un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Aggeo 2:10-19

filename: 37-02-10.doc di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - Sermone 5 su Aggeo, di Marco deFelice, per 18 agosto, 2002

Riassunto di Aggeo 1

Dio scelse Abraamo e la sua discendenza tramite Isacco, affinchè essi fossero il popolo di Dio. Questa scelta non fu minimamente basata su loro meriti ma sulla libera scelta di Dio. Dio li liberò dalla schiavitù dell’Egitto, li portò nella terra promessa, diede loro grandi vittorie sui popoli che abitavano prima di loro in quella regione. Dio fece tutto questo per grazia, non perché queste persone avessero qualche merito da far valere.

Infatti, nonostante tutto ciò che Dio faceva per loro, numerose volte essi peccarono contro di Lui. Come Dio aveva dichiarato a loro, il peccato separa la persona dalle benedizioni di Dio.

Per aiutarli ad abbandonare il loro peccato, affinché potessero godere di nuovo le sue benedizioni, Dio mandò loro numerosi profeti, per avvertirli delle conseguenze del peccato. Dopo secoli di avvertimenti inascoltato, Dio li fece deportare in Babilonia.

Anche in questo caso, però, Dio mostrò il suo amore e la sua bontà; perché dopo settant’anni suscitò Ciro. Egli sconfisse i Babilonesi, liberò i Giudei e li fece tornare in Gerusalemme per ricostruire il Tempio; così si riprese ad offrire i sacrifici a Dio.

Appena tornati, i giudei eressero l’altare per riprendere i sacrifici. Dopo aver iniziato la costruzione delle fondamenta del Tempio, però, essi abbandonarono l’opera a causa di alcune difficoltà, e si dedicarono alle loro faccende. Dopo sedici anni Dio mandò Aggeo, il profeta annunciò loro che le numerose difficoltà che stavano avendo erano una disciplina da Dio causata del loro peccato di aver trascurato il Signore; essi dovevano riprendere il lavoro di ricostruizione del Tempio.

Costoro diedero ascolto al messaggio del Signore e si diedero da fare, Dio risvegliò il loro spirito ed inviò un nuovo messaggio. In questo secondo messaggio Dio affermò che Egli era con loro e che avrebbe reso questo tempio più glorioso del primo, nonostante che quest’ultimo fosse di molto inferiore al primo in maestosità costruttiva. Ciò che avrebbe reso questo Tempio più glorioso del primo sarebbe stata la presenza di Cristo Gesù.

Le verità che abbiamo finora considerate sono valide anche per noi, così come le verità che esamineremo oggi. Dio disciplinava loro, quando scegliamo di camminare in disubbidienza, Dio disciplina anche noi. Quando i giudei diedero ascolto alla Parola di Dio e posero il Signore al primo posto, Egli mandò loro una parola di incoraggiamento. Quando noi ci ravvediamo e riprendiamo a camminare nella strada di Dio, Egli ci incoraggia.

Oggi vogliamo riprendere il libro di Aggeo, partendo da questo punto. Ci troviamo tre mesi dopo il primo messaggio che Dio li diede tramite Aggeo. Ormai essi avevano ripreso il lavoro di ricostruzione del Tempio. Ora consideriamo il seguente brano, per capire altre verità che erano utili a loro, e che sono utili anche a noi.

Leggiamo in Aggeo 2:10-19.

