un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Non vivere più nei peccati di prima
1Pietro 4:1-6

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per domenica, 28 agosto 2016, – mdf ag –
parole chiave: salvezza, santità, santificazione, vecchia vita, compagnia, persecuzione, giudizio

Quando la situazione di vita cambia drasticamente, è importante non continuare a vivere come prima del cambiamento, ma piuttosto dobbiamo vivere in base alla nuova realtà.

Immaginate quanto sarebbe assurdo e triste se una coppia, dopo che nasce un figlio, continuasse a vivere come prima, trascurando il figlio. Che terribile, ricevere l’immensa benedizione di un figlio, e poi, trascurare quel figlio, e non goderlo!

O immaginate un bambino che vive per strada in una favela in Brasile, con una vita difficile e piena di sofferenza e fame. Una famiglia piena di amore lo adotta come figlio. Che assurdo che egli decidesse di tornare a passare tempo nella favela, dormendo per strada, cercando cibo nei bidoni, subendo violenza.

Quando la vita cambia drasticamente per il meglio, bisogna cambiare il modo di vivere, e non vivere più come prima.

Il cambiamento di vita più grande che esiste è di passare dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dalla condizione di essere sotto la condanna eterna, ad essere figli amati da Dio avendo anche una speranza viva di passare l’eternità con Dio in cielo.

Per noi che ora siamo figli di Dio, come dobbiamo vivere nel tempo che rimane da vivere in questo corpo, prima di entrare nella presenza di Dio?

Varie Epistole nella Bibbia ci insegnano di vivere in santità. In 1Pietro, leggiamo che dobbiamo vivere in tal modo da non dover soffrire per aver fatto il male. Se poi soffriamo per aver fatto il bene, è una grazia. Quando camminiamo in santità, possiamo gioire anche se soffriamo, sapendo che abbiamo una ricompensa eterna.

Alla fine di 1Pietro 3, Pietro parla delle sofferenze di Cristo, sofferenze che ci hanno acquistato il perdono e la salvezza. Pietro ci ricorda che, dopo le sue sofferenze, Gesù è risorto vittorioso. Anche noi saremo vittoriosi, se camminiamo per fede in Lui.

Oggi, consideriamo la prima parte di 1Pietro 4. Alla luce delle sofferenze di Cristo per noi, in questo brano Dio ci esorta a vivere in santità nel tempo che ci rimane su questa terra.

Ci insegna ad avere la stessa mente che aveva Cristo, e quindi, dobbiamo abbandonare il peccato, e vivere per fare la volontà di Dio.

Il brano: vv.1-2

Ricordandoci che siamo stati salvati per mezzo delle sofferenze di Cristo, e che ora Egli regna in cielo, leggiamo 1Pietro 4:1.

“1 Poiché dunque Cristo ha sofferto per noi nella carne, armatevi anche voi del medesimo pensiero, perché chi ha sofferto nella carne ha smesso di peccare,” (1Pietro 4:1-2 LND)

Pietro inizia ricordandoci che è alla luce del sacrificio di Gesù Cristo, sacrificio che ci ha salvato dal nostro peccato, che dobbiamo camminare in santità. Visto che Cristo ha sofferto per noi nella carne, Pietro ci spiega come dobbiamo vivere ora che siamo salvati. Leggo 1Pietro 4:1,2.

“1 Poiché dunque Cristo ha sofferto per noi nella carne, armatevi anche voi del medesimo pensiero, perché chi ha sofferto nella carne ha smesso di peccare, 2 per vivere il tempo che resta nella carne non più nelle passioni degli uomini, ma secondo la volontà di Dio.” (1Pietro 4:1-2 LND)

Pietro inizia qua due discorsi, che porterà avanti per tutto il resto di questo capitolo. Prima di tutto, ci spiega in che modo dobbiamo abbandonare quella che era la nostra vecchia vita. Dobbiamo smettere di vivere secondo le passioni degli uomini. Dobbiamo smettere di vivere secondo i desideri della carne.

Poi, Pietro parla della nuova vita per chi è un figlio di Dio, che è una vita dedicata a vivere secondo la volontà di Dio. Prima della salvezza, vivevamo secondo la nostra volontà. Ora, liberati dal nostro peccato, possiamo vivere secondo la volontà di Dio, in ogni campo della vita.

Armatevi

Notate la verità nella seconda parte del v.1.

“Poiché dunque Cristo ha sofferto per noi nella carne, armatevi anche voi del medesimo pensiero, perché chi ha sofferto nella carne ha smesso di peccare,” (1Pietro 4:1 LND)

Dobbiamo armarci del medesimo pensiero. La parola “armatevi” è proprio un termine militare che descrive uno che prende le armi necessarie per combattere in una guerra. Siamo in una guerra, contro pensieri falsi. Le nostre armi sono le verità di Dio.

