un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Efesini 5:18-20
Siate ripieni di Spirito

Sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 7 novembre, 2010 ---- cmd ag -----
Parole chiave: Spirito Santo, ripieno dello Spirito, pienezza, alcool, vino.

Tu, o credente, quanto sei privilegiato! Tu eri morto nei tuoi peccati, sotto la condanna di Dio. Ma Dio ti ha vivificato e ti ha perdonato in Cristo Gesù, per la sua grazia e per la sua misericordia. Ora, noi che siamo stati salvati, siamo figli di luce, ed è giusto che camminiamo come figli di luce, capendo qual è la volontà di Dio, e camminando in santità in ogni aspetto della vita.

Nel nostro studio dell'Epistola di Efesini, siamo arrivati al capitolo 5, e stiamo considerando come camminare in santità, essendo figli amati. Oggi, vogliamo iniziare a considerare i vv. da 18 a 21. Leggo questo brano, e poi, consideriamo questo aspetto della vita cristiana.

“18 E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito, 19 parlandovi gli uni gli altri con salmi inni e cantici spirituali, cantando e lodando col vostro cuore il Signore, 20 rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio e Padre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo; 21 sottomettetevi gli uni agli altri nel timore di Cristo.” (Ef 5:11-21 LND)

Ripieni di Spirito

Questi versetti continuano il discorso di come possiamo camminare in modo degno nella nostra vocazione, come figli di luce.

Il v.18 ci mette davanti un confronto, fra un modo sbagliato di cercare la pienezza di vita, e l'unico modo giusto di riempirci di essa.

“E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di spirito,” (Ef 5:18 LND)

In realtà, questo versetto sta parlando di due modi di arrivare ad uno stato di euforia di cuore, uno giusto, e uno peccaminoso. È da tener conto del fatto che nella Bibbia, troviamo più volte brani che parlano di uno stato di animo così gioioso che porta a gridare di gioia, Per esempio, leggo dal Salmo 5 e poi dal Salmo 32.

“Ma si rallegrino tutti quelli che si rifugiano in te, mandino grida di gioia per sempre, perché tu li proteggi; esultino in te quelli che amano il tuo nome.” (Salmo 5:11 LND)
“Rallegratevi nell’Eterno ed esultate, o giusti; mandate grida di gioia voi tutti, retti di cuore.” (Salmo 32:11)

Dio ci offre una gioia profonda, che trabocca in grida di gioia. Troviamo anche versetti che parlano di abbondante gioia, come il Salmo 16:11

“Tu mi mostrerai il sentiero della vita; c’è abbondanza di gioia alla tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno.” (Salmo 16:11 LND)

In 1Pietro 1 leggiamo di una gioia in Cristo così immensa che è ineffabile e gloriosa. Leggo 1Pietro 1:8, che parla di chi è Cristo per noi.

“che, pur non avendolo visto, voi amate e, credendo in lui anche se ora non lo vedete, voi esultate di una gioia ineffabile e gloriosa,” (1Pietro 1:8 LND)

Desiderare questo senso di immensa gioia, che potrebbe essere descritto anche come euforia, non è sbagliato.

Ciò che è sbagliato, ed è anche peccato, è quando cerchiamo di arrivare ad un sostituto di quello che Dio ci offre, per una via sbagliata. Come esempio di una via sbagliata, questo versetto ci parla di un uso eccessivo di vino, di alcool. L'uso eccessivo di alcool è vietato nella Bibbia. Troviamo ripetutamente versetti che ci avvertono di non essere attaccati al vino. Per esempio, parlando delle qualifiche degli anziani, in 1Timoteo 3:3 leggiamo che l'anziano deve essere un uomo “non dedito al vino,” (1Timoteo 3:3 LND) ovvero, non deve essere uno che sta spesso con il bicchiere in mano. Troviamo la stessa qualifica anche per chi desidera diventare un diacono:

“Similmente i diaconi, siano dignitosi,.... non dediti a molto vino, ” (1Timoteo 3:8 LND)

Anche le donne, per essere un buon esempio, devono evitare di bere molto vino, come leggiamo in Tito 2:3

“Parimenti le donne anziane abbiano un comportamento conveniente a persone sante, non siano calunniatrici, non schiave di molto vino, ma maestre nel bene” (Tito 2:3 LND)

Bere alcool per non dover pensare ai problemi, o per sentirsi bene, non è mai il giusto e vero rimedio per i pesi di questa vita. La sensazione di sollievo che l'alcool può dare non è mai un sollievo che viene da Dio. Piuttosto, la sensazione che si può avere bevendo è il povero sostituto che Satana offre al posto della gioia ineffabile e gloriosa che Dio dà per mezzo dello Spirito Santo.

