, ma sempre e solamente in base alla Sua perfetta volontà. Anche in 1Re 22:15-23 vediamo una cosa simile. Il re di Giuda, Giosafat, andò a vedere Achab, il re di Israele. Essi si incontrarono perché dovevano decidere se unirsi per combattere contro un'altra nazione; Giuda seguiva Dio, Israele no. Giosafat voleva capire la volontà di Dio, perciò chiamarono i 400 profeti di Achab che li incoraggiarono a muovere guerra, dicendo che tutto sarebbe andato bene. Però Giosofat capì che questi profeti non seguivano Dio e chiese di ascoltare un altro profeta, uno che seguiva l'Eterno. Perciò, Achab chiamò il profeta Mikaiah che odiava, perché seguiva veramente Dio, per chiedere cosa dovevano fare. Leggo 1Re 22:15-23

“15 Come giunse davanti al re, il re gli disse: "Mikaiah, dobbiamo andare a combattere contro Ramoth di Galaad, oppure dobbiamo rinunciarvi?". Egli rispose: "Va’ pure, tu riuscirai, perché l’Eterno la darà nelle mani del re". 16 Allora il re gli disse: "Quante volte ti devo scongiurare di non dirmi se non la verità nel nome dell’Eterno?". 17 Mikaiah rispose: "Ho visto tutto Israele disperso sui monti, come pecore che non hanno pastore"; e l’Eterno ha detto: "Essi non hanno più padrone; se ne torni ciascuno in pace a casa sua"". 18 Il re d’Israele disse a Giosafat: "Non ti avevo io detto che nei miei confronti costui non avrebbe profetizzato nulla di buono, ma solo del male?". 19 Allora Mikaiah disse: "Perciò ascolta la parola dell’Eterno. Io ho visto l’Eterno assiso sul suo trono, mentre tutto l’esercito del cielo gli stava intorno a destra e a sinistra. 20 L’Eterno disse: "Chi sedurrà Achab perché salga e perisca a Ramoth di Galaad?". Ora chi rispose in un modo e chi in un altro. 21 Allora si fece avanti uno spirito, che si presentò davanti all’Eterno e disse: "Lo sedurrò io". 22 L’Eterno gli disse: "In che modo?". Egli rispose: "Uscirò e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti". L’Eterno gli disse: "Riuscirai certamente a sedurlo; esci e fa’ così". 23 Perciò ecco, l’Eterno ha posto uno spirito di menzogna in bocca a tutti questi tuoi profeti; ma l’Eterno pronuncia sciagura contro di te".” (1Re 22:15-23 LND).

Avete visto che è stato l'Eterno a dare il permesso ad uno spirito malvagio di riempire i falsi profeti di menzogne per ingannare Achab?

Sia in questo brano che in Giobbe, Dio permette agli spiriti malvagi di fare del male. In questi due brani, vediamo una verità molto importante, verità che vediamo anche nei Vangeli quando i demoni parlavano con Gesù. Vediamo che Satana e i suoi demoni sono totalmente soggetti a Dio. In altre parole, non possono fare nulla se Dio non concede loro di farlo.

Satana è malvagio, vuole fare quanto più male possibile. Il male peggiore che egli vuole fare è quello di allontanare le persone da Dio. Satana odia tutti e, soprattutto, odia coloro che sono figli di Dio, che credono in Dio e camminano per fede.

Però Satana è totalmente e assolutamente limitato da Dio. Satana può fare solamente quello che Dio gli permette di fare.

E Dio permette a Satana di fare solamente quello che fa parte del piano di Dio.

Per esempio, pensa a quante volte i Farisei ed altri, spinti da Satana, volevano uccidere Gesù. Eppure, non fu loro permesso di toccarlo finché non fosse giunto il momento stabilito da Dio. Solo allora a Satana fu permesso di incitare gli uomini ad uccidere Gesù, al momento e nel modo preciso già stabilito da Dio.

Ovviamente, quando Satana fa qualcosa, egli cerca di ostacolare l'opera di Dio, ma Dio è così potente che trasforma il male che l'avversario compie in un bene.

