un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Filippo Ubbidisce e Dio salva L'Eunuco - Atti 8:26-40

Sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 18 agosto, 2013 ---- cmd ap -----
parole chiavi: ubbidienza, vita cristiana, avere Gesù come Signore, frutto della salvezza.

Sai perché spesso l'uomo è scontento? È perché siamo stati creati per grandi cose, e molto spesso, ci dedichiamo a cose piccole.

Siamo stati creati a immagine di Dio, e Dio ci ha dato dominio sulla terra. Siamo stati creati per compiere grandi opere. Infatti, in Giovanni 14, Gesù Cristo dichiara ai suoi discepoli:

“in verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch’egli le opere che io faccio; anzi ne farà di più grandi di queste, perché io vado al padre.” (Giov 14:12)

Dio ci ha creati per fare grandi opere. Troppo spesso, la nostra vita è piena di piccole cose. Il nostro cuore non può essere soddisfatto, se non viviamo per lo scopo per cui Dio ci ha salvati.

Quale sono le grandi opere che possiamo compiere, che daranno vero senso alla nostra vita, e ci faranno avere un cuore gioioso?

Le opere grandi sono le opere in cui Dio si serve di noi per portare frutto eterno nella vita degli altri.

Stiamo studiando il libro di Atti, in cui Dio sta facendo grandi cose tramite i credenti. Questi credenti hanno investito le loro vite in opere che portavano gloria a Dio, e tramite loro Dio ha portato frutti che durano per tutta l'eternità. Nell'ultimo sermone, abbiamo visto Dio usare Filippo per salvare tanti Samaritani.

Oggi, vogliamo continuare il nostro studio, e specificamente, vogliamo considerare l'opera di Dio tramite Filippo per salvare un uomo che abitava nel regno di Etiopia. Questo uomo era un funzionario della regina, perciò, è molto possibile che Dio lo ha usato per portare altri etiopi alla salvezza. Oggi vogliamo considerare la sua salvezza.

Salvezza dell'Eunuco

Quindi, trovate con me Atti 8. Abbiamo già studiato dal versetto 1 a 25, che racconta della salvezza dei primi Samaritani. Ora, riprendiamo la storia, iniziando con il versetto 26. Ricordate che Filippo aveva appena finito ad evangelizzare in Samaria, e di battezzare coloro che Dio aveva salvato. Due apostoli erano anche venuti. Riprendiamo il capitolo iniziando con il versetto 26.

L'ubbidienza di Filippo

26 Or un angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: "alzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che da Gerusalemme scende a Gaza; essa è deserta". 27 Egli si alzò e si mise in cammino;

Ci sono varie cose da considerare qua, ma il punto principale che vogliamo notare è questo: Dio comanda a Filippo di fare qualcosa che Filippo non capiva Infatti, probabilmente non sembrava ragionevole, ed era lontano da fare a piedi, più di 50 km. Eppure, Filippo ubbidisce immediatamente. Non fa domande, non si lamenta, non rimanda la partenza. La sua ubbidienza completa ed immediata è fondamentale. Tutto quello che succede da questo punto è fondato sul fatto che Filippo era pronto ad ubbidire. O che possiamo noi avere lo stesso cuore, in modo da essere usati anche noi da Dio per opere che portano un frutto eterno.

Consideriamo il comandamento

Consideriamo il comandamento che l'angelo del Signore diede a Filippo. Gli disse:“alzati e va' verso il mezzogiorno, sulla strada che da Gerusalemme scende a Gaza, essa è deserta

Usando la logica umana, questo comandamento non era molto ragionevole. Per evangelizzare, non sembra avere molto senso andare in mezzo al deserto, dove non c'è quasi nessuno. Filippo era appena stato a Samaria, una città piena di persone. C'erano tante altre città che avevano bisogno dell'Evangelo. Sembrerebbe molto più saggio andare in un altra città, non nel deserto. Però, è così che lo Spirito Santo comanda a Filippo.

Notate che lo Spirito Santo non ha spiegato a Filippo quello che avrebbe fatto. Ha solo detto a lui di andare su quella strada nel deserto. Filippo ha ubbidito, non sapendo che cosa avrebbe trovato là nel deserto. Questo è un esempio di vera fede, perché la vera fede porta a sempre ad ubbidire a Dio.

