un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Gesù Cristo: il Signore
Matteo 9:27-38

sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 7 dicembre 2008 ---- cmd pm -----
parole chiavi: Gesù Cristo, salvezza, fede, umiltà, come essere salvato, preghiera, come avere risposte alle preghiere

Oggi, vogliamo vedere quello che è l'unico modo di diventare un vero credente, oltre ad essere anche l'unico modo di rimanere un vero credente. Vogliamo guardare di nuovo a Gesù Cristo. La vita cristiana è una vita in cui si guarda sempre a Gesù Cristo. La vita cristiana infatti è la fede in Gesù Cristo, e quindi non possiamo mai contemplarLo troppo.

Il brano che vogliamo considerare oggi è Matteo 9:27-31. In questo brano, Gesù è ormai molto conosciuto. Tutti sanno che Egli fa miracoli, e il suo insegnamento autorevole è noto. È molto evidente che Lui non è un semplice uomo come gli altri.

Nonostante che queste cose fossero chiare agli occhi di tutti, le persone risposero a Gesù in tanti modi diversi. Anche oggi, proclamare Gesù può provocare tante reazioni diverse. C'è chi non mostra interesse in Gesù, c'è chi odia Gesù, e c'è chi ha fede in Gesù.

Oggi vogliamo esaminare un passo che mostra come avere fede in Gesù Cristo. Gesù aveva da poco risuscitato la figlia di Iairo, il capo della sinagoga. Se ricordate, Egli aveva fatto quel miracolo nella casa di quell'uomo, lontano dalla folla che era fuori. Gesù non aveva nemmeno portato tutti i suoi discepoli con Lui, ma solamente Giovanni, Giacomo, e Pietro. Nel brano su cui vogliamo riflettere oggi, Gesù è già uscito dalla casa di Iairo, e sta attraversando la città.

Trovate con me Matteo 9, e leggiamo il v.27:

“E, mentre Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono gridando e dicendo: "Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!".” (Mat 9:27)

Consideriamo la scena che vediamo qua. Gesù, seguito da tanti, stava attraversando la città. Quei due ciechi, sapendo che si trattava di Gesù, lo seguivano a tastoni, gridando ad alta voce per essere sentiti, gridando con fede, chiedendo pietà da Lui, ovvero chiedendo un suo intervento potente nella loro vita.

Il significato di essere ciechi

Prima di vedere quello che è successo, riflettiamo sulla cecità. Prima di tutto, in quell'epoca, essere cieco voleva dire essere condannato ad una vita molto difficile. Non c'erano tutti i provvedimenti che esistono oggi per i ciechi, non c'erano i mezzi per permettere loro di andare a scuola, né i ciechi potevano svolgere tanti lavori. Erano condannati ad un'esistenza brutta. Inoltre, e forse è il fatto peggiore di tutti, non c'era alcuna speranza per loro. Non esistevano dottori che potessero guarirli. Tutti i soldi del mondo non sarebbero bastati per procurare loro una cura. I ciechi non potevano fare nulla per ottenere la vista. Non potevano esseri salvati dalla cecità né tramite le proprie capacità né tramite alcun altro uomo.

In questo, vediamo un chiaro parallelo con la cecità spirituale. Di natura, l'uomo non vede la gloria di Dio nel volto di Gesù Cristo, e quindi non vede il proprio peccato, né, di conseguenza, il proprio stato di condanna, sotto il giudizio di Dio. Di natura, l'uomo non vede le verità di Dio nella parola di Dio. Credo che tutti conosciamo il brano in 1 Corinzi 2:14:

“14 Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per Lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente. ” (1Cor 2:14-15 LND)

L'uomo naturale, l'uomo con le proprie capacità naturali, non può ricevere le cose dello Spirito di Dio, e non può comprendere le meraviglie delle verità di Dio, perché per lui sono follia. Queste sono giudicate spiritualmente, ovvero, sono comprese spiritualmente. Ed essendo appunto un uomo solo naturale, è impossibile per lui vedere queste cose. È cieco riguardo a queste cose.