Infatti, Satana non sa in anticipo quello che Dio farà e, così, fa cose che egli crede porteranno del male quando, in realtà, alla fine portano gloria a Dio e bene al popolo di Dio.

Vediamo questo in 1Corinzi 2, in cui leggiamo come Satana non conosce i piani di Dio perché, se li conoscesse, non farebbe quello che fa. Vi leggo 1Corinzi 2:6-8 che parla della crocifissione di Gesù:

“6 Or noi parliamo di sapienza fra gli uomini maturi, ma di una sapienza che non è di questa età né dei dominatori di questa età che sono ridotti al nulla, 7 ma parliamo della sapienza di Dio nascosta nel mistero, che Dio ha preordinato prima delle età per la nostra gloria, 8 che nessuno dei dominatori di questa età ha conosciuta; perché, se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.” (1Corinzi 2:6-8 LND).

Satana, che è il capo dei dominatori di questa età, non sapeva che Dio avrebbe risuscitato Cristo Gesù perché, se l'avesse saputo, non avrebbe sedotto degli uomini per crocifiggere il Signore della gloria, Gesù Cristo!

Anche l'Apostolo Paolo parla di come Dio usa degli spiriti malvagi per portare avanti il Suo piano. Paolo ha avuto il privilegio di essere trasportato in cielo. Per evitare che, a causa di questo privilegio concessogli, egli potesse insuperbire, Dio gli ha mandato uno spirito malvagio che era per lui una scheggia di sofferenza. Quello che Satana ha fatto nella vita di Paolo per male, Dio lo ha usato per il suo bene. Leggo le parole di Paolo in 2Corinzi 12:

“2 Io conosco un uomo in Cristo che, quattordici anni fa (se con il corpo o fuori del corpo non lo so, Dio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo. 3 E so che quell’uomo (se con il corpo o senza il corpo, non lo so, Dio lo sa), 4 fu rapito in paradiso e udì parole ineffabili, che non è lecito ad alcun uomo di proferire. 5 Io mi glorierò di quel tale, ma non mi glorierò di me stesso, se non delle mie debolezze. 6 Anche se volessi gloriarmi, non sarei un insensato perché direi la verità, ma me ne astengo, affinché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me. 7 Inoltre, affinché non m’insuperbisca per l’eccellenza delle rivelazioni, mi è stata data una spina nella carne, un angelo di Satana per schiaffeggiarmi affinché non m’insuperbisca.” (2Corinzi 12:2-7 LND).

Avete visto? Dio ha dato a Paolo una spina nella carne per proteggerlo dall'orgoglio. Però questa spina ero un angelo di Satana. Cioè, era un angelo, un demone che Satana ha mandato a Paolo per farlo stare male. Anche qui vediamo che Satana fa qualcosa per il nostro male ma pure che tale male fa parte del piano sovrano di Dio che Egli attua per curarci spiritualmente.

Quindi, il punto importantissimo da capire e ricordare, consiste nel fatto che, anche quando ci succedono cose brutte, è Dio che le permette, ne è pienamente sovrano ed è in perfetto controllo di esse. Satana non ha alcun potere di farci del male se non gli è permesso da Dio e, in quei casi, quel male serve al nostro bene spirituale.

Arriva il male (vv.13-19)

Passiamo ora ai versetti che seguono nel brano di Giobbe che stiamo meditando. Satana, avendo ricevuto il permesso da Dio di fare del male a Giobbe, compie quel male e sceglie di farlo in modo da scuotere la fede di Giobbe. Leggo dal v.13 a 19:

“13 Così un giorno avvenne che mentre i suoi figli e le sue figlie mangiavano e bevevano vino in casa del loro fratello maggiore, giunse da Giobbe un messaggero a dirgli: 14 "I buoi stavano arando e le asine pascolavano nelle vicinanze, 15 quando i Sabei sono piombati loro addosso, e li hanno portati via e hanno passato a fil di spada i servi. Io solo sono scampato per venire a dirtelo". 16 Egli stava ancora parlando, quando giunse un altro e disse: "Il fuoco di DIO è caduto dal cielo, ha investito pecore e servi e li ha divorati. Io solo sono scampato per venire a dirtelo". 17 Egli stava ancora parlando, quando giunse un altro e disse: "I Caldei hanno formato tre bande, si sono gettati sui cammelli e li hanno portati via, e hanno passato a fil di spada i servi. Io solo sono scampato per venire a dirtelo". 18 Egli stava ancora parlando, quando giunse un altro e disse: "I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo vino in casa del loro fratello maggiore. 19 quand’ecco un vento impetuoso, venuto dal deserto, ha investito i quattro angoli della casa che è caduta sui giovani, ed essi sono morti. Io solo sono scampato per venire a dirtelo".” (Giobbe 1:13-19 LND).

In un giorno, martellata dopo martellata, Giobbe ha scoperto di aver perso prima una cosa, poi un'altra, poi un'altra ancora e, infine, tutti i suoi figli in un colpo. Rendetevi conto che non aveva solamente perso i suoi animali, ma anche i suoi servi che, come uomo integro, erano di certo cari a lui. Quindi Giobbe ha dovuto affrontare una giornata terribile che succede nella vita di pochissime persone nel mondo, forse di nessuna. Ad un tratto, in pochissimo tempo, ha perso tutto, tranne la propria salute e la moglie.

Chiaramente, e infatti questo è un punto principale del libro di Giobbe, egli non aveva idea alcuna del motivo per cui era successo tutto questo. Non aveva peccato, Dio non ce l'aveva con lui, tutto andava bene fino a quel momento. Infatti, mentre all'inizio Giobbe aveva pace, dopo, influenzato dagli amici non buoni, Giobbe comincia ad avere confusione e inizia a dubitare cercando di capire il motivo per cui era successo tutto questo. Però, a questo punto, pur non capendo il motivo, ma senza le influenze negative di quegli amici, la reazione di Giobbe è un ottimo esempio per noi tutti di come si deve reagire quando ci succedono cose brutte. Andiamo avanti a vedere la sua reazione a tutto questo male.

La reazione di Giobbe (vv.20-22)

La reazione di Giobbe era una reazione che solamente uno che ha fede in Dio può avere.

Tenete in mente e riflettete su quanto terribile fosse la sua sofferenza mentre leggo i vv. 20-22:

“20 Allora Giobbe si alzò, si stracciò il suo mantello e si rase il capo; poi cadde a terra e adorò, 21 e disse: "Nudo sono uscito dal grembo di mia madre e nudo vi ritornerò. L’Eterno ha dato e l’Eterno ha tolto. Sia benedetto il nome dell’Eterno". 22 In tutto questo Giobbe non peccò e non accusò DIO di alcuna ingiustizia.” (Giobbe 1:20-22 LND).

Giobbe manifesta la sua tristezza

Prima di tutto, Giobbe manifesta la sua grande tristezza. Non è mancanza di fede avere tristezza per la perdita di persone care. Dio ci ha creati con la capacità di amare e una parte di questo sentimento ci porta ad avere tristezza quando la persona amata viene a mancare.

Però, Giobbe non solo manifesta la sua tristezza facendo cordoglio. Egli adora l'Eterno, riconoscendo che Dio è giusto e buono in tutto quello che fa, anche quando non comprendiamo il perché.

Giobbe riconosce che non merita nulla di buono

La seconda verità importante contenuta in questi versi è che Giobbe riconosce che non merita nulla di buono. Notate le sue parole nel v.21:

“e disse: "Nudo sono uscito dal grembo di mia madre e nudo vi ritornerò. L’Eterno ha dato e l’Eterno ha tolto. Sia benedetto il nome dell’Eterno".” (Giobbe 1:21 LND).

