un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Introduzione ad Aggeo

filename: 37-0000.doc di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - Sermone 1 su Aggeo, per 2 giugno, 2002

Oggi, con l’aiuto di Dio, vogliamo iniziare lo studio del libro di Aggeo.

Aggeo era un profeta, Dio lo mandò a parlare ai Giudei che erano tornati dall’esilio in Babilonia. Per capire il libro di Aggeo, dobbiamo richiamare alla memoria qualcosa circa la storia di Israele. Questo ci permetterà di capire meglio il messaggio di Aggeo, un messaggio che ha dei principi che sono importanti anche per noi.

Tanti secoli prima degli avvenimenti di Aggeo, Dio aveva scelto Abraamo, per pura grazia, e aveva promesso di dare il Messia al mondo per mezzo della sua discendenza. Aveva inoltre promesso di creare una grande popolo dalla discendenza di Abraamo, e di dare loro la terra promessa.

Possiamo notare tanti esempi della potenza e della grazia di Dio nella vita di Abraamo, poi nella vita del suo figlio Isacco, e poi ancora in Giacobbe, il figlio di Isacco.

Durante la vita di Giacobbe, Dio mandò una carestia, in modo che Giacobbe e tutti i suoi figli dovettero trasferirsi in Egitto. La storia Biblica ci racconta del modo in cui Dio aveva dato a Giuseppe un posto di grande onore nel governo dell’Egitto.

In Egitto, Dio benedisse grandemente i discendenti di Abraamo, ed essi si moltiplicarono oltremodo.

I Giudei divennero schiavi degli Egiziani, e non fu loro permesso di seguire Dio liberalmente. Dio mandò Mosè per liberare il suo popolo dall’Egitto. Per liberare il suo popolo, Dio fece grande miracoli, e mostrò il suo potere al mondo. Egli diede una grande protezione e cura ai Giudei.

Poi, nel deserto, sul Monte Sinai, Dio diede loro la sua Legge, per guidarli nella via giusta, affinché potessero rimanere in stretta comunione con Dio.

Dio li fece entrare nella terra promessa. Egli scacciò i malvagi abitanti della terra, e diede numerose vittorie al suo popolo.

Dio fece loro tutto questo bene nonostante che, da quando erano usciti dall’Egitto, non smettessero di peccare contro di Lui. I Giudei meritavano i Suoi castighi, invece Dio li ricolmò con innumerevoli benedizioni.

La più grande benedizione, però, è la comunione con Dio, e quella benedizione dipende da un cammino santo e da un santo timore verso Lui. Per cui il Signore, di volta in volta, mandava al suo popolo dei profeti, per avvertirli che il loro peccato avrebbe provocato una dura disciplina; in modo che essi potessero ravvedersi e ritornare a Dio.

Quando rifiutarono di ascoltare, in molte occasioni, Dio usò disciplina nei loro riguardi. Possiamo vedere questo spesse volte durante il periodo dei Giudici, in quell’epoca Dio permise a vari nemici di affliggere duramente il suo popolo, finché non si ravvidero; poi Dio liberò loro tramite alcuni Giudici. Grande è stata la misericordia di Dio, e grande è stata la disubbidienza del popolo.

Dopo il periodo dei giudici, Dio diede alla nazione un re. Il primo re fu Saul, egli non seguiva Dio interamente. Dopo di lui regnò Davide, e poi Salomone. Davide aveva il suo cuore volto al Signore; Salomone invece, pur avendo iniziando bene e nonostante avesse ricevuto grandissime benedizioni dal Signore, peccò gravemente contro Dio, costruendo templi per adorare falsi dèi.

Perciò, dopo la morte di Salomone, Dio tolse dieci tribù dal suo figlio, e formò il regno di Israele, lasciando ai discendenti di Salomone solamente le tribù di Giuda e di Beniamino.

