un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Gesù risponde alla fede
Marco 10:46-52

di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per mercoledì, 13 luglio, 2010 ---- cmd na -----
Parole chiave: Bartimeo, fede in Cristo.

Uno dei modi più comuni in cui inganniamo noi stessi è quando crediamo di farcela con le nostre forze. Ovviamente, quando Dio lo permette, possiamo farcela, ma la vita è piena di situazioni in cui le nostre forze non bastano. Queste circostanze ci servono per farci riconoscere e ricordare quanto abbiamo bisogno di Cristo Gesù.

Per quanto abbiamo bisogno di Cristo per la vita pratica, ne abbiamo bisogno infinitamente di più nel lato spirituale. Solo in Cristo possiamo essere salvati e crescere nella fede.

Quindi è per noi importante capire che abbiamo bisogno di Cristo giorno per giorno. Questo ci aiuta ad avere più fede in Lui. Perciò, avere grandi problemi non è una cosa negativa, piuttosto è un'opportunità di conoscere di più la potenza, il cuore e la cura di Gesù Cristo.

Oggi vogliamo considerare la situazione di un uomo che aveva un grande problema che non poteva risolvere da solo. Egli ha cercato aiuto a Gesù ed è stato esaudito. Vogliamo considerare il cuore e la fede di questo uomo perché egli è un esempio per noi da seguire.

Trovate con me il Vangelo di Marco al capitolo 10. Leggiamo insieme Marco 10:46-52 e poi consideriamo alcune delle lezioni che Dio ha per noi in questo brano:

“46 Giunsero così a Gerico. E come egli usciva da Gerico con i suoi discepoli e con una grande folla, un certo figlio di Timeo, Bartimeo il cieco, sedeva lungo la strada mendicando. 47 Or avendo udito che chi passava era Gesù il Nazareno, cominciò a gridare e a dire: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!". 48 Molti lo sgridavano affinché tacesse ma egli gridava ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!". 49 E Gesù, fermatosi, ordinò che lo si chiamasse. Chiamarono dunque il cieco dicendogli: "Fatti animo, alzati, egli ti chiama!". 50 Allora egli, gettando via il suo vestito, si alzò e venne a Gesù. 51 E Gesù, rivolgendogli la parola, disse: "Che vuoi che io ti faccia?". Il cieco gli disse: "Rabboni, che io recuperi la vista!". 52 E Gesù gli disse: "Va', la tua fede ti ha guarito". E in quell’istante recuperò la vista e si mise a seguire Gesù per la via.” (Marco 10:46-52 LND).

Questo avvenimento è in sé semplice e lineare, ma è ugualmente ricco di insegnamento. Ogni Scrittura è ispirata da Dio ed è utile a insegnare, a riprenderci, a correggerci e a educarci. L'evento che è qui narrato non fa dunque eccezione a questo principio basilare della Parola di Dio enunciato in 2 Timoteo al capitolo 3, versetto 16.

Pertanto, in questo brano Gesù stava in cammino verso Gerusalemme dove sapeva di avere un appuntamento con la croce. Infatti, Egli aveva appena spiegato ai Suoi discepoli quello che Gli sarebbe successo lì. Vi leggo quello che Gesù disse ai Suoi discepoli appena prima di questo avvenimento. Troviamo queste parole in Luca 18:

“31 Poi prese con sé i dodici e disse loro: "Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e tutte le cose scritte dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo si compiranno. 32 Egli infatti sarà consegnato in mano dei gentili, sarà schernito e oltraggiato e gli sarà sputato addosso. 33 E, dopo averlo flagellato, lo uccideranno; ma il terzo giorno risusciterà". 34 Ma essi non compresero nulla di tutto ciò: questo parlare era per loro oscuro e non capivano le cose che erano state loro dette.” (Luca 18:31-34 LND).

