Aiuto Biblico

Atti 14 - Dio Continua ad accrescere la Chiesa

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per domenica, 6 ottobre, 2013 -- cmd apb --
parole chiavi: Evangelo, Vangelo, crescita della chiesa, sovranità di Dio, Atti, Paolo, idolatria

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Vuoi avere più gioia, e più fede? Allora, leggi molto la Bibbia, e quando la leggi, ricordati che il Dio della Bibbia è il TUO Dio. Egli è potente e sovrano oggi come lo era nella Bibbia. Nella Bibbia, Satana non riuscì mai a fermare il piano di Dio, e non ci riesce nemmeno oggi.

Vogliamo continuare il nostro studio di Atti. Nell'ultimo sermone, in Atti 13, abbiamo visto Paolo e Barnaba arrivare ad Antiochia di Psidia, dove predicarono nella sinagoga. Un gran numero di gentili e alcuni Giudei credettero. Però i Giudei increduli avevano invidia, e perciò si opponevano alle cose dette da Paolo, contraddicendo e bestemmiando. Istigarono una persecuzione contro Paolo e Barnaba, e li scacciarono dai loro confini. Sembrava una sconfitta, invece in realtà, Paolo e Barnaba lasciarono una nuova chiesa di credenti pieni di gioia per la loro salvezza, e proseguirono per Iconio. Riprendiamo la storia da quel punto. Trovate con me Atti 14:1

“1 Or avvenne che anche a Iconio essi entrarono nella sinagoga dei Giudei e parlarono in modo tale che una grande folla di Giudei e di Greci credette,

Come altre volte, andarono alla sinagoga per parlare della salvezza in Gesù Cristo. È importante tenere in mente che nella sinagoga veniva predicata la parola di Dio, quello che noi chiamiamo l'Antico Testamento. L'Antico Testamento parla molto del Cristo che doveva venire. Perciò, le persone che frequentavano la sinagoga aspettavano il Messia, il Cristo. Oltre ai Giudei, c'erano anche Greci che avevano fede nel vero Dio. Quindi Paolo e Barnaba sceglievano di predicare per prima cosa alle persone che già avevano una certa base biblica e cercavano Dio. Preghiamo che Dio ci guidi verso le persone che egli ha preparato.

E così, Dio, potente nel salvare, salvò una grande folla di Giudei e di Greci là ad Iconio!

Però, come abbiamo già visto più volte, quando Dio opera, Satana manda opposizione. E così succede qua. Vi leggo i versetti 1 e 2.

“1 Or avvenne che anche a Iconio essi entrarono nella sinagoga dei Giudei e parlarono in modo tale che una grande folla di Giudei e di Greci credette,2 ma i Giudei increduli sollevarono e inasprirono gli animi dei gentili contro i fratelli.

I Giudei che non credevano in Gesù Cristo si opponevano duramente all'Evangelo. Qua, non solo cercarono di opporsi a Paolo e Barnaba, ma sollevarono e inasprirono gli animi dei gentili. Cioè, convinsero i gentili della città ad opporsi a Paolo e Barnaba.

Ripetutamente in Atti leggiamo della dura opposizione contro chi predica Cristo. Perciò, non dobbiamo essere sorpresi quando altri si oppongono nel nostro impegno per il Signore. Anzi, dovremmo aspettarci opposizione e persecuzione. Quando viviamo per Cristo, soffriremo per Cristo. Pietro dichiara che non dobbiamo essere sorpresi quando ci troviamo nelle sofferenze per Cristo. Leggo 1Pietro 4:12-14.

“12 Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. 13 Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. 14 Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi, poiché lo Spirito di gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi; da parte loro egli è bestemmiato, ma da parte vostra egli è glorificato.” (1Pietro 4:12-14 LND)

Quindi, dobbiamo aspettarci di soffrire per Cristo, e ciò non deve sorprenderci. Per quanto riguarda Paolo e Barnaba, nonostante l'opposizione, non si tirarono indietro. Continuarono ad insegnare le cose di Gesù Cristo. Infatti, rimasero là molto tempo. Leggo il versetto 3.

3 Essi dunque rimasero là molto tempo, parlando francamente nel Signore, il quale rendeva testimonianza alla parola della sua grazia, concedendo che segni e prodigi si operassero per mano loro.

