un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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1 Tessalonicesi 3:1-2, parte 2

filename: 52-0302.h01 di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - sermone su 1 Tess 3:1-2, per RO, 12/8/2001, originalmente usato 7/1995, di Marco deFelice

Riassunto

Nell’ultimo sermone, abbiamo visto l’immenso amore di Paolo per i credenti di Tessalonica. Egli preferiva soffrire, per potersi prendere cura a questi credenti. Il vero amore si sacrifica sempre per l’altra persona. L’esempio più grande del vero amore è l’amore di Dio. Dio ha mandato il suo unigenito figlio, Gesù Cristo, per soffrire al posto dell’uomo peccatore.

Se ricordate, da Atene, Paolo aveva mandato Timoteo alla chiesa di Tessalonica, per prendersi cura dei giovani credenti. Nel brano che stiamo considerando, Paolo descrive Timoteo e la sua missione. Riprendiamo questo brano, e consideriamo l’esempio che Dio ci dà in esso. L’amore e la cura che vediamo in Paolo e in Timoteo è un esempio che dobbiamo seguire.

Come Paolo descrive Timoteo

Leggiamo 1 Tess 3:1,2, e notiamo come Paolo descrive Timoteo.

1 Perciò, non potendo più resistere, preferimmo restar soli ad Atene; 2 e mandammo Timoteo, nostro fratello e servitore di Dio nella predicazione del vangelo di Cristo, per confermarvi e confortarvi nella vostra fede, (1 Tessalonicesi 3:1-2)

nostro fratello

Il primo termine che Paolo usa per descrivere Timoteo è “nostro fratello”. Ricordiamo che Paolo aveva più responsabilità e più autorità di Timoteo. Similmente, nella famiglia, il marito ha un ruolo diverso da quello della moglie. I figli devono essere sottomessi ai genitori. Nella chiesa, gli Anziani hanno una certa autorità e responsabilità che gli altri credenti non hanno. Però, per quanto riguarda il nostro rapporto con Dio, tutti i veri credenti sono fratelli. Esiste solamente un modo per avere un rapporto con Dio, ed è quello di diventare un figlio di Dio mediante la fede in Gesù Cristo.

25 Ma ora che la fede è venuta, non siamo più sotto precettore; 26 perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù. 27 Infatti voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. 28 Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. 29 Se siete di Cristo, siete dunque discendenza d’Abraamo, eredi secondo la promessa. (Galati 3:25-29)

In Colossesi 3, Paolo sta parlando con coloro che sono stati salvati. Notiamo come li descrive.

11 Qui non c’è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti. (Colossesi 3:11)

Poi, in 2 Pietro, Pietro sta parlando con altri credenti. Egli era uno dei dodici apostoli. Conosceva Cristo personalmente. Però, notiamo come descrive se stesso.

Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo (2 Pietro 1:1)

Per quanto riguarda la nostra posizione nei confronti di Dio, abbiamo tutti lo stesso diritto, siamo tutti figli di Dio, e perciò siamo tutti fratelli. C’è solo un modo di essere salvati: per fede in Gesù Cristo. Ci sono diversi ruoli, ma una sola salvezza. Perciò, Paolo presentava Timoteo prima di tutto come fratello, fratello di Paolo, e fratello dei Tessalonicesi. Era un modo per aiutare i Tessalonicesi ad accogliere Timoteo.

Quanto è importante che ricordiamo che siamo veramente fratelli e sorelle in Cristo. È vero che nella famiglia e nella chiesa ci sono ruoli diversi, però, per quanto riguarda il nostro accesso a Dio, esiste un solo modo per arrivare a Dio, e quindi, siamo tutti nella stessa posizione: peccatori perdonati per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo, e perciò, siamo figli di Dio, fratelli l’uno con l’altro. Viviamo come fratelli, amandoci l’un l’altro.

Servitore di Dio

Oltre a presentare Timoteo come fratello, Paolo lo presenta come servitore di Dio. La parola greca tradotta qui come “servitore” è la parola: diakonos. In greco, questa parola viene da un verbo che vuol dire “correre”. Quindi “Diakonos” dà l’idea di uno che è pronto a correre qua e là per eseguire i comandi del padrone. Dunque, il senso è quello di un servitore che serve di cuore il suo padrone.

Nel NT, la parola “diakonos” viene tradotta varie volte come “servo” o come “servitore”. In qualche caso viene tradotta come “ministro”, e anche come “diacono”, che nella chiesa locale è il ruolo di uomini che, essendo stati riconosciuti in possesso di certe qualifiche, hanno un ruolo di servire.

Nel brano di oggi, Paolo usa questo termine per descrivere Timoteo come un servitore. Si tratta di una descrizione del cuore di Timoteo. Un servitore di Dio è uno che si dedica a fare quello che vuole il Signore, non quello che la persona stessa sente di fare. Prende le proprie decisioni cercando di capire quale sia la volontà di Dio.

L’incarico che Timoteo aveva da Dio era quello di svolgere un ministerio d’insegnamento, d’esortazione, e di incoraggiamento. In questo ministerio, aveva una certa autorità, però, rimaneva un servitore di Dio. Era ubbidiente e sottomesso a Dio.

Consideriamo noi stessi

Fermiamoci qui a riflettere. Paolo descrive Timoteo come un fratello e anche come servitore di Dio. Questa descrizione dovrebbe essere vera per ogni credente.

Possiamo dire che noi siamo fratelli in Cristo, e servitori di Dio?

Per la grazia di Dio, tramite il sacrificio di Gesù Cristo, siamo fratelli l’uno dell’altro, perché, se siamo nati di nuovo, siamo veri figli di Dio. Quando consideriamo che noi, come tutte le persone intorno a noi, eravamo figli dell’ira di Dio, morti nei nostri peccati, e che Dio ci ha vivificati in Cristo Gesù, è un motivo di grande gioia. Essere ora figli di Dio vuol dire essere fratelli. Questo è un privilegio enorme. È un enorme beneficio ricevere incoraggiamento l’uno dall’altro come fratelli in Cristo. Quindi, siamo ben felici di essere fratelli in Cristo.

Mi chiedo se abbiamo la stessa gioia per quanto riguarda essere servitori di Dio. Riconosciamo il privilegio di non vivere più per noi stessi, ma per Cristo che ci ha salvati? Abbiamo veramente a cuore il desiderio di servire Cristo con tutto il nostro cuore? Siamo veramente pronti a correre per eseguire gli ordini di Dio? Oppure, abbiamo la tendenza di fare quello che vogliamo noi?

Pensiamo all’esempio di Cristo Gesù. Egli è il Creatore di tutto, Egli è degno di ricevere tutto l’onore e la gloria. Però, quando è venuto sulla terra, non era venuto per essere servito, ma per servire.

Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti». (Marco 10:45)

Alla luce del fatto che Dio ci ha salvati dalla condanna eterna, per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo, come dovremmo considerare la nostra vita? Un brano in 2 Corinzi 5 ce lo spiega.

14 infatti l’amore di Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono; 15 e ch’egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. (2 Corinzi 5:14-15)

Dobbiamo ricordare che non apparteniamo più a noi stessi. Apparteniamo a Cristo, perché Egli è morto per noi. Dio ci chiama a non vivere più per noi stessi, ma per Cristo. Dare a Dio il tempo che ci avanza, dare a Dio le briciole della vita, non basta. Dio vuole il nostro cuore. Come dichiara in Romani 12, siamo chiamati a presentarci a Dio come sacrifici viventi. Siamo chiamati a vivere come servitori di Dio. Timoteo viveva così. Paolo viveva così. Seguiamo il loro esempio.

Un altro brano che spiega come dovremmo vivere è 1 Pietro 4:10,11.

10 Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri. 11 Se uno parla, lo faccia come si annunziano gli oracoli di Dio; se uno compie un servizio, lo faccia come si compie un servizio mediante la forza che Dio fornisce, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen. (1 Pietro 4:10-11)

Questo brano ci insegna a mettere la grazia che abbiamo ricevuto al servizio degli altri. In altre parole, Dio dà a ciascuno di noi dei doni spirituali che servono a tutti gli altri nella chiesa. Solo quando ognuno di noi vive come servitore di Dio, servendo gli altri, possiamo tutti crescere come Dio vuole. Quindi, la crescita di ognuno di noi è limitata da tutti gli altri. Se una persona non vive come servitore, tutti gli altri sono ostacolati nella loro crescita.

La mia viva preghiera è che possiamo tutti essere veramente servitori di Dio. È per questo che Cristo ci ha salvato.

il ministerio di Timoteo fra i Tessalonicesi

Torniamo ora al brano di oggi. Timoteo era un vero fratello e un vero servitore di Dio. Paolo l’aveva mandato a svolgere il servizio di confermare e consolare questi credenti. Consideriamo questi due modi di aver cura dei credenti.

confermare

La parola “confermare” è una parola che vuol dire: rendere forte, rendere fermo e stabile, rendere costante, stabilire. Cioè, vuol dire prendere quello che già esiste, e renderlo più forte, più stabile, più costante. Spiritualmente parlando, perciò, Timoteo aveva l’incarico di aiutare i credenti di Tessalonica a continuare nella stessa strada. Non basta essere ben stabilito nella vita cristiana, bisogna crescere e diventare sempre più forte.

Anche se un credente è arrivato ad un buon punto di crescita, ha sempre bisogno di crescere di più. Un bambino che arriva a 10 anni è molto più forte di un bambino di 5 anni, ma è molto meno forte di un ragazzo di 14 anni. Quello di 14 anni è meno forte di quello di 16 anni, che è meno forte di quello di 20 anni. Quello di 20 ha meno esperienza e saggezza di una persona di 40, e così via.

Cosa possiamo imparare da questo esempio? Prima di tutto, possiamo imparare che anche noi abbiamo sempre bisogno di crescere. La vita cristiana è una vita di crescita. Non dobbiamo mai smettere di continuare a crescere. Ricordiamo, che la nostra crescita è una crescita per assomigliare di più a Gesù Cristo. Finché siamo in questo corpo, avremo sempre strada da fare. Abbiamo tutti bisogno di essere confermati nella nostra fede, in altre parole, abbiamo bisogno di essere fortificati e stabiliti sempre di più.

Secondo, possiamo capire che anche noi abbiamo bisogno di altri per potere crescere. La vita cristiana non è fatta per vivere isolati dagli altri credenti. È importante riunirci insieme. Possiamo essere confermati, cioè, resi più forti, tramite la comunione l’uno con l’altro. Abbiamo bisogno di contatto con altri credenti. Il contatto più importante è quello personale. Un altro tipo di contatto molto utile è quello tramite libri, articoli e studi. Per esempio, oggi, apprendiamo dall’Apostolo Paolo tramite questa lettera che Dio lo guidò a scrivere.

confortare

Oltre a confermare, Timoteo fu mandato a confortare i credenti di Tessalonica. La vita è piena di difficoltà. Dio permette prove dolorose. Le prove hanno sempre uno scopo preciso, per il nostro bene, ma possono essere difficili comunque. Ci sono momenti e periodi che possono facilmente scoraggiarci.

Nei momenti difficili della vita, abbiamo bisogno di conforto. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci stia accanto, per aiutarci a portare il peso della situazione, qualcuno che possa aiutarci a guardare oltre il problema del momento, alle verità eterne.

La parola usata qui per “confortarvi” è la parola greca “parakaleo”, che viene dal greco “para” - accanto, e “kaleo”, chiamare, e vuol dire chiamare accanto, per confortare, per dare appoggio, sostegno, incoraggiamento.

Dal verbo “parakaleo” viene il nominativo “parakletos”, cioè, Colui che dà conforto, Colui che viene e resta accanto a noi. Cioè, Colui che sta proprio con noi per darci soccorso.

Nel Vangelo di Giovanni, nei capitoli 14, 15 e 16, Gesù usa la parola “parakletos” come nome per lo Spirito Santo. In questo brano, Gesù spiega che sta per tornare in cielo e che al posto suo manderà il Parakletos, ovvero, il Consolatore, per stare insieme ai credenti e per consolarli.

e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, (Giovanni 14:16)
ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. (Giovanni 14:26)
Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me ; (Giovanni 15:26)
Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore ; ma se me ne vado, io ve lo manderò. (Giovanni 16:7)

Più volte nella Bibbia, Dio promette di restare sempre con noi. Ci promette di non lasciarci e non abbandonarci. Dio è con noi, nella persona dello Spirito Santo. Gesù Cristo dimora in noi, sempre tramite lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo di Dio ci conforta.

modi in cui Dio ci conforta

In che modo Dio ci conforta tramite lo Spirito Santo? Delle volte, Dio ci conforta in modo diretto, e altre volte in modo indiretto.

Delle volte, lo Spirito Santo ci conforta direttamente. Ci sono momenti nella vita di un credente in cui Dio tocca il suo cuore direttamente, e il credente viene confortato.

Inoltre, ancora più spesso, Dio conforta il credente tramite la Parola di Dio. Leggendo la Bibbia, conosciamo Dio di più, conosciamo il suo amore di più, la sua potenza, le sue promesse, e la sua cura, e tramite queste verità, Dio conforta i nostri cuori.

Questo è uno dei motivi per cui è così importante essere fedeli nella lettura della Parola di Dio. Se non leggiamo la Parola di Dio, manchiamo la cura che Dio ha provveduto per noi, e perciò, manchiamo il conforto che Dio ha per noi, e stiamo male inutilmente.

Molto spesso, il conforto di Dio ci arriva tramite altri credenti. Timoteo fu mandato per confortare e consolare questi credenti. Ciascuno di noi ha bisogno di essere confermato e confortato l’uno con l’altro. Quando abbiamo un grande peso sul nostro cuore, spesso una parola da un fratello nella fede, detta con amore, può incoraggiarci e può essere usata da Dio per confortarci.

Per esempio, se stiamo peccando, non avremo la gioia del Signore. Un altro credente può essere usato per aiutarci a riconoscere il nostro peccato, e così, ravvedendoci, la gioia di Dio ritornerà nel nostro cuore. Anche in questo caso, Dio si serve dell’altro credente per confortarci. In altri casi, possiamo essere così presi da un problema, che dimentichiamo la verità di Dio, dimentichiamo la sua cura, dimentichiamo il suo amore. Un altro credente può aiutarci a ricordare quello che abbiamo dimenticato, e perciò, essere di grande aiuto e conforto.

Dobbiamo ricordare che Dio vuole confortarci. Dio permette le prove, per il nostro bene, ma provvede anche i mezzi per confortarci. Purtroppo, molto spesso, siamo noi a non utilizzare questi mezzi. Per esempio, se trascuriamo la lettura della Bibbia per un tempo, non avremo in mente le verità che dovrebbero servirci di conforto in una prova futura, e perciò, quando la prova arriverà, ci mancherà il conforto di Dio.

Allo stesso modo, visto che Dio ci fortifica e ci conforta tramite altri credenti, se trascuriamo la comunione con gli altri credenti, mancheremo della cura di Dio.

Per esempio, è facile pensare di essere troppo indaffarati per avere tempo per la comunione. Infatti, se non si fa niente, si manca nella comunione. La comunione si ha solamente quando ci impegniamo. Quando le nostre decisioni sono basate su come ci sentiamo, molto spesso mancheremo nella comunione. Basta avere poco impegno, e si comincia a mancare a qualche culto, qualche studio, qualche serata con altri credenti. Questi sono tutti mezzi che Dio usa per aiutarci a conoscere meglio le verità che ci serviranno per confortarci in una prossima prova. Al momento, mancare nella comunione potrebbe non sembrare una grande mancanza, ma facendo così, mancheremo il conforto che il Signore aveva preparato per noi, e saremo deboli.

Quanto è importante riconoscere che Dio vuole sempre darci il conforto necessario, di cui abbiamo bisogno. Siamo noi che non prendiamo e non accogliamo la sua cura. Possiamo veramente ringraziare Dio che Egli ci ama così tanto da non lasciarci mai, da non abbandonarci mai, da non mancare mai nel darci il conforto che ci serve.

Tornando al brano di oggi, Paolo, nel suo amore per questi credenti, aveva mandato Timoteo per confermarli, cioè, per renderli più forti, e per confortarli. Dio fa la stessa cosa con noi oggi, e anche noi, da parte nostra, dobbiamo essere pronti ad essere d’aiuto l’uno all’altro, a confermarci e confortarci l’un l’altro.

Grazie a Dio che Timoteo era un vero servitore di Dio. Egli non cercava i suoi interessi, Egli faceva quello che Dio voleva da Lui. Tramite lui, i credenti di Tessalonica furono confermati nella loro fede, e confortati in mezzo alle prove.

Conclusione

Fratelli e sorelle, cosa abbiamo visto oggi che ci aiuterà a crescere?

Abbiamo visto che Timoteo era un fratello, un fratello di Paolo e un fratello dei credenti di Tessalonica. Ci sono vari ruoli e responsabilità nella famiglia di Dio, ma esiste solo un rapporto con Dio: la salvezza per fede in Gesù Cristo. Perciò, tutti noi che siamo salvati, siamo fratelli. Dovremmo perciò amarci come fratelli, e impegnarci a vivere per il bene gli uni degli altri.

Poi abbiamo visto che Timoteo era un servitore di Dio, uno che esegue i comandi di un padrone. Siamo tutti chiamati ad essere servitori di Dio. Cristo ci ha comprato con la sua vita. Non apparteniamo più a noi stessi. La vera vita in Cristo è una vita di servizio a Dio. Chi non vuole servire Dio non mostra un chiaro frutto di essere un figlio di Dio.

Però dobbiamo ricordare che servire Dio non è qualcosa di gravoso. Servire Dio è il più grande privilegio della vita. O fratelli, impegniamoci a servire il Signore. Impegniamoci a cercare il bene gli uni degli altri, e tutto ciò che promuove il regno di Dio. Cerchiamo prima il regno di Dio.

Finalmente, ricordiamo che nel piano di Dio, abbiamo bisogno di essere confermati, cioè, fortificati, e confortati. Dio fa questo in noi in vari modi, ma principalmente tramite altri credenti. Perciò, impegniamoci a cercare la cura che Dio ci ha provveduto. Nel contesto del brano di oggi, impegniamoci ad avvalerci delle possibilità di comunione che Dio ci dà. Impegniamoci a utilizzare i mezzi che Dio ci dà per crescere di più.

Impegniamoci a non perderci nei nostri impegni e nei nostri problemi immaginando di non avere tempo per la comunione. È tanto facile pensare che siamo troppo impegnati per avere tempo per la comunione. Invece, è proprio in questi momenti che abbiamo più bisogno, per aiutarci a tenere i nostri occhi sul Signore.

E non solo dovremmo impegnarci a cercare di ricevere dagli altri, ma impegniamoci a DARE agli altri. Impegniamoci alla crescita gli uni degli altri.

Impegniamoci non solo a ricevere cura da Dio, ma ad essere strumenti di Dio per aver cura degli altri. Abbiamo bisogno di restare in stretta comunione con Dio. Abbiamo bisogno di impegnarci con perseveranza nella Parola di Dio. Abbiamo bisogno dell’insegnamento che Dio ci provvede, e abbiamo bisogno della comunione. Anche la preghiera, e il servizio cristiano collaborano per fortificarci nella nostra fede, in modo che possiamo promuovere il regno di Dio.

Questo è lo scopo della vita. Siamo stati chiamati dalle tenebre alla luce, per essere luce in questo mondo. Viviamo per essere la luce.

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