un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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La Nostra Ricchezza in Cristo

sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica 12 luglio 2015 , – mdf ag –
parole chiave: salvezza, opera di Cristo, dono di Dio, sacrificio di Cristo, prezzo della salvezza, caro prezzo.

Quanto sei ricco? È possibile essere veramente ricco senza saperlo? Può una persona essere estremamente ricca, e non capire quanto lo è?

Certamente è possibile. Infatti, succede spesso. Succede spesso nella vita di bambini che sono figli di persone ricche.

Prendete come esempio un figlio piccolo di un uomo molto ricco. Il figlio è erede di tutto, quindi, è erede di grandi ricchezze, di onore e di potere. Finché è piccolo, può capire quanto è ricco? Può capire il valore di ciò che è suo? Può capire le ricchezze e gli onori che lo aspettano da grande?

Da solo, no. Le ricchezze che sono sue sono così immense che vanno oltre a ciò che può concepire nel suo piccolo mondo. Tutti i giocattoli e le altre cose che ha attualmente, e tutto ciò che potrebbe desiderare come piccolo bambino, non sono minimamente paragonabili a ciò che è riservato per lui, eppure, non se ne rende conto.

Quel bambino è tutto preso con il suo piccolo mondo: con i suoi giocattoli, con il cagnolino, con i suoi piccoli problemi. È aggravato quando non gli è permesso di fare quelle cose che voleva fare. Cioè, nonostante che lui abbia una ricchezza che vale infinitamente di più di tutto quello che hanno gli altri bambini della sua città, egli è focalizzato sulle stesse sciocchezze degli altri bambini che non hanno alcuna eredità. Egli non capisce minimamente l'immenso valore di ciò che ha. Si agita per sciocchezze. Non capisce che le cose che lo aggravano non importano assolutamente nulla a confronto con le ricchezze che sono sue.

E perciò, è importantissimo che lui capisca sempre di più il valore della sua eredità. Solamente così potrà vivere in modo da saper apprezzare e curare ciò che gli è stato dato. C'è anche da dire che ciò che gli è stato dato gli è stato dato a caro prezzo. Quel bambino riceve tutto come un dono, riceve un immenso patrimonio senza alcun costo da parte sua. Però, per il Padre il costo è stato altissimo.

È importantissimo che egli impari a capire sempre di più qual è la realtà futura della sua vita. La realtà non è ciò che egli vede in quel momento. Egli è circondato da giocattoli, e da insegnamenti adatti per un bambino, e da regole che servono per un bambino. Quelle sono le sue circostanze, ma non sono la sua realtà. La sua realtà va infinitamente oltre a ciò che egli vede intorno a sé e che vive giorno per giorno.

Dobbiamo capire questo: la realtà di quel bambino NON è ciò che egli vede e vive tutti i giorni. La sua realtà è infinitamente più grande di ciò che vive giorno per giorno. È essenziale che lui comprenda la verità della sua realtà che è ancora futura, e della ricchezza e dei privilegi che sono suoi. Se non comprende chi è veramente, e quella che è la sua eredità, non potrà vivere bene, non potrà scegliere bene, potrà solo sprecare la sua vita, cercando le cose sbagliate, vivendo per ciò che può ottenere oggi, che sarà poi perso per sempre, e che comunque non vale nulla a confronto con il suo tesoro futuro che lo aspetta.

Anche Noi

Questo è un piccolo e povero paragone della nostra situazione, se siamo in Cristo. Noi siamo figli del sovrano Dio dell'universo! Il nostro Padre celeste, e già il fatto di averlo come Padre è una benedizione infinita, in quanto eravamo figli di ira, comunque il nostro Padre celeste ci ha fatto diventare figli benedetti, con una benedizione eterna ed infinita, tutto per mezzo di Gesù Cristo.

