un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Corriamo con perseveranza - Ebrei 12:1-3, parte 2

Sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 15 luglio, 2012 ---- cmd -----
Parole chiave: cammino cristiano, santificazione, combattere il peccato, tempo libero, sport, hobby

Oggi, vogliamo riprendere il nostro studio su Ebrei 12.

Ripasso: versetto 1

“1 Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, 2 tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio. 3 Ora considerate colui che sopportò una tale opposizione contro di sé da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate e veniate meno.” (Ebr 12:1-3 LND)

Dobbiamo togliere il vecchio prima di poter mettere il nuovo, dobbiamo spogliarci del vecchio uomo prima di rivestirci con il nuovo uomo. (Efesini 4:22-24)

Siamo in una gara, non dobbiamo solamente correre quando e dove vogliamo, ma piuttosto corriamo sulla pista tracciata da Dio.

Tito 3:12 “11 infatti la grazia salvifica di dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e salvatore nostro, Gesù Cristo,” (Tt 2:11-13 LND)

Dobbiamo rinunciare alle concupiscenze mondane prima di poter vivere in santità.

2 Corinzi 7:1

“avendo dunque queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito. compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio.” (2Corinzi 7:1 LND)

Matteo 13:22 descrizione di quello che soffocherà il buon seme.

“E quello che ha ricevuto il seme fra le spine è colui che ode la parola, ma le sollecitudini di questo mondo e l’inganno delle ricchezze soffocano la parola; ed essa diviene infruttuosa.” (Mat 13:22 LND)

Questa è una battaglia dura, una vera guerra di arduo combattimento.

“carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dai desideri della carne che guerreggiano contro l’anima.” (1Piet 2:11 LND)

Corriamo con perseveranza

Nell'ultimo sermone, ho parlato principalmente dell'importanza di deporre ogni peso, e anche ogni peccato. Oggi, vorrei riprendere questo brano, per considerare più a fondo le altre verità qua, in quanto sono tutte fondamentali per poter vivere bene per il Signore.

Alla fine del versetto 1, leggiamo: corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti.

Per correre bene nella gara, non basta deporre i pesi e ogni peccato. Essere leggere, e pronto a correre è importante, ma poi, bisogna correre. Bisogna anche correre con perseveranza.

La salvezza non è una gara di 100 metri. È una gara che dura tutta la vita. Siamo chiamati a correre con perseveranza per tutta la vita. Giorno per giorno, mese per mese, anno per anno. Infatti correre bene per qualche anno, però poi non perseverare, ti porta a perdere tutto quello che era stato guadagnato prima. La perseveranza vuol dire continuare a guardare in avanti, giorno dopo giorno, anno dopo anno, nonostante le difficoltà e le cadute. Perseverare vuol dire alzarci quando cadiamo, per riprendere la strada.

La perseveranza è una importante conferma della realtà della nostra salvezza. Se uno non persevera nella fede, non c'è più frutto che sia veramente salvato, come leggiamo in vari brani, iniziando con Matteo 10:22.

“E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato fino alla fine, sarà salvato,” (Mat 10:22 LND)
“nella vostra perseveranza guadagnerete le anime vostre".” (Luca 21:19 LND)
“21 E, dopo aver evangelizzato quella città e fatto molti discepoli, se ne ritornarono a Listra, a Iconio e ad Antiochia, 22 confermando gli animi dei discepoli e esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di dio.” (At 14:21-22 LND)
“6 che renderà a ciascuno secondo le sue opere: 7 la vita eterna a coloro che cercano gloria, onore e immortalità, perseverando nelle opere di bene” (Rom 2:6-7 LND)
“vedi dunque la bontà e la severità di Dio: la severità su quelli che sono caduti, e la bontà verso di te, se pure perseveri nella bontà, altrimenti anche tu sarai reciso.” (Romani 11:22 LND)
“21 E voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie, 22 ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, mediante la morte, per farvi comparire davanti a sé santi, irreprensibili e senza colpa, 23 se pure perseverate nella fede, essendo fondati e fermi senza essere smossi dalla speranza dell’evangelo che voi avete udito e che è stato predicato ad ogni creatura che è sotto il cielo ...” (Colossesi 1:21-23 LND)

La perseveranza è un aspetto fondamentale della salvezza. Non possiamo insistere abbastanza, dobbiamo perseverare.

Perseverare non vuol dire non cadere. Cadiamo tutti. Perseverare non vuol dire essere già arrivati al premio, non siamo arrivati. Vuol dire continuare ad andare avanti, nonostante gli ostacoli, nonostante le cadute.

(1Giovanni 1 ci parla di come dobbiamo confessare i nostri peccati, per poi andare in avanti)

(Filippesi 3 parla di andare avanti, dal punto in cui ci troviamo )

Tenere gli occhi su Gesù

Siamo tutti d'accordo che è fondamentale perseverare. Senza la perseveranza, per quanto bene si parte, non si arriva.

Però, dobbiamo riconoscere che perseverare è difficile. Ci sono tanti ostacoli, ci sono tante cadute. Qual è la chiave per poter perseverare?

La chiave è di tenere gli occhi su Cristo Gesù. Rileggo Ebrei 12:1,2

“1 Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, 2 tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:1-2 LND)

La chiave di poter correre con perseveranza è di tenere gli occhi su Gesù.

La parola qua tradotta come “tenere” vuol dire spostare lo sguardo da quello che stavamo guardando a Cristo.

Di natura, abbiamo lo sguardo su altre cose, non su Cristo. Per poter correre con perseveranza, dobbiamo togliere gli occhi da quello che era importante a noi, e fissare lo sguardo su Cristo.

Tenere gli occhi su Gesù vuol dire tenere Cristo come oggetto dei nostri pensieri. Conosciamo tutto come fare questo. Quando vogliamo qualcosa nuova, leggiamo più volte la pubblicità, passiamo il negozio tante volte. I nostri pensieri ritornano volta dopo volta a quella cosa.

Quando un ragazzo è innamorato di una ragazza, egli fissa lo sguardo su di lei. Pensa a lei tante volte al giorno. Cerca di organizzarsi per potere stare dove lei starà. Pensieri di lei riempiano la sua mente.

Similmente, Dio ci chiama a tenere i nostri occhi su Cristo. Solo così possiamo perseverare nella vita cristiana, e avere la vera vittoria nella gara.

Come tenere gli occhi su Gesù

Non è automatica tenere gli occhi su Gesù. Vorrei elencare alcuni pratiche che possono aiutarci a tenere gli occhi fissati su Cristo.

fa sì che la Parola di Dio abbonda in noi.

Prima di tutto, dobbiamo impegnarci in modo che la Parola di Dio dimora copiosamente in noi. Dobbiamo leggere, e meditare, e memorizzare la Parola di Dio. La Parola di Dio è la fonte principale per conoscere Cristo, in modo da poter tenere gli occhi su di Lui.

la preghiera

Anche la preghiera è un aspetto fondamentale di poter tenere gli occhi sul Cristo. Dobbiamo pregare come la Bibbia ci insegna, affinché Dio sia glorificato, che la Sua volontà sia fatta, con ringraziamento.

opere buone

Un'altra cosa che ci aiuta a tenere gli occhi su Cristo è di impegnarci a compiere buone opere per la gloria di Dio. Lo scopo di buone opere non è di meritare qualcosa da Dio, ma è per impegnarci per la sua gloria. Vivere così ci aiuto moltissimo a tenere gli occhi su Gesù Cristo.

la comunione fraterna

In ulteriore aiuto a tenere gli occhi su Cristo è di avere stretta comunione con altri credenti, per parlare insieme delle cose di Dio, pregare insieme, per incoraggiarci, per stimolarci avanti nella vita con Dio. La vera comunione cristiana è un grande aiuto a tenere gli occhi su Cristo.

Gesù: autore della fede

Leggendo Ebrei 12:1-3, leggiamo che Gesù è l'autore il compitore della fede. Gesù è la fonte della salvezza, ed è Colui che ci dà la fede che ci salva. Gesù continua la sua opera in ogni vero credente, per portarla al compimento.

La parola che è qua tradotto come “autore” potrebbe anche essere tradotto come principe, e indica chi va per primo, e così diventa un esempio da seguire. Nella Bibbia “La Nuova Diodatti”, viene tradotta come “autore”, ma forse una traduzione migliore sarebbe “principe”, che indica un esempio perfetto.

