un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Accresci a noi la fede
Luca 17:5-10

filename: 42-17-05.07f.odt di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org RO 3 giugno 2007 cmd
Parole chiave: fede, grazia, umiltà, servi.

Anche se tante persone non se ne rendono conto, la vita è un pellegrinaggio per ogni essere umano. Siamo tutti in viaggio. Alcuni arriveranno ad un'eternità di gioia ineffabile nella presenza di Dio, altri arriveranno ad un'eternità di tormento nel lago di fuoco.

Coloro che arriveranno all'eternità di gioia nella presenza di Dio sono coloro che sono stati salvati, coperti con la giustizia di Cristo. I giusti vivono per fede. La vita in Cristo è una vita di fede. Camminiamo per fede, non per visione. Quando camminiamo per visione, cadiamo molto presto. Solo chi cammina per fede non vacillerà, e rimarrà in piedi anche durante le tempeste della vita.

Quindi, la fede è fondamentale.

Però, noi che siamo credenti sappiamo molto bene che spesso la nostra fede è debole. A volte, sembra che stiamo andando abbastanza bene, e poi, in un attimo, ci ritroviamo con dubbi, con timori, guardando ai problemi anziché a Dio. Spesso, la nostra fede è debole.

La fede serve sia per superare i problemi della vita, sia per poter ubbidire ai comandamenti di Dio. Certi comandamenti sembrano estremamente difficili da ubbidire. In questi casi, in fin dei conti, è la nostra fede che è debole. Stiamo vedendo un comandamento in base a come sembra per visione, anziché in base alle verità che Dio ci dichiara, che sono da credere per fede. Per esempio, gli insegnamenti del giudizio finale e delle ricompense sono insegnamenti da credere per fede, perché sono cose che devono ancora avverarsi nel futuro. Solo con fede possiamo ubbidire con gioia ai comandamenti di Dio, sapendo che ci sarà la ricompensa che durerà per tutta l'eternità. Se invece la nostra fede è debole, ci sarà molto difficile ubbidire ai comandamenti. Quindi, abbiamo bisogno di una fede forte.

Da varie settimane stiamo studiando alcuni degli insegnamenti di Gesù che troviamo nel Vangelo di Luca. Nell'ultimo sermone, abbiamo letto il brano in cui Gesù parla della gravità di essere un inciampo per un altro credente, e poi della necessità di riprendere chi pecca, e di perdonare, anche ripetutamente.

È difficile perdonare ripetutamente. Siamo facilmente offesi o feriti, e in questi casi ci è già molto difficile riuscire a perdonare qualcuno per la prima volta. Se poi la persona ha già peccato contro di noi altre volte, può essere estremamente difficile perdonarla.

Però, dobbiamo perdonare, e quindi, ci serve più fede.

I discepoli, riconoscendo la loro difficoltà ad ubbidire ai comandamenti di Dio, avevano capito che avevano bisogno di più fede. È la fede che trasforma un comandamento pesante in un comandamento che è una gioia ubbidire. Quindi, gli apostoli si resero conto che avevano bisogno di più fede.

Allora, che cosa fecero? Fecero la stessa cosa che dobbiamo fare anche noi, quando ci rendiamo conto che abbiamo bisogno di più fede. Leggiamo Luca 17:5. Teniamo in mente il contesto: Gesù aveva appena insegnato quanto è un grave peccato essere di scandalo, e la necessità di perdonare sempre.

5 Allora gli apostoli dissero al Signore: "Accresci a noi la fede".”

I discepoli, sapendo di aver poca fede, esercitarono la poca fede che avevano, chiedendo a Gesù di accrescere la loro fede. Chiedere a Dio di accrescere la fede, è già in sé un atto di fede! Cioè, uno che chiede a Dio di accrescere la sua fede, sta mostrando fede in Dio. Perciò, i discepoli, chiedendo a Gesù di accrescere la loro fede, stavano dimostrando una fede in Gesù.

Troviamo un esempio molto simile a questo in Marco 9:23. Un uomo chiese ai discepoli di scacciare un demone da suo figlio, ma essi non furono capaci. Perciò, l'uomo si rivolse a Gesù per avere aiuto. Vi leggo la risposta che Gesù diede a quell'uomo.

23 E Gesù gli disse: "Se tu puoi credere, ogni cosa è possibile a chi crede". 24 Subito il padre del fanciullo, gridando con lacrime, disse: "Io credo Signore, sovvieni alla mia incredulità".” (Marco 9:23-24)

Quest'uomo sapeva che la sua fede era molto debole. Così, con quel po' di fede che aveva, chiese a Gesù di aumentare la sua fede. Questa è la stessa richiesta che fecero gli apostoli. Subito dopo, Gesù guarì il figlio di quell'uomo.

Quanto la fede è importante

Oh che possiamo capire l'importanza della fede! La fede è al centro della vita cristiana. La fede è fondamentale per arrivare a Dio, come dichiara Ebrei 11.6

Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano.” (Ebrei 11:6 LND)

Dio vuole che abbiamo fede! Quello che Gesù cercava nelle persone era la fede. Quello che Dio cerca tuttora nelle persone è la fede.

Quando viviamo per fede, la gloria va a Dio, perché sappiamo che tutto quello che riusciamo a fare, compreso ogni successo nelle battaglie contro il peccato, è dovuto all'opera di Dio in noi. Quindi, la fede ci porta a glorificare Dio.

Come i discepoli, anche noi abbiamo bisogno di chiedere a Cristo di aumentare la nostra fede.

Anche una piccola fede sarà usata da Dio

Visto che i discepoli si sentivano di dover chiedere a Gesù di accrescere la loro fede, probabilmente erano scoraggiati, pensando a quanto poca fede avevano. Anche noi, tante volte, arriviamo ad essere scoraggiati, perché riconosciamo di avere poca fede, e a noi sembra impossibile di riuscire ad andare avanti.

Il nostro Buon Pastore, Gesù Cristo, ci cura con tenerezza e pazienza. Egli conosce la nostra debolezza, e quanto facilmente ci scoraggiamo. Perciò, volta dopo volta, Egli viene incontro alla nostra debolezza, e ci dà qualche insegnamento per fortificare la nostra fede, e per incoraggiarci.

Anche in questo caso, Gesù ci incoraggia, aiutandoci a capire che anche una piccola fede sarà apprezzata da Dio. Infatti, non è una grande fede che compie grandi cose, ma è il grande Dio che risponde anche ad una piccola fede. Leggiamo il v.6, che è la risposta che Gesù diede alla richiesta dei discepoli di aumentare la loro fede. Notiamo come li incoraggiò, nonostante che la loro fede fosse debole.

6 E il Signore disse: "Se aveste tanta fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: "sradicati e trapiantati in mare" ed esso vi ubbidirebbe.

Questa dichiarazione è molto importante, ed è anche un brano che può facilmente essere compreso molto male. Quindi, consideriamo attentamente il suo senso.

Per capire correttamente ciò che Gesù vuole insegnarci qui, dobbiamo tener conto che sta rispondendo alla richiesta dei discepoli di accrescere la loro fede, il che equivale ad ammettere che la loro fede era debole. I discepoli stavano guardando alla loro poca fede.

La risposta di Gesù aiutò i discepoli a guardare di nuovo a Cristo, non alla loro poca fede. Gesù spiegò che non è la grandezza della fede che importa, ma è la grandezza del Dio in cui si ha la fede che cambia tutto. In pratica Gesù dichiara che perfino una piccola fede può essere usata da Dio per compiere grandi opere.

Infatti, non è la nostra fede che compie opere, ma è Dio che risponde alla nostra fede.

Vediamo questo principio ripetutamente nei grandi miracoli che Gesù volle compiere, anche se la fede di quelle persone era debole. La fede che avevano era sì debole, ma era comunque fede in Lui. Per esempio, ci fu la donna che avendo un flusso di sangue, non osava presentarsi a Gesù, ma volle toccare solamente il lembo del suo vestito. Lei aveva poca fede, ma ottenne una grande guarigione. Quando i discepoli si trovarono nella barca con Gesù che dormiva, e si alzò una grande tempesta, essi ebbero poca fede, ma la grande potenza di Gesù calmò la tempesta. Di esempi simili, ne possiamo trovare molti.

Certe persone, non tenendo conto del contesto, vogliono credere che la dichiarazione di Gesù insegni che possiamo ottenere qualsiasi cosa, se abbiamo abbastanza fede. Chi crede così pensa che se uno persona prega per una cosa qualsiasi, e non la riceve, è perchè non ha abbastanza fede.

Se fosse così, se bastasse cioè avere fede per poter ottenere qualsiasi cosa, allora Dio diventerebbe una forza, che l'uomo controlla con la fede.

Ma non è così! Come sempre, per capire correttamente questo brano, bisogna considerare anche tutto il resto dell'insegnamento biblico riguardo alla fede e alla preghiera, e a quello che Dio farà per noi.

La Bibbia insegna molto chiaramente che le nostre preghiere saranno esaudite se sono fatte secondo la volontà di Dio.

In questo brano, Gesù non sta insegnando come riuscire ad ottenere un potere quasi miracoloso, ma piuttosto come tenere gli occhi su Cristo, e non sulla nostra fede.

L'uomo, pieno di orgoglio, vorrebbe credere che sia la propria fede forte ad essere responsabile di grandi opere. Se fosse così, le grandi opere dipenderebbero dalla fede della persona, e così, la persona ne avrebbe il merito. Ma in realtà, noi non abbiamo alcun merito.

Non è la nostra fede che compie le grandi opere, ma è Dio che opera nel compiere le grandi opere. Egli opera grandemente, anche quando la nostra fede è debole. Perciò, tutta la gloria va a Dio, non all'uomo.

Infatti, questo insegnamento di Gesù non è per innalzare chi può avere una grande fede, ma per mostrare la grandezza di Dio, che opera anche quando uno ha una piccola fede in Lui.

Perciò, questo insegnamento ci protegge dall'errore di fissare i nostri occhi sulla nostra fede, anziché su Dio. Non dobbiamo guardare alla nostra fede! Quello equivale ad avere fede nella fede. Piuttosto, quando uno ha fede in Cristo, guarda a Cristo, non alla propria fede. Con questo insegnamento, Gesù ci aiuta a guardare di più a Lui e non alla nostra fede.

L'insegnamento di Gesù in questo versetto ci aiuta a capire che la nostra condizione spirituale non dipende da quanto grande è la nostra fede, ma dipende da quanto grande è la potenza di Dio in cui abbiamo fede.

E la potenza di Dio è infinita, al punto che anche una fede molto piccola può essere usata da Dio per compiere grandi opere. Questo è l'insegnamento di Gesù. Guardiamo a Dio, non alla nostra fede!

Lezioni da questo brano:

Se ci fermiamo qua a pensare, ci sono varie lezioni importanti in questo brano per la nostra vita. Prima di tutto, mentre è vero che dobbiamo avere fede in Dio, in realtà, dipendiamo da Dio anche per la fede. Questo non toglie la nostra responsabilità di credere, ma ci ricorda che la fede che abbiamo è un dono di Dio. A Dio va tutta la gloria.

Tramite questo brano, e tanti altri, possiamo capire che la fede esiste in vari gradi. I discepoli avevano già fede in Gesù, ma, avevano anche capito che potevano averne di più. La fede può aumentare, anzi, dovrebbe aumentare!

Quando lo Spirito Santo dà la grazia di credere ad una persona, solitamente la fede iniziale che ha è piccola e debole, ed avrà bisogno di crescere.

Nella Bibbia, troviamo tanti esempi di persone che avevano “poca fede”, e una “fede debole”, e qualche esempio di chi aveva tanta fede, e grande fede. Vi leggo alcuni brani. Notiamo che maggiormente, Gesù stava parlando con i discepoli, che già avevano fede in Lui.

In Matteo 6, Gesù parlò con i discepoli riguardo alla loro tendenza di preoccuparsi per i bisogni materiali. Vi leggo da Matteo 6:30

Ora se Dio riveste in questa maniera l’erba dei campi, che oggi è e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi o uomini di poca fede? Mat 6:30

Durante una tempesta sul mare di Galilea, Gesù riprese i discepoli per la loro poca fede. Eppure, Egli calmò la tempesta. Vi leggo: Ma egli disse loro: "Perché avete paura, uomini di poca fede?". E, alzatosi, sgridò i venti e il mare, e si fece gran bonaccia. Mat 8:26

Vi leggo il commento di Gesù a Pietro, quando Pietro camminò sull'acqua per raggiungerLo, e guardando alle onde, cominciò ad affondare: E subito Gesù stese la mano, lo prese e gli disse: "O uomo di poca fede, perché hai dubitato?". Mat 14:31 Nonostante la poca fede di Pietro, Gesù lo salvò.

In Matteo 16, dopo che Gesù ebbe moltiplicato il pane, e i discepoli parlarono fra di loro del fatto di essere senza pane, leggiamo: Ma Gesù, accortosene, disse loro: "O uomini di poca fede, perché discutete tra di voi per non aver preso del pane? Mat 16:8

La prima volta che Gesù apparve agli Apostoli, dopo la risurrezione, Tommaso non era presente. Quando gli altri gli dissero che avevano visto Gesù, egli rifiutò di credere, se non avesse prima visto e toccato Gesù per conto suo. Ma quando Gesù apparve di nuovo a loro, rimproverò Tommaso per la sua mancanza di fede.

