un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Efesini 6:4, parte 2 – Padri: non provocare ad ira

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per domenica, 22 maggio 2016, – mdf ag –
parole chiave: genitori, padri, figli, allevare i figli, Efesini 6:4, disciplina, famiglia, costanza

Oggi, voglio riprendere il nostro studio in Efesini 6, dove stiamo considerando il comandamento ai genitore di non provocare i figli ad ira, ma di allevarli nella disciplina e nell’ammonimento di Dio. Una delle responsabilità più grandi e più importanti della vita è quella di allevare bene i figli. Da questo dipende moltissimo della loro vita, e anche della loro eternità.

Voglio leggere di nuovo quel passo, Efesini 6:4.

“E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell’ammonizione del Signore.” (Efesini 6:4 LND)

Continuo il discorso dell’ultimo insegnamento, parlando di come riuscire ad evitare di provocare i nostri figli ad ira. È un grave peccato provocare i nostri figli ad ira, e porta tante male nelle loro vite. Quindi, consideriamo altri modi di fare sbagliati da evitare.

Disciplinare con Rabbia

Un altro modo gravemente sbagliato di fare, che prova grande ira nel figlio, ma che purtroppo è molto comune, è di disciplinare o punire il figlio con rabbia, ovvero, essendo motivati dalla rabbia e non dal fare la cosa giusta. La cosa importante è la motivazione, che si può esprimere in modi diversi.

Quando un genitore disciplina con rabbia, anche se il figlio è veramente colpevole, al figlio quella disciplina sembrerà ingiusta, perché egli noterà la rabbia del genitore, non ciò che il figlio ha fatto di male.

Infatti, quando si disciplina con rabbia, in realtà il motivo per cui si disciplina il figlio non è più per ciò che ha fatto, è perché c’è rabbia nel cuore. In questi momenti, la disciplina è dovuta alla frustrazione, o al fatto di essere nervoso, o perché il comportamento del figlio ha creato qualche problema al genitore.

Cioè, il figlio sa che in altre occasioni, il genitore non ha disciplinato per la stessa disubbidienza. Quindi, il figlio capisce, correttamente, che il vero motivo per quella punizione non è per la sua disubbidienza in sé, ma è perché il genitore è pieno di rabbia o è frustrato. E perciò, in realtà, la punizione è ingiusta. Questa ingiustizia da parte del genitore provoca l’ira nel cuore del figlio.

Infatti, una disciplina data perché il genitore è agitato o arrabbiato non porterà buon frutto. In questi casi, il genitore ha bisogno di calmarsi prima di disciplinare il figlio. Se no, quella disciplina porterà del male anziché del bene.

Do un consiglio importante a chi è genitore: Se ti rendi conto che sei agitato o arrabbiato, non disciplinare tuo figlio mentre sei in quella condizione! Piuttosto, prendi del tempo per calmarti. Per esempio, tu puoi mandare il figlio in sua camera, o farlo sedere sul divano, mentre tu vai in camera tua per pregare, in modo da calmarti. Solo allora sarai in grado di disciplinare tuo figlio in modo che non lo provocherà ad ira, permettendo al figlio di capire la sua disubbidienza e capire che la disciplina è giusta ed è per il suo bene.

Non Insegnare al figlio la pazienza

Visto che stiamo parlando dell'importanza di formare il carattere del figlio, vorrei parlare di un esempio di questo molto importante. È importantissimo che i genitori insegnino ai figli di aspettare con pazienza prima di ottenere qualcosa che desiderano. Se un figlio non impara la pazienza, avrà spesso ira quando le cose non vanno come vuole.

Cerco di spiegarmi. Di natura, vogliamo tutto subito e siamo impazienti. Questo ci porta ad essere egoisti, ci porta all’ira, e a peccare per ottenere, e in più, ci porta ad apprezzare meno le cose che abbiamo.

Però Dio ci insegna ad avere pazienza. Solitamente Dio non ci dà le sue benedizioni subito. E poi, Dio ha creato la natura in modo che dobbiamo aspettare quasi tutto quello che vale. Non si pianta un seme oggi per mangiarne il frutto domani. Bisogna aspettare.