Poi, nell'originale, non c'è la parola “nostra”. Perciò, potremmo anche tradurre questa frase così:

“tenendo gli occhi su Gesù, principe e compitore della fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:2 – traduzione dell'autore)

Ebrei 2:10 autore della salvezza

Atti 3:15 autore della vita

Ebrei 13:8 lo stesso ieri, oggi ed in eterno

Gesù è l'esempio perfetto della fede.

Gesù viveva costantemente per la fede quand'era sulla terra. Per fede superava ogni difficoltà e opposizioni, fidandosi del piano perfetto del padre. Per fede ha superato ogni tentazione, sia le tentazioni da Satana, sia la tentazione dalle folle che voleva che fosse un re comodo a loro, sia le tentazioni dai suoi discepoli. Per fede compiva i suoi segni, ovvero i suoi miracoli. Quando risuscitò Lazzaro, lo fece per fede, pregando sapendo per fede che sarebbe stato esaudito.

Gesù come uomo dipendeva totalmente da Dio. Gesù è l'adempimento pieno di Proverbi 3:5,6.

“5 confida nell’eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; 6 riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri.” (Prov 3:5-6 LND)

Nessuno ha mai avuto la fede che aveva Gesù quando era sulla terra. Egli era così sicuro dell'amore di Dio per lui e la cura di Dio che quando ebbe fame rifiutò di trasformare le pietre in pane. La sua fede era visibile a tutti, al punto che i due ladroni sulla croce lo scherniva no per la sua fede, con le parole che leggiamo come profezia in Salmo 22:8.

“dicendo: "egli si è affidato all’eterno; lo liberi dunque, lo soccorra, poiché lo gradisce".” (Sl 22:8 LND)

Tutta la vita di Gesù è stata una vita di fede. Un aspetto importante della fede è l'ubbidienza. Non esiste vera fede se non c'è vera ubbidienza. La nostra fede non è più forte di quanto è la nostra ubbidienza. La vera fede guarda non solamente le promesse di Dio, ma anche i comandamenti di Dio. La vera fede non solo con fede in Dio per il futuro, ma produce una sottomissione alla sua volontà in questa vita. L'ubbidienza segnava la vita di Gesù sulla terra. Egli stesso dichiarava questo per esempio in Giovanni 8:29 e Luca 2:49.

“E colui che mi ha mandato è con me, il Padre non mi ha lasciato solo, perché faccio continuamente le cose che gli piacciono".” (Giov 8:29 LND)
“ma egli disse loro: "perché mi cercavate? non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?".” (Luca 2:49 LND)

Gesù sempre faceva la volontà del suo Padre.

Alla fine della sua vita, Gesù poteva dire:

“se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del padre mio e dimoro nel suo amore.” (Giov 15:10 LND)

Infine, la fede era certezza delle cose future ancora invisibile. La fede alza gli occhi al di sopra delle cose legato al tempo e a questo mondo, sopra tutto quello che il mondo Usa per cercare di tentarci, e desidera le cose di lassù.

“1 se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di dio. 2 abbiate in mente le cose di lassù, non quelle che sono sulla terra,” (Cl 3:1-2 LND)
“or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono;” (Ebr 11:1)

Camminare per fede da una gioia in mezzo alle prove, e ci da vittoria su le tentazioni di questa vita. Gesù è il principe, l'esempio perfetto, e che cos'è la vera fede.

Cari credenti, quando la via è difficile, quando le prove sembrano troppo pesante, quando la tentazione è forte, dobbiamo alzare gli occhi al di sopra da quello che ci circonda, e guardare in avanti, pensare alla gloria di Dio, e il fatto di restare nella sua gloria per tutta l'eternità.

Gesù guardava in avanti

Questo brano ci spiega un ulteriore, e importantissimo aiuto per poter correre bene la gara che ci sta davanti. Un immenso aiuto è di ricordare l'esempio di Gesù Cristo, quando Egli doveva affrontare la croce.

È utile per noi di ricordare che non è mai esistito alcuna prova nostra paragonabile a quello che Gesù Cristo soffrì sulla croce.