Nonostante la dura opposizione, Paolo e Barnaba non si arrendevano, ma rimasero là molto tempo. Infatti, parlavano francamente del Signore. Parlare francamente significa parlare con chiarezza, senza mezzi termini, anche se ciò potrebbe offendere altri o creare problemi. Non è facile parlare francamente davanti all'opposizione. E infatti, più volte l'apostolo Paolo chiese a Dio in preghiera di poter predicare così, come in Colossesi 4:3,4

“3 Pregando nel medesimo tempo anche per noi, affinché Dio apra anche a noi la porta della parola, per annunziare il mistero di Cristo, a motivo del quale sono anche prigioniero, 4 in modo che lo faccia conoscere, parlandone come devo.” (Colossesi 4:3-4)

Qua, chiede ai credenti di pregare che egli possa parlare della parola di Dio come si deve, in altre parole francamente. Chiede una cosa simile in Efesini 6:18-20

“18 pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi, 19 e anche per me affinché, quando apro la mia bocca, mi sia dato di esprimermi con franchezza per far conoscere il mistero dell’evangelo 20 per il quale sono ambasciatore in catene, affinché lo possa annunziare con franchezza, come è mio dovere fare.” (Efesini 6:18-20 LND)

Qua, chiede loro di pregare per lui affinché Dio lo aiuti a poter annunciare la Parola con franchezza. Quindi, se l'apostolo Paolo aveva bisogno di preghiera per poter parlare francamente, anche noi abbiamo bisogno di pregare per questo gli uni per gli altri.

Notate che ad Iconio Dio concesse loro di compiere segni e prodigi, per confermare quello che predicavano. Abbiamo già visto in altri sermoni che la Bibbia insegna che questi segni erano da Dio, per confermare il messaggio predicato dagli apostoli.

E allora, sia per il fatto che Gesù aveva adempiuto chiaramente le profezie delle Scritture, sia per i segni e i prodigi, era chiaro che l'Evangelo predicato da Paolo e Barnaba era da Dio. Perciò, opporsi alla loro predicazione voleva dire opporsi a Dio. Era così allora, ed è così anche oggi.

Però, come abbiamo visto in altri capitoli, l'opposizione che Satana suscitò non fermò l'opera di Dio, ma piuttosto la fece andare avanti. Leggo i versetti 4 a 7.

4 Or la popolazione della città fu divisa: gli uni parteggiavano per i Giudei e gli altri per gli apostoli. 5 Ma quando ci fu un tentativo dei gentili e dei Giudei con i loro capi di maltrattare gli apostoli e lapidarli, 6 essi lo vennero a sapere e fuggirono nelle città della Licaonia, a Listra. a Derbe, e nella regione circostante 7 e là continuarono ad evangelizzare.

Nonostante il messaggio di Paolo e di Barnaba fosse chiaramente la verità, la popolazione della città fu divisa. Tante persone non volevano accettare la verità di Dio, e perciò erano contro di loro. Gli uomini si sono sempre opposti alla verità di Dio.

Così in questo caso questi Greci e Giudei cercavano di maltrattare e lapidare, ovvero uccidere, gli apostoli. E così, di nuovo Paolo e Barnaba furono costretti a fuggire dalla città. Ricordate che erano stati là già molto tempo. Lasciando Iconio, andarono a Listra e a Derbe, dove continuarono ad evangelizzare. Notate che in questo caso, come in tanti altri casi, la persecuzione non faceva altro che portare la parola di Dio in nuovi posti, il che era esattamente quello che Paolo e Barnaba dovevano già fare. Tutto quello che Satana fa per opporsi all'opera di Dio in realtà viene usato per promuovere il regno di Dio.

Il Ministero a Listra

A questo punto, avendo lasciato una nuova chiesa di credenti ad Iconio, arrivarono a Listra. Seguiamo la storia da questo punto. Leggo dal versetto 6 al versetto 10.

6 essi lo vennero a sapere e fuggirono nelle città della Licaonia, a Listra. a Derbe, e nella regione circostante 7 e là continuarono ad evangelizzare. 8 Or a Listra c’era un uomo paralizzato ai piedi, che stava sempre seduto e non aveva mai camminato, essendo storpio sin dal grembo di sua madre. 9 Costui udì parlare Paolo che, fissati gli occhi su di lui, e vedendo che egli aveva fede per essere guarito, 10 disse ad alta voce: "Alzati in piedi". Ed egli saltò su e si mise a camminare.