In 2Corinzi 4 leggiamo:

“3 Ma se il nostro evangelo è ancora velato, esso lo è per quelli che periscono, 4 nei quali il dio di questo secolo ha accecato le menti di quelli che non credono, affinché non risplenda loro la luce dell’evangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio.” (2Co 4:3-4 LND)

Il Vangelo, le verità della salvezza che riguardano ogni persona e che rivelano Gesù Cristo come unico Salvatore, sono velate per l'uomo naturale. Gli occhi della sua mente sono accecati da Satana, ed egli non può vedere la gloria di Cristo che è l'immagine di Dio. Di natura l'uomo è cieco spiritualmente.

Nell'episodio che stiamo esaminando in Matteo 9, vedremo Gesù dare la vista a due ciechi e questo è un tipo, un esempio, di quello che Gesù fa tuttora quando apre gli occhi di un uomo naturale e gli permette di vedere la gloria di Dio in Sé stesso e gli concede anche di vedere in Sé stesso il Salvatore. Quindi, mentre consideriamo questo brano, notiamo in che modo questi due uomini si sono presentati a Gesù per ricevere il suo aiuto, tenendo a mente che il loro esempio ci insegna come ogni persona deve presentarsi a Gesù per ottenere la salvezza e per camminare con Dio.

Dovevano cercare Gesù di cuore

Ricordando che quegli uomini erano senza alcuna speranza umana, consideriamo quello che hanno fatto. Leggo di nuovo il v.27.

“E, mentre Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono gridando e dicendo: "Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!".” (Mat 9:27)

Il brano recita “lo seguirono" il che vale a dire che essi non gridarono soltanto mentre Egli passava. Infatti, mentre Gesù camminava, i due uomini Lo seguivano da dietro, gridando e chiedendoGli aiuto. Però Gesù non si fermava, continuava a camminare, apparentemente senza dare loro retta. Ma, più Gesù andava avanti senza fermarsi, più i ciechi continuavano a seguirlo e a gridare.

A prima vista, il comportamento di Gesù potrebbe sembrare una mancanza di cuore da parte Sua. Quei due uomini, che erano ciechi, seguivano Gesù in mezzo alla folla. Era molto difficile per loro seguirlo: non vedevano dove andavano e quasi sicuramente inciampavano continuamente. Tuttavia continuavano ad andare avanti, continuavano a cercare Gesù, gridando e cercando la sua attenzione. Non vedevano, tutto era buio per loro, non vedevano la sua faccia, ma sapevano di non aver ancora ricevuto una risposta da Gesù. Perciò, continuavano a seguirlo, e continuavano a gridare a Lui chiedendo pietà.

A quel punto, si potrebbe pensare la loro unica possibilità fosse di lasciar stare tutto, e rinunciare a cercare aiuto da Gesù. Avevano seguito Gesù già da tempo, gridando, chiedendo pietà, ma Egli non si era fermato. Non aveva dato loro alcun segno di voler parlare con loro e di volerli aiutare. Essi non avevano ricevuto alcun segno che indicasse loro che Egli li avrebbe ascoltati ed aiutati. Quindi, qualcuno avrebbe potuto dire a loro che non aveva più senso continuare a seguirlo.

Però, aveva senso farlo. Aveva senso per vari motivi importanti, validi anche oggi.

Prima di tutto, quegli uomini avevano capito che solo Gesù poteva aiutarli. Sapevano inoltre che nessun uomo poteva aiutarli. Il loro problema era troppo grande per essere risolto dagli uomini. Solo Dio poteva risolverlo. E avevano compreso, come vedremo fra un attimo, che Gesù era il Cristo! Ovvero, avevano capito che Gesù era Colui che veniva allora chiamato il Figlio di Davide, il che significa il Messia, il Cristo promesso da Dio. Quindi, Gesù era l'unica speranza, e perciò, conveniva continuare a cercare aiuto da Lui.

Però, non solo Gesù Cristo era l'unico che potesse aiutarli, Egli può aiutare anche oggi. Inoltre, i due ciechi avevano sentito che Gesù aveva aiutato altri. Quindi, avevano capito che Gesù ha un cuore tenero, che è pronto ad aiutare e pronto a salvare. Perciò, anche se essi non percepivano alcuna indicazione che Gesù voleva aiutarli, continuavano ad avere fede che Egli prima o poi lo avrebbe fatto. Questa fede nel carattere di Gesù li spingeva a continuare a chiedere il suo aiuto, a continuare a seguirlo, sperando contro speranza, in base a quello che avevano sentito del cuore pietoso e misericordioso di Gesù. Cioè, la loro fede era basata sul carattere di Dio, non su ciò che “vedevano” in quel momento. E questa è sempre stata la base della vera fede in Dio. La fede in Dio è basata su Chi è Dio, e su quello che Egli ha rivelato di Sé.