Ti sei mai chiesto come Gesù Cristo è riuscito ad affrontare la croce, visto che Egli sapeva quanto terribile sarebbe stata? Noi non sappiamo mai fino in fondo ciò che dovremmo affrontare quando abbiamo una prova. Credo che non saremmo capace di andare avanti se sapessimo tutto ciò che ci aspetta. Ma Gesù sapeva tutto. Sapeva che tutti i suoi discepoli lo avrebbero abbandonato, e che sarebbe tradito con un bacio. Sapeva che sarebbe flagellato, schernito, e che finalmente sarebbe ucciso sulla croce. E peggio di tutto, sapeva che avrebbe indossato la colpa del peccato di tutti coloro che sarebbero mai salvati, e che avrebbe subito l’ira di Dio contro il peccato, al punto di essere abbandonato da Dio.

Sapendo tutto quello, come era possibile per Gesù di poter affrontare una prova così terribile? Troviamo la risposta nel v.2

“tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:2 LND)

v.2 Gesù vedeva la croce, ma non fissava lo sguardo sulla croce, ma piuttosto, Egli guardava la gioia che lo aspettava dopo la croce.

Consideriamo questo. Gesù guardava alla gioia che gli era posta davanti. Pensate al paragone con una gara, che troviamo nel versetto 1. In una gara, la corona per il vincitore era molto visibile, davanti a coloro che dovevano correre.

Gli atleti correvano, tenendo questa corona sempre nella mente.

Gesù correva, sopportando tutto, tenendo sempre in mente la gloria di Dio, che era legato alla sua glorificazione, e alla piena redenzione della Chiesa, che Egli stava per edificare.

Gesù ricordava tutte le promesse profetiche che parlavano di Lui, e della sua risurrezione, e di un popolo che avrebbe comprato con il suo sacrificio. Per esempio, ricordate Isaia 53:10,11

“10 ma piacque all’Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire. Offrendo la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e la volontà dell’Eterno prospererà nelle sue mani. 11 Egli vedrà il frutto del travaglio della sua anima e ne sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il giusto, il mio servo renderà giusti molti, perché si caricherà delle loro iniquità.” (Isaia 53:10-11 LND)

Come gli uomini di fede guardavano in avanti, ancora di più., Gesù Cristo teneva sempre il suoi occhi in avanti. Leggo di alcuni uomini di fede in Ebrei 11.

Abrahamo: “perché aspettava la città che ha i fondamenti, il cui architetto e costruttore è dio.” (Ebr 11:10 LND)
Giacobbe: “per fede Isacco benedisse Giacobbe ed Esaù, riguardo a cose future.” (Ebr 11:20 LND)
Mosè: “stimando il vituperio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori di Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa.” (Ebr 11:26 LND)

Gesù sapeva che per quanto sarebbe terribile la croce, ed era terribile, non era nulla in confronto con la gioia che Lo aspettava dopo, per tutta l'eternità. Egli guardava oltre alla sofferenza, alla gioia e alla gloria eterna dall'altro lato della valle delle lacrime.

Questa è la chiave della vera vita cristiana. Se noi guardiamo ad oggi, saremo tentati, o saremo scoraggiati. La chiave della vita cristiana è di guardare in avanti, guardare alla nostra eternità nella presenza di Dio. Solo così possiamo correre con perseveranza la gara che ci è posto davanti. Dio volendo, avremmo molto più da dire su questo argomento. La chiave della vita cristiana è di vivere guardando in avanti, guardando Cristo.

Romani 8:

“16 lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio. 17 E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati. 18 Io ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non sono affatto da eguagliarsi alla gloria che sarà manifestata in noi. 19 Infatti il desiderio intenso della creazione aspetta con bramosia la manifestazione dei figli di Dio, 20 perché la creazione è stata sottoposta alla vanità non di sua propria volontà, ma per colui che ve l’ha sottoposta, 21 nella speranza che la creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.” (Romani 8:16-21)

2Corinizi 4:16-18

“16 perciò noi non ci perdiamo d’animo; ma, anche se il nostro uomo esteriore va in rovina, pure quello interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Infatti la nostra leggera afflizione, che è solo per un momento, produce per noi uno smisurato, eccellente peso eterno di gloria; 18 mentre abbiamo lo sguardo fisso non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.” (2Corinzi 4:16-18 LND)

La vera vita cristiana è di guardare in avanti, al ritorno di Cristo, e alla nostra eredità in cielo. Vivere così è il modo di superare le prove e le difficoltà e le tentazioni con gioia.