NOI siamo i figli estremamente ricchi e benedetti, però, come nell'esempio del bambino di prima, la pienezza della nostra ricchezza è ancora nascosta dal mondo, e nemmeno noi possiamo vederla con i nostri occhi naturali. Possiamo vederla solo con occhi di fede. Come leggiamo in 2Corinzi 5:7

“Camminiamo infatti per fede, e non per visione.” (2Corinzi 5:7 LND)

La nostra vita è una vita di fede. Non dobbiamo fondare la nostra vita su ciò che vediamo. Deve essere fondata sulle verità che Dio ci rivela, e le conosciamo e le vediamo per fede!

Troviamo una verità simile in Romani 8:24,25, dove leggiamo:

“Perché noi siamo salvati in speranza; or la speranza che si vede non è speranza, poiché ciò che uno vede come può sperarlo ancora? Ma se speriamo ciò che non vediamo, l’aspettiamo con pazienza.” (Romani 8:24,25 LND)

La vera vita cristiana è una per fede, in cui viviamo per ciò che ci sta davanti, non per ciò che ci circonda. Viviamo per ciò che è invisibile ma eterno, non per ciò che è visibile ma passeggero.

Anche Ebrei 10:38,39 e 11:1 ci aiutano a capire quella che è la vera vita cristiana. Ve li leggo:

“38 E il giusto vivrà per fede, ma se si tira indietro l’anima mia non lo gradisce". 39 Ma noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che credono per la salvezza dell’anima.
11:1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono;” (Ebrei 10:38-11:1 LND)

La vita è una vita di fede, certezza di quelle cose promesse da Dio che non vediamo, ma che sono più reali di ciò che vediamo.

Il Problema: Viviamo Qua

Tutto questo è chiaro, ed è anche meraviglioso, perché ci permette di avere profonda gioia giorno per giorno. Però, abbiamo un problema.

Il problema è che noi viviamo in questo mondo, siamo stati salvati dal mondo, ma viviamo ancora nel mondo, e ancora facilmente usiamo come metro delle nostre benedizioni le nostre circostanze terrene, anziché l'immensità della nostra eredità eterna.

Cioè, la nostra tendenza naturale è di stare bene o male in base a quelle che sono le nostre circostanze di vita. Abbiamo la tendenza di essere attaccati a questa vita.

Questo è naturale, ma è del tutto sbagliato, perché le nostre circostanze terrene non sono il metro di quanto siamo benedetti. Come credenti, non dobbiamo considerare le nostre circostanze come metro di quanto stiamo o non stiamo bene. Possiamo essere estremamente poveri, possiamo avere tante situazioni difficili, possiamo essere perfino perseguitati, e anche messi a morte per la nostra fede, però comunque siamo estremamente ricchi in Gesù Cristo!

Perciò, per avere la gioia abbondante che ci è disponibile in Gesù Cristo, non è una questione di avere meno problemi o una vita più facile, né di avere più benedizioni terrene. È una questione di comprendere l'immensità della nostra ricchezza in Gesù Cristo. Ed io prego che oggi sarà un piccolo aiuto nel comprendere l'immensità della nostra eredità eterna in Gesù Cristo. Dico “piccolo aiuto” perché la nostra ricchezza è così immensa che ci vorrà tutta l'eternità per comprendere e godere ciò che abbiamo in Gesù Cristo.

2Corinzi 8:9

Per aiutarci a comprendere la ricchezza di ciò che abbiamo in Cristo, e anche per capire qualcosa delle sofferenze che Cristo ha dovuto subire per poterci fare diventare così ricchi, vogliamo guardare insieme 2Corinzi 8:9. Consideriamo insieme questo verso, e poi alcuni altri che parlano dello stesso argomento. Ed io prego che Dio ci aiuterà a comprendere di più ciò che Gesù Cristo ha fatto per renderci veramente ricchi.

Inizio perciò leggendo questo versetto, scritto dall'apostolo Paolo ai credenti di Corinto. Leggo 2Corinzi 8:9.

“Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.” (2Corinzi 8:9 LND).

