un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Atti 12 - Dio fa l'impossibile

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 15 settembre, 2013 -- cmd apb --
parole chiavi: Pietro, Atti, crescita della Chiesa, Erode, angelo, prigione.

Ti trovi in una situazione in cui sembra impossibile che possa finire bene? Sembra che il male vince?

A volte, sembra che il male vinca, e che non ci sia alcuna possibilità che le cose possano andare bene. È vero che a volte, secondo il suo piano perfetto, Dio permette il male, però solo se è secondo il suo piano. È importante ricordare che Dio è potente da salvare e da trasformare qualsiasi situazione, anche se sarebbe umanamente impossibile. Nulla è impossibile per Dio. Egli può fare ogni cosa.

Perciò, nella tua vita, non devi guardare alle circostanze. Bisogna piuttosto guardare a Dio, ed avere fede in lui, fede che egli farà la cosa giusta, al momento stabilito da lui. Dio non è limitato dalle circostanze. Dobbiamo solo avere fede che Dio è all'opera, e che Egli farà la cosa giusta.

È anche importante per noi ricordare che la cosa migliore che Dio può fare non è risolvere i nostri problemi come vorremo noi, ma è operare per portare avanti la sua grande opera di salvare un popolo, compreso noi, se siamo in Cristo. Cioè la vita più benedetta non è una vita con meno problemi, ma è piuttosto una vita in cui Dio ci prepara a passare l'eternità con lui in cielo.

Vogliamo continuare il nostro studio del libro degli Atti, e oggi considereremo il capitolo 12, e vedremo che nulla e nessuno può ostacolare Dio nel portare avanti la sua opera. Gesù Cristo ha dichiarato di edificare la sua Chiesa, e in questo capitolo vediamo che la sua opera continua, nonostante tutto quello che Satana cerca di fare per ostacolarlo. Grazie a Dio, questo è vero anche per ciò che Dio sta facendo nella nostra vita. Dio completerà la sua opera in noi. Quindi, trovate Atti 12 con me e leggiamo dal versetto 1 al 4. In questo contesto, Dio stava facendo crescere la giovane Chiesa, e Satana stava cercando di ostacolare la Chiesa, mandando la persecuzione. Leggo Atti 12:1-4.

“1 Or in quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della chiesa. 2 E fece morire di spada Giacomo, fratello di Giovanni. 3 E, vedendo che questo era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro (or erano i giorni degli Azzimi). 4 Dopo averlo arrestato, lo mise in prigione e lo affidò alla custodia di quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, intendendo di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.

Fino a questo punto la persecuzione veniva solamente dai Giudei. Ora, la situazione peggiorò, perché essa arrivava dallo stato, nella persona di Erode, che aveva il potere di mettere a morte. Era Satana dietro le quinte che operava tramite i Giudei e Erode, per cercare di fermare l'opera di Cristo. Però, Satana non riesce mai a fermare Gesù Cristo, anche quando a noi potrebbe sembrare che Satana stia vincendo.

Notate che Erode fece morire Giacomo, il fratello di Giovanni. Ricordate che Giacomo, Giovanni, e Pietro erano i tre discepoli più legati a Gesù. Quindi, Erode scelse di uccidere uno dei credenti più noto, per fare più danno possibile alla chiesa. E Dio permise che Erode lo facesse morire. Sicuramente, per i credenti di allora, questo sembrava una grande sconfitta. Poteva far suscitare dubbi in merito alla cura di Dio per la Chiesa. Sì, Dio stava curando la Chiesa. Solo che le sue vie non sono sempre le nostre vie.

Consideriamo brevemente Erode. Il brano dice che dopo che aveva fatto morire Giacomo, vedendo che questo era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erode era un uomo senza principi. Negli Evangeli, leggiamo che egli teneva la moglie di suo fratello. Aveva fatto decapitare Giovanni, il battista, per non far brutta figura davanti ai suoi ospiti in una festa, dopo che egli aveva promesso alla figlia di sua moglie di darle qualunque cosa chiedesse. Arrestando Pietro, Erode cercava di fare quello che era gradito ai Giudei. Non gli importava di fare la cosa giusta. Gli interessava solo curare i suoi interessi. Un uomo così non ha alcun timore di Dio. Fa quello che gli è comodo.