il brano

10 Il giorno ventiquattro del nono mese, nel secondo anno di Dario, la parola del SIGNORE fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: 11 «Così parla il SIGNORE degli eserciti: “Domanda ai sacerdoti che cosa dice la legge su questo argomento: 12 Se uno porta nel lembo della sua veste della carne consacrata, e con quel suo lembo tocca del pane, una vivanda cotta, del vino, dell’olio o qualsiasi altro cibo, quelle cose diventeranno forse consacrate?”» I sacerdoti risposero e dissero: «No». 13 Aggeo disse: «Se uno è impuro per aver toccato un cadavere e tocca qualcuna di quelle cose, questa diventerà impura?» I sacerdoti risposero e dissero: «Sì, diventerà impura». 14 Allora Aggeo replicò: «"Lo stesso accade con questo popolo, con questa nazione davanti a me", dice il SIGNORE, “e con tutta l’opera delle loro mani; tutto quello che mi offrono qui è impuro. 15 Ora riflettete bene su ciò che è avvenuto fino a questo giorno, prima che si cominciasse a mettere pietra su pietra nel tempio del SIGNORE! 16 Durante tutto quel tempo, quando uno andava a un mucchio stimato venti misure, non ce n’erano che dieci; quando uno andava al tino per prelevarne cinquanta misure, non ce n’erano che venti. 17 Io vi ho colpiti con il carbonchio, con la ruggine, con la grandine in tutta l’opera delle vostre mani; ma voi non siete tornati a me”, dice il SIGNORE. 18 “Riflettete bene su ciò che è avvenuto fino a questo giorno, fino al ventiquattro del nono mese, giorno in cui sono state messe le fondamenta del tempio del SIGNORE; riflettete bene! 19 C’è forse ancora del grano nel granaio? La stessa vigna, il fico, il melograno, l’ulivo, nulla producono! Ma da questo giorno, io vi benedirò”». (Aggeo 2:10-19 NRV)

l’importanza della Bibbia

Prima di considerare il messaggio principale di questo brano, voglio considerare un altro principio importante, esso si trova nei vv.10,11

10 Il giorno ventiquattro del nono mese, nel secondo anno di Dario, la parola del SIGNORE fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: 11 «Così parla il SIGNORE degli eserciti: “Domanda ai sacerdoti che cosa dice la legge su questo argomento: (Aggeo 2:10-11 NRV)

Aggeo era un profeta, Dio parlava direttamente con lui per conferirgli le varie profezie da trasmettere al popolo. Nonostante questo, quando esse trattavano di verità che si trovavano già scritte nella Parola di Dio (qui chiamata “la legge”), Egli comandava al profeta di chiedere ai sacerdoti che cosa fosse scritto in essa, con riferimento ad un certo argomento.

Qui vediamo un principio molto importante: L’ordine stabilito da Dio è da rispettare. Nel tempo dell’AT Egli aveva stabilito i Sacerdoti come coloro che spiegavano le Scritture. Dopo la risurrezione di Cristo e il suo ritorno in cielo, Dio stabilì la chiesa locale con i suoi pastori per assolvere allo stesso compito. Vediamo l’ordine stabilito da Dio anche nell’ambito familiare, in cui il marito ha la responsabilità della conduzione di essa.

Nonostante che Aggeo fosse un profeta, quindi, Dio gli ordinò di informarsi dai sacerdoti circa una questione che riguardava le Scritture. È importante seguire l’ordine stabilito da Dio.

Notiamo ancora che il profeta non doveva chiedere ai sacerdoti il loro parere su un certo argomento. Doveva chiedere loro che cosa affermava la legge. In altre parole, i sacerdoti erano autorevoli, ma tale autorità non era connaturata alla loro persona. La loro autorevolezza dipendeva dalla loro fedeltà alla Bibbia. La loro autorità era di proclamare ed insegnare ciò che la Bibbia insegna.

Similmente l’autorità nella chiesa è un’autorità vera, ma è limitata a ciò che insegna la Bibbia. Quindi, seguiamo l’autorità che Dio ha stabilito, ma ricordiamo anche che l’autorità è fondata su la Bibbia, ed è legata ad essa.

principio di santificazione e contaminazione vv.12,13

Ora, dopo aver visto il principio di seguire l’ordine stabilito da Dio, arriviamo a l messaggio centrale di questo brano. Leggiamo dal vv.10-13, per considerare la domanda che Aggeo doveva porre ai sacerdoti.