Usiamo le verità di Dio per demolire i ragionamenti falsi che così facilmente riempono le nostre menti. Quando siamo armati con le verità di Dio, possiamo difenderci, ed anche avere grandi vittorie contro i nostri peccati.

Questo versetto ci insegna ad amarci con la verità che chi ha sofferto nella carne ha smesso di peccare.

Chi è che ha sofferto nella carne? Chiaramente, per primo Gesù Cristo ha sofferto nella sua carne, per pagare la condanna del nostro peccato.

Però, quando siamo stati battezzati nella morte di Cristo, siamo uniti a Cristo nella sua morte, e perciò, in quel senso, anche noi stati crocifissi con Cristo, come leggiamo in Romani 6.

“5 Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione, 6 sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato. 7 Infatti colui che è morto è libero dal peccato.” (Romani 6:5-7 LND)

Siamo stati uniti a Cristo nella sua crocifissione, così possiamo dire che siamo morti con Cristo. Paolo dichiara questo in Galati 2:20

“Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.” (Galati 2:20 LND)

Quindi, dobbiamo amarci con il pensiero che siamo morti al peccato in Cristo. Perciò, non siamo più schiavi del peccato, né sotto il suo potere. Perciò, non dobbiamo più vivere nel peccato.

Il versetto continua, e dichiara che dobbiamo vivere il tempo che ci resta secondo la volontà di Dio.

“per vivere il tempo che resta nella carne non più nelle passioni degli uomini, ma secondo la volontà di Dio.” (1Pietro 4:2 LND)

Visto che Dio ci ha perdonato i nostri peccati e ci ha fatto diventare figli di Dio, per il tempo che ci rimane su questa terra, non dobbiamo più vivere nelle passioni degli uomini. Piuttosto, dobbiamo vivere secondo la volontà di Dio, in ogni campo della vita.

Notate che qui, come quasi sempre, Dio ci comanda di togliere il male, e di mettere il bene al suo posto.

Consideriamo il senso di non vivere più come prima.

Non più nelle passioni degli uomini

Ora che siamo in Cristo, per quel poco tempo che ci rimane da vivere nella carne, non dobbiamo vivere più nelle passioni degli uomini.

Notate che Pietro dice che non dobbiamo vivere più nelle passioni degli uomini. Prima che Dio ci avesse salvati, vivevamo nelle passioni degli uomini, come tutti gli altri.

Nel v.3, Pietro ci elenca alcuni dei peccati della vecchia vita. Questo elenco è solo un esempio, forse i tuoi peccati erano diversi. Non importa, il fatto è che vivevamo nel peccato. Vi leggo i vv. 2,3.

“2 per vivere il tempo che resta nella carne non più nelle passioni degli uomini, ma secondo la volontà di Dio. 3 Basta a noi infatti il tempo della vita che abbiamo trascorso a soddisfare le cose desiderate dai gentili, quando camminavamo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle ubriachezze, nelle gozzoviglie, nelle baldorie e nelle abominevoli idolatrie.” (1Pietro 4:2-3)

Non dobbiamo vivere più nel modo in cui vivevamo prima! Basta con quel tempo, con quel vecchio modo di vivere! Il tempo che abbiamo vissuto nel peccato è stato un tempo sprecato, un tempo speso male. Ora che Dio ci ha salvati, ora che Egli ci ha aperto gli occhi in modo che non siamo più ciechi, ora che ci ha trasportati dalle tenebre alla luce, che terribile stoltezza sarebbe se tornassimo a vivere nel peccato! Che ribellione sarebbe se tornassimo a desiderare le cose desiderate dai pagani, da coloro che vivono ancora nelle tenebre, che sono sotto l'ira di Dio, come eravamo noi prima che Dio ci avesse salvato!

Abbiamo tutti vissuto nelle tenebre prima della salvezza. Qualunque tempo sprecato in quella vita è troppo tempo. Perciò, dobbiamo abbandonare totalmente quel vecchio modo di vivere!

In questi versetti, Pietro elenca alcuni esempi di peccati del tempo passato. Questo non è un elenco completo, è solo indicativo. Però, esso ci aiuta a capire che la nostra vita di peccato era abominevole a Dio. Non è che ogni persona faceva tutti questi peccati. Forse tu peccavi principalmente in altri modi. Il punto è che dobbiamo abbandonare totalmente qualunque peccato che facevamo prima della salvezza.

Notate che questo elenco descrive tre categorie di peccati: impurezza, intemperanza, e idolatria.

Più volte, Pietro menziona che questa era la nostