un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Studio su Giovanni 11

di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per mercoledì, 28 marzo, 2012,– cmd le --
parole chiavi: Gesù Cristo, miracoli, risurrezione, vera vita, dopo la morte, salvezza, che cos'è la vera fede.

Scopo dello studio: mostrarci ancora di più che Gesù è Dio, il Cristo, e l’unica fonte di vera vita.

Situazione:

Situazione storica: L'episodio descritto in questo capitolo, presumibilmente, si svolse a gennaio o febbraio, qualche settimana prima della Pasqua, durante la quale Gesù sarebbe stato crocifisso. (in questo capitolo, probabilmente ci troviamo a gennaio o febbraio, poche settimane prima della Pasqua durante la quale Gesù sarebbe stato crocifisso)

Lazzaro, Marta e Maria sono tre fratelli, amici di Gesù, seguaci che avevano creduto in Lui. Vedremo Lazzaro e Maria ancora in Giovanni 12. Ritroviamo le sorelle Marta e Maria anche in Luca 10:38-42. Questo ci aiuta a conoscerli meglio.

Nel brano che stiamo analizzando ci troviamo nella casa di questi fratelli. Lazzaro si era gravemente ammalato di una malattia che avrebbe potuto portarlo fino alla morte. Gesù si trovava lontano, probabilmente ancora a Betania, oltre il Giordano (Giov. 10:40) La Betania di Lazzaro era vicina a Gerusalemme.

Proseguendo nella lettura del brano, vedremo che Gesù gestisce gli avvenimenti in modo da dare a queste persone una base solida per credere in Lui. Per fare questo, Gesù non fa quello che loro avrebbero voluto. Ha permesso un grande male, per provvedere un immenso bene, e sopratutto, per mostrare in modo ancora più chiaro che Egli è il Cristo, Dio incarnato, e che ha il potere di dare la vera vita. Molto spesso, noi vogliamo quello che per noi sembra un bene; Dio ci offre qualcosa di più grande valore, offre di darci la fede e di aumentare la fede, per darci la vera vita, la vita eterna. Oh... che possiamo fidarci di quello che Dio ha per noi!

Gli avvenimenti di questo brano non sono rivolti soltanto alle persone di allora,, Dio ha guidato Giovanni ad inserirli in questo Vangelo, affinché anche noi potessimo avere più fede in Gesù Cristo.

Leggiamo il brano e consideriamo le verità che Dio ha per noi:

vv.1,2 La situazione

Leggiamo vv.1,2:

In questi versetti, viene menzionato per ben due volte che Lazzaro era malato. Ovviamente, non era una semplice malattia da cui di solito si guarisce. Infatti vedremo che porta alla morte.

vv.3 Cosa fanno le sorelle

In questa situazione molto grave, cosa fecero le due sorelle? A chi si rivolgono per ottenere aiuto? Leggiamo v.3.

Notiamo una cosa importante: Cosa hanno chiesto a Gesù? Non chiedono nulla a Gesù, solamente lo informano della situazione. Gli dicono soltanto che Lazzaro è malato.

Chiaramente, vorrebbero che Gesù facesse qualcosa, ma non Glielo chiedono. Si fidano della decisione di Gesù. Quando lasciamo a Dio il controllo della nostra vita, vuol dire che ci stiamo fidando della Sua guida. Non cerchiamo di far cambiare idea a Dio. Seguiamo la via che Egli ci indica.

Voglio ripetere questo concetto. La vera fede non è decidere cosa vogliamo, e poi, presumere che Dio farà quello che abbiamo chiesto, la vera fede è presentare la nostra situazione di Dio e poi fidarci di Dio, sicuri che Egli farà la cosa giusta. Forse non sarà quello che avremmo voluto, ma crediamo che Egli ci ama e che Egli saprà quale sia la cosa migliore per noi.

C'è un altro aspetto importante da notare in questo versetto. Marta e Maria vogliono l'aiuto di Gesù. Informano Gesù della loro situazione.Su quale base chiedono questo aiuto? Fanno forse riferimento a tutto quello che avevano fatto per Dio, a quanto loro meritassero questo aiuto? Mandano qualche offerta per convincere Gesù? Parlano con Gesù di quanto Lazzaro ami il Signore?