Capivano che Gesù è il Cristo

Quei due uomini non solo seguivano Gesù, ma Lo chiamavano “Figlio di Davide.”

È molto importante per noi capire il significato e l'importanza di questo titolo. Se leggete i Vangeli, troverete che poche persone usavano quel titolo per rivolgersi a Gesù. Il motivo è che quel titolo era il titolo usato dai Giudei per il Messia, il Cristo, il Figlio di Dio. I Giudei sapevano che, da secoli, Dio aveva promesso di mandare nel mondo il Cristo come Salvatore. Lo stavano aspettando. Ciò nonostante, poche persone avevano capito che Gesù era il Cristo. Perciò, pochi usavano quel titolo per riferirsi a Gesù.

Alla luce di questo fatto, è molto significativo che quei due uomini abbiano chiamato Gesù “Figlio di Davide!”. In altre parole, quei due ciechi, pur non potendo vedere Gesù Cristo fisicamente, avevano visto Gesù con gli occhi della fede e avevano visto ciò che tanti altri non videro, avevano visto che Gesù è il Cristo, il Messia, mandato da Dio come Salvatore.

Infatti, quando uno si presenta a Gesù chiedendo pietà, non deve presentarsi ad un uomo, bensì a un uomo straordinario, al Cristo stesso, al Figlio di Dio, Dio incarnato, all'unico Salvatore.

La base della loro fede

Essendo Giudei, quei due uomini conoscevano bene le varie promesse dell'Antico Testamento che concernevano il Messia. Per esempio, essendo ciechi, quasi sicuramente conoscevano ciò che è scritto in Isaia 35:5, che parla di ciò che avrebbe fatto il Messia, il Cristo: Vi leggo quel brano.

“Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturate le orecchie dei sordi;” (Is 35:5 LND)

Molto probabilmente, i due ciechi conoscevano bene quella promessa e quindi, per fede, comprendendo che Gesù era il Cristo, il Messia, avevano fede che Egli avrebbe potuto aprire i loro occhi.

Anche se Gesù non aveva ancora risposto, essi sapevano che avrebbero continuato a correre dietro di Lui, e a chiedere il suo intervento.

È così continuavano a rivolgersi a Gesù come al Cristo, il Figlio di Davide, per ottenere l'aiuto che serviva loro. Tuttavia, Gesù persisteva a non rispondere loro. Essi Lo seguivano, gridavano, ma Gesù non rispondeva e andava avanti. E così loro proseguivano a seguirLo e a gridare. Continuavano a perseverare nel cercare in Cristo l'aiuto che nessun uomo poteva dare loro.

In realtà, ciò che vediamo nel loro esempio è la verità che Gesù insegna a più riprese. Volta dopo volta, Gesù ci insegna a perseverare nella preghiera, a perseverare nel cercare il nostro aiuto in Dio solo, guardando a Dio con fede. Leggo il Salmo 54:4:

“Ecco DIO è il mio aiuto, il Signore è colui che sostiene la mia vita.” (Sal 54:4 LND)

Leggo le parole di Gesù in Luca 18:

“1 Poi propose loro ancora una parabola, per mostrare che bisogna continuamente pregare senza stancarsi, 2 dicendo: "C’era in una città un giudice che non temeva Dio e non aveva rispetto per alcun uomo. 3 Or in quella stessa città c’era una vedova che andava da lui, dicendo: "Fammi giustizia del mio avversario". 4 Per un certo tempo egli si rifiutò di farlo, ma poi disse fra sé: "Anche se non temo Dio e non ho rispetto per alcun uomo, 5 tuttavia, poiché questa vedova continua a infastidirmi, le farò giustizia perché a forza di venire, alla fine non mi esaurisca"". 6 E il Signore disse: "Ascoltate ciò che dice il giudice iniquo. 7 Non vendicherà Dio i suoi eletti che gridano a Lui giorno e notte. Tarderà egli forse a intervenire a loro favore? 8 Sì, io vi dico che li vendicherà prontamente. Ma quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?".” (Luca 18:1-8 LND)

Il punto principale in questo insegnamento di Gesù è chiarissimo: dobbiamo perseverare nella preghiera. Dio risponderà, ma vuole che noi abbiamo una fede vera, che si manifesta nella perseveranza.

Gesù insegna lo stesso principio in altri modi, come ad esempio in Matteo 7. Nella lingua originale, i verbi indicano un'azione che dura nel tempo. Leggo Matteo 7:7-11:

“7 Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 8 Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa. 9 Vi è tra voi qualche uomo che, se suo figlio gli chiede del pane, gli darà una pietra? 10 O se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? 11 Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a coloro che gliele chiedono.” (Mat 7:7-11 LND)

Dobbiamo chiedere con perseveranza, cercare con perseveranza, bussare con perseveranza, e ci sarà dato, troveremo, e ci sarà aperto.

Allora, questi insegnamenti di Gesù, come anche l'esempio di quei due uomini ciechi, ci dimostrano ciò che Dio vuole da noi. Dio vuole la fede. E per aumentare la nostra fede, spesso Dio non risponde subito. Ci fa aspettare, ci fa continuare a richiedere. In questo modo, ci concentriamo ancora di più su di Dio, in Cristo. E in questo modo, la sua risposta sarà per noi ancora più preziosa.

Vediamo proprio questo principio nel brano dei due ciechi. Essi seguivano Gesù gridando a Lui, cercando aiuto da Lui. E, apparentemente, Gesù li ignorava. Ma Gesù non li ignorava, Egli conosceva benissimo la loro richiesta, sentiva le loro grida, e il suo cuore non era per niente duro. Però, Gesù voleva benedire grandemente quegli uomini, e quindi non rispose subito, affinché la loro fede crescesse.

La perseveranza dei ciechi

Quando Gesù arrivò nella casa dove era diretto, vi entrò. E che cosa fecero i due ciechi? Lo seguirono, entrando anche loro in quella casa. Non era casa loro. Sarebbe stato molto facile per loro credere che ormai non c'era più alcuna possibilità di giungere fino a Gesù. Ma, pur essendo ciechi, non potevano togliere i loro occhi da Lui. Quegli uomini ciechi vedevano chiaramente che la loro unica speranza era Gesù, il Cristo. Quindi, non lasciarono che alcun ostacolo impedisse loro di raggiungere il loro fine. Il fatto che Gesù non si era fermato durante il suo percorso non costituiva un ostacolo per loro. Il fatto che ora Gesù non era più in un luogo pubblico, facilmente raggiungibile, ma era entrato nella una casa di una persona non era per loro un ostacolo. I due uomini volevano arrivare a Gesù, e quindi continuarono a cercarlo, pur essendo ciechi, finché non giunsero fino a Lui.

Voi che mi ascoltate, vi chiedo, anche voi state cercando Gesù, costi quel che costi? Se a te sembra che lo stai cercando da tempo, senza risposta, non scoraggiarti.

Andiamo avanti in questo brano, per comprendere meglio il cuore di Gesù Cristo. Vedrete che quando uno cerca Gesù Cristo con perseveranza, con un cuore umile, sapendo di non meritare nulla, e perciò chiedendo umilmente pietà, Gesù risponderà.

Abbi pietà di noi

Prima di considerare che cosa avvenne una volta che incontrarono Gesù in quella casa, riflettiamo su quello che avevano gridato, ossia “Figlio di Davide, abbi pietà di noi”. Qual è il senso di “ abbi pietà di noi”?

È molto importante per noi fermarci a considerare il senso di queste parole. Quegli uomini chiedevano pietà. Chiedere pietà vuol dire riconoscere di non meritare nulla di buono da Dio. Un operaio che ha lavorato tutto il mese non chiede pietà quando chiede la busta paga. Egli sa di avere svolto il suo lavoro, e quindi merita la busta paga. Se io chiedo aiuto a un amico, non gli chiedo pietà perché so che, essendo amici, abbiamo un rapporto che ci dà un certo diritto di chiedere aiuto l'uno all'altro quando ci serve. Se mi ritrovo sperduto in una città che per me è nuova, non imploro pietà quando chiedo a qualcuno di darmi indicazioni per raggiungere la mia meta. Quella persona infatti è un essere umano come me, e non le sto domandando nulla di eccezionale.

