un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Matteo 10:24-42
preparati per le prove

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica 25 maggio, 2008 cmd
parole chiavi: persecuzione, famiglia, amare Dio, opposizione alla fede, non temere gli uomini.
La vita è fatta di sofferenze, e quando uno diventa un figlio di Dio, arriveranno nuove sofferenze. Questo sermone considera le preziose verità che Cristo ci dà per superare vittoriosamente le sofferenze.

Molte delle esperienze più ricche della vita possono comprendere dolori e sofferenze. Però, questo non toglie la gioia.

Avete mai visto la foto di un atleta in una gara lunga, mentre corre per arrivare primo? La sua faccia è piena di dolore. Similmente, , una donna che partorisce un figlio tanto desiderato deve chiaramente attraversare la valle delle doglie. L'agricoltore, dal canto suo, deve subire la fatica di mesi di lavoro, prima di arrivare alla gioia della raccolta.

Dio ha creato il mondo in un modo tale che gran parte di ciò che ci dà una profonda gioia comprende anche delle sofferenze.

Se uno sa in anticipo che ci sono delle sofferenze, e tiene gli occhi sul premio, non verrà scombussolato dalle sofferenze. Però, è molto importante sapere in anticipo che ce ne saranno , così come è necessario tenere gli occhi sul premio. In questo modo, si continua a camminare, senza scoraggiarsi.

Anche la vita di un vero cristiano è così. Produce una gioia immensa, tuttavia comprende anche delle sofferenze. È importante sapere in anticipo delle sofferenze, come pure è importante tenere gli occhi sul premio.

Oggi, vogliamo considerare un brano in cui Cristo Gesù ci avverte delle sofferenze che fanno parte della vita cristiana, in modo che quando ci capitano, non siamo scandalizzati o scoraggiati, ma possiamo tenere gli occhi sul premio, e così, continuare ad avere gioia in Cristo.

Il brano che vogliamo considerare insieme è Matteo 10:24-42. In questo passo, è Gesù stesso che parla, avvertendoci di ciò che possiamo aspettarci in questo cammino.

Dobbiamo aspettarci opposizione da parte degli altri

Prima di leggere il brano, riflettiamo insieme: quando Gesù era nel mondo, faceva del bene, o faceva del male? Parlava con verità o con inganno? Peccò mai?

Gesù venne per fare del bene, venne per salvare, venne per servire. Gesù fece tutto perfettamente. Non peccò mai . Il suo insegnamento era perfetto e chiaro, i suoi metodi erano i migliori.

Allora, come fu accolto Gesù? Le persone Lo apprezzarono? Fu riconosciuto come Signore?

Gesù, il Santo, fu disprezzato, odiato, e infine, ucciso.

Visto che Gesù fu trattato così, che tipo di accoglienza dovremmo aspettarci noi, i suoi seguaci?

Nel nostro brano di oggi, Gesù ci annuncia quello che i credenti devono aspettarsi dal mondo. Devono aspettarsi lo stesso comportamento che il mondo adottò nei Suoi confronti quando era sulla terra.

Ascoltiamo le parole di Gesù a questo proposito, in Matteo 10:24-27

“24 Il discepolo non è da più del maestro, né il servo da più del suo signore, 25 Basta al discepolo di essere come il suo maestro e al servo come il suo padrone. Se hanno chiamato il padrone di casa Beelzebub, quanto più chiameranno così quelli di casa sua! 26 Non li temete dunque, poiché non c’è nulla di nascosto che non debba essere rivelato e nulla di segreto che non debba essere conosciuto. 27 Quello che io vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce, e ciò che udite dettovi all’orecchio, predicatelo sui tetti.

Quando Gesù, il Creatore di tutto, era sulla terra, Gesù, nel quale era visibile la grazia e la santità di Dio, Gesù fu chiamato Beelzebub, dio delle mosche. Gesù fu terribilmente disprezzato e oltraggiato.

Perciò, come suoi discepoli, dobbiamo aspettarci di essere disprezzati, come fu disprezzato il nostro Signore.

Non dovremmo immaginarci che il mondo ci tratti con più onore o rispetto di quanto fece con Gesù Cristo. Anzi, se disprezzò Cristo, è da aspettarsi che disprezzi anche noi, visto che rispecchiamo Cristo.

Come disprezzò Cristo, così è da aspettarsi che disprezzi anche noi. Dobbiamo aspettarci di essere odiati, come Gesù fu odiato. Vi leggo le parole di Gesù in Giovanni 15:18,19:

“18 Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. 19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia.” (Giov 15:18-19 LND)

Amici, in questi versetti, Gesù ci dichiara che anche noi dobbiamo aspettarci di essere odiati e disprezzati dal mondo. Non dobbiamo aspettarci qualcos'altro. E così, quando succederà, e succederà, se siamo veramente salvati, non saremo sorpresi né scandalizzati. Potremo andare avanti, per fede, sapendo che non c'è nulla di strano in quell'atteggiamento verso di noi.

Nel nostro brano in Matteo, Gesù dichiara che non dobbiamo temere gli uomini, perché non c'è nulla di nascosto che non sarà rivelato al giorno del giudizio. In questo passo, Gesù sta parlando specificamente delle ingiustizie e cattiverie che un credente potrebbe subire. Non esiste alcuna ingiustizia contro un credente, non esiste sofferenza per il nome di Cristo, non esiste alcuna buona opera fatta in segreto, che non saranno pienamente rivelate al giorno del giudizio. Quanto è importante ricordare questa verità! Ci darà tanta pace quando il mondo ci odierà.

E perciò, dobbiamo annunciare con chiarezza e franchezza le verità di Dio. Gesù dice:

27 Quello che io vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce, e ciò che udite dettovi all’orecchio, predicatelo sui tetti.

Noi siamo qua sulla terra per essere ambasciatori di Cristo. Dobbiamo riempire la nostra vita proclamando le verità di Dio, senza temere gli uomini.

Non temere

Quando viviamo così, il disprezzo, l'odio e la persecuzione contro di noi aumenteranno. Più siamo identificati con Cristo, più il mondo ci odierà.

Qui da noi, in Italia, conosciamo ben poco la persecuzione. Per ora, non è mai successo che qualcuno muoia per motivi di persecuzione. Eppure, nella storia, migliaia e migliaia di persone sono state perseguitate fino alla morte per la loro fede in Gesù Cristo. Questo accade anche oggi in vari posti del mondo.

Nel v.28, Gesù ci avverte che anche se la persecuzione dovesse perfino portarci alla morte, non dobbiamo temere gli uomini. Piuttosto, dobbiamo temere sempre e solo Dio. Leggo il v.28.

28 E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella Geenna.

Gli uomini non possono fare di più che uccidere il corpo, e questo solo quando e se è permesso da Dio, e se è secondo il suo piano perfetto. Dal libro di Giobbe impariamo che perfino Satana non può fare nulla contro un uomo, se non con il permesso di Dio.

Quindi, se gli uomini ci disprezzano, se ci odiano, o se ci perseguitano a causa della nostra fede in Cristo, non dobbiamo temerli , perché non possono fare più di quello che Dio permette loro. Se dovessero ucciderci, sarebbe solo al momento già stabilito da Dio prima della nostra nascita.

Quindi, non dobbiamo temere gli uomini. Piuttosto, dobbiamo temere Dio, perché non solo Egli può uccidere il corpo, ma può anche mandare l'anima nella Geenna, ovvero, può mandare l'anima nel lago di fuoco, per essere tormentata eternamente.

Solo Dio può benedire, e solo Dio può punire eternamente. Gli uomini non possono benedire né possono punire eternamente. E, non dimenticate che non si può temere sia gli uomini sia Dio.

Gesù ci insegna che dobbiamo temere solo Dio, e mai gli uomini. Questi non possono farci alcun male, se non è permesso da Dio. Abbiamo davanti a noi l'eternità con Dio . Possiamo dunque sperare in Dio, e non saremo mai delusi.

La cura perfetta di Dio

Il motivo per cui possiamo sperare totalmente in Dio è perché la sua cura verso di noi è completa, costante e perfetta.

Non esistono il caso né la fortuna. Dio è pienamente in controllo di tutto quello che succede. E se Egli ha una cura perfetta e dettagliata di ogni minima creatura, quanto più ce l'avrà di noi! Leggiamo le parole di Gesù nei vv.29-31, che parlano di questa cura di Dio.

29 Non si vendono forse due passeri per un soldo? Eppure neanche uno di loro cade a terra senza il volere del Padre vostro. 30 Ma quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31 Non temete dunque; voi siete da più di molti passeri.

Per farci capire quanto è perfetta la cura di Dio, Gesù parla dei passeri, che rappresentano ciò che ha meno valore e importanza. A quei tempi si vendevano due passeri per un soldo, che costituiva allora la moneta più piccola e quindi, i passeri avevano pochissimo valore. Eppure, nemmeno uno di loro muore senza il volere del Padre nostro. Dio cura ogni minima parte del suo regno.