Quindi Gesù aveva un cuore molto turbato quando passò Gerico perché stava meditando sul prezzo che era in procinto di pagare per riscattare tutti coloro che Dio avrebbe mai salvato nel corso della storia. Il grande dolore nel cuore di Gesù rende ancora più incredibile la compassione che Egli dimostra per un povero peccatore nel brano che stiamo esaminando.

Ma chi è questo Bartimeo? Sappiamo da Matteo e Luca che c’erano due uomini ciechi quel giorno. Qui nel Vangelo di Marco si parla di solo uno di loro, Bartimeo, e ci viene spiegato che egli è il figlio di Timeo. Evidentemente era qualcuno conosciuto. Essendo cieco, e quindi incapace a fare tante cose normali ad un uomo sano, era un mendicante e lo era per non morire di fame. Bartimeo era cieco e mendicante e quindi, umanamente parlando, aveva grossi problemi ed una vita molto difficile. Egli si trovava nel rango più basso della societàEssendo cieco, non aveva mai visto Gesù e non aveva visto i miracoli che gli altri avevano avuto modo di vedere. Probabilmente non aveva mai potuto viaggiare per poter ascoltare Gesù come facevano tanti altri.

Però, anche se non aveva mai visto Gesù e probabilmente non aveva mai sentito Gesù insegnare personalmente, è evidente che Bartimeo aveva sentito parlare molto di Gesù. Le notizie riguardanti la persona di Gesù si erano sparse rapidamente in tutto Israele. Gesù aveva già insegnato per circa tre anni ed era ormai molto famoso. I capi dei Giudei avevano deciso di ucciderLo proprio perché era così famoso e perché le persone Lo ascoltavano ed il Suo insegnamento metteva in evidenza che i capi dei Giudei non seguivano Dio.

Possiamo dunque intuire e capire che Bartimeo aveva sentito parlare molto di Gesù. Probabilmente aveva sentito parlare dei miracoli di Gesù e che Egli aveva dato la vista ad altri ciechi. E, con altrettanta probabilità, aveva sentito parlare degli insegnamenti di Gesù e del fatto che Gesù insegnasse con autorità, contrariamente a quanto facevano gli scribi.

Nonostante il fatto che Bartimeo fosse cieco, è presumibile inoltre che egli conoscesse gli insegnamenti delle Scritture. Essendo un Giudeo sincero, egli stava aspettando il Messia, il Cristo che Dio aveva promesso. Tenete questo in mente mentre proseguiamo l'analisi di questo brano.

Quindi iniziamo la descrizione della scena con Gesù, i Suoi discepoli ed una grande folla, passando per Gerico. Là, sul ciglio della strada, c’era questo cieco, Bartimeo. Stava lì per mendicare, chiedendo l’elemosina da chi passava per quella via.

Però, nel giorno in cui i fatti narrati si verificarono, stava accadendo qualcosa di straordinario. Anziché sentire i soliti rumori delle persone che passavano da lì tutti gli altri giorni, sentì quello prodotto da una gran folla di persone. Immagino che capiva dalle voci che qualcosa di molto speciale stava accadendo. Infatti, in Luca leggiamo che Bartimeo chiese a qualcuno chi fosse che stava passando per la via. A questa domanda, gli fu risposto: “Gesù, il Nazareno”.

Teniamo anche questo in mente e andiamo avanti, leggendo attentamente quello che troviamo scritto nel v.47 del nostro brano:

“Or avendo udito che chi passava era Gesù il Nazareno, cominciò a gridare e a dire: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!".” (Marco 10:47 LND).

Quando a Bartimeo fu detto che passava Gesù il Nazareno, egli gridò forte a Lui: “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me”. Perché Bartimeo chiamò Gesù con l'appellativo di figlio di Davide, quando gli altri Lo chiamavano il Nazareno, cioè in base alla città in cui era cresciuto?

