un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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La buona notizia
Isaia 61

filename: 23-61.06j.odt di di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica 8 ott 2006 cmd
parole chiavi: profezie, Isaia, TIPO, tipi, Gesù Cristo

Il cuore della vita cristiana è Gesù Cristo. Quando leggiamo la Bibbia, è importante cercare Cristo. Nell'Antico Testamento, possiamo riconoscere tanti tipi di Cristo: uomini, avvenimenti o oggetti che rappresentano in qualche aspetto Cristo e la sua opera. Ci sono anche tante profezie di Cristo.

Oggi, voglio considerare insieme Isaia 61. Isaia è il libro profetico più citato nel Nuovo Testamento. Isaia fu guidato dallo Spirito di Cristo a descrivere cose ed aspetti del Cristo più di qualsiasi altro profeta.

Nel capitolo 61, troviamo una profezia che Gesù applicò a se stesso quando la lesse nella sinagoga a Nazaret. Quindi queste parole, pur essendo state scritte da Isaia, appartengono a Gesù Cristo. Fu lo spirito di Cristo stesso che guidò Isaia a scrivere queste parole.

Voglio leggere questo capitolo insieme, e poi, considerare alcune delle verità principali per la nostra vita.

“1 Lo spirito del Signore, di DIO, è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l’apertura del carcere ai prigionieri, 2 per proclamare l’anno di grazia del SIGNORE, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti; 3 per mettere, per dare agli afflitti di Sion un diadema invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati terebinti di giustizia, la piantagione del SIGNORE per mostrare la sua gloria. 4 Essi ricostruiranno sulle antiche rovine, rialzeranno i luoghi desolati nel passato, rinnoveranno le città devastate, i luoghi desolati delle trascorse generazioni. 5 Là gli stranieri pascoleranno le vostre greggi, i figli dello straniero saranno i vostri agricoltori e i vostri viticultori. 6 Ma voi sarete chiamati sacerdoti del SIGNORE, la gente vi chiamerà ministri del nostro Dio; voi mangerete le ricchezze delle nazioni, a voi toccherà la loro gloria. 7 Invece della vostra vergogna, avrete una parte doppia; invece di infamia, esulterete della vostra sorte. Sì, nel loro paese possederanno il doppio e avranno felicità eterna. 8 Poiché io, il SIGNORE, amo la giustizia, odio la rapina, frutto d’iniquità; io darò loro fedelmente la ricompensa e stabilirò con loro un patto eterno. 9 La loro razza sarà conosciuta fra le nazioni, la loro discendenza, fra i popoli; tutti quelli che li vedranno riconosceranno che sono una razza benedetta dal SIGNORE. 10 Io mi rallegrerò grandemente nel SIGNORE, l’anima mia esulterà nel mio Dio; poiché egli mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto nel mantello della giustizia, come uno sposo che si adorna di un diadema, come una sposa che si adorna dei suoi gioielli. 11 Sì, come la terra produce la sua vegetazione e come un giardino fa germogliare le sue semenze, così il Signore, DIO, farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni.” (Is 61:1-11 NRV)

Consideriamo ora chi è che parla, qual era la condizione di coloro con cui parla, qual è la nuova condizione che Egli dà loro, qual è il motivo per cui fa quest'opera, e quale sarà la loro condizione futura.

Chi parla: il Cristo, mandato da Dio

Leggiamo ancora il v. 1, e notiamo chi è che parla.

“Lo spirito del Signore, di DIO, è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l’apertura del carcere ai prigionieri,” (Is 61:1 NRV)

Chi è che parla qui? Isaia scrive, e queste parole si applicano a lui in un modo limitato. Però, principalmente, queste parole appartengono a Gesù Cristo. Gesù stesso le applica a Sé. Leggiamo Luca 4:16-21.

“16 Poi venne a Nazaret, dove era cresciuto e, com’era solito fare in giorno di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò per leggere. 17 E gli fu dato in mano il libro del profeta Isaia; lo aprì e trovò quel passo dove era scritto: 18 "Lo Spirito del Signore è sopra di me, perché mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, 19 e per predicare l’anno accettevole del Signore". 20 Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. 21 Allora cominciò a dir loro: "Oggi questa Scrittura si è adempiuta nei vostri orecchi".” (Luca 4:16-21 LND)

Gesù applica questo brano di Isaia a Se stesso. Quindi, il nostro brano di oggi sono parole di Gesù Cristo, che Egli ha proclamato tramite il profeta Isaia circa 600 anni prima che venisse al mondo.

Notiamo la prima parte di Isaia 61:1

“Lo spirito del Signore, di DIO, è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; ” (Is 61:1 NRV)

Lo Spirito del Signore, di Dio, è su di me. Quando Gesù era in terra, Lo Spirito Santo era su Lui.

Quando Gesù Cristo fu battezzato nel fiume Giordano, da Giovanni il Battista, lo Spirito Santo scese dal cielo e venne su di Lui, come leggiamo in Matteo 3.

“16 E Gesù, appena fu battezzato uscì fuori dall’acqua; ed ecco i cieli gli si aprirono, ed egli vide lo Spirito di DIO scendere come una colomba e venire su di lui; 17 ed ecco una voce dal cielo. che disse: "Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto".” (Mt 3:16-17 LND)

Lo Spirito Santo venne su varie persone nella Bibbia, permettendo loro di compiere certi atti. Però, venne sempre in un modo limitato. Invece, lo Spirito Santo venne su Gesù senza limiti, come leggiamo in Giovanni 3.34.

“Infatti colui che Dio ha mandato, proferisce le parole di Dio, perché Dio non gli dà lo Spirito con misura.” (Giov 3:34 LND)

Il Padre ha dato lo Spirito a Gesù senza misura, senza limiti.

Inoltre, Gesù fu unto, come il brano dichiara:

“Lo Spirito del Signore, l’Eterno, è su di me, perché l’Eterno mi ha unto per recare una buona novella agli umili;” (Isa 61:1 LND)

Gesù fu unto. Essere unto dallo Spirito Santo descrive ricevere un incarico per un ministero.

Per esempio, Mosè doveva ungere Aaronne, per affidargli l'incarico di essere Sacerdote. Vi leggo da Esodo 29.

Eso 29:7 Poi prenderai l’olio dell’unzione, lo verserai sul suo capo e lo ungerai.

Poi, vi leggo da 1Re 19, dove Dio comandò a Elia di ungere un uomo come re, e un altro come profeta.

1Re 19:16 Ungerai pure Jehu, figlio di Nimsci, come re d’Israele; ungerai quindi Eliseo, figlio di Shafat di Abel-Meholah, come profeta al tuo posto.

L'“essere unto” nella Bibbia descrive l'essere scelto da Dio per un ministero. Nell'Antico Testamento, tre categorie di uomini furono unti: chi serviva come re, chi come profeta, e chi come sacerdote. Gesù Cristo è il vero re, il vero profeta, e il vero sacerdote.

In questo brano in Isaia 61, Gesù svolge il ruolo di profeta, per annunciare quello che Egli stesso stava per compiere come sacerdote nel suo sacrificio.

Recare buone notizie agli umili

Il mandato di Gesù era di recare una buona novella agli umili.

La Buona notizia è che è possibile passare dalla condizione di perdizione, alla condizione di essere liberato dalla condanna.

Per capire la grandezza della nostra salvezza, per poter abbondare in ringraziamento, per poter godere la gioia della nostra salvezza, dobbiamo ricordarci quale era la nostra condizione prima di ricevere la salvezza in Gesù Cristo. La Bibbia parla spesso della nostra condizione quando eravamo sotto condanna. Quindi, Dio vuole che ci ricordiamo sempre di ciò che eravamo, in modo da poter riconoscere e ricordare la grandezza della nostra salvezza.

La nostra condizione precedente

I primi versetti di Isaia 61 parlano della nostra condizione prima che Gesù venisse a noi. Noi siamo coloro a cui Gesù è stato mandato. Quindi, riconosciamo noi stessi in quello che leggiamo. Leggo vv.1,2

“1 Lo spirito del Signore, di DIO, è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l’apertura del carcere ai prigionieri, 2 per proclamare l’anno di grazia del SIGNORE, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti;” (Is 61:1-2 NRV)

Gesù fu mandato a fasciare quelli che hanno il cuore spezzato. Proclama la libertà di quelli in cattiveria. Apre le porte per quelli che sono in prigione. Proclama l'anno di grazia del nostro DIO e il giorno del vendetta del nostro Dio.

