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Gesù Cristo il Buon Pastore - Giovanni 10

Sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 18 marzo, 2012 ---- cmd -----
Parole chiave: Gesù Cristo, Buon Pastore, la cura di Dio, falsi insegnanti, come essere salvati

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Davanti ai problemi della vita, a circostanze che non possiamo controllare, davanti a pesi che sono più grandi di noi, siamo come delle pecore, deboli e bisognosi.

Grazie a Dio, Gesù Cristo è il Buon Pastore per tutti coloro che vanno veramente a Lui per la salvezza.

Nella nostra lettura del Vangelo di Giovanni, siamo arrivati al capitolo 10. In questo capitolo, Gesù si presenta come il Buon Pastore. Per poter trarre le massime benedizioni, dobbiamo capire che tipo di Pastore Gesù sia. Perciò, leggiamo e consideriamo Giovanni 10.

Mentre leggiamo della cura che Gesù ha per le sue pecore, è importante capire che non tutti sono pecore di Cristo, ovvero, non tutti sono figli di Dio.

Fino a questo punto nel Vangelo di Giovanni, abbiamo visto che nonostante che le persone vedessero i miracoli di Gesù e sentissero il suo insegnamento, la maggioranza non credettero in Lui. Ricordiamo che tante di queste persone erano Giudee, credevano in Dio, avevano le Scritture. Però, non volevano accogliere Gesù Cristo come il loro Sovrano Dio.

Era così allora, ed è così oggi. Il fatto di essere una persona religiosa non significa che uno abbia automaticamente ricevuto Gesù Cristo, ovvero, che abbia creduto con una fede vera. Non tutti sono vere pecore di Cristo.

E perciò, mentre leggiamo questo capitolo, consideriamo attentamente quali sono le qualità delle vere pecore, e poi consideriamo se la nostra vita rispecchia quella di una vera pecora. Chi è una vera pecora, lo è per grazia, e perciò, dovrebbe vedere l'immensità del privilegio di essere una pecora di Gesù Cristo!

Tante volte nell'Antico Testamento Dio usa l'immagine delle pecore e del pastore, per aiutarci a capire la cura che Egli ha del suo popolo. Leggiamo anche di falsi pastori, cioè di guide religiose che anziché curare le pecore, insegnando loro le verità di Dio, cercavano di approfittare delle pecore. Quindi, nella Bibbia, si usa spesso il concetto del Buon Pastore. Conosciamo tutti il Salmo 23, come esempio. Quindi, mentre leggiamo Giovanni 10, ricordiamo che era stato profetizzato che il Cristo sarebbe stato il Buon Pastore.

Prima di leggere, vi spiego come lavoravano i pastori al tempo di Gesù. Spesso, vicino ai villaggi dove c'erano tante pecore, c’erano degli ovili dove i pastori custodivano le loro pecore di notte. A volte questi pastori avevano un operaio che faceva la guardia durante la notte e che serviva da portinaio. Ogni mattina, i pastori venivano all'ovile, e il portinaio apriva la porta, ma solamente ai pastori. Essendo che il portinaio stava davanti alla porta tutta la notte, l'unico modo in cui un ladro poteva entrare era passando da un'altra parte, ma non attraverso la porta.

Per quanto riguarda il modo di guidare le pecore, oggi in Italia, il pastore cammina dietro alle pecore, spingendole dove egli vuole. Invece, in Israele, il rapporto fra pastore e pecore era così stretto che il pastore andava davanti alle pecore, ed esse seguivano la voce del loro pastore.

Infatti, quando i pastori arrivavano all'ovile alla mattina, il portinaio apriva la porta, e i vari pastori stavano fuori, ognuno chiamando le proprie pecore. Le pecore riconoscevano la voce del loro pastore, e uscivano, per mettersi intorno al proprio pastore. Poi, lui partiva per i campi, e le pecore lo seguivano.

