un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Chi siamo in Cristo
Efesini 2:16-22

di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 16 agosto, 2009
parole chiave: figli di Dio, pace con Dio, cittadini del cielo, Tempio di Dio, fondamento

Nell'ultimo sermone ho iniziato ricordandovi che è fondamentale riconoscere qual era la nostra condizione nel passato per comprendere meglio la grandezza delle benedizioni di chi siamo ora in Gesù Cristo. Per aiutarci a comprendere l'immensità della nostra salvezza, abbiamo iniziato a considerare insieme Efesini 2:11-22.

Abbiamo quindi analizzato quella che era la nostra condizione prima della salvezza. Essendo Gentili, ovvero non Giudei, eravamo senza le promesse, senza i patti, senza speranza e senza Dio nel mondo. La nostra situazione era eternamente terribile, anche se non lo sapevamo.

Ma nella Sua grande misericordia e con il Suo amore, Dio ha mandato al mondo Gesù Cristo per compiere la salvezza, subendo l'ira di Dio sulla croce, per riconciliarci con Dio.

La salvezza viene per mezzo di Gesù Cristo, sia per i Giudei che per i Gentili e, in Gesù Cristo, esiste un solo popolo, i redenti del Signore.

Ora, in Cristo Gesù, abbiamo pace con Dio.

Oggi vogliamo riprendere il nostro brano e continuare a considerare le meravigliose verità in esso contenute e che riguardano la nostra salvezza. Per voi che non siete salvati, vi invito a considerare quanto meravigliosa è la salvezza, affinché possiate desiderare Cristo più di qualsiasi altra cosa.

Allora riprendiamo leggendo Efesini 2:11-22:

“11 Perciò ricordatevi che un tempo voi gentili di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono stati fatti nella carne per mano d’uomo, 12 eravate in quel tempo senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d’Israele e estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo. 13 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. 14 Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, 15 avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, 16 e per riconciliare a ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso. 17 Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini, 18 poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito. 19 Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, 20 edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare, 21 su cui tutto l’edificio ben collegato cresce per essere un tempio santo nel Signore, 22 nel quale anche voi siete insieme edificati per essere una dimora di Dio nello Spirito.” (Efesini 2:11-22 LND).

Gesù ha demolito il muro di separazione

Riprendiamo il nostro discorso dal versetto 14.

Gesù Cristo ha demolito il muro di separazione, ovvero la legge data tramite Mosè. Quella legge separava i Gentili dai Giudei, perché i Gentili non avevano la legge. Però, separava anche i Giudei da Dio, perché essi non erano capaci di ubbidire pienamente alla legge. La legge separava l'uomo da Dio e, finché c'era la legge, gli uomini erano senza speranza alcuna di avvicinarsi a Dio per mezzo delle loro opere.

Gesù Cristo ha demolito il muro di separazione, abolendo, nella Sua carne, l'inimicizia, ovvero la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni.

Ricordate che la legge elenca i comandamenti di Dio e poi dichiara che, chiunque non ubbidisce perfettamente ai quei comandamenti, sarà maledetto da Dio. Troviamo questo in Galati 3:10 dove si vede chiaramente che, chiunque cerca la salvezza per mezzo dell'ubbidienza alla legge, è maledetto se non vi ubbidisce perfettamente, cosa impossibile per noi uomini peccatori. Ve lo leggo:

“Ora tutti coloro che si fondano sulle opere della legge sono sotto la maledizione, perché sta scritto: "Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per praticarle".” (Galati 3:10 LND)

Nella seconda parte di quel versetto, Paolo stava citando Deuteronomio 27:26, che vi leggo pure:

“Maledetto chi non si attiene alle parole di questa legge, per metterle in pratica!". E tutto il popolo dirà: "Amen.” (Deuteronomio 27:26 LND)

Quindi la legge di Dio stabilisce un metro che è impossibile da raggiungere per l'uomo. La legge non offriva la salvezza, bensì mostrava il peccato dell'uomo e che l'uomo era sotto condanna. Perciò la legge costituiva l'inimicizia fra l'uomo e Dio, perché condannava l'uomo agli occhi di Dio.

Il v.14 dichiara che Cristo ha demolito il muro di separazione, il v.15 proclama che ha abolito l'inimicizia, la quale è spiegata come la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni. La parola “abolire” vuol dire distruggere o rendere senza forza.

In che modo Gesù ha demolito il muro di separazione e l'inimicizia nella Sua carne, la condanna che meritavamo, la legge dei comandamenti?

