un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Gioire nella salvezza
Isaia 12:1-6

filename: 23-12-anal.06h.odt per mercoledì, 2 agosto, 2006 di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org cmd
parole chiave: Isaia, profezie, salvezza, ritorno di Gesù, disciplina

Lo scopo di questo studio è duplice: 1) capire meglio come leggere e studiare un brano per conto proprio. 2) riconoscere le stupende verità che sono nascoste in questo brano, che sono per lo più una profezia che riguarda noi, che siamo la chiesa di Dio.

Con questo studio vorrei riuscire a trasmettervi quanto sia importante e fondamentale meditare su ciò che leggiamo, e quanto sia altrettanto necessario capire un brano nel suo contesto e capire anche come quelle verità possono applicarsi a noi.

Vogliamo considerare insieme Isaia 12. Per capire questo brano, dobbiamo capire il suo contesto. Nei capitoli precedenti a questo che vogliamo studiare oggi, Dio, tramite Isaia, aveva pronunciato delle profezie che riguardavano la sua severa disciplina sul suo popolo. Poi, Dio parlò di come avrebbe punito l'Assiria, perché essa, nell'adempiere la volontà di Dio di disciplinare i Giudei, si rese arrogante.

In Isaia 11, troviamo una profezia che parla di Cristo Gesù, del suo regno sulla terra, e della salvezza che troviamo in Lui.

Questo è il contesto del capitolo 12. Quindi, leggendo Isaia 12, bisogna ricordarsi che il suo contesto è la venuta del Cristo.

v.1 “1 In quel giorno dirai”

“In quel giorno” si riferisce al tempo che, dal punto in cui scriveva Isaia era ancora futuro, in cui sarebbe venuto il Cristo, il Messia. Cristo è già venuto, e tornato in cielo fisicamente, ma è presente spiritualmente sulla terra, ed è con coloro che sono veramente salvati. Ma sappiamo che Egli ritornerà anche fisicamente, per stabilire il suo regno sulla terra. Nel frattempo, Egli regna in mezzo al suo popolo, la Chiesa.

“In quel giorno, dirai” nonostante che Dio parlasse con tutto il Suo popolo, Lui dichiara: “dirai”, al singolare. In Romani 15:6 leggiamo:

“affinché con una sola mente e una sola bocca glorifichiate Dio, che è Padre del nostro Signore Gesù Cristo.” (Ro 15:6 LND)

Dio vuole che parliamo di Lui con una bocca sola. Uniti, fissati su Cristo.

Ecco quello che dovremmo dire, con una voce:

«Io ti lodo, SIGNORE!

Dio ci chiama a LodarLo. La nostra vita, le nostre parole, le nostre opere, il nostro comportamento, dovrebbero tutti essere mirati a lodare Dio!

Tu, vivi così?

Ora, arriviamo ad alcuni motivi per cui lodare Dio.

Infatti, dopo esserti adirato con me, la tua ira si è calmata, e tu mi hai consolato

Qua, Isaia parla di un periodo in cui il Signore aveva mandato la sua disciplina sul suo popolo.

La disciplina di Dio fa parte della vita di ogni vero credente. Infatti, Ebrei 12:8 dichiara:

“Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli.” (Ebr 12:8 LND)

Il problema è che spesso non riconosciamo la disciplina di Dio. Cioè, la disciplina di Dio serve per farci lasciare il peccato per poter così crescere nella santità. Ma se non riconosciamo la disciplina di Dio, è facile continuare a rimanere nello stesso peccato a causa del quale siamo stati disciplinati. Quindi, quando ci arrivano delle situazioni difficili, è molto importante esaminarsi, per vedere se abbiamo del peccato non abbandonato. Forse hai ricevuto qualche esortazione o riprensione, ma non l'hai accettata!

Oh che possiamo imparare a crescere tramite la disciplina!

Quando ci umiliamo davanti a Dio, ed abbandoniamo il peccato, Dio toglie la disciplina, e ci dona di nuovo la sua gioia. Infatti, questo brano sta parlando specificatamente di come Dio toglie la disciplina.

Faccio una breve parentesi su questo punto: in 1Corinzi 11, Paolo parla della disciplina di Dio, e dichiara:

“29 poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 30 Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono.” (1Co 11:29-30 LND)

In questo brano, Paolo dichiara che la disciplina di Dio si era manifestata ai credenti di quella chiesa con malattie e anche con la morte fisica. A volte può capitare che uno abbandoni il suo peccato, ma che la disciplina di Dio per lui sia già compiuta. Per esempio, quando Davide commise adulterio con Bat-Sceba, la disciplina che Dio gli inflisse fu che il figlio nato da quel rapporto avrebbe dovuto morire. Davide si ravvide di quel peccato, ma il bimbo morì comunque. Quindi, se resistiamo a Dio al punto che Egli manda la disciplina, il nostro ravvedimento potrà ristorare il nostro rapporto con Dio, e ci porterà a riavere la sua gioia di nuovo. Però, a volte, quella disciplina stessa arriverà fino in fondo, perché con il nostro peccato, abbiamo offeso la santità di Dio.