Coloro che hanno fede in Gesù Cristo, agli occhi di Dio valgono infinitamente di più dei passeri. Perciò, visto che Dio ha una cura perfetta perfino di questi uccelli, quanto più avrà una cura perfetta e dettagliata di ogni credente, che per Lui è infinitamente più prezioso.

Per farci capire quanto Dio ci cura in ogni dettaglio della vita, Gesù ci spiega che anche i capelli della nostra testa sono contati. In altre parole, Dio controlla perfino quanti capelli cadono dalla nostra testa ogni giorno.

Amici, nulla succede per caso nella vita! I dettagli più piccoli della vita sono controllati da Dio, per il nostro bene. Perciò, possiamo essere perfettamente tranquilli in Cristo, sapendo che Dio ha tutto sotto controllo.

Allora, che senso ha avere ansia? Che senso ha preoccuparsi di come le cose potrebbero andare? Nulla può succederci al di fuori del controllo di Dio. Ecco perché Gesù ci dichiara, in Giovanni 14:

“1 "Il vostro cuore non sia turbato; credete in Dio e credete anche in me. 2 Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, ve lo avrei detto; io vado a prepararvi un posto.” (Giov 14:1-2 LND)

Non lasciarti andare a provare ansia, guarda a Dio, e rifletti sulla verità che Egli è pienamente in controllo di tutto, perfino dei piccoli dettagli. Adoriamo un Dio così potente e sovrano!

Riconoscere Cristo davanti agli altri

Fino a questo punto, nel passo di Matteo che stiamo studiando, Gesù ci ha spiegato che dobbiamo aspettarci disprezzo, odio e persecuzione, e che non dobbiamo temere gli uomini, perché non possono farci nulla se non ciò che fa parte del piano di Dio. Possiamo essere tranquilli e coraggiosi, perché Dio ha una cura perfetta di noi. Perciò, possiamo mostrare coraggio nel vivere per la gloria di Dio, e proclamarLo con franchezza, qualsiasi sia la reazione delle persone.

Ora, invece Gesù ci dà una parola di incoraggiamento e anche un avvertimento affinché possiamo capire l'importanza di dedicarci a proclamare Cristo a tutti, senza paura. Leggiamo i vv.32,33.

32 Chiunque perciò mi riconoscerà, davanti agli uomini, io pure lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli. 33 Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, io pure lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli".

Si tratta di una promessa stupenda ma anche di un serio avvertimento.

Chiunque riconosce Gesù davanti agli uomini sarà riconosciuto da Lui davanti al Padre . Riconoscere Gesù davanti agli uomini vuol dire parlare chiaramente di Lui ai non credenti, vuol dire identificarsi con Cristo davanti a loro, nonostante il disprezzo, l'odio e la persecuzione di cui il Signore ha parlato prima.

Proclamare Gesù Cristo ai non credenti fa parte della vita di un vero credente, così come provvedere ai bisogni di un bambino fa parte del ruolo di genitore. Infatti, qua, proclamare Cristo è descritto da Gesù stesso come un modo di vivere che contraddistingue ogni credente, perché Gesù lo collega al fatto che Egli riconoscerà quel credente davanti al Padre.

La nostra salvezza eterna dipende dal fatto di essere riconosciuti da Gesù davanti al Padre, di essere riconosciuti, ad esempio, come coloro per i quali Gesù agisce in qualità di Avvocato e Mediatore davanti al Padre.

Quindi, essere riconosciuti da Cristo davanti al Padre è un modo di descrivere la salvezza. Se Cristo non riconosce qualcuno davanti al Padre, quella persona non entrerà nella presenza di Dio.

Quindi, Gesù dichiara che è fondamentale che prendiamo una chiara posizione come luce di Cristo davanti agli uomini. Poi, Gesù insegna la stessa cosa riformulandola con una negazione. Egli dichiara che se qualcuno NON Lo riconosce davanti agli uomini, il che vale a dire che Lo rinnega, quella persona sarà rinnegata da Cristo davanti al Padre.

Non esiste nulla di peggio, in tutta l'eternità, che essere rinnegati da Cristo davanti al Padre.

O cari, impariamo dalle parole di Cristo! Un frutto della vera salvezza è di dedicarci a proclamare Cristo agli altri. Non dobbiamo mai considerare questa proclamazione solo una cosa che sarebbe meglio fare. Proclamare Cristo davanti gli uomini è lo scopo per cui Dio ci lascia sulla terra. È un frutto della vera salvezza. Viviamo per questo scopo!

