un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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....come anche noi
perdoniamo ai nostri debitori

sermone sul PadreNostro, di Marco deFelice www.aiutobiblico.org per Rovigo, 5/ottobre/2008 --- cmd ---
parole chiavi: padrenostro, perdono, perdonare, Matteo 6:12;

Riassunto della parte precedente

Stiamo studiando il Padrenostro, in cui Gesù ci insegna quello che dovrebbe essere il contenuto delle nostre preghiere. Nell'ultimo sermone, abbiamo parlato del meraviglioso dono del perdono.

Oggi, continuando a meditare sull'insegnamento di Gesù, vogliamo considerare la necessità di perdonare gli altri, il che costituisce un frutto fondamentale dell'aver ricevuto il vero perdono.

Il nostro perdonare gli altri non ci fa meritare la salvezza, piuttosto noi perdoniamo gli altri come conseguenza di aver ricevuto la salvezza. E perciò, colui che non è disposto a perdonare gli altri dimostra di non aver ancora ricevuto il perdono, di non aver capito il proprio peccato e il proprio bisogno di essere perdonato.

Questa verità è simile a ciò che leggiamo in Giacomo, dove impariamo che la vera fede produce opere, mentre dove non ci sono opere, non c'è vera fede. Similmente, colui che veramente riconosce i suoi peccati e riceve il perdono di Dio, perdonerà gli altri.

Per capire il discorso di Gesù, ricordiamo che un aspetto fondamentale della vita di un vero credente è di ravvedersi ogni giorno dai suoi peccati. Cioè, dobbiamo confessare i nostri peccati ogni giorno. Dio è Santo, e odia il peccato. Finché rifiutiamo di confessare un peccato, non possiamo avere comunione con Dio. È da mettere in dubbio la salvezza di chi va avanti molto tempo senza confessare un peccato.

Vogliamo leggere di nuovo quello che Gesù dice a questo riguardo. Matt.6:12

“E perdonaci i nostri debiti, come anche noi perdoniamo ai nostri debitori.” (Mat 6:12 LND)

Nell'ultimo sermone, abbiamo considerato la richiesta a Dio: “perdonaci i nostri debiti”. Ora, vogliamo considerare la seconda parte del versetto, ossia, “come anche noi perdoniamo ai nostri debitori.”

Come anche noi perdoniamo ai nostri debitori

In questo versetto Gesù collega il perdono che riceviamo da Dio per i peccati che commettiamo contro di Lui al nostro perdono verso chi ha peccato contro di noi.

In questa preghiera, chiediamo a Dio di perdonarci, dichiarandoGli che noi perdoniamo gli altri. In altre parole, se noi NON perdoniamo gli altri, non possiamo chiedere perdono a Dio.

Appena dopo il Padrenostro, nei vv.14,15, Gesù ripete questa verità, dichiarando in modo categorico che è necessario perdonare per poter ricevere il perdono. Ascoltate attentamente mentre leggo.

“14 Perché, se voi perdonate agli uomini le loro offese, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre.” (Mat 6:14-15 LND)

In questo passo Gesù rende chiaro che un vero credente deve perdonare gli altri: è assolutamente necessario che lo faccia. Rifiutare di perdonare gli altri è un frutto che dimostra che la persona non è veramente salvata.

È estremamente importante capire correttamente ciò che Gesù ci sta insegnando in questo punto. Esaminiamo allora che cosa intende Gesù per “perdonare gli altri”, e come possiamo perdonare quando ci risulta difficile farlo.

Il perdono serve perché tutti pecchiamo ancora

Il motivo per cui Gesù ci parla della necessità di perdonare è perché, finché siamo su questa terra, pecchiamo gli uni contro gli altri.

Finché siamo su questa terra, finché abbiamo ancora la nostra carne, continuiamo a peccare. I nostri peccati sono sempre e innanzi tutto contro Dio stesso. Grazie a Dio, Dio è pronto a perdonarci.