Il cuore spezzato è quel cuore spezzato dal peso del proprio peccato. Quando uno comincia ad avvicinarsi a Dio, ed Egli è all'opera, perché nessuno può andare a Gesù se il Signore non lo attira, Dio apre i suoi occhi a capire la propria condizione. Tramite la Parola di Dio, che legge o che sente annunciata in qualche modo, Dio gli mostra il suo peccato. Gli mostra che è un ribelle, un nemico di Dio.

Dio ha operato in noi in modo da mostrarci la nostra condizione. Il peso di questa realtà ci ha spezzato il cuore. Eravamo schiacciati sotto il peso della nostra condizione.

Non solo, ma Dio ci ha mostrato che eravamo schiavi, schiavi dei nostri peccati. In Giovanni 8, Gesù dichiara:

“In verità, in verità vi dico: Chi fa il peccato è schiavo del peccato.” (Giov 8:34 LND)

In Romani 6 leggiamo:

“16 Non sapete voi che a chiunque vi offrite come servi per ubbidirgli, siete servi di colui al quale ubbidite, o del peccato per la morte, o dell’ubbidienza per la giustizia? 17 Ora sia ringraziato Dio, perché eravate servi del peccato, ma avete ubbidito di cuore a quell’insegnamento che vi è stato trasmesso.” (Ro 6:16-17 LND)

Quindi, prima di salvarci, Dio ci ha rivelato che eravamo schiavi del peccato. Peccavamo perché era la nostra natura, peccavamo perché non potevamo farne a meno. Il peccato era più forte di noi, era il nostro padrone. Eravamo schiavi, sotto il giogo del peccato.

Non solo eravamo schiavi, ma eravamo prigionieri. Eravamo nel carcere della condanna. Eravamo sotto condanna, senza alcuna speranza, perché la condanna era totalmente giusta. Eravamo colpevoli di aver trasgredito la legge di Dio, per tutta la nostra vita. Perciò, la nostra condanna era immensa, ed eravamo senza alcuna speranza di riuscire a scappare da questo giudizio.

Più avanti, il v.2 dichiara che Gesù consola coloro che fanno cordoglio. Quando Dio ci ha rivelato la nostra vera condizione spirituale, abbiamo fatto cordoglio, perchè sapevamo di essere spiritualmente sotto la condanna della morte eterna.

Questo elenco ci ricorda dell'elenco in Matteo 5. In quel brano Gesù spiega chi è che riceve la salvezza. Notiamo quanto è simile a questo. Vi leggo Matteo 5:3-6.

“3 "Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. 4 Beati coloro che fanno cordoglio perché saranno consolati. 5 Beati i mansueti, perché essi erediteranno la terra. 6 Beati coloro che sono affamati e assetati di giustizia, perché essi saranno saziati.” (Mat 5:3-6 LND)

In questo brano, Gesù descrive il cuore di quella persona che Dio salva. Dio opera nel cuore di quella persona, tramite la Parola di Dio, in modo che riconosce la sua povertà spirituale e che non ha nulla da offrire a Dio. Capendo la sua condizione, fa cordoglio. Sa di essere condannata senza speranza. Inoltre, quella persona è mansueta, perché è troppo afflitta dalla propria condizione per volersi innalzare davanti ad altri. Infine, capendo la sua situazione totalmente senza speranza, è affamata e assetata di giustizia, vuole essere giustificata più di qualsiasi altra cosa.

Quindi, Gesù è venuto per recare la buona notizia a coloro che Dio illumina a riconoscere che sono in una condizione terribile, senza speranza. La buona notizia arriva a chi ha il cuore rotto, spezzato, che riconoscere di essere in cattività spirituale a causa del proprio peccato, e fa cordoglio per la sua condizione davanti a Dio.

La nostra condizione in Cristo

La Buona Notizia consiste in ciò che Cristo fa nella nostra vita quando ci salva. Egli prende la nostra condanna su di Sé, in modo che noi riceviamo la sua giustizia. Questo versetto in Isaia 61 parla di questo scambio. Leggo ancora Isaia 61:1.