Similmente, solitamente Dio non risponde subito alle nostre preghiere. Piuttosto, ci fa aspettare prima di ottenere quello che il nostro cuore desidera. Avere pazienza è fondamentale per poter vivere per fede.

Infatti, la base della vita cristiana è una vita di fede, che, fra l’altro, vuol dire avere pazienza per quello che Dio ha stabilito per noi.

Anziché cercare la soddisfazione immediatamente, un vero credente aspetta pazientemente ciò che Dio ha riservato per lui. Questo vale sia per le benedizioni terrene, come per quelle celesti.

Chi non impara ad avere pazienza sarà scontento, sarà spesso pieno di ira, avrà tanti problemi e renderà la vita difficile anche per gli altri intorno a sé.

Perciò, ogni genitore deve avere come alta priorità quella di insegnare al figlio di aspettare con pazienza ciò che desidera. Per fare questo, il genitore deve gestire la vita del figlio appositamente in modo che spesso, il figlio deve aspettare prima di ottenere qualcosa.

In altre parole, quando il figlio chiede qualcosa, spesso è buono farlo aspettare. È importante che il figlio capisca che quella non è una punizione, è solamente una realtà della vita, perché sarà così anche da adulto.

A livello pratico, per un bimbo piccolo, potrebbe significare farlo aspettare qualche ora. Per uno che ha 5 o 6 anni, potrebbe essere un'attesa di qualche giorno. Per uno di 10 anni, potrebbe equivalere qualche settimane o mesi. Ricordate che da grandi, dobbiamo aspettare tutta la vita.

Come esempio, un figlio piccolo chiede alla mamma: "Mamma, posso fare questo?" La mamma risponde: “ caro, quella è una buona idea. Lo puoi fare questo pomeriggio. Ora, voglio chiederti di fare quest'altra cosa.”

Se il figlio si lamenta di dover aspettare, bisogna punirlo, perché lamentarsi così è una forma di ribellione, non accettando l’autorità del genitore. Vi suggerisco che se il figlio risponde indietro o si lamenta, perde subito il diritto di fare ciò che ha chiesto, e in più, c’è un’altra punizione per il fatto che si è lamentato. Dobbiamo capire che il cuore dietro al fatto di lamentarsi o fare una scena è un cuore molto ribelle. Se i genitori non aiutano il figlio a cambiare questo cuore, sarà un disastro per il figlio.

Se un genitore cerca di farlo stare buono, dandogli ciò che vuole subito, sta rovinando il figlio per la vita. Allevare un figlio così produce un figlio che scatterà di ira, che sarà scontento, egoista, e difficile da sopportare. Crescere un figlio così non è amore per il figlio. È scegliere la via più facile al momento, anziché fare quello che porta bene al figlio.

Quindi, esorto ogni genitore ad essere costante nell'insegnare al figlio di avere pazienza. Questo aiuterà il figlio ad avere pace nel cuore, e aiuterà ad avere pace in casa. Molto di più, aiuterà il figlio ad avere una vita più benedetta. E perciò, aiutare un figlio ad imparare ad aspettare con pazienza è uno dei doni più grandi che un genitore possa fare al figlio.

Regole Chiare

Passo ora ad un altro modo in cui possiamo provocare i figli ad ira, e come evitarlo. Se non abbiamo delle chiare regole in casa, che poi vengono applicate con costanza, questo crea ira nel figlio. Invece, avere chiare regole, che vengono applicate con costanza produce pace nel cuore del figlio.

Valuta se tuo figlio potrebbe subito elencare le regole di casa.

Ai pasti, è permesso per tuo figlio di alzarsi dal tavolo senza chiedere? È permesso per lui di alzarsi prima che gli altri abbiano finito di mangiare?

Ogni famiglia può decidere per conto suo, ma la domanda importante è: tuo figlio sa, chiaramente, quali sono le regole?

