un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Fate morire le vostra membra terrene

Sermone per Rovigo, 21 ottobre, 2012, www.aiutobiblico.org, di Marco deFelice --- cmd na ----
parole chiavi: peccato, rabbia, negativismo, scherzare, ridere, stoltezza

Il nostro parlare rivela il nostro cuore

Come stai fisicamente? È una domanda abbastanza facile a cui rispondere, perché, solitamente, ci sono sintomi che ci fanno capire come stiamo.

Se, invece, ti chiedessi come stai spiritualmente, in che modo potresti sapere come stai? Ci sono tante cose che ci mostrano la condizione del nostro cuore. Uno dei principali è come parliamo.

Il nostro parlare rivela molto della condizione del nostro cuore. Per esempio, in Matteo 18, Gesù dichiara:

“18 Ma le cose che escono dalla bocca procedono dal cuore; sono esse che contaminano l’uomo. 19 Poiché dal cuore provengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, maldicenze.” (Matteo 15:18-19 LND)

Quello che esce dalla bocca, vale a dire, le nostre parole, procedono dal nostro cuore. Quindi, le nostre parole rivelano quello che è nel nostro cuore.

Certamente, uno può dire parole che non rispecchiano il cuore, come Gesù dichiara in Marco 7, parlando ai farisei:

“6 Ma egli, rispondendo, disse loro: "Ben profetizzò Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me. 7 Ma invano mi rendono un culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini"” (Marco 7:6-7)

Questi farisei dicevano belle cose durante i loro culti, ma erano parole che non venivano dal cuore e, in realtà, in altri momenti le loro parole mostravano la vera condizione dei loro cuori. Parlavano con orgoglio e cattiveria in altri momenti e ciò palesava cosa realmente albergava dentro i loro cuori. Perciò, nonostante le loro belle parole, i loro cuori erano lontani da Dio.

Come dobbiamo parlare

Pertanto, se e quando il nostro cuore è in buona condizione, lo vedremo dal nostro modo di parlare. La Bibbia parla moltissimo del nostro modo di parlare.

Per esempio, la Bibbia ci comanda di riempire le nostre parole con ringraziamento e con parole che edificano.

In 1Tessalonicesi 5 leggiamo:

“In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.” (1Tessalonicesi 5:18 LND)

Dobbiamo ringraziare il Signore in ogni situazione. Inoltre, Dio ci comanda di usare parole di edificazione. Vi leggo Efesini 4:29:

“Nessuna parola malvagia esca dalla vostra bocca, ma se ne avete una buona per l’edificazione, secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a quelli che ascoltano.” (Efesini 4:29 LND)

Non dovremmo dire nulla di malvagio o cattivo, ma, piuttosto, ogni parola che diciamo dovrebbe essere edificante e detta con grazia. Questo è vero anche nei casi di persone che ci fanno del male, peccando contro di noi.

In Efesini 5:18-20, troviamo un brano molto importante per quanto riguarda il nostro modo di parlare:

“18 E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito, 19 parlandovi gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e lodando col vostro cuore il Signore, 20 rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio e Padre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo;” (Efesini 5:18-20 LND)

Grazie a questo brano impariamo che dovremmo parlare gli uni con gli altri con Salmi, con inni e con cantici spirituali, lodando Dio con il nostro cuore. Inoltre, dovremmo rendere grazie a Dio continuamente. In altre parole, dovremmo sempre abbondare nel ringraziamento, in ogni circostanza, in ogni situazione. Questo è quello che Dio ci comanda.

Un altro brano che dichiara una cosa simile è Colossesi 3:16,17:

“16 La parola di Cristo abiti in voi copiosamente, in ogni sapienza, istruendovi ed esortandovi gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali, cantando con grazia nei vostri cuori al Signore. 17 E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui.” (Colossesi 3:16-17 LND)

Anche in questo caso, Dio ci comanda di parlarci gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali, di dire ogni parola nel nome di Gesù Cristo il Signore e di ringraziare sempre Dio per mezzo di Cristo.

L'unico modo per avere questo modo di parlare è di avere un cuore umile, un cuore che guarda a Dio con fede in ogni circostanza.