10 Il giorno ventiquattro del nono mese, nel secondo anno di Dario, la parola del SIGNORE fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: 11 «Così parla il SIGNORE degli eserciti: “Domanda ai sacerdoti che cosa dice la legge su questo argomento: 12 Se uno porta nel lembo della sua veste della carne consacrata, e con quel suo lembo tocca del pane, una vivanda cotta, del vino, dell’olio o qualsiasi altro cibo, quelle cose diventeranno forse consacrate?”» I sacerdoti risposero e dissero: «No». 13 Aggeo disse: «Se uno è impuro per aver toccato un cadavere e tocca qualcuna di quelle cose, questa diventerà impura?» I sacerdoti risposero e dissero: «Sì, diventerà impura». (Aggeo 2:10-13 NRV)

La domanda che Aggeo doveva porre ai Sacerdoti, per conoscere cosa ne dicesse la legge, ovvero le Scritture, era una duplice domanda:

Per primo doveva chiedere se una cosa consacrata poteva consacrarne altre.

Prima di esaminare la risposta, è necessario fare un po’ di storia per poter capire meglio questa domanda. Ai tempi di Mosè, Dio impartì la Legge ad Israele. Questa legge contiene sia i Dieci Comandamenti, sia tante altre norme che gli Israeliti dovevano seguire. Essi, ad esempio, non dovevano mangiare certi cibi, dovevano considerare consacrate alcune cose, dovevano cosiderarne altre come impure e così via.

Questi comandamenti servivano per insegnare dei principi spirituali molto importanti. La legge data a Mosè è stata adempiuta in Cristo, quindi è stata sostituita con la legge di Cristo. Perciò essa non è più valida oggi. Però, i principi che troviamo nella legge data a Mosè sono uguali a quelli che troviamo nella legge di Cristo, nel Nuovo Testamento. Perciò, è utile per noi capire questi principi, perché sono validi anche per noi.

Ora consideriamo queste due domande.

Può qualcosa che è consacrata a Dio rendere consacrata qualche altra cosa?

Secondo la legge di Dio, la risposta è un chiaro: “NO”.

Al contrario, se qualcosa di impuro tocca qualsiasi cosa, essa rende impura anche quella cosa.

Questo concetto è estremamente importante da capire, esso era il principio che Dio stava facendo notare a queste persone tramite Aggeo; oggi, per mezzo delle Scritture, Egli lo dichiara anche a noi.

Notiamo qualche versetto dalla Legge data a Mosè in cui questo principio viene specificato.

chi avrà toccato il cadavere di una persona umana sarà impuro sette giorni. (Numeri 19:11 NRV)
Chiunque tocchi un morto, cioè il corpo di una persona umana che sia morta, e non si purifica, contamina la dimora del SIGNORE; e quel tale sarà tolto via da Israele. Siccome l’acqua di purificazione non è stata spruzzata su di lui, egli è impuro; ha ancora addosso la sua impurità. (Numeri 19:13 NRV)
E tutto quello che l’impuro avrà toccato sarà impuro; e la persona che avrà toccato lui sarà impura fino alla sera». (Numeri 19:22 NRV)

Prima di Cristo, quando questa legge era in vigore, c’erano tanti oggetti che in sé erano considerati impuri. C’erano anche delle cose consacrate e, infine, c’erano le cose neutrali.

Una cosa consacrata non poteva consacrare nulla. Invece, una cosa impura rendeva impura tutto quello che toccava.

l’applicazione principale

Nel v.14, Dio spiega l’applicazione di questo principio che riguardava la loro situazione. Leggiamo il v.14.

Allora Aggeo replicò: «"Lo stesso accade con questo popolo, con questa nazione davanti a me", dice il SIGNORE, “e con tutta l’opera delle loro mani; tutto quello che mi offrono qui è impuro. (Aggeo 2:14 NRV)

Nella vita di quel popolo, fino a quel momento, vi erano alcuni peccati che non erano stati abbandonati. Da ben 16 anni però, ossia da quando erano tornati da Babilonia, avevano offerto sacrifici a Dio sull’altare. Si erano impegnati a compiere opere per il Signore. Avevano fatto varie offerte.

I loro sacrifici e le loro opere erano cose consacrate a Dio. I loro peccati non confessati erano cose impure. Nella loro vita, quindi, vi erano sia cose consacrate sia cose impure.

In base ai principi che Dio aveva appena fatto notare, le cose consacrate che avevano offerte a Dio non avevano reso consacrate le loro vite. Invece, le cose impure presenti in loro, ovvero i peccati che non avevano abbandonato, li avevano resi impuri agli occhi di Dio. Anche i loro sacrifici, quindi, erano diventati impuri.