Tutti i re di Israele, e gran parte dei re di Giuda, non seguirono Dio con tutto il cuore, come aveva fatto Davide. Di volta in volta, Dio mandava loro dei profeti, per avvertirli della disciplina che avrebbe usato verso loro. Di volta in volta Dio usò disciplina nei loro riguardi, per far capire al suo popolo quanto importante camminare nelle vie del Signore. Tuttavia, in ogni circostanza, Dio usava benevolenza verso il suo popolo. Grande è stata la pazienza di Dio.

Nonostante questo, il popolo di Dio continuò a peccare. Perciò, alla fine, n el 722 A.C. Dio mandò l’Assiria a distruggere il regno di Israele ed a portare gli Israeliti in Esilio.

Dopo questi avvenimenti si sarebbe pensato che i Giudei, avendo visto la dura disciplina di Dio suoi loro fratelli d’Israele, si sarebbero ravveduti per camminare veramente secondo la Legge di Dio.

Invece, i Giudei continuarono a peccare gravemente contro Dio. Dio mandò altri profeti, per avvertire loro, ma non Gli diedero ascolto.

Finalmente, intorno a 600 A.C., Dio mandò i Babilonesi per portare in esilio i Giudei. Quando i Giudei che furono lasciati nella loro terra non ubbidirono, i Babilonesi distrussero Gerusalemme e il Tempio. Così, iniziarono i settant’anni di Esilio che Dio aveva annunciato tramite Geremia.

Nel 539 Dio diede a Ciro, il re di Persia, la vittoria sulla nazione Babilonese. L’anno seguente, nel 538 A.C., quando furono conclusi i settant’anni che Dio aveva annunciato tramite Geremia, Dio toccò il cuore di Ciro, il quale fece un editto, permettendo ai Giudei di tornare nella loro terra per ricostruire il Tempio di Gerusalemme. Così, esattamente come Dio aveva dichiarato prima, l’esilio durò settant’anni. Anche in questo, Dio mostrò la sua potenza e la sua misericordia.

In un certo modo, questo ritorno fu simile all’esodo dall’Egitto. Sia in Egitto che in Babilonia, il popolo di Dio era in schiavitù. In entrambi i casi, Dio liberò loro mostrando la sua potenza. In entrambi i casi, li portò nella terra promessa. Lo scopo era di prepararsi un popolo consacrato a Dio, in modo che potessero adorare Dio senza impedimenti e senza ostacoli.

Il ritorno da Babilonia fu un atto di grande grazia da parte di Dio, che il popolo non meritava. Il ritorno faceva parte del meraviglioso piano di Dio di mandare il Messia al mondo, tramite il suo popolo. Che privilegio immenso, quello di poter avere un ruolo di grande onore nel piano di Dio.

I Giudei che erano tornati possedevano le Scritture, e sapevano che Dio aveva annunciato questo ritorno. Perciò, sapevano di essere guidati da Dio, e che Dio era all’opera.

gli avvenimenti

Quando Ciro fece il suo editto, permettendo ai Giudei di tornare a Gerusalemme per ricostruire il Tempio, circa 50.000 Giudei accettarono l’offerta e tornarono a Gerusalemme. Questo primo ritorno dal Esilio avvenne nel 538 A.C. Tornarono dopo settant’anni di esilio, tornarono ad una città distrutta ed abbandonata.

Essi dovettero subito stabilirsi nelle proprie città per poter vivere. Poi, il settimo mese da quando furono tornati, ricostruirono l’altare, per poter adorare Dio nel modo che Egli aveva stabilito. Tutto questo fa parte del contesto del libro di Aggeo, e ci aiuterà a capire il messaggio che Dio di dà tramite lui. Possiamo leggere questi avvenimenti in Esdra.

Leggiamo questo in Esdra 3:1-7.

