un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Atti 13:14-52 - L'Evangelo

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 29 settembre, 2013 – cmd apb –
parole chiavi: Evangelo, Vangelo, come predicare, come evangelizzare, predestinazione, elezione.

Il nostro Dio è all'opera, con potenza. Egli completerà tutto quello che ha stabilito di fare, nel mondo, e nella tua vita. Tutto quello che Satana fa non può fermare Dio.

Oggi, andiamo avanti con il nostro studio di Atti, in cui stiamo vedendo che Dio porta sempre avanti la sua opera. Molto dell'opera di Dio non è visibile al mondo, e non sarà visibile finché Gesù Cristo non ritorna. Per esempio, ricordate la promessa che leggiamo in 1Giovanni 3:1,2.

“1 Vedete quale amore il Padre ha profuso su di noi, facendoci chiamare figli di Dio. La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui, 2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è.” (1Giovanni 3:1-2 LND)

Anche se il mondo non vede quello che Dio sta facendo, noi che siamo credenti possiamo gioire del fatto che Dio è all'opera, anche quando non vediamo quello che sta facendo.

Stiamo studiando Atti 13, e abbiamo visto Dio che chiama Paolo e Barnaba per andare a predicare Cristo fra i gentili. Essi iniziarono la loro missione nell'isola di Cipro, e là trovarono opposizione in un mago che cercava di ostacolarli mentre proclamavano la parola al proconsole. Dio operò potentemente, il mago fu accecato, e il proconsole credette in Gesù Cristo, colpito dalla dottrina del Signore.

Abbiamo concluso quel sermone con Paolo e Barnaba che da Cipro andavano a Perge di Panfilia. Riprendiamo la storia da quel punto, leggendo in Atti 13:14-15.

14Or essi, proseguendo da Perge, giunsero ad Antiochia di Pisidia; e, entrati nella sinagoga in giorno di sabato, si sedettero. 15 Dopo la lettura della legge e dei profeti, i capi della sinagoga mandarono loro a dire: "Fratelli, se avete qualche parola di esortazione da rivolgere al popolo, ditela".

Notate che di nuovo, Paolo e Barnaba entrano nella sinagoga, il luogo di incontro dei Giudei. Ricordate che oltre ai Giudei, venivano anche dei gentili timorati di Dio che avevano capito che il Dio di Israele è il vero Dio, perché volevano ascoltare la Parola di Dio. Notate che si leggeva la legge e i profeti.

La legge è un termine che indica i primi cinque libri dell'Antico Testamento, da Genesi a Deuteronomio. I profeti sono i libri da Isaia a Malachia. La lettura della parola di Dio era molto importante negli incontri dei Giudei. Negli incontri di chiesa, è importante sia insegnare la Parola di Dio che leggere la Parola di Dio. Per esempio, in 1Timoteo 4:13 Paolo esorta Timoteo a svolgere il suo ministero nella chiesa. Leggo:

“Applicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento, finché io venga.” (1Timoteo4:13 LND)

Quindi, serve sia leggere che insegnare la Parola di Dio negli incontri di chiesa.

Là nella sinagoga, dopo la lettura, i capi della sinagoga chiesero a Paolo e Barnaba di insegnare. È probabile che avessero già sentito che erano farisei, esperti nella parola di Dio. E perciò furono invitati ad insegnare, e esortare, le persone presente. Consideriamo attentamente quello che Paolo insegnò alle persone presenti quel giorno, perché ci aiuta a capire come proclamare Cristo. Leggo dal 16 a 23.

Paolo presenta Cristo dalle Scritture

16 Allora Paolo si alzò e, fatto cenno con la mano, disse: "Israeliti e voi che temete Dio, ascoltate. 17 Il Dio di questo popolo d’Israele elesse i nostri padri, e rese grande il popolo durante la sua dimora nel paese di Egitto; poi, con braccio potente, lo fece uscire fuori di là. 18 E per circa quarant’anni lo sopportò nel deserto. 19 Poi distrusse sette nazioni nel paese di Canaan e distribuì ad essi in eredità il loro paese. 20 Dopo di che, per circa quattrocentocinquant’anni, diede loro dei Giudici fino al profeta Samuele. 21 In seguito essi chiesero un re; e Dio diede loro Saul, figlio di Kis, un uomo della tribù di Beniamino, per quarant’anni. 22 Poi Dio lo rimosse e suscitò loro come re, Davide, a cui rese testimonianza, dicendo: "Io trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore, il quale eseguirà tutti i miei voleri". 23 Dalla sua discendenza Dio, secondo la sua promessa, ha suscitato ad Israele il Salvatore Gesù.