Capire questi dettagli può aiutarci a capire meglio l’insegnamento di Gesù in questo capitolo.

vv.1-6 il Vero Pastore

Ora, iniziamo, leggendo vv.1-6. In questo brano, Cristo descrive la differenza fra i falsi pastori, che Egli chiama ladri e briganti, e il vero pastore. Dice questo per farci capire che Egli è il vero pastore, e che che ci sono anche dei falsi pastori.

Mentre leggo questi versetti, notate attentamente due cose principali: 1) Ciò che fa il vero pastore 2) il modo in cui le vere pecore si rapportano con il vero pastore.

Ora, leggiamo Giovanni 10:1-6.

“1 "In verità, in verità io vi dico: chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, quello è un ladro e un brigante; 2 ma chi entra per la porta è il pastore delle pecore. 3 A lui apre il portinaio; le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le sue pecore per nome e le conduce fuori. 4 E, quando ha fatto uscire le sue pecore, va davanti a loro; e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5 Non seguiranno però alcun estraneo ma fuggiranno lontano da lui, perché non conoscono la voce degli estranei". 6 Gesù disse loro questa similitudine ma essi non capirono di che cosa stesse loro parlando.” (Giov 10:1-6 LND)

Ciò che fa il vero pastore.

Avete notate quello che fa il vero pastore?

1) entra per la porta. (v.2)

2) chiama le proprie pecore per nome, le conduce fuori, va davanti a loro.

Il vero pastore entra per la porta, le pecore appartengono al vero pastore, ed Egli viene per curarle. Egli si dedica alla cura delle pecore.

Notiamo anche che il vero pastore, che è Gesù Cristo, chiama le proprie pecore per nome. Da questo, possiamo capire che Gesù ha un rapporto personale e diretto con ogni vera pecora, ovvero, con ogni persona che Egli ha salvato. La salvezza non è generica, non è una chiamata generale, lasciando ad ogni persona la libertà di decidere se vuole essere una pecora o no. Piuttosto Gesù Cristo, il vero pastore, chiama ogni pecora per nome, personalmente. Egli conosce ogni pecora personalmente. Sa ogni dettaglio di ogni pecora. Ha una cura personale di ogni pecora. Quanto è meraviglioso avere un Pastore così!

Come rispondono le vere pecore?

Nei vv. 3 e 4, vediamo come le pecore si rapportano con il pastore.

“3 A lui apre il portinaio; le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le sue pecore per nome e le conduce fuori. 4 E, quando ha fatto uscire le sue pecore, va davanti a loro; e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.” (Giov 10:3-4 LND)

Le vere pecore ascoltano la voce del pastore, e lo seguono. Ascoltare è un impegno attivo. Le vere pecore sono attente ad ascoltare ciò che il pastore dichiara. Poi, lo seguono. Dove egli va, esse lo seguono. Questo è un attributo che appartiene a chiunque è una vera pecora.

Visto che Gesù dichiara poi in avanti che Egli è il vero Pastore, cosa possiamo dire delle vere pecore di Gesù Cristo?

Le vere pecore ascoltano la voce di Gesù, e Lo seguono.

Oggi, ascoltiamo Gesù Cristo quando ascoltiamo la Parola di Dio. Questo è un aspetto dell'essere una vera pecora. Inoltre, seguire Gesù vuol dire ubbidire a ciò che la Bibbia insegna. Questo è ciò che fa una vera pecora.

Se uno dice di essere una pecora, ma non ascolta Gesù e non Lo segue, ovvero, non legge e non ascolta la Bibbia, e non ubbidisce a ciò che essa insegna, dimostra di non essere una vera pecora.

vv. 7-10 Io sono la porta

Gesù continua, e descrive quale risultato c'è per chi entra per mezzo di Lui. Leggo i vv. 7-10.

“7 Perciò Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. 8 Tutti quelli che sono venuti prima di me sono stati ladri e briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati. 9 Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me sarà salvato; entrerà, uscirà e troverà pascolo. 10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; ma io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Gv 10:7-10 LND)

Visto che i discepoli non avevano capito ciò che Gesù voleva dire nei primi 6 versetti, in questi versetti, Gesù parla in modo più diretto. Dichiara chiaramente che Egli è la porta dell'ovile.

