un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Vuoi davvero la salvezza?
Marco 8:34-38

di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per mercoledì, 13 gennaio, 2010
parole chiave: salvezza, Vangelo, come essere salvato, riconoscere la salvezza

Com'è andata la tua settimana? Come va la tua vita in questo momento? Ognuno di noi ha periodi con più e con meno problemi. Infatti, solitamente, pensiamo a come risolvere i problemi della vita per, come siamo soliti dire, stare bene.

Infatti, i grossi problemi ci ostacolano dallo stare veramente bene.

Purtroppo, delle volte, ignoriamo quello che è il nostro problema più grande, un problema così immenso che ci ostacola dallo stare veramente bene, ora e per l'eternità.

Stasera vorrei parlare della cosa più importante della vita. O, per meglio dire, vorrei, insieme a voi, esaminare quello che dichiara Gesù Cristo, che è il nostro Creatore, e che ritornerà nel mondo per giudicare ognuno di noi. In particolare, vorrei esaminare quello che Gesù Cristo dichiara essere il nostro problema più grande e come vivere in modo da stare veramente bene.

Trovate nelle vostre Bibbie il Vangelo di Marco. Leggeremo assieme il capitolo 8, dal verso 34 al verso38. Questo è un insegnamento estremamente importante che Gesù fece alla folla ed è molto importante anche per noi:

“34 Poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: "Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua 35 perché chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e dell’evangelo, la salverà. 36 Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua? 37 O che cosa potrebbe dare l’uomo in cambio dell’anima sua? 38 Perché chi si vergognerà di me e delle mie parole, in mezzo a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo, con i santi angeli".” (Marco 8:34-38 LND).

La prima cosa che noto in questo brano è il cuore di Cristo. Egli chiama la folla a sé, Egli invita le persone alla vera salvezza. Egli invita TE alla vera salvezza. Accoglierai la Sua offerta? Oppure sei troppo impegnato per andare a Cristo, per sentire quello che Egli dice, per poi credere con tutto il tuo cuore alle Sue parole? Andiamo ora a Gesù, ascoltando, di cuore, le parole che Egli ha per noi in questi versi che abbiamo letto.

Chiunque vuol venire dietro a me

Nel v.34, Gesù inizia con la frase: “Chiunque vuol venire dietro di me!”

Il messaggio di Gesù è per tutti, per chiunque vuole Gesù Cristo. Non è per una classe più religiosa ma è per “chiunque”. Chiunque vuole venire dietro a Gesù, ovvero, chiunque vuole Gesù, ascolta quello che Gesù Cristo dichiara qui. Non c'è altro modo di arrivare a Cristo. Non c'è altro modo di arrivare a Dio, se non attraverso Gesù Cristo.

Tu vuoi Gesù Cristo? Lo vuoi veramente? Non sto parlando di essere religioso e di andare in chiesa. Sto parlando di avere davvero Gesù Cristo nella tua vita, di conoscerLo, di avere il perdono e avere la vita eterna in Lui.

Chiunque vuole Gesù Cristo, chiunque vuole seguire Gesù, per arrivare in cielo, deve vivere secondo quello che Gesù dichiara in questi versi. E cosa dice qui Gesù? Egli dichiara:

“Poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: "Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Marco 8:34 LND).

Rinneghi se stesso, prenda la sua croce

e mi segua

In questi versetti, impariamo la necessità assoluta di rinnegare se stessi per essere veramente discepoli di Gesù Cristo, ovvero, per essere veramente salvati. Gesù sta descrivendo la vera salvezza. Tante persone pensano di essere cristiane, ma non vivono come dichiara Gesù e, perciò, non stanno veramente seguendo Gesù Cristo. Non hanno la vera salvezza. Chi non ha questa salvezza, nel giorno del giudizio si troverà respinto dalla presenza di Dio per tutta l'eternità, in un luogo di tormento. Quindi vi esorto ad ascoltare attentamente ciò che Gesù descrive essere la vita di un vero credente.

Prima di tutto, è importante capire che, nella Bibbia, è chiarissimo il concetto che la salvezza è tutta per grazia. È un dono di Dio, offerto gratuitamente persino al più malvagio peccatore, senza soldi e senza prezzo. Leggo Efesini 2:8,9:

“8 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori.” (Efesini 2:8-9 LND).