La prima cosa che noto qua è che Paolo si rivolge non solo ai Giudei, ma anche ai gentili che sono presenti. Nel versetto 16 egli dichiara: "Israeliti, e voi che temete Dio, ascoltate." Il messaggio della salvezza non è solamente per i Giudei, è per tutto il mondo. Perciò Paolo si rivolge a tutti quanti. Sicuramente, questo era molto incoraggiante per i gentili che erano presenti.

In quello che Paolo dichiara loro, notate che Dio è il protagonista. Tutto quello che Paolo racconta degli avvenimenti della storia di Israele erano opere di Dio, e facevano parte del piano di Dio. Paolo parla di come Dio aveva salvato il suo popolo dall'Egitto. Poi lo supportò per quarant'anni nel deserto. Diede loro il paese di Canaan distruggendo altri popoli. Per circa 400 anni diede loro dei giudici, e poi diede loro un re, Saulo. Dopo di lui, Dio suscitò come re Davide. Poi, come Dio aveva promesso, diede loro il Salvatore Gesù. Notate che Paolo dichiara chiaramente che Gesù è il Salvatore, il Messia promesso ad Israele.

I Giudei, e anche i gentili che da tempo frequentavano la sinagoga, sapevano che Dio aveva promesso il Messia. Queste persone capivano che serviva il Messia per poter essere salvati.

Oggi, tanti non sanno che siamo sotto condanna, e perciò, quando noi proclamiamo Cristo, dobbiamo spiegare il nostro bisogno della salvezza, e poi presentare Gesù Cristo come il Salvatore. Andiamo avanti, leggendo dal versetto 24 a 25.

24 Prima della sua venuta Giovanni predicò un battesimo di ravvedimento a tutto il popolo d’Israele. 25 E, come Giovanni stava per finire la sua missione, disse: "Chi pensate voi che io sia? Io non sono il Cristo; ma ecco, dopo di me viene uno, a cui io non sono degno di sciogliere i sandali dei piedi".

Paolo parla del fatto che Giovanni il battista aveva predicato un messaggio di ravvedimento. Il ravvedimento è necessario per poter ricevere il perdono in Gesù Cristo. Se ricordate, anche a Gerusalemme Pietro aveva predicato il ravvedimento e il battesimo nel nome di Gesù Cristo. Quindi, il ravvedimento è una parte essenziale del messaggio che dobbiamo proclamare.

Tenete in mente che parlare del ravvedimento, se si spiega bene cosa vuol dire, è un modo per parlare del peccato. Il ravvedimento è ravvedimento dai nostri peccati a Cristo. Quindi, parlando di ravvedimento Paolo stava mettendo in evidenza i loro peccati.

Il Cristo sarebbe venuto dopo Giovanni. Andiamo avanti, e leggiamo dal 26 al 31.

26 Fratelli, figli della progenie di Abrahamo, e quelli fra di voi che temono Dio, a voi è stata mandata la parola di questa salvezza. 27 Poiché gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi, non avendo riconosciuto questo Gesù, condannandolo, hanno adempiuto le parole dei profeti che si leggono ogni sabato. 28 E, benché non trovassero in lui alcuna colpa degna di morte, richiesero a Pilato che fosse fatto morire. 29 Dopo aver compiuto tutte le cose che sono scritte di lui egli fu tratto giù dal legno e fu posto in un sepolcro. 30 Ma Dio lo risuscitò dai morti. 31 ed egli fu visto per molti giorni da coloro che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, i quali sono ora i suoi testimoni presso il popolo.

È importante notare che nel versetto 26 Paolo dichiara che il suo messaggio è il messaggio di salvezza. Notate che Paolo di nuovo si rivolge sia ai Giudei, e a quelli che non erano Giudei ma temevano Dio. Leggo il v26 ancora: "A voi è stata mandata la parola di questa salvezza." Il messaggio è un messaggio di salvezza! In altre parole, abbiamo bisogno della salvezza, perché siamo perduti. E quindi, abbiamo bisogno di un Salvatore. Questo è il messaggio che Paolo annunciava, ed è il messaggio che noi dobbiamo annunciare. Il messaggio è per tutti, Giudei e non Giudei.

Dal versetto 27 Paolo spiega che i Giudei non avevano riconosciuto Gesù come Cristo. Per questo lo avevano crocefisso. Però era tutto un adempimento delle profezie di Dio. Dio è in controllo!