Tenete in mente che la porta è l’unica apertura attraverso la quale le pecore possono entrare. È impossibile che una pecora riesca ad entrare in alcun altro modo. In altre parole, Gesù Cristo è l'unico modo di essere salvato.

È importante capire che Gesù non è la porta per tutti. Nel v.7 Egli dichiara: “io sono la porta delle pecore.” Quindi, solo le vere pecore entrano per questa porta. Non entrano né capre, né cani, ma solamente pecore. Abbiamo già visto prima che le vere pecore ascoltano la voce di Cristo e Gli ubbidiscono. Perciò, quando Gesù spiega che Egli è la porta delle pecore, vuol dire che solo le pecore entrano per mezzo di Lui. Solo coloro che ascoltano la sua voce e Gli ubbidiscono entrano.

Se tu vuoi la salvezza, devi entrare per mezzo di Gesù!

Ci sono stati tanti Ladri

Gesù è venuto per salvare. Però, tanti altri sono venuti per distruggere. Notate la verità nel v.8:

“Tutti quelli che sono venuti prima di me sono stati ladri e briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati.” (Gv 10:8 LND)

Nel v.1, Gesù aveva parlato di ladri e briganti. Anche qua, Gesù ci fa capire che ci sono ladri e briganti, ovvero, ci sono tanti che vorrebbero ingannare le pecore. Promettono di essere pastori, ma non lo sono, perché non seguono veramente ciò che dice Dio nella Parola d Dio. Sfruttano le pecore, anziché curarle. Dall'inizio del mondo Satana si serve di uomini così per tentare di ostacolare il piano di Dio. Dobbiamo stare in guardia, perché ci sono pericoli! In 2Pietro 2, leggiamo che c'erano falsi profeti, e ci saranno falsi dottori.

“1 Or vi furono anche dei falsi profeti fra il popolo, come pure vi saranno fra voi dei falsi dottori che introdurranno di nascosto eresie di perdizione e, rinnegando il padrone che li ha comprati, si attireranno addosso una fulminea distruzione. 2 E molti seguiranno le loro deleterie dottrine e per causa loro la via della verità sarà diffamata.” (2Pi 2:1-2 LND)

Quanto è importante che seguiamo da vicino il nostro Buon Pastore!

Ciò che le pecore trovano in Cristo (v.9)

Nel v.9, Cristo ci rivela una verità meravigliosa che riguarda ogni vera pecora di Cristo. Mentre leggo il v.9 notate ciò che trovano coloro che entrano per mezzo di Cristo.

“Io sono la porta; se uno entra per mezzo di me sarà salvato; entrerà, uscirà e troverà pascolo.” (Gv 10:9)

Chi entra per mezzo di Cristo sarà salvato, e troverà pascolo.

Solo per mezzo di Cristo si può entrare nella salvezza. Non ci sono altre porte. Chi entra per mezzo di Cristo sarà salvato. Non c’è altra salvezza. Dobbiamo capire che la vera salvezza esiste solamente in Cristo. Non è tramite la religione, né tramite i sacramenti, né tramite le buone opere, né tramite la mediazioni di altri. La salvezza arriva per mezzo di Gesù Cristo.

Chi entra per Cristo sarà salvato. Sarà una cosa certa e sicura. L’unico modo per essere salvato è tramite Cristo, e chi entra veramente per Cristo sarà sicuramente salvato.

È importante a questo punto fermarci e considerare: salvezza da che cosa? Gesù parla di salvezza, ma la salvezza è sempre legata ad un qualcosa da cui essere salvati. Da che cosa è la salvezza di cui parla Gesù?

Ripetutamente la Bibbia parla del giudizio e dell'ira di Dio che arriveranno su tutti i peccatori. Perciò, la salvezza è la salvezza dal giudizio e dall'ira di Dio.

Infatti, solamente capendo di più quanto sarà terribile l'ira di Dio nel giudizio e nel tormento eterno, possiamo comprendere meglio l'immensità della salvezza.