Il titolo “Figlio di Davide” era un titolo del Messia, il Cristo che i Giudei aspettavano. Dalla creazione, Dio aveva promesso di mandare il Messia al mondo per salvare gli uomini dalla condanna eterna. Bartimeo, almeno in parte, riconosceva che Gesù era il Messia. Nonostante il fatto che Bartimeo fosse cieco fisicamente, egli vedeva molto bene spiritualmente. Egli vedeva meglio di tanti altri Giudei e capiva che i miracoli e l’insegnamento di Gesù non erano propri di un Maestro ordinario. Dio aveva dichiarato, tramite i profeti, che si sarebbe potuto riconoscere il Messia tramite questo tipo di miracoli.

Quindi, mentre gli altri vedevano Gesù come l’uomo di Nazaret, Bartimeo lo vedeva come il Cristo venuto dal cielo. Pertanto, Bartimeo chiedeva aiuto non da un semplice uomo, ma dal Cristo di Dio.

Quando noi ci rivolgiamo a Gesù, dobbiamo andare a Lui vedendolo come Dio-uomo. Dobbiamo vederLo come il Sovrano Signore che è pienamente capace di fare ogni cosa e reputandolo sempre saggio da sapere la cosa migliore da fare. In tutto questo dobbiamo seguire l’esempio di Bartimeo.

Notiamo che Bartimeo gridava e che, intorno a lui, c’era una grande folla. Con così tante persone che attraversavano quella via, di certo c’era molto rumore e molta confusione. Forse i presenti non consideravano ben educato gridare così forte e presumibilmente nemmeno noi lo avremmo considerato tale. Però Bartimeo era disperato! Egli conosceva bene il proprio bisogno ed era convinto che solo Gesù, il Figlio di Davide, potesse aiutarlo. Perciò gridava senza preoccuparsi di quello che avrebbero pensato gli altri, ma solo pensando al suo bisogno e al fatto che Gesù era potente da poterlo soccorrere.

Il suo gridare offre un perfetto parallelo con il corretto modo di pregare. Egli si rivolgeva a Dio nella persona di Cristo. Anche noi dobbiamo rivolgerci a Dio per mezzo di Gesù Cristo.

Cosa chiedeva

Che cosa chiedeva Bartimeo a Gesù? Egli chiedeva una cosa sola, la pietà, e infatti gridava: “Abbi pietà di me!”

Chiedere pietà vuol dire sapere di non meritare nulla. Vuol dire sapere che non si può pretendere nulla, sapere di non avere alcun diritto.

Inoltre, chiedendo pietà, egli lascia a Cristo scegliere cosa fare per lui, ovvero si rimette completamente nelle mani di Cristo. Se Cristo fosse stato disposto ad avere pietà di Bartimeo, egli avrebbe accettato qualsiasi cosa che Gesù avrebbe scelto di fare per lui. Ciò significa riconoscere di non meritare nulla e significa pure fidarsi totalmente di Cristo.

Questo è l’atteggiamento che dovremmo avere sempre noi nelle nostre preghiere. Non dobbiamo pensare che Dio dovrebbe rispondere come vorremmo noi. Piuttosto, dovremmo chiedere pietà, lasciando a Dio di scegliere il modo migliore di aiutarci, secondo la Sua perfetta saggezza e per la Sua bontà.

L’opposizione

Bartimeo chiedeva aiuto a Gesù, però, come spesso avviene, le cose non andarono subito come lui avrebbe sperato. Infatti Bartimeo trovò l'opposizione della folla presente che gli intimava di tacere. Leggiamo i vv.47,48:

“47 Or avendo udito che chi passava era Gesù il Nazareno, cominciò a gridare e a dire: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!". 48 Molti lo sgridavano affinché tacesse ma egli gridava ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!".” (Marco 10:47-48).

Bartimeo gridava, ma molti lo sgridavano perché tacesse. Questo pover'uomo si trovava a dover avere a che fare con una folla che cercava di ostacolarlo dal raggiungere Cristo.

Probabilmente quest'intralcio proveniva da Satana che cercava di ostacolare Bartimeo. Però, come solo Lui può fare, Dio si servì di questa situazione per fortificare la fede di Bartimeo. Questa opposizione non solo non fermò Bartimeo, ma lo aiutò a capire in modo ancora più chiaro il suo personale bisogno di Gesù.