Però, il Cristo non rimase nella tomba, ma risuscitò dai morti. C'erano tanti testimoni del fatto che risuscitò.

Anche qua, vediamo che la risurrezione è centrale nella spiegazione dell'evangelo, perché la risurrezione dimostra che Gesù è il Cristo, e quindi, che il suo sacrificio può salvarci.

Oggi, tanti credenti tendono a trascurare il fatto di parlare della risurrezione quando parlano di Cristo. Non facciamo così. Seguiamo l'esempio che troviamo nella Bibbia. Infatti, andando avanti, nei vv. 32 a 37, notate quanta enfasi Paolo mette sulla risurrezione di Gesù, perché mostra che Gesù è il Cristo. Leggo da 32 a 37.

La risurrezione mostra che Gesù è il Cristo

32 E noi vi annunziamo la buona novella della promessa fatta ai padri, 33 dicendovi, che Dio l’ha adempiuta per noi, loro figli, avendo risuscitato Gesù come anche è scritto nel secondo salmo: "Tu sei il mio Figlio. oggi ti ho generato". 34 E poiché lo ha risuscitato dai morti per non tornare più nella corruzione, egli ha detto così: "Io vi darò le fedeli promesse fatte a Davide". 35 Per questo egli dice anche in un altro Salmo: "Tu non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. 36 Or Davide, dopo aver eseguito il consiglio di Dio nella sua generazione, si addormentò e fu aggiunto ai suoi padri, e vide la corruzione, 37 ma colui che Dio ha risuscitato, non ha visto corruzione.

Nel versetto 32, Paolo dichiara che la notizia che Gesù risuscitò è la buona novella della promessa fatta ai padri. Essendo risuscitato, sappiamo che Gesù è il Cristo, e quindi, che può salvarci. Quindi quando parliamo con le persone di Cristo, dobbiamo parlare della risurrezione, come prova che Gesù è il Cristo che può salvarci.

I Benefici della Salvezza

Avendo reso chiaro che Gesù è il Cristo, per il fatto che è risuscitato, Paolo dichiara i benefici più grandi che Dio offre all'uomo per mezzo di Gesù Cristo. Leggo i versetti 38 e 39.

38 Vi sia dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui vi è annunziato il perdono dei peccati, 39 e che, mediante lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, di cui non avete potuto essere giustificati mediante la legge di Mosé.

È estremamente importante comprendere quali sono i benefici più grandi della salvezza, in modo da proclamare fedelmente il messaggio di Dio. Il primo beneficio è il perdono dei peccati. Il secondo, è che chi crede è giustificato mediante Cristo. Consideriamo questi due meravigliosi benefici.

Prima di tutto, il più grande beneficio della salvezza è il perdono dei peccati! Finché siamo colpevoli dei nostri peccati, non possiamo mai entrare alla presenza di Dio. Senza il perdono, saremo separati da Dio, ora e per tutta l'eternità, in un luogo di tormento. Solamente il perdono dei peccati può salvarci da questa condanna. Grazie a Dio, in Gesù Cristo, esiste questo perdono. Questo è il più grande beneficio della salvezza.

Il secondo beneficio che Paolo dichiara è quello di essere giustificati in Gesù Cristo. Qui, parla in termini legali. Noi siamo colpevoli davanti al tribunale di Dio. Siamo giustamente condannati a causa dei nostri peccati. In Gesù Cristo, e solamente in Gesù Cristo possiamo essere giustificati per tutte le cose, di cui non potevamo essere giustificati per mezzo della legge di Dio. Essendo giustificati, la nostra condanna viene totalmente tolta, e possiamo dimorare alla presenza di Dio per tutta l'eternità.

Se guardiamo i vari brani in cui l'Evangelo viene proclamato, il perdono è il beneficio più menzionato. Non troviamo casi in cui si parla con i non credenti dell'amore di Dio, né della salvezza come del fatto di avere Dio come aiuto nei problemi di questa vita. Piuttosto, troviamo che si parla del beneficio del perdono dei peccati.

Perciò, seguiamo il chiaro esempio della Bibbia, e proclamiamo lo stesso messaggio che troviamo ripetutamente nella Bibbia. Gesù è il Cristo che può salvarci dai nostri peccati, dandoci il perdono.

Proclamiamo il perdono dei nostri peccati e la giustificazione per mezzo di Gesù Cristo. Questi sono i benefici meravigliosi che Dio offre all'uomo in Cristo Gesù.