Il primo aspetto della salvezza è il perdono dei nostri peccati. Siamo peccatori, e solo con il perdono non saremo condannati al tormento eterno. Nella salvezza, Dio perdona una persona completamente, caricando la colpa di quella persona su Gesù Cristo. Inoltre Dio fa diventare quella persona un figlio di Dio. Da quel momento in poi, quella persona ha Dio come Padre eterno.

Ricevere la salvezza vuol dire ricevere la vita eterna. In altre parole, una persona che è stata salvata ha vita eterna, avrà l’eternità con Dio. La sua eternità sarà oltremodo meravigliosa.

Tutto questo anziché il tormento eterno che aspetta ogni peccatore che non riceve il perdono in Gesù Cristo. Il giudizio sta per arrivare, e siamo tutti colpevoli. Solo chi entra per mezzo di Gesù Cristo sarà salvato.

Perciò, per riassumere l’insegnamento di questi versetti, l’unico modo per entrare nella salvezza è tramite Gesù. Egli è la porta, ma solo per chi diventa una vera pecora.

vv.11-18 Gesù il Buon Pastore.

Andiamo avanti, e consideriamo le verità che Gesù dichiara nei vv. da 11 a 18. Mentre leggo, notate soprattutto il tipo di pastore che Gesù è, e anche ciò che fa per le sue pecore.

“11 Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore. 12 Ma il mercenario, che non è pastore e a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge; e il lupo rapisce e disperde le pecore. 13 Or il mercenario fugge, perché è mercenario e non si cura delle pecore. 14 Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore e le mie conoscono me, 15 come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e depongo la mia vita per le pecore. 16 Io ho anche delle altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge e un solo pastore. 17 Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. 18 Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo; questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio".” (Giov 10:11-18 LND)

Notiamo chi è Gesù in questo brano, e ciò che Gesù fa.

Nei vv. 7-10 Gesù si è descritto come la porta delle pecore. Invece, qua, Gesù cambia figura, e si descrive come il Buon Pastore.

Per una pecora, non c'è nulla di più bello di avere un buon pastore. Gesù è il vero Buon Pastore.

Che cosa fa il Buon pastore per le pecore?? Egli cura le pecore, perfino con la propria vita. Infatti, ripetutamente Gesù dichiara che Egli depone la sua vita per le pecore. Il fatto che Gesù ripete questa verità ben quattro volte ci aiuta a capire quanto sia importante. Egli depone se stesso, e facendo così, paga il debito del peccato delle pecore, per poterle salvare. Solo così possiamo essere perdonati e salvati.

Notate che Gesù si confronta con i mercenari. Le pecore non appartenevano al mercenario, perciò, il mercenario non rischiava la propria vita per proteggere le pecore.

Al contrario, un vero pastore, un buon pastore, avrebbe fatto di tutto, perfino avrebbe dato la propria vita, per curare le pecore. Se fosse arrivato un lupo, un buon pastore avrebbe pagato con la vita per proteggere le pecore. Invece, un mercenario, quando vede venire il pericolo, si dà alla fuga, lasciando le pecore senza difesa.

Gesù è il Buon Pastore. In ben quattro versetti parla del fatto che depone la sua vita per le pecore, e precisamente nei versetti 11, 15, 17, 18.

“Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore.” (Giovv 10:11 LND)
“come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e depongo la mia vita per le pecore.” (Gv 10:15 LND)
“17 per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. 18 nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo; questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio".” (Gv 10:17-18 LND)

Nei vv. 17 e 18, Gesù dichiara di avere un potere divino, che nessuno uomo può avere. Egli dichiara di avere il potere di deporre la propria vita. Nessuno tolse la vita di Cristo, Egli la depose da sé. Egli ha il potere di deporre la vita, e poi anche di riprendersela. Questo è un potere divino, perché Gesù, essendo Dio, ha vita in Sé.

C’è mai stata un'altra persona nella storia del mondo che ha avuto il potere di deporre la vita e poi di riprenderla? Qualsiasi personaggio religioso o altro? Ha potuto Abraamo, o Mosè, o Davide? Ha potuto Buddha, o Maometto? Ha potuto qualsiasi uomo o donna nella storia della chiesa deporre la propria vita e poi riprendersela per la sua propria volontà?

Ovviamente, la risposta a queste domande è assolutamente “no”. Nessuno tranne Gesù Cristo è mai stato capace di deporre la propria vita per poi riprendersela dopo. Certamente, certe persone sono morte per qualche causa. Ma anche in questi casi, queste persone sono state uccise. Invece Cristo ha deposto la sua vita, e poi, ha ripreso la propria vita. Questo è totalmente impossibile per un uomo. È una cosa impossibile da immaginare, che uno possa riprendere la sua vita dopo la morte. Ma Gesù ha fatto proprio questo. Aveva ricevuto dal Padre l’ordine di fare proprio così. Cioè, prima di venire nel suo mondo, Gesù ha ricevuto dal Padre l’ordine di deporre la sua vita e poi di riprendersela. In questo capitolo, pochi mesi prima della croce, Gesù stava annunciando ancora una volta la sua risurrezione, in modo che dopo essere risorto, sarebbe stato ovvio che Egli è veramente il Messia, ovvero che Egli è veramente Dio incarnato.

Voglio notare qualcosa di importante. Per chi ha Gesù deposto la propria vita? Chi sono i beneficiari del suo sacrificio?

Egli dichiara nel v.11, “il Buon Pastore depone la sua vita per le pecore”, e poi, ripete questo anche nel v.15.

Se tu sei una pecora di Gesù Cristo, Egli ha deposto la sua vita per te!

Il Signore dell'universo ha dato la sua vita per salvare te! Nessuna benedizione terrena è paragonabile a questa. Quanto immenso è l'amore di Dio, che ha pagato questo prezzo per poterci salvare!

Quando consideriamo le prove della vita, che cosa sono, alla luce del fatto che Gesù Cristo stesso è il nostro Buon Pastore? Prego che possiamo considerare l'immensità di avere Gesù Cristo come il nostro Buon Pastore.

Mercenari (v.12,13)

Quando arriviamo ai versetti 12 e 13, Gesù parla di nuovo dei mercenari. È un discorso importante. Leggo:

“12 Ma il mercenario, che non è pastore e a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge; e il lupo rapisce e disperde le pecore. 13 Or il mercenario fugge, perché è mercenario e non si cura delle pecore.” (Giov 10:12-13 LND)

Un mercenario assomiglia ad un vero pastore, ma non ha un vero cuore per le pecore. Chi sono i mercenari? Sono uomini e religiosi che dicono di curare le pecore, ma in realtà, portano le pecore lontano dalla salvezza. Dobbiamo stare in guardia contro i mercenari. Il mondo è pieno di mercenari. Si travestono da pastori, ma non sono veri pastori, e non danno vera cura alle pecore.

In 1Timoteo 6 leggiamo:

“vane dispute di uomini corrotti nella mente e privi della verità che stimano la pietà essere fonte di guadagno, da costoro separati.” (1Timoteo 6:5 LND)

E poi in Tito 1 leggiamo:

“10 vi sono infatti, specialmente fra coloro che provengono dalla circoncisione, molti insubordinati, ciarloni e seduttori, ai quali bisogna turare la bocca; 11 questi sovvertono famiglie intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amore di disonesto guadagno.” (Tito 1:10-11 LND)

I mercenari vedono il ruolo di curare pecore come fonte di guadagno. Quel guadagno può essere soldi, può essere la stima delle persone, può essere una vita più facile. La cosa importante è riconoscere che ci sono mercenari. Gesù Cristo è il vero Buon Pastore. Quanto è importante aggrapparci a Lui! Grazie a Dio, Cristo ci dà uomini per curare le pecore, però, è importante riconoscere se veramente essi seguono Cristo.

Rapporto fra le pecore e Cristo (vv.14,15)

Torniamo a considerare il rapporto fra Cristo e le sue pecore, ovvero, fra Cristo e coloro che sono veramente salvati. Nei vv.3 e 4, abbiamo visto che le pecore ascoltano la voce del Buon Pastore, e Lo seguono. Egli chiama ciascuna pecora per nome.