Dissolutezza

Satana sempre ci propone false benedizioni al posto delle vere benedizioni che Dio ci offre. Egli si traveste da angelo di luce. Quello che egli ci offre in realtà è peccato, al posto del bene.

Parlando del fatto di inebriarsi o ubriacarsi di vino, il peccato ci promette di stare bene, ma in realtà, questo modo di fare produce un comportamento senza freni, che la Bibbia chiama dissolutezza.

La parola greca qui tradotta con “dissolutezza” è una parola che vuol dire letteralmente “non salvato”, e descrive una vita abbandonata ai piaceri. È una vita estrema, una vita senza freni, una vita dedicata a divertirsi, una vita senza moderazione, una vita lontana da una vita ordinata e vissuta con serietà.

La parola dissolutezza usata qua è un sostantivo. Troviamo la stessa parola in forma di avverbio in Luca 15:13, parlando del figlio prodigo. Vi leggo quel versetto:

“Pochi giorni dopo il figlio più giovane, raccolta ogni cosa, se ne andò in un paese lontano e là dissipò le sue sostanze vivendo dissolutamente.” (Luca 15:13)

Anche dall'esempio del figlio prodigo, è chiaro che nella Bibbia, la dissolutezza descrive una vita dedicata ai divertimenti, all'eccitazione, a vivere per quello che dà piacere alla carne.

Troviamo la parola dissolutezza anche in Tito 1:6, che fa parte dell'elenco delle qualifiche di chi può diventare un anziano. Ve lo leggo:

“ciascuno di loro sia irreprensibile, marito di una sola moglie, e abbia figli fedeli che non siano accusati di dissolutezza né insubordinati.” (Tito 1:6 LND)

Un anziano non deve avere figli che vivono in dissolutezza, perché se vivessero così non sarebbero sottomessi. I figli dissoluti si dedicano a vivere per i propri piaceri. Questo brano ci aiuta a capire il senso di questa parola quando parla del fatto che un anziano deve avere i figli sottomessi. Quelli dissoluti sono figli che sono incontrollabili, che vivono come vogliono loro.

Chi si dedica alla dissolutezza non ha una vita sotto controllo. I figli che vivono in dissolutezza non sono sotto il controllo del loro padre, ma piuttosto sono sotto il controllo delle voglie della loro carne. Similmente, chi beve troppo vino non è sotto il controllo dello Spirito di Dio, ma è sotto il controllo del vino.

Infatti, quando uno è pieno di vino, o di qualunque forma di alcool, non è più nel pieno controllo di se stesso. Non riesce a controllare completamente i suoi pensieri. Ed è per questo che è peccato per un credente l'inebriarsi o anche il solo bere troppo. Infatti, più volte nella Bibbia, ci sono comandamenti o commenti contro il bere troppo.

Quanto è troppo? La Bibbia non descrive specificatamente, però, possiamo capirlo tenendo in mente che un credente dovrebbe essere sempre nel pieno controllo dei suoi pensieri e azioni. Non dobbiamo mai essere minimamente ostacolati dal capire la volontà di Dio. E si sa che molto prima di essere inebriati, la capacità di pensare bene è già limitata. Non dobbiamo mai arrivare a bere al punto da essere rallentati nei nostri pensieri!

Poi pensando agli effetti dell'alcool, potrebbe mai l'alcool aiutare un credente ad essere più capace a conoscere le verità della Bibbia? Potrebbe mai aiutarlo a spiegare la Bibbia meglio ad altri? Chiaramente no!