Quindi la salvezza è per grazia. Però, tutti coloro che ricevono questa salvezza devono mostrare la realtà della loro fede rinnegando loro stessi e portando ciascuno la propria croce, seguendo Cristo. Non bisogna mai pensare di poter entrare in cielo senza prove, sofferenze, dolori e conflitti mentre ancora siamo qui su questa terra. Un vero credente deve essere pronto a prendere la croce della dottrina e la croce del cammino con Cristo, la croce di aggrapparsi ad una fede che il mondo odia e la croce di vivere una vita che il mondo disprezza come troppo rigida e fanatica. Un vero credente deve essere pronto a crocifiggere la carne, a far morire ciò che nel corpo è terreno, a combattere ogni giorno contro il proprio peccato; deve essere pronto a vivere nel mondo pur non appartenendo al mondo e di perdere la propria vita, giorno per giorno, per Cristo e il Vangelo.

Senza dubbio queste sono dichiarazioni dure e difficili da accettare, ma sono chiare e mettono dinanzi ad una altrettanto chiara scelta: o ci si aggrappa a Gesù accettando anche queste Sue dichiarazioni o si rifiuta Gesù Cristo. Se noi non portiamo la croce in questa vita, non avremo la corona per l'eternità che Egli ha promesso ad ogni Suo vero discepolo.

Non lasciarti sviare dal seguire Gesù Cristo perché la croce sembra troppo pesante e non scoraggiarti. Per quanto la croce possa essere pesante, Gesù ci darà la grazia di sopportarla. Ricordate la dichiarazione di Paolo contenuta in Filippesi 4:13, dichiarazione che vale per ogni credente:

“Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica.” (Filippesi 4:13 LND).

Chi ha Cristo, avrà la forza che viene da Lui per sopportare la croce. Migliaia e migliaia di persone nei secoli hanno portato la croce ed hanno trovato che il giogo di Cristo è leggero e dolce. Così come non si ottiene nulla di buono sulla terra senza difficoltà e impegno, certamente non dobbiamo sperare di entrare nel regno di Dio senza fatica e impegno. Andiamo avanti, senza paura, non permettendo che nessuna difficoltà ci ostacoli. La croce dura solamente pochi anni, la gloria sarà per tutta l'eternità.

Rinnegare se stessi

Consideriamo il senso delle parole “rinnegare se stesso”. In che senso bisogna rinnegare se stessi per poter essere un vero seguace di Gesù Cristo?

Prima di tutto, teniamo in mente che, quello che Gesù intende, lo intende per tutti i veri salvati, perché Egli stesso aveva detto subito prima che chiunque vuole venire dietro a Lui deve rinnegare se stesso. Quindi, il senso di questo comandamento è qualcosa che si applica a qualsiasi persona che vuole la salvezza in Gesù Cristo. Non è qualcosa che solo certi credenti più religiosi devono fare, ma fa parte della vera vita di chiunque è salvato.

Per capire queste parole, dobbiamo ricordare che, nella Parola di Dio, ripetutamente Dio ci parla del fatto che noi abbiamo di natura desideri che provengono dalla carne. Forse il desiderio della carne più forte è quello dell'orgoglio. L'uomo vuole farsi grande, l'uomo vuole vedersi grande, l'uomo vuole vedersi nel giusto, vuole vedersi bene. Spesso siamo controllati da questo peccato e viviamo sforzandoci di arrivare ad essere visti o vederci proprio come vogliamo noi.

Un altro forte desiderio della carne è rappresentato dall'egoismo, cioè dal voler avere il meglio per noi. Quando consideriamo il modo di fare e pensare del mondo, appare chiaro ai nostri occhi che l'egoismo non solo non è visto male ma, in un certo senso, viene premiato e promosso dalla società in cui viviamo. Quindi l'egoismo è un altro desiderio della carne che il mondo approva e promuove.