Paolo inizia questo versetto con le parole "Voi conoscete". Paolo sta scrivendo ai credenti. Ogni vero credente conosce, almeno in senso generale, l'opera di Gesù Cristo di morire sulla croce per pagare la condanna per i nostri peccati, e sa che siamo salvati per grazia per merito di quel sacrificio. Se uno non conosce queste basi fondamentali non può credere in Gesù come il proprio Signore e Salvatore. Quindi, Paolo inizia dicendo: voi conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo.

Il problema non è che non conosciamo ciò che Gesù ha fatto. Il problema è che spesso, non teniamo in mente ciò che Gesù ha fatto, e ciò che ci ha procurato. Quindi, in questo versetto Paolo ricorda a questi credenti, e tramite le Scritture anche a noi, quanto essi sono ricchi, e quanto noi siamo ricchi.

Probabilmente, i credenti di Corinto non si consideravano ricchi. Infatti il contesto di questo versetto è che Paolo stava incoraggiando questi credenti a mettere da parte dei soldi per aiutare i credenti poveri in Giudea. Magari facilmente questi credenti potevano aver pensato che loro non avevano i mezzi per aiutare altri. Probabilmente, come noi, avevano problemi economici che li aggravavano, e come noi, potevano pensare che non avevano abbastanza soldi per aiutare altri. Visto che il contesto di questo brano è proprio il fatto che Paolo li stava incoraggiando a dare generosamente per questo bisogno, vediamo che l'apostolo capiva la necessità di aiutare i Corinzi a capire la loro vera ricchezza in Gesù Cristo. Comprendere meglio le ricchezze che abbiamo in Cristo trasforma la nostra vita.

Quindi, questo versetto ci ricorda ciò che conosciamo, cioè, ciò che Cristo ha fatto per noi, e ciò che ci ha procurato con il suo sacrificio. Noi conosciamo la grazia del Signore Gesù Cristo. Dobbiamo ricordare ciò che già conosciamo, dobbiamo pensare a ciò che abbiamo in Cristo. Dobbiamo conoscerlo sempre di più.

La Grazia

Leggo ancora il versetto, e notate il contenuto di ciò che Paolo sta dicendo loro.

“Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.” (2Corinzi 8:9 LND).

Notate che Paolo inizia parlando della grazia del Signore nostro Gesù Cristo. Noi siamo salvati per grazia. Quanto è importante che comprendiamo sempre di più l'immensità della grazia! La nostra salvezza è tutta per grazia. Questo è perché non avremmo mai, mai potuto meritare la salvezza per conto nostro. Piuttosto, noi meritiamo la punizione eterna. Noi abbiamo peccato contro il Dio santissimo. Noi abbiamo peccato tutta la vita. Ogni nostro peccato è una gravissima offesa contro la santità e la giustizia di Dio, nostro Creatore. A causa dei nostri innumerevoli peccati, non meritiamo nulla di buono da Dio in questa vita, quanto di meno l'eternità con Dio in cielo! Eppure, Dio ci perdona e ci dà l'eternità con Lui, tutto per grazia! Siamo salvati per grazia.

Cristo, il Ricco, si è Fatto Povero

Poi, Paolo dichiara una verità importantissima per aiutarci a capire di più dell'immensità della grazia che abbiamo ricevuto. Leggo ancora il versetto.

“Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.” (2Corinzi 8:9 LND).

Cristo Gesù essendo ricco, si è fatto povero per noi. Consideriamo la frase: “Gesù Cristo essendo ricco”. Che cosa vuol dire? In che senso Cristo era ricco?

Gesù Cristo era ricco in gloria. Ricordate che Gesù è il Figlio di Dio. Gesù è pienamente Dio. Egli non era sempre Gesù, l'uomo, piuttosto è diventato Gesù quando si è incarnato. Invece per tutta l'eternità passata, Egli è stato con il Padre in gloria in cielo, il Figlio Dio insieme al Padre, pieno di gloria. Ci sono tanti versetti che parlano della sua gloria divina. Per esempio, parlando del Figlio di Dio, la prima parte di Ebrei 1:3 descrive la sua gloria. Ve lo leggo:

“Egli, che è lo splendore della sua gloria e l’impronta della sua essenza e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, … ” (Ebrei 1:3 LND)

Questo brano descrive Cristo che è lo splendore della gloria del Padre, e l'impronta della sua essenza. Descrive la piena divinità e la gloria divina di Gesù Cristo. Gesù era ricco con la ricchezza della gloria eterna di Dio. Questa è la vera ricchezza, che ha solo Dio.

In Colossesi 1:15 leggiamo di Cristo:

“Egli è l’immagine dell’invisibile Dio, il primogenito di ogni creatura,” (Colossesi 1:15 LND).

Cristo è l'immagine dell'invisibile Dio, quindi Cristo ha tutta l'autorità, e tutta la gloria e tutta la maestà. In Giovanni 17:5, Gesù sta parlando con il Padre poco prima di andare alla croce. Notate ciò che dichiara della gloria che aveva con il Padre prima che il mondo fosse. Ve lo leggo:

“Ora dunque, o Padre, glorificami presso di te della gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.” (Giovanni 17:5 LND).

La ricchezza di Cristo non è solo una ricchezza materiale, anche se tutta la terra appartiene a lui, essendo stata creata da lui, ma è una ricchezza assoluta, è la ricchezza di avere tutta la gloria, e tutto l'onore, di essere sovrano e di avere tutto il potere in cielo e in terra.

Quando gli uomini pensano alla ricchezza, pensano alle ricchezze che esistono nel mondo, le quali non sono nemmeno un'ombra delle ricchezze che appartengono a Gesù Cristo.

Quindi, quando Paolo dichiara che Gesù Cristo, essendo ricco si è fatto povero, prego che possiamo capire qualcosa dell'infinito valore delle ricchezze di Cristo. Cristo era ricco di gloria, era ricco di potere, era ricco di maestà, era ricco di conoscenza e di sapienza, e di potenza, e di tutto.

Cristo Si è Fatto Povero per Noi

La cosa incredibile è che Cristo, essendo così infinitamente ricco, si è fatto povero per poter salvarci, per far diventare noi che eravamo assolutamente poveri veramente ricchi.

Consideriamo in che senso Cristo si è fatto povero. Tenete in mente che sopra ogni altra cosa, Cristo era ricco di gloria e potenza e onore. Per poter salvarci, Cristo si spogliò della sua gloria. Diventò uomo, essendo in forma esteriore un semplice uomo. E fece questo per poter pagare la condanna per il nostro peccato. Leggiamo di come lasciò la sua gloria per diventare uomo e morire sulla croce in Filippesi 2. Leggo i versetti da 4 a 11.

“4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri. 5 Perciò, abbiate in voi lo stesso sentimento che stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò rapina l’essere uguale a Dio, 7 ma annichilì se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.” (Filippesi 2:4-11 LND)

Qua, impariamo che Cristo era in forma di Dio, ovvero pienamente uguale a Dio e pieno della gloria di Dio, e perciò infinitamente ricco in ogni senso della parola. Ma annichilì se stesso, ovvero svuotò se stesso della sua gloria e ricchezza, per prendere la forma di servo, per essere trovato come uomo, abbassando se stesso fino al punto di essere povero, per compiere la salvezza. La sua povertà non era semplicemente una povertà materiale, ma era una povertà spirituale, in quanto si abbassò al punto di caricarsi dei peccati di altri, per essere punito dal Padre, e abbandonato da Dio, morendo sulla croce come sacrificio per il peccato.

Quindi, la sua ricchezza era una ricchezza infinita, che non possiamo nemmeno comprendere. È la ricchezza che solo Dio possiede. Cristo che era ricco così, si è fatto povero, una povertà totale e assoluta, uno povertà che lo ha portato perfino ad essere abbandonato da Dio, e ad essere punito per i peccati di altri. E Cristo ha fatto questo per me e per te che siamo credenti.

Prego che saremo meravigliati per tutta la vita di questa immensa verità, una verità così profonda che la mente umana non può che capire la minima parte della sua profondità e grandezza. Saremo meravigliati di questa verità per tutta l'eternità.