Però, quando mi metto a considerare chi è Dio, il Creatore di tutto, il sovrano su tutto, e mi fermo a riflettere su quanto io sono colpevole nei suoi confronti, quanto ho mancato di dare a Lui la gloria che Egli merita, quanto ho mancato di essere riconoscente per tutto quello che ho, visto che tutto viene da Lui, e quanto ho disubbidito ai suoi comandamenti, comincio a capire che il mio rapporto con Dio non è un rapporto neutrale. Non solo non merito alcun bene da Lui, ma in realtà merito un'eternità di tormento, lontano da Lui. Io sono grandemente colpevole nei suoi confronti, ho offeso Dio grandemente. Perciò, anziché meritare qualche bene, merito solamente il male da Dio.

In questa condizione, chiedere di non subire il male che dovrei subire sarebbe già chiedere un'immensa grazia. Ma se giungo perfino a chiedere un bene, sto chiedendo veramente tanto, sto chiedendo una pietà infinita. Sto chiedendo a Dio di non darmi il male che merito ma di concedermi il bene al posto del male.

Quei due ciechi avevano ripetutamente chiesto pietà a Gesù mentre Lo seguivano. Si stavano presentando a Gesù sapendo di non meritare alcun bene da Lui.

Ascoltatemi bene, nessuno di noi merita alcun bene da Dio. L'unico modo di avvicinarci a Dio è con umiltà, riconoscendo che siamo peccatori nei suoi confronti e che non meritiamo alcun bene da Lui.

Chiunque si avvicina a Dio pensando di comportarsi abbastanza bene al punto tale che Dio, in premio, gli farà del bene, non ha ancora capito nulla della santità di Dio, né della gravità del proprio peccato.

L'unico modo di chiedere qualcosa a Dio e di avere speranza che Egli ci risponda è di chiedere con fede e con umiltà. L'unico modo di chiedere è di farlo sapendo che noi non meritiamo ciò che chiediamo. Chi chiede così non può lamentarsi minimamente se Dio non risponde o se gli concede meno di quello sperava.

Dio vuole da noi un cuore umile. Questo è ciò che Gesù Cristo, che è Dio incarnato, voleva da quegli uomini. Però voleva anche qualcos'altro, che Dio vuole anche da noi.

L'incontro fra Gesù e i ciechi

Esaminiamo attentamente quello che successe una volta che i ciechi arrivarono fino a Gesù, entrando nella casa. Leggo ancora i vv. 27-30.

“27 E, mentre Gesù partiva di là, due ciechi lo seguirono gridando e dicendo: "Abbi pietà di noi, Figlio di Davide!". 28 Quando egli entrò in casa, quei ciechi si accostarono a Lui. Gesù disse loro: "Credete che io possa far questo?". Essi gli risposero: "Sì, Signore". 29 Allora egli toccò loro gli occhi dicendo: "Vi sia fatto secondo la vostra fede". 30 E i loro occhi si aprirono. Poi Gesù ordinò loro severamente, dicendo: "Badate che nessuno lo sappia".” (Mat 9:27-30 LND)

Che cosa vediamo qua? Essi -avevano dovuto affaticarsi e perseverare per raggiungere Gesù. Ma questo non fu un male, perché aiutò loro a comprendere ancora di più quanto è importante arrivare a Gesù.

È quando arrivarono fino a Gesù, Egli li accolse in modo meraviglioso. Per strada, i ciechi avevano detto ripetutamente: “abbi pietà di noi, Figlio di Davide”. Ora, si trovavano davanti a Gesù Cristo. Gesù li aveva sentiti chiedere pietà. Osserviamo quello che Gesù dice loro.

Gesù aiuta i ciechi ad avere più fede

Notate quello che Gesù chiede ai ciechi una volta che si accostano a Lui nella casa. Leggo ancora il v. 28:

“Quando egli entrò in casa, quei ciechi si accostarono a Lui. Gesù disse loro: "Credete che io possa far questo?". Essi gli risposero: "Sì, Signore".” (Mat 9:28 LND)

I due uomini avevano già dimostrato una grande fede in Gesù, seguendolo con perseveranza, e chiamandolo “Figlio di Davide”. Allora, perché Gesù chiese loro se credevano che Egli era capace di fare quel miracolo?