Spesso, i nostri peccati sono anche contro altre persone, così come altre persone peccano contro di noi. Quindi, ognuno di noi ha bisogno di ricevere il perdono dagli altri, e ognuno di noi ha bisogno di perdonare gli altri. La realtà del peccato rende necessario il perdono. Dobbiamo impegnarci ad essere pronti a perdonare, come Dio è pronto a perdonare noi.

In che modo dobbiamo perdonare?

Riconoscendo che occorre perdonare gli altri, come anche ci serve ricevere il loro perdono, riflettiamo su ciò che Dio intende quando dichiara che dobbiamo perdonare gli altri. In che senso dobbiamo perdonarli?

Dobbiamo perdonare gli altri nello stesso modo in cui Dio perdona noi.

Infatti, nel greco originale, come in italiano, viene usata la stessa parola per “perdonare”, sia quando noi chiediamo perdono a Dio, sia quando noi perdoniamo gli altri.

Quindi, dobbiamo perdonare gli altri con lo stesso tipo di perdono che riceviamo da Dio. Questo punto è espresso in modo chiaro anche nel comandamento che Dio ci dà in Colossesi 3:12,13

“12 Vestitevi dunque come eletti di Dio santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, 13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi.” (Col 3:12-13 LND)

Dobbiamo perdonare gli uni gli altri come Dio perdona noi, ovvero, nello stesso modo, con lo stesso tipo di perdono.

Nell'ultimo sermone, abbiamo visto che quando Dio ci perdona, Egli cancella totalmente il nostro peccato. Una volta che Dio ci ha perdonati, è come se il nostro peccato non fosse mai esistito. Dio non ci accuserà mai più di quel peccato. Egli allontana da noi quel peccato come l'est è lontano dall'ovest.

È anche importante tenere a mente che quando Dio ci perdona, non ci fa pagare qualcosa perché possiamo ricevere il perdono, il che sarebbe impossibile per noi. Egli ci perdona gratuitamente. Anzi, nel perdonarci, Dio cancella dal Suo registro il debito del nostro peccato, prendendolo da noi e caricandolo su Cristo Gesù.

Inoltre è fondamentale ricordare che quando Dio ci perdona, Egli non ci punisce prima di farlo. Egli ci perdona con un cuore pieno di grazia e di bontà.

Quindi, noi dobbiamo perdonare gli altri nello stesso modo in cui Dio ci perdona e con lo stesso cuore.

Perciò, quando perdoniamo qualcuno, prima di perdonarlo non dobbiamo mai cercare di farlo soffrire per il male che ci ha fatto. Piuttosto, come fa Dio, cancelliamo il debito di quella persona nei nostri confronti.

Poi, nello stesso modo in cui Dio allontana per sempre il nostro peccato da noi quando ci perdona, quando noi perdoniamo qualcuno di cuore, non dobbiamo mai più rievocare quel peccato per accusare di nuovo quella persona. È come se quel peccato non esistesse più.

Dobbiamo perdonare di cuore, come Dio perdona noi. Il vero perdono significa non solo cancellare il debito di quella persona, ma accoglierla di nuovo nella nostra vita. Questo è il senso del perdono che dobbiamo mostrare gli uni verso gli altri.

È difficile perdonare così

Non è difficile capire la necessità di perdonare gli altri di cuore, anzi, questo punto è molto chiaro.

La difficoltà, piuttosto consiste spesso nel riuscire a perdonare così Alcune volte può essere estremamente difficile farlo! Se riguarda qualche piccola offesa, forse non è tanto difficile perdonare così. Però, se si tratta di un peccato che ci ha fatto molto male, che ci ha profondamente feriti, che ci ha recato un grave danno o che ci ha fatto perdere qualcosa di grande valore, allora, è molto, ma molto più arduo perdonare!

Come possiamo perdonare, quando ci è difficile perdonare?

Iniziamo ricordando ciò che leggiamo in 1Giovanni 3, ossia che i comandamenti di Dio non sono gravosi. Perciò, quando un comandamento ci sembra gravoso, vuol dire che in qualche modo abbiamo una comprensione errata di quel comandamento.