Le divisioni sono da aspettarsi

Gesù continua il suo discorso informandoci di un'altra difficoltà che capiterà ad un vero credente.

Avendo già parlato di come il mondo ci vedrà male, ora, Gesù passa a descrivere la reazione che dobbiamo aspettarci da coloro che sono più vicini a noi, e perfino da quelli di casa nostra, i nostri famigliari e parenti. Leggiamo i vv. 34-36

34 "Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada. 35 Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre tra figlia e madre, tra nuora e suocera, 36 e i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua.

O fratelli e sorelle, queste sono parole pesanti! Un vero seguace di Cristo deve aspettarsi problemi, anche grossi problemi, con le persone più vicine a lui che non sono veri credenti.

Gesù dichiara che è venuto a mettere la spada sulla terra. Dichiara di essere venuto per mettere disaccordo. La parola greca per “disaccordo” è una parola forte che significa “divisione”, ossia significa “separare in due parti quello che prima era unito”. Questo succede nei rapporti, quando uno viene salvato e l'altro no.

Il Vangelo porta divisioni, perché chi è in Cristo ha la luce in sé, mentre chi è nelle tenebre, e non vuole la luce, odia la luce. Questo non può fare altro che creare grandi e dolorose divisioni.

Il fatto triste è che spesso il peccato in coloro che rifiutano Cristo li spinge ad avere forti contrasti con chi appartiene a Cristo.

Quindi, in questo passo, Gesù ci sta avvertendo che dobbiamo aspettarci situazioni che produrranno dolorose divisioni con persone con le quali prima avevamo un bel rapporto. Seguire Cristo ci porterà a perdere certi rapporti, perfino con persone importanti per noi. Questo perché siamo nella luce, mentre loro preferiscono le tenebre.

Per noi Cristo deve essere più prezioso di chiunque

Gesù sa che per noi sarà difficile accettare questa prova. Conosce il nostro cuore e la nostra tendenza a comprometterci pur di evitare certi dolori, come il dolore di perdere un bel rapporto con una persona a noi cara. Perciò, per aiutarci a non commettere il terribile sbaglio di fare compromessi, egli continua il suo discorso nei vv.37-39. Leggo.

37 Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me. 38 E chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la ritroverà.

Gesù ha appena dichiarato che il Vangelo porterà divisioni in casa. Qui, per esortarci a non cadere in compromessi, Egli dichiara che chi ama qualcun altro più di Lui, non è degno di Lui. Gesù menziona in modo specifico quelli di casa. Se amiamo chiunque più di quanto amiamo Cristo, perfino qualcuno di casa nostra, non siamo degni di Cristo.

Nel Vangelo di Luca, un parallelo di questo stesso brano, scopriamo che oltre a riferirsi al padre, alla madre, al figlio e alla figlia, Gesù menziona anche il coniuge e perfino la nostra propria vita. Leggo Luca 14:26.

“"Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita, non può essere mio discepolo.” (Luca 14:26 LND)

La vera fede in Cristo, la fede che salva, vuol dire seguire Cristo costi quel che costi anche a prezzo di un rapporto con una persona a noi preziosa. Non deve esserci alcuna persona che per noi sia più importante di Cristo.

Cristo continua, nei vv.38, 39, dichiarando che dobbiamo ritenerLo più importante di qualsiasi cosa in assoluto. Leggo dal v. 38.

38 E chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la ritroverà.

Non solo dobbiamo essere pronti a sacrificare qualsiasi rapporto, ma dobbiamo anche prendere la nostra croce, rinnegare noi stessi, come leggiamo nel Vangelo di Marco, e seguire Gesù in tutto e per tutto.

Seguire Cristo significa veramente perdere la nostra vita per Lui. Vuol dire perdere quelli che erano i nostri sogni, e perdere quelli che vedevamo come i nostri diritti, per amore di Cristo. Chi perde tutto per Cristo, troverà la vera vita in Cristo.

Fermatevi a valutare questo punto. Che cosa è stato importante per te nella vita finora? La vera fede in Cristo vuol dire considerare Cristo così importante che sei pronto a perdere qualsiasi cosa per star vicino a Lui. Vuol dire non considerare alcun sacrificio come troppo grande per la gioia di avere Cristo e di essere trovato in Lui. La vera fede in Cristo significa dire “no” alla carne, e “sì” a Cristo, aspettando e amando la sua apparizione.