Perciò, un credente dovrebbe stare in guardia a non bere mai più di un minimo di alcool. Non dovrebbe mai arrivare al punto in cui i suoi pensieri sono minimamente ostacolati od offuscati.

Ripieni di Spirito

Anziché essere pieni di alcool, ovvero sotto il controllo dell'alcool, ogni credente dovrebbe essere ripieno dello Spirito Santo, sotto il controllo dello Spirito Santo. Anziché cercare soddisfazione in qualcosa che ci trascina nel peccato, ogni credente dovrebbe cercare la soddisfazione dello Spirito Santo e il suo frutto nella vita.

Notate il doppio contrasto: riempito anziché inebriato, lo Spirito Santo anziché vino. Paolo dice “spirito”, ma in base al fatto che spesso nella Scrittura troviamo comandamenti di essere ripieni dello Spirito Santo, possiamo sapere che sta parlando dello Spirito Santo. In Atti 2, troviamo un parallelo all'inebriarsi e all'essere ripieno dello Spirito Santo. Il brano sta descrivendo gli avvenimenti nel giorno della Pentecoste, quando i discepoli furono riempiti dallo Spirito Santo, ma furono accusati di essere riempiti di vino. Leggo Atti 2:4 e poi 13;

“Così furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi.” (Atti 2:4 LND)
“Altri invece li schernivano e diceva no: "Sono ripieni di vin dolce!".” (Atti 2:13 LND)

Il vino produce degli effetti che in qualche modo assomigliano all'essere ripieni dello Spirito Santo, però, l'essere ripieno di vino produce dissolutezza, mentre l'essere ripieni di Spirito Santo produce frutti di giustizia!

Il vino, o l'alcool in qualsiasi forma, non può mai dare vero sollievo dai problemi. Il vino dà solamente una sensazione di sentirsi bene, senza concedere qualsiasi vero benessere. Non solo, ma cercare sollievo nella via sbagliata ci porta a non cercarlo nella via giusta. Il vino promette tanto, ma in realtà ci ostacola a ricevere le vere benedizioni. Proverbi 23:29-32 ci parla delle false promesse del vino:

“29 Per chi sono gli "ahi," per chi gli "ahimè"? Per chi le liti, per chi i lamenti? Per chi le ferite senza ragione? Per chi gli occhi rossi? 30 Per quelli che si soffermano a lungo presso il vino, per quelli che vanno in cerca di vino drogato. 31 Non guardare il vino quando rosseggia, quando scintilla nella coppa e va giù così facilmente! 32 Alla fine esso morde come un serpente e punge come un basilisco.” (Proverbi 23:29-32 LND)

Il vino promette tanto, ma alla fine morde come in un serpente.

In contrasto, l'essere riempiti con lo Spirito produce tesori di vera gioia, porta a camminare in santità e soddisfa veramente il cuore. Inoltre, rende più capace a comprendere la volontà di Dio, che è un aspetto di camminare come figli di luce.

Essere ripieno dello Spirito Santo vuol dire essere pienamente controllato dallo Spirito Santo in ogni aspetto della vita. Vuol dire intendere la volontà di Dio, e poi, fare quella volontà.

Chi è pieno dello Spirito Santo è pieno di frutti di giustizia, frutti che durano, e cammina come figlio di luce.

Quando siamo pieni dello Spirito Santo, consideriamo gli avvenimenti della giornata dal punto di visto di Dio. Inoltre saremo ripieni del frutto dello Spirito, che sono degli attributi meravigliosi:

“... amore gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo.” (Galati 5:22 LND)

Questa è la vita che Dio intende per ogni vero figlio di Dio! Non vivere ripieni dello Spirito Santo vuol dire vivere nel peccato, perché Egli riempie ogni vero credente che cammina in ubbidienza e fede.

parlando gli uni gli altri con salmi, inni...