Cristo aspettava prima di rispondere

Non è difficile immaginare che Gesù, essendo anche Dio, avrà sentito la richiesta di soccorso di Bartimeo sin dall’inizio. Da altri miracoli possiamo capire che Gesù sapeva di avere un'appuntamento divino con Bartimeo. Quindi, volendo, Gesù sarebbe potuto andare direttamente da Bartimeo anche prima che questi avesse gridato a Lui la prima volta oppure avrebbe potuto rispondergli subito. Però Gesù non fece così.

Gesù stava operando in Bartimeo nello stesso modo in cui Egli opera in noi. Anche con noi, molto spesso, Gesù sceglie di non rispondere subito quando preghiamo. Perché fa così?

Ricordiamo l’insegnamento di Gesù in Luca 11:

“9 Perciò vi dico: Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. 10 Poiché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa.” (Luca 11:9-10 LND).

Dio vuole aiutarci ad avere una fede sempre più forte. Perciò, spesso, Dio non ci risponde subito, aiutandoci così a fissare meglio il nostro cuore su Cristo e a capire ancora più chiaramente il nostro bisogno di Lui. Dover chiedere con perseveranza e cercare senza stancarci fortifica la nostra fede, facendoci capire ancora di più il nostro bisogno di Cristo. E perciò spesso Dio non ci risponde subito, aiutandoci così ad avere una fede fortificata. Infatti ci serve avere una fede maggiore più di quanto ci servono le risposte che vogliamo noi. Dio ci dà il meglio, non quello che chiediamo noi.

Ed era così anche con Bartimeo. Gesù non gli ha risposto subito e così Bartimeo doveva subire l’opposizione della gente che cercava di farlo tacere. Tuttavia,l’opposizione non lo fece tacere, anzi egli gridava ancora più forte:

"Figlio di Davide, abbi pietà di me!".” (Marco 10:48).

O che possiamo non scoraggiarci quando Dio non risponde subito, ma, piuttosto, fissare i nostri cuori ancora di più su Cristo e continuare a pregare con piena fiducia in Lui!

Gesù risponde

A quel punto, il cuore di Bartimeo era pronto per l’intervento di Gesù. La sua attenzione era fissata totalmente su Gesù. E così Gesù interviene. Leggiamo il v.49:

“E Gesù, fermatosi, ordinò che lo si chiamasse. Chiamarono dunque il cieco dicendogli: "Fatti animo, alzati, egli ti chiama!".” (Marco 10:49 LND).

In questo verso notiamo subito due cose. La prima è che Gesù non ha chiamato lui direttamente, né è andato da Bartimeo, ma comandò alla folla di chiamarlo. Così, la stessa folla che aveva sgridato Bartimeo, doveva ora chiamarlo per dirgli di andare da Gesù.

In questo vedo che Gesù stava insegnando alla folla qualcosa della cura che Egli ha per chiunque Lo cerca, anche se quella persona non ha alcuna importanza per il mondo. Vediamo una situazione simile quando alcuni genitori portarono i loro figli a Gesù e i discepoli cercarono di mandare via queste famiglie. In quella circostanza Gesù rimproverò i discepoli e accolse i bambini.

Questa verità mi dà grande gioia. Mi ricorda che Gesù non ci manderà mai via se andiamo a Lui con un cuore umile e con fede, proprio come vi è andato Bartimeo.

Comunque, Gesù fece chiamare Bartimeo. Quale fu la risposta di Bartimeo? Vi leggo i vv. 49,50:

“49 E Gesù, fermatosi, ordinò che lo si chiamasse. Chiamarono dunque il cieco dicendogli: "Fatti animo, alzati, egli ti chiama!". 50 Allora egli, gettando via il suo vestito, si alzò e venne a Gesù.” (Marco 10:49-50 LND).