Secondo la parola di Dio, a causa dei loro peccati non confessati, tutto quello che avevano offerto a Dio fino a quel momento era impuro. Tutte le loro opere per Dio, tutti i loro sacrifici, erano un’offesa a Dio, erano inutili. E ciò a causa dei loro peccati non confessati.

Questo è un importantissimo principio da capire e da ricordare. Quando nella vita di un uomo c’è un peccato non confessato, tutto quello che egli potrebbe fare per il Signore o dare al Signore è reso impuro dal peccato nella sua vita, e quindi non è gradito a Dio. Tutti i sacrifici potrebbero essere offerti o qualsiasi sofferenza per il Signore, non rendono la persona pura. Il suo peccato non confessato, invece, la rende impura.

v.15 riflettete bene

Ora passiamo al v.15 per capire il resto di quello che il SIGNORE dichiara tramite Aggeo.

15 Ora riflettete bene su ciò che è avvenuto fino a questo giorno, prima che si cominciasse a mettere pietra su pietra nel tempio del SIGNORE! 16 Durante tutto quel tempo, quando uno andava a un mucchio stimato venti misure, non ce n’erano che dieci; quando uno andava al tino per prelevarne cinquanta misure, non ce n’erano che venti. 17 Io vi ho colpiti con il carbonchio, con la ruggine, con la grandine in tutta l’opera delle vostre mani; ma voi non siete tornati a me", dice il SIGNORE. 18 “Riflettete bene su ciò che è avvenuto fino a questo giorno, fino al ventiquattro del nono mese, giorno in cui sono state messe le fondamenta del tempio del SIGNORE; riflettete bene! (Aggeo 2:15-18 NRV)

Riflettere Bene

Due volte in questo brano, Dio invita il popolo a riflettere bene. Molte volte nella Bibbia Dio ci chiama a riflettere bene, a considerare attentamente, a pensare e valutare con cura. Quanto è importante riflettere bene sulla nostra vita alla luce dell’eternità e alle verità di Dio.

Satana vuole ostacolarci dal riflettere bene, egli vuole impedirci di considerare attentamente le situazioni della nostra vita e le conseguenze delle nostre azioni.

Per avere la vera saggezza è essenziale riflettere bene sulla nostra vita, sulle conseguenze delle nostre scelte.

Viviamo in un mondo che ci offre tantissime distrazioni che possono ostacolarci dal pensare bene. Spesso siamo circondati da persone che non vogliono riflettere bene. Riflettere bene richiede il tempo necessario per potersi concentrare, richiede un impegno. È un grande aiuto quando passiamo del tempo con persone che vogliono riflettere bene, perché ci sostengono, anziché ostacolarci. Questo è importante rammentare per poter riflettere bene.

In questo brano, Dio esorta il suo popolo a riflettere bene su tutto quello che era avvenuto prima di quel giorno, prima che essi avessero veramente iniziato a ricostruire il Tempio.

Dio ricorda loro che, fino a quel giorno, i loro affari erano andati male. Per esempio: se durante la mietitura del grano sembrava che una certa quantità di raccolto avresse dovuto fornire venti misure di frumento, in realtà dopo averlo vagliato e misurato ne conteneva solamente dieci.

Durante la mietitura, se la quantità di uva raccolta era tale da poter produrre cinquanta misure di vino, in realtà se ne producevano soltanto venti. Le uve non avevano succo a sufficienza.

Questi sono esempi di come andavano le cose. Dio volle far loro riflettere, affinché capissero perché le cose erano andate così. Nel v.17, Dio stesso spiega loro perché i loro affari erano andati così male.

Io vi ho colpiti con il carbonchio, con la ruggine, con la grandine in tutta l’opera delle vostre mani; ma voi non siete tornati a me", dice il SIGNORE. (Aggeo 2:17 NRV)

Le cose non accadono mai per caso. Fino a quel giorno, le cose andavano male per loro perché il SIGNORE aveva fatto in modo che tali cose andassero male per loro. Il SIGNORE ha pienamente il controllo di tutto, e controlla tutto per promuovere il suo piano, per farci abbandonare i nostri peccati e per farci avvicinare a Lui.