Ed è vero anche il contrario: quando il nostro parlare NON è ripieno delle cose di Dio, è perché il nostro cuore è lontano da Lui.

Scherzare e parlare in modo sciocco

Quando il nostro cuore è lontano da Dio, ciò si manifesta in vari modi. Per esempio, un modo in cui si può riconoscere una persona con un cuore che non va bene è quando quella persona scherza spesso e altrettanto spesso ride.

Voglio dire subito che, in sé, ridere non è un peccato. Per esempio, nel Salmo 126, leggiamo della gioia che i Giudei avevano quando Dio li ha fatto tornare nella terra promessa, dopo l'esilio. In questo brano si parla di gioia e di una bocca piena di riso. Leggo il Salmo 126:1-3:

“1 «Canto dei pellegrinaggi.» Quando l’Eterno fece ritornare i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare. 2 Allora la nostra bocca si riempì di riso e la nostra lingua di canti di gioia, allora si diceva fra le nazioni: "L’Eterno ha fatto cose grandi per loro". 3 L’Eterno ha fatto cose grandi per noi, e siamo pieni di gioia.” (Salmo 126:1-3 LND)

Quindi, il ridere in sé non è sbagliato e ci sono dei momenti della vita in cui si può ridere con gioia.

Però, molto spesso, la persona che ride di continuo non è vicina al Signore. Di frequente, la persona che ride spesso, ride perché il suo cuore è spiritualmente vuoto. Ride perché non sta guardando al Signore e non ha il frutto dello Spirito nella sua vita. Ride perché cerca di attirare l'attenzione su di se stessa, anziché mettere l'attenzione su Cristo Gesù.

Il fatto di ridere spesso non vuol dire che il cuore è pieno di vera gioia, anzi, soventemente, è vero il contrario. Leggiamo di questo in Proverbi 14:13:

“Anche nel riso il cuore può essere nell’afflizione, e la gioia stessa può finire nel dolore.” (Proverbi 14:13)

Solitamente, uno che ride spesso, soprattutto per sciocchezze, non è in buona condizione spirituale. Ridere spesso non è un buon segno e, di solito, vuol dire che non c'è molto di sostanza nel cuore.

Infatti, quando il nostro cuore non è giusto davanti a Dio, ridere è un pericolo per la nostra anima. Leggo Ecclesiaste 7:3:

“La tristezza è preferibile al riso, perché davanti a un volto triste, il cuore diventa migliore.” (Ecclesiaste 7:3)

La tristezza è preferibile al riso, perché quando siamo aggravati dal nostro peccato, allora, ci umiliamo, confessiamo il peccato e riceviamo il meraviglioso perdono di cui abbiamo bisogno.

Quando non confessiamo un peccato, quando ignoriamo un peccato, quando andiamo avanti, non riconoscendo i nostri peccati davanti a Dio, siamo degli stolti. Quando ignoriamo il peccato nella nostra vita e, nonostante ciò, ridiamo, stiamo mostrando la nostra vera stoltezza. La Bibbia dichiara questo in Ecclesiaste 7:6:

“perché com’è il crepitìo dei pruni sotto una pentola, così è il riso dello stolto. Anche questo è vanità.” (Ecclesiaste 7:6 LND)

Ridere quando il cuore non è a posto con Dio è vera stoltezza.

Tenendo conto di questo, vorrei parlare a due gruppi di persone: vorrei parlare a voi che non state camminando bene, m, comunque, ridete quando vi trovate in mezzo ad altre persone. E poi, vorrei parlare a voi che camminate più seriamente davanti a Dio e dirvi come si può aiutare chi ride quando dovrebbe essere rattristato dalla propria condizione spirituale.

Prima di tutto, voglio parlare a voi che ridete spesso, quando, in realtà, il vostro cuore non è veramente vicino a Dio. Come puoi riconoscere la tua vera condizione, se tu sei così?

Ci sono tanti modi. Per esempio, pensate al culto di adorazione. Se tu spesso non hai nulla da condividere al culto, se non hai da pregare, però, se dopo stai là a parlare e ridere con le persone, questo è un brutto segno. Molto probabilmente quel tipo di risata è stoltezza e danneggia il tuo cuore. Dovresti essere rattristato della tua condizione, al punto che non puoi più ridere.

Se tu spesso scherzi, fai battute e sovente ridi, ma, allo stesso tempo, non hai molto da dire che riguarda Dio, non sei meravigliato dalla tua salvezza e non sei aggravato dal tuo peccato al punto da essere pronto a confessarlo a Dio, allora, il tuo ridere è un brutto segno ed è un'indicazione che non stai bene, spiritualmente parlando.

Con tutto il mio cuore, ti esorto, se ti trovi in questa condizione, di renderti conto di quanto sei messo male spiritualmente. Ti esorto, quindi, a riconoscere che la tua freddezza spirituale è già un grave peccato in sé, perché non non stai seguendo la vera vita cristiana, la Parola di Cristo non sta dimorando in te, non hai gioia in ogni circostanza e non stai parlando delle verità di Dio con gli altri credenti come dovresti.

Riconosci il tuo peccato, ravvediti e confessa il tuo peccato a Dio! Solo allora potrai conoscere veramente la gioia della tua salvezza, in modo che le tue risate superficiali vengano sostituite da una gioia profonda.

E poi, voglio parlare con voi che avete un cammino più serio e non ridete spesso in modo superficiale, ma conoscete chi lo fa. Il vero amore è di impegnarvi per il bene dell'altra persona. Se io vedo che una persona non cammina bene, non ha tanto da dire delle cose di Dio, non ha da condividere al culto e non prega molto, ma poi, in altri momenti, ama scherzare o fare battute o ridere, se veramente amo questa persona e voglio il suo bene, non riderò con lui o con lei. Ridere con una persona che si comporta così non fa altro che aiutarla a non riconoscere la vera condizione del suo cuore. Piuttosto, aiuta la persona a credere di stare bene, contribuendo ad ingannarla, anziché a riconoscere che sta male.

Quando si capisce che qualcuno non sta camminando vicino al Signore, il vero amore non consiste nel farlo stare bene nella sua condizione, ma è, piuttosto, di incoraggiarlo a riconoscere che non sta bene e che, in Cristo, può veramente stare bene ed aver la vera gioia.

Infatti, quando si parla di ridere spesso, dobbiamo ricordare brani come Efesini 5:3,4:

“3 Ma come si conviene ai santi, né fornicazione, né impurità alcuna, né avarizia siano neppure nominate fra di voi; 4 lo stesso si dica della disonestà, del parlare sciocco e della buffoneria, le quali cose sono sconvenienti, ma piuttosto abbondi il rendimento di grazie.” (Efesini 5:3-4 LND)

Dio odia cose come il parlare sciocco e la buffoneria. Questo è un parlare che non edifica, che serve solo a riempire il tempo senza produrre nulla di buono. Sono parole che, in breve, non portano vero bene.

Notate la parole di Gesù in Matteo 12:

“Or io dico che nel giorno del giudizio gli uomini renderanno conto di ogni parola oziosa che avranno detta.” (Matteo 12:36 LND)

Una parola oziosa è una parola che non produce del bene. Molte delle conversazioni di oggi sono così, compresi gli scherzi e le battute. Molte delle risate di oggi sono così. Non producono nulla di buono, non edificano, non fanno pensare più alle verità di Dio e non spingono al ringraziamento.

E, quindi, se tu noti che qualcuno spesso parla così e che altrettanto spesso cerca di far ridere, non dovresti incoraggiarlo in questo comportamento. Dovresti non essere il suo compagno in questo comportamento.

Piuttosto, dovresti incoraggiarlo a pensare a Dio. Dovresti chiedergli come sta andando spiritualmente e cosa sta capendo dalla Parola di Dio. Dovresti aiutarlo a capire che quello che è veramente importante, più di ogni altra cosa, è di cercare Dio.

Quindi, invito chi è superficiale e ride spesso a capire che sta facendo solo del male a se stesso o a se stessa. Ti fa solo male cercare di ridere, quando il tuo cuore non è vicino a Dio. Pertanto, ravvediti e cerca Dio!