Bartimeo era seduto per terra, coperto con il suo mantello. Appena sentì che Gesù lo chiamava, gettò via il suo mantello e balzò in piedi.

Egli gettò via il mantello perché non voleva essere rallentato minimamente da esso nell'andare a Gesù. Se ci pensiamo bene, quanto quel mantello avrebbe potuto rallentarlo nel percorrere quella che probabilmente non era più di qualche decina di metri? Presumibilmente non più di qualche secondo. Eppure Bartimeo non voleva alcun ostacolo e voleva arrivare a Cristo il più presto possibile.

Questa è una importante lezione per noi. Spesso abbiamo noi cose nella vita che potrebbero rallentarci nell'arrivare a Cristo. Forse non sono peccati in sé, così come sicuramente avere un mantello non era un peccato. Però, nonostante questo, tali cose possono rallentare la nostra crescita. Saggia è quella persona che getta via qualunque cosa che le sarebbe di ostacolo. Questo è il modo in cui vive una persona che ha capito l’immenso valore di Gesù Cristo.

Bartimeo capiva che arrivare a Cristo Gesù era la cosa più importante della vita. Perciò gettò via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. E come fu accolto? Leggiamo il v.51:

“E Gesù, rivolgendogli la parola, disse: "Che vuoi che io ti faccia?". Il cieco gli disse: "Rabboni, che io recuperi la vista!".” (Marco 10:51 LND).

Quando Bartimeo stava lì davanti a Gesù, Egli gli disse: “Che cosa vuoi che ti faccia?”

In realtà, Gesù già sapeva tutto di Bartimeo e sapeva pure quale era il suo bisogno. Anche Dio sa tutto di noi. Vi leggo le parole di Gesù in Matteo 6:

“Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno prima che gliele chiediate.” (Matteo 6:8 LND).

Dio sa tutto di noi e lo sa prima ancora che facciamo le nostre richieste a Lui. Allora, se Dio sa tutto di noi prima che chiediamo e Gesù sapeva tutto di Bartimeo, perché Gesù comanda a noi di chiedere con perseveranza e perché chiese a Bartimeo che cosa volesse?

Le nostre preghiere non servono per far capire a Dio quello che ci serve, né per convincere Dio ad aiutarci. La richiesta di Bartimeo non serviva né per informare Gesù né per convincerLo.

Notiamo quello che Gesù chiese a Bartimeo: “Che cosa vuoi che IO ti faccia?”

Gesù stava aiutando Bartimeo a fissare il suo cuore su di Lui, riconoscendo che solo Gesù poteva aiutarlo. Bartimeo doveva fissare la sua attenzione su Gesù più che sul suo problema.

Quando noi preghiamo, anziché fissare i nostri pensieri sul nostro bisogno, dobbiamo fissare il nostro sguardo su Gesù.

Bartimeo, con gli occhi del suo cuore fissati su Gesù, disse: “Rabboni che io ricuperi la vista.”

In quella cultura, rabboni era un titolo di grande rispetto. Bartimeo aveva grande rispetto per Gesù. Aveva già riconosciuto Gesù come Figlio di Davide, ovvero, come il Messia. Aveva chiesto pietà, mostrando di sapere di non meritare alcun aiuto da Cristo e accettando qualunque cosa che Gesù avrebbe voluto fare per lui. Solo ora che Gesù gli domanda direttamente quale fosse il suo bisogno, Bartimeo gli chiede di poter ricuperare la vista. Dicendo ricuperare, comprendiamo che c'era stato un tempo nella sua vita in cui egli vedeva e che solo in un secondo tempo aveva perso la vista. Bartimeo chiede quindi a Gesù di ricuperarla.

La salvezza di Bartimeo

Leggiamo quindi cosa è successo a quel punto nel v.52:

“E Gesù gli disse: "Va', la tua fede ti ha guarito". E in quell’istante recuperò la vista e si mise a seguire Gesù per la via.” (Marco 10:52 LND).

Avete notato quello che Gesù aveva visto in Bartimeo? Vedeva la sua fede.