Quando questo uomo paralizzato udì Paolo predicare, credette al messaggio, credette in Gesù come Cristo e Salvatore. Quindi, questo uomo aveva fede per essere guarito. Paolo, vedendo la sua fede, gli ordinò di alzarsi in piedi. E per fede, l'uomo fu guarito. Di nuovo, questo confermava a quelle persone là che Paolo e Barnaba parlavano da parte di Dio. La potenza di Dio era visibile in loro.

Notate la reazione della folla a questo chiaro miracolo di guarigione. Notate a chi le persone di Listra attribuirono questo miracolo. Leggo dall'11 al 13.

11 Quando la folla vide ciò che Paolo aveva fatto, alzò la voce, dicendo in lingua licaonica: "Gli dèi sono discesi fino a noi, in forma umana". 12 E chiamavano Barnaba Giove, Paolo Mercurio, perché era lui che parlava di più. 13 Or il sacerdote di Giove, il cui tempio era all’ingresso della loro città, condusse dei tori con ghirlande alle porte e voleva offrire un sacrificio assieme alla folla.

Nonostante Paolo e Barnaba annunciassero Cristo, mandato da Dio, la folla non attribuiva questo miracolo al vero Dio che Paolo predicava, piuttosto lo attribuiva ai loro falsi dèi. Volevano credere che Barnaba fosse Giove e Paolo Mercurio. Infatti, il sacerdote del tempio di Giove, là vicino, voleva offrire un sacrificio a Paolo e Barnaba, credendo che fossero questi falsi dèi.

Che terribile offesa a Dio! Vediamo in questo la tendenza dell'uomo a voler adorare e venerare ciò che non è Dio. Vediamo la tendenza degli uomini ad attribuire miracoli a qualcuno oltre a Dio. In altre parole, vediamo la tendenza dell'uomo all'idolatria.

Prima che condanniamo queste persone, è giusto guardare a noi stessi. Oggi, quante volte sentiamo, e forse ancora lo diciamo, qualcuno attribuire qualcosa di buono che succede al falso dio della fortuna. Quante volte quando succede qualcosa di buono si sente dire "che fortuna". Questo non è meno grave dell'idolatria delle persone di Listra, che attribuivano l'opera di Dio a Giove e Mercurio. Ancora oggi le persone attribuiscono tante cose ai falsi idoli, fra i quali la fortuna è il più nominato.

Paolo e Barnaba Turbati

Tornando alla storia, in questa zona, si parlava la lingua licaonica. Inoltre, il Greco era molto conosciuto. Paolo e Barnaba predicavano in greco, perché non conoscevano le lingue locali dei vari posti dove andavano. Perciò, quando le persone attribuivano il miracolo a Paolo e Barnaba, dicendo che erano Giove e Mercurio, visto che parlavano in licaonico, Paolo e Barnaba non capivano quello che dicevano e facevano. Evidentemente, ad un certo punto, chiesero, e qualcuno spiegò loro in greco quello che le persone dicevano e stavano facendo. Leggo la reazione di Paolo e Barnaba nei versetti 14 al 18.

14 Ma gli apostoli Barnaba e Paolo, udito ciò, si stracciarono le vesti e si precipitarono in mezzo alla folla, gridando e dicendo: 15 "Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo esseri umani con la vostra stessa natura e vi annunziamo la buona novella, affinché da queste cose vane vi convertiate al Dio vivente che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi. 16 Nelle generazioni passate egli ha lasciato che tutte le nazioni seguissero le loro strade; 17 ma non ha lasciato se stesso senza testimonianza, facendo del bene, dandoci dal cielo piogge e stagioni fruttifere e riempiendo i nostri cuori di cibo e di gioia". 18 Dicendo queste cose, riuscirono a stento a trattenere le folle dall’offrire loro un sacrificio.

Paolo e Barnaba erano agitati quando scoprirono che queste persone attribuivano loro il miracolo che era stato compiuto. Si stracciarono le vesti! Si precipitarono in mezzo alla folla, gridando a loro di fermare. Così grande era il loro desiderio di dare a Dio tutta la gloria che furono terribilmente agitati quando scoprirono che le persone volevano dare gloria a loro anziché a Dio!

E perciò a ciascuno di voi pongo la domanda: che cosa fai tu quando le persone danno gloria a te per qualcosa che fai, anziché a Dio? Cioè, la Bibbia ci insegna che tutto quello che abbiamo, e perciò tutto quello che possiamo fare, ci viene da Dio. Perciò non abbiamo alcun merito in noi stessi. Tutto il merito va a Dio. Perciò, qualunque volta le persone ci innalzano a causa di qualcosa che abbiamo fatto, quella gloria dovrebbe andare a Dio anziché a noi. Quando questo succede, come reagisci?

Prego che possiamo desiderare così tanto la gloria di Dio che qualunque volta che qualcuno attribuisce a noi il merito o la gloria per qualcosa, ciò ci farà essere turbati, come Paolo e Barnaba erano turbati.

Tornando a Paolo e Barnaba, quando capirono quello che le persone stavano facendo, cominciarono a gridare, fermando le persone e spiegando loro che la gloria va a Dio. Notate che parlavano di Dio come il Creatore, Colui che aveva provveduto a tutto quello che queste persone avevano di bene. In Atti 17, ad Atene, quando Paolo parlò nella piazza, dichiarò una cosa simile. È buono iniziare i nostri discorsi parlando di Dio come il nostro Creatore.

Notate che Paolo e Barnaba dicono che nelle generazioni passate Dio ha lasciato che tutte le nazioni seguissero le loro strade. Questo non vuol dire che le persone erano innocenti, ma solo che Dio non aveva fatto giungere a loro l'evangelo. Erano comunque colpevoli, perché anche senza la Bibbia, la natura stessa mostrava la chiara testimonianza dell'esistenza di Dio. L'universo così ordinato, le piogge e le stagioni fruttifere sono una prova di un glorioso e potente Creatore. E perciò, gli uomini erano inescusabili, perché non avevano adorato questo Dio. Paolo dichiara questo chiaramente in Atti 17 e Romani 1.

Anche noi possiamo dichiarare a tutti che l'esistenza di Dio è evidente nella natura, e perciò ogni uomo è responsabile nel dare a Dio la gloria dovuta a lui come Creatore. Se una persona conosce la Bibbia, è ancora più colpevole. Però, siamo già tutti colpevoli, non avendo dato gloria a Dio a causa di quello che è evidente di Lui nella natura.

Da Onore ad Odiare

Così, con molto impegno, Paolo e Barnaba riuscirono a stento a trattenere le folle dall'offrire loro un sacrificio. Le persone volevano fare un sacrificio in onore di Paolo e Barnaba. Però, ben presto la situazione cambiò. Proseguiamo, leggendo il versetto 19.

19 Or sopraggiunsero certi Giudei da Antiochia e da Iconio; essi, dopo aver persuaso la folla, lapidarono Paolo e, pensando che fosse morto, lo trascinarono fuori della città.

Ad un certo punto, alcuni Giudei di Antiochia di Psidia arrivarono a Listra, percorrendo una distanza di circa 150 km! Questi Giudei odiavano così tanto il messaggio di Gesù Cristo predicato da Paolo e Barnaba che avevano camminato 150 km per trovarli, e cercare di ostacolare l'opera che stavano facendo. L'odio per le verità di Dio spinge l'uomo a grandi impegni per opporsi a Dio!

Questa folla che prima voleva onorare Paolo e Barnaba con sacrifici, ora essendo stata persuasa da questi Giudei, lapidò Paolo, e pensando che fosse morto lo trascinarono fuori dalla città. In questo, vediamo quanto facilmente le persone sono capaci di cambiare idea, quando non sono ben fondate. Questo mi ricorda l'insegnamento che Paolo diede in Efesini 4:12-14, in cui parla dell'importanza per ogni uomo di essere maturo in Cristo. Parlando di quello che fanno i pastori dottori, dichiara che essi si impegnano:

“12 per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, 13 finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo 14 affinché non siamo più bambini sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore,” (Efesini 4:12-14 LND)

Se uno non è ben fondato, facilmente sarà sballottato qua e là da ogni vento di dottrina. Questo è vero per i credenti se non sono ben fondati nella verità, e quanto di più è vero per non credenti. Quanto è importante per ogni credente essere ben fondato nella verità.

Paolo è Vivo

Comunque Paolo era così ferito che le persone credevano che fosse morto, e lo lasciarono per terra fuori città. Riprendiamo la storia, leggendo il versetto 20.

20 Ma, essendosi i discepoli radunati intorno a lui, egli si alzò ed entrò in città; e il giorno seguente partì con Barnaba alla volta di Derbe.