Oggi, tante persone vivono così, facendo quello che è comodo e curando i propri interessi, senza preoccuparsi di quello che è giusto. Prego che possiamo riconoscere che questo è un grave peccato, e che nessun credente vivrà mai così.

Però Erode era così, e quindi avendo fatto morire Giacomo, e volendo accontentare i Giudei, fece arrestare anche Pietro, volendo far morire anche lui. Per non crearsi problemi, decise di aspettare dopo la Pasqua. Essendo la festa degli Azzimi, si trattava di un'attesa di circa una settimana. E quindi, lo mise in prigione e lo affidò alla custodia di quattro picchetti di quattro soldati ciascuno. Ogni picchetto faceva un turno di sei ore, e così con quattro picchetti si coprivano le 24 ore del giorno.

Pietro si trovava in una situazione in cui era umanamente impossibile per lui scappare o essere liberato. Era in una prigione, sempre sotto il controllo di quattro soldati assegnati proprio a lui. Umanamente parlando, mancavano pochi giorni alla sua morte. Non c'erano speranze.

Le preghiere dei santi

Nonostante la situazione sembrasse senza speranza, i credenti pregavano continuamente per Pietro. Leggo il versetto 5.

5Ma, mentre Pietro era custodito nella prigione, continue orazioni a Dio erano fatte dalla chiesa per lui.

Dobbiamo pregare, anche se non vediamo alcuna possibilità che le cose cambino. Però, quando preghiamo, preghiamo secondo la volontà di Dio. Per esempio, è probabile che una delle preghiere di questi credenti era che se Pietro sarebbe dovuto morire, sarebbe morto morire con la fermezza e la gioia che aveva avuto Stefano, quando fu lapidato. Non dobbiamo solo pregare che le cose andranno come vogliamo noi. Piuttosto, preghiamo che Dio sia glorificato in ogni eventualità, e poi preghiamo che egli faccia la cosa giusta, fiduciosi che può fare tutto.

Beata la chiesa in cui i membri si uniscono nella preghiera, pregando che la volontà di Dio sia fatta, alla sua gloria.

E quindi, questi credenti pregavano continuamente per Pietro. Era difficile per loro credere che Dio avrebbe potuto liberare Pietro. Però, Dio è sovrano su tutto, e può fare qualsiasi cosa, anche se è impossibile, perché Dio è il Dio dell'impossibile.

Dio Opera Potentemente

Nonostante la situazione fosse senza speranza, Dio operò potentemente. Leggiamo il versetto 6, che ci spiega la situazione.

6 Or la notte, prima che Erode lo facesse comparire in pubblico, Pietro dormiva in mezzo a due soldati, legato con due catene; e le guardie davanti alla porta custodivano la prigione.

Notate che era la notte prima che Erode facesse comparire Pietro in pubblico. In altre parole, era la notte prima che fosse stabilito che Pietro morisse. La chiesa aveva pregato con costanza per Pietro dal primo giorno in cui egli era stato arrestato. Però, non avevano visto alcuna risposta. Ora, ci troviamo in mezzo alla notte, e mancano poche ore dal momento in cui era stabilito che Pietro fosse presentato davanti ai Giudei, per essere poi ucciso, come Erode aveva fatto morire Giacomo.

Quindi, Dio aveva aspettato fino all'ultimo momento prima di iniziare ad operare.