La legge richiede la morte, la separazione da Dio, come punizione per il peccato. Sulla croce, Gesù Cristo ha subito la morte e, peggio, ha subito l'ira di Dio e la separazione dal Padre. Quindi, avendo pagato la condanna della legge, la legge non ha più potere su tutti coloro che sono in Cristo. In quel modo, Gesù ha demolito quel muro che ci separava da Dio ed ha abolito l'inimicizia.

Un solo uomo nuovo

Abolendo l'inimicizia e demolendo il muro di separazione, Cristo ha creato in Se stesso un solo uomo nuovo, proprio come abbiamo visto nell'ultimo sermone.

Prima di Cristo, i Giudei e i Gentili erano separati dalla legge di Dio e dal patto che Dio aveva fatto con i Giudei. Essi costituivano due popoli separati.

Ora, tutti coloro che vengono salvati, sia Giudei che Gentili, vengono salvati per mezzo di Gesù Cristo e, perciò, diventano parte dell'unico popolo di Dio in Cristo. In Cristo non c'è più distinzione.

Il versetto continua e dichiara una verità stupenda che lo è ancora di più alla luce del fatto che prima c'era inimicizia fra noi e Dio. Leggo ancora i vv.14-16:

“14 Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, 15 avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, 16 e per riconciliare a ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso.” (Efesini 2:14-16 LND)

Come abbiamo già visto nel v.14, Gesù ha fatto la pace, abolendo l'inimicizia fra noi e Dio. Prima eravamo nemici di Dio, ora abbiamo vera pace con Dio e, perciò, abbiamo la pace di Dio nei nostri cuori. Abbiamo già parlato di questo dono ineffabile della pace con Dio nell'ultimo sermone. Questa pace supera ogni situazione terrena perché trasforma la vita e trasforma l'eternità. Che stupendo dono quello di essere veramente in pace con Dio, il nostro Creatore, e avere la Sua pace nei nostri cuori.

Abbiamo la pace perché, come dichiara il v.16, Cristo ha riconciliato con Dio, sia i Giudei che credono, sia i Gentili che credono. Leggo:

“e per riconciliare a ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso.” (Efesini 2:16 LND).

Per mezzo della croce, ovvero la Sua morte e risurrezione, Gesù Cristo ha riconciliato i Giudei e i Gentili con Dio, cioè tutti coloro che si sono ravveduti e hanno creduto in Lui, e li ha fatti diventare parte del Suo corpo, la Chiesa.

Se tu sei salvato, allora, Gesù ha riconciliato TE con Dio e ti ha fatto parte del Suo corpo! Ci pensi spesso, giorno per giorno, che Gesù Cristo ha tolto la tua inimicizia e ti ha riconciliato con Dio?

Annunciare la pace

Cristo è venuto per compiere questa salvezza per noi e per annunciare a noi questa pace con Dio che prima ci era impossibile ottenere. Leggo il v.17:

“Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini,” (Efesini 2:17 LND)

Gesù è venuto, dal cielo alla terra, prima di tutto per compiere l'opera della salvezza in modo da comprare per noi la pace con Dio. Mentre Gesù era sulla terra fisicamente, annunciava la pace che si può avere con Dio tramite il perdono. Ora Gesù continua ad annunciare la pace, tramite lo Spirito Santo e la Parola di Dio.

Questo messaggio è per i Giudei, che erano vicini, ed è per noi Gentili, che eravamo lontani. Il Vangelo è il messaggio di salvezza per chiunque si ravvede e crede in Gesù Cristo.

Anche se eravamo Gentili, senza Dio, lontani da Dio, ora, per mezzo di Gesù Cristo, siamo stati avvicinati e sempre ora, in Cristo, siamo figli di Dio.

Perciò non dobbiamo mai dimenticare la verità del v.18:

18 poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre (Efesini 2:18 LND)

Per mezzo di Lui, cioè di Gesù Cristo, abbiamo entrambi, Giudei e Gentili, accesso al Padre.

State notando che quando si parla della salvezza, Gesù Cristo è sempre al centro del discorso? Ogni benedizione ci arriva per mezzo di Gesù Cristo, compresa la benedizione più grande, il libero accesso al Padre della gloria.

Spesso è difficile renderci conto della grandezza del privilegio di avere accesso a Dio stesso. Nel mondo è considerato un grande onore avere accesso al capo di stato e, se tale uomo è disposto a dare ascolto per fornire un aiuto, questo fatto viene visto come un grande privilegio.