Questo brano ci ricorda della sovranità di Dio sulla nostra vita. Non era il momento in cui Dio aveva stabilito che Paolo morisse. Perciò, nonostante le persone lo avessero lapidato, il che solitamente portava alla morte, in questo caso Paolo è rimasto in condizioni tali che poteva alzarsi, e il giorno seguente partire con Barnaba per camminare per circa 80 km.

Nessuno può farci morire prima del momento stabilito da Dio, e infatti, nessuna prova può toccarci se non fa parte del piano di Dio per noi. Dio è sovrano su tutto. E perciò, possiamo fidarci totalmente di Dio. Certamente, Paolo aveva sofferto ed è rimasto con dei forti lividi. Ma la sofferenza fa parte della vita cristiana. Non dobbiamo spaventarci quando Dio permette le sofferenze nella nostra vita. Piuttosto, dobbiamo rallegrarci di essere ritenuti degni di soffrire per il nostro Signore Gesù, che ha dato tutto per salvarci.

Ripassano per Fortificare i Credenti

Così, di nuovo Paolo e Barnaba lasciano una città per un'altra città. Questa volta, andarono a Derbe, che distava circa 80 km da Listra. Evangelizzarono là per abbastanza tempo per vedere molte persone salvate. Poi, tornarono indietro ripassando tutti i posti dove avevano lasciato nuovi credenti, per fortificare quei credenti. Leggiamo da 21 a 23.

21 E, dopo aver evangelizzato quella città e fatto molti discepoli, se ne ritornarono a Listra, a Iconio e ad Antiochia, 22 confermando gli animi dei discepoli e esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio. 23 E dopo aver designato per loro degli anziani in ciascuna chiesa, avendo pregato e digiunato, li raccomandarono al Signore nel quale avevano creduto.

Dopo aver fatti molti discepoli a Derbe, e possiamo presumere che avessero anche fortificato quei nuovi credenti, tornarono indietro per rivisitare tutte le chiese che avevano fondato in questo viaggio.

Ritornarono a Listra, ad Iconio, e ad Antiochia, nonostante avessero subito dura persecuzione in queste città. In questo, vediamo il loro impegno nel curare bene i credenti che Dio aveva affidato loro. Non pensavano a loro stessi, piuttosto pensavano alla gloria di Dio e al bene di quei nuovi credenti.

La mia preghiera è che ciascuno di noi che ha ricevuto il dono della salvezza in Gesù Cristo possa avere così tanto a cuore il desiderio per la gloria di Dio e la salvezza di altri che possiamo essere pronti a subire qualunque cosa pur per portare avanti l'opera di Dio.

Come Fortificavano i Credenti

Notiamo il modo in cui Paolo e Barnaba fortificavano i discepoli in ognuno di queste città. Prima di tutto, sembra chiaro che il loro scopo principale in questa seconda visita in ogni città non era evangelizzare, ma era principalmente di edificare i credenti che Dio aveva salvato nella loro prima visita in ogni città.

Per edificare questi credenti, confermavano gli animi dei discepoli. Li aiutavano a capire meglio le verità di Dio in modo da poter continuare nel cammino cristiano. Per avere più fede, dobbiamo conoscere sempre di più Dio. Così siamo confermati.

Inoltre, leggiamo che esortavano questi credenti a perseverare nella fede. Dicevano loro che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio. Parlavano chiaramente delle afflizioni che fanno parte della vita in Cristo.

Quanto è diverso questo in contrasto con tante predizioni che vengono fatte oggi. Oggi, si sentono tanti discorsi su Dio come di un Dio che vuole essere tuo amico, che vuole aiutarti ad avere una vita più bella e con meno problemi.

Invece, Paolo e Barnaba incoraggiavano questi giovani credenti annunciando loro che nella vita cristiana ci sono molte afflizioni. Questa è il vero messaggio da annunciare. Certamente la vita cristiana è una vita benedetta, ma è anche una vita con sofferenze e afflizioni. Non dobbiamo predicare un messaggio falso.

Nella lettera ai Filippesi, Paolo avvertiva i credenti che la sofferenza fa parte della vita cristiana. Leggo Filippesi 1:29

“Poiché a voi è stata data la grazia per amore di Cristo, non solo di credere in lui, ma anche di soffrire per lui,” (Filippesi 1:29 LND)

C'è sofferenza, ma fa parte del piano di Dio di purificare e fortificare la nostra fede.