Ora, nei vv. 14 e 15, Gesù parla ancora del rapporto fra il Pastore e le pecore. Se tu sei una pecora di Cristo, ascolta quello che è il tuo rapporto con Cristo stesso. Se tu non sei una pecora di Cristo, ti invito a considerare che nulla è paragonabile a ciò che Gesù Cristo descrive qua. Leggo i vv.14,15.

“14 Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore e le mie conoscono me, 15 come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e depongo la mia vita per le pecore.” (Gv 10:14-15 LND)

Che meravigliose verità! Gesù dichiara: “Io sono il buon pastore e conosco le mie pecore.”

La salvezza ti fa entrare in un rapporto personale e diretto con Gesù Cristo. Pensate: il Creatore di tutto il mondo, Colui che è Sovrano su tutto, conosce ogni sua pecora personalmente e intimamente. Ha una cura perfetta e personale per ogni pecora. È il Buon Pastore.

Egli continua, e dichiara che le sue pecore conoscono Lui, come il Padre e il Figlio si conoscono. Una vera pecora è in rapporto con Gesù, e Lo conosce personalmente. Non solo crede in un personaggio storico, o in un Dio lontano. Veramente e personalmente conosce il suo Pastore, Gesù Cristo!

E poi, Gesù dichiara che depone la sua vita. La sua cura è perfetta!

La vera salvezza non consiste nell'iniziare a seguire una certa religione. Non consiste nel credere in una certa dottrina, anche se si arriva alla salvezza per mezzo della verità. La vera salvezza non è qualcosa che si ottiene comportandosi in un certo modo, perché nessuno potrebbe mai arrivare alla salvezza per mezzo delle opere. Si ottiene la salvezza riconoscendo di essere un peccatore, di avere bisogno della salvezza, e credendo in Gesù Cristo come il Buon Pastore che ha deposto la sua vita per pagare i tuoi peccati. Ricevere la salvezza vuol dire ricevere il perdono e diventare un figlio di Dio, entrando in un rapporto personale con Gesù Cristo, diventando una vera pecora. Le vere pecore conoscono Gesù Cristo personalmente. Solo le vere pecore Lo conoscono per Chi è veramente, e Lo ascoltano e Lo seguono. Solo queste persone entrano per mezzo di Cristo e ricevono la vera salvezza.

Altre Pecore v.16

Però, uno potrebbe facilmente capire che i Giudei sono il popolo di Dio, e quindi, noi che non siamo Giudei, siamo esclusi dal privilegio di poter diventare pecore di Gesù Cristo. Grazie a Dio, nel v.16 Gesù fa una dichiarazione meravigliosa per tutti coloro che non sono Giudei ma che desiderano la salvezza. Leggo il v.16:

16 Io ho anche delle altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge e un solo pastore.

Gesù Cristo ha delle pecore che non sono di quell'ovile. Deve raccogliere queste altre pecore, e dei due gruppi ne farà un solo gregge, con Cristo come l'unico pastore. Di cosa si tratta?

Mentre Gesù era sulla terra, si rivolgeva principalmente solamente ai Giudei. Vediamo questo, per esempio, nella risposta di Gesù ad una donna cananea che Gli chiese di fare un miracolo per sua figlia.

“22 Ed ecco una donna cananea, venuta da quei dintorni, si mise a gridare, dicendo: "abbi pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è terribilmente tormentata da un demone!". 23 Ma egli non le rispondeva nulla. E i suoi discepoli, accostatisi, lo pregavano dicendo: "Licenziala, perché ci grida dietro". 24 Ma egli, rispondendo, disse: "io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele".” (Mat 15:22-24 LND)

Nonostante questa risposta, Gesù adempì la richiesta della donna, a causa della sua fede. Però, in genere, mentre Gesù era sulla terra, si rivolgeva quasi solamente ai giudei.

Ma, dall'inizio della Bibbia, il piano di Dio è sempre stato quello di salvare delle persone da tutti i popoli del mondo. Questa realtà è stata profetizzata ripetutamente nell'Antico Testamento.

