un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Atti 15:1-35 - una Falsa Dottrina viene Corretta

Sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org, per domenica, 20 ottobre, 2013 -- cmd apb --
parole chiavi: Atti, circoncisione, Divisione nella chiesa, Evangelo, solo per grazia, legalismo

Oggi, per tanti che si chiamano credenti, la dottrina importa poco. Poche persone oggi, e poche chiese, confrontano attentamente la loro dottrina con la Bibbia per assicurarsi che è vera. Questo nonostante il fatto che una dottrina sbagliata danneggia molto la chiesa.

Oggi, vogliamo considerare un avvenimento che troviamo in Atti 15, in cui una dottrina sbagliata promossa da alcuni credenti rischiava di fermare la crescita della chiesa. La chiesa ha capito la gravità del problema, e si è impegnata a risolverlo subito.

Come contesto, finora in Atti, abbiamo visto che mentre la chiesa ebbe inizio con i Giudei a Gerusalemme, poco dopo, Dio iniziò a salvare anche gentili. Ad Antiochia, c'erano tanti gentili. Poi, quando Paolo e Barnaba fecero il loro primo viaggio missionario, la maggioranza dei nuovi credenti erano gentili. Era evidente che la Chiesa stava per diventare una Chiesa fatta principalmente di credenti gentili, anziché di credenti giudei. Chiaramente, era necessario per la Chiesa raggiungere le persone in tutto il mondo, ed era il piano di Dio.

Dopo il loro viaggio missionario, Paolo e Barnaba erano tornati ad Antiochia, e avevano raccontato le grandi opere di Dio, e come Egli aveva salvato tanti gentili, per la fede in Gesù Cristo.

Un'Immensa Problema

Riprendiamo la storia da quel punto. Cercate con me Atti 15. Voglio leggere versetti 1 e 2

“1 Or alcuni, discesi dalla Giudea, insegnavano ai fratelli, dicendo: "Se non siete circoncisi secondo il rito di Mosé, non potete essere salvati". 2 Essendo perciò sorta una non piccola controversia e discussione da parte di Paolo e Barnaba con costoro fu ordinato che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e anziani per tale questione.

Questi credenti giudei insistevano che era necessario per i gentili diventare giudei per poter essere salvati. Questa falsa dottrina rischiava di fermare la crescita della Chiesa. Ciò che era in gioco era l'evangelo stesso, cioè, come l'uomo può essere salvato! Paolo e Barnaba insistevano che la salvezza è per grazia, per mezzo della fede in Gesù Cristo. Invece questi credenti Giudei insegnavano che la salvezza è fondata sui riti, su quello che l'uomo può fare davanti a Dio. Questo è un chiaro esempio del legalismo.

Legalismo è una posizione in cui si crede che l'uomo può ottenere merito nei confronti di Dio in base a quello che fa. Secondo questa posizione, anche se in modo subdolo, la salvezza e la crescita dipendono dalle opere dell'uomo. Questo è in netto contrasto con l'insegnamento della grazia, in cui tutto quello che l'uomo riceve da Dio è un dono di grazia, e non è meritato.

Il legalismo può manifestarsi in tante forme. In questo caso, l'opera che l'uomo doveva compiere era osservare i riti di Mosè, come la circoncisione.

Quindi, questi credenti giudei insegnavano che nonostante questi gentili avessero creduto in Gesù Cristo, non erano ancora salvati perché non erano diventati giudei. Questa era una falsa dottrina.

Paolo e Barnaba si opponevano fortemente a questa dottrina sbagliata e falsa. Affermavano che la salvezza è un'opera di grazia, per mezzo della fede in Gesù Cristo, e che non era necessario per un gentile diventare giudeo e seguire i riti di Mosè per poter essere salvato. Chiunque si ravvedeva e credeva in Gesù Cristo veniva salvato.

Questa differenza dottrinale era fondamentale. Quei giudei insegnavano la salvezza per opere, mentre il vero Evangelo è la salvezza per grazia, per mezzo della fede in Cristo.

Era essenziale risolvere questa differenza, per togliere questa falsa dottrina dalla chiesa. Se no, avrebbe creati grossi problemi, e avrebbe bloccato l'evangelizzazione dei gentili.