Se vuoi trovare la vera vita, cercala in Cristo Gesù. La vera vita esiste solamente in Cristo.

Il premio per chi vive per Cristo

Chiaramente, la vita che Gesù sta descrivendo è una vita di sacrificio, una vita in cui si dice di no alla propria carne, e si rinuncia a quello che prima era importante per te. È una vita che comporta il fatto di essere disprezzati e perseguitati. È una vita che può comprendere sofferenza e tristezza per la divisione con una persona a te cara. Guardando solo al costo, questo potrebbe sembrare estremamente elevato.

Però, in realtà, è una vita con un immenso guadagno, non è una perdita. Il sacrificio è solo per un breve tempo , mentre il guadagno è per l'eternità.

Qualsiasi cosa fatta di cuore per Cristo riceverà una ricompensa eterna. Anche l'opera più umile e semplice, compiuta con il cuore, riceverà la sua ricompensa, il suo premio. Leggiamo i vv.40-42.

40 Chi riceve voi, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato. 41 Chi riceve un profeta nel nome di un profeta, riceverà un premio da profeta; e chi riceve un giusto nel nome di un giusto, riceverà un premio da giusto. 42 E chiunque darà da bere anche un solo bicchiere d’acqua fredda a uno di questi piccoli nel nome di un discepolo, in verità vi dico, che egli non perderà affatto il suo premio,"”

Che stupenda verità! Il punto principale in questi versetti è che quello che facciamo per Cristo, lo facciamo per Dio, e ciò che compiamo per un discepolo di Cristo, nel nome di Cristo, lo compiamo per Cristo.

L'economia di Dio è molto diversa dall'economia del mondo. Dio dà la ricompensa, non in base a quello che uno ha fatto, ma in base a quanto quella persona è stata fedele con ciò che ha ricevuto, piccolo o grande che sia.

Quindi, anche un'opera semplice, come per esempio dare un bicchiere d'acqua fredda nel nome di Cristo, avrà il suo premio.

Questo è incredibile! Prima, Gesù ci ha detto che Lui controlla perfino quanti capelli abbiamo in testa. Ora, ci dichiara che anche un'opera molto semplice sarà notata da Dio, se viene fatta per Cristo.

Non dobbiamo mai pensare che abbiamo troppo poco da dare. La prima volta in cui Gesù moltiplicò il pane e i pesci, ciò che il bambino Gli diede era poco, agli occhi degli uomini, ma corrispondeva a tutto quello che aveva, e bastava per Cristo.

Non dobbiamo mai pensare di aver troppo poco da offrire. La cosa importante è offrire quello che abbiamo, per la gloria di Dio!

Beata la persona che si dedica al progresso del Vangelo di Cristo, con tutto ciò che possiede, che sia tanto o che sia poco. Non perderà la sua ricompensa eterna.

Applicando questo principio al resto del brano

In realtà, questo discorso della ricompensa si applica a tutto il resto del brano. Per esempio, Gesù ha parlato del fatto che un discepolo deve aspettarsi di essere disprezzato, odiato e perseguitato. Tuttavia, se accettiamo tutto ciò senza lamentarci, per il nome di Cristo, Dio ci darà un premio eterno, come Gesù stesso dichiara in Matteo 5:11

“11 Beati sarete voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. 12 Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli, poiché così hanno perseguitato i profeti che furono prima di voi.” (Mat 5:11-12 LND)

Gesù ci ha detto di non temere coloro che possono uccidere il corpo. Anche qua, il motivo per cui non dobbiamo temerli è che chi teme Dio avrà una ricompensa eterna, la gioia di stare per sempre nella Sua presenza .

Gesù ci ha ricordato la cura perfetta e dettagliata che l'Eterno ha di noi. Se Egli cura perfino un passero, quanto più cura noi! Per questo, anche nei momenti in cui seguire Cristo comporta una grande sofferenza, possiamo rimanere tranquilli, perché Dio ha cura di noi, oggi, e ce l'avrà per l'eternità.

Gesù ci ha parlato di quanto è fondamentale che Lo riconosciamo davanti agli uomini! Questo fa parte di essere un vero credente. O che possiamo capire l'importanza di proclamare Cristo, costi quel che costi ! Se ci farà essere disprezzati o odiati, ben venga. Se ci porterà ad essere perseguitati, anche fino alla morte, non dobbiamo temere, né dobbiamo smettere di riconoscere Cristo davanti gli uomini, perché avremo la salvezza eterna.