Dio ci comanda di perdonarci gli uni gli altri. Di conseguenza, quando ci è difficile perdonare qualcuno significa che vediamo i fatti in modo storto. Infatti, quando ci risulta complicato perdonare gli altri, è perché non stiamo riconoscendo la grandezza del nostro perdono né l'immensità di questo dono.

Voglio ripetere questo punto, perché è la chiave per capire come riuscire a perdonare gli altri.

Quando ci è difficile perdonare gli altri, è perché non stiamo riconoscendo la grandezza del nostro perdono e quanto è immenso questo dono.

Infatti, la chiave per poter perdonare gli altri con gioia è di riconoscere sempre di più la gravità del nostro peccato e la grandezza del nostro perdono da parte di Dio. Infatti, più riconosciamo l'immensità del perdono che abbiamo ricevuto, più ci sarà facile perdonare gli altri. Quindi, la chiave non è di focalizzare sulla necessità di perdonare, ma di pensare di più a quanto è grande il nostro perdono.

Per aiutarci a capire questo, leggiamo due brani: il primo parla di una persona che, NON comprendendo la gravità del proprio peccato, di conseguenza non capisce la grandezza del perdono, e quindi, non vuole perdonare gli altri, dimostrando così di non essere veramente salvata. Nel secondo esempio, vediamo una persona che è meravigliata del perdono che ha ricevuto da Cristo.

Quanto dobbiamo perdonare

In Matteo 18, gli apostoli vogliono capire quanto dovremmo perdonare gli altri. È chiaro, in base alla loro domanda, che per loro era difficile perdonare e che volevano solo sapere qual era la regola da seguire per il perdono. Spesso, quando vogliamo conoscere una regola, è soltanto per poter adempiere il minimo necessario senza agire secondo lo spirito del comandamento su cui poggia quella legge. Gesù dimostra che la legge deve coinvolgere anche il nostro spirito, la nostra anima, il nostro cuore.

. Leggo da Matteo 18:21-35.

“21 Allora Pietro, accostatosi, gli disse: "Signore, se il mio fratello pecca contro di me, quante volte gli dovrò perdonare? Fino a sette volte?".

Sembra proprio che Pietro voglia conoscere in modo fiscale qual era la regola da seguire, in modo da adempiere la legge e poi non dover perdonare più. Leggo l'incredibile risposta di Gesù! Per capire la parabola che Egli usa, tenete a mente che un talento rappresentava una quantità di soldi così grande che una persona comune non poteva mai arrivare a possederne uno. Perciò diecimila talenti erano una cifra inconcepibile. Invece, un denaro costituiva la paga giornaliera di un semplice operaio, quindi, cento denari erano una cifra realistica, che qualsiasi operaio poteva raggiungere nel tempo. Tenendo a mente questo fatto oltre alla domanda di Pietro sul numero di volte che doveva perdonare, leggo la risposta di Gesù. Notiamo che Egli mostra che occorre avere un cuore prontissimo a perdonare.

22 Gesù gli disse: "Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. 23 Perciò il regno dei cieli è simile ad un re, il quale volle fare i conti con i suoi servi. 24 Avendo iniziato a fare i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. 25 E non avendo questi di che pagare, il suo padrone comandò che fosse venduto lui con sua moglie, i suoi figli e tutto quanto aveva, perché il debito fosse saldato. 26 Allora quel servo, gettandosi a terra gli si prostrò davanti dicendo: "Signore, abbi pazienza con me e ti pagherò tutto" 27 Mosso a compassione, il padrone di quel servo lo lasciò andare e gli condonò il debito.
28 Ma quel servo, uscito fuori, incontrò uno dei suoi conservi, che gli doveva cento denari; e, afferratolo per la gola, lo soffocava dicendo: "Pagami ciò che mi devi" 29 Allora il suo conservo, gettandosi ai suoi piedi, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto" 30 Ma costui non volle, anzi andò e lo fece imprigionare, finché non avesse pagato il debito. 31 Ora gli altri servi, visto quanto era accaduto, ne furono grandemente rattristati e andarono a riferire al loro padrone tutto ciò che era accaduto. 32 Allora il suo padrone lo chiamò a sé e gli disse: "servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché mi hai supplicato. 33 Non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?" 34 E il suo padrone, adiratosi, lo consegnò agli aguzzini finché non avesse pagato tutto quanto gli doveva. 35 Così il mio Padre celeste farà pure a voi, se ciascuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello i suoi falli".” (Mat 18:21-35 LND)

Il punto qua è molto chiaro. Quel primo servo non considerava il perdono che aveva ricevuto come qualcosa di grande valore. Perciò, quando uscì dalla presenza del padrone non aveva un cuore umile e riconoscente. Anzi, egli se ne andò ancora pieno di orgoglio e di egoismo, con un cuore ancora duro.