Avvertimento a non Rifiutare

Avendo spiegato la salvezza che Dio offre in Gesù Cristo, Paolo esorta gli ascoltatori a non rifiutare la salvezza. Leggo i versetti 40 e 41.

40 Guardatevi dunque che non vi accada ciò che è detto nei profeti: 41 Guardate, o sprezzatori, meravigliatevi e siate consumati, perché io compio un’opera ai vostri giorni, un’opera che non credereste, se qualcuno ve la raccontasse.

In questi versetti, Paolo esorta severamente gli ascoltatori a non disprezzare l'offerta del perdono di Dio di cui hanno bisogno.

Anche noi dobbiamo esortare e ammonire con forza le persone a ravvedersi e credere in Gesù Cristo per ricevere il perdono. Il nostro messaggio è il messaggio più importante della vita. Dobbiamo scongiurare e predicare qualunque sia la reazione che riceviamo. Ascoltate le parole dell'apostolo Paolo a Timoteo in 2Timoteo 4:1,2.

“1 Ti scongiuro dunque davanti a Dio e al Signore Gesù Cristo, che ha da giudicare i vivi e i morti, nella sua apparizione e nel suo regno: 2 predica la parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, rimprovera, esorta con ogni pazienza e dottrina.” (2Timoteo 4:1-2 LND)

Dobbiamo predicare la parola e insistere a tempo e fuori di tempo, ovvero quando le persone vogliono ascoltare e quando non vogliono ascoltare. Che vogliano o no, devono sentire il messaggio del giudizio e della salvezza in Gesù Cristo. Il nostro mandato è di proclamare questo messaggio, e di esortare le persone a ravvedersi e credere, come Paolo fece con quelle persone.

Come le persone Reagiscono

Notiamo la reazione dei giudei e dei gentili che avevano ascoltato Paolo. Leggo i versetti 42 e 43.

42 Ora, quando i Giudei furono usciti dalla sinagoga, i gentili li pregarono che il sabato seguente fossero loro proposte le stesse cose. 43 E, dopo che fu sciolta la riunione molti fra i Giudei e pii proseliti seguirono Paolo e Barnaba, i quali, parlando loro, li persuasero a perseverare nella grazia di Dio.

Prima di tutto, noto che i gentili erano più aperti di quanto lo fossero i Giudei. I gentili pregarono Paolo e Barnaba di insegnare le stesse cose la settimana successiva. Poi, quando fu sciolta la riunione e tutti uscirono, molti fra i Giudei e i pii proseliti seguirono Paolo e Barnaba per sentire di più. E notate che Paolo e Barnaba continuavano a persuadere le persone a perseverare nella grazia di Dio. Cioè avendo visto che erano aperte, esortavano queste persone a credere e a vivere per grazia.

Dio usò la predicazione della parola per toccare il cuore di queste persone. Altri avevano sentito lo stesso messaggio e non furono toccati. Non è il nostro metodo che cambia i cuori, è la potenza della parola di Dio che Dio usa per toccare il cuore di certe persone. Ricordate all'inizio di questo capitolo che il proconsole fu convinto dalla parola del Signore. E perciò, Paolo e Barnaba esortavano le persone a continuare nella grazia di Dio. Così dobbiamo fare anche noi. Dobbiamo predicare, e poi incoraggiare le persone che ascoltano a proseguire.

L'Invidia dei Giudei

Dio avevo operato, toccando il cuore di tanti, soprattutto di tanti gentili. La reazione dei Giudei che non avevano creduto fu estremamente negativa. Leggiamo i versetti 44 e 45.

44 Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio. 45 Ma i Giudei, vedendo la folla, furono ripieni d’invidia e si opponevano alle cose dette da Paolo, contraddicendo e bestemmiando.

Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio. Visto che la città era popolata maggiormente dai gentili, questo ci fa capire che erano principalmente i gentili che avevano sparso in città la parola del messaggio di perdono che Paolo aveva annunciato. Che bello quando chi sente l'Evangelo lo condivide con altri affinché anche loro possano sentire. In Atti 10 Cornelio invitò altri a venire per sentire Pietro spiegare la salvezza. Anche noi dobbiamo spargere la parola.

Notate che i Giudei, che possiamo presumere fossero quelli che non avevano creduto, erano ripieni di invidia. Non volevano che altri fossero salvati. Qui vediamo persone che adoravano Dio con le loro labbra, ma i loro cuori erano lontani da Dio. Vano era il loro culto. Con questo cuore duro, si opponevano duramente alle cose dette da Paolo. Lo contraddicevano, e bestemmiavano.