I Giudei sapevano che solo Dio può aprire gli occhi dei ciechi, perciò quella domanda serviva a sapere se essi riconoscevano che Gesù era il Figlio di Dio, Dio incarnato. Leggo il Salmo 146:8.

“L’Eterno apre gli occhi ai ciechi, l’Eterno rialza quelli che sono abbattuti, l’Eterno ama i giusti.” (Sal 146:8 LND)

L'Eterno apre gli occhi ai ciechi. Solo Dio stesso può aprire gli occhi ai ciechi. Perciò, quando Gesù chiese loro “credete che io possa fare questo?” egli stava aumentando la loro fede, facendo capire loro che Egli, essendo il Cristo, come avevano già capito, è dunque Dio incarnato.

Dio vuole che la nostra fede aumenti sempre. Vuole che la fede che abbiamo oggi sia più grande di quella che avevamo ieri, e che quella di domani sia ancora maggiore. Di conseguenza, Gesù mette alla prova la loro fede, come già aveva fatto non rispondendo subito mentre attraversava la città. Nello stesso modo in cui un muscolo si rinforza usandolo, la fede si rinforza esercitandola.

Chiedere loro se credevano che Egli era capace di aprire loro gli occhi, ovvero che Egli poteva avere pietà di loro, significava chiedere loro se credevano che Egli era divino. I due uomini volevano un aiuto che nessun uomo poteva dare loro. Avevano seguito Gesù con perseveranza perché sapevano che solo in Lui potevano trovare l'aiuto che serviva loro. Ora, Gesù chiede ai ciechi di dichiarare apertamente la loro fede nella sua potenza divina.

E loro erano convinti che Gesù era capace di compiere quel miracolo. Quindi, senza esitazione risposero: “sì, Signore”.

Gesù opera secondo la loro fede

A quel punto, visto che i due uomini erano venuti a Lui umilmente, chiedendo pietà, dopo aver rafforzato la loro fede, Gesù operò con la sua potenza divina. Leggiamo quello che fece per loro nel v. 29:

“Allora egli toccò loro gli occhi dicendo: "Vi sia fatto secondo la vostra fede.". E i loro occhi si aprirono. ” (Mat 9:29 LND)

Prima di tutto, Gesù toccò loro gli occhi. Non era necessario fare questo: Gesù avrebbe potuto benissimo guarirli senza toccarli. Ma spesso, vediamo che Gesù tocca le persone per incoraggiarle, per dimostrare la sua tenerezza, e per fortificare la loro fede. E così anche in quel caso Gesù toccò loro gli occhi.

Poi disse: “vi sia fatta secondo la vostra fede”. Avevano fede in Lui, e così Gesù operò in base alla loro fede, e diede loro la vista. I loro occhi si aprirono.

Per noi, si tratta solo di cinque semplici parole: “i loro occhi si aprirono”. Ma dietro a quelle parole, vediamo un miracolo strepitoso. Quei due uomini completamente ciechi furono guariti istantaneamente. Nessun uomo può fare questo. Ma Dio può farlo. E anche in questo Gesù Cristo stava dimostrando di essere Dio incarnato.

Comanda loro di non dire niente a nessuno

Per concludere il brano leggo i vv. 30,31:

“30 E i loro occhi si aprirono. Poi Gesù ordinò loro severamente, dicendo: "Badate che nessuno lo sappia". 31 Ma essi, usciti fuori, divulgarono la sua fama per tutto quel paese.” (Mat 9:30-31 LND)

Gesù ordinò severamente ai due uomini di non dire a nessuno quello che Egli aveva fatto per loro. Per comprenderne il motivo, dobbiamo capire che Gesù aveva un appuntamento con la morte sulla croce, e che Egli non doveva assolutamente morire prima o dopo quel momento stabilito. Gesù sapeva che se la gente fosse venuta a conoscenza di tutti i suoi miracoli, avrebbe cercato con la forza di proclamarlo re. Perciò, in varie occasioni, Egli ordinava a coloro che erano stati i beneficiari di un miracolo di non divulgarlo, come ad esempio comandò ai tre discepoli che avevano visto la sua gloria sul monte della trasfigurazione di non dire nulla agli altri prima della sua resurrezione. Quindi anche nell'episodio dei due ciechi Gesù ordinò loro di non raccontare ciò che Egli aveva fatto.