Poi disse a Tommaso: "Metti qua il dito e guarda le mie mani, stendi anche la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente". Giov 20:27

Gesù non solo parlò della poca fede di alcuni, ma anche della grande fede di altri. Quando un centurione andò da Gesù, chiedendoGli aiuto per il suo servo, disse che non voleva che Gesù entrasse in casa sua, perché si considerava indegno. Egli era convinto che Gesù potesse guarire senza nemmeno venire a casa sua. Notiamo come Gesù descrive la sua fede.

6 e dicendo: "Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre grandemente". 7 E Gesù gli disse: "Io verrò e lo guarirò". 8 Il centurione, rispondendo, disse: "Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; ma di’ soltanto una parola, e il mio servo sarà guarito. 9 Perché io sono un uomo sotto l’autorità di altri e ho sotto di me dei soldati; e se dico all’uno: "Va’" egli va; e se dico all’altro: "Vieni" egli viene; e se dico al mio servo: "Fa’ questo" egli lo fa". 10 E Gesù, avendo udite queste cose, si meravigliò, e disse a coloro che lo seguivano: "In verità vi dico, che neppure in Israele ho trovata una così grande fede.” (Mat 8:6-10 LND)

Quindi, uno può avere poca fede, e uno può avere tanta fede. Più un credente ha fede, più sarà gioioso, più sarà tranquillo, e più sarà utile a Dio. Quindi, dovremmo pregare ogni giorno di avere più fede, e dovremmo impegnarci per avere più fede.

Dovremmo dire come gli apostoli: “Signore, aumenta la nostra fede.”. Il chiedere in sé è già esercitare fede in Dio.

Allo stesso tempo, non dobbiamo scoraggiarci se la nostra fede è piccola. Guardiamo a Dio, ed Egli opererà in noi!

La necessità di essere umili

Di natura, o guardiamo a quanto poca fede abbiamo, e siamo scoraggiati, oppure guardiamo a tutto quello che facciamo per Dio, e siamo pieni di orgoglio, credendo di aver compiuto molto.

Ma Gesù, dopo averci lasciato questo insegnamento per aiutarci a non essere scoraggiati, a questo punto ci lascia un altro insegnamento che ci aiuta a capire il fatto che non abbiamo alcun diritto di crederci importanti, né di vantarci. Quanto è facile credere di avere qualche merito nostro.

Per essere salvato, un uomo deve arrivare al punto di capire che non ha alcuna giustizia sua. Deve capire che è un peccatore, ed abbandonare ogni fiducia nella propria giustizia e merito, ma confidare totalmente nella giustizia di Cristo.

Una volta salvato, un credente deve continuare a confidare solo in Cristo. Deve ricordare, giorno per giorno, che, per conto suo, è solo un servo inutile che non ha alcun merito. Tutto quello che riesce a fare, lo fa solamente per mezzo della potenza di Dio che opera in lui.

Dovrebbe essere così ma, con l'orgoglio radicato in noi, abbiamo la tendenza di pensare a tutto quello che abbiamo fatto, anziché ricordare che dipendiamo totalmente dalla grazia di Dio.

Anche se abbiamo tanta fede e compiamo tante cose per il Signore, in realtà, abbiamo fatto solo il nostro dovere. Leggiamo ora i vv.7-10

7 Ora chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge gli dirà quando è tornato a casa dai campi: "Vieni subito a metterti a tavola"? 8 Non gli dirà piuttosto: "Preparami la cena, rimboccati le vesti e servimi affinché io abbia mangiato e bevuto, poi mangerai e berrai tu 9 Ringrazierà forse quel servo perché ha fatto le cose che gli erano state comandate? Non lo penso. 10 Così anche voi, quando avrete fatto tutte le cose che vi sono comandate, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare".”

In questo brano, Gesù ci aiuta a capire che non abbiamo alcun merito nostro nei confronti di Dio, perché viviamo per grazia. Gesù usa l'esempio di un padrone che ha un servo. Il rapporto servo-padrone è tale che il servo non può mai vantarsi di quello che ha fatto, né pensare che merita qualche premio o riconoscimento per quello che ha fatto. In realtà, è solo un servo, e quello che fa è solamente il suo dovere.

Nemmeno noi dobbiamo mai vantarci davanti a Dio. Non potremmo mai fare così tanto da meritare qualcosa da Dio, come se Dio fosse in debito con noi.

Siamo come gli uomini nella parabola degli operai delle diverse ore. Quelli che furono chiamati presto nella giornata non meritavano più di quelli che furono chiamati nell'ultima ora. Tutti quanti erano stati chiamati per grazia. Vi leggo da Matteo 20.