In quella condizione, quando trovò un conservo che gli doveva una piccolissima cifra il suo cuore rimase duro, ed non volle perdonarlo, anzi, mentre il proprio debito era stato cancellato, egli non voleva nemmeno mostrare pazienza dando al suo conservo il tempo necessario per ripagargli il piccolo debito.

Questa sua durezza di cuore rese manifesto che non si era mai veramente ravveduto, e perciò, il padrone lo consegnò agli aguzzini perché fosse tormentato. Gesù dichiara che sarà così nel regno di cielo. Chi non è pronto a perdonare gli altri dimostra di non avere un cuore trasformato, e quindi, dimostra di non essere salvato.

Una donna riconosce la grandezza del perdono

Passiamo ad un altro brano, che parla di una donna con un cuore che comprendeva quanto il peccato è terribile e che il perdono è qualcosa di meraviglioso. Leggo da Luca 7:36-50.

“36 Or uno dei farisei lo invitò a mangiare con lui; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola. 37 Ed ecco una donna della città, che era una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato. 38 E, stando ai suoi piedi, di dietro piangendo, cominciò a bagnargli di lacrime i piedi e ad asciugarli con i capelli del suo capo; e glieli baciava e li ungeva con l’olio profumato. 39 Al vedere questo, il fariseo che lo aveva invitato disse fra sé: "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e quale genere di persona e la donna che lo tocca perché è una peccatrice". 40 E Gesù, rispondendo, gli disse: "Simone, ho qualche cosa da dirti". Ed egli disse: "Maestro, di’ pure". 41 E Gesù gli disse: "Un creditore aveva due debitori; l’uno gli doveva cinquecento denari e l’altro cinquanta. 42 Non avendo essi di che pagare, egli condonò il debito ad entrambi. Secondo te, chi di loro lo amerà di più?". 43 E Simone, rispondendo, disse: "Suppongo sia colui, al quale egli ha condonato di più". E Gesù gli disse: "Hai giudicato giustamente". 44 Poi, volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato dell’acqua per lavare i piedi lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i capelli del suo capo. 45 Tu non mi hai dato neppure un bacio, ma lei da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. 46 Tu non mi hai unto il capo di olio ma lei, ha unto i miei piedi di olio profumato. 47 Perciò ti dico che i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui al quale poco è perdonato, poco ama". 48 Poi disse a lei: "I tuoi peccati ti sono perdonati". 49 Allora quelli che erano a tavola con lui cominciarono a dire fra loro: "Chi è costui che perdona anche i peccati?". 50 Ma Gesù disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!".” (Luca 7:36-50 LND)

Il punto importante da notare qua è il cuore di questa donna, e quanto lei rimase colpita dal suo perdono. Lei aveva capito che il suo debito con Dio era immenso, e che non avrebbe mai potuto pagarlo. Perciò, avendo ricevuto il perdono da Gesù, non solo nutriva un profondo amore per Lui, ma era anche umile e mansueta. Lei era talmente presa dalla grandezza del proprio peccato, e perciò, dalla grandezza del perdono ricevuto che era pronta a prostrarsi e baciare i piedi di Cristo. Aveva un grande amore per Gesù per il perdono che ne aveva ricevuto.

Amici, questo è il cuore che ci serve per poter perdonare gli altri.

Il punto fondamentale in tutto ciò è chiaro e importantissimo.