Dio vuole trovare la fede in noi, proprio come Gesù trovò la fede in Bartimeo. La sua fede gli ha fatto riconoscere che Gesù era il Figlio di Davide. La sua fede lo ha fatto continuare a gridare, nonostante l’opposizione della folla che gli intimava di smettere. La sua fede lo spingeva a chiedere pietà, fidandosi di quello che Gesù avrebbe scelto di fare per lui.

Bartimeo aveva fede in Gesù e perciò Gesù lo salvò dicendogli: “Va’, la tua fede ti ha guarito.”

La parola greca che è qui tradotta come “guarito” è quella che solitamente viene tradotta come “salvare”. Visto che Bartimeo aveva creduto in Gesù come Cristo, la sua fede lo aveva salvato. In quel momento, Bartimeo non solo recuperò la vista, ma la sua anima fu salvata. Egli fu riconciliato con Dio e fu perdonato dai suoi peccati.

Notate che Bartimeo recuperò la vista in quel preciso istante in cui Gesù gli disse che lo aveva guarito! Il potere di Gesù è assoluto! Quando vuole, Gesù può compiere qualsiasi miracolo in un istante. E così fece. Però, il miracolo della vista non fu il più grande che Gesù compì in questa situazione. Ancora più meraviglioso fu il fatto che Gesù salvò quest'uomo: Bartimeo passò così dalla morte alla vita!

Bartimeo segue Gesù

Avendo ricevuto la vista e la salvezza, che cosa fece Bartimeo? Gesù gli aveva detto: “va’”; in altre parole, Gesù gli aveva detto: “ti ho salvato da questo terribile problema. Sei libero di andare e riprendere la tua vita pienamente.”

Ma Bartimeo non voleva solamente riprendere la sua vita. Ora aveva riconosciuto in Gesù il Cristo, il suo Salvatore, il suo Signore.

E così il brano ci dichiara che Bartimeo si mise a seguire Gesù per la via. Nel Vangelo di Luca, leggiamo inoltre che Lo seguiva glorificando Dio. Il popolo, vedendo questo, diede lode a Dio.

Quando una persona viene veramente salvata, è naturale che vede Gesù Cristo come il suo Tesoro. Per un vero credente, Cristo dovrebbe essere il tesoro più grande di ogni altra cosa. Era così per Bartimeo e perciò, anziché tornare a casa sua, seguiva Gesù, glorificando Dio. Nel Vangelo di Luca leggiamo che, a causa di Bartimeo, il popolo diede lode a Dio.

Vi chiedo: la tua vita è tale che le persone vedono l’opera di Dio in te e danno lode a Dio? Oh che possiamo vivere in modo tale che la nostra vita glorifica Dio al punto da spingere altri a lodare Dio!

Questo è il punto di quanto è scritto in 1Pietro 2:

“11 Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dai desideri della carne che guerreggiano contro l’anima. 12 Comportatevi bene fra i gentili affinché, là dove vi accusano di essere dei malfattori, a motivo delle buone opere che osservano in voi, possano glorificare Dio nel giorno della visitazione.” (1Pietro 2:11-12 LND).

Conclusione

E così arriviamo alla fine di questo brano. Ricordiamo le lezioni che Dio ha per noi in esso tramite l’esempio di Bartimeo.

Una fede forte in Cristo Gesù

Ricordiamo l’importanza di una fede fissata su Cristo Gesù.

Bartimeo ci è di esempio per quanto riguarda l’importanza di una fede forte. Pur essendo cieco, pur non avendo visto personalmente i miracoli di Gesù come invece avevano potuto fare tanti altri, Bartimeo teneva gli occhi del suo cuore fissati su Gesù. Non guardava né a destra né a sinistra. Egli era cieco fisicamente, ma non lo era spiritualmente. Egli vedeva Gesù più chiaramente di quanto Lo vedevano tanti altri, compresi i capi e gli studiosi religiosi.