Qua, vediamo un ricordo della verità importantissima che i tempi di Dio non sono i nostri tempi. Spesso, Dio sceglie di rispondere in quello che al nostro parere sembra l'ultimo momento. Cioè, spesso Dio ci fa arrivare proprio all'orlo di una situazione prima che egli operi. Questa non è minimamente mancanza di cura da parte di Dio. È piuttosto un modo che Dio utilizza per aiutarci ad avere più fede. Perciò, non dobbiamo disperarci quando non vediamo una risposta da Dio, e non dobbiamo stancarci di pregare. Piuttosto dobbiamo continuare a pregare, fidandoci che egli opererà nel modo giusto al momento giusto.

Quindi, ci troviamo la notte prima che Pietro fosse presentato ai Giudei, quasi sicuramente per essere ucciso. Pietro dormiva in mezzo a due soldati, legato a loro con due catene, una da ogni lato. Inoltre, gli altri due soldati del picchetto erano in guardia davanti alla porta. Era impossibile per Pietro scappare. Leggiamo quello che è successo leggendo i versetti 7 a 10.

7 Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse e una luce risplendette nella cella; e, percosso il fianco di Pietro, lo svegliò, dicendo: "Alzati in fretta!". E le catene gli caddero dalle mani. 8 Quindi l’angelo gli disse: "Cingiti allacciati i sandali". Ed egli fece così. Poi gli disse: "Avvolgiti nel mantello e seguimi". 9 E Pietro, uscito, lo seguiva non sapendo che ciò che gli stava accadendo per mezzo dell’angelo fosse vero infatti egli pensava di avere una visione. 10 Ora, come oltrepassarono il primo e il secondo posto di guardia, giunsero alla porta di ferro che conduceva in città, ed essa si aprì da sé davanti a loro, e, usciti percorsero una strada, e all’improvviso l’angelo lo lasciò.

Non era il piano di Dio che Pietro morisse a questo punto. Perciò, Dio mandò un angelo a liberare Pietro miracolosamente. Quello che era assolutamente impossibile, Dio lo fece senza problemi. Dio non è mai limitato dalle circostanze.

Una cosa che mi colpisce di questo brano è che l'angelo dice a Pietro di sbrigarsi. Nonostante Dio è onnipotente, e può fare ogni cosa, Pietro doveva sbrigarsi. Certamente, Dio avrebbe potuto far addormentare, o anche morire, le guardie, dando a Pietro il tempo per uscire con calma. Però, di solito, Dio non fa in modo miracoloso quello che può essere fatto con i mezzi naturali che Dio ha già provveduto. Cioè il fatto che l'angelo libera Pietro dalla prigione è un grande miracolo. Però non serviva il miracolo di lasciargli tanto tempo. Pietro era ben capace di sbrigarsi. Perciò, la liberazione miracolosa non toglieva il fatto che Pietro doveva sbrigarsi.

Comunque, Dio aveva in qualche modo fatto addormentare le guardie, e non sapevano quello che stava succedendo. Questo era un miracolo. Inoltre Dio fece anche il miracolo di fare cadere le catene dalle mani di Pietro. Poi fece aprire da sé la porta di ferro. Questo era un fatto tutto miracoloso. Dio liberò Pietro in modo miracoloso.

Notate che Pietro seguiva l'angelo senza rendersi conto che ciò che gli stava accadendo fosse vero. Infatti, egli pensava che fosse una visione. Qui, c'è una lezione importante per noi. A volte, non riconosciamo quello che Dio sta facendo. A volte, nonostante Dio stia operando grandemente, non lo riconosciamo, perché non ci sembra possibile. Nonostante qualcosa succeda davanti ai nostri occhi, non ci rendiamo conto che Dio è all'opera. Era così per Pietro, e spesso è così per noi.

Però, era vero, anche se Pietro non sapeva che era vero. E dopo pochi minuti Pietro si trovò libero, per strada, di notte, e l'angelo sparì. Dio aveva compiuto un grande miracolo. Proseguiamo nel brano per vedere quello che Pietro fa. Leggiamo i versetti 11 e 12.