Un altro desiderio della carne è rappresentato dalla concupiscenza degli occhi che, in altre parole, costituisce il desiderio di possedere uno svariato numero di cose materiali che appagano la nostra natura corrotta. Noi chiamiamo questo anche materialismo. Il materialismo è sempre esistito, ma una volta uno doveva aspettare forse mesi o anche anni per ottenere certe cose. Adesso, con negozi strapieni di oggetti di ogni tipo, tanti dei quali costano anche relativamente poco, la carne cerca soddisfazione ottenendo sempre qualcosa di nuovo, anche se questo qualcosa di nuovo ha poco valore in sé e non dà mai un appagamento duraturo nel tempo.

Un altro desiderio della carne è la concupiscenza della carne e riguarda quei desideri che danno soddisfazione alla stessa carne come, per esempio, il sesso fuori dal matrimonio o il mangiare troppo o il bere o il dormire troppo o altre cose simili. Viviamo in un'epoca in cui la concupiscenza della carne è considerata qualcosa di normale.

Un altro desiderio della carne è il desiderio di avere tutte le cose che ci riguardano come le vogliamo noi, il che è legato al fatto di voler essere un piccolo dio del proprio mondo. Di natura vogliamo controllare il nostro mondo, vogliamo che le cose vadano come vogliamo noi.

Anche se qui ho menzionato solo i più eclatanti, ci sono tanti altri aspetti della carne che ci tentano e ci deviano dal camminare secondo l'insegnamento di Cristo; tuttavia, il punto di quanto ho detto e che bisogna capire consiste nel fatto che rinnegare la carne significa dire no ai desideri della carne. Vuol dire fare la cosa giusta, seguire Gesù Cristo, anziché fare quello che la carne vuole, cioè quello che vogliamo naturalmente in ribellione a Dio.

Vivere così è una battaglia, è una battaglia dura, contro la propria carne. Questo è il significato di rinnegare se stesso. Vuol dire rinnegare quei desideri più radicati nella nostra carne, nel nostro uomo terreno.

In ogni decisione, di ogni ora, di ogni giorno, la carne ha sempre una sua preferenza. Rinnegare la carne vuol dire sempre dire no a questa preferenza, per scegliere ciò che piace a Cristo Gesù, ciò che è secondo l'ubbidienza a Gesù Cristo.

Un vero cristiano, un vero seguace di Gesù Cristo, in altre parole una persona che ha la vera salvezza, non si arrende alla carne, ma combatte il buon combattimento, giorno per giorno. È un combattimento che non finisce finché siamo in questo corpo ed è un combattimento che si combatte nella forza che viene dal Signore.

Rinnegare la carne può essere qualcosa di piccolo, per esempio, alzarsi prima al mattino per leggere la Bibbia o per frequentare il culto, può essere qualcosa di grande, come umiliarsi per chiedere perdono agli altri quando si sbaglia. Un vero credente rinnega la sua carne.

Perciò, prima di dire che tu sei un cristiano, sarebbe importante chiederti se tu stai veramente rinnegando la tua carne, se tu stai davvero rinnegando te stesso. Questo è un frutto che indica che c'è vera salvezza.

Chiaramente nessuno ha una vittoria totale e perfetta sulla carne in questa vita, ma i veri credenti combattono. Quindi, alla luce di tutto questo, ti chiedo: tu stai rinnegando te stesso?

Prendere la propria croce

Poi, un vero figlio di Dio, una persona veramente salvata, prende la propria croce. Cosa vuol dire Gesù con la frase "prendere la sua croce"?

La croce, all'epoca di Gesù, era uno strumento di tortura e di morte. In altre parole, rappresentava profonda sofferenza. Se noi ricordiamo la morte di Gesù Cristo, ricordiamo pure che Gesù aveva sia il potere che la possibilità di evitare la croce, se solo avesse scelto di farlo. Però Gesù sapeva che la croce era la via giusta per compiere l'opera di Dio. Perciò Gesù è andato direttamente verso la croce per compiere ciò che Gli era stato dato da fare e lo ha compiuto perfettamente.

Similmente, Gesù dice che chi vuole seguire Lui deve prendere la propria croce. In altre parole, nello stesso modo in cui Gesù ha accettato volontariamente la Sua croce, un vero figlio di Dio deve accettare le sofferenze che si trovano nella via dell'ubbidienza a Dio.