Nessun sacrificio che potremo mai fare è minimamente paragonabile al sacrificio di Gesù Cristo. Nessuna privazione nostra sarà minimamente simile a quanto Gesù si è fatto povero per noi.

Cari fratelli e sorelle, se noi meditassimo seriamente su questa realtà, cioè sull'infinita ricchezza di Cristo, e sulla profondità della sua povertà che Lui ha preso volontariamente per noi, se pensassimo frequentemente a questo, avremmo gioia profonda per tutta la vita. E allora, io vorrei incoraggiare ciascuno di voi che è in Cristo a pensare a queste verità tutti i giorni. Paolo scrisse questo versetto in 2Corinzi 8 per stimolarci a pensare a queste verità, che troviamo non solo qui, ma in tanti brani.

Abbiamo già letto la prima parte di Ebrei 1:3, e ora lo leggo tutto, perché parla delle ricchezze di Cristo, e della sua povertà per noi. Leggo di nuovo questo versetto che ci ricorda chi era Cristo, cosa ha fatto, e quale risultato ha ottenuto per noi e qual è la sua condizione ora. Ve lo leggo:

“Egli, che è lo splendore della sua gloria e l’impronta della sua essenza e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver compiuto la purificazione dei nostri peccati per mezzo di se stesso, si è posto a sedere alla destra della Maestà nell’alto dei cieli,” (Ebrei 1:3 LND)

Tenete in mente che stiamo leggendo del nostro Signore e Salvatore. Leggiamo che Lui è lo splendore della gloria di Dio, e l'impronta della sua essenza. Cristo è pienamente e totalmente Dio. Sostiene tutte le cose nell'universo con la parola della sua potenza. Tutto l'universo è stato creato da Lui, e tutto l'universo continua ad essere sostenuto da Lui. Questa è solo una parte della sua ricchezza, e della sua gloria.

Poi, la frase "dopo aver compiuto la purificazione dei nostri peccati per mezzo di se stesso", descrive quando Gesù si è fatto povero. Descrive l'umiliazione di Gesù, descrive quando Gesù si è fatto uomo e andato alla croce per subire l'ira di Dio per il peccato. Colui che era pieno di gloria, è stato coperto dal nostro peccato. Passò dalla ricchezza più alta alla povertà più bassa. Tutto questo lo ha fatto per noi, per la purificazione dei nostri peccati.

Che verità meravigliosa! Gesù ha fatto tutto questo per noi! Ora, avendo pagato il pieno prezzo per la nostra salvezza, questo brano dichiara che si è posto a sedere alla destra della Maestà nell'alto dei cieli. “Maestà” è un termine usato per indicare Dio che ci ricorda della sua gloria. Essere seduto alla destra della Maestà descrive il posto di onore e gloria che occupa solamente Gesù Cristo. Il nostro Signore ha lasciato la sua ricchezza di gloria, per diventare povero per poterci salvare, e poi è tornato in gloria, dove regna per poterci curare. Alleluia, gloria a Dio per questa verità meravigliosa, che è la nostra salvezza!

2Corinzi 5:21

Guardiamo brevemente ad un altro brano che descrive questo passaggio che Cristo ha fatto dall'infinita ricchezza alla profonda povertà spirituale per poterci salvare. Trovate con me 2Corinzi 5:21. Prego che possiamo comprendere di più la profondità di ciò che stiamo per leggere in questo versetto. Ve lo leggo:

“Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi fossimo fatti giustizia di Dio in lui.” (2Corinzi 5:21 LND).

Gesù è il Santo di Dio, assolutamente Santo, pieno di gloria, che non ha mai conosciuto il peccato. Non aveva conosciuto il peccato in quanto non aveva mai in alcun modo peccato. Era ricco in santità.

Dio, il soggetto di questo versetto, lo ha fatto essere peccato per noi. In altre parole, Gesù Cristo si è caricato dei nostri peccati, ha preso su di sé la nostra colpa. E per questo, è stato punito al posto nostro. Quindi, Dio lo ha fatto essere peccato per noi. È diventato spiritualmente povero. Quello che Gesù ha fatto, l'ha fatto per noi! Il suo passare dal punto più alto al punto più basso lo ha fatto tutto per noi! Che Dio ci aiuti a comprendere questa immensa grazia, per poter capire di più l'immensità della nostra salvezza.