“Lo spirito del Signore, di DIO, è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l’apertura del carcere ai prigionieri,” (Is 61:1 NRV)

Notiamo quello che fa Cristo. Ci ha recato una buona notizia, la notizia del pieno perdono per mezzo del suo sacrificio, e l'adozione come figli di Dio. Egli ha fasciato il nostro cuore spezzato. Altrove, descrive questo atto come “darci un nuovo cuore”. Quando Dio ci ha rivelato la grandezza del nostro peccato, e la nostra impossibilità di salvare noi stessi, il nostro cuore era spezzato, schiacciato dal peso della nostra condanna. Per mezzo della sua opera sulla croce e nella risurrezione, Gesù ha fasciato i nostri cuori.

Ci ha proclamato la libertà dal carcere. E non solo ci ha proclamato: è stato Cristo stesso che ci ha liberati!

Ci ha proclamato la nostra liberazione eterna! Ci ha annunciato l'anno di grazia dell'Eterno!

Finché Dio non ci ha salvato, eravamo sotto condanna. Quando Dio ha cominciato ad aprire i nostri occhi, ci ha fatto vedere la sua legge, che ci ha mostrato il nostro peccato.

In Cristo, Dio ci ha mostrato la sua grazia.

Prima, Dio ci ha mostrato la sua santità, la sua giustizia, e perciò, considerando i nostri peccati, la sua ira.

Poi, in Gesù Cristo, Dio ci ha mostrato la sua grazia.

L'anno di grazia è un termine simbolico. Rappresenta sia il momento quando Cristo ha compiuto la salvezza, sia il momento quando Dio rivela quella grazia ad un peccatore, nella salvezza.

Gesù Cristo è venuto dal cielo, prima di tutto per compiere la salvezza, in modo da rendere possibile la grazia di Dio, e poi, per proclamare quella grazia al mondo.

Non solo Gesù proclama la grazia di Dio, ma proclama il giorno della vendetta del nostro Dio!

Non possiamo capire la profondità della grazia di Dio finché non comprendiamo quanto sarà terribile l'ira di Dio nel giorno di giudizio.

Il giorno della vendetta del nostro Dio è quel giorno in cui Gesù Cristo giudicherà il mondo. Quel giudizio sarà terribile, senza misericordia, e porterà alla condanna eterna per tutti coloro i cui nomi non sono scritti nel libro della vita. Oggi Dio è pieno di misericordia per coloro che si ravvedono e vengono a Lui. Invece, una volta che la porta sarà chiusa e inizierà il giudizio, non ci sarà più misericordia!

La Bibbia è piena di descrizioni di quel giorno, e quanto sarà terribile il giudizio! Ve ne leggo una da Apocalisse 19:11-21, che descrive l'arrivo di Cristo sulla terra per iniziare il giudizio.

“11 Poi vidi il cielo aperto, ed ecco apparire un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava si chiama Fedele e Veritiero; perché giudica e combatte con giustizia. 12 I suoi occhi erano una fiamma di fuoco, sul suo capo vi erano molti diademi e portava scritto un nome che nessuno conosce fuorché lui. 13 Era vestito di una veste tinta di sangue e il suo nome è la Parola di Dio. 14 Gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano sopra cavalli bianchi, ed erano vestiti di lino fino bianco e puro. 15 Dalla bocca gli usciva una spada affilata per colpire le nazioni; ed egli le governerà con una verga di ferro, e pigerà il tino del vino dell’ira ardente del Dio onnipotente. 16 E sulla veste e sulla coscia porta scritto questo nome: RE DEI RE E SIGNORE DEI SIGNORI. 17 Poi vidi un angelo che stava in piedi nel sole. Egli gridò a gran voce a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: «Venite! Radunatevi per il gran banchetto di Dio; 18 per mangiare carne di re, di capitani, di prodi, di cavalli e di cavalieri, di uomini d’ogni sorta, liberi e schiavi, piccoli e grandi». 19 E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per far guerra a colui che era sul cavallo e al suo esercito. 20 Ma la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che aveva fatto prodigi davanti a lei, con i quali aveva sedotto quelli che avevano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Tutti e due furono gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. 21 Il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che era sul cavallo, e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni.” (Ap 19:11-21 NRV)

Quando Cristo ritornerà per giudicare il mondo sarà terribile per tutti coloro che non si saranno già ravveduti. Egli punirà ogni peccato. Leggiamo ancora di questo giudizio in Giuda 1:14,15