Infatti le sofferenze fanno parte della vera vita cristiana. Però si presti attenzione al fatto che la croce di cui Gesù parla non vuol indicare una qualsiasi sofferenza, ma specificamente le sofferenze per Cristo. Leggo Filippesi 1:29 dove parla di quelle sofferenze cui Cristo fa riferimento nel brano odierno:

“Poiché a voi è stata data la grazia per amore di Cristo, non solo di credere in lui, ma anche di soffrire per lui,” (Filippesi 1:29 LND)

Notate qui che si parla di soffrire per Cristo. È estremamente importante comprendere che le varie sofferenze che arrivano nella vita non sono la croce di cui Gesù parla nei versetti che stiamo meditando oggi.

Quindi, per esempio, se uno ha una grave malattia o gravi problemi in famiglia o altre situazioni di sofferenza, queste non sono la croce di cui Gesù parla. Piuttosto, Gesù sta parlando di quella sofferenza che arriva nella vita quando uno cammina seguendo Gesù Cristo, seguendo le Sue orme. Come si diceva nel versetto di Filippesi, queste sono le sofferenze che uno affronta per Cristo e che arrivano a causa della vita di fede.

Quindi, lungi da noi il credere che qualsiasi sofferenza vuol dire adempiere a questa dichiarazione di Gesù Cristo. Qui Gesù parla specificamente di quelle sofferenze che arrivano quando uno tiene i suoi occhi su Gesù Cristo, rinnega se stesso e segue Gesù Cristo passo per passo nella propria vita.

Quando viviamo così, ci saranno sofferenze, ovvero la croce, a causa della nostra fede. Allora possiamo dire che noi siamo crocifissi al mondo. Questa è la dichiarazione dell'apostolo Paolo in Galati 6:14:

“Ma quanto a me, non avvenga mai che io mi vanti all’infuori della croce del Signor nostro Gesù Cristo, per la quale il mondo è crocifisso a me e io al mondo.” (Galati 6:14 LND).

Seguire Gesù

Leggendo ancora il v.34, vediamo che Gesù dichiara che un vero credente deve seguire Gesù Cristo. Leggo:

“Poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: "Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Marco 8:34 LND).

Cosa vuol dire seguire Gesù? Seguire Gesù vuol dire avere Gesù come il tuo Padrone. Vuol dire che tu non deciderai in quali campi della vita ubbidisci a Cristo e in quali campi farai come vuoi tu. Seguire Gesù vuol dire riconoscere che Gesù Cristo è il tuo Signore e pertanto vuol dire sottometterti a Lui in ogni decisione.

Allora, cari amici, pensateci bene. Chi vuole la vita eterna in Cristo, deve rinnegare se stesso, prendere la sua croce e seguire Gesù.

Chi vuole salvare, perderà... (v.35)

Gesù sa che, umanamente parlando, queste dichiarazioni sembrano pesanti. Perciò Egli ci spiega un'altra verità, per permetterci di comprendere che non c'è un'altra via. Leggo il v.35:

“perché chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e dell’evangelo, la salverà.” (Marco 8:35 LND).

Chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà. Che cosa vuol dire Gesù quando dichiara che chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà? A prima vista, questa sembra una contraddizione ma non lo è. Cerco di spiegarmi meglio.

Esiste la vita terrena ed esiste la vita eterna. C'è la vita fisica, sulla terra, che finirà per tutti. Poi esiste la vita eterna che può essere una vita passata eternamente con Dio ma che solo pochi ottengono.

Di natura, noi ci impegniamo a curare, a proteggere e a godere la vita terrena. Ci impegniamo, non solo a proteggere la vita fisica in sé, ma quella vita che abbiamo costruito o che stiamo cercando di costruire. Tutti cerchiamo di costruirci una vita, una vita che, secondo il nostro parere, ci porterà del bene e che speriamo ci soddisferà.

Chiunque vorrà salvare la sua vita, ovvero chiunque vive e si impegna per curare la vita terrena che ha, la perderà. La perderà sicuramente, perché ognuno di noi è destinato a morire fisicamente e a lasciare tutto ciò che abbiamo costruito su questa terra. Perderemo i nostri rapporti, perderemo le persone a noi care, perderemo la salute, perderemo tutto ciò che possediamo di materiale, perderemo l'approvazione degli uomini, perderemo tutto ciò che fa parte di questa vita.