1 "Il regno dei cieli infatti è simile a un padrone di casa, che di buon mattino uscì per prendere a giornata dei lavoratori e mandarli nella sua vigna. 2 Accordatosi con i lavoratori per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. 3 Uscito poi verso l’ora terza, ne vide altri che stavano in piazza disoccupati. 4 E disse loro: "Andate anche voi nella vigna e io vi darò ciò che è giusto" Ed essi andarono. 5 Uscito di nuovo verso l’ora sesta e l’ora nona, fece altrettanto. 6 Uscito ancora verso l’undicesima ora, ne trovò altri che se ne stavano disoccupati e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far nulla?" 7 Essi gli dissero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata" Egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna e riceverete ciò che è giusto" 8 Poi fattosi sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e paga loro il salario, cominciando dagli ultimi fino ai primi" 9 E, venuti quelli dell’undicesima ora, ricevettero ciascuno un denaro. 10 Quando vennero i primi, pensavano di ricevere di più, ma ricevettero anch’essi un denaro per uno. 11 Nel riceverlo, mormoravano contro il padrone di casa, 12 dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato solo un’ora, e tu li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso e il caldo della giornata". 13 Ma egli, rispondendo, disse a uno di loro: "amico, io non ti faccio alcun torto; non ti sei accordato con me per un denaro? 14 Prendi ciò che è tuo e vattene; ma io voglio dare a quest’ultimo quanto a te. 15 Non mi è forse lecito fare del mio ciò che voglio? O il tuo occhio è cattivo, perché io sono buono?" 16 Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi, perché molti sono chiamati, ma pochi eletti".” (Mat 20:1-16 LND)

In questa parabola, tutti quanti gli uomini che il padrone aveva scelto erano disoccupati. Nessuno aveva la possibilità di lavoro. Il fatto che furono scelti dal padrone fu pura grazia. Non fu per merito loro. Non avevano alcun merito per il fatto che avevano lavorato tutto il giorno. Era il loro dovere, essendo stati scelti per grazia.

Gli uomini che credevano di meritare qualcosa in più non si rendevano conto che era una grazia poter lavorare per il padrone.

Similmente, nell'insegnamento di Gesù del nostro brano di oggi, il principio di Gesù è che quando serviamo Dio, stiamo solamente facendo il nostro dovere. Non arriveremo mai ad avere meriti nostri nei confronti di Dio, perché il fatto di servire Dio è una grazia. Dobbiamo sempre ricordare la grazia di Dio. Se Dio dovesse trattarci per merito, saremmo distrutti subito, anche quando siamo al nostro meglio. Viviamo per grazia!

Applichiamo questo a noi

Quando ci fermiamo a considerare le verità che Gesù ci ha lasciato nel brano di oggi, vediamo la Sua cura come Buon Pastore.

Da una parte, ogni vero credente conosce cosa significhi avere poca fede. Questa è una battaglia per tutti. Perciò, l'insegnamento di questo brano ci insegna per prima cosa che è buono chiedere a Dio di aumentare la nostra fede. Infatti, quando chiediamo a Dio di aumentare la nostra fede, togliamo i nostri occhi da noi stessi, e guardiamo di nuovo a Dio. Questa è una preghiera che Dio esaudisce. Preghiamo così!

Allo stesso tempo, non dobbiamo essere scoraggiati perché la nostra fede è ancora debole. La cosa importante è che sia fede in Cristo. Dio farà grandi cose, anche tramite una piccola fede, quando quella fede è in Cristo Gesù. Quindi, impariamo a guardare a Cristo con fede, debole o forte che sia, e così tutta la gloria andrà a Lui. Dio opererà anche tramite una fede debole.

Quando poi camminiamo bene, e riusciamo a compiere le cose per Dio, non dobbiamo pensare di aver qualche merito per conto nostro. Quando abbiamo fatto tutto quello che Dio ci comanda, comunque abbiamo solo fatto il nostro dovere. Quindi, non abbiamo mai un merito nei confronti di Dio. Tutto quello che riceviamo da Dio, lo riceviamo per grazia. Quanto è importante ricordare questa verità sempre! Solo così possiamo portare gloria a Dio!

Quindi, chiediamo a Dio, giorno per giorno, di aumentare la nostra fede. Ma allo stesso tempo, ricordiamoci che non è una grande fede che compie le cose, ma è un grande Dio! Guardiamo a Dio, non alla nostra fede! E così, potremo viver per Lui. Quando poi per grazia riusciamo a compiere tante cose per Dio, ricordiamoci che non abbiamo alcun merito, ma è tramite la potenza di Dio che opera in noi. Amen!

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