C'è da dire anche che la disciplina di Dio NON è la punizione per il nostro peccato. La punizione per il peccato è la morte eterna, la separazione da Dio. Gesù Cristo ha pagato quella giusta punizione per noi. Infatti, la disciplina di Dio dura poco, come leggiamo in Salmo 30:5

“perché la sua ira dura solo un momento, ma la sua benignità dura tutta una vita. Il pianto può durare per una notte, ma al mattino erompe un grido di gioia.” (Sal 30:5 LND)

Anche nella sua disciplina, possiamo riconoscere la bontà e la misericordia di Dio verso di noi, in Cristo Gesù!

Ritornando al nostro brano in Isaia, egli dichiara: dopo esserti adirato con me, la tua ira si è calmata, e tu mi hai consolato.

La disciplina di Dio non dura per sempre, come abbiamo letto, anzi, non dura mai quanto avrebbe dovuto durare se Dio dovesse veramente punirci, anziché solamente disciplinarci.

Dopo che Dio ci ha disciplinati, Egli stesso ci consola.

Che bella immagine! Infatti, se pensiamo ad un buon genitore che disciplina con amore, è il genitore stesso che consola il bimbo dopo avergli inflitto la disciplina! Infatti, quando un bambino è allevato bene, con vero amore, con genitori che sono pronti a disciplinare quando serve, ma sempre in modo giusto, il bambino stesso cercherà consolazione nel genitore che lo ha appena disciplinato, perché sa che nessuno lo ama quanto i genitori.

Similmente, ma infinitamente di più, Dio, il nostro Padre celeste, ci consola dopo la sua disciplina!

Egli ci consola, e ci ricorda che, per quanto la disciplina possa essere stata dura e dolorosa, non serve per farci del male, ma per prepararci per Lui, per non essere giudicati con il mondo, come leggiamo in 1Corinizi 11:32

“Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo.” (1Co 11:32 LND)

Anche Ebrei 12 ci ricorda dello scopo della disciplina.

“Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo.” (Eb 12:11 LND)

Che meravigliosa consolazione, quando Dio ci aiuta a capire che la disciplina è per il nostro bene, e fa parte della sua cura perfetta per noi!

v.2 Ecco, Dio è la mia salvezza

Leggiamo ora il v.2.

“Ecco, Dio è la mia salvezza; io avrò fiducia e non avrò paura, perché l’Eterno, sì, l’Eterno è la mia forza e il mio cantico, ed è stato la mia salvezza".” (Is 12:2 LND)

Nonostante che la dura disciplina di Dio è appena passata, Isaia, in nome di tutti i veri credenti, può dichiarare: “Ecco, Dio è la mia salvezza”. In Ebraico, è scritto: Dio, la mia salvezza.

Quanto è importante proclamare questa verità tutti i giorni! Dio è la nostra salvezza! Gesù Cristo è Dio! Egli è il nostro Salvatore, Egli è la nostra salvezza!

Non solo ci ha salvato nel passato, ma Egli è la nostra salvezza, ogni giorno.

La vera salvezza non è un atto storico da accantonare, per continuare poi a vivere come più ci piace. La vera salvezza è una salvezza vivente. Cristo non è solo la nostra salvezza in senso storico, Egli è la nostra salvezza oggi, ed ogni giorno.

io avrò fiducia

Io avrò fiducia: la nostra fede in Cristo non una fede storica, è una fede vivente. Come dichiara la Bibbia: il giusto vivrà per fede.

La nostra fiducia si basa sulla salvezza che abbiamo in Cristo.

e non avrò paura di nulla

“Non avrò paura di nulla” è un altro modo per dire che “avrò fiducia”. Se ho fiducia, non ho paura. Se ho paura, non ho fiducia.

Quando guardiamo a Dio, e alla salvezza che abbiamo in Cristo, possiamo avere fiducia in ogni situazione. La nostra fiducia non si basa nella risposta, non è una fiducia che Dio farà quello che voglio io.

La mia fiducia è nella persona di Dio, so che Egli è onnipotente, so che Egli non sbaglia mai nelle sue decisioni, e so che Egli mi ama e farà la cosa giusta.

poiché il SIGNORE, il SIGNORE è la mia forza e il mio cantico

Ho fiducia perché il Signore è la mia forza e il mio cantico, ovvero, la mia gioia. Quando mi trovo in una prova, qualsiasi prova, la mia speranza non è in un certo esito, ma è nel Signore, perché Egli è la mia forza.