Di nuovo, Satana stava cercando di opporsi all'opera di Dio, usando persone che non avevano vera fede in Dio. Però, Satana non può fermare Dio nel completare la sua opera.

Vediamo come Paolo risponde a questi Giudei che contraddicevano le verità che egli insegnava. Leggo dal versetto 46 a 48.

46 Allora Paolo e Barnaba, parlando con franchezza, dissero: "Era necessario che fosse annunziata a voi per primi la parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna ecco, noi ci rivolgiamo ai gentili. 47 Poiché così ci ha comandato il Signore: "Io ti ho posto come luce delle genti perché tu porti la salvezza fino all’estremità della terra.

Queste sono parole dure. Paolo dichiara in modo chiaro che questi Giudei stavano respingendo la parola di Dio. Quando parliamo delle verità di Dio, non bisogna usare mezzi termini. Non bisogna cercare di non offendere. Dobbiamo parlare con gentilezza sì, ma con chiarezza, anche quando ciò potrebbe offendere le persone. Infatti, l' evangelo è un'offesa, è un inciampo per chi non si inginocchia davanti a Dio.

E perciò Paolo dichiara che da allora in poi si sarebbero rivolti ai gentili. Questo era il comandamento di Dio. La luce di Cristo doveva raggiungere le persone in tutto il mondo, non solo i Giudei. Grazie a Dio ha raggiunto noi.

Quelli Preordinati alla Vita Eterna Credono

Quando i gentili sentirono questo, si rallegrarono e diedero gloria alla parola di Dio. Ebbero grande gioia nel sentire che la salvezza era anche per loro! Leggo il versetto 48.

48 I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero.

Notate l'ultima frase: "E tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero."

La parola "preordinati" che si potrebbe tradurre semplicemente come "ordinati", vuol dire "mettere in un certo posto, collocare, assegnare ad un posto." Qua, questo verbo è nella forma del perfetto passivo. Questo vuol dire che non sono state queste persone che si sono ordinate da sé, ma piuttosto era Dio che li aveva ordinati, ovvero assegnati alla vita eterna. Solo le persone ordinate alla salvezza credettero.

Vi leggo qualche altro esempio del verbo “ordinare” per aiutarci a capire meglio il suo significato. Per esempio, quando certi credenti Giudei vennero ad Antiochia, e crearono divisione, la chiesa decise di mandare Paolo e Barnaba a Gerusalemme per risolvere il problema. Vi leggo Atti 15:2

“Essendo perciò sorta una non piccola controversia e discussione da parte di Paolo e Barnaba con costoro fu ordinato che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e anziani per tale questione.” (Atti 15:2 LND)

Poi, in Atti 18:2, leggiamo come l'Imperatore Claudio aveva ordinato che tutti i Giudei partissero da Roma. Ve lo leggo.

“E, trovato un certo Giudeo, di nome Aquila originario del Ponto, venuto di recente dall’Italia insieme a Priscilla, sua moglie (perché Claudio aveva ordinato che tutti i Giudei partissero da Roma) si recò da loro.” (Atti 18:2 LND)

In Atti 22:10, Paolo racconta quello che il Signore Gesù gli aveva comandato quando gli era apparso sulla via di Damasco. Ve lo leggo.

“Io dissi: "Signore, che devo fare?" Il Signore mi disse: "Alzati e va’ a Damasco, là ti sarà annunziato tutto quello che ti è ordinato di fare"” (Atti 22:10 LND)

In Romani 13:1, Paolo comanda che siamo sottoposto alle autorità civili, perché sono ordinate da Dio. La parola che qua viene tradotta come "istitutite" è la stessa parola che altrove è tradotta come "ordinato". Vi leggo Romani 13:1.

“Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori, poiché non c’è autorità se non da Dio, e le autorità che esistono sono istituite da Dio.” (Romani 13:1 LND)

E così, in questi brani vediamo che la parola “ordinata” vuol dire che un'autorità, solitamente Dio, stabilisce qualcosa, assegna qualcuno a qualcosa, o mette le cose come vuole.