Ogni figlio dovrebbe capire, chiaramente, quali sono le regole di casa. Se una cosa è vietata, egli dovrebbe sapere benissimo che è vietata, punto basta. Se è permesso, è permesso. Certamente, ci saranno cose da decidere volta in volta, ma anche in questi casi, il figlio dovrebbe sapere che la decisione del genitore è quella, e che non serve insistere, perché la decisione resterà ferma.

Quando un figlio cresce in una famiglia in cui conosce le regole, crea pace nel suo cuore. Questo è perché quella casa rispecchia come Dio ha creato il mondo.

Pensate alle leggi di Dio sulla natura. Sono costanti. Anno per anno sono sempre uguali. Possiamo vivere in base a quelle leggi, e tutto andrà bene.

Per esempio, al livello del mare, l’acqua bolle a 100 gradi. Sempre. Un litro di acqua pesa un chilo. La stessa marca di pasta sarà sempre al dente, se l'acqua bolle, in 8 minuti. Una trave di un certo spessore porterà un certo peso. Un certo tipo di seme produrrà la verdura fra 80 e 85 giorni. Ed è così in ogni aspetto della natura.

Le leggi di Dio sulla natura sono così stabili e costanti che l’uomo può impararli e poi seguirli per compiere tante cose.

Il fatto che le leggi di Dio sulla natura sono così stabili permette all’uomo di vivere tranquillamente, seguendo le leggi di Dio per poter avere buoni risultati dalla natura.

Sarebbe terribilmente frustrante se le leggi non fossero costanti. Se una putrella di 3 millimetri portasse 100 kg, e un’altra portasse solo 50 kg, sarebbe un disastro. Sarebbe estremamente frustrante cercare di vivere in un mondo così.

Anche le leggi spirituali di Dio sono costanti. Se qualcosa è peccato, è sempre peccato. Se qualcosa è permesso, è sempre permesso. Così, possiamo vivere tranquillamente, sapendo ciò che Dio permette, e ciò che è vietato. Non c’è alcuna confusione. Questa stabilità ci permette di avere pace.

Allora, come genitori, il NON avere regole chiare provoca ira nel figlio, perché il mondo del figlio non è stabile. Similmente, se un genitore permette una cosa e l’altro genitore non lo permette, crea frustrazione e ira nel figlio.

Perciò, dobbiamo imitare Dio, e stabilire regole stabili e costanti. A livello pratico, questo significa non avere regole inutili, ma quando c'è una regola, bisogna applicarla con costanza. Così il figlio sa ciò che può fare e ciò che non può fare. Questo gli permetterà di essere tranquillo.

Nello stesso modo che le leggi di Dio sono giuste, sono per il nostro bene, e sono costanti, così anche le nostre regole devono essere giuste, devono essere per il vero bene del figlio, e devono essere applicate con costanza.

Infatti, se siete costanti, anche un figlio di tre o quattro anni dovrebbe essere in grado di elencare le regole. Dovrebbe capire esattamente quali sono le regole di casa che lo riguardano.

Al contrario, se un genitore NON è costante con le regole, quel povero figlio sarà agitato, perché a volte gli viene permesso di fare qualcosa, mentre altre volte gli viene vietato di fare la stessa cosa. A volte viene punito, altre volte solo sgridato, altre volte il genitore non dice niente. Crescere un figlio così provoca grande ira nel cuore del figlio.

Grazie a Dio, Egli è costante con noi. Se un comportamento è permesso oggi, sarà permesso anche domani. Se è vietato oggi, sarà vietato anche domani. Questo ci dà grande pace.

E perciò, ad ogni genitore dico: imita Dio. Fa’ regole chiare, e poi, mantieni quelle regole sempre. Questo produrrà pace nel cuore di tuo figlio, anziché agitazione e ira.

Mettere questo in pratica

A livello pratico, come possiamo vivere così in famiglia? Cioè, capisco il principio, ma come possiamo metterlo in pratica, giorno per giorno?

Prima di tutto, i genitori devono prendere del tempo per parlare insieme per poter stabilire chiare regole, che possono anche variare a seconda dell’età e della maturità del figlio. Certamente, questo richiede un grande impegno all’inizio. Però, è fondamentale per avere una casa dove regna la pace.