E perciò, a questo punto in Giovanni 10, nonostante che si rivolgesse al popolo di Israele, Gesù dichiara che ha altre pecore, che non sono di quell'ovile, ovvero, che non sono giudei.

La salvezza in Gesù Cristo non è solo per i Giudei. Chiunque riconosce il proprio peccato e veramente crede in Gesù sarà salvato.

Questo è il motivo per cui anche noi abbiamo potuto credere in Cristo per la salvezza.

Chiunque viene salvato, entra nella salvezza per mezzo dell'unica porta, Gesù Cristo, e tutti coloro, Giudei o non-giudei, che Cristo salva, diventano pecore dell'unico gregge, con Gesù Cristo come unico Pastore.

vv.19-21 la reazione delle persone

Il messaggio di Gesù in questo capitolo è chiaro. Gesù Cristo è l'Unico che può salvare. Egli è il Buon Pastore.

Davanti ad un messaggio così chiaro e così meraviglioso, come reagirono le persone che avevano ascoltato Gesù quel giorno? AvendoLo sentito parlare direttamente, e poi, avendoLo visto compiere un grande miracolo, aprendo gli occhi dell'uomo nato cieco poco prima, come hanno accolto il messaggio di Gesù?

Come sempre, quando le persone hanno ascoltato Gesù, hanno reagito in vari modi. Leggo vv.19-21.

“19 Allora sorse di nuovo una divisione tra i Giudei per queste parole. 20 E molti di loro dicevano: "Egli ha un demone ed è fuori di sé; perché lo ascoltate?". 21 Altri dicevano: "Queste non sono parole di un indemoniato; può un demone aprire gli occhi ai ciechi?".” (Giov 10:19-21 LND)

Nessuno può rimanere neutrale davanti a Gesù Cristo. O uno accoglie bene il suo messaggio, oppure, prima o poi indurisce il cuore nei suoi confronti. O si arriva ad odiare Cristo, oppure, ci si umilia davanti a Cristo e si crede in Lui come Signore e Salvatore.

Nonostante che queste persone avessero visto e sentito Gesù direttamente, tanti non hanno creduto in Lui. Tanti non hanno voluto essere le sue pecore, non Lo hanno voluto come il loro Buon Pastore.

Anzi, Lo hanno accusato di avere un demone, e di essere fuori di sé.

Però, non tutti Lo hanno rifiutato. Alcuni hanno creduto in Lui.

La domanda importante è: che cosa farai tu, nei confronti di Gesù?

La domanda più importante della vita e dell'eternità è: Chi è Gesù Cristo per te? È il tuo Buon Pastore, che ti salva, il che vuol dire che tu sei una sua pecora, Lo ascolti di cuore, e Lo segui? Giorno per giorno, ti informi su qual è la SUA volontà, e nelle tue decisioni e pensieri segui la SUA volontà, anziché quella della tua carne?

Oppure, credi a Gesù intellettualmente, ma in realtà, non Lo ascolti, e non Lo segui, camminando per testa tua, e vivendo come vuoi tu? Prendi le tue decisioni in base a ciò che sembra giusto a te?

Valuta bene, perché la tua eternità dipende da questa risposta.

Se Gesù Cristo è il tuo Buon Pastore, considera quanto grande è la sua cura per te! Considera che la sua cura è costante, la sua cura è perfetta, la sua cura è tenera. Considera che essendo il Buon Pastore, Egli è pienamente in controllo della tua vita, e non permette mai alcuna prova che non fa parte della sua cura per te. Considera che Egli ti conosce a fondo. Tu puoi gettare ogni tuo peso su di Lui, perché Egli ha cura di te! Ringrazia Dio per il Buon Pastore che hai. AscoltaLo, e SeguiLo, in ogni decisione della giornata.

Il nostro Buon Pastore ci curerà, per tutta la vita, e per tutta l'eternità.

Se Gesù Cristo non è il tuo Pastore, se tu non sei una pecora sua, ravvediti oggi, e corri a Lui. Credi a Lui, e sarai salvato!