Quando riconosciamo la grandezza del perdono che abbiamo ricevuto da Dio e meditiamo su di essa, ci sarà facile perdonare gli altri. Quando non ci fermiamo a riflettere sulla grandezza del perdono che abbiamo ricevuto, ci sarà molto difficile, e a volte anche impossibile, riuscire a perdonare gli altri.

Il perdono è un frutto della vera salvezza

Un altro brano che ci aiuta a capire come riconoscere la grandezza del nostro perdono è Matteo 5:3-8. In questo brano, Gesù spiega i vari passi che fa chiunque arriva alla salvezza. Leggo il brano.

“3 "Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. 4 Beati coloro che fanno cordoglio perché saranno consolati. 5 Beati i mansueti, perché essi erediteranno la terra. 6 Beati coloro che sono affamati e assetati di giustizia, perché essi saranno saziati. 7 Beati i misericordiosi, perché essi otterranno misericordia. 8 Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio.” (Mat 5:3-8 LND)

Notiamo che si inizia riconoscendo la propria povertà spirituale. Dio opera nel cuore di qualcuno in modo tale che quella persona si rende conto di essere povera spiritualmente, anzi, senza alcun merito. Questa verità la rattrista grandemente, e ne fa cordoglio. È talmente afflitta per il proprio peccato che è mansueta, non può condannare altri, perché è aggravata dal proprio peccato. Desidera ardentemente la giustizia che sa di non poter ottenere per conto suo. In quella condizione, è pronta ad essere misericordiosa, pronta a perdonare tutti coloro che peccano contro di lei.

Questa è la realtà di chi giunge veramente alla salvezza. Quindi, quando qualcuno è veramente salvato, rimane meravigliato del proprio perdono. Vede la gravità del proprio peccato contro Dio, e perciò è mansueto e misericordioso, capendo che nessun peccato che egli subisce è grave quanto lo sono i suoi peccati nei confronti di Dio. Vedendo perciò l'immensità del proprio perdono, non può fare altro che perdonare gli altri.

Ah, cari, continuiamo a peccare ogni giorno dopo la salvezza, e quindi, continuiamo ad avere bisogno del perdono di Dio. La chiave per poter perdonare gli altri è di considerare la grandezza del perdono che noi riceviamo giorno per giorno. Quando guardiamo al nostro perdono, non ci sarà difficile perdonare gli altri.

E allora, teniamo bene a mente che perdonare gli altri costituisce una parte fondamentale della vera salvezza.

Chiarimento: ciò che questo insegnamento NON significa

È importante sottolineare che Dio non ci perdona perché per primi noi abbiamo perdonato gli altri, ma che piuttosto noi perdoniamo gli altri perché riconosciamo di aver già ricevuto il perdono di Dio nella nostra vita. Chi veramente riconosce la gravità del proprio peccato, e perciò, la grandezza del perdono che riceve, non può fare altro che perdonare coloro che peccano contro di lui. Quindi, il perdono non è un'opera che ci fa meritare la salvezza, ma è un frutto della vera salvezza.

Come perdonare quando ti è difficile farlo

Spero dunque che la verità che Gesù ci sta insegnando in questo brano sia chiara per ognuno.

Dobbiamo perdonare gli altri, di vero cuore, perché è un frutto essenziale della vera salvezza. Chi rifiuta di perdonare qualcun altro mette in dubbio la propria salvezza, e anzi, se continua a rifiutare di perdonare, manifesta il frutto di non essere ancora perdonato da Dio.

Però, pur sapendo questo, a volte ci è molto difficile perdonare. Come dobbiamo fare, quando ci è difficile, anzi, quando ci sembra impossibile perdonare qualcuno?

Quando ti è difficile perdonare, vuol dire che stai guardando al male che ti è stato recato, e non alla grandezza del tuo peccato contro Dio e alla grandezza del perdono di Dio per i tuoi peccati.

Il rimedio in questi casi, è di guardare di nuovo alla gravità del nostro peccato, e alla grandezza del perdono che abbiamo ricevuto in Gesù Cristo. Dobbiamo essere come la donna che entrò in casa di Simone il fariseo, prostrandosi per terra, baciando i piedi di Gesù, e asciugandoli con i suoi capelli. Lei era consapevole di quanto il suo peccato era terribile agli occhi di Dio, e perciò, pensava all'immensità del perdono ricevuto.