Invece, a chi sta camminando bene in tal senso, dico che, se conosce qualcuno che è così, di non incoraggiarlo nel suo peccato, di non aiutarlo a sentirsi bene, nonostante sia spiritualmente freddo. Non ridere quando egli ride, ma, piuttosto, aiutalo a vedere più di Cristo.

E questo perché, ripeto, parole sciocche e superficiali dimostrano un cuore che non sta bene davanti a Dio.

Un atteggiamento negativo

Considerando come il nostro modo di parlare rivela molto della condizione del nostro cuore, possiamo riconoscere un altro modo di parlare che dimostra un cuore che non è vicino a Dio. Questo è un parlare in modo negativo o critico.

Abbiamo tutti conosciuto persone che spesso sono negative nel loro modo di parlare. Sono ben pronte a criticare gli altri, ma non parlano del loro peccato.

Per esempio, è vero ed incontestabile che pecchiamo tutti. E, perciò, è vero anche che tutte le persone con cui abbiamo ed avremo a che fare nella nostra vita peccano e peccheranno nei nostri confronti. Chiaramente, è anche vero che noi pecchiamo e peccheremo nei loro confronti.

Quello che rivela molto del nostro cuore è come vediamo gli altri che peccano contro di noi.

In Colossesi 3, leggiamo del fatto che siamo tutti salvati per grazia, perché siamo in Cristo. Non c'è distinzione, non c'è eccezione alcuna: nessuno merita la salvezza! Ora, noi tutti che siamo salvati abbiamo ricevuto il perdono in Cristo e pertanto, in questo brano, Dio ci mostra come vivere gli uni con gli altri. Chiaramente, questo riguarda i nostri rapporti con tutti, ma soprattutto i nostri rapporti in casa. Leggo Colossesi 3:11-15:

“11 Qui non c’è più Greco e Giudeo circonciso, e incirconciso, barbaro e Scita, servo e libero, ma Cristo è tutto e in tutti. 12 Vestitevi dunque come eletti di Dio santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, 13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi. 14 E sopra tutte queste cose, rivestitevi dell’amore, che è il vincolo della perfezione. 15 E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.” (Colossesi 3:11-15 LND)

Essendo eletti di Dio, amati da Dio e in Cristo, come dovremmo comportarci gli uni con gli altri, in casa prima di tutto?

Anzitutto, dobbiamo avere un cuore ripieno di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza.

Fermatevi a pensare come questo modo di vivere trasforma i nostri rapporti, in casa e fuori casa.

Se tu hai questo tipo di cuore, non ti agiterai quando le persone intorno a te e, soprattutto, le persone in casa tua, peccano contro di te. Invece, avrai pazienza, starai tranquillo nel tuo cuore e ti impegnerai per il loro bene.

Magari a te sembra troppo difficile comportarti così nei confronti di persone che ti portano problemi. Forse a te sembra impossibile sopportare con tanta bontà qualcuno, probabilmente in casa tua, che continua a peccare e a crearti problemi, giorno dopo giorno.

Se questo sembra troppo difficile per te, il problema non è quanto è difficile sopportare quella persona. Il problema è che tu non stai guardando a quello che Dio ha fatto per te e a quanto Dio è pieno di pazienza e benignità nei tuoi confronti, nonostante i tuoi peccati.

Infatti, questa è una forma molto terribile di orgoglio. Quando noi abbiamo difficoltà a sopportare gli altri con i loro peccati che creano a noi problemi, è perché non stiamo pensando a quanto i nostri peccati rappresentino un'offesa a Dio e a quanto Egli continua a curarci e a trattarci con pazienza, misericordia e bontà.

Infatti, questo brano parla della necessità di sopportare e perdonare. Dobbiamo perdonare, giorno per giorno, perché NOI abbiamo bisogno del perdono che viene da Dio. Infatti, leggo ancora il v.13:

13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi. (Colossesi 3:13 LND)

Dobbiamo sopportare chi ci fa del male, che, in greco, vuol dire “portare il peso” e questo perché Cristo sopporta noi. Dobbiamo perdonare di cuore, totalmente, senza tener più conto dell'offesa o della ferita che abbiamo subito, perché Cristo ha perdonato noi. Dobbiamo perdonare totalmente, senza mai più tenere conto di quel peccato.