Mentre consideriamo Filippo, esaminiamo noi stessi. Siamo noi pronti ad ubbidire a tutto quello che Dio ci comanda? Come rispondiamo noi ai comandamenti di Dio quando non sembrano avere senso, oppure quando non sappiamo che risultati porteranno?

La vera fede in Dio vuol dire ubbidire a Dio.

Tornando a Filippo, nonostante il comando dello Spirito sembrasse strano, anzi, senza senso, Filippo ubbidisce subito. Si mette in cammino per la strada nel deserto che l'angelo di Dio gli aveva indicato.

Vedremo che la sua ubbidienza immediata era assolutamente necessaria per poter svolgere il ministero che Dio aveva per lui.

Quello che succede sulla strada

Così Filippo, avendo ubbidito al comandamento di Dio, si trova in quella strada nel deserto. Posso immaginare che era curioso di sapere il motivo per cui Dio lo aveva mandato là. Non ci vuol tanto a scoprirlo. Leggo dal versetti 26 fino al versetto 31.

26 Or un angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: "alzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che da Gerusalemme scende a Gaza; essa è deserta". 27 Egli si alzò e si mise in cammino; ed ecco un uomo etiope, eunuco, un alto funzionario di Candace, regina degli Etiopi, sovrintendente di tutti i suoi tesori, che era venuto a Gerusalemme per adorare.
28 Or egli se ne stava ritornando e, seduto sul suo carro, leggeva il profeta Isaia. 29 E lo Spirito disse a Filippo: "accostati e raggiungi quel carro!". 30 Filippo gli corse vicino e, sentendo che leggeva il profeta Isaia, gli disse: "comprendi ciò che leggi?". 31 Quegli disse: "E come potrei, se nessuno mi fa da guida?". Poi pregò Filippo di salire e di sedersi accanto a lui.

La provvidenza di Dio

Prima di tutto, notate la provvidenza di Dio in questo avvenimento. Anche se non siamo in grado di capire come Dio gestisce tutto, perché Egli è Dio e noi siamo semplici uomini, è chiaro dalla Bibbia, e anche dalle esperienze della vita, che Dio gestisce anche i più piccoli dettagli della notra vita. Per Filippo era difficile arrivare nel punto giusto sulla lunga strada nel deserto proprio al momento in cui quell'uomo etiope passava, ciò ci aiuta a capire quanto Dio è in controllo perfino dei piccoli dettagli della vita. O che possiamo avere più fede nel controllo di Dio.

Infatti nella Bibbia, vediamo numerosi esempi del controllo di Dio sia sulla natura che sugli avvenimenti degli uomini. Vediamo il controllo di Dio sulla pioggia e sulle tempeste e sulla siccità, su quanto forte o debole fosse un regno o una nazione, sulle battaglie, e su tutto il resto. Dio ha perfino sotto controllo quanti capelli abbiamo in testa, e quanto vive ogni passero in tutto il mondo. Dio è veramente in controllo di tutto, anche se non siamo capaci di comprendere come funziona.

Il controllo di Dio vuol dire che Dio gestisce perfettamente le cose in modo che la persona giusta si trova al posto giusto al momento giusto per compiere l'opera di Dio, volta dopo volta. Dio usa il suo controllo per portare avanti il suo piano nella nostra vita, e nel mondo intero. Dio veramente fa cooperare tutte le cose per il bene dei suoi figli.

Quando camminiamo in ubbidienza, come Filippo, allora la provvidenza di Dio ci mette nel posto giusto per essere strumenti nelle mani di Dio per compiere opere che hanno un valore eterno.

Considerando ancora questi versetti, vediamo in questo brano che questo uomo era un alto funzionario della regina di Etiopia. Dio salva persone di tutte le classi sociali. In questo caso, sta per salvare questo uomo che già aveva grande fede in Dio, ma ancora non sapeva di Gesù Cristo. Vediamo la sua fede dal fatto che leggeva il profeta Isaia. Questo uomo stava leggendo la parola di Dio! Ricordate che in quell' epoca, avere una parte della parola Dio voleva dire avere qualcosa di immenso valore, perché la Bibbia era scritta a mano.