Quando hai difficoltà a perdonare qualcuno, sposta la tua attenzione dal male che hai subito e pensa al male che tu hai fatto, ripetutamente, a Dio. Medita sulla santità infinita di Dio, e quindi, sulla gravità dei tuoi peccati contro di Lui.

Pensa al fatto che la giusta condanna per ogni tuo peccato è la morte eterna, il tormento eterno, lontano dalla presenza di Dio. Pensa a Gesù Cristo, il Santo Unigenito Figlio di Dio, che ha lasciato la sua gloria, e poi, ha deposto la sua vita, per te. Pensa al fatto che Lui ha subito l'ira di Dio ed è stato abbandonato dal Padre per poter espiare la tua condanna, pagare il tuo debito, e perciò, comprarti il prezioso dono del perdono.

Pensa al fatto che nonostante tutto quello che Dio ha già compiuto per te, tu pecchi ancora contro di Lui. Sarebbe giusto che Dio ti allontanasse per sempre dalla sua presenza, invece Gesù Cristo sta alla destra del Padre, come tuo Avvocato, per intercedere per te, ed ottenere per te il perdono, giorno dopo giorno.

Inoltre, tieni presente il sovrano controllo di Dio. Non siamo in grado di capire tutto ciò che Dio fa né come Egli gestisce tutto, ma possiamo trovare un'immensa consolazione nel sapere che Egli è sovrano su tutto e che fa cooperare tutte le cose per il nostro bene. Perciò, anche i fatti negativi che ci succedono vengono usati da Dio per recarci un bene eterno. Dio ci cura perfettamente.

E quindi, quando consideriamo la nostra condizione e capiamo quanto è terribile il nostro peccato e immenso il perdono che Dio ci dà in Cristo, non ci sarà difficile perdonare gli altri. Per quanto i loro peccati contro di noi possano essere gravi, non possono mai essere gravi quanto i nostri peccati contro il Dio tre volte santo.

Conclusione

Capire tutto questo è veramente tanto importante, perché è assolutamente necessario e fondamentale perdonare gli altri, se siamo veramente figli di Dio, essendo stati noi stessi perdonati da Dio per i nostri peccati.

Perciò, come occorre fare con ogni insegnamento biblico, voglio invitare ciascuno di voi ad applicare questo insegnamento a se stesso.

Ti chiedo di riflettere, per riconoscere se c’è qualcuno nella tua vita che non hai perdonato.

Forse c'è qualcuno che ti ha fatto del male, forse proprio tanto male, e ti sei detto che non riuscirai mai a perdonare quella persona. Forse si tratta di qualcosa successo di recente o forse è accaduto tanto tempo fa, e stai portando avanti il dolore da anni. Forse vedi quella persona ogni giorno, oppure non hai più contatto con lei o, addirittura, forse chi ti ha fatto del male è già morto.

Non importa di quale situazione si tratti. Se c'è qualcuno che non hai perdonato, allora, hai bisogno di perdonarlo oggi stesso. Hai bisogno di correre al trono della grazia e riconoscere la tua grave condizione spirituale. Gesù dichiara categoricamente che essere veramente salvati dipende dall'essere pronti a perdonare gli altri. Perciò, finché non perdoni qualcuno, non puoi sapere di essere salvato. Se ti trovi in questa condizione, chiedi a Dio di mostrarti la gravità del tuo peccato e considera la grandezza del sacrificio di Cristo che ha pagato la tua condanna; poi, perdona quella persona di cuore.

Lascia ogni vendetta a Dio. Lascia il giudizio a Dio. A noi spetta perdonare, come siamo stati perdonati. Sarà Dio a pensare al giudizio.

Perdona tutti, perdona subito, perdona di cuore, ricordando sempre la grandezza del perdono che tu hai ricevuto da Dio. Questa è la via in cui dobbiamo camminare.

Grazie a Dio per il SUO perdono in Cristo Gesù. Meditiamo su quel perdono, e perdoniamoci gli uni gli altri, e perdoniamo tutti. Amen!

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