Se è un privilegio avere accesso ad un uomo importante, che è sempre e solamente un uomo, considerate quanto è un privilegio incredibile avere libero accesso a Dio Padre, al Signore dei signori, al sovrano di tutto l'universo. Avere accesso solo una volta sarebbe già un privilegio immenso che supererebbe in sé ogni privilegio terreno. Però, per mezzo di Gesù Cristo, non abbiamo un accesso limitato, bensì un accesso continuo proprio al trono di Dio. Non dobbiamo entrare nella Sua presenza con dubbi o timore, piuttosto possiamo entrare con piena fiducia, sapendo di essere amati da Dio per mezzo di Gesù Cristo.

Un brano che parla di questo accesso che abbiamo al Padre per mezzo di Gesù Cristo è Ebrei 4:14-16. Ve lo leggo:

“14 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede. 15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno.” (Ebrei 4:14-16 LND)

Per mezzo di Gesù Cristo abbiamo libero accesso direttamente al trono della grazia così da trovare la grazia che ci serve per ricevere l'aiuto sempre al tempo opportuno.

Quindi, con il Suo sacrificio, Gesù Cristo non ha solamente tolto l'inimicizia fra noi e Dio, ma ha fatto sì che potessimo diventare figli di Dio per avere questo libero accesso al nostro Padre celeste.

In uno stesso Spirito

Il v.18 ci insegna un'altra verità importante:

“poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito.” (Efesini 2:18 LND)

Esso ci parla del nostro accesso al Padre in uno stesso Spirito.

Il nostro accesso è tramite Gesù Cristo, nello Spirito Santo che dimora in noi e che è anche chiamato lo Spirito di Cristo. Quando Gesù è tornato in cielo, ha mandato lo Spirito Santo, chiamato anche il Consolatore, per dimorare sempre in noi. Chiunque è salvato, è in Cristo ed ha lo Spirito Santo, così ha libero accesso al Padre. Questa verità rende chiaro che non esistono sacerdoti umani che fanno da mediatori fra l'uomo e Dio perché noi abbiamo libero accesso al Padre per mezzo di Gesù Cristo in uno stesso Spirito e non tramite un uomo.

Prego che possiamo comprendere di più questo immenso privilegio e trovare grande gioia per mezzo di esso. Se tu sei in Cristo Gesù, qualunque sia la tua situazione, qualunque prova ti affligge, in qualunque pericolo ti trovi, hai libero accesso a Dio Padre per ottenere la grazia e l'aiuto che ti serve. Rallegriamoci in questa verità!

La vostra condizione ora

Avendo spiegato all'inizio di questo brano quella che era la nostra condizione e avendo spiegato l'opera di Cristo, nei vv. 19-22 Paolo descrive quale è adesso la nostra condizione. Per comprendere l'immensità di questa verità, bisogna tenere a mente quella che era la nostra condizione prima, ricordando che eravamo estranei a Dio, senza Dio, senza speranza, senza promesse.. O che Dio ci aiuti a comprendere la grandezza della realtà di quella che è la nostra condizione ora, in Cristo Gesù!. Leggiamo assieme i vv. 19-22:

“19 Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, 20 edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare, 21 su cui tutto l’edificio ben collegato cresce per essere un tempio santo nel Signore, 22 nel quale anche voi siete insieme edificati per essere una dimora di Dio nello Spirito.” (Efesini 2:19-22 LND)

In questo brano, troviamo tre descrizioni di quello che siamo ora in Cristo. Siamo cittadini del cielo, siamo membri della famiglia di Dio e siamo parte del Tempio di Dio.

Noi che eravamo nemici di Dio, noi che eravamo senza le promesse, senza i patti, senza speranza e senza Dio nel mondo, ora, in Cristo Gesù, non siamo più forestieri né ospiti, ma in Cristo siamo concittadini dei santi, così come leggiamo anche in Filippesi 3:20:

“La nostra cittadinanza infatti è nei cieli, da dove aspettiamo pure il Salvatore, il Signor Gesù Cristo,” (Filippesi 3:20 LND)

Il cielo stesso è la nostra patria. Essendo cittadini del cielo, abbiamo tutti i diritti riservati ai soli cittadini. Il nostro re, Gesù Cristo, cura i Suoi cittadini ovunque si trovano in questo mondo. Egli non ci lascia e non ci abbandona.

Il brano ci insegna anche la meravigliosa verità che siamo membri della famiglia di Dio. Non solo amici, ma veramente figli di Dio. Quando Dio ci ha salvati, ci ha adottati con i figli Suoi, ci ha fatto rinascere come figli Suoi, siamo realmente diventati figli di Dio. Ora Dio ci è Padre! Egli ci ama con un amore paterno, ora e per tutta l'eternità.