1 Giunto il settimo mese, dopo che i figli d’Israele si furono stabiliti nelle loro città, il popolo si adunò come un sol uomo a Gerusalemme. 2 Allora Iesua, figlio di Iosadac, con i suoi fratelli sacerdoti, e Zorobabel, figlio di Sealtiel, con i suoi fratelli, si misero a costruire l’altare del Dio d’Israele, per offrirvi sopra olocausti, come è scritto nella legge di Mosè, uomo di Dio. 3 Ristabilirono l’altare sulle sue basi, sebbene temessero i popoli delle terre vicine, e offrirono sopra di esso olocausti al SIGNORE: gli olocausti del mattino e della sera. 4 Celebrarono la festa delle Capanne, secondo quanto è scritto, e offrirono olocausti giorno per giorno, nel numero prescritto per ciascun giorno. 5 Poi offrirono l’olocausto continuo, gli olocausti dei noviluni e di tutte le solennità sacre del SIGNORE, e quelli di chi faceva qualche offerta volontaria al SIGNORE. 6 Dal primo giorno del settimo mese cominciarono a offrire olocausti al SIGNORE; ma le fondamenta del tempio del SIGNORE non erano ancora state poste. 7 Diedero del denaro agli scalpellini e ai falegnami, dei viveri, delle bevande e dell’olio ai Sidoni e ai Tiri perché portassero per mare sino a Iafo del legno di cedro del Libano, secondo la concessione che Ciro, re di Persia, aveva loro fatta. (Esdra 3:1-7 NRV)

Questi Giudei avevano capito le priorità giuste. La cosa più importante nella vita è di adorare Dio e di vivere per la sua gloria. Gesù ci insegna questo in Matteo 6, dove leggiamo:

Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. (Matteo 6:33 NRV)

Quindi appena fu possibile, dopo il ritorno, ricostruirono l’altare, e iniziarono a adorare Dio, celebrando la festa di Capanne, come stabilito nella Legge di Dio.

Nel secondo anno dopo che erano tornati, i Giudei iniziarono a ricostruire il Tempio. Ricordiamo che dal tempo di Mosè fino a quello della Croce di Cristo, dapprima il Tabernacolo e poi il Tempio, erano i luoghi scelti da Dio per accettare offerte per il peccato. Il Tempio era il luogo che rappresentava la presenza di Dio nel mondo, ed era di importanza centrale nel rapporto degli uomini con Dio, fino al tempo del sacrificio di Cristo sulla croce.

Perciò, i Giudei, conoscendo l’importanza del Tempio, iniziarono a ricostruirlo nel secondo anno che erano tornati dal Esilio. Leggiamo di questo in Esdra 3:6-13.

6 Dal primo giorno del settimo mese cominciarono a offrire olocausti al SIGNORE; ma le fondamenta del tempio del SIGNORE non erano ancora state poste. 7 Diedero del denaro agli scalpellini e ai falegnami, dei viveri, delle bevande e dell’olio ai Sidoni e ai Tiri perché portassero per mare sino a Iafo del legno di cedro del Libano, secondo la concessione che Ciro, re di Persia, aveva loro fatta. 8 Il secondo anno dopo il loro arrivo alla casa di Dio, a Gerusalemme, il secondo mese, Zorobabel, figlio di Sealtiel, Iesua, figlio di Iosadac, con gli altri loro fratelli, sacerdoti e Leviti, e tutti quelli che erano tornati dall’esilio a Gerusalemme, si misero all’opera; incaricarono i Leviti dai vent’anni in su di dirigere i lavori della casa del SIGNORE. (Esdra 3:1-8 NRV)

Quindi, il popolo iniziò un’opera che mostrava un cuore ben disposto, iniziò a ricostruire il Tempio di Dio. Essi stavano seguendo la volontà di Dio.

arriva l’Opposizione

Molto spesso quando stiamo cercando di camminare nelle vie del Signore, Egli permette che ci sia dell’opposizione. L’opposizione e le prove mettono alla prova la nostra fede, purificano la nostra fede e ci aiutano ad avere ancora più fede. Però, alcune volte, anziché guardare al Signore, guardiamo ai problemi, e vacilliamo.