E Gesù ha fatto questo affinché noi fossimo fatti giustizia di Dio in lui. Questo è la stessa cosa che dichiara il nostro brano in 2Corinzi 8:6, quando leggiamo che si è fatto povero per noi affinché noi diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà. La povertà spirituale che Gesù ha subito, ha provveduto alla nostra salvezza, ha provvedutoil nostro pieno perdono e la nostra glorificazione. Noi che eravamo assolutamente poveri, per mezzo della povertà di Cristo siamo diventati eternamente ricchi. Alleluia, quanto immensa ed eterna è la nostra benedizione in Cristo, la nostra ricchezza eterna!

Preghiera di Conoscere la nostra Ricchezza

La ricchezza della nostra eredità eterna è così immensa che la mente umana non può conoscerla minimamente senza un'opera divina di Dio. E per questo motivo, in Efesini 1 troviamo l'apostolo Paolo che, mentre prega per i credenti, prega specificatamente che Dio possa operare in loro affinché possano conoscere la ricchezza della loro eredità. Certamente, questa preghiera vale anche per noi. Leggo Efesini 1:17,18, che è una parte di questa preghiera di Paolo per i credenti.

“17 affinché il Dio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza e di rivelazione, nella conoscenza di lui, 18 e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi,” (Efesini 1:17-18 LND).

Paolo prega che Dio opererà miracolosamente in noi affinché conosceremo le ricchezze della gloria della sua eredità che ha riservato per noi, insieme a tutti i santi, ovvero ai veri credenti.

A voi che siete credenti dico che le ricchezze della gloria della eredità che Dio ha riservato per noi tra i santi è una ricchezza così immensa che solo un'opera miracolosa di Dio può farcela comprendere. Ed io prego che Dio ci aprirà gli occhi a vedere sempre più questa ricchezza.

Più conosciamo l'immensità della nostra ricchezza eterna, più comprenderemo che tutti i problemi e le difficoltà di questa vita sono solo piccole ombre, che possiamo sopportare con gioia, vivendo per fede, e non per visione.

Vedere le ricchezza che abbiamo in Cristo, a caro prezzo, è la chiave per poter gioire profondamente, giorno dopo giorno, in ogni circostanza.

Allora, Dove Guardiamo?

Prima di chiudere, una parola a chi non ha Cristo. Se tu non hai Gesù Cristo, è importante che tu sappia che tutte le ricchezze del mondo sono ingannevoli, e non solo, saranno perse per sempre. Senza Cristo, sei spiritualmente povero, e la tua povertà ti porterà alla punizione eterna.

Quindi, se tu non hai Cristo, ti esorto, corri a Cristo, finché c'è tempo! Ravvediti, credi in Lui come chi può salvarti! E solo allora, anche tu avrai la ricchezza della vita eterna.

Per noi che abbiamo Cristo dico: dove stai guardando? Dove stai guardando giorno per giorno? Dove guardi per cercare la tua gioia? Guardiamo a Cristo! Guardiamo alle ricchezze eterne che abbiamo in Lui. Pensiamo, meditiamo, e parliamo gli uni con gli altri delle benedizioni spirituali che abbiamo in Cristo! Questa è la vita di fede, la vita di fede anziché di visione.

Chiudo con la meravigliosa verità in 1Giovanni 3:1,2.

“1 Vedete quale amore il Padre ha profuso su di noi, facendoci chiamare figli di Dio. Per questo il mondo non ci conosce, perché non ha conosciuto lui, 2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è.” (1Giovanni 3:1-2 LND)

Oh che possiamo fissare il nostro sguardo sulla nostra ricchezza in Cristo, ricordando sempre il prezzo infinito che Egli ha pagato per salvarci, in attesa di vederLo arrivare per noi!

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