Essendo figli di Dio, abbiamo libero accesso a Dio come Padre.

Gesù chiamava il Padre “Abba” che è un termine intimo e di affetto. Leggiamo questo in Marco 14:36:

“E disse: "Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi".” (Marco 14:36 LND)

Ora che siamo stati adottati con i figli, anche noi abbiamo il privilegio di chiamare Dio Papà, Abba, come leggiamo in Romani 8:15:

“Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per cadere nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo: "Abba, Padre"” (Romani 8:15 LND)

Avere Dio come Padre, essere veramente i Suoi figli, supera quanto possiamo comprendere, ma prego che Dio ci aiuterà a comprendere sempre di più il privilegio di essere veramente parte della famiglia di Dio.

Essendo figli di Dio, siamo fratelli e sorelle gli uni con gli altri. Anche questa è un'immensa benedizione perché abbiamo un legame in Cristo che durerà per tutta l'eternità. Quanto è meraviglioso avere altri credenti come fratelli e sorelle; e tali veramente siamo in Cristo Gesù!

Parte del vero Tempio

Essendo parte della famiglia di Dio, siamo membri della vera Chiesa, la quale non è un'istituzione umana, ma l'insieme di tutti i veri credenti nella storia e nel mondo. Come Chiesa, siamo il tempio di Dio.

Nell'Antico Testamento Dio aveva ordinato ai Giudei di costruire un tempio di pietre, però quel tempio era solamente un simbolo. Ora, il vero tempio è l'insieme dei veri credenti ed è un tempio spirituale. Vari brani parlano del fatto che siamo il tempio di Dio. Vi leggo, per esempio, 1Corinzi 3:16:

“Non sapete voi che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1Corinzi 3:16 LND)

Noi, i figli di Dio, siamo il tempio di Dio, come Paolo ripete in 2Corinzi 6:16, spiegando l'importanza di non essere sotto un giogo con i non credenti. Ve lo leggo:

“E quale accordo c’è tra il tempio di Dio e gli idoli? Poiché voi siete il tempio del Dio vivente, come Dio disse: "Io abiterò in mezzo a loro, e camminerò fra loro; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo".” (2Corinzi 6:16 LND)

In 1Pietro 2:5, la stessa verità viene dichiarata con altre parole. Ve lo leggo:

“anche voi, come pietre viventi, siete edificati per essere una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.” (1Pietro 2:5 LND)

Siamo il tempio di Dio. Dio stesso dimora in noi. Pensate, fratelli, che il Creatore dell'universo dimora in noi, ora e per l'eternità. Dio non è lontano nel cielo, è con noi. Noi, l'insieme di tutti i veri credenti, siamo la dimora di Dio! O che privilegio! E tu tieni conto del fatto che Dio stesso dimora in noi?

Edificati sul fondamento di Cristo

I vv.20,21 descrivono come siamo edificati e come cresciamo. Leggiamo questi versetti, iniziando con il v.19, per capire questa importante verità:

“19 Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, 20 edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare, 21 su cui tutto l’edificio ben collegato cresce per essere un tempio santo nel Signore, 22 nel quale anche voi siete insieme edificati per essere una dimora di Dio nello Spirito.” (Efesini 2:19-22 LND)

Il v. 20 dichiara che siamo edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, con Gesù Cristo stesso la pietra angolare.

Leggendo questo potremmo chiederci: chi è il fondamento? gli apostoli e i profeti o Gesù Cristo?

La Bibbia è chiarissima sul fatto che Gesù Cristo è il fondamento e non ce n'è alcun altro. Infatti, Paolo stesso, l'autore di questa Epistola, rende questo chiaro in quello che scrive in 1Corinzi 3:11. Ve lo leggo:

“10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come savio architetto io ho posto il fondamento, ed altri vi costruisce sopra; ora ciascuno stia attento come vi costruisce sopra 11 perché nessuno può porre altro fondamento diverso da quello che è stato posto, cioè Gesù Cristo.” (1Corinzi 3:10-11 LND)

Gesù Cristo è l'unico fondamento. Perciò, il senso del nostro brano oggi non può essere che gli apostoli e i profeti in sé sono il fondamento dalla Chiesa. Piuttosto, come abbiamo appena letto, gli apostoli e i profeti hanno posto il fondamento, proclamando il Vangelo della salvezza in Gesù Cristo, perché il Vangelo ci è stato dato tramite loro. Quindi, come dichiara Paolo, l'unico fondamento che si può porre è Gesù Cristo e questo è il fondamento che Paolo e gli altri apostoli, insieme ai profeti, hanno posto.