Paolo, Barnaba, e anche la Chiesa di Antiochia capivano l'importanza di questo argomento, e così fu ordinato, oppure, la traduzione migliore sarebbe fu determinato, che Paolo e Barnaba andassero a Gerusalemme dagli apostoli e anziani per risolvere questa controversia.

E così, Paolo e Barnaba e alcuni altri salirono a Gerusalemme per risolvere in modo definitivo questo problema. Leggo il versetto 3 che racconta quello che facevano durante il viaggio.

3 Essi dunque, scortati per un tratto dalla chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei gentili e arrecando grande gioia a tutti i fratelli.

Notate che mentre Paolo e gli altri viaggiavano, si fermavano per raccontare ai fratelli lungo il viaggio come Dio aveva convertito tanti gentili per la fede in Cristo nel loro viaggio missionario. In altre parole, Paolo e Barnaba raccontarono a questi fratelli che incontrarono in questo lungo viaggio delle tantissime persone gentili che Dio aveva salvato, senza che quei gentili fossero diventati Giudei.

Quindi, stavano testimoniando che la salvezza è per chiunque crede, sia giudei che gentili. I fratelli che sentivano questa notizia avevano grande gioia. Dovremo sempre chiederci se noi abbiamo gioia quando sentiamo dell'opera di Dio nella salvezza di altri, anche di persone lontane da noi.

Accolti dalla Chiesa di Gerusalemme

Così, Paolo e Barnaba e gli altri arrivarono a Gerusalemme. Leggiamo i versetti 4 e 5, che raccontano quello che accadde una volta arrivati. La parola “accolti” qua vuol dire accolti bene, come quando uno accoglie un ospite gradito in casa. Leggo 4 e 5.

4 Giunti a Gerusalemme, furono accolti dalla chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono le grandi cose che Dio aveva operato per mezzo di loro.5 Ma alcuni della setta dei farisei che avevano creduto si alzarono, dicendo: "Bisogna circoncidere i gentili e comandar loro di osservare la legge di Mosé".

Giunti a Gerusalemme, furono accolti dalla Chiesa, dagli apostoli, e dagli anziani. Raccontarono a tutti le grandi cose che Dio aveva operato per mezzo di loro. In altre parole, raccontarono come Dio aveva salvato tanti gentili, perla fede in Gesù Cristo, confermando il messaggio della salvezza per fede con segni e miracoli. Questa era un'ulteriore conferma che Dio aveva salvato tanti gentili per la fede in Gesù, senza che fossero diventati giudei.

Però, alcuni credenti che provenivano dai farisei non accettarono che Dio avesse salvato chi non diventava prima un giudeo. Perciò, si alzarono per dichiarare che i gentili dovevano essere circoncisi, e dovevano osservare la legge di Mosè per poter essere salvati.

Questa è un falso Evangelo, un Evangelo per opere. Anche oggi ci sono tanti falsi evangeli simili. Tante religioni che si chiamano cristiane, pur parlando di fede in Gesù Cristo, in realtà insegnano che si ottiene favore da Dio, se non proprio la salvezza, per mezzo di riti, sacramenti, o buone opere. Questa è una delle eresie più diffuse, e più terribili, perché disprezza il valore del sacrificio di Gesù Cristo.

Quindi, non basta che qualcuno affermi di credere nel sacrificio di Cristo, e che la salvezza è per grazia, per mezzo della fede. È importante che non aggiunga opere o sacramenti a quella fede, perché la grazia più le opere non è più grazia.

E ognuno di noi deve tenere ben in mente che per quanto il nostro cammino davanti a Dio è importante, e può anche rendere visibile la realtà della nostra salvezza, non siamo salvati per merito del nostro cammino, o delle nostre opere. Siamo salvati unicamente per grazia, per mezzo della fede in Gesù Cristo.

Qualunque altra posizione è un falso Evangelo.

Tornando alla situazione a Gerusalemme, a questo punto c'era una grande divisione nella Chiesa. Non era possibile che un falso Evangelo convivesse con il vero Evangelo. Andando avanti, vediamo come il vero Evangelo fu reso chiaro a tutti. Leggo dal versetto 6 ad 11.

Gli apostoli e gli anziani della chiesa si radunarono per esaminare il problema. In quell'incontro, Simon Pietro parla per primo, spiegando a tutti che era stato lui che Dio aveva scelto per proclamare per primo l'Evangelo ai gentili, affinché credessero per essere salvati. In quell'occasione, a casa di Cornelio, Dio aveva mostrato chiaramente di aver salvato i gentili per mezzo della fede, senza che fossero diventati Giudei. Leggo dal versetto 6 al 11.

6 Allora gli apostoli e gli anziani si radunarono per esaminare questo problema. 7 Ed essendo sorta una grande disputa, Pietro si alzò in piedi e disse loro: "Fratelli, voi sapete che già dai primi tempi Dio tra noi scelse me, affinché per la mia bocca i gentili udissero la parola dell’evangelo e credessero. 8 Dio, che conosce i cuori, ha reso loro testimonianza, dando loro lo Spirito Santo, proprio come a noi; 9 e non ha fatto alcuna differenza tra noi e loro, avendo purificato i loro cuori mediante la fede. 10 Ora dunque perché tentate Dio, mettendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri né noi abbiamo potuto portare? 11 Ma noi crediamo di essere salvati mediante la grazia del Signor Gesù Cristo, e nello stesso modo anche loro".

Pietro aveva proclamato l'Evangelo ai gentili sotto l'ordine diretto di Dio. Dio aveva reso chiaro che aveva salvato quei gentili per mezzo della fede, senza la circoncisione e l'osservanza dalla legge di Mosè. Perciò, Pietro ammonisce questi farisei, nel versetto 10, a non insistere di mettere su questi credenti gentili un giogo che i Giudei stessi non avevano mai potuto portare. I Giudei non erano mai riusciti a raggiungere Dio per mezzo dell'ubbidienza, ma solamente per grazia. Se fosse stato possibile raggiungere Dio tramite l'ubbidienza, non avrebbero dovuto sacrificare animali. Ma nessun giudeo avevo mai vissuto una vita senza peccato, e perciò non erano arrivati a Dio per mezzo dei loro riti. Avevano bisogno di Cristo. Pietro conclude il suo discorso con la dichiarazione del versetto 11:

"ma noi crediamo di essere salvati mediante la grazia del Signore Gesù Cristo, e nello stesso modo anche loro."

In altre parole, i Giudei erano salvati per la fede in Gesù Cristo, e anche i gentili erano salvati per la stessa fede. Troviamo lo stesso messaggio in altri brani, per esempio in Romani 2 e 3, e anche in Galati 2. Leggo Galati 2:15-16. In questo brano, Paolo dichiara che né Giudei né Gentili furono giustificati, ovvero salvati, per le opere, ma solo per fede.

“15 Noi, di nascita Giudei e non peccatori fra i gentili, 16 sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù, affinché fossimo giustificati mediante la fede di Cristo e non mediante le opere della legge, poiché nessuna carne sarà giustificata per mezzo della legge.” (Galati 2:14-16 LND)

E così là a Gerusalemme, Pietro dimostra, attraverso il fatto che fu chiamato da Dio in modo diretto a proclamare l'evangelo ai gentili, che i Gentili non dovevano diventare Giudei, perché la salvezza è per fede in Gesù Cristo, sia per Giudei che per i gentili. Questo era chiaro. Dopo il discorso di Pietro, Paolo e Barnaba parlarono all'assemblea. Leggiamo il versetto 12.

12 Allora tutta la folla tacque, e stavano ad ascoltare Barnaba e Paolo, che raccontavano quali segni e prodigi Dio aveva operato per mezzo loro fra i gentili.

Paolo e Barnaba raccontarono di come Dio aveva operato tanti segni e prodigi per mezzo di loro fra i gentili, portando così alla salvezza tanti gentili per mezzo della fede in Gesù Cristo, senza che diventassero Giudei. Quindi mentre Pietro parlava di una rivelazione diretta, Paolo e Barnaba raccontarono dei miracoli che Dio aveva compiuto tramite loro, dimostrando così che la salvezza è solo per fede.

Giacomo Parla a tutti

A quel punto, Giacomo prese la parola e parlò a tutti. Chi è questo Giacomo? Se ricordate, in Atti 12:2 leggiamo che Erode fece morire Giacomo, fratello di Giovanni. Quindi Giacomo l'apostolo era morto. Questo Giacomo invece è comunemente riconosciuto come Giacomo, il fratello di Giuda, autore delle omonime epistole. Giacomo e Giuda erano fratellastri di Gesù, in quanto erano figli di Giuseppe e Maria, mentre Gesù era figlio di Maria ma non aveva padre terreno. Giacomo avevo un ruolo di guida nella Chiesa di Gerusalemme. Leggiamo il suo discorso alla Chiesa nei versetti 13 a 21.

13 Quando essi tacquero, Giacomo prese la parola e disse: "Fratelli, ascoltatemi. 14 Simone ha raccontato come per la prima volta Dio ha visitato i gentili per scegliersi da quelli un popolo per il suo nome. 15 Con questo si accordano le parole dei profeti, come è scritto: 16 "Dopo queste cose, io ritornerò e riedificherò il tabernacolo, di Davide che è caduto, restaurerò le sue rovine e lo rimetterò in piedi, 17 affinché il resto degli uomini e tutte le genti su cui è invocato il mio nome cerchino il Signore, dice il Signore che fa tutte queste cose".18A Dio sono note dall'eternità tutte le opere sue. 19 Perciò io ritengo che non si dia molestia a quelli che tra i gentili si convertono a Dio, 20 ma che si scriva loro di astenersi dalle contaminazioni degli idoli, dalla fornicazione, dalle cose soffocate e dal sangue. 21 Poiché Mosé già dai tempi antichi ha delle persone che lo predicano per ogni città essendo letto ogni sabato nelle sinagoghe".

Guardate questi versetti mentre vi spiego i punti principali. Giacomo inizia facendo riferimento al fatto che Dio aveva salvato per primi dei gentili per la fede in Gesù tramite la predicazione di Simon Pietro. Poi, nei versetti 15,16, e 17, Giacomo dichiara che la salvezza dei gentili era già profetizzata nelle scritture. Egli cita una di queste scritture per mostrare che Dio aveva già annunciato che avrebbe salvato altri popoli, ovvero i gentili. Le parole “le genti” vuol dire tutti i popoli, i gentili. Quindi già nell'Antico Testamento Dio aveva annunciato che aveva invocato il suo nome su popoli oltre che sui Giudei.

Poi, nel versetto 18 c'è una dichiarazione molto importante: “a Dio sono note dall'eternità tutte le opere sue.” In altre parole, tutto quello che Dio fa è sempre stato nel piano di Dio. Dio non cambia mai idea, tutto quello che fa era stabilito già dall'inizio. Il fatto che adesso Dio sta salvando gentili era sempre il piano di Dio, che adesso veniva rivelato al mondo.

Questa è una verità importante anche per noi. Dall'eternità passata, Dio ha già stabilito tutto quello che farà, anche nella mia vita e nella tua vita. Quindi, la tua nascita, la tua vita compresa ogni prova ed ogni cosa bella, e anche la tua morte è tutta stabilito nel piano di Dio. Se tu hai fede in Gesù Cristo, tu non devi temere nulla, perché nulla è una sorpresa per Dio.

Dio è pienamente in controllo, e sei hai Gesù Cristo, tu puoi riposarti in Lui. Nemmeno un passero cade a terra se non è la volontà di Dio. La tua vita è sotto il controllo di Dio.

Quindi, Giacomo mostra che dalla rivelazione di Dio a Simone che aveva iniziato a salvare gentili, e che questo è già annunciato nelle profezie, era chiaro che la salvezza dei gentili per fede era sempre stato il piano di Dio. Era chiaro che i gentili non dovevano diventare giudei per essere salvati.

Il Proposito di Giacomo (v.19)

Perciò, avendo dimostrato che la salvezza dei gentili senza che diventassero Giudei è chiaramente da Dio, dal versetto 19 Giacomo propone quello che avrebbero dovuto fare per combattere questa falsa dottrina. Dicendo che non dovrebbero dare molestia vuol dire che non dovrebbero turbare i gentili che si convertono a Dio. Bisogna accettare pienamente che questi gentili sono salvati, come i giudei che credono in Cristo sono salvati.

Inoltre, per aiutare a mantenere buoni rapporti fra i credenti gentili e i credenti giudei, e per aiutare questi giovani credenti a crescere, considerando che non avevano le Scritture a differenza dei Giudei, Giacomo propone che si scriva a loro di astenersi dalle contaminazioni degli idoli, dalla fornicazione, dalle cose soffocate, e dal sangue. Consideriamo brevemente questo quattro cose.

Le cose contaminate dagli idoli probabilmente comprendevano la carne che faceva parte dei sacrifici agli idoli, che poi veniva venduta al mercato.

L'apostolo Paolo parla di questo discorso più a fondo in 1Corinzi 8. La cosa importante è evitare qualunque cosa che riguarda l'idolatria. Questo come principio vale anche per noi oggi. Dovremo evitare tutto quello che è legato al peccato, anche se non è peccato in sé.

Secondo, dovevano astenersi dalla fornicazione. Nel mondo dei gentili, magari l'adulterio era considerato un peccato, ma per chi non era sposato i vari rapporti sessuali erano considerati leciti. Invece, per Dio, qualunque tipo o forma di rapporto sessuale è vietato, tranne fra marito e moglie. Quindi, Giacomo riconosceva che era importante ricordare a questi giovani credenti che Dio richiede una purezza sessuale assoluta. Vivendo in mezzo ad una società contraria, ricordare ciò era importante.

E questo è importante anche per noi, perché come allora, anche la nostra società è piena di ogni forma di immoralità, dai vestiti che mettono in mostra i corpi delle donne, a rapporti fisici prima del matrimonio, a uomini che guardano donne tutti i giorni, a fantasie a discorsi impuri.

Dio ci chiama ad essere assolutamente puri, nel modo di vestire, nel modo di guardare, nel modo di pensare, e anche nel modo di comportarci. Tutto questo è compreso nel termine “fornicazione”. Dobbiamo astenerci da ogni forma di fornicazione.

Poi, Giacomo propone di dire loro di astenersi dalle cose soffocate e dal sangue. Entrambi riguardano il mangiare la carne con il sangue, oppure mangiare il sangue stesso.

Dio vieta all'uomo di mangiare sangue perché il sangue rappresenta la vita, e la vita appartiene a Dio solo.

La prima volta che Dio diede all'uomo il permesso di mangiare carne come cibo fu dopo il diluvio di Noè, cioè, prima della nascita di Abramo. Quindi, era prima che nascesse il popolo ebraico. Vi leggo quel brano, che troviamo in Genesi 9:3,4.

“3 Tutto ciò che si muove ed ha vita vi servirà di cibo; io vi do tutte queste cose; vi do anche l’erba verde; 4 ma non mangerete carne con la sua vita, cioè il suo sangue.” (Genesi 9:3-4 LND)

In questo comandamento, Dio proibisce all'uomo di mangiare carne con il suo sangue. Questo perché il sangue rappresenta la vita. In questo modo, l'uomo dovrebbe riconoscere che la vita appartiene a Dio. Visto che questo comandamento fu dato prima dell'esistenza dei Giudei, riguarda tutta l'umanità.

Visto che un animale strangolato aveva ancora il suo sangue, Giacomo aggiungeva questa proibizione, oltre alla proibizione di astenersi dal sangue stesso, in qualsiasi forma. Questo serviva sia per rendersi conto della santità della vita, e anche per non fare qualcosa di così abominevole per i Giudei che avrebbe creato divisioni nelle chiese.

E perciò, queste richieste erano per aiutare questi giovani credenti a camminare in santità, e anche per poter avere comunione fra i credenti Giudei e i credenti gentili.

Giacomo conclude il suo argomento ricordando a tutti che i Giudei avevano già una sinagoga in ogni città. Perciò il fatto che Dio aveva scelto di salvare gentili non era una minaccia per il giudaismo.