Questo uomo, essendo un uomo importante, aveva la possibilità economica di avere una sua copia del libro di Isaia. Molto probabilmente, l'aveva comprata a Gerusalemme. Egli era così desideroso di conoscere Dio che stava leggendo, e evidentemente ad alta voce, mentre il carro andava. C'era un servo che guidava il carro.

Anche qua, vediamo come Dio gestisce le cose. Qui c'era un uomo che stava cercando Dio. Stava cercando la verità di Dio, con grande impegno, con un impegno così grande che aveva viaggiato più di 2000 km, dall'Etiopia fino a Gerusalemme, per adorare Dio. Questo uomo desiderava Dio così tanto che aveva fatto quel viaggio, in un carro sotto il sole. Ora, stava leggendo Isaia. Quindi, vediamo che lo Spirito Santo aveva già operato nel cuore di questo uomo per prepararlo ad ascoltare l'evangelo.

Grazie a Dio, lo Spirito Santo opera anche oggi per preparare i cuori per l'evangelo. Noi non possiamo sapere in anticipo chi sarà preparato, ma possiamo essere sicuri che Dio avrà preparato coloro che vuole salvare. La nostra responsabilità è di essere ubbidienti a Dio, così da trovarci nel posto giusto, al momento giusto, con un cuore pronto a parlare di Gesù Cristo. Filippo aveva questo cuore, e perciò si trovava la sulla strada nel deserto al momento giusto.

Filippo vedeva a distanza il carro, e a quel punto, lo Spirito Santo disse a Filippo di raggiungere il carro. Leggo ancora i vv. 29,30

29 E lo Spirito disse a Filippo: "accostati e raggiungi quel carro!". 30 Filippo gli corse vicino e, sentendo che leggeva il profeta Isaia, gli disse: "comprendi ciò che leggi?".

Di nuovo, vediamo il cuore di Filippo. Vediamo che egli era prontissimo ad ubbidire. Infatti, il brano dichiara che Filippo gli corse vicino e sentì che l'etiope leggeva il profeta Isaia. In altre parole, prima di arrivare vicino non sapeva che quell'uomo stava leggendo le Scritture. Non sapeva che l'uomo era preparato da Dio per sentire parlare di Gesù Cristo. Eppure ubbidi subito. Posso immaginare che quando sentì che l'uomo leggeva Isaia, il cuore di Filippo si riempì di gioia. Allora capì perché Dio lo aveva mandato su quella strada in mezzo al deserto. Immagino che lodò Dio nel suo cuore!

Filippo, per poter parlare con questo uomo del significato di quello che leggeva, gli chiese se capiva quello che leggeva. Questo era un modo per offrirsi di spiegare la Scrittura. Questo uomo capì che Filippo si stava offrendo per spiegargli le Sscritture, e si dimostrò molto desideroso di sapere, e anche molto umile. Egli risponde, nel v 31:

"E come potrei, se nessuno mi fa da guida?" Poi pregò Filippo di salire e di sedersi accanto a lui.

Anche qua vediamo un principio spirituale molto importante. Per arrivare a Dio, uno deve essere umile, e riconoscere di aver bisogno di Dio, e bisogno di imparare. Solo così si può arrivare a Dio. E anche per crescere, dobbiamo essere umili ed imparare da altri.

Tu sei umile? Tu sei desideroso di ricevere insegnamento, per capire la Bibbia? Così possiamo crescere!

La Profezia di Gesù

Vediamo la provvidenza di Dio anche nel fatto che l'uomo stava leggendo un passo che parla specificamente della morte e della risurrezione di Gesù Cristo. Riprendiamo il nostro brano, dal v. 32.

32 Or il passo della scrittura che egli leggeva era questo: "egli è stato condotto al macello come una pecora; e come un agnello è muto davanti a chi lo tosa, così egli non ha aperto la sua bocca. 33 Nella sua umiliazione gli fu negata ogni giustizia; ma chi potrà descrivere la sua generazione? Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra". 34 E l’eunuco, rivolto a Filippo, disse: "ti prego, di chi dice questo il profeta? Lo dice di se stesso o di un altro?". 35 allora Filippo prese la parola e, cominciando da questa scrittura, gli annunziò Gesù.

Questo brano ci aiuta a capire l'importanza di mostrare Gesù nelle Scritture. Se uno non capisce le basi dell'AT, è difficile capire il messaggio del NT.