Questa verità era già stata annunziata secoli prima tramite Isaia, in una profezia in cui il Cristo viene dichiarato sia fondamento che testata d'angolo. Vi leggo Isaia 28:16:

“Perciò così dice il Signore, l’Eterno: "Ecco, io pongo come fondamento in Sion una pietra, una pietra provata, una testata d’angolo preziosa, un fondamento sicuro; chi crede in essa non avrà alcuna fretta.” (Isaia 28:16 LND)

Ognuno di noi che è stato salvato ha come fondamento della salvezza Gesù Cristo, il Signore e Salvatore.

Consideriamo come cresciamo su questo fondamento. Leggo ancora Efesini 2:19-22:

“19 Voi dunque non siete più forestieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, 20 edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare, 21 su cui tutto l’edificio ben collegato cresce per essere un tempio santo nel Signore, 22 nel quale anche voi siete insieme edificati per essere una dimora di Dio nello Spirito.” (Efesini 2:19-22 LND)

Tutto l'edificio, ben collegato, cresce su Gesù Cristo. Notate i due aspetti della crescita: dev'essere su Gesù Cristo e tutto l'edificio deve essere ben collegato. Dio ha stabilito che uno deve dimorare in Cristo per crescere e, inoltre, deve essere ben collegato con altri credenti nella Chiesa. Dio ci fa crescere per mezzo dei doni spirituali che Egli distribuisce a tutti nel corpo. Il corpo cresce tutto insieme quando è ben collegato e ben fondato in Cristo. Perciò l'idea di un credente che cresce per conto suo, isolandosi, è un'idea falsa.

Notate che l'edificio cresce per essere un tempio santo nel Signore, ovvero la dimora di Dio nello Spirito.

Abbiamo già menzionato questo, ma fermatevi a considerare l'immensità del fatto che Dio stesso dimora in noi. Nonostante le nostre debolezze e le nostre cadute, noi siamo un tempio santo in cui Dio stesso dimora. Non esiste nulla al mondo che sia paragonabile a questo privilegio, il che è anche un immenso stimolo per noi di camminare in santità. Il vero Tempio di Dio cresce per diventare sempre più santo. Dio è Santo e deve dimorare in santità.

Quanto è importante per ogni vero credente il camminare in santità! Quando cadiamo nel peccato è fondamentale che ci ravvediamo per essere perdonati e purificati.

Alla luce di tutto questo

Allora, alla luce di tutto quello che abbiamo visto oggi ed anche nell'ultimo sermone, come possiamo rispondere, se non inginocchiandoci e ringraziando Dio di cuore?

Quanto è importante che ricordiamo sempre quello che eravamo e quella che era la nostra condizione. Eravamo completamente senza Dio e senza speranza, morti nei nostri peccati, e avevamo davanti a noi il tormento eterno. A causa dei nostri peccati, eravamo nemici di Dio, separati da Lui dal muro dei comandamenti che ci rendevano colpevoli. Non esistono problemi terreni paragonabili a questi!

La nostra situazione era tale che noi non potevamo porvi alcun rimedio. Ma Dio stesso, Colui davanti al quale eravamo colpevoli, ha provveduto il rimedio per noi, mandando Gesù Cristo a subire la condanna che era destinata a noi. Tramite il Suo sacrificio, Gesù Cristo ha subito l'ira di Dio al nostro posto e così ci ha riconciliati con Dio.

Gesù ha tolto il muro di separazione fra noi e Dio, aprendoci la porta per essere figli di Dio. Questo vale sia per i Gentili come noi, sia per Giudei. Infatti, ora, in Cristo, tutti i salvati, sia essi i Gentili che i Giudei, sono un unico popolo. Per mezzo di Gesù Cristo abbiamo libero accesso al Padre.

Per mezzo di Gesù Cristo, noi che eravamo nemici di Dio, ora siamo figli di Dio, membri della famiglia di Dio. Noi che eravamo senza Dio ed esclusi dai patti e dalle promesse, ora siamo cittadini del cielo, concittadini di tutti i santi.

Infine, noi che eravamo destinati all'eternità lontani da Dio, ora facciamo parte del tempio di Dio, la dimora di Dio nello Spirito.

Alla luce di tutto questo, quanto poco importa l'andazzo delle circostanze della vita in questo breve pellegrinaggio mentre aspettiamo di entrare nella presenza di Dio stesso. Sapendo quello che ci aspetta, sapendo di avere il privilegio di essere figli di Dio e un libero accesso a Dio come Padre, possiamo gioire nel Signore anche in mezzo alle prove più profonde.

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