Tutti sono d'Accordo

Avendo ascoltato Simone Pietro, e poi Paolo e Barnaba, e infine Giacomo, tutta la Chiesa fu d'accordo con quello che Giacomo espresse. E così, decisero di mandare alla chiesa di Antiochia una lettera spiegando come stavano le cose, accompagnata da due uomini come testimoni. Leggiamo questo nei versetti 22-30. Inizio con il v.22.

22 Allora parve bene agli apostoli e agli anziani con tutta la chiesa di mandare ad Antiochia, con Paolo e Barnaba, degli uomini scelti da loro: Giuda, soprannominato Barsabba, e Sila, uomini autorevoli tra i fratelli,

Questi due testimoni, uomini autorevoli, confermavano la veracità della lettera. Dal versetto 23 troviamo il contenuto della lettera. Leggo dal v. 23.

23 con una lettera scritta di loro mano che diceva: "Gli apostoli, gli anziani e i fratelli, ai fratelli fra i gentili che sono in Antiochia Siria e Cilicia, salute.
24 Siccome abbiamo inteso che alcuni provenienti da noi, ma ai quali non avevamo dato alcun mandato, vi hanno turbato con parole sconvolgendo le anime vostre, dicendo che bisogna che siate circoncisi e osserviate la legge,

Con questi commenti, dichiarano apertamente che gli uomini che erano andati da Giudea ad Antiochia, dicendo che dovevano essere circoncisi, non erano in alcun modo autorizzati da loro, e che quindi, il loro messaggio era falso. Proseguendo, mostrano apprezzamento e stima per Paolo e Barnaba, mostrando che la loro posizione era quella giusta. Leggo dal v.25.

25 è parso bene a noi, riuniti di comune accordo, di scegliere alcuni uomini e di mandarli assieme ai nostri cari Barnaba e Paolo, 26 uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del Signor nostro Gesù Cristo. 27 Abbiamo dunque mandato Giuda, e Sila; anch’essi a voce riferiranno le medesime cose.

Poi, nei vv 28 in avanti, spiegano le cose da cui dovevano astenersi, che abbiamo già letto. Leggo dal v28. Notate che erano stati guidati dallo Spirito Santo. Ricordate che c'erano ancora gli Apostoli, e non era ancora stato scritto il Nuovo Testamento. Leggo i versetti 28-29.

28 Infatti è parso bene allo Spirito Santo e a noi di non imporvi alcun altro peso all’infuori di queste cose necessarie: 29 che vi asteniate dalle cose sacrificate agli idoli, dal sangue, dalle cose soffocate e dalla fornicazione, farete bene a guardarvi da queste cose. State bene".

Questa era la lettera che scrissero. Poi, mandarono Paolo e Barnaba, insieme a Giuda e Sila, a consegnare questa lettera. Leggiamo i vv. 30,31.

30 Essi dunque, congedatisi, discesero ad Antiochia e, riunita l’assemblea, consegnarono la lettera. 31 E, dopo averla letta, quelli di Antiochia si rallegrarono della consolazione

La lettura di questa lettera alla chiesa di Antiochia fu motivo di gioia e consolazione. Questo perché toglieva i dubbi in merito al fatto che la loro salvezza non fosse valida, visto che non erano circoncisi.

L'Importanza della Dottrina Chiara

Questo avvenimento ci mostra quanto è importante una dottrina corretta e chiara. È importante capire che quando c'è confusione dottrinale, ciò porta a dubbi, e a mancanza di pace. Può anche sviare le persone dal credere in Cristo, e creare tanti altri problemi gravi. Perciò, è importante conoscere bene la parola di Dio, e comprendere correttamente le dottrine di Dio. Questo promuove una vita di santità, e una vita di gioia nella salvezza. Inoltre, ci permette di portare vero frutto alla gloria di Dio.

Oggi, c'è molta confusione dottrinale. E perciò, è importante che ogni credente si dedichi a leggere molto la Bibbia, e che tutti coloro che insegnano si impegnino con fatica a tagliare rettamente la Parola, non solo ripetendo quello che hanno sempre sentito, senza veramente confrontarlo con la Bibbia. È necessario che gli anziani proteggano la chiesa dalla falsa dottrina. Quando arriva una dottrina falsa, bisogna risolvere il problema, come è stato risolto a Gerusalemme. Grazie a Dio per l'esempio che ci hanno lasciato.

Giuda e Sila esortano la chiesa

Tornando agli avvenimenti successi ad Antiochia, dopo aver adempiuto il loro incarico, Giuda e Sila, essendo profeti, restarono un bel po' di tempo, per esortare e confermare i credenti. Leggo i versetti 32 e 33.

32 Or Giuda e Sila, essendo anch’essi profeti, con molte parole esortarono i fratelli e li confermarono. 33 Dopo essersi trattenuti là diverso tempo, furono dai fratelli rimandati in pace dagli apostoli.

Ricordate che il ministero dei profeti era principalmente di esortare, edificare e consolare, come leggiamo in 1Corinzi 14:3.

“Chi profetizza, invece, parla agli uomini per edificazione, esortazione e consolazione.” (1Corinzi 14:3 LND)

Quindi, Sila e Giuda svolsero questo ministero per diverso tempo. Così i credenti furono edificati. Poi, furono rimandati in pace a Gerusalemme. E i credenti di Antiochia furono grati per il loro ministero, ma poi, li lasciarono tornare a casa loro.

Il versetto 34 non appare nella maggior parte dei manoscritti, e forse fu aggiunto dopo per cercare di spiegare perché era là quando Paolo era partito per un altro viaggio. Comunque, Sila aveva di tornare a Gerusalemme, e poi ritornare ad Antiochia ancora.

Leggo 34 e 35.

34 Ma parve bene a Sila di restare là. 35 Anche Paolo e Barnaba rimasero ad Antiochia, insegnando ed annunziando con molti altri la parola del Signore.

Paolo e Barnaba rimasero ancora ad Antiochia. Insegnavano ai credenti, e annunciavano la Parola del Signore ai non credenti. Dio continuava ad edificare la chiesa di Antiochia in questo periodo.

Per aiutarvi a capire meglio la cronologia della Bibbia, è molto probabile che gli avvenimenti di Galati 2:11-14, quando Pietro andò ad Antiochia, e trascinò lì perfino Barnaba, e Paolo lo riprense, accaddero in questo periodo.

Lezioni per noi

Con questo, concludiamo lo studio di questo brano. Vedremo gli ultimi versetti nel prossimo sermone su Atti.

Ringrazio Dio che la Chiesa aveva capì la gravità di questa falsa dottrina, e prese una chiara posizione. La nostra salvezza è un risultato di quella decisione di riconoscere categoricamente che la salvezza è per grazia, e non per opere, e quindi, che noi gentili possiamo essere salvati per la fede in Gesù.

La chiesa aveva risolto questo problema considerando quello che Dio aveva rivelato chiaramente. Anche noi dobbiamo risolvere ogni confusione dottrinale considerando quello che Dio ha rivelato a noi nella Bibbia. In realtà, abbiamo le verità di Dio in forma più completa di loro, perché ora abbiamo tutto il Nuovo Testamento.

Quindi, impegniamoci ad essere un popolo che veramente si impegna a conoscere correttamente la Parola di Dio, in modo da conformare ogni nostra dottrina alla Bibbia, sia individualmente, che come chiesa.

Impariamo a riconoscere il legalismo, cioè, la tendenza di credere di poter meritare qualcosa da Dio, tramite l'osservanza di certe regole o riti. Certamente, bisogna camminare in ubbidienza. Però, la salvezza dipende totalmente dalla grazia, e non per alcun merito nostro.

Se quei giudei che erano farisei sbagliavano, anche noi possiamo sbagliare. Quindi, camminiamo con umiltà. Non presumiamo di aver capito tutto correttamente, ma sottomettiamo ogni nostra dottrina alla Parola di Dio. Impegniamoci a studiare a fondo la Parola di Dio, per sottomettere ogni aspetto della nostra vita alla verità di Dio.

Grazie a Dio per la sua Parola, e per lo Spirito Santo, che ci illumina, se siamo umili per ascoltare. Grazie a Dio per l'esempio che ci dà in questo capitolo. Grazie a Dio per la salvezza per grazia, per mezzo della fede in Gesù Cristo.

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