Il brano che quest'uomo stava leggendo era Isaia 53. È una profezia che parla del sacrificio di Gesù Cristo sulla croce. L'eunuco non capiva ciò di cui Isaia parlava. Perciò, chiese chiarimenti a Filippo.

È lo Spirito Santo che dà il dono dell'insegnamento. Quindi, nel piano di Dio, non riusciamo a comprendere tutta la Bibbia da soli. Abbiamo bisogno di insegnamento. Questo ci aiuta ad essere umili. Ricordate che anche coloro che insegnano hanno bisogno di insegnamento. La Chiesa, il corpo di Cristo, non è composta da tanti individui, ognuno indipendente dagli altri. Piuttosto, è un corpo unito insieme, che cresce quando tutte le parti sono ben legate insieme. Così, quest'uomo riconosce umilmente il suo bisogno di insegnamento, e Filippo, guidato dallo Spirito Santo, gli annunzia Gesù Cristo.

Abbiamo già visto ripetutamente nel nostro studio in Atti qual è il messaggio di Gesù Cristo. È il messaggio che Gesù il Nazareno, uomo, è il Cristo, Dio incarnato, che è venuto nel mondo per compiere la salvezza. La prova di questo è che è andato alla croce, come fu profetizzato, e poi, come dichiarano le profezie, compreso Isaia 53, è risuscitato. Questo brano di Isaia spiega che è per mezzo del sacrificio di Cristo che Dio giustifica i peccatori. Quindi, in Gesù c'è perdono, e riconciliazione con Dio.

Questo era il messaggio che Filippo annunziò a quell'uomo, e questo è il messaggio che noi dobbiamo annunciare oggi, perché oggi come allora l'unica salvezza, l'unico modo per essere perdonati per i nostri peccati, l'unico modo per essere riconciliati con Dio, è per mezzo della fede in Gesù Cristo!

C'è qualcosa di molto importante da notare qua. Questo uomo ha potuto credere in Gesù Cristo tramite questa profezia dall'Antico Testamento. In realtà, anche oggi le persone hanno bisogno dell'insegnamento dall'Antico Testamento per capire meglio le verità dell'evangelo. L'Antico Testamento ci dà la base di chi è Dio, e del giudizio contro il nostro peccato, mostrandoci quanto Dio odia il nostro peccato, e quanto severa sarà la punizione contro ogni peccatore. Mostrandoci la gravità del peccato, l'Antico Testamento ci insegna anche del fatto che occorre un sostituto per pagare la nostra condanna. L'Antico Testamento ci insegna che sarà Dio stesso a provvedere questo sostituto, nella persona del Cristo che egli manderà.

Quando poi arriviamo al Nuovo Testamento, troviamo che Gesù è il Cristo che può provvederci il perdono e la salvezza. Troviamo che Gesù Cristo è la soluzione per il terribile problema che abbiamo nei confronti di Dio, il problema dei nostri peccati. Gesù è il Cristo promesso, e il Signore, Dio incarnato, ed è il Salvatore di quei peccatori che si sono ravveduti e hanno creduto veramente in lui.

Questo fu quello che Filippo annunziò all'eunuco in merito a Gesù Cristo, iniziando con l'Antico Testamento. È importante che anche noi spieghiamo alle persone le basi in modo che possono capire chi è veramente Gesù, e il loro bisogno di lui.

spiegare a qualcuno soltanto che Gesù Cristo può salvarlo è un messaggio difficile da capire, se la persona non capisce il suo peccato e il giudizio e il suo bisogno di un Salvatore.

L'insegnamento del Battesimo

Voglio farvi notare un dettaglio importante che possiamo capire da questo brano Leggo il versetto 36.

E, mentre proseguivano il loro cammino, giunsero ad un luogo con dell'acqua. E l'eunuco disse: "ecco dell'acqua, cosa mi impedisce di essere battezzato?".

Notate che questo eunuco chiede a Filippo di essere battezzato. Come mai sapeva di poter chiedere questo? Ricordate che il battesimo non era un rito giudaico. Quindi, non era qualcosa che questo uomo avrebbe saputo.

Considerando questo, possiamo comprendere che Filippo parlò del battesimo come parte della spiegazione dell' Evangelo di Cristo. Abbiamo visto che nel giorno di Pentecoste a Gerusalemme, anche Pietro aveva parlato del battesimo come parte del messaggio dell'Evangelo.

È importante capire che essere battezzato in acqua è un passo grandissimo, in cui uno si identifica con Gesù Cristo. E' visto da quelli senza Cristo come un rifiuto della religione di prima, in questo caso, il Giudaismo, anche se in realtà, non era un rifiuto del giudaismo, ma un'accettazione dell'adempimento delle promesse che Dio aveva fatto ai Giudei.

Il fatto di essere battezzato era un dichiarazione pubblica di appartenere a Gesù Cristo. Per tanti, era una decisione costosa, che spesso portava grande divisione in casa, o nella società.

Quindi, il fatto che questo eunuco chieda il battesimo ci fa capire che egli aveva afferrato di cuore il messaggio di Gesù Cristo. Questo uomo aveva capito il suo peccato, e aveva visto in Gesù Cristo il Salvatore, che ci provvede il perdono e la riconciliazione con Dio. Vediamo questo nella sua risposta a Filippo. Leggo di nuovo i versetti 36,37.

36 E, mentre proseguivano il loro cammino, giunsero ad un luogo con dell’acqua. E l’eunuco disse: "ecco dell’acqua, cosa mi impedisce di essere battezzato?". 37 E Filippo disse: "se tu credi con tutto il cuore, lo puoi". Ed egli rispose, dicendo: "io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio".

Filippo aveva spiegato il perdono in Cristo e il battesimo come simbolo della fede in Cristo e dell'opera di Dio nel suo cuore.

E questo eunuco, avendo creduto di cuore al messaggio, aveva posto la sua fede in Cristo Gesù mentre ascoltava. Perciò, chiese di poter essere battezzato.

C'è una lezione importante per noi qua. Quando annunciamo l'Evangelo, dobbiamo parlare anche del costo, cioè, anche di quello che potrebbe creare problemi per la persona. In quella società, battezzarsi nel nome di Gesù Cristo era visto come rinunciare alla religione di appartenenza. Perciò, spesso creava grandi problemi con gli altri. Però, come abbiamo visto con Pietro il giorno di Pentecoste, e anche qua con Filippo e questo eunuco, spiegare l'Evangelo è spiegare anche il costo del Evangelo. Gesù fece questo quando predicava, come per esempio in Marco 8

“34 poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: "chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35 Perché chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e dell’evangelo, la salverà.” (Marco 8:34-35 LND)

Certamente, la salvezza è un dono, ed è per grazia. Allo stesso tempo, è molto costosa, nel senso che può creare grossi problemi e persecuzione in questa vita. È importante, quando parliamo con gli altri di Dio, che parliamo anche del costo, come Filippo aveva fatto qua.

Importanza di verificare la salvezza.

Quando questo eunuco chiede a Filippo il battesimo, Filippo risponde in un modo che ci insegna un altro principio importante. Dalla sua risposta, vediamo l'importanza di confermare che la persona ha veramente creduto in Cristo. Leggiamo di nuovo i vv. 36,37

36 E, mentre proseguivano il loro cammino, giunsero ad un luogo con dell’acqua. E l’eunuco disse: "ecco dell’acqua, cosa mi impedisce di essere battezzato?". 37 E Filippo disse: "se tu credi con tutto il cuore, lo puoi". ed egli rispose, dicendo: "io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio".

L'eunuco chiede di essere battezzato. Per tanti, il desiderio di vedere qualcuno salvato potrebbe spingerlo a accettare subito questa richiesta, e a battezzare la persona. Invece, come vediamo qua, è importante che sia confermato che la persona abbia veramente compreso l'Evangelo, e veramente abbia creduto in Gesù Cristo. E così, Filippo gli dice che può essere battezzato se crede con tutto il cuore.

In altre parole, Filippo gli mostra ancora il costo. Dicendo che bisogna credere con tutto il cuore, gli mostra che non è solo qualcosa da aggiungere a quello che si crede già. Non è solo qualcosa di bello. Egli deve vedere Gesù Cristo come il Signore della sua vita, e come l'unico Salvatore. Ricordate che abbiamo visto più volte che Gesù fu dichiarato il Signore. Non si può avere Gesù nella vita come Signore, se non si è disposti a sottomettersi veramente a Lui. Filippo aveva parlato di Gesù Cristo, e perciò dicendo ora che è necessario credere con tutto il cuore rendeva chiaro che questo eunuco doveva essere veramente convinto di cuore.

È importante che anche noi annunciamo l'Evangelo in modo chiaro, spiegando chiaramente il costo dell'Evangelo. E poi, dobbiamo accertarci che la persona abbia veramente creduto.

Quando l'evidenza è chiara che la persona è veramente ravveduta e ha creduto in Gesù come Signore e Salvatore, si può battezzare quella persona con gioia. Concludiamo questo brano, leggendo i vv. 38-40.

38 Allora comandò al carro di fermarsi; ed ambedue, Filippo e l’eunuco, discesero nell’acqua, ed egli lo battezzò. 39 Quando uscirono dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo, e l’eunuco non lo vide più; ma proseguì il suo cammino pieno di gioia. 40 Or Filippo si ritrovò in Azot; e, proseguendo, evangelizzò tutte le città, finché giunse a Cesarea.” (At 8:1-40 LND)

Essendo Filippo convinto che l'eunuco aveva veramente creduto in Gesù Cristo, era contento di battezzarlo. Scesero nell'acqua, dove lo battezzò.

Una parola sul verbo battezzare. Viene dal greco “baptizo”, che vuol dire, letteralmente, immergere. Il battesimo consiste nell'immergere qualcuno nell'acqua. Quell'atto simboleggia il battesimo spirituale, in cui una persona viene unita con Cristo nella crocifissione, in modo che la morte di Cristo conta come la morte di quella persona.

Avendo battezzato questo eunuco, Filippo viene rapito dallo Spirito di Dio, e si trova in Azot. Egli prosegue, evangelizzando paese per paese, finché non raggiunge Cesarea. In Atti 21, leggiamo che Filippo abitava a Cesarea. Quindi, Dio stava spargendo la conoscenza di Gesù Cristo.

Per quanto riguarda l'eunuco, leggiamo di lui quello che abbiamo letto di altri. Ebbe grande gioia. Prosegui il suo cammino pieno di gioia.

Quando una persona viene perdonata dai suoi peccati, e riconciliato con Dio, può avere una gioia che supera ogni altra gioia della vita.

Conclusione

In questo brano, abbiamo visto Dio continuare a portare avanti la sua opera di salvare nuove persone Mentre nella prima parte del capitolo 8 abbiamo visto Dio salvare tanti in Samaria, in questo brano, l'attenzione era su un solo uomo, questo eunuco dell'Etiopia. Ricordate che il Buon Pastore, Gesù Cristo, lascia le novantanove pecore per andare e trovare e salvare una sola pecora che è perduta. Oggi, abbiamo visto che Dio guidò Filippo in una strada nel deserto per salvare un unico uomo. Ogni singolo peccatore è importante per Dio.

Ricordate l'importanza dell'ubbidienza totale e immediata. Quando Dio ci comanda qualcosa, è importante ubbidire subito, e di cuore. Se no, siamo in ribellione contro Dio, e non ci troveremo al posto giusto per fare quello che Dio ha per noi.

Se Filippo non avesse ubbidito, l'eunuco non avrebbe sentito l'Evangelo. Quanto è importante che ubbidiamo sempre e immediatamente a Dio, per non mancare gli impegni che Egli ha per noi.

Dio ci guida, principalmente tramite gli insegnamenti della Bibbia. Quanto è importante che ogni vero credente cammini in ubbidienza. Non possiamo scegliere a quali comandamenti vogliamo ubbidire. Anzi, vivere così mette in dubbio la realtà della salvezza. La salvezza è accogliere Gesù Signore e Salvatore. Chi non vuole ubbidire a Gesù non mostra di averLo come Signore.

Oltre a confermare la nostra salvezza, l'ubbidienza a Dio è quello che ci fa stare in stretta comunione con Dio. Ci porta ad avere la gioia della salvezza. Ci porta ad essere strumenti utili a Dio, come era Filippo. Quando noi camminiamo in ubbidienza, Dio si servirà di noi per compiere opere che hanno un valore eterno.

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