un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Atti 10 - Dio Salva i Primi Gentili

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 1 settembre, 2013 --- cmd ap ---
parole chiavi: salvezza, Evangelo, Vangelo, gentili, Cornelio, Pietro, Chiesa

A volte sembra che la tua vita non ha senso? Tanti impegni, ma a che cosa portano? In realtà, tutto quello che l'uomo edifica e fa crollerà. Tutto quello che noi facciamo e che è legato a questa vita sarà distrutto.

Invece, se Gesù Cristo è il nostro Signore e il nostro tesoro, allora, possiamo far parte della sua opera, un'opera che porterà frutto e che durerà per tutta l'eternità.

L'opera di Gesù Cristo è di edificare la sua Chiesa, ovvero, di salvare peccatori e santificarli, in modo che possono stare alla presenza di Dio per tutta l'eternità.

Se ricordate, dopo al risurrezione, appena prima di tornare in cielo, in Atti 1:8 Gesù Cristo dichiarò ai suoi apostoli:

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra".” (Atti 1:8 LND)

Qua, Gesù dichiara che la salvezza raggiungerà tre gruppi. Prima ci sono i Giudei, che era la popolazione principale di Gerusalemme e della Giudea. Poi, ci sono i Samaritani, che erano di sangue misto. Infine, c'erano tutti gli altri popoli, ovvero i gentili, che si trovano fino all'estremità della terra.

Nel nostro studio in Atti, abbiamo visto l'Evangelo di Cristo raggiungere Gerusalemme e la Giudea. Poi, nel capitolo 8, ha raggiunto la Samaria, con la predicazione di Filippo. Però, solo con l'arrivo degli apostoli Pietro e Giovanni lo Spirito Santo scese sui credenti samaritani, mostrando così che i samaritani salvati facevano parte della stessa chiesa dei Giudei che Dio aveva salvato.

Oggi, continuando in Atti, vedremo che per la prima volta, l'Evangelo raggiunge i Gentili. Ricordate, mentre studiamo, che NOI siamo i gentili. Quindi, oggi vedremo come Gesù Cristo ha portato avanti la sua opera di edificare la sua chiesa, aprendo la salvezza anche a noi.

Riprendiamo il nostro studio in Atti 9:32. Evidentemente è passato del tempo, forse qualche anno. Troviamo Pietro, nel suo ruolo di apostolo, che percorreva una zona visitando i santi. Leggiamo da Atti 9:32-35. Tenete in mente che a questo punto, tutte i credenti sono o Giudei, o Samaritani. Ancora nessun gentile è stato salvato.

“32 Or avvenne che, mentre Pietro percorreva tutto il paese, venne anche dai santi che abitavano a Lidda. 33 Qui trovò un uomo di nome Enea che già da otto anni giaceva in un letto, perché era paralitico. 34 Pietro gli disse: "Enea, Gesù, il Cristo, ti guarisce; alzati e rifatti il letto". Ed egli subito si alzò. 35 E tutti gli abitanti di Lidda e di Saron lo videro e si convertirono al Signore.

Essendo l'inizio dell'epoca della chiesa, Dio ancora compiva miracoli tramite gli apostoli. Quel giorno, Dio compì un miracolo per mano di Pietro, guarendo questo uomo paralitico. Notate il risultato: “E tutti gli abitanti di Lidda e di Saron lo videro e si convertirono al Signore.”

I miracoli confermavano la verità dell'Evangelo proclamato dagli apostoli. Servivano per portare le persone a Gesù Cristo.

Poco dopo, i credenti di Ioppe, una città vicina, vengono a chiamare Pietro. Andiamo avanti, leggendo i versetti 36 a 39.

36 Or in Ioppe c’era una discepola di nome Tabitha, che significa Gazzella ella faceva molte buone opere e molte elemosine. 37 Or avvenne in quei giorni che ella si ammalò e morì. Dopo averla lavata, fu posta in una stanza al piano superiore. 38 E, poiché Lidda era vicina a loppe, i discepoli, udito che Pietro si trovava là gli mandarono due uomini per pregarlo di venire da loro senza indugio. 39 Pietro dunque si alzò e partì con loro. Appena giunse, lo condussero nella stanza di sopra; tutte le vedove si presentarono a lui piangendo e gli mostrarono tutte le tuniche e le vesti che Gazzella faceva, mentre era con loro.

Questi credenti erano tutti rattristati per la morte di una preziosa sorella in fede di nome Tabitha. Pietro sapeva che non aveva in sé il potere di compiere miracoli, però, sapeva che Dio aveva scelto di usare loro come apostoli in questo modo. Perciò, si mette a pregare, fidandosi di Dio. Leggo il versetto 40.

40 Pietro allora, fatti uscire tutti, si pose in ginocchio e pregò. Poi, rivoltosi al corpo, disse: "Tabitha, alzati!". Ed ella aprì gli occhi e, visto Pietro, si mise a sedere.

Mai vediamo Gesù mettersi in ginocchio per compiere un miracolo, perché Gesù aveva in sé il potere. Invece Pietro sapeva di dover dipendere totalmente da Dio. Dio risponde alla preghiera di Pietro, e risuscita Tabitha. Leggo il v.41.

41 Egli le diede la mano e l’aiutò ad alzarsi, e, chiamati i santi e le vedove, la presentò loro in vita.

Che gioia per quei credenti. Come a Lidda, la notizia di questo miracolo si sparge, e tanti vengono salvati. Leggo il versetto 42.

42 La cosa fu risaputa per tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore.

I miracoli servivano per confermare la predica dell'Evangelo.

All'insaputa di Pietro, Dio aveva un appuntamento per lui, ed era necessario che egli rimanesse a Ioppe. Dio è in controllo dei dettagli, della nostra vita. Leggo il v.43.

43 E Pietro, rimase a Ioppe parecchi giorni, in casa di un certo Simone, conciatore di pelli.” (Atti 9:43 LND)

Quindi, lasciamo Pietro a Ioppe, ospitato in casa di un conciatore di pelli di nome Simone. Passiamo ora a Atti 10, dove vedremo Dio salvare i primi gentili. Ricordate che questo vuol dire che l'Evangelo è arrivato anche a noi.

La Visione di Cornelio

Prima di leggere, è utile sapere che Cesarea distava circa 50 km da Ioppe, e che là c'era una una guarnigione militare. Là c'era il centurione Cornelio, un comandante di soldati. Dio aveva già operato nel suo cuore, ed era un uomo timorato di Dio, avendo capito che il Dio di Israele era il vero Dio. Però, era un gentile. Leggo ora Atti 10:1-2.

“1 Or vi era in Cesarea un certo uomo di nome Cornelio, centurione della coorte, detta Italica; 2 egli era un uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua casa, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo.

Cornelio era pio e timorato di Dio, con tutta la sua casa, che comprendeva sia la sua famiglia che i servi. Pregava del continuo. Lui non solo praticava una religione, ma viveva totalmente per la sua fede in Dio. Tutta la sua vita era guidata dalla sua fede in Dio. Però, non era ancora salvato, perché non sapeva di Gesù Cristo.

Un Angelo Appare a Cornelio

Quello che succede a questo punto non è una cosa normale, perché Dio stava per fare un'opera nuova, cioè, salvare i primi gentili. Quindi, per avviare quest'opera, manda un angelo a parlare con Cornelio. Vedremo che questo fatto servì anche per confermare a Pietro che tutto era guidato da Dio. Proseguiamo, leggendo i versetti 3-5.

3 Egli vide chiaramente in visione, verso l’ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: "Cornelio!". 4 Ed egli, guardandolo fisso e tutto spaventato, disse: "Che c’è, Signore?". Allora l’angelo gli disse: "Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite davanti a Dio, come una ricordanza; 5 Or dunque manda degli uomini a Ioppe e fa’ chiamare Simone, soprannominato Pietro. 6 Egli si trova presso un certo Simone, conciatore di pelli, che ha la casa vicino al mare; egli ti dirà ciò che devi fare".

Erano circa le 15 del pomeriggio. Immagino che Cornelio stava pregando. Egli vide una visione in cui un angelo di Dio entrò e lo chiamò per nome. Cornelio fu grandemente spaventato.

Cornelio chiese all'angelo cosa dovesse dirgli. Prima di tutto, l'angelo lo consola, facendogli sapere che le sue preghiere erano arrivate a Dio. È una grande cosa sapere che le nostre preghiere arrivano veramente a Dio. Chi è in Gesù Cristo, e prega veramente con uno spirito sottomesso alla volontà di Dio, può avere la certezza che anche le sue preghiere arrivano veramente a Dio.

Poi, l'angelo comanda a Cornelio di mandare degli uomini a Ioppe per andare a chiamare un uomo di nome Pietro a venire. Gli dice poi che Pietro gli avrebbe spiegato ciò che avrebbe dovuto fare.

Notate che l'angelo non gli ha spiegato di Gesù Cristo? Questo è perché Dio ha scelto che l'evangelo deve essere proclamato dagli uomini, non dagli angeli. Cristo ha dato ai credenti l'incarico di predicare l'Evangelo. Quindi, Cornelio doveva chiamare Pietro per farlo venire.

Ricordate che erano già passate le 15 di pomeriggio, e Cesarea era cerca 50 km da Ioppe. Nonostante questo, subito Cornelio chiama dei domestici e un soldato fidato, quasi sicuramente uomini timorati di Dio, per mandarli in questa missione. Leggo i versetti 7 e 8.

7 Appena l’angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi domestici e un soldato fidato, di quelli addetti al suo personale servizio 8 raccontò loro ogni cosa e li mandò a Ioppe.

Nonostante l'orario, questi uomini partono subito.

La Visione di Pietro

Lasciando questi uomini in cammino, passiamo a Cesarea, nella casa dove si trovava Pietro. Quello che Dio stava per fare è così grande che non solo Egli ha mandato un angelo a Cornelio, ma ha dato una visione anche a Pietro. Ricordati che per Pietro, un giudeo che aveva creduto in Gesù come il Cristo, era quasi impossibile credere che Dio avrebbe salvato i gentili. Egli non aveva mai predicato ai gentili, perché era convinti che erano impuri, e che doveva evitare ogni contatto con loro. Dio stava per trasformare tutto. Leggo i versetti da 9 a 12.

9 Il giorno seguente, mentre essi erano in cammino e si avvicinavano alla città, Pietro salì sul terrazzo della casa, verso l’ora sesta per pregare. 10 Or gli venne fame e desiderava prendere cibo; e mentre quelli di casa glielo preparavano, fu rapito in estasi; 11 e vide il cielo aperto e scendere verso di lui un oggetto simile ad un gran lenzuolo, tenuto ai quattro capi e che veniva calato a terra. 12 dentro il quale vi erano tutte le specie di quadrupedi, di fiere, di rettili terrestri e di uccelli del cielo.

Era il giorno seguente, verso l'ora sesta, che è mezzogiorno. Se ammettiamo che il giorno in cui l'angelo era apparso a Cornelio era lunedì, allora quel giorno era martedì. Gli uomini mandati da Cornelio si avvicinavano alla città di Ioppe. Pietro si trova sul tetto in terrazza, aspettando il pranzo, quando viene rapito in estasi. Dio gli dà una visione, che Pietro non capisce. Qualcosa di simile a un grande lenzuolo viene calato dal cielo, pieno di tanti animali che erano assolutamente vietati da mangiare per i Giudei. Quello che gli viene detto lo spaventa. Leggo i versetti 13 a 15.

13 E una voce gli disse: "Pietro, alzati, ammazza e mangia!". 14 Ma Pietro rispose: "Niente affatto, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato". 15 E la voce gli disse per la seconda volta: "Le cose che Dio ha purificate, tu non farle impure". 16 Or questo avvenne per tre volte; poi l’oggetto fu di nuovo ritirato in cielo.

A Pietro viene comandato di mangiare da questo lenzuolo pieno di animali impuri. Egli subito rifiuta, non per disubbidire ad un comandamento di Dio, ma perché era convinto che erano cibi impuri, e quindi, che sarebbe stato peccato mangiarne. La voce gli parla ancora, dichiarando che le cose che Dio ha purificate, lui non doveva farle impure.

Pietro capisce che qualcosa di grande è cambiato! Dio sta dichiarando a Pietro che ci sono cose che prima erano considerate impure, ma ora sono state purificate da Dio. Pietro non deve più considerare impuro quello che ora Dio ha purificato.

La scena si ripete tre volte, ciò rende ancora più forte il messaggio per Pietro. Quindi, Pietro capisce che in qualche modo Dio aveva reso qualcosa puro, qualcosa che prima era considerato impuro. Però a questo punto, Pietro non è sicuro a che cosa Dio si riferisce.

Gli uomini Arrivano

Proseguiamo il brano, per capire come Dio mostra a Pietro quello che ha purificato. Leggo i versetti 17-20.

17 E, come Pietro si chiedeva perplesso che cosa potesse significare la visione che aveva avuto, ecco che gli uomini mandati da Cornelio, informatisi della casa di Simone, si presentarono alla porta. 18 E, chiamato qualcuno, domandarono se Simone, soprannominato Pietro, si trovasse lì. 19 Mentre Pietro stava riflettendo sulla visione, lo Spirito gli disse: "Ecco, tre uomini ti cercano. 20 Alzati dunque, scendi e va’ con loro senza alcuna esitazione, perché sono io che li ho mandati".

Pietro è perplesso, e cerca di capire il significato della visione. All'insaputa di Pietro, a quel punto gli uomini mandati da Cornelio arrivano alla porta in cerca di lui. Mentre Pietro riflette sulla visione lo Spirito di Dio gli parla dicendogli che tre uomini lo cercavano, che doveva andare con loro senza esitazioni, perché era Dio stesso che li aveva mandato. Pietro non sa ancora chi sono, ma capisce che deve andare con loro, perché era tutto stabilito da Dio. Leggo i versetti 21 e 22.

21 Allora Pietro scese dagli uomini che gli erano stati mandati da Cornelio e disse loro: "Ecco, sono io quello che cercate; qual è il motivo per cui siete qui?". 22 Ed essi dissero: "Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, di cui rende buona testimonianza tutta la nazione dei Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo di farti chiamare in casa sua e di ascoltare ciò che avrai da dirgli".

Ora le cose diventano molto più chiare per Pietro. Visto che questi uomini erano gentili, mandati da un gentile, Cornelio, e visto che Dio aveva mandato un angelo a Cornelio per chiamare Pietro, e aveva comandato a Pietro di andare a loro senza farsi problemi, adesso Pietro comprende che la visione voleva dire che non deve più vedere i gentili come impuri, ma piuttosto, deve parlare a loro di Cristo.

Perciò, Pietro fa qualcosa che non avrebbe mai fatto prima. Invita questi gentili in casa per ospitarli. Poi il giorno seguente, che sarebbe il mercoledì secondo il nostro calcolo, parte con loro. Leggo il versetto 23.

23 Allora Pietro li invitò ad entrare e li ospitò; poi, il giorno seguente andò con loro; e alcuni dei fratelli di Ioppe lo accompagnarono.

A Casa di Cornelio

Arrivano a casa di Cornelio il giorno dopo, secondo i nostri calcoli sarebbe giovedì. Leggiamo i versetti 24 a 27.

24 Il giorno dopo entrarono in Cesarea. Or Cornelio li stava aspettando e aveva radunato i suoi parenti e i suoi intimi amici. 25 Come Pietro entrava, Cornelio gli andò incontro, gli si gettò ai piedi e l’adorò. 26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: "Alzati, sono anch’io un uomo" 27 E, conversando con lui, entrò e trovò molte persone radunate.

Cornelio aveva radunato i suoi parenti e intimi amici, anche loro persone timorate di Dio. Cornelio voleva condividere con loro quello che Dio stava per fare.

Quando Cornelio vede Pietro, si getta ai suoi piedi, ma subito Pietro lo rialza, spiegandogli che egli è solo un uomo. Entrano e Pietro vede che ci sono tanti gentili. A quel punto, Pietro spiega loro come mai lui, un giudeo, era disposto a parlare con loro. Spiega quello che Dio gli aveva rivelato il giorno prima. Leggo 28 e 29.

28 Ed egli disse loro: "Voi sapete come non è lecito a un Giudeo associarsi a uno straniero, o entrare in casa sua; ma Dio mi ha mostrato di non chiamare nessun uomo impuro o contaminato. 29 Perciò, appena sono stato invitato a venire, sono venuto senza obiettare. Ora vi domando: per quale motivo mi avete mandato a chiamare?".