Il versetto 14 ci comanda:

14 E sopra tutte queste cose, rivestitevi dell’amore, che è il vincolo della perfezione. (Colossesi 3:14 LND)

Qui, Dio ci comanda di rivestirci dell'amore. L'amore non tiene conto del male, non si focalizza sul male, piuttosto, sopporta ogni cosa. L'amore è il vincolo della perfezione, è quello che ci fa crescere per diventare sempre di più come Gesù Cristo.

Questo modo di fare non è facoltativo, ma è piuttosto l'unico modo in cui un credente dovrebbe vivere.

Eppure, spesso, non viviamo così. Piuttosto, portiamo nel cuore negativismo verso altri che peccano contro di noi o che, in qualche modo, ci creano problemi. Anziché avere benignità, pazienza e misericordia, riempiamo i nostri pensieri con cose negative verso questa o quell'altra persona. Fratelli, questo è un grave peccato!

Attenzione al giudizio

So che è facile cadere in questo peccato, però, è molto, molto pericoloso! Voglio avvertirvi del pericolo di vivere così. Trovate con me Matteo 7:1-5. Questo brano ci parla del pericolo di giudicare gli altri, quando abbiamo noi stessi peccati non confessati nella nostra vita. Leggiamo Matteo 7:1-5:

“1 "Non giudicate, affinché non siate giudicati. 2 Perché sarete giudicati secondo il giudizio col quale giudicate, e con la misura con cui misurate, sarà pure misurato a voi. 3 Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? 4 Ovvero, come puoi dire a tuo fratello: "Lascia che ti tolga dall’occhio la pagliuzza," mentre c’è una trave nel tuo occhio? 5 Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello.” (Matteo 7:1-5 LND)

In questo brano, Gesù ci comanda di non giudicare, affinché non siamo giudicati a nostra volta. Dobbiamo ricordare che, in vari brani, Dio ci comanda di giudicare chi si trova nel peccato. Per esempio, in 1Corinzi 5, la chiesa è chiamata a condannare un membro che viveva nel peccato. Ci sono brani che ci comandando di condannare coloro che insegnando dottrine false. Inoltre, bisogna scomunicare chi crea divisione nella chiesa.

Allora, qual è il senso del fatto che qui, in Matteo 7, Gesù ci comanda di non giudicare? Dal contesto, emerge chiaramente che Gesù ci sta dicendo di non giudicare in quei casi in cui noi stessi abbiamo del peccato non confessato di cuore (e quindi, non perdonato) nella nostra vita. Fratelli, nei casi in cui riempiamo i nostri cuori con pensieri negativi, stiamo peccato.

Notate che Gesù dichiara che noi saremo giudicati secondo il giudizio con il quale giudichiamo. Ascoltate attentamente ciò che dice Gesù in questo brano perché questo è molto importante!

Quando noi giudichiamo qualcun altro con un metro severo, quando non usiamo misericordia, quando non siamo pieni di benignità, Dio giudicherà NOI con quel metro. E, visto che pecchiamo tutti, tutto ciò sarà terribile per noi.

Gesù continua a spiegare questo, parlando della stoltezza che risiede nel cercare di guardare alla pagliuzza nell'occhio di qualcun altro, quando noi stessi abbiamo una trave nel nostro occhio. Certamente, gli altri peccano contro di noi, ma anche noi pecchiamo contro gli altri. È estremamente pericoloso focalizzarci su peccati degli altri, anziché sui nostri peccati.