Dichiarando che era nato nudo e che tornerà ad essere nudo alla morte, Giobbe sta dichiarando che riconosce che non ha nulla che appartiene a lui. Tutto ciò che aveva, ogni bene, la famiglia, la salute, proprio tutto veniva da Dio. Egli non aveva meritato nulla perché non aveva nulla con cui meritare tutto questo.

Inoltre Giobbe riconosce che non doveva aggrapparsi a nulla perché tutto quello che aveva gli era stato dato per un tempo, un tempo limitato.

Uno dei nostri problemi più grandi, ciò che ci fa stare molto male inutilmente quando perdiamo qualcosa a noi di prezioso, è che dimentichiamo che tutto ciò che abbiamo di buono e di bello è un dono, datoci da Dio per un tempo limitato.

Invece, spesso iniziamo a pensare che quello che abbiamo sia in qualche modo un diritto, un qualcosa che meritiamo. Certamente, se io merito qualcosa e mi viene tolta, il togliermela mi fa stare molto male perché è a tutti gli effetti un'ingiustizia.

Però, se io riconosco che non merito nulla di buono, che ogni buon dono viene da Dio solo, per la Sua grazia, e che spetta a Dio tanto il dare quanto il togliere, allora la perdita mi farà stare male, ma molto, molto meno male. Posso avere tristezza, come Giobbe, ma il mio cuore può stare in pace, come quello di Giobbe.

Giobbe aveva pace, nonostante la sua tristezza, perché sapeva che l'Eterno aveva dato e l'Eterno aveva tolto. Giobbe non capiva minimamente il motivo per cui l'Eterno aveva tolto, come non capiva perché l'Eterno aveva dato. Ma egli capiva che Dio è sovranamente in controllo di tutto. Perciò, tutto ciò che Dio fa è giusto.

È per questa ragione che Giobbe conclude dichiarando: l'Eterno ha dato e l'Eterno ha tolto. Sia benedetto il nome del l'Eterno.

Giobbe era un uomo timorato di Dio, che viveva adorando Dio. Aveva fede nelle vie del Signore, pur sapendo che non capiva quelle vie. Infatti, se devo capire il piano di Dio per avere pace, non sto camminando per fede, bensì per visione. Invece Dio ci comanda di camminare per fede.

Questo capitolo conclude con il versetto 22. Ve lo leggo:

“In tutto questo Giobbe non peccò e non accusò DIO di alcuna ingiustizia.” (Giobbe 1:22 LND).

In tutto questo, in tutta questa sofferenza, in tutta questa grande perdita, in tutta questa vita che è crollata tutta insieme, Giobbe non peccò e non accusò Dio di alcuna ingiustizia. Voglio ripetere che Giobbe non aveva alcuna idea del motivo per cui gli era successo tutto questo. Però sapeva che Dio è giusto in tutto quello che fa e, aggrappandosi a questa verità preziosa, egli non peccò.

Applicazione per noi

Le verità contenute in questo capitolo sono estremamente importanti per noi. Ognuno di noi avrà momenti di sofferenza e di perdita in questa vita. Questo fa parte del piano di Dio. Però è proprio in questi momenti che possiamo o avere la nostra fede rafforzata oppure cadere nel peccato. Ciò che determina come reagiamo è se comprendiamo e ricordiamo o meno che non meritiamo nulla di buono e, perciò, tutto ciò che abbiamo di buono è un dono di Dio, dato da Lui, nel modo, nel momento e per la durata che Egli solo sa essere giusto. Perciò, tutto ciò che Dio fa è giusto, quando ci dà qualcosa e quando ci toglie quella data cosa.

Un'altra verità estremamente importante da ricordare è che Satana non ha alcun potere di farci del male, se ciò non gli è permesso da Dio. Non dobbiamo temere Satana, dobbiamo avere solamente un Santo timore di Dio e confidare pienamente in Lui in ogni circostanza della nostra vita.

Infine, vogliamo esaminarci, per riconoscere se noi siamo come Giobbe, cioè se siamo persone integre e rette, che temiamo Dio e fuggiamo il male. Solamente se viviamo così possiamo godere il dono più prezioso di tutti, la comunione con Dio stesso.

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