11 Quando rientrò in sé, Pietro disse: "Ora per certo riconosco che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha liberato dalle mani di Erode e ha resa vana tutta l’attesa del popolo dei Giudei".12 Quando si rese conto della situazione, si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni, soprannominato Marco, dove molti fratelli erano radunati e pregavano.

Il brano inizia dicendo che Pietro rientra in sé. Cioè prima non credeva a quello che stava succedendo. Adesso, riconosce e accetta la realtà della situazione, che Dio aveva compiuto un miracolo, liberandolo dalla prigione, e dalla morte.

Notate che Pietro dichiara che Dio aveva reso vana tutta l'attesa del popolo dei Giudei. In altre parole, i Giudei erano in attesa di vedere Pietro ucciso, come avevano visto Giacomo ucciso. Dio, sovrano su tutto, ha reso vano il piano degli uomini.

Fratelli e sorelle, Dio è capace di rendere vano qualsiasi piano degli uomini egli voglia. Quanto è importante che anche noi abbiamo la fede di riconoscere quello che Dio fa.

Dio è Dio. Ed è sovrano su tutto e su tutti. Quando ci affidiamo a Dio, siamo sicuri. Dio renderà vano qualunque piano degli uomini che va contro quello che Dio ha stabilito per noi e per il suo regno.

Quando Pietro si rese conto della situazione, si recò a casa di Maria. Questa frase, "si rese conto della situazione", vuol dire che aveva valutato tutto. Cioè, Pietro, riconoscendo di essere stato liberato, si ferma per considerare la sua situazione, e quello che probabilmente sarebbe successo quando i soldati si sarebbero resi conto che lui non c'era più. Decise di andare subito a casa di Maria, madre di Giovanni Marco, dove molti fratelli erano radunati e pregavano. Evidentemente quella casa era grande, ed era un luogo dove spesso i credenti s'incontravano.

Notate che nonostante fosse in mezzo alla notte, molti fratelli erano radunati e pregavano. La chiesa di Gerusalemme era veramente perseverante nella preghiera! Nonostante ormai mancassero poche ore da quando Erode doveva far comparire Pietro per farlo morire, e quindi umanamente sembrava che non ci fosse più speranza, i credenti continuavano a pregare. Quanto è importante perseverare nella preghiera. Prego che anche noi possiamo pregare, anche se sembra impossibile che ci sia una risposta. Chiaramente, è importante sottomettere sempre le nostre richieste alla volontà di Dio.

La reazione dei credenti

Pietro arriva alla porta di ingresso e bussa. È interessante la reazione di questi credenti. Leggiamo dai versetti 13 al 17.

13 Appena Pietro bussò alla porta d’ingresso, una serva di nome Rode si avvicinò cautamente per ascoltare. 14 E, riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse dentro e annunziò che Pietro stava davanti all’ingresso. 15 Ma essi le dissero: "Tu vaneggi". Ella però affermava che era così. E quelli dicevano: “È il suo angelo”. 16 Pietro intanto continuava a bussare. Or essi, avendo aperto, lo videro e sbigottirono. 17 Ma egli, fatto loro cenno con la mano di tacere, raccontò loro come il Signore lo aveva fatto uscire dalla prigione. Poi disse: "Riferite queste cose a Giacomo e ai fratelli". Poi uscì e si recò in un altro luogo.

Abbiamo visto prima che Pietro non si era reso conto che era vero quello che gli stava succedendo quando l'angelo lo liberò dalla prigione. Pensava che fosse una visione. Questo perché sembrava umanamente impossibile che egli fosse liberato. Adesso, vediamo una cosa simile nei credenti. Quando Pietro arriva alla porta d'ingresso della casa dove si trovano i credenti, e bussa, la serva riconoscendo che era lui corre dentro dicendo a tutti che Pietro era fuori. Però, i credenti non riescono a credere che ciò sia vero. Credono che la serva vaneggia. In altre parole, nonostante stavano pregando continuamente per la liberazione di Pietro, quando Dio compie questa liberazione, non ci credono. Pregavano, ma senza credere che la cosa sarebbe mai veramente successo. Pregavano, e questa è una buona cosa. Ma mancavano di fede. Quanto spesso anche noi preghiamo con poca fede. Continuiamo a pregare, ma impariamo che possiamo fidarci di Dio. Egli è capace di fare tutto, anche l'impossibile, se è la sua volontà.