Perciò, chi vorrà salvare la sua vita, chi si impegna per questa vita, perderà tutto.

Invece, Gesù dichiara che chi perderà la sua vita per amore di Gesù e del Vangelo, la salverà. In altre parole, quando una persona trova la sua vita in Gesù Cristo e nella salvezza eterna, sapendo che ha l'eternità con Dio, non vive più per la vita terrena. Ben volentieri sacrifica quello che prima gli era importante per la gioia di essere trovato in Gesù Cristo.

Quindi, quando una persona vede in Gesù Cristo la sua vita ed è pronto a perdere qualunque cosa per essa, qualunque cosa importante nel mondo, qualunque tesoro terreno, per amore di Gesù Cristo e del Vangelo, quella persona, anche se perde tutto quello che reputava importante prima e anche se dovesse perdere perfino la stessa vita fisica, salverà la sua vita eterna. Quella persona avrà la vita eterna, ovvero la vita con Dio per tutta l'eternità, con una gioia che è incomprensibile per chi non ce l'ha.

Che gioverà infatti guadagnare il mondo intero,

Per aiutarci a capire che questa è l'unica vita ragionevole, Gesù continua così come è scritto nel v.36 e dichiara:

“Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?” (Marco 8:36 LND).

Quando Gesù parla di guadagnare tutto il mondo, il mondo intero, sta dicendo che qualunque cosa che uno riesce ad ottenere in questa vita, perfino tutti i tesori del mondo messi insieme, non valgono nulla in confronto alla salvezza eterna.

Cioè, sei tu potessi ottenere tutto ciò che sogni di avere, i rapporti che vuoi tu, la buona salute che vuoi tu, una vita tranquilla come vorresti tu, le cose materiali che vuoi tu, l'approvazione e la fama degli uomini che vuoi tu, le belle esperienze che vuoi tu, se tu potessi ottenere tutto quello che vuoi ma se, nel contempo, perdessi la tua anima, se passassi l'eternità nel tormento lontano dalla presenza di Dio, a cosa ti gioverebbe tutto ciò che hai ottenuto per i pochissimi anni sulla terra?

Purtroppo viviamo in un mondo in cui si pensa a quello che si può vedere, toccare e godere adesso, soprattutto pensando pochissimo che questa vita dura solamente un attimo alla luce dell'eternità.

In un certo senso, questa vita può essere vista come il tempo che un bimbo passa nel grembo della mamma, se la si confronta con l'eternità. Quei pochi mesi che possono sembrare lunghi nel momento in cui li si vive, non sono nulla a confronto con tutta la vita che viene dopo il concepimento. Quanto di più allora i pochi anni che abbiamo su questa terra non sono nulla davanti all'eternità!

Ascoltami bene e medita le mie parole: stai vivendo per quello che perderai sicuramente? Ti stai impegnando per quello di cui sarai privato quando questa tua vita terrena finirà?

Gesù ti esorta in questo brano a non vivere per quello che perderai, piuttosto a vivere per quello che è veramente prezioso e che puoi conservare ora e per tutta l'eternità.

Perdere la propria anima

Notate che qui Gesù parla di perdere la propria anima. Non possiamo salvare la nostra anima, ma possiamo perderla.

In questi versetti, Gesù ci aiuta a capire l'infinito valore della nostra anima. Notate le parole di Gesù Cristo:

“Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?” (Marco 8:36 LND).

Queste parole dovrebbero spingerci a impegnarci e a rinnegare la nostra carne. Dovrebbero suonare nelle nostra mente come una tromba, ogni mattina quando ci alziamo e ogni notte quando andiamo a letto. Prego che queste parole e la verità che rappresentano possano essere e restare scolpite nel nostro cuore e nella nostra mente e che non siano mai cancellate da Satana o dal mondo!

Sia che tu lo sappia, sia che tu non lo sappia, sia che ci pensi, sia che non ci pensi, ricordati che tu hai un'anima che vivrà per tutta l'eternità. Ognuno di noi ha un'anima che vivrà, cosciente della sua esistenza, per tutta l'eternità. Ciascuno di noi ha un'anima e ciascuno di noi dovrà rendere conto a Dio nel giorno del giudizio. Quando consideriamo per quanto poco tempo la maggioranza delle persone cura la propria anima, ci rendiamo conto di quanto sia terribile comportarsi in questo modo e che farlo rappresenti un evidente indice di grande stoltezza.