Era stato DIO a provocare tutte le loro difficoltà. Egli aveva mandato il carbonico, che è un caldo vento che brucia tutte le piante. Dio aveva anche mandato la ruggine, cioè una muffa che, evidentemente, rovinava le piante. Inoltre aveva mandato la grandine, che ha una notevole capacità di distruggere la vegetazione. Dio aveva mandato tutte queste cose per rendere molto povero il loro raccolto. Avevano faticato molto, però avevano raccolto poco.

Il SIGNORE aveva fatto tutto questo ma, per molto tempo, essi non erano tornati a Lui. Nella stoltezza e nella durezza del loro cuore, essi non si erano ravveduti, non avevano abbandonato i loro peccati.

Nel v.18, di nuovo il SIGNORE li esorta a riflettere bene a come erano andate le cose fino a quel giorno. Fino a quel giorno le cose erano andate male. Fino a quel giorno i loro campi avevano prodotto pochissimo. Tutto questo a causa del loro peccato. Dovevano riflettere, affinchè potessero capire che la loro disubbidienza aveva privato loro delle benedizioni di Dio.

le cose cambiano

Ora le cose erano cambiate. Ora avevano riconosciuto il loro peccato, si erano ravveduti, avevano messo il SIGNORE al primo posto nei loro cuori.

Ora avevano iniziato il lavoro di ricostruzione del Tempio. Dio voleva che essi ricordassero quel giorno. Le cose stavano per cambiare, ed era importante che essi prendessero nota in modo specifico del momento in cui cambiavano, affinché potessero capire il perché dei cambiamenti.

Notiamo il v.19

C’è forse ancora del grano nel granaio? La stessa vigna, il fico, il melograno, l’ulivo, nulla producono! Ma da questo giorno, io vi benedirò"». (Aggeo 2:19 NRV)

Questo messaggio fu dato a novembre, e in Israele, si piantava il grano entro l’inizio di tale mese. Quindi, la risposta alla domanda: “C’è forse grano nel granaio?” era “no!”. Il grano era già stato piantato. Era impossibile per loro, quindi, migliorare la loro situazione. Il grano era già piantata. Non potevano far si che il grano rendesse di più, né la vigna, né il fico né il melograno o l’ulivo. Le raccolte dipendevano totalmente da Dio.

Quel che Dio voleva far notare loro era che da quel giorno Egli li avrebbe benedetti.

Da quel giorno, la terra avrebbe prodotto abbondantemente perché Dio stava per benedirli. Era importante per loro di capire che l’abbondanza che stava per arrivare sarebbe stata un’opera diretta di Dio.

Notiamo qualcosa di molto importante in questo punto. Tramite Aggeo, Dio annunciò che da quel giorno sarebbero stati benedetti. Dove prima la terra produceva poco ora avrebbe prodotto tanto. Che meravigliosa benedizione.

Per quanto quel popolo potesse vedere, comunque, nulla era cambiato. Avevano la parola di Dio che le cose sarebbero state diverse, ma non c’era alcun cambiamento visibile in quel momento.

Per credere che le cose sarebbero state diverse, a loro serviva la fede. Dovevano CREDERE alla Parola di Dio, non a quello che vedevano. Infatti, fino all’anno successivo, non avrebbero visto grandi cambiamenti.

Molto spesso, Dio richiede la fede anche da noi. Dobbiamo fidarci che Dio farà quello che dichiara di fare.

Un brano che parla di una situazione simile, in cui le persone dovevano ubbidire a Dio fidandosi che Egli li avrebbe curati, è Malachia 3:10. Anche in quel brano, Dio aveva disciplinato i Giudei, perché non avevano messo Dio al primo posto. In questo brano uno dei loro peccati era di non pagare le decime su tutto quello che guadagnavano. Quelle decime servivano per sostentare il Tempio e i sacerdoti. Dio aveva comandato questo tramite Mosè, prima di tutto essi dovevano pagare la decima le loro entrate. Pagare la decima, quando mancava la sicurezza di avere abbastanza per tutte le altre spese, era una atto di fede in Dio, di fiducia che Dio avrebbe provveduto per ogni vero bisogno. Questo è quello che Dio vuole: la fede, una fede che produce l’ubbidienza. Tramite Malachia, Dio annunciò ai Giudei che se avessero agito per fede, Dio avrebbe riversato grandi benedizioni su di loro. Ascoltiamo le parole di Dio in Malachia 3:10.

Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi alla prova in questo», dice il SIGNORE degli eserciti; «vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla. (Malachia 3:10 NRV)

Quanto è importante capire che ogni benedizione viene da Dio. Scegliere di non ubbidire al Signore, perché vogliamo fare da soli, perché abbiamo paura che ubbidendo a Dio non avremmo abbastanza, è stoltezza. Solo Dio può benedirci. Quando scegliamo di fidarci veramente di Dio e di camminare in ubbidienza, anche quando quell’ubbidienza sembra provocare delle difficoltà, allora Dio risponde con grandi benedizioni, benedizioni che non avremmo mai potuto procurarci per conto nostro. Questo è il messaggio che Dio dà tramite Aggeo, questo è il messaggio che Dio dà tramite Malachia, e questo è il messaggio che troviamo in tutta la Bibbia. Dio ci chiama a camminare per fede.

Applicazioni per noi

Adesso concludiamo questo brano. Consideriamo ancora le verità che abbiamo trovato in questo brano, affinché possiamo vivere alla luce di esse.

Prima di tutto, abbiamo visto l’enfasi che Dio mette sull’ordine che Egli stesso ha stabilito. Prima della venuta di Cristo, Dio aveva stabilito che i sacerdoti insegnassero la Parola di Dio, e guidassero il popolo di Dio in base a quello che dichiara la Parola di Dio. Anche Aggeo, pur essendo un profeta, doveva rivolgersi ai sacerdoti, per sentire da loro cosa insegna la Parola di Dio.

Quindi, è importante seguire l’ordine stabilito da Dio. Dio ha dato i pastori alla chiesa, essi hanno la responsabilità di guidare la chiesa. Però, essi non hanno autorità in sé. La loro autorità, come quella dei sacerdoti in Israele, è fondata totalmente nella Parola di Dio.

Abbiamo considerato poi la verità centrale di questo brano. Qualsiasi peccato non connfessato e non abbandonato rende impure le nostre offerte a Dio e tutto il nostro impegno per Lui. Nessun sacrificio o impegno può nascondere a Dio il nostro peccato.

Pertanto, finchè abbiamo un qualsiasi peccato che rifiutiamo di confessare e di abbandonare, tutto l’impegno che potremmo fare per Dio, tutte i canti, tutte le preghiere, non valgono a nulla. Dio vuole che confessiamo e abbandoniamo i nostri peccati, POI Egli accetta il nostro impegno per Lui.

Quindi è totalmente falso quel concetto così comune al giorno d’oggi secondo cui si può placare l’ira di Dio verso il peccato facendo qualche buona opera, o dando qualche offerta, o partecipando a qualche rito religioso. Finché c’è un peccato che non viene confessato e abbandonato, tutto l’impegno e le offerte del mondo non valgono nulla agli occhi di Dio.

Per quanto ci riguarda, dobbiamo capire che non sono importanti le belle parole o il grande impegno che possiamo aver nei confronti di Dio, è importante l’ubbidienza a Dio, che è un atto di fede, insieme all’abbandono del peccato.

Quando abbandoniamo il peccato, Dio ci benedice. Egli lo fa provvedendoci quanto ci necessita, materialmente e spiritualmente, in Cristo Gesù con abbondanza.

Perciò, cari amici, anche noi dobbiamo riflettere bene. Quanto è importante considerare attentamente a come viviamo, e non solo fare quello che sembra la cosa migliore al momento o quello che sembra più conveniemte. Impariamo a valutare bene ogni aspetto della nostra vita alla luce delle Scritture. Camminiamo per fede, in ubbidienza. Abbandoniamo ogni peccato. Confidiamo nel Signore. Non saremo delusi.

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