Quando siamo ripieni Spirito Santo, questo nostro essere produce in noi un modo nuovo di parlare, e ci spingerà perfino a cantare. Leggo i versetti 18,19 insieme:

“18 E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito, 19 parlandovi gli uni gli altri con salmi inni e cantici spirituali, cantando e lodando col vostro cuore il Signore,” (Efesini 5:18-19 LND)

Quando siamo ripieni dello Spirito Santo, è naturale parlarci gli uni gli altri con salmi, inni, con cantici spirituali, cantando e lodando col nostro cuore al nostro Signore! Questo ci porta ad essere ancora più ripieni di Spirito Santo.

Uno si potrebbe chiedere quale sia la differenza fra salmi, inni e cantici spirituali. La Bibbia non spiega la differenza fra queste parole. A volte la Bibbia usa la parola “inni”, e sembra che si riferisca al fatto di cantare i Salmi. In ogni caso, tutti e tre parlano del fatto di parlare o cantare adorazioni e lodi a Dio. Quello che è chiaro è che quando siamo ripieni dello Spirito Santo parliamo gli uni gli altri con salmi, e anche cantiamo gli uni gli altri con inni e cantici spirituali. In altre parole, siamo pieni di parole che glorificano Dio.

Notate che siamo chiamati a fare questo con i nostri cuori. Dio guarda al cuore, non bastano le parole. Dio vuole che Lo adoriamo di cuore. In Giovanni 4, Gesù dichiara alla donna Samaritana che Dio cerca veri adoratori, che Lo adorino in spirito e in verità.

Quando viviamo così, edifichiamo gli uni gli altri ed in più, Dio viene glorificato. Bisogna essere ripieni dello Spirito Santo per vivere così!

Rendere grazie

Non solo dobbiamo parlarci con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e lodando col nostro cuore al Signore, ma dobbiamo anche rendere grazie continuamente per ogni cosa a Dio e Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.

Cosa vuol dire rendere grazie? Vuol dire riconoscere in modo specifico i benefici che abbiamo ricevuto da Dio, e ringraziarLo per questi benefici. Questo implica alcune cose. Per primo, implica che la persona riconosce che i benefici che ha non li ha meritati o guadagnati. Secondo, vuol dire che riconosce di non essere degno di quello che ha ricevuto, è terzo, vuol dire che riconosce che i benefici che ha ricevuto da Dio sono tanti e sono grandi.

Volta dopo volta troviamo nelle epistole di Paolo insegnamenti che parlano dell'importanza di ringraziare Dio. In Colossesi 2:7 leggiamo:

“essendo radicati ed edificati in lui, e confermati nella fede come vi è stato insegnato, abbondando in essa con ringraziamento.” (Colossesi 2:7 LND)

Quando ringraziamo Dio veramente per le nostre benedizioni in Cristo Gesù, questo modo di fare ci porta a concentrare di più su queste benedizioni, e questo ci porta a vedere ancora di più quanto abbiamo da Dio, il che produce ancora più ringraziamento. Perciò, è un cerchio meraviglioso, che produce tanto bene. Inoltre, quando siamo impegnati nel ringraziare Dio per le benedizioni che abbiamo in Gesù Cristo, non ci sarà spazio nel nostro cuore per le preoccupazioni, e non ci sarà spazio per i lamenti, inoltre, troveremo in Cristo il coraggio di affrontare le difficoltà. Chi abbonda nel ringraziamento, riconoscendo molto meglio il cuore di Dio, avrà grande pace e grande gioia, e Dio sarà glorificato nella sua vita.

--- rendere grazie continuamente----

Notate che il versetto dichiara che dobbiamo rendere grazie continuamente. Chiaramente, questo vuol dire ringraziare Dio dopo che abbiamo ricevuto la sua cura, dopo che ci ha liberato da una prova, dopo che ha fatto passare il pericolo. Per esempio, gli israeliti hanno ringraziato Dio dopo che avevano oltrepassato il mare. Nel Salmo 117, il salmista ringrazia Dio dopo che la sua preghiera fu esaudita. In Apocalisse 15, vediamo che la moltitudine ringrazierà Dio per tutta l'eternità per la salvezza che hanno ricevuto da Dio.

È molto importante che ripassiamo nella mente le benedizioni che abbiamo ricevuto da Dio, in modo da ringraziarLo a fondo per tutto quello che abbiamo ricevuto.