La risposta a tutte queste domande è “no”, perché sanno di non aver nulla che gli faccia meritare l'aiuto di Gesù. Allora qual è la base della loro richiesta? In base a quale verità osano rivolgersi a Gesù?

La risposta è molto importante: basano la loro richiesta non su qualche merito loro, ma sull’amore che Gesù aveva già mostrato per Lazzaro. Si rivolgono direttamente a Gesù, non tramite mediatori, perché hanno fiducia nel cuore di Gesù.

Questo è una lezione per noi. Non abbiamo alcun merito nei confronti di Dio, e non esiste nessun uomo che ha alcun merito. Il modo di rivolgerci a Dio è in base al Suo amore e la Sua bontà.

vv.4-16 Il discorso di Gesù

Ora, notiamo quello che Gesù dichiara:

Leggiamo v.4 Gesù, udito ciò, disse: «Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato».

Questa dichiarazione ci fa capire delle verità molto importanti.

Per prima cosa, Gesù spiega il motivo per cui Lazzaro è malato. Non spiega la causa della malattia, spiega lo SCOPO della malattia. Abbiamo visto la stessa cosa in Giovanni 9, parlando del uomo nato cieco.

Dio gestisce il mondo in modo da glorificarsi. A volte, questo succede molto presto. In altri casici vogliono anni e, in alcuni casi, ci vogliono secoli.

Lazzaro era malato da qualche giorno, l'uomo nato cieco è stato cieco per tanti anni. I Giudei sono stati schiavi in Egitto per quattrocento anni. I tempi di Dio non sono i nostri tempi, ma Egli ha uno scopo per quello che fa.

Finché Dio non rivela quello che farà, non siamo capaci, umanamente, di capire il bene che Dio farà tramite un male. Nonostante questo,, il fatto che non vediamo non cambia la realtà. Possiamo decidere di fidarci di Dio enon di quello che comprendiamo dalla situazione.

Un’altra cosa importante: notiamo che questa malattia, e quello che Gesù farà, porterà gloria, non solo a Dio, ma anche a chi? ((Dio, ma anche il Figlio)). Ricordate che Dio è geloso della Sua gloria.

Dobbiamo capire che anche con questa frase, Gesù sta mostrando che Egli è Dio, perché glorificare Dio vuole dire glorificare il Figlio. La Bibbia ci insegna che Dio è geloso della Sua gloria. Non condivide la Sua gloria con un altro.

Isaia 42:8 Io sono il SIGNORE; questo è il mio nome; io non darò la mia gloria a un altro, né la lode che mi spetta agli idoli.

Anche in Giovanni 5:22,23, abbiamo letto una cosa importante a riguardo:

(legge Giov. 5:22,23)

Non dobbiamo dare solo una parte della gloria a Dio! Dio è geloso della Sua gloria, dobbiamo dare tutta la gloria a Dio. Non possiamo onorare Dio Padre se non onoriamo Gesù Cristo Figlio con la stessa gloria. Ecco perché Gesù dichiara che tramite questa malattia Dio sarà glorificato, e per mezzo di questa il Figlio sarà glorificato. Dobbiamo dare tutta la gloria a Dio, nella persona di Gesù Cristo.

Quasi sicuramente, Gesù fece questa dichiarazione quando il messaggero era ancora là. Dopo di ciò, il messaggero se ne sarebbe tornato

vv.5,6 L’amore di Gesù per loro

Abbiamo già capito quale sarebbe stato il desiderio delle sorelle, cioè, che Gesù si recasse da loro al più presto per guarire Lazzaro. Questi versetti ci spiegano che Egli amava Lazzaro, Marta, e Maria. Però, quando sente la notizia della malattia di Lazzaro, sceglie di rimanere là ancora due giorni, prima di mettersi in viaggio per andare da loro.

Come mai questa attesa prima di andare da Lazzaro? Gesù voleva mostrare la sua divinità. Perciò, era necessaria la morte di Lazzaro. Guarire era un grande miracolo, ma risuscitare un morto era un miracolo ancora più grande. Perciò Gesù temporeggiò, lasciando che si compisse il tempo per Lazzaro di morire.

Le sorelle capivano tutto questo? Capivano il motivo per cui Gesù non veniva subito? ---- assolutamente no.