Non è possibile pensare ad ogni possibile situazione. Però, è possibile ed è importante stabilire chiari principi e regole per la maggioranza delle situazioni che arrivano solitamente.

Ricordate che non servono tante regole. Piuttosto, servono poche regole basilari, che si applicano in tante situazioni.

Per esempio, una regola di base è che un figlio deve sempre rispondere la prima volta quando il genitore lo chiama. Poi, un figlio deve sempre ubbidire la prima volta che gli viene chiesto di fare qualcosa. Un figlio non deve mai rispondere indietro o lamentandosi. Poche regole, che vengono spiegate e poi, applicate con grande costanza.

Un altro esempio: il figlio deve essere sempre in orario, sia che si tratti di andare a letto, o di arrivare a tavola, o di fare i suoi lavori.

Certamente, ci sono regole che riguardano campi specifici. Per esempio, bisogno stabilire chiare regole che riguardano i pasti. Al figlio è permesso o no di alzarsi dalla tavola durante il pasto? Deve mangiare tutto? Come deve comportarsi? Gli è permesso di parlare sempre, o deve aspettare il suo turno? È importante avere chiare regole.

Bisogna avere regole che riguardano non solo quello che un figlio fa, ma anche il suo atteggiamento. Per esempio, è più importante disciplinare per un atteggiamento sbagliato che per un’azione sbagliata. Un figlio dovrebbe sapere che la ribellione sarà sempre punita, sia in forma di azioni, che di atteggiamento.

È fondamentale che i genitori comunichino le regole al figlio. Come ho già detto, un figlio dovrebbe conoscere benissimo le regole di casa. Questo lo aiuterà ad essere molto più tranquillo, e soprattutto, eviterà di provocarlo ad ira.

Se vuoi pace in casa, se vuoi aiutare tuo figlio ad avere una vita benedetta, devi avere regole chiare, che vengono applicate in modo costante.

Regole non chiare, che vengono applicate in modo incostante, provocano ira nel cuore di tuo figlio.

Non fate così! Se lo state facendo, confessate il vostro peccato a Dio, e impegnatevi a imitare Dio in questo campo della vita.

Trascurare il Figlio

Un altro modo in cui genitori provocano i loro figli ad ira è quando un genitore trascura il figlio.

Pochissimi genitori trascurano i bisogni materiali dei figli. In Italia, non si vede quasi mai un figlio che sia affamato o che non abbia scarpe.

Invece, tanti genitori trascurano il figlio nel senso di non essere molto presente nella vita del figlio. Purtroppo, il più delle volte, sono i padri colpevoli di questa grave trascuratezza, ma ormai, ci sono anche sempre più mamme che agiscono così.

È fondamentale essere presente nella vita del figlio. Questo NON vuol dire che bisogna intrattenere il figlio. Oggi, tanti genitori credono che devono intrattenere il figlio. Questa non è la volontà di Dio!

Dio ha creato il mondo in modo che uno debba mangiare il pane dal sudore della fronte. Dio non intende che il genitore passi ore al giorno divertendo i figli.

Piuttosto, come Dio ha creato il mondo, i figli aiutano i genitori, e così, imparano mille cose dai genitori, lavorando insieme. Inoltre, la collaborazione insieme per il bene della famiglia unisce la famiglia.

Dio comanda ai genitori di allevare i figli nella disciplina e nell’ammonizione del Signore. Il Signore ci insegna a lavorare con il sudore della fronte per mangiare. Ci insegna ad essere zelanti nelle opere buone. Ci insegna a non impegnarci solo per i nostri interessi, ma anche per il bene degli altri.

Quindi, è molto sbagliato lasciar crescere un figlio credendo che la vita serva per divertirsi. Quella menzogna provocherà ira nel figlio, quando non potrà vivere come vorrà.

Un figlio ha molto bisogno di passare del tempo con i genitori, tempo in cui può legarsi a loro, e imparare da loro, e ricevere da loro.