Però, possiamo anche ringraziare Dio in mezzo alle prove, perché anche nelle prove, Egli sta con noi, e perché sappiamo per fede che Egli ci farà uscire dalla prova nel modo migliore. Vediamo un esempio di questo nella vita di Giona, che ringraziava Dio mentre era ancora nel ventre del pesce. Vi leggo Giona 2:1,9, dove Giona dichiara che adorerà Dio e farà sacrifici a Dio, implicando perciò che sapeva che in qualche modo Dio lo avrebbe liberato.

“(2-2) Allora Giona pregò l’Eterno, il suo DIO, dal ventre del pesce e disse:” (Giona 2:1 LND)
“Ma io con voci di lode ti offrirò sacrifici a e adempirò i voti che ho fatto. La salvezza, appartiene all’Eterno".” (Giona 2:9 LND)

Oltre a ringraziare Dio dopo le prove, e durante le prove, possiamo anche ringraziare e lodare Dio prima della prova, come per esempio troviamo nell'esempio di Giosafat, prima di una battaglia.

“Quindi, dopo essersi consigliato con il popolo, stabilì quelli che dovevano cantare all’Eterno e dovevano lodarlo per lo splendore della sua SANTITA’, mentre camminavano davanti all’esercito e dicevano: "Celebrate l’Eterno, perché la sua benignità dura in eterno".” (2Croniche 20:21 LND)

Possiamo ringraziare Dio prima della prova, perché Dio ha promesso di non abbandonarci e di non lasciarci, e perché Egli è in controllo.

Dio vuole che Lo ringraziamo continuamente, prima, durante e dopo le prove. Non c'è situazione in cui non possiamo ringraziare Dio, perché abbiamo la grazia di Dio in ogni momento, siamo circondati dal cuore di Dio in ogni momento, abbiamo le promesse di Dio in ogni momento, e abbiamo libero accesso al trono della grazia per mezzo di Gesù Cristo in ogni momento. Rendiamo grazie a Dio continuamente!

Ringraziamo per ogni cosa

È chiaro che dobbiamo ringraziare Dio continuamente, ma per che cosa dobbiamo rendere grazie continuamente a Dio? Leggo ancora il nostro versetto;

“rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio e Padre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo;” (Ef 5:20 LND)

Dobbiamo rendere grazie continuamente per ogni cosa. Quindi, dobbiamo essere veramente grati, ed esprimere questa gratitudine, per ogni benedizione, sia materiale che spirituale, sia naturale che sovrannaturale. Questo comprende le benedizioni passate, le benedizioni presenti, e le benedizioni future che ci sono state promesse in Gesù Cristo. È giusto anche ringraziare Dio per tutto quello che non ci è stato dato, perché non erano le cose giuste.

Quando pensiamo a questo comandamento, che Dio ci ha dato tramite l'apostolo Paolo, ricordate che l'apostolo Paolo aveva sofferto moltissimo nella sua vita, ma comunque riusciva a ringraziare Dio di cuore anche nelle prove più profonde.

Come possiamo ringraziare Dio in mezzo alle prove più pesanti, che ci fanno molto male? Qua, la chiave sta nel ricordare la sovranità di Dio, e la preziosa promessa in Romani 8:28 che vale per ogni vero credente

“Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.” (Ro 8:28 LND)

Dio fa collaborare tutte le cose per portare il bene eterno a coloro che ha salvato.

Credente, se tu vuoi vivere la pienezza della vita in Gesù Cristo, se vuoi la gioia della salvezza, se vuoi la pace del cuore, allora devi rendere grazie continuamente, per ogni cosa, a Dio Padre!

Ringraziare Dio nel nome di Cristo Gesù

Questo versetto ci spiega anche che questo ringraziamento deve essere fatto nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. Dobbiamo ringraziare nel nome di Gesù Cristo. Perché? Perché ogni benedizione che abbiamo, l'abbiamo per merito di Gesù Cristo. Ascoltate mentre leggo Romani 8:32

“Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui?” (Romani 8:32)

Dio ci dona tutte le cose “con Lui, con Gesù”. È in Gesù Cristo che noi abbiamo ogni benedizioni. Gesù è il mezzo per il quale riceviamo ogni benedizione da Dio, e perciò, dobbiamo ringraziare Dio nel nome di Gesù Cristo.