Anche in questo caso, il SIGNORE permise che ci fosse grande opposizione contro questi Giudei, essa veniva dai Samaritani.

È importante capire chi erano questi Samaritani. Quando gli Assiri sconfissero Israele, portarono in esilio tanti Israeliti, in seguito inviarono altri popoli a ripopolare il paese. Queste persone si mischiarono con quegli Israeliti che erano rimasti, e formarono una religione mista, con alcune componenti di religioni pagane, ed alcuni elementi di verità.

Chiaramente, agli occhi di Dio, questa è una grande abominazione. Non si può piacere a Dio con una religione composta da un po’ di verità e un po’ di menzogna. Dio è Verità, ed Egli cerca adoratori che Lo adorino in spirito e in verità. Dio aveva espressamente e ripetutamente vietato al suo popolo di mischiarsi con altri popoli, proprio per non contaminare la vera religione.

Quindi, questi Samaritani non seguivano veramente Dio, e la loro religione era molto offensiva nei Suoi riguardi. La collaborazione dei Samaritani con i Guidei sarebbe stata un’offesa verso Dio.

Ora, avendo capito chi abitava il paese quando i Giudei tornarono dall’esilio, possiamo anche capire gli avvenimenti che seguono.

Quando i Giudei iniziarono a ricostruire il Tempio, le persone che già abitavano il paese, ossia i Samaritani, i quali non seguivano veramente Dio, si offrirono per collaborare alla costruzione del Tempio.

Umanamente, questo potrebbe sembrare una buona offerta, ma questi Giudei sapevano che Dio non accetta offerte corrotte dal peccato. Il Santo Dio non gradisce una collaborazione fra veri credenti e falsi credenti. Perciò, i Giudei non accettarono questa offerta di aiuto, sapendo che avrebbe portato a compromessi e contaminazione.

Ben presto i Samaritani manifestarono che le loro vere intenzioni non erano mai state buone. Visto che non potevano avere parte nel lavoro, cominciarono ad ostacolarlo quanto più è possibile.

Leggiamo questo, in Esdra 4:1-5

1 Quando i nemici di Giuda e di Beniamino vennero a sapere che i reduci dall’esilio costruivano un tempio al Signore, Dio d’Israele, 2 si avvicinarono a Zorobabel e ai capi famiglia e dissero loro: «Noi vogliamo costruire con voi, perché, come voi, noi cerchiamo il vostro Dio, e gli offriamo sacrifici dal tempo di Esar-Addon, re d’Assiria, che ci ha fatti venire in questo paese». 3 Ma Zorobabel, Iesua, e gli altri capi famiglia d’Israele risposero loro: «Non è compito vostro costruire insieme a noi una casa al nostro Dio; noi la costruiremo da soli al SIGNORE, Dio d’Israele, come Ciro, re di Persia, ci ha ordinato». 4 Allora la gente del paese si mise a scoraggiare il popolo di Giuda, a molestarlo per impedirgli di fabbricare, 5 e a corrompere dei consiglieri perché facessero fallire il suo piano. Questo durò per tutta la vita di Ciro, re di Persia, e fino al regno di Dario, re di Persia. (Esdra 4:1-5 NRV)

Notiamo che prima dell’offerta di aiuto, i Samaritani erano già nemici di Guidei.La loro motivazione, quindi, non era buona. Fu per questo che cercarono di ostacolare il lavoro. Si presentarono come amici, ma in realtà, erano nemici del popolo di Dio.

Anche oggi, ci sono tante persone che si presentano come se volessero collaborare nell’opera di Dio, ma in realtà, sono nemici della verità.