Quando la serva insiste che è veramente Pietro, questi credenti dichiarano che è l'angelo di Pietro. Qua, vediamo che essi credevano in qualcosa che non è secondo l'insegnamento biblico. Piuttosto, era una credenza dei Giudei dell'epoca. I Giudei in quell'epoca credevano che ogni persona aveva un angelo personale, che poteva perfino prendere l'apparenza della persona. Questi credenti, pur credendo in Gesù, continuavano a credere questo, anche se non era insegnato nella Bibbia. Questo dovrebbe servirci per ricordare che è importante valutare tutto quello che crediamo alla luce della parola di Dio.

Comunque, visto che Pietro continuava a bussare, alla fine gli fu aperto, e furono tutti sbigottiti. Quello che non credevano possibile era successo, Dio aveva liberato Pietro. Pietro raccontò loro quello che era successo, spiegò loro di raccontare questo agli altri apostoli, e poi subito uscì per andare a nascondersi in un altro posto. In questo modo, se fossero venuti i soldati a cercarlo, non sarebbe stato là. Anche qua, vediamo che Dio intende che usiamo i mezzi naturali che egli ci dà per curarci. Dio aveva liberato Pietro miracolosamente dalla prigione. Però ora Pietro doveva curarsi della situazione usando i mezzi naturali che Dio aveva provveduto. E perciò andò in un posto dove i soldati non lo avrebbero trovato.

Anche noi dobbiamo usare i mezzi naturali che Dio ci dà, però sempre confidando in Dio. Questo vale in ogni campo della vita. Per esempio, dobbiamo lavorare noi, ma allo stesso tempo dobbiamo fidarci che Dio provvede quello che ci serve. Solitamente, Dio ci provvede tramite il nostro lavoro. Ma ci sono le volte che lui va oltre quello che è stato possibile per noi, per ricordarci che effettivamente è sempre lui che ci provvede tutto.

I soldati puniti

Dio aveva operato miracolosamente per liberare Pietro dalla prigione dalla la morte. Questa liberazione costò la vita dei soldati che stavano in guardia quando Pietro fu liberato. Leggo i versetti 18 e 19.

18 Quando si fece giorno vi fu un gran subbuglio fra i soldati, perché non sapevano cosa fosse avvenuto di Pietro. 19 Ed Erode lo mandò a cercare ma non lo trovò e, dopo avere interrogato le guardie, comandò che fossero condotte al supplizio. Poi discese dalla Giudea a Cesarea e là si fermò.(per un po' di tempo).

Nel piano di Dio, la liberazione di Pietro dalla prigione portò alla morte di questi soldati. Infatti, quando dice che furono condotti al supplizio vuol dire che furono messi a morte.

Una legge romana dichiarava che un soldato che lasciava scappare un prigioniero doveva essere messo a morte, la sua vita per quella del prigioniero. In realtà è molto probabile che Erode capì che la liberazione di Pietro era un miracolo. Però, Erode non voleva assolutamente far sapere al popolo che Dio aveva compiuto un miracolo per salvare Pietro. Perciò, la soluzione era far sembrare che Pietro era scappato perché le guardie non avevano fatto il loro lavoro. Per questo, mandò a morte i soldati che facevano la guardia a Pietro.

Potrebbe sembrare ingiusto che Dio permettesse che questi soldati morissero così. Però, Dio è giusto in tutto quello che fa. Se una persona è senza Cristo, o vive tanti anni, o muore giovane, comunque sarà mandato al tormento eterno per i suoi peccati. È quasi certo che questi soldati avevano sentito parlare di Gesù Cristo. Negli Evangeli e negli Atti, abbiamo visto altri soldati romani, per esempio Cornelio, e anche il centurione, che avevano creduto in Cristo. Quindi questi soldati sono stati messi a morte, ma avevano avuto l'opportunità di credere in Cristo. Dio è giusto. Ciò che importa è che ogni uomo si ravveda mentre c'è tempo.