Bada bene al fatto che tu puoi perdere la tua anima, ma tu non puoi salvarla. Solamente Gesù Cristo può salvare l'anima tua. Noi possiamo perdere le nostre anime in tanti modi diversi. Tu puoi uccidere l'anima quando ami il peccato e quando ami il mondo. Puoi avvelenare l'anima se segui una religione fatta di tradizioni degli uomini anziché della Parola di Dio.

Puoi far morire di fame l'anima trascurando i mezzi di grazia che Dio ci ha dato, rifiutando di ricevere nel cuore il Vangelo. In altre parole, ci sono tante vie che portano alla distruzione eterna. Qualunque via un uomo prenda, sarà quell'uomo stesso a dover rispondere a Dio per la sua scelta. Nonostante quanto noi siamo deboli, corrotti e perduti, abbiamo la potenza di distruggere la nostra anima, ovvero rovinarla e farla arrivare in un posto di tormento per tutta l'eternità.

Quando comprendiamo l'eternità, allora comprendiamo che il mondo intero non vale quanto vale la nostra anima. Tutti i tesori in tutto il mondo non bastano per compensare la perdita eterna, la rovina eterna, dell'anima. I tesori del mondo non riescono a soddisfarci pienamente quando li abbiamo. Al meglio, possiamo goderli solo per pochi anni e poi li dobbiamo lasciare per sempre.

Pensate alla stoltezza e all'errore di abbandonare l'anima eternamente per ottenere qualche piacere o tesoro in questa vita per qualche breve anno. È uno scambio assurdo eppure tanti lo fanno. Tanti hanno pianto il fatto di aver perso l'anima eternamente e, come Esaù che vendette la sua primogenitura per una ciotola di minestra, tanti si sono ravveduti ma troppo tardi. Bisogna ravvedersi ora, in questa vita. Farlo dopo la morte sarà troppo tardi.

Allora

Quanto è importante che queste parole di Gesù Cristo restino con noi, ben presenti nei nostri cuori e nelle nostre menti. Preghiamo che Dio ci faccia comprendere l'importanza di queste parole di Gesù Cristo. O che possiamo ricordarle nei momenti di tentazione, quando l'anima sembra una piccola cosa, poco importante, e il mondo sembra grande e importante! O che possiamo ricordarle quando ci troviamo perseguitati o quando siamo tentati avendo paura degli uomini e quando siamo tentati ad abbandonare Cristo! In questi momenti, ricordate queste parole di importanza eterna, pronunciate da Gesù Cristo, e ripetetele a voi stessi:

“36 Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua? 37 O che cosa potrebbe dare l’uomo in cambio dell’anima sua?” (Marco 8:36-37 LND).

Vergognarsi di Cristo (v.38)

Nel v.38 Gesù parla del pericolo di vergognarci di Lui. Ve lo leggo:

“Perché chi si vergognerà di me e delle mie parole, in mezzo a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo, con i santi angeli".” (Marco 8:38 LND).

Cari amici, è eternamente pericoloso vergognarci di Cristo.

Quand'è che ci vergogniamo di Cristo? Ci vergogniamo di Cristo quando non vogliamo che le persone che ci circondano sappiano quello che crediamo e che amiamo le dottrine di Cristo. Ci vergogniamo di Cristo quando non vogliamo che gli altri vedano che camminiamo secondo i comandamenti di Cristo, quando non vogliamo essere riconosciuti da tutti come veri cristiani.

Ricordate che la vera dottrina di Gesù Cristo, la legge di Gesù Cristo e il popolo di Cristo non sono mai stati apprezzati dal mondo e non saranno mai apprezzati. Chiunque vive e proclama chiaramente che ama Cristo e ama le dottrine di Cristo, sarà disprezzato e perseguitato. Ricordate la verità che si trova in 2Timoteo 3:12:

“Infatti tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati,” (2Tito 3:12 LND).

Chiunque si ritira dal vivere e dal parlare in tal modo per non far vedere agli altri che appartiene a Cristo, sta vergognandosi di Cristo Gesù e cade sotto la condanna di questo brano.