Gesù chiama ipocrita quella persona che è tutto presa con i peccati degli altri e non si preoccupa dei propri peccati. Vivere così significa perdere la gioia della salvezza ed è rischiare di ricevere una forte disciplina da parte di Dio. Voglio leggere anche Giacomo 2:12,13, che ci parla del pericolo di essere duri nei confronti di chi pecca nei nostri confronti:

“12 Parlate quindi e agite come se doveste essere giudicati dalla legge della libertà, 13 perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non ha usato misericordia; e la misericordia trionfa sul giudizio.” (Giacomo 2:12-13 LND)

Personalmente, mi spaventa parecchio la dichiarazione: “il giudizio sarà senza misericordia contro chi non ha usato misericordia”. Se tu non usi misericordia, quando arriverai davanti al trono del giudizio di Dio, non riceverai misericordia. Cari, questo è un durissimo avvertimento! Non andare avanti su questa via, perché ci sarà un severissimo giudizio. Per dire il vero, se il giudizio sarà senza misericordia, allora, quella persona sarà senza speranza e non sarà ammessa nella presenza di Dio.

Chi dice di essere un credente, ma rifiuta di trattare un altro con misericordia e continua così, giorno dopo giorno, nella sua vita, si ritroverà senza la misericordia di Dio. Se non c'è misericordia, non c'è salvezza!

Quindi, non posso non cercare di enfatizzare abbastanza quanto è importante usare misericordia, perché, come gli altri peccano contro di noi, anche noi pecchiamo contro gli altri ed abbiamo bisogno del perdono di Dio.

Parliamoci chiaro: ognuno di noi ha qualcuno nella vita o forse più di una persona, i cui peccati rendono difficile la nostra stessa esistenza. Facilmente, possiamo iniziare a stancarci di questo, finendo col riempire il nostro cuore ed i nostri pensieri con negativismo e, se siamo onesti, anche con rancore, cominciando a vedere molto, molto male quella persona. Agendo in questo modo, diventa difficile pensare al nostro peccato ed alla grazia di Dio che noi riceviamo.

Infatti, chi pensa molto a quanto è difficile sopportare qualcun altro, sta peccando gravemente e, ben presto, perderà la gioia della salvezza e la sua vita diventerà spiritualmente arida e vuota. Egli stesso sarà senza gioia e diventerà difficile, per le persone che lo circondano, essere gioiose quando si trovano con lui. Finché egli penserà molto ai peccati di qualcun altro, egli stesso sarà pieno di peccato.

Fermati e pensa: se la tua situazione ti sembra pensante, a causa dei peccati di qualcuno che si trova nella tua vita, forse qualcuno in casa tua, renditi conto che, probabilmente, tu ti stai focalizzando eccessivamente sui peccati di quella persona, anziché focalizzarti sulla grazia di Dio nella tua vita, sul fatto che Egli ha perdonato i tuoi tanti peccati e ti tratta con grazia, anziché con la severità che tu meriti.

Se tu stai vivendo una vita piena di negativismo, ti esorto, con tutto il tuo cuore, di ravvederti e di farlo subito, finché c'è tempo. Ravvediti, per ricevere il perdono per il tuo peccato di durezza di cuore!

Ravvediti, per ricevere il perdono di cui hai bisogno, ravvediti, per tornare a conoscere la gioia della salvezza! Ravvediti, per ritornare a portare frutto nella tua vita, anziché seminare amarezza e negativismo!

È terribile riempire il cuore ed i nostri pensieri con i peccati di qualcun altro, quando ognuno di noi ha i propri peccati e quando dovremmo riempire i pensieri con la grazia e il perdono di Dio!

Non restare in questo terribile peccato. Ravvediti e torna a Cristo! Solo così conoscerai la gioia della salvezza. Non sarà un cambiamento di circostanze che ti farà stare bene, sarà un cambiamento di cuore.

Voglio ripetere ancora questo pensiero, perché è molto importante: non sarà un cambiamento di circostanze che ti farà stare bene, sarà un cambiamento di cuore!

Una Vita di Rabbia

Ci sarebbero tanti altri modi in cui possiamo vivere nel peccato e che possiamo riconoscere dal come parliamo e pensiamo.

Per esempio, possiamo dire tante belle parole di Dio durante il culto, ma poi, a casa o in qualche altra situazione, possiamo scattare con ira quando le cose non vanno come vogliamo noi.