Anche noi dobbiamo tenere i nostri occhi fissati su Cristo Gesù. Dobbiamo vederLo per chi Egli è, cioè molto più di un personaggio storico, ma piuttosto come il sovrano Dio diventato anche uomo. Solo Gesù Cristo può salvarci! Egli è il nostro Avvocato, Egli può fortificarci. Guardiamo a Cristo, per fede, come faceva Bartimeo.

Grande perseveranza, nonostante le difficoltà

Da Bartimeo impariamo anche l’importanza di avere grande perseveranza nell'esporre le nostre richieste, nonostante le difficoltà che potremmo incontrare sul nostro cammino.

Quando Bartimeo ha cominciato a gridare, chiedendo l’aiuto di Gesù, non ha da Lui ricevuto una risposta immediata. Peggio ancora, tante persone gli hanno detto di tacere e fu disprezzato dalla folla per il suo comportamento.

Sarebbe stato facile scoraggiarsi e smettere di gridare. Però Bartimeo conosceva troppo bene il suo bisogno ed era convinto che solo Gesù poteva salvarlo. Quindi egli ignorava l’opposizione degli altri e non si preoccupava minimamente di quello che avrebbero potuto dire di lui. Bartimeo voleva Cristo e non si è lasciato sviare minimamente dall’opposizione degli altri.

Questo è un esempio per noi. Se vogliamo ricevere la cura di Cristo dobbiamo cercare Cristo, anche quando gli altri ci fanno opposizione. Non dobbiamo preoccuparci di quello che potrebbero pensare di noi, ma dobbiamo invece cercare Cristo con tutto il nostro cuore. Nello stesso modo, non dobbiamo scoraggiarci se non riceviamo subito una risposta, ma dobbiamo piuttosto seguire l’esempio di Bartimeo e gridare ancora più forte, ovvero, impegnarci ancora di più nella preghiera.

Purtroppo, spesso manchiamo questo tipo di perseveranza nel cercare Cristo. Per esempio, a volte, quando stiamo cercando di superare un peccato, chiediamo aiuto a Cristo, ma quando non vediamo miglioramenti, lasciamo stare e cessiamo di pregare per esso. Perché facciamo così? Facciamo così quando non sentiamo abbastanza il peso dei nostri peccati. Il nostro impegno di perseverare nella preghiera dipende molto da quanto chiaramente ci rendiamo conto della gravità del nostro peccato e della gioia nel perdono. Quando il nostro peccato è un peso così pesante che non possiamo sopportarlo, allora saremo perseveranti nel cercare l’aiuto di Cristo e conosceremo la Sua potenza, quella potenza che ci farà avere la vittoria che desideriamo sul peccato.

Come la gratitudine dovrebbe spingerci

C’è una terza lezione per noi in questo brano. Bartimeo fu salvato da Gesù. Che cosa fece subito dopo? Tornò a casa? No! Dopo quello che Gesù aveva fatto per lui, Bartimeo voleva stare il più vicino possibile a Gesù. Egli infatti seguiva Gesù per la via, glorificando Dio.

Quando consideriamo l’amore di Cristo per noi, esso dovrebbe costringerci a seguirLo, giorno per giorno, facendo morire i nostri desideri terreni e vivendo alla gloria di Dio. Questo è il senso delle parole dell’Apostolo Paolo in 2Corinzi 5:14:

“Poiché l’amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti;” (2Corinzi 5:14 LND).

L’amore di Cristo ci costringe. Il vero credente è colpito dall’amore di Cristo. Se qualcuno dichiara di essere un vero credente, ma non segue Cristo, si auto-inganna. La vera fede non solo ci salva dalla condanna, ma ci fa amare Cristo, perché ci fa capire il Suo amore per noi. Chi ama veramente Cristo vuole seguire Cristo, giorno per giorno. Quando manca questo desiderio, non c’è vero amore per Cristo.

O che possiamo seguire l'esempio che abbiamo in Bartimeo e tenere i nostri occhi fissati su Cristo Gesù!

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