Però, la loro gioia era così grande, ed erano così meravigliati, che divulgarono ampiamente l'opera miracolosa che Gesù aveva compiuto in loro.

È molto importante ricordare che prima della croce c'era un motivo specifico per non proclamare tutto quello che Gesù faceva. Ora, invece, è il contrario. Ora, è giusto proclamare a tutti la grande opera compiuta da Gesù Cristo per salvare peccatori, tra i quali ha già salvato vari di noi.

Applicazione per noi

Avendo esaminato quel brano in Matteo, è molto importante fermarci a considerare in che cosa esso ci riguarda. Ricordatevi che capire un brano solo intellettualmente ci giova ben poco se non arriviamo ad applicare alla nostra vita le verità di quel brano e i suoi principi. Quindi, che cosa troviamo in questo brano da applicare nelle nostre vite?

Vediamo l'importanza della fede in Gesù Cristo: l'unico modo di arrivare a Dio è per mezzo di Gesù Cristo, che è Dio incarnato. Bisogna credere in Gesù, fissare gli occhi su Gesù, e cercarlo. La fede in Gesù Cristo è la base di tutto.

Vediamo anche la necessità della perseveranza nel cercare Gesù: questo vale non solo per chi cerca Gesù per la propria salvezza, e certamente questo principio è valido, ma è anche necessario perseverare nel cercare Gesù giorno per giorno, per la crescita spirituale. Stai perseverando nel cercare Gesù, o per la salvezza, o per la tua crescita? Perseverare significa non lasciarsi sviare dagli ostacoli. Ricordati che anche se non vedi alcuna risposta, Gesù risponderà nel suo tempo a tutti coloro che continuano a cercarLo.

Vediamo inoltre la necessità di andare a Gesù con un cuore umile, chiedendo pietà. Nessuno arriva mai a meritare qualcosa di buono da Gesù. Chi pensa di meritare qualcosa perché si è comportato bene sta peccando gravemente. L'unico modo di arrivare a Gesù è di sapere di non meritare alcun bene, e perciò di chiedere pietà, di chiedere la sua misericordia e la sua grazia. Chi chiede pietà, non si lamenta se Dio gli dà meno di quello che sperava, perché sa di non meritare nulla.

Che cosa possiamo aspettarci da Gesù: quando abbiamo fede in Gesù, sapendo che solo Lui può guarire la nostra anima, quando perseveriamo nel cercarLo, anche se per molto tempo non Lo troviamo e ci sembra che Egli non ci risponda, se abbiamo umiltà, chiedendo pietà, che cosa possiamo aspettarci da Gesù?

Possiamo aspettarci di essere grandemente benedetti da Lui. Possiamo aspettarci di più di quello che riusciamo a immaginare. Possiamo aspettarci non una vita bella sulla terra, con pochi problemi, bensì la vita eterna con Dio, nella gioia, per sempre.

Questo vale sia per chi non è ancora salvato, sia per chi è già salvato.

Per chi non è ancora salvato: cerca Dio, cercaLo senza smettere, cercaLo anche se sembra che non ti risponderà mai, perché Gesù risponderà a chi Lo cerca. CercaLo con perseveranza, cercaLo con fede, riconoscendo che tutti coloro che L'hanno cercato negli anni, L'hanno trovato.

Per chi è già un figlio di Dio, salvato per fede in Gesù Cristo: stai cercando ancora Gesù Cristo? Vedi ancora in Lui la tua salvezza, la tua speranza, la tua gioia, la tua vita? Vai ancora da Lui con umiltà, sapendo di non meritare nulla di buono da Lui, e riconoscendo che tutto il bene che ricevi è solo per grazia?

Perseveri nella preghiera? Continui a guardare a Dio, a cercare Cristo, e ad aspettare la sua opera nella tua vita, anche se potrebbe sembrare che non ti stia ascoltando?

Abbiate fede in Dio ed in Gesù Cristo, il Figlio di Dio.

Gesù Cristo è il Buon Pastore. Egli ha un cuore tenero. CercaLo, e Lo troverai. Chi è cieco vedrà, vedrà la gloria di Dio nel volto di Gesù Cristo.

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