Notate che dice che Erode discese dalla Giudea a Cesarea, e là si fermò. In greco, non ci sono le parole “per un po' di tempo”. Da quello che leggiamo, dopo questo avvenimento di Pietro, Erode non visse più in Giudea, e non perseguitò più la chiesa. Quasi sicuramente Erode capiva che Dio aveva liberato Pietro miracolosamente, come aveva liberato Pietro e Giovanni dalla prigione del sinedrio qualche anno prima. Alla luce di questo, è molto possibile che Erode ebbe timore di continuare a perseguitare i credenti. Inoltre, è possibile che aveva un po' di problemi di coscienza per il fatto che aveva fatto morire quei soldati ingiustamente. Qualunque sia il motivo, lasciò la Giudea, e andò a Cesarea. Dal testo greco, capiamo che forse era andato ad abitare là.

Il Cuore di Erode

Andiamo avanti, e comprendiamo di più ciò che c'era nel cuore di Erode, e quanto Dio è geloso della sua gloria. Leggo dai versetti 20 a 23.

20 Or Erode era indignato contro i Tiri e i Sidoni; ma essi di comune accordo si presentarono a lui e, persuaso Blasto, ciambellano del re, chiedevano pace perché il loro paese era rifornito di viveri dalla liberalità del re. 21 Nel giorno stabilito Erode, vestito del manto regale e seduto sul trono, teneva loro un discorso. 22 Il popolo lo acclamava, dicendo: "Voce di Dio e non di uomo!". 23 In quell’istante un angelo del Signore lo colpì, perché non aveva dato gloria a Dio; e morì roso dai vermi.

In questo brano, vediamo alcuni esempi di come vivono coloro che sono senza Cristo. Erode era indignato contro i Tiri e i Sidoni. Quanto spesso gli uomini arrivano a portare grande ira e rancore gli uni contro gli altri. Queste due città volevano la pace con Erode, non perché volevano veramente migliorare i rapporti con lui, ma perché dipendevano da lui per i loro viveri. Qua, vediamo che spesso, anche quando gli uomini cercano una buona cosa, è per motivi sbagliati.

Visto che volevano l'approvazione e la bontà di Erode, erano pronti ad adularlo, cioè, a dargli tante lodi finte, in modo insincero. Erano tante belle parole, ma con nessun vero valore.

Erano parole così esagerate che probabilmente era ovvio per Erode che fossero false, che fossero solo adulazioni. Però, il cuore che cerca gloria per se stesso, accetta anche una lode finta. È un grave peccato quando cerchiamo gloria per noi stessi. Erode stava peccando grandemente.

Infatti, quello che queste persone dicevano ad Erode era oltremodo esagerato, in quanto dicevano: "Voce di Dio e non di uomo!". Erode sapeva di essere un semplice uomo, ma il suo orgoglio era talmente grande che accettava una tale adulazione. Non aveva alcun timore di Dio, e così, accettava un'adorazione che apparteneva solamente a Dio.

Erode peccava non fermando le persone, e non dando la gloria a Dio. Anche noi pecchiamo, se non diamo la gloria a Dio quando le persone danno gloria a noi.

Per questo suo grave peccato, in quello stesso istante Erode fu colpito da un angelo del Signore. Dio lo colpì con vermi, che lo portarono alla morte. Non sempre Dio giudica durante questa vita, ma è sicuro che Dio giudicherà sempre. In questo caso, la gelosia di Dio lo spinse a colpire Erode proprio in quel momento.

Quanto è da stolti non avere timore di Dio. Quanto è saggio quando abbiamo vero timore di Dio.