E chiaramente, dobbiamo ringraziare il nostro Dio e Padre, come il versetto dichiara:

“rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio e Padre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo;” (Ef 5:20 LND)

Dio è la fonte di ogni nostra benedizione, e dobbiamo ringraziare Lui! Non dovremmo mai credere che il bene che abbiamo, ce l'abbiamo per qualche merito o impegno nostro. Dobbiamo anche riconoscere che nonostante che spesso Dio ci benedice tramite gli altri, è sempre Dio stesso che è la vera fonte della benedizione. Le persone sono gli strumenti che Dio usa per provvederci le benedizioni.

Perciò, mentre è giusto ringraziare le persone che Dio usa per benedirci, soprattutto dobbiamo ringraziare Dio per ogni benedizione che abbiamo.

Applicazione

In realtà, c'è molto più da dire di questo brano. Abbiamo iniziato a considerare come possiamo camminare come figli di luce, conoscendo la volontà di Dio e poi camminando in quella volontà.

La vita cristiana non è una religione che uno pratica, non è una dottrina che uno crede e afferma, non è semplicemente evitare certi peccati. La vera vita cristiana è essere in Cristo, essere un figlio di luce, e camminare nella luce, riempito di Spirito Santo.

Solamente quando siamo ripieni di Spirito Santo avremo una vita piena di frutti di giustizia, come abbiamo letto in Efesini 5:8,9

“8 Un tempo infatti eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore; camminate dunque come figli di luce. 9 poiché il frutto dello Spirito consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità,” (Ef 5:8-9 LND)

Questa è la vita di un vero credente! E viviamo questa vita solamente quando siamo ripieni di Spirito Santo.

Inoltre, solamente quando siamo ripieni di Spirito Santo avremo il frutto dello Spirito: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine e autocontrollo. Solo così avremo una vita che è piena di opere fruttuose.

O credente, non esiste altra vita per un vero credente! Viviamo in modo da essere ripieni di Spirito Santo!

Giustamente, mi chiederete: come possiamo essere ripieni di Spirito Santo?

È importante capirlo, perché c'è molta confusione al riguardo. Perciò, Dio volendo, nel prossimo sermone su questo brano, vogliamo considerare specificatamente in che modo possiamo essere ripieni di Spirito Santo. Vogliamo anche considerare la differenza fra essere ripieni di Spirito Santo, il battesimo dello Spirito Santo, e il sigillo dello Spirito Santo. Dio volendo, vedremo tutto questo nel prossimo sermone su questo brano.

Per ora, camminiamo nella luce, evitando qualunque sostituto alle vere benedizioni di Dio. Non cerchiamo la nostra soddisfazione nel vino, né in qualsiasi altra cosa che ci promette quello che solo Dio può fare in noi. Il mondo ci offre tante cose per riempirci, ma solo Dio ci offre lo Spirito Santo. Siate ripieni dello Spirito Santo. Viviamo per Dio, riscattando il tempo, capendo la volontà di Dio in ogni campo della vita.

Ringraziamo Dio e Padre nostro continuamente, per ogni cosa, nel nome di Gesù Cristo. Camminiamo come un popolo che abbonda nel ringraziamento. Questo porta gloria al nostro Dio, e benedizioni al nostro cuore!

Cerchiamo contatto gli uni con gli altri, e in quel contatto, parliamo gli uni con gli altri con salmi, inni e cantici spirituali! So che non siamo abituati a cantare insieme, ma è un ottimo modo per incoraggiarci nelle verità di Dio! Abbondiamo in ringraziamento a Dio, non solo da soli, ma anche quando siamo gli uni con gli altri. Che possiamo vivere così, per dare gloria a Dio, e edificare gli uni gli altri! Che possiamo essere ripieni dello Spirito Santo!

Grazie, o Padre, che ci ha dato lo Spirito Santo, la vera gioia!

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