Accade spesso che gli uomini vogliono impegnarsi in opere religiose. Talvolta però questi stessi uomini non vogliono sottomettersi alla Parola di Dio. Vogliono seguire Dio a modo loro, non secondo l’insegnamento di Dio nelle Scritture.

Hanno l’apparenza di seguire Dio, ma in realtà, il loro cuore è lontano da Dio.

Dio non accetta una religione che non è secondo le verità che Dio ha rivelato al mondo per mezzo delle Scritture.

Tornando alla situazione dei Giudei che erano tornati dall’esilio, nel brano che abbiamo appena letto, ossia Esdra 4, leggiamo al versetto 5 che la l’opposizione dei Samaritani durò fino al regno di Dario, re di Persia. In altre parole, tale opposizione durò circa 20 anni.

Abbandonarono l’opera

Ben presto, anziché lottare contro questa opposizione, i Giudei abbandonarono il lavoro, e cessatono di ricostruire il Tempio. Scelsero di percorrere la via più facile.

Si potrebbe pensare che questo fosse giustificato a causa del contrasto dei Samaritani, invece agli occhi di Dio questa scelta non era giusta. Avrebbero potuto dedicarsi a Dio, e fidarsi di Lui, credendo che Egli li avrebbe protetto, come aveva fatto di volta in volta nel passato. Invece, abbandonarono l’opera del Tempio, e si impegnarono nelle loro faccende.

Cominciarono a edificare case belle e lussuose. Ben presto, persero lo zelo iniziale che avevano mostrato per le cose di Dio. Si impegnarono nelle loro opere, trascurando l’opera di Dio.

In questo contesto sociale Dio inviò il profeta Aggeo a parlare al popolo.

A questo punto voglio fare un’osservazione. Per capire la Bibbia, è molto importante capire il contesto del libro o del brano che si sta leggendo. Se non si conosce il contesto si avranno grandi difficoltà a capire correttamente un brano. Chi ha una Bibbia con riferimenti paralleli, oppure con altre indicazioni circa diversi brani che parlano degli stessi avvenimenti, farebbe bene a consultare tali altri brani, in modo tale da capire meglio le circostanze e gli avvenimenti.

Questo principio è importante per tutti i libri della Bibbia, ma è importante soprattutto per capire i libri profetici. I profeti scrissero per dare il messaggio di Dio che riguardava soprattutto la situazione in cui vivevano, perciò è importante capire tale situazione, in tal modo si capiscono meglio anche le loro profezie. Quindi, è utile leggere i libri profetici insieme a quei libri storici che riguardano le epoche e le situazioni di cui i profeti scrivevano.

Infatti, oggi, ho scelto di leggere alcuni brani di Esdra, perché Esdra è un libro storico che parla degli avvenimenti di cui Aggeo scrive. Questo ci aiuterà a capire il messaggio che Dio ci dà tramite Aggeo.

Aggeo

Nella Bibbia, Dio ci fornisce molte notizie circa la vita di alcuni profeti. In altri casi, ci dà poche informazioni riguardo gli uomini che ha usato per darci le Scritture. Per quanto riguarda il profeta Aggeo, ne sappiamo pochissimo. Egli viene menzionato solamente in Esdra 5.1 e 6.4. Leggiamo questi due brani.

I profeti Aggeo e Zaccaria, figlio di Iddo, profetizzarono nel nome del Dio d’Israele ai Giudei che erano in Giuda e a Gerusalemme. (Esdra 5:1 NRV)
E gli anziani dei Giudei poterono continuare i lavori e far avanzare la costruzione, aiutati dalle parole ispirate dal profeta Aggeo, e di Zaccaria figlio di Iddo. Così finirono i loro lavori di costruzione secondo il comandamento del Dio d’Israele, e secondo gli ordini di Ciro, di Dario e di Artaserse, re di Persia. (Esdra 6:14 NRV)

Oltre a ciò, non sappiamo nulla di Aggeo, tranne quello che troviamo nel libro di Aggeo stesso, che è poco. Non sappiamo a quale tribù apparteneva, non sappiamo la sua età. Però sappiamo precisamente le date delle sue profezie, perché egli ce le dichiara nel suo libro. Questo libro contiene quattro profezie, tutte fatte durante un periodo di quattro mesi nel corso del ventesimo anno dopo il primo ritorno dall’esilio da Babilonia.