Nemmeno noi capiamo quello che Dio fa. La vera fede si fida della persona di Dio, non nel capire quello che fa. Notiamo che le sorelle continuavano ad avere fede in Gesù.

vv.7-16

Gli avvenimenti del vv.7 – 16 succedono 2 giorni più tardi. Essendo Dio, Gesù sa che ormai Lazzaro è morto. Leggiamo questo brano:

(leggere vv.7-10)

7-10. I discepoli sanno che i Giudei vogliono uccidere Gesù. Perciò, hanno paura per Lui quando egli decide di tornare in Giudea.

Cosa intende Gesù quando dice: “Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo”? Il contrasto è fra camminare di giorno e di notte.

Qual è la differenza fra il giorno e la notte? ------ (( di giorno c'è luce))

Ricordiamo che Gesù è la luce del mondo. Se uno cammina di giorno, cioè, nella luce, ovvero, nella volontà di Dio, camminerà al sicuro. Per quanto una situazione possa sembrare pericolosa, il posto più sicuro nel mondo è camminare nella luce, cioè, nella volontà di Dio, seguendo la luce, seguendo Cristo Gesù, come suo Buon Pastore.

Contrariamente, leggiamo v.10 “ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui”. Se uno cammina secondo i propri ragionamenti o pensieri, per conto suo, non secondo la via di Dio, inciamperà, perché non cammina nella luce. Non segue Gesù come il suo Buon Pastore.

Chi non ha veramente creduto in Cristo, sceglie la propria via, spesso la via che sembra giusta, ma in realtà, chi non segue Cristo cammina nelle tenebre e prima o poi inciamperà. Le vere pecore di Gesù Cristo ascoltano la sua voce e Lo seguono. Perciò, camminano nella luce, di giorno. Solo così saremo al sicuro.

vv.11-15 Gesù spiega la situazione

----- Leggiamo i vv. 11-16.

Gesù spiega ai discepoli che Lazzaro dorme. Spesso, la Bibbia usa la parola sonno per parlare della morte di credenti, in quanto, quando arriva la morte fisica, l’anima della persona va con Dio mentre il corpo dorme fino alla risurrezione. I discepoli però non capirono e Gesù dovette spiegarlo più chiaramente.

v.15 Perché Gesù si rallegrava per la morte di Lazzaro? Perché sapeva che la morte gli avrebbe permesso di risuscitare Lazzaro, e così mostrare più della Sua gloria al mondo. Così che la fede dei discepoli potesse essere fortificata. Se siamo attenti, e pensiamo a quello che succede, questo avvenimento può aiutare anche noi a credere veramente.

v.16 Il commento di Tommaso:

Tommaso dichiara di voler morire con Gesù. Ormai Lazzaro era già morto e tornando dai Giudei, erano sicuri che Gesù sarebbe stato ucciso. Tommaso era pronto a tornare e a morire con lui. Non capiva le parole di Gesù quando disse che questo sarebbe servito per glorificarLo.

vv.17-37 Gesù a Betania

Leggiamo da vv.17 a 27. Ricordiamo che Marta aveva probabilmente ricevuto la notizia del commento di Gesù in v.4.

----- Legge 17-27

v.21 Commento di Marta. (leggere)Non è un lamento. È il sospiro del suo cuore.

v.22 MOLTO IMPORTANTE. Grande dichiarazione. Marta riconosce per un attimo il potere divino di Gesù. Lei non pone limiti al potere di Gesù. Sa che può fare qualsiasi cosa. Oh che possiamo noi avere una tale fede in Gesù, anche quando le circostanze di dicono che nulla può cambiare!

vv.23-24 Gesù dichiara quello che farà.:

Leggiamo (23-24).

Gesù dichiara il risultato di quello che farà ma Marta non capisce. Lei sa che ci sarà la risurrezione alle fine del mondo, ma non capisce quello che Gesù sta dicendo in quel momento.

vv.25,26 IO SONO la vita e la risurrezione

Abbiamo già visto Gesù dichiarare “Io Sono” in Giov. 6.35; 8:12; 10:9; 10:11.

Adesso, cosa dichiara Gesù?

Leggiamo vv.25,26.

Questo è la quinta volta che Gesù dichiara “Io Sono”.

Io Sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà, e chiunque vive e crede in me, non morirà mai.

Gesù non solo risuscita e dà la vita, Gesù è la risurrezione e la vita. La risurrezione e la vita sono parte di Gesù. Vengono completamente da Lui. Egli è l’unica fonte della risurrezione e della vera vita.

Quale viene prima, la risurrezione o la vita, considerando l’ordine che Gesù usa in questa frase? (__ la risurrezione_)

Viene prima perché siamo morti nei nostri peccati. Prima serve la risurrezione. Poi, abbiamo la vera vita, la vita spirituale in Cristo.

Quando consideriamo cos’è “la vita”, riconosciamo che la vera vita è la vita abbondante in Dio. (10:10) Gesù è la Vita di Dio, con l‘onniscienza, l’onnipotenza, la sapienza, l’amore e la santità di Dio. Egli è la fonte e l’origine della risurrezione e della vita del credente. Possiamo avere vera vita solamente per mezzo di Cristo.

Al di fuori di Cristo, non c'è vera vita.

Senza Cristo, non esiste vera vita. Gesù non vive, Gesù è la vita. Chi non ha Cristo, non può mai avere la vera vita. Invece, chi riceve Cristo, avrà la vera vita per sempre, perché Cristo è Vittorioso sulla morte. Come Gesù ha dichiarato in Giovanni 10:27-28, dà la vita eterna alle sue pecore e nessuno può rapirle dalla sua mano.

Gesù non è stato solo vittorioso sulla morte al momento della Sua risurrezione, non solo lo sarà alla risurrezione finale, ma Egli è SEMPRE vittorioso sulla morte.

Inoltre: Gesù è la Risurrezione. Perciò,“Colui che crede in Lui, anche se muore, vivrà”.

Colui che vive e crede in Cristo, non morirà mai. MAI.

Cosa succede dopo la morte?

Oggi, tante persone non sono sicure che ci sia qualcosa dopo la morte. Ci sono tanti che credono che tutto finisca conla morte. Poi altri credono che dopo la morte ci sarà l’eternità, ma che andrà bene per tutti, o almeno per quasi tutti, sicuramente loro.

In realtà, si continua ad esistere dopo la morte, ma non sarà nel paradiso per la maggioranza delle persone. Infatti, Gesù dichiara che saranno pochi i salvati.

Dio ci insegna tramite la Bibbia che dopo la morte, l'uomo continua ad esistere. O sarà in tormento, separato da Dio, o sarà pieno di gioia nella presenza di Dio.

Ciò che determina dove sarà una persona è se ha ricevuto la vera vita prima di morire fisicamente.

Visto che Gesù Cristo è la vera vita. Si riceve la vera vita ricevendo Gesù Cristo, credendo veramente in Lui, ponendo la fede veramente in Lui. Chi riceve Gesù Cristo non morirà mai. Avrà la vera vita già in questa vita.

Chi non ha Gesù Cristo, non avrà mai la vera vita, né ora, né dopo la morte. La vera vita c’è solamente in Gesù Cristo.

Gesù ci chiama a credere questa verità. È qualcosa che non possiamo vedere con gli occhi, e perciò bisogna accettarla per fede.

Per suscitare la fede in Marta, Gesù le fa questa dichiarazione, e poi le chiede: Credi tu questo?

È importante che ci poniamo la stessa domanda. Tu credi veramente che Gesù è la risurrezione e la vita? Attenzione: non è una questione di credere solamente intellettualmente, ma di credere veramente di cuore, cioè, di fondare la tua vita su questa verità. Credi veramente che senza Gesù non c’è vera vita, ma con Gesù c’è la vera vita per sempre? Gesù ci invita a porre tutta la nostra fede in Lui, per avere la vera vita. Tu, accogli il suo invito?

v.27 La risposta di Marta

Gesù ci invita a credere. Ascoltiamo la risposta di Marta.
Legge il v.27

Consideriamo la situazione. Marta aveva appena perso suo fratello. Da quello che lei capiva, Gesù non era venuto abbastanza presto per salvare la vita di suo fratello Lazzaro. Nonostante questo, Marta credeva veramente che Gesù fosse il Cristo, Dio diventato carne, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo. In altre parole, lei crede di cuore che Gesù fosse divino, e che fosse venuto dal cielo nel mondo. Il fatto che, come la vedeva lei, Gesù non era venuto per salvare suo fratello, non la ostacolava da porre veramente la sua fede in Gesù come il Cristo, il suo Salvatore e Signore. La vera fede non dipende dal come Dio sceglie di operare in una data situazione.

È importante per ciascuno di noi considerare bene la propria posizione nei confronti di Gesù. Veramente credere, non è solo accettare i fatti di Gesù intellettualmente, piuttosto vuol dire aggrapparsi completamente a Lui, sapendo che Egli è la vera vita. Vuol dire capire di essere un peccatore, sotto condanna, e vedere in Cristo il perdono e la salvezza. Vuol dire abbandonare ogni altra cosa in cui speriamo, per affidare tutta la nostra vita a Cristo. Vuol dire ricevere Gesù Cristo come la nostra vita. Vuol dire riconoscersi una pecora e vedere Cristo come il proprio Buon Pastore, da ascoltare e seguire. Meno di quello non è credere veramente. Marta credeva veramente.

vv.28-37

A questo punto, Gesù chiama Maria, e poi insieme vanno alla tomba. Ascoltiamo quello che succede. Leggiamo. vv.28-37.

notiamo specialmente vv.33-35. Gesù, vedendoli piangere, fremette nello spirito, e si turbò. Cosa succede ? Gesù sapeva esattamente quello che stava per fare. Sapeva che fra pochi minuti Lazzaro sarebbe tornato in vita. Perciò non piangeva perché sentiva la mancanza di Lazzaro.

Gesù fremeva nello spirito perché si identificava con la tristezza di queste persone che amava. Gesù, pur essendo Dio, diventò pienamente uomo e conosceva la tristezza.

Però ricordiamo che Gesù vedeva qualcosa che gli altri non vedevano. Egli vedeva il potere del peccato. Egli aveva creato l’uomo senza la morte. Ricordate che all’inizio non esisteva la morte. La morte fu introdotta nel mondo come conseguenza del peccato. Senza il peccato, non esisteva la morte. Perciò quando Gesù, il Creatore, vedeva la morte, vedeva il potere del peccato nel mondo. Vedeva la ribellione dell’uomo. Vedeva che il mondo era ancora sotto la condanna per il peccato. In più, Gesù amava queste persone. Egli vedeva il loro dolore. Tutte queste cose pesavano sul cuore di Gesù. Allora, il suo spirito era turbato, e fremeva dentro di Sé.

Gesù pianse.

È importante e utile ricordare che Gesù era veramente umano. Egli capisce ogni nostra tentazione e dolore. Leggiamo di questo in Ebrei 4.14-16

“14 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede. 15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno.” (Eb 4:14-16 LND)

v.36,37 i Giudei capivano qualcosa dell’amore di Cristo. Però, capivano il potere di Gesù? ((no))

v. 38-44 Il miracolo

Adesso, leggiamo del miracolo stesso. Leggiamo vv.38-44.

v.39 Gesù ordinò che la pietra che copriva la tomba fosse tolta. Marta era preoccupata perché il corpo avrebbe puzzato, essendo Lazzaro morto da 4 giorni.

Gesù aveva lasciato passare tutto questo tempo, per rendere ancora più palese il suo potere nel compiere questo grande miracolo. Così nessuno poteva dubitare che Lazzaro fosse veramente risuscitato dalla morte. Gesù stava mostrando la Sua gloria.

Notiamo la preghiera di Gesù. Leggiamo vv.41,42.

Gesù pregava perché voleva convincere il Padre di cambiare idea? Lo scopo della sua preghiera era chiedere aiuto? Aveva bisogno di aiuto dal Padre? Pregava per questo??

Gesù non aveva bisogno di aiuto! Gesù aveva in Sé il potere di risuscitare e di dare la vera vita. Aveva appena dichiarato: Io Sono la Risurrezione e la Vita. Lo scopo della sua preghiera era aiutare le persone presenti e anche noi, tramite le Scritture.

In che modo voleva aiutarci? Quale era lo scopo di questa preghiera e di questo miracolo?(v.42) Lo scopo era di aiutarci a credere veramente in Lui.

Gesù ha fatto tutto quello che serve per darci una solida base sulla quale credere veramente in Lui. Chi non crede veramente in Gesù, cioè, chi non Lo riceve come Signore e Salvatore, non avrà scuse, perché Gesù ci mostra chiaramente la sua identità come Signore e Dio e Colui che può darci la vera vita.

Il miracolo stesso di risuscitare Lazzaro era molto semplice: con la sola parola, Gesù risuscitò Lazzaro. Gesù è la vita, e come può dare vita fisica ad un morto similmente può anche dare la vita spirituale a chiunque Lo riceve come Signore e Salvatore.

La reazione delle persone

Quando Gesù si rivela, quando una persona viene a scoprire di più chi è Gesù, suscita sempre una reazione. Nessuno è veramente neutrale nei confronti di Gesù.

Notiamo come le persone hanno reagito, vedendo questo miracolo. Leggiamo vv. 45 e 46.

Tutte queste persone avevano assistito allo stesso miracolo. Non c’era dubbio su quello che Gesù aveva fatto. Avevano visto Gesù come la Vita e la Risurrezione.

Non tutti però hanno avuto la stessa reazione.. Alcuni hanno reagito in un modo, ed altri hanno reagito nel modo contrario.

Messi davanti alla divinità di Gesù, alcuni hanno creduto veramente in Lui. Hanno creduto in Lui come il Cristo, Dio diventato uomo, Colui che li Salvava e dava a loro la vera vita.

Altri, trovandosi davanti alla divinità di Gesù, hanno preso una posizione contro di Lui. Sono andati a raccontare questo miracolo ai Farisei non per parlare bene di Gesù, ma per prendere la parte dei Farisei contro di Lui

La situazione per noi oggi è la stessa di allora. Ognuno di noi, messo davanti alla vera identità di Cristo, deve scegliere se credere in Cristo con tutto il cuore e riceverLo come Signore e Salvatore della propria vita, oppure, deve allontanarsi da Cristo. Non si può rimanere neutrali di fronte alla rivelazione della persona di Cristo.

Conclusione

Ogni capitolo in Giovanni ci mostra, ancora più chiaramente, chi è Gesù. Gesù è il Cristo, Dio diventato uomo. Gesù è l’Agnello di Dio, venuto per pagare la condanna del peccato. Gesù è il Buon Pastore che dà la sua vita per salvare le pecore.

In questo capitolo, Gesù continua a invitarci a riflettere sulla sua identità. In Giovanni 6 abbiamo letto che Gesù è il Pane della Vita che dà vera vita a chi viene a Lui. Abbiamo visto che Egli è la luce del mondo e non esiste altra luce. L’unico modo di non camminare nelle tenebre è di ricevere Gesù Cristo. Abbiamo visto che Egli è la Porta, e chi entra per Lui sarà salvato e avrà la vera Vita. Abbiamo visto che Egli è il Buon Pastore, che dà la sua vita per le pecore, e offre loro la vera vita. Le vere pecore di Cristo ascoltano la sua voce e Lo seguono, cioè, ricevono Gesù come il loro Dio e Signore. Chi non ascolta e segue Gesù, non è una vera pecora. Però, Gesù ci invita a ravvederci dai nostri peccati e a ricevere Lui nella nostra vita, per ricevere il perdono e la vera vita.

Ognuno di noi ha bisogno di Gesù più di qualsiasi altra cosa. Abbiamo bisogno del perdono in Cristo e della vera vita che esiste solo in Lui.

L’unico modo per ricevere il perdono dei nostri peccati è tramite Gesù. Per ricevere Gesù come Colui che ci salva, cioè, come Salvatore, dobbiamo però riconoscere il nostro peccato, la nostra colpa, e riconoscere che abbiamo bisogno di Gesù Cristo come Salvatore.

È importante capire che la ragione per cui era necessaria la venuta di Cristo sulla terra è perché siamo peccatori, colpevoli agli occhi di Dio, sotto condanna e senza mezzo per salvarci. Dobbiamo credere in Gesù Cristo. Abbiamo visto che credere in Cristo vuol dire credere in quello che Egli decide da fare. La vera fede non è credere che Dio farà come vogliamo noi, la vera fede è credere che Dio ci curerà nel modo giusto, per portarci a Sé.

Chi accoglie Gesù riceve il perdono, riceve la vera vita. E'salvato per sempre, diventa una pecora curata dal Buon Pastore.

Vi invito ad accogliere Gesù. Se hai già ricevuto Gesù, ti invito a camminare per fede in questo pellegrinaggio.

Pensa alla tua condizione, e pensa all’invito di Cristo.

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