Questa chiara dichiarazione di Gesù Cristo dimostra il nostro peccato. Quanto facile è per noi di avere timore degli uomini, timore di quello che penseranno, timore di quello che diranno, timore di quello che faranno.

Il timore degli uomini è veramente un inciampo per tutti, proprio come leggiamo in Proverbi 29:25:

“La paura dell’uomo costituisce un laccio, ma chi confida nell’Eterno è al sicuro.” (Proverbi 29:25 LND).

Ci sono tanti uomini che sarebbero pronti ad affrontare una bestia feroce per proteggere la propria famiglia o combattere in una guerra per proteggere la propria patria o entrare in una casa in fiamme per salvare un figlio. Eppure non è desueto che questi stessi uomini facilmente si vergognerebbero di essere visti come troppo religiosi e non vogliono che gli altri li vedano come troppo attaccati a Gesù Cristo. Quanto potente è la paura degli altri! Quanto incredibile è la catena di chi ha timore di quello che pensano gli altri!

Quanto abbiamo bisogno di pregare giorno per giorno per avere la fede e il coraggio di confessare Cristo davanti agli uomini. Non dobbiamo mai vergognarci di Cristo. Piuttosto dovremmo vergognarci del nostro peccato, della nostra pigrizia e della nostra mancanza di fede. Al contrario, non dovremmo mai vergognarci di Colui che è morto sulla croce per pagare i nostri peccati.

Anche se arriva il disprezzo, lo scherno o la persecuzione, impegniamoci ad essere una luce per Gesù Cristo. Aspettiamo con fede e gioia il Suo ritorno, ricordando le Sue parole in questo brano. Meglio essere odiati e disprezzati 1000 volte per il nome di Gesù Cristo in questa vita, che essere rinnegati da Gesù Cristo davanti al Padre Suo nel giorno di giudizio.

Conclusione

Allora, detto questo, concludiamo questo brano. Voglio chiedere a ciascuno di voi di valutare con attenzione la propria vita.

Sei veramente andato a Gesù Cristo? Gesù chiama tutti a Sé, ma tanti non ci vanno. Vanno alla religione, vanno alla tradizione, vanno a come loro vedono le cose. Questo modo di fare è sbagliato e non basta. Se vuoi la salvezza eterna, allora devi andare a Gesù stesso! Solo Egli può salvarti.

Andare da Gesù vuol dire affidare a Lui la tua vita e la tua eternità. Non si tratta di essere più religiosi ma si tratta di entrare in un rapporto vivente con Cristo, un rapporto in cui Egli è il Signore, Egli è il Buon Pastore e noi siamo le pecore che ascoltano e seguono la Sua voce.

Andare davvero da Gesù vuol dire rinnegare il proprio io, la carne, i desideri naturali. Vuol dire essere pronti a perdere tutto, per amore di Cristo.

Questo è possibile solamente se tu riconosci che solo Gesù può darti vera vita, può darti la vera vita adesso e la vita eterna dopo.

Se tu hai già questa vita, con certezza, allora, gioisci nel Signore! Hai ogni motivo di gioire profondamente, ora e per l'eternità!

Se invece non hai Gesù Cristo personalmente e se tu, come quasi tutti, sei stato più o meno religioso fin'ora, però non vivi la vita che Gesù descrive nel brano odierno, allora non hai tempo da perdere! Impegnati a cercare Dio con tutto il tuo cuore. Si cerca Dio in Cristo Gesù ed è la Parola di Dio che ti mostra Cristo per chi Egli è davvero.

Noi siamo qui per aiutarvi. Ognuno di noi che ora ha Cristo, prima era perduto senza rendersene conto. Dio ci ha aperto gli occhi per capire che, più di qualsiasi cosa, avevamo bisogno di Cristo, del Suo perdono, della vera vita che c'è solo in Lui.

Cerca Cristo, perché, in Cristo Gesù, troverai quello di cui la tua anima ha bisogno!

Preghiamo:

Padre Celeste, grazie per averci provveduto un Salvatore.

Ti preghiamo di aprire gli occhi di ogni persona affinché possa riconoscere il bisogno urgente di avere veramente Cristo Gesù come personale Salvatore e Signore. Amen!

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