“14 Ebbene, per loro profetizzò anche Enok, il settimo da Adamo, dicendo: "Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi, 15 per far giudizio contro tutti e per convincere tutti gli empi di tutte le opere d’empietà che hanno commesso empiamente e di tutte le parole offensive che gli empi peccatori hanno proferito contro di lui".” (Giuda 1:14-15 LND)

Dio punirà ogni peccato mai commesso. I peccati di coloro che sono in Cristo saranno puniti in Cristo. Tutti gli altri saranno puniti con il tormento eterno nel lago di fuoco. La vendetta appartiene al Signore!

Cristo proclama sia la grazia del Signore, sia il giorno della vendetta di Dio, per permetterci di capire di più la grandezza della nostra salvezza.

Questo serve, come dice il nostro brano in Isaia, per consolare tutti quelli che fanno cordoglio. Ricordiamo da Matteo 5 che quando Dio ci apre gli occhi a vedere quanto il nostro peccato è abominevole a Dio, Dio ci porta a fare cordoglio per la nostra condizione spirituale. Ci porta ad avere la tristezza che viene da Dio, che ci conduce al ravvedimento.

Adempimento parziale e totale

Continuando a considerare questo brano, dobbiamo capire che come tante profezie, anche questa ha sia un adempimento parziale, sia un adempimento più completo.

Il versetto dichiara che il Messaggero fu mandato per proclamare l'anno di grazia dell'Eterno e il giorno di vendetta di Dio, per consolare tutti quelli che fanno cordoglio, e per accordare gioia a quelli che fanno cordoglio in Sion, per dare loro una diadema invece di cenere.

Il primo adempimento di questa profezia riguarda la liberazione dei Giudei dalla cattività in Babilonia. Dio mandò i Giudei in cattività, come aveva annunciato tramite Isaia, e nel momento annunciato sempre tramite Isaia, Dio liberò i Giudei da quella cattività.

Quindi, Dio ha consolato coloro che facevano cordoglio, ed ha accordato gioia a loro, dando loro una diadema anziché delle cenere. Ha dato loro l'olio di gioia invece di lutto, il manto di lode invece di uno spirito abbattuto.

Per questo, furono chiamati terebinti di giustizia, la piantagione del SIGNORE.

Questo ritorno dall'esilio fu l'adempimento parziale di questa profezia. La salvezza invece ne è il pieno adempimento. Prima che Dio salva una persona, quella persona arriva a fare cordoglio per i propri peccati e per la sua condizione spirituale. Sta nella cenere, che è un modo di descrivere l'avere un cuore afflitto. Questo parla della convinzione di peccato compiuta dallo Spirito Santo prima della salvezza. A quel punto, quella persona ha uno spirito abbattuto.

Noi eravamo così. Per mezzo dell'opera Cristo, abbiamo ricevuto gioia, abbiamo ricevuto un diadema, in quanto, siamo stati fatti figli del Dio vivente, quindi, siamo un sacerdozio regale. Abbiamo ricevuto il manto di gioia e il mantello di lode. Chi è in Cristo può esplodere di gioia!

Motivo per tutto

È molto importante capire il motivo per cui Dio ha fatto tutto questo per noi in Cristo Gesù. Perché Dio ha scelto di salvare ribelli peccatori come noi? Lui non aveva bisogno di noi. Dio era già circondato dalla lode degli angeli in cielo.

L'ultima parte del v.3 ci spiega il motivo principale per cui Dio ci ha salvati.

“per accordare gioia a quelli che fanno cordoglio in Sion per dare loro un diadema invece della cenere, l’olio della gioia invece del lutto, il manto della lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati querce di giustizia, la piantagione dell’Eterno per manifestare la sua gloria.” (Is 61:3 LND)

Dio ha fatto tutto quello che ha fatto per manifestare la sua gloria. Dio è geloso per la sua gloria, e quello che fa, lo fa per glorificarsi!

Ripetutamente, la Bibbia ci insegna che Dio ci ha salvati per glorificarsi. Per esempio, vi leggo da Efesini 1:11-14

“11 In lui siamo anche stati scelti per un’eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà, 12 affinché fossimo a lode della sua gloria, noi che prima abbiamo sperato in Cristo. 13 In lui anche voi, dopo aver udita la parola della verità, l’evangelo della vostra salvezza, e aver creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa; 14 il quale è la garanzia della nostra eredità, in vista della piena redenzione dell’acquistata proprietà a lode della sua gloria.” (Efe 1:11-14 LND)

Nella nostra salvezza, Dio manifesta la sua gloria. Dimostra la sua giustizia, nel condannare il peccato, e la sua misericordia e immenso amore. Ma tutto questo non fa altro che manifestare la sua gloria a tutto l'universo.

Il resto del capitolo

Il capitolo continua, e nei vv.4,5 spiega il futuro di Israele, e come adempimento più grande, il futuro della Chiesa.

Poi, nel v.6 leggiamo:

“Ma voi sarete chiamati "Sacerdoti dell’Eterno" e sarete chiamati "ministri del nostro DIO" Voi godrete le ricchezze delle nazioni, e la loro gloria passerà a voi.” (Is 61:6 LND)

Anche qua, c'è un adempimento parziale in Israele, e l'adempimento più profondo nella Chiesa. I veri credenti oggi sono sacerdoti dell'Eterno, come leggiamo in 1Pietro 2.9

“Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce;” (1Pi 2:9 LND)
Ebrei 13:15 dichiara: “Per mezzo di lui dunque, offriamo del continuo a Dio un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.” (Ebrei 13:15 LND)

Quindi, noi che eravamo ribelli, ora, per mezzo di Cristo, siamo sacerdoti, con il privilegio di poter portare sacrifici di lodi a Dio.

Applicazione

Potremmo andare avanti, ma per questione di tempo, ci fermiamo qui. Alla luce di quello che abbiamo letto, voglio chiedervi:

Voi rispecchiate le verità di questo brano? Avete grande gioia, perché ricordate giorno per giorno la vostra salvezza? Ricordate quella che era la vostra condizione? Ricordate cosa significava essere sotto il giogo del peccato, e sotto la condanna di Dio? Ricordate il vostro cordoglio, in quella condizione in cui vi era impossibile liberarvi dalla vostra condizione?

Conoscete la gioia della vostra salvezza? Se non pensate alla vostra condizione prima della salvezza, non avrete la profonda gioia che posiamo avere in Cristo!

Per avere la piena gioia della nostra salvezza, dobbiamo riflettere spesso sulla grandezza della nostra salvezza, ricordando la nostra condizione di prima, e quanto era totalmente impossibile poter raggiungere la salvezza da soli.

Poi, un'altra domanda: Svolgete il vostro ruolo come sacerdoti di Dio? Portate i vostri sacrifici graditi a Dio, che non sono altro che ringraziamenti e lodi?

Se non vi ricordate della grandezza della vostra salvezza, non avrete la gioia che Gesù ci ha provveduto salvandoci.

Se non ricordate la grandezza della vostra salvezza, non porterete la gloria a Dio di cui Egli è degno.

Quindi, fratelli e sorelle: come dobbiamo vivere?

Il nostro modo di vivere dipende maggiormente da qual è l'oggetto dei nostri pensieri.

Se noi pensiamo ai problemi, o alle ingiustizie, allora, la nostra vita non porterà gloria a Dio.

Se invece pensiamo alle cose vere, buone, di qualche virtù e degne di lode, e quindi, pensiamo alla nostra condizione passata e alla nostra condizione attuale, ora che siamo in Cristo, allora la nostra vita porterà gloria a Dio.

Perciò, visto che la Bibbia ci esorta ad essere rinnovati nella mente, iniziamo con il scegliere di pensare alla grandezza della nostra salvezza. Non dovremmo far passare un giorno senza aver pensato a come Cristo ci ha salvati dalla condanna eterna, e come ci ha dato un'eredità eterna con Sé in cielo. Se teniamo la nostra salvezza sempre presente nella nostra mente, anche noi avremo la gioia che Cristo ha profetizzato tramite Isaia!

Oh che possiamo ringraziare Dio ogni giorno per la venuta di Gesù Cristo. Egli è venuto per salvarci. È venuto per liberarci, per innalzarci, per riempirci della sua gioia!

Che Dio ci aiuti a ricordare la nostra condizione passata, per comprendere sempre di più la grandezza della nostra salvezza!

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