Possiamo notare queste date in Aggeo 1:1; 2:1; 2:10 e 2:20.

Il secondo anno del re Dario, il primo giorno del sesto mese, la parola del SIGNORE fu rivolta, per mezzo del profeta Aggeo, a Zorobabel, figlio di Sealtiel, governatore di Giuda, e a Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote, in questi termini: (Aggeo 1:1 NRV)
Il giorno ventuno del settimo mese, la parola del SIGNORE fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: (Aggeo 2:1 NRV)
Il giorno ventiquattro del nono mese, nel secondo anno di Dario, la parola del SIGNORE fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: (Aggeo 2:10 NRV)
La parola del SIGNORE fu rivolta di nuovo ad Aggeo, il giorno ventiquattro del mese, in questi termini: (Aggeo 2:20 NRV)

Lezioni per noi

Quando consideriamo la situazione per la quale Dio aveva inviato Aggeo, che cosa possiamo imparare, prima ancora di considerare a fondo le sue profezie?

Il popolo di Dio aveva iniziato bene, dopo il ritorno, ma quando incontrarono le opposizioni, abbandonarono il lavoro che Dio aveva dato loro da fare. Avevano distolto lo sguardo da Dio. Si erano impegnati in altre faccende, non nelle faccende di Dio.

Visto ciò, Dio avrebbe potuto disciplinarli duramente. Considerando che avevano avuto il grande privilegio di poter ritornare dall’esilio, era veramente un grave peccato l’aver abbandonato il lavoro di ricostruzione del Tempio.

Però, invece di disciplinare il suo popolo, Dio preferì inviare un profeta, anzi, due profeti: Aggeo e Zaccaria. Dio è veramente lento all’ira, e quando meritiamo la Sua disciplina, in molte occasioni, invece di punirci Dio parla ai nostri cuori, per farci ritornare a Lui.

I profeti furono guidati dallo Spirito di Cristo, e quindi, ero lo Spirito che parlava al popolo.

Oggi Dio ci parla ancora tramite lo Spirito, principalmente, per mezzo della Parola di Dio, poi tramite le predicazioni e le esortazioni che vengono date come mezzo di manifestazione dello Spirito Santo.

Quindi, il libro di Aggeo rispecchia la situazioni in cui ci troviamo spesse volte. Il popolo di Dio aveva abbandonato l’opera di Dio, e anziché mandare subito la dura disciplina, Dio parlò al loro cuore. Quanto era importante per loro ascoltare attentamente il messaggio di Dio tramite Aggeo.

Visto che anche noi abbiamo la tendenza a distogliere il nostro sguardo da Dio, e di trascurare l’opera di Dio, vogliamo anche noi ascoltare attentamente il messaggio che Dio dà tramite Aggeo, perché è un messaggio particolarmente valido per noi.

conclusione

Con questa introduzione, siamo pronti a considerare il messaggio del libro di Aggeo. Per farlo, però, dobbiamo aspettare la prossima volta. Poniamo attenzione alle cose che abbiamo visto oggi, perché ci aiuteranno a capire meglio il suo messaggio. I principi che vedremo in questo libro sono ancora validi ai giorni nostri.

Ricordiamo che ogni libro della Bibbia è importante per conoscere meglio Dio, per riconoscere il nostro peccato, per conoscere le verità che ci servono per vivere secondo la volontà di Dio. Quindi, è sempre un vero privilegio studiare un libro della Parola di Dio. Che Dio ci guidi a scoprire le verità che Egli ha in serbo per noi nel libro di Aggeo.

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