Certamente, a volte, questo può comprendere tempo divertente. Però, il divertimento non dovrebbe essere la maggioranza del tempo insieme. Quello che serve al figlio è tempo ricco, tempo di rapportarsi, di parlare insieme, tempo di collaborare insieme. Un figlio ha bisogno di tempo in cui il genitore fa il genitore. Ha bisogno di un rapporto in cui il genitore guida il rapporto, con amore, con tenerezza, ma anche con autorità.

Un bambino ha bisogno di genitori che si comportano da genitori, non da amici. Un bambino può avere tanti amici, ma Dio ha stabilito un ruolo speciale per i genitori. Devono essere un esempio di Dio nella vita del figlio. Questo richiede tempo e impegno.

Un figlio che non ha tempo ricco con i genitori sarà un figlio frustrato, e facilmente provocato all’ira. Tanti genitori sbagliano, facendo cose PER i figli, ma non passando molto tempo veramente CON i figli. Per esempio, ci sono mamme che fanno quasi tutti i lavori in casa. Così, hanno poco tempo con i figli. Molto meglio è insegnare ai figli a collaborare nei lavori. Questo li aiuta a formare il carattere dei figli, permette alla mamma di collaborare con loro, e poi, libera lei di poter fare altre cose con loro. Aiutando con i lavori, i figli comprano del tempo alla mamma che lei potrà usare per investire meglio in loro.

Uno sbaglio che tanti genitori fanno quando lavorano insieme ai figli è di concentrare sul lavoro, trascurando il figlio. Forse trascorrono un’ora insieme, ma in realtà il loro rapporto non viene edificato. Anzi, il figlio si sente trascurato, si sente di essere un peso per il genitore, perché in realtà, il genitore lo reputa come un peso che rallenta il lavoro.

Quando c'è questo tipo di rapporto, facilmente il figlio si sente di aver poco valore agli occhi del genitore, e questo può provocare dell'ira nel suo cuore quando poi il genitore usa la sua autorità su di lui.

Lavorare insieme è un tempo prezioso, tempo di parlare insieme, tempo di insegnare al figlio a concentrare, a fare del suo meglio, è un tempo per aiutare il figlio a saper lavorare bene.

Quanto possibile, la priorità dovrebbe essere su ciò che si può trasmettere al figlio, più che sul lavoro stesso.

I genitori devono trasmettere al figlio, con le azioni, e non solo con le parole, che il rapporto con il figlio è più importante del lavoro che si fa. Se è necessario, meglio compiere meno, ma investire bene nel figlio. Man mano che un figlio cresce, sarà capace ad aiutare sempre di più. Ma la cosa più importante è che il genitore non trascuri il figlio, ma si impegni a stabilire un ricco rapporto. Questo aiuta a non provocare ad ira il figlio.

Non Disciplinare o non avere autorità

Voglio menzionare un modo di provocare grande ira nel figlio. Questo è quando un genitore non ha vera autorità sul figlio e non disciplina il figlio.

Sapete che un figlio che non viene disciplinato sarà un figlio pieno di ira?

Basta pensare: quando vedete un bambino fare i capricci, e urlare, e battere i piedi tutto arrabbiato, quel bambino viene disciplinato con costanza? I genitori di quel bambino hanno chiara autorità su di lui? Chiaramente no.

Vi leggo due versetti da Proverbi, che spiega la situazione:

“Chi è lento all’ira ha molta prudenza, ma chi è facile all’ira mette in mostra la sua follia.” (Proverbi 14:29)
“La follia è legata al cuore del fanciullo, ma la verga della correzione l’allontanerà da lui.” (Proverbi 22:15)

Di natura, il cuore di un bambino è pieno di follia, che lo porta a scattare con ira. Lasciato così, la sua vita sarà un disastro.

La disciplina costante, che comprende la verga, soprattutto quando il figlio è piccolo, toglie la follia dal suo cuore.

Perciò, quando i genitori non hanno una chiara e costante autorità, stanno rovinando la vita di quel figlio. Stanno provocando quel figlio ad ira, perché il figlio è pieno di follia. Perciò, non disciplinare con autorità provoca un figlio ad ira, e rovina la sua vita. Genitori, non mancare di avere vera autorità, e di disciplinare per trasmettere a vostro figlio la necessità di ubbidienza e onore!