Anziani in Ogni Chiesa

Notate anche che Paolo e Barnaba designarono degli anziani in ciascuna Chiesa. Nel piano di Dio, la Chiesa è guidata da anziani, che nel Nuovo Testamento vengono chiamati anche pastori, dottori, e vescovi. La chiesa è chiesa, anche prima che ci sono i primi anziani. Però, è importante per una chiesa arrivare ad avere anziani, uomini che hanno le qualifiche che troviamo in 1Timoteo e in Tito.

Avendo confermato gli animi dei credenti, avendoli preparati per le afflizioni che sarebbero venute, e avendo stabilito degli anziani per ogni chiesa, Paolo e Barnaba pregarono e digiunarono, e poi raccomandarono al Signore questi giovani credenti. Certo dobbiamo curare le persone che Dio ci affida, ma la nostra cura sarà sempre parziale, e sempre limitata. Dobbiamo sempre raccomandare al Signore la vera cura di ogni credente. È lui che cura i suoi.

Tornano ad Antiochia

A questo punto, Paolo e Barnaba avevano completato la missione per cui erano stati mandati. Perciò, tornarono ad Antiochia per raccontare ai credenti le grandi cose che Dio aveva fatto. Leggo dal versetto 24 a 28.

24 Attraversata poi la Pisidia, vennero nella Panfilia. 25 E, dopo aver annunziata la parola a Perge, scesero ad Attalia. 26 Poi di là salparono per Antiochia da dove erano stati raccomandati alla grazia di Dio per l’opera che avevano appena compiuta. 27 Giunti là, radunarono la chiesa e riferirono quante grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro e come egli aveva aperto ai gentili la porta della fede. 28 E rimasero qui con i discepoli per parecchio tempo.” (At 14:1-28 LND)

Tornati ad Antiochia, da dove erano stati raccomandati alla grazia di Dio per l'opera che avevano appena compiuto, radunarono la Chiesa per raccontare le grandi cose che Dio aveva compiuto per mezzo di loro. Volevano raccontare di come Dio aveva aperto ai gentili in gran numero in tante città la porta alla salvezza della fede in Gesù Cristo!

È molto importante che ognuno di noi racconti le opere di Dio ad altri credenti. Dio fa cose nella vita di ciascuno di noi che gli altri non sanno se non le raccontiamo noi. Un ottimo modo di dare gloria a Dio è di raccontare quello che Dio ha fatto. Infatti, questo è uno dei modi importanti in cui possiamo dare sacrifici di lode a Dio. Così fecero Paolo e Barnaba, e così dobbiamo fare anche noi. Quindi, impegniamoci a raccontare quello che vediamo dell'opera di Dio.

Lezione da questo capitolo

Quindi, in questo capitolo, abbiamo visto ancora che Dio porta avanti la sua opera, nonostante tutti i tentativi di Satana di ostacolarLO. Nulla e nessuno può ostacolare Dio in quello che sta facendo nel mondo. Quello che Satana spingeva le persone a fare di male, Dio lo convertiva nel bene.

Abbiamo visto l'importanza di parlare delle cose di Dio con franchezza. Può essere difficile, perciò, come Paolo, chiediamo in preghiera di parlare con franchezza, non avendo timore degli uomini.

Abbiamo visto che Paolo spiegava l'Evangelo a Listra iniziando con il fatto che Dio è il Creatore, Colui che provvede a tutto quello che abbiamo. Questo è un ottimo punto anche per noi per iniziare quando parliamo con le persone di Dio.

Abbiamo anche visto l'importanza di confermare e fortificare i credenti. Non si fa questo dicendo tante belle parole, parlando solo delle benedizioni della vita in Cristo. Piuttosto, si parla in modo chiaro anche delle afflizioni e delle sofferenze che ci possono essere, però, parlando anche della presenza e della cura di Dio, nonostante le difficoltà.

Infine, abbiamo visto che è molto importante glorificare Dio, raccontando ad altri quello che Dio ha fatto. Questo dà gloria a Dio, ed edifica coloro che ascoltano. Non taciamo, raccontiamo gli uni agli altri di Dio, settimana dopo settimana.

Sopra ogni cosa, abbiamo visto ancora che Dio è sovrano, e nonostante gli ostacoli che Satana mette, l'opera di Dio va avanti. Questo è vero nel mondo, ed è vero in noi. Lodiamo il nostro Dio potente, e confidiamo in Lui. Egli completerà la buon opera che Egli ha iniziato.