Con questa spiegazione, Pietro dichiara che non doveva mai più considerare i gentili impuri, e quindi, poteva stare con loro.

Cornelio spiega a Pietro quello che gli era successo quattro giorni prima, che nel nostro esempio sarebbe stato il lunedì. È quello che abbiamo letto all'inizio del brano. Leggo dal 30 a 33.

30 E Cornelio rispose: "Quattro giorni fa avevo digiunato fino a quest’ora, e all’ora nona pregavo in casa mia, quand’ecco un uomo si presentò davanti a me in veste risplendente, 31 e disse: "Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita e le tue elemosine sono state ricordate davanti a Dio. 32 Manda dunque qualcuno a Ioppe e fa’ chiamare Simone, soprannominato Pietro; egli si trova in casa di Simone conciatore di pelli, presso il mare; e, venuto che sarà, egli ti parlerà". 33 Così mandai subito a chiamarti, e tu hai fatto bene a venire; ora noi siamo tutti qui alla presenza di Dio per udire tutte le cose che Dio ti ha comandato".

Per Pietro, ascoltare Cornelio rende tutto ancora più chiaro: quello che stava succedendo era tutto da Dio. Ora Pietro capisce per la prima volta che il messaggio della salvezza in Gesù Cristo non è solo per i Giudei e i samaritani. È anche per i gentili, quindi è per tutto il mondo. Pietro spiega questo a questi gentili, e poi, per la prima volta, spiega l'evangelo a dei gentili. Leggo i versetti 34 a 36.

34 Allora Pietro, aperta la bocca disse: "In verità io comprendo che Dio non usa alcuna parzialità; 35 ma in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente, gli è gradito. 36 Secondo la parola che egli ha dato ai figli d’Israele, annunziando la pace per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti

Il messaggio di Cristo, che è venuto tramite i Giudei, è per tutti gli uomini. È un messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. È un messaggio di pace, perché, a causa dei nostri peccati siamo nemici di Dio. Solamente per mezzo di Gesù Cristo possiamo essere riconciliati con Dio per essere in pace con lui. Notate anche che Pietro dichiara che Gesù Cristo è il Signore di tutti. Con questo presenta Gesù come il Cristo, e anche come il Signore.

Pietro parla anche di Gesù come un uomo, di Nazaret, e poi spiega come tramite i miracoli è stato manifestato che Dio era con lui. Pietro, con gli altri apostoli, era testimone della vita, della morte e della risurrezione di Gesù Cristo. Leggo dal versetto 37 a 41.

37 Voi sapete ciò che è accaduto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo che Giovanni predicò: 38 come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di tutte le cose che egli ha fatto nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; e come essi lo uccisero, appendendolo a un legno. 40 Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e ha fatto sì che si manifestasse, 41 non già a tutto il popolo, ma ai testimoni preordinati da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo che è risuscitato dai morti.

Ora, Pietro arriva alla conclusione dell'evangelo. Egli dichiara che Gesù Cristo è il giudice dei vivi e dei morti. In altre parole, davanti a noi c'è un giudizio in cui ogni persona sarà giudicata da Gesù Cristo. Essendo tutti peccatori, siamo colpevoli, e sotto giudizio. Gesù Cristo è l'unico mezzo grazie a cui possiamo ricevere il perdono dei peccati. Leggo i versetti 42 e 43.

42 Or egli ci ha comandato di predicare al popolo e di testimoniare che egli è colui che Dio ha costituito giudice dei vivi e dei morti, 43 A lui rendono testimonianza tutti i profeti, che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome".

Siamo tutti colpevoli, e abbiamo bisogno del perdono in Gesù Cristo. Mentre Pietro annuncia queste verità, lo Spirito Santo apre i cuori di queste persone, e tutti quanti riconoscono il proprio peccato, e riconoscono in Gesù Cristo la loro salvezza. Credono di cuore al messaggio di Gesù Cristo. Credono che Gesù è il Cristo, il Signore di tutti, e si affidano a Lui per il perdono e la salvezza.

Vedendosi come peccatori, e credendo in Gesù Cristo come Salvatore, in quel momento Dio li salva.

Però visto che questa era la prima volta in cui Dio ha salvato dei gentili per mezzo della fede in Gesù Cristo, per rendere chiaro a Pietro e gli altri Giudei di Ioppe che aveva veramente salvato dei gentili, lo Spirito Santo scende su tutti coloro che avevano creduto, e essi iniziano a parlare in altre lingue e a magnificare Dio. Leggo i versetti 44-46.

44 Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola. 45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero meravigliati che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso anche sui gentili, 46 perché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio.

Questi nuovi credenti gentili, i primi gentili a credere in Gesù Cristo, parlano in altre lingue, e magnificano Dio, come era successo a Gerusalemme il giorno di Pentecoste. I credenti circoncisi, ovvero giudei, rimangono meravigliati che Dio aveva salvato questi gentili e aveva dato loro lo Spirito Santo. Pietro, vedendoli parlare in altre lingue, come era successo alla Pentecoste, riconosce che la salvezza è anche per i gentili. E perciò, riconosce che questi nuovi credenti devono essere pienamente accettati e accolti nella chiesa! E così, comanda che vengano battezzati, e ciò viene fatto, e poi Pietro e gli altri rimangono con loro per un po' di tempo. Leggo i versetti 47 a 48.

“Allora Pietro prese a dire: 47 "Può alcuno vietare l’acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi?". 48 Così egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù. Essi poi lo pregarono di rimanere con loro alcuni giorni.” (Atti 10:47-48 LND)

Allora, quel giorno, la salvezza in Gesù Cristo ha raggiunto i gentili, e continua a raggiungere i gentili, ovvero persone di ogni lingua e nazione e tribù, in tutto il mondo. La salvezza in Gesù Cristo è già arrivata anche a tanti di noi, ed è disponibile per chiunque si ravvede e crede di cuore in Gesù Cristo. La salvezza in Gesù Cristo è l'unica salvezza di tutto il mondo, come abbiamo letto in Atti 4:

“E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati".” (Atti 4:12 LND)

Prego che possiamo comprendere che quello che abbiamo letto oggi non è semplicemente un avvenimento storico, piuttosto è l'inizio di un'opera di Dio che continua ancora oggi, per la quale tanti di noi siamo stati salvati. E anche chi non è salvato può essere salvato.

Nel brano di oggi, abbiamo visto che il messaggio della salvezza è aperto a tutti. Possiamo e dobbiamo proclamare l'Evangelo a tutti. Tutti devono sapere che Gesù Cristo sta per ritornare sulla terra per giudicare tutti. Egli è il Signore, e verrà con la verga dell'ira di Dio, pronto a punire ogni peccato. Oggi è il giorno della salvezza, oggi c'è il perdono dei peccati, per mezzo della fede in Gesù Cristo. Non c'è alcun altro nome per mezzo del quale possiamo essere salvati.

Dio ha gestito le cose quel giorno a Cesarea in modo che fosse evidente che esiste una sola Chiesa, e che tutti i veri salvati appartengono a quell'unica chiesa, una chiesa invisibile, non istituita dagli uomini, ma da Gesù Cristo stesso. Gesù Cristo è il capo della Chiesa, e Gesù Cristo porterà a compimento la salvezza che ha iniziato negli uomini.

Allora ricordiamo che se siamo salvati, facciamo parte dell'unica Chiesa e quindi facciamo parte di tutti gli altri veri credenti del mondo. Ricordiamo che abbiamo quell'unico evangelo che vale per tutti gli uomini. Proclamiamo l'evangelo con zelo e senza timore, perché solamente per mezzo di esso gli uomini possono essere salvati.

Lodiamo Dio che sa gestire tutte le cose, perfino i dettagli più piccoli, per portare avanti il suo piano. Questo era vero nel brano che abbiamo letto oggi, e questo è vero anche nelle nostre vite. Quindi, possiamo avere pace, perché Dio è in controllo di tutto. Lodiamo Dio, e ringraziamo Dio che la salvezza è arrivata anche a noi. Viviamo per spargere questa buona notizia agli altri. Amen.

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