Leggo ancora Ebrei 12:2

“tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:2 LND)

Questo versetto dichiara che Gesù, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce. Una traduzione migliore della parola qua tradotta come “soffrì” sarebbe “sopportò”. Gesù sopportò la croce, nel senso che rimanere saldo in mezzo alle sofferenze, di non vacillare, di non mollare. Gesù non ha subito la croce, sopportò la croce, sopportò tutta quello che era collegato alla croce, dalla sofferenza, al disprezzo, alla separazione dal Padre. Poteva fare tutto questo senza vacillare perché guardava oltre.

Non solo, ma disprezzava il vituperio. Tutto il male, non ha scosso Gesù, anzi, disprezzava il vituperio. Anziché essere lui soggetto al vituperio, Gesù era pienamente in controllo, e disprezzava tutto il terribile vituperio che era suo.

Quando aveva pagato tutto quando serviva per la nostra salvezza, Gesù si è posto a sedere alla destra del trono di Dio.

Gesù è passato dal posto più basso, al posto più alto. Questo è quello che leggiamo in Filippesi 2

“4 non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri. 5 abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 perciò anche dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il signore, alla gloria di dio padre.” (Fl 2:4-11)

Gesù Cristo è il Principe, l'Autore, della fede. Egli ci mostra come vivere per fede, qualsiasi sia la tua situazione.

Ebrei 12:3

Concludiamo leggendo Ebrei 12:3

“Ora considerate Colui che sopportò una tale opposizione contro di sé da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate e veniate meno.” (Ebrei 12:3 LND)

Alla luce di tutto quello che abbiamo letto finora, il brano conclude con un semplice comandamento, e anche una spiegazione della necessità di esso, e quello che produce in noi.

Consideriamo Cristo. Teniamo i nostri occhi e i nostri pensieri su Cristo. Guardiamo a Cristo, guardiamo alla sua opera, alla sua intercessione, alle sue promesse. Guardiamo a Cristo, e allora, non ci stancheremo e non verremo meno.

Quando veramente guardiamo a Cristo, possiamo non stancarci nel combattimento contro il nostro peccato. Infatti, il combattimento più difficile della vita, la prova più dura, è il combattimento contro il proprio peccato.

Quel credente che non combatte contro il proprio peccato, probabilmente non è veramente salvato. Questo è il messaggio nel brano che segue questi versetti.

Quando guardiamo a Cristo, allora, possiamo correre bene la gara che ci è davanti, allora possiamo correre senza stancarci. Allora, possiamo superare le prove.

Solo guardando Cristo possiamo camminare la vita cristiana con gioia e con la vera vittoria. Così dobbiamo camminare, giorno dopo giorno, finché siamo su questa terra.

Conclusione

Per chiudere, voglio ricordarvi: siamo in una gara, una gara per arrivare nella presenza di Dio senza essere vergognati.

Per correre bene, dobbiamo deporre ogni peso, qualsiasi cosa che si rallenta, e dobbiamo anche deporre ogni peccato, che sia piccolo o grande.

Dobbiamo tenere i nostri occhi fissati su Cristo. Con occhi di fede, aggrappandoci alle promesse sicure di Dio, guardiamo oltre alle difficoltà, guardiamo alla gioia eterna che ci aspetta nella presenza di Dio.

Se sei stanco e affaticato, guarda a Cristo.

Se sei scoraggiato e senza speranza, guarda a Cristo.

Se te sei confuso intorno a qualche situazione o decisione, guarda a Cristo.

Qualunque sia la tua situazione, fissa lo sguardo sul Cristo.

Preghiamo: Dio, mostraci quale sono i peccati e i pesi nella nostra vita. Dacci la grazia di deporre ognuno di essi, per correre con perseveranza la gara che ci hai posto davanti, seguendo l’esempio di Gesù Cristo.

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