Egli è il mio cantico: è Colui che mi dà gioia.

Le benedizioni del Signore sono meravigliose, ma è il Signore stesso il mio cantico, non le benedizioni che Egli mi dà. Dio è la mia eredità.

Dovresti chiederti: in che cosa stai cercando la tua gioia? Nel Signore, o nel risultato che vuoi tu nella vita?

egli è stato la mia salvezza

Dio è stato la mia salvezza da quando mi ha salvato. Quando Dio mi ha aperto gli occhi, mi ha fatto vedere la mia condizione di peccatore condannato, e poi mi ha fatto vedere Gesù Cristo come Signore e Salvatore. Da quel giorno, Dio è stato la mia salvezza, ed io continuerò a guardare a LUI come la mia salvezza.

v.3 Voi attingerete con gioia l’acqua dalle fonti della salvezza

Il v.3 è una verità meravigliosa.

“Voi attingerete con gioia l’acqua dalle fonti della salvezza.” (Is 12:3 LND)

Volta dopo volta nella Bibbia, Dio usa l'immagine dell'acqua per descrivere la sua grazia, Dio stesso, Cristo e lo Spirito Santo.

Gesù dichiara: Chi ha sete, venga a me!

Il Salmo 143:6 dichiara:

“Protendo le mie mani verso di te, la mia anima è assetata di te, come una terra arida. (Sela)” (Sal 143:6 LND)

Che benedizione quando comprendiamo che l'anima assetata è assetata di Dio. Solo Egli può soddisfare quella sete.

In Geremia 2:13, Dio riprende Israele, perché cercava acqua nel posto sbagliato. Vi leggo.

“"Poiché il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne rotte, che non tengono l’acqua.” (Geremia 2:13 LND)

Dio stesso è la sorgente dell'acqua viva. Egli è una fonte. Una fonte non è come una cisterna, che contiene una certa quantità di acqua e poi basta. Un sorgente scaturisce acqua in continuazione.

In Giovanni 4:14 leggiamo:

“ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che zampilla in vita eterna".” (Gv 4:14 LND)

Gesù ci offre l'acqua viva dello Spirito Santo, che è una fonte di acqua che non finisce mai.

Nel nostro brano di oggi, Isaia proclama che attingeremo con gioia dalle fonti della salvezza. Gesù è la fonte della salvezza, e della grazia di Dio. Quando attingiamo in Lui, Egli stesso ci dà un'immensa gioia, perché la fonte è sempre piena di acqua fresca.

v. 4 e in quel giorno direte

«Lodate il SIGNORE, invocate il suo nome

Leggo il v.4

“In quel giorno direte: "Celebrate l’Eterno, invocate il suo nome, fate conoscere le sue opere tra i popoli, proclamate che il suo nome è eccelso!” (Is 12:4 LND)

In quel giorno, direte: direte gli uni agli altri. Nella vita cristiana abbiamo bisogno di stimolarci gli uni gli altri ad adorare Dio. Quanto facilmente togliamo lo sguardo da Dio! Quindi, è importante dire gli uni verso gli altri: “Celebrate il SIGNORE!”.

Quando finisce la disciplina, e quindi, quando abbiamo lasciato il nostro peccato, ritorniamo a lodare il Signore e ad invocare il suo nome.

Lodiamo il Signore per la salvezza! LodiamoLo per la sua disciplina, perché ha portato un buon frutto! Infatti, visto che nel v.1 “in quel giorno” si riferisce al giorno in cui era terminata la disciplina del Signore, comprendiamo che anche qua si riferisce a quel momento. Perciò, dopo la disciplina, quando abbiamo imparato la lezione che Dio voleva insegnarci, siamo di nuovo pronti a lodarLo.

Siamo pronti anche ad invocare il suo nome. Nella Bibbia, la frase “invocare il nome di Dio” si riferisce sia al fatto di invocarlo per la salvezza, guardando a Lui, sia ad invocarLo nell'adorazione.

Quindi, invocare il Signore è un aspetto centrale della vita di un vero credente.

fate conoscere le sue opere tra i popoli

Le opere principali: quelle della salvezza.

Una parte centrale di lodare Dio è di proclamare le sue opere tra i popoli. Questo significa, principalmente, proclamare il Vangelo.

Notiamo che dobbiamo far conoscere le opere di Dio tra i popoli. Ricordiamoci che questo brano fu scritto da Isaia, 600 anni prima di Cristo. “I popoli” è un termine che descrive tutti i vari popoli della terra, e quindi, non solo i Giudei.

Il piano di Dio, anche nell'AT, era che tutto il mondo sentisse di Dio. I primi credenti, che erano tutti Giudei, non lo capivano, e credevano che la salvezza riguardasse solamente i Giudei. Se ricordate, Pietro non volle andare a casa di Cornelio, fino a quando il Signore non gli parlò in una visione per mezzo di un angelo.

proclamate che il suo nome è eccelso!

Il nome di Dio è eccelso. Allora, dedichiamoci a proclamare questa verità!

Domanda: TU ti dedichi a proclamare Dio agli altri, sia in modo diretto, sia in modo indiretto, per esempio aiutando degli altri che lo stanno facendo?

v. 5 Salmeggiate al SIGNORE

Leggiamo il v.5

“Cantate lodi all’Eterno, perché ha fatto cose grandiose; questo sia noto in tutta la terra.” (Is 12:5 LND)
“Salmeggiate al SIGNORE, perché ha fatto cose grandiose; siano esse note a tutta la terra!” (Is 12:5 NRV)

Non solo dobbiamo proclamare agli altri il vangelo, ma dobbiamo anche noi salmeggiare, dobbiamo celebrare il SIGNORE per chi Lui è e per quello che ha fatto.

Per poter salmeggiare il SIGNORE così, dobbiamo riempire i nostri pensieri di Lui!

TU: pensi ai problemi, pensi alle cose negative negli altri, pensi alle cose che vorresti avere, o pensi principalmente al SIGNORE?

perché ha fatto cose grandiose

La cosa più grandiosa che Dio ha fatto è la salvezza, che è composta di vari aspetti. Quanto è importante che impariamo a riflettere molto sulla salvezza! È un'opera così grandiosa che non dovremmo mai stancarci di conoscerla di più!

siano esse note a tutta la terra!

Più contempliamo la grandezza della salvezza, più desideriamo che queste grandi cose siano note, ovvero, conosciute, a tutta la terra.

In Marco 16:15, dopo la risurrezione e poco prima di ritornare in cielo, Gesù lasciò alla chiesa, quindi anche a noi, questo comandamento:

“E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura.” (Marco 16:15 NRV)

Gesù ci comanda di proclamare le opere di Dio nella salvezza a tutta la terra. Dovrebbe anche essere la nostra gioia, perché siamo NOI beneficiari di questa salvezza.

v. 6 Abitante di Sion

Leggo il v.6

“Abitante di Sion, grida, esulta, poiché il Santo d’Israele è grande in mezzo a te».” (Is 12:6 NRV)

“Abitante di Sion” è un termine che rappresenta coloro che sono veramente il popolo di Dio, e quindi, rappresenta i veri credenti. Sion rappresenta Gerusalemme, la città di Dio.

Essere un abitante della città di Dio rappresenta il dimorare nella presenza di Dio. Non c'è alcun privilegio in tutto il mondo paragonabile a quello di stare nella presenza di Dio. Come possiamo avere il coraggio e la presunzione di lamentarci delle prove, come possiamo agitarci di ingiustizie, se consideriamo che abbiamo il privilegio di abitare nella presenza di Dio?

In che modo dimoriamo nella presenza di Dio? Gesù dichiara, in Giovanni 15: “dimorate in me!”. Un vero credente dimora in Cristo Gesù, e quindi, dimora in Dio stesso!

E se è vero che oggi possiamo dimorare in Cristo in modo parziale, è altrettanto vero che dopo la morte dimoreremo con Cristo in modo totale. Dopo la nostra morte fisica, andremo, e vedremo Dio nella sua gloria, sul trono. Non servirà più la fede! Che gioia ora, e che gioia allora!

grida, esulta

Avendo questo privilegio, è giusto che gridiamo ed esultiamo! Nel mondo, si grida di gioia per tanti motivi che in realtà non valgono nulla. Non c'è nulla paragonabile al fatto che possiamo godere la presenza di Dio adesso, e molto di più nell'eternità.

Le persone intorno a te ti vedono esultare e gridare di gioia? La tua gioia in Dio è così visibile che ti chiedono delle spiegazioni?

poiché il Santo d’Israele è grande in mezzo a te

La prima qualità di Dio è la sua santità! Quindi, ricordiamoci chi è il nostro Dio: è il SANTO d'Israele.

Egli è grande in mezzo a noi! Che grazia! Egli è in mezzo a noi, la sua grandezza ci elargisce benedizioni dopo benedizioni.

Per grazia, NOI siamo i beneficiari della sua grandezza. Quando noi non eravamo ancora salvati, e per chi non è salvato tuttora, la grandezza di Dio si manifesta nel giudizio e nella condanna eterna.

Ora, essendo stati salvati dalla grandezza del giudizio di Dio, per mezzo della grandezza del sacrificio di Cristo, possiamo godere la grandezza della grazia di Dio!

Conclusione

Viviamo così, gioendo nel nostro Dio, lodandoLo, proclamandolo!

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