Dio porta avanti la sua opera

Per concludere questo capitolo, leggiamo i versetti 24 e 25.

24 Ora la parola di Dio cresceva e si diffondeva. 25 E Barnaba e Saulo, ultimata la loro missione, ritornarono da Gerusalemme ad Antiochia, avendo preso con loro Giovanni, soprannominato Marco.”

Ormai, la Chiesa aveva subito una grande persecuzione. Però, come abbiamo già letto ripetutamente in Atti, la parola di Dio cresceva e si diffondeva. Gesù Cristo, il Signore, continuava a edificare la sua Chiesa. La persecuzione non ostacolava il Signore minimamente. Nulla e nessuno può ostacolare Dio dal compiere tutto quello che egli ha determinato di compiere.

Infatti, nel nostro studio di Atti finora, abbiamo visto la Chiesa crescere da un gruppetto di 120 persone nel giorno di Pentecoste, fino a diventare una chiesa con migliaia e migliaia di persone, ormai sparse in tutta la Giudea, in Samaria, e in sempre più posti fra i gentili. L'opposizione dei Giudei e di Erode, non potevano fermare l'opera di Dio.

Quando è importante che impariamo e ricordiamo che Dio è pienamente in controllo in ogni momento della vita, per quanto la situazione può essere grave. Nulla può fermare Dio in quello che sta facendo in noi, e nel mondo intorno a noi. Nessuna problema, nessuna prova, nessuna opposizione degli uomini possono fermare Dio dal fare quello che egli ha deciso di compiere in noi. Possiamo confidare pienamente in Dio, e non saremo delusi.

Tante volte nella storia umana Satana ha cercato di distruggere la Chiesa. Però, non ci è mai riuscito, e non ci riuscirà mai. Nulla può fermare Cristo dall'edificare la sua Chiesa. La Chiesa continua a crescere oggi, ed ha raggiunto anche noi. Grazie a Dio per questa meravigliosa verità.

Questo capitolo si conclude con il versetto 25, che ci prepara per gli avvenimenti del capitolo 13. Notate che Barnaba e Saulo ritornano in Antiochia, ma portano con loro Giovanni, soprannominato Marco. Vedremo nel prossimo capitolo come anche questo avvenimento era tutto gestito da Dio.

Conclusione e lezioni per noi

Allora, in questo capitolo, abbiamo visto ancora che Dio porta avanti la sua opera. Nessun problema è un problema per Dio. Possiamo fidarci di Dio.

Dio non sempre opera come vorremmo noi, ma sa curarci nel modo migliore. Dio permise che Stefano fosse lapidato, e permise che Erode uccidesse Giacomo con la spada. Invece, liberò Pietro dalla morte, perché non era il momento stabilito da Dio. Quando preghiamo, fidandoci della cura e della sapienza di Dio, Egli opererà nel modo migliore, per portare avanti la sua opera in noi.

Abbiamo visto ancora l'importanza della preghiera, leggendo che la chiesa pregava continuamente per Pietro. Anche in mezzo alla notte, c'erano molti credenti riuniti per pregare per lui. Più diventiamo una chiesa che prega, unendoci veramente nella preghiera, più Dio risponderà con potenza, glorificandosi per mezzo di noi.

Ricordate che anche se Dio è capace di fare tutto miracolosamente, Egli intende che noi usiamo i mezzi naturali che Egli ci ha dato. L'angelo liberò Pietro miracolosamente, però, fece sbrigare Pietro, e poi, lo lasciò, e Pietro doveva valutare la sua situazione e agire con buon senso per non essere arrestato di nuovo. Quindi, preghiamo, ma poi usiamo i mezzi che Dio ci ha già dato.

Grazie a Dio che Egli può operare anche nella situazione più difficile. La sua grazia sarà sempre sufficiente. Il suo potere è sempre grande. Il suo amore per i suoi figli continua sempre. Camminiamo nella luce, con fede! Guardiamo a Cristo.

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