Questo succede spesso ai genitori, quando i figli non ubbidiscono come i genitori stessi vogliono. Quando il cuore del genitore è pieno di peccato, soprattutto orgoglio, la disubbidienza del figlio porterà il genitore ad avere grande rabbia nel cuore, che solitamente viene fuori sottoforma di scatti d'ira.

Da dove viene quest'ira? NON viene dal comportamento del figlio. Ricordate le parole di Gesù: quello che esce dalla bocca esce dal cuore.

Quando un genitore ha scatti d'ira a causa della disubbidienza del figlio, come quando qualsiasi credente ha ira nel cuore a causa di una persona che gli crea problemi, il peccato di fondo è un forte orgoglio. Cioè, nella carne, vogliamo che la vita si svolga in un certo modo e qualcuno, invece, ci crea problemi. Perciò, se siamo carnali, questo produce rabbia nei confronti di quella persona.

Io prego che ognuno di noi riconoscerà che il peccato principale in questi casi non è la rabbia, per quanto anch'esso è un grave peccato, ma è piuttosto l'orgoglio che si cela nel cuore, in quanto vorremmo la vita così come piace a noi, che, in realtà, vuol dire che non ci importa veramente della gloria di Dio, quanto, piuttosto, che la vita terrena sia come la vogliamo noi.

Se tu tendi a scattare con ira quando le cose non vanno come vorresti tu o se hai rabbia che tieni dentro, non devi credere che stai bene davanti a Dio. Vale ben poco che condividi belle cose al culto e che ami pregare. Hai un grave peccato nel cuore, un grave peccato che devi riconoscere e confessare a Dio. Ravvediti, umiliati davanti a Dio, perché, quando siamo umili, allora non ci arrabbiamo quando gli altri peccano contro di noi e le cose non vanno come vogliamo noi, ma avremo pace e pazienza in ogni circostanza.

Conclusione

In realtà, abbiamo parlato solo di alcuni dei modi in cui possiamo riconoscere i peccati che si celano nel nostro cuore. Ci sarebbero tanti altri esempi. La mia preghiera è che le verità che ho insegnato oggi siano chiare. È molto importante esaminarci per considerare la condizione dei nostri cuori. È molto pericoloso credere di camminare abbastanza bene, quando, in realtà, stiamo lontani da Dio. È pericoloso ignorare la nostra condizione spirituale e non essere aggravati quando stiamo spiritualmente freddi.

Quindi, valutiamo le nostre parole, non solo le belle parole che potremmo dire durante il culto, ma le parole di tutti i giorni. Quello che esce dalla nostra bocca rivela molto della condizione del nostro cuore.

Se una persona scherza spesso e cerca di fare ridere, rivela un cuore che è non è fissato su Dio. Se ti trovi così, umiliati davanti a Dio, per crescere, per essere sempre sobri, riconoscendo il combattimento in cui ci troviamo.

Se tu conosci un credente che scherza e ride sempre, non incoraggiarlo a perseverare su questa via, ma cerca di aiutarlo a vedere più di Cristo.

Se tu sei molto negativo, vuol dire che stai vedendo i peccati degli altri, ma non i tuoi. Non stai sopportando gli altri, mentre tu hai bisogno che Dio sopporta te. Ravvediti da questo peccato ed impara ad amare, come tu sei amato. Impara a ringraziare, a sopportare e perdonare, come Cristo perdona te.

Se tu hai scatti d'ira, riconosci l'orgoglio che si nasconde nel tuo cuore, in modo da non confessare solo l'ira, ma anche che il tuo cuore è ripieno d'orgoglio.

In tutto, guardiamo a Cristo. Impegniamoci a restare meravigliati dalla grazia di Dio. Guardiamo alla pazienza di Dio, alla Sua benignità ed al Suo perdono. Guardiamo e meditiamo su queste qualità e sull'amore di Dio che supera ogni conoscenza. Guardiamo tutto questo, per avere cuori umili, cuori che abbondano con gioia e con amore gli uni verso gli altri.

O che Dio ci riveli ogni cosa che si cela nei nostri cuori, anche le più recondite, affinché possiamo camminare in santità davanti a Lui!

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