E perciò quando dichiara che tutti coloro che erano ordinati alla vita eterna credettero, vuol dire che tutti coloro che Dio aveva assegnato alla vita eterna credettero. Certamente, è assolutamente necessario ravvedersi e credere per poter essere salvati. L'uomo è salvato per fede, non perché è ordinato alla vita eterna. Però, gli unici che credono sono coloro che sono ordinati alla vita eterna da Dio. Questo perché di natura, nessun uomo vorrebbe la salvezza, perché nessun uomo vuole inginocchiarsi davanti a Dio. Grazie a Dio, che egli opera nel cuore degli uomini morti nei loro peccati, vivificandoli e portandoli alla fede. Poi credono, e vengono salvati.

Progresso

Nonostante la dura opposizione dei Giudei, Dio operò, ed tanti altri furono salvati. Ripetutamente Atti, vediamo che Dio accresce la Chiesa. Leggo il versetto 49.

49 E la parola del Signore si diffondeva per tutto il paese.

Lodiamo Dio perché Egli è pienamente in controllo, nel mondo, e nelle circostanze della tua vita.

Persecuzione

Finché c'è Satana nel mondo, cercherà di ostacolare l'opera di Dio. Lo faceva anche in questo brano. Visto che Dio aveva salvato tante persone, e la Parola del Signore si diffondeva, Satana spingeva i Giudei a perseguitare Paolo e Barnaba. Leggo i versetti 50 e 51.

50 Ma i Giudei istigarono le donne pie di alto rango e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Barnaba, e li scacciarono dai loro confini. 51 Essi allora, scossa la polvere dai loro piedi contro di loro, si recarono a Iconio.

A prima vista, il fatto che Paolo e Barnaba dovevano lasciare la città potrebbe sembrare una sconfitta. Però, se ricordate, quando la persecuzione arrivò a Gerusalemme, in realtà, non fece altro che spingere i credenti ad andare in tanti altri posti, dove parlarono con nuove persone di Gesù Cristo, e quindi, altri furono salvati. E anche qui, il piano di Dio era che Paolo e Barnaba lasciassero questa città per andare in altre città per predicare Cristo ad altre persone. Quindi, anche questa persecuzione, pur essendo mandata da Satana, era sotto il controllo di Dio, e promuoveva l'espansione del regno di Dio.

Prego che noi possiamo ricordare che Dio è così potente da far cooperare tutte le cose per il bene di coloro che amano Dio, i quali sono stati chiamati e predestinati da Dio. Quindi, quando ti succedono cose brutte, ricordati che Dio è in controllo e sta usando le tue circostanze per portare avanti la sua opera in te e nel mondo.

Notate anche che Paolo e Barnaba scossero la polvere dei piedi, mostrando che questi Giudei stavano rifiutando il messaggio della vita. Quando qualcuno rifiuta categoricamente l'Evangelo, a volte è giusto lasciarlo, per cercare chi è aperto ad ascoltare.

La Gioia della Salvezza

Nonostante questa persecuzione, questi nuovi discepoli erano pieni di gioia. Riconoscere di essere stato perdonato e giustificato davanti a Dio è motivo di immensa gioia. Leggo il versetto 52.

52 E i discepoli erano ripieni di gioia e di Spirito Santo.” (Atti 13:1-52 LND)

O che possiamo noi gioire nella nostra salvezza, e vivere in modo da essere ripieni di Spirito Santo!

Conclusione

In questo capitolo, abbiamo visto, come altre volte, come Satana cercava di ostacolare l'opera di Dio, ma non poteva fermare quello che Dio faceva. Anche ciò che sembra una vittoria di Satana in realtà è tutto sotto il controllo di Dio e porta avanti il piano di Dio esattamente come Dio aveva stabilito.

Forse la lezione più importante che abbiamo visto in questo brano è stata l'importanza di proclamare fedelmente l' Evangelo alle persone. Il messaggio che dobbiamo proclamare è che siamo peccatori, bisognosi di un Salvatore. La risurrezione dimostra che Gesù è il Cristo. In Lui c'è il perdono, e in Cristo possiamo essere giustificati davanti a Dio.

Perciò quando proclamiamo l' Evangelo alle persone, è importante che parliamo del loro peccato, e del loro bisogno di un Salvatore, e che Gesù è quel Salvatore, perché egli è il Cristo, e ciò è confermato dal fatto che è stato risuscitato dalla morte, come Dio aveva profetizzato.

Proclamiamo l' Evangelo senza stancarci, ricordando che tutti coloro che Dio ha preordinato alla vita eterna crederanno. Ringraziamo Dio per la salvezza che ha raggiunto anche noi, e impegniamoci ad annunciarla a tutti.

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