Seguire Cristo ci costerà anche caro. Ci potrà portare delle divisioni con le persone più preziose per noi, e perfino con quelli di casa nostra. Questo non dovrebbe mai accadere per il fatto che ci comportiamo male, ma se succederà, sarà perché la presenza di Cristo in noi sarà qualcosa che l'altra persona non sopporterà.

Inoltre, non dobbiamo mai amare una persona più di Cristo. Anzi, non dobbiamo nemmeno amare la nostra propria vita più di Cristo. Piuttosto, dobbiamo prendere la nostra croce, e seguire Cristo. Questo è il frutto della vera fede. Dobbiamo rinunciare alla vita che avevamo, per Cristo.

Cari, è chiaro che vivere così è difficile, anzi, può essere estremamente difficile, a volte e tanto doloroso.

Qual è la chiave per poter vivere così, per quanto possa essere difficile?

L'unico modo di vivere così e di continuare ad avere la gioia di Cristo, è di non fissare il nostro sguardo sulla situazione attuale, ma piuttosto su Cristo, e sul suo ritorno.

Gesù ci ha parlato del premio e della ricompensa. Nessuna gioia di questa vita, comprese le benedizioni spirituali che ci vengono date da Dio in Cristo, è paragonabile alla gioia che ci sarà per chi sentirà Gesù Cristo dichiarare, al giudizio finale:

“Bene, buono e fedele servo; tu sei stato fedele in poca cosa, io ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo signore.” (Mat 25:21 LND)

Nessuna prova, nessun dolore, nessun sacrificio in questa vita, sono paragonabili alla promessa di entrare nella gioia del nostro Signore Gesù Cristo. Chi entrerà in quella gioia, vi rimarrà per tutta l'eternità.

Le sofferenze di questa vita durano al massimo pochi anni.

La gioia di Cristo durerà per tutta l'eternità.

L'Apostolo Paolo dichiara, in 2Corinzi 4:16-18

“16 Perciò noi non ci perdiamo d’animo; ma, anche se il nostro uomo esteriore va in rovina, pure quello interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Infatti la nostra leggera afflizione, che è solo per un momento, produce per noi uno smisurato, eccellente peso eterno di gloria; 18 mentre abbiamo lo sguardo fisso non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.” (2Cor 4:16-18 LND)

I pesi che portiamo ora, per chi vive per fede in Cristo, sono nulla in confronto con l'eterno peso di gloria che ci aspetta.

Dobbiamo ricordare che la salvezza è per grazia, per fede in Cristo. Non possiamo pagare la minima parte della nostra salvezza.

Allo stesso tempo, dobbiamo ricordare che la vera fede produce una vita di opere. La fede che salva è una fede che opera. Le opere dimostrano la realtà della nostra fede.

Quindi, ciò che Gesù ci insegna in questo brano non è una salvezza per opere, ma è una descrizione di come sarà la vita di chi è veramente salvato per grazia.

Esaminatevi

Di conseguenza, leggendo un brano come questo, dobbiamo fare due cose, ossia porci delle domande e ciascuno di noi deve esaminare se stesso. Il frutto che Gesù descrive in questo passo è molto evidente nella tua vita? Riconosci Cristo apertamente davanti agli altri? Se non è così, ti esorto a cambiare direzione!

Hai timore degli uomini, vuoi la loro approvazione, oppure, hai timore di Dio e vuoi la sua approvazione? O che possa essere chiaro che hai timore di Dio! Se non è chiaro, ti esorto a cambiare direzione!

Pensi a quanto è perfetta la cura che Dio ha di te? Ti rendi conto che nulla succede al di fuori del suo controllo? Ringrazi Dio, giorno per giorno, per la sua cura perfetta?

Cerchi di essere una luce in ogni rapporto, anche se questo porta divisioni? Ricordati che Gesù affermò che chi ama una persona cara più di quanto ama Lui, non è degno di Lui. Riconosci che non dobbiamo avere niente o nessuno che per noi sia più importante di Cristo.

In qualsiasi campo ti trovi mancante, non aspettare. Ravvediti. Confessa il tuo peccato, e accogli il perdono di Dio. Poi, cammina nella direzione giusta.

Non mancare di abbondare nel ringraziamento per la cura perfetta che Dio ha per noi.

Che infinito privilegio, che Cristo Gesù, il Figlio di Dio, è pronto a riconoscerci davanti al Padre, eternamente, se abbiamo fede in Lui!

Guardiamo a Cristo! Abbiamo fede in Cristo! Aspettiamo il suo ritorno con gioia!

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