I nostri Peccati provocano ad ira

Ci sono altre cose che provocano ad ira. In termini semplici, i nostri peccati provocano i nostri figli ad ira.

Per esempio, oh genitore, se tu ti lamenti spesso, se tu scatti con ira, se parli con orgoglio, se tendi a criticare, se non mantieni la parola, se tu sei egoista, tutte queste cose provocano l’ira in tuo figlio.

Se un marito non ama sua moglie, o se la moglie non si sottomette al marito, crea stress nel matrimonio, che può provocare il figlio ad ira.

Effettivamente, il peccato dei genitori che non è confessato provoca ad ira.

Quindi, per non provocare i figli ad ira, è necessario camminare umilmente davanti a Dio, confessando i peccati. Chiaramente, questo è anche la chiave per dimorare in Cristo, e avere la gioia della salvezza.

Incoraggiamento

Vorrei concludere con un grande incoraggiamento.

Dopo aver ascoltato questo insegnamento, forse ti senti scoraggiato. Forse riconosci che sei mancante in molti dei campi di cui ho parlato. Forse hai riconosciuto che spesso provochi tuo figlio ad ira. Forse a te sembra impossibile cambiare. Ti vedi un fallimento come genitore.

Per quanto possiamo sbagliare e peccare, e spesso pecchiamo molto, grazie a Dio, in Cristo Gesù c'è pieno perdono! In Cristo, c'è la possibilità di veramente essere cambiati, anzi, trasformati, da Dio!

Prima di tutto, dobbiamo ricordare la preziosa promessa in 1Giovanni 1:8,9.

“8 se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1Giovanni 1:8-9)

Quando riconosciamo che le nostre mancanze non sono solo mancanze, ma sono peccati, e confessiamo quei peccati a Dio, senza scuse, Egli è fedele e giusto da perdonarci e a purificarci da ogni iniquità. Dio non solo ci perdona, ma cambia il nostro cuore.

Ricordate che la potenza di Dio è all’opera in noi. In Efesini 1, Paolo prega per i credenti, e fra l’altro, prega che Dio opererà per farci conoscere la Sua potenza che opera in noi. Leggo Efesini 1:16-19.

“16 non cesso mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, 17 affinché il Dio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza e di rivelazione, nella conoscenza di lui, 18 e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi, 19 e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l’efficacia della forza della sua potenza,” (Efesini 1:16-19 LND)

Dio è potentemente all’opera in noi. La nostra vittoria sul nostro peccato non è prodotta dalla nostra forza, ma dalla forza di Dio all’opera in noi. E perciò in Cristo, abbiamo la forza di superare i nostri peccati.

E perciò non importa a che punto ti trovi nel cammino cristiano. Se riconosci il tuo peccato, e lo confessi umilmente, Dio opererà in te, e ti cambierà sempre di più nell’immagine di Cristo.

Grazie a Dio, questo è vero per ogni credente, in ogni campo della vita.

Prego che ogni genitore riconoscerà l'immenso privilegio di avere il ruolo di allevare i propri figli, e che faremo questo seguendo gli insegnamenti di Dio, che è l’unica via che porta le benedizioni di Dio.

Prego che ogni genitore, e in modo particolare ogni padre, riconoscerà la gravità del peccato di provocare un figlio ad ira. Ogni volta che tu riconosci di essere colpevole in questo, confessa il tuo peccato, a Dio, e anche a tuo figlio. Solamente così potrai conoscere la gioia in casa che desideri, e potrai allevare tuo figlio nella via del Signore!

E per noi tutti: ringraziamo Dio che Egli è nostro Padre perfetto. Egli ci ama, ci cura perfettamente, anche quando noi pecchiamo. Gioiamo nella verità di avere Dio come Padre, e cresciamo nell'essere genitori che rispecchiano sempre di più Dio, per la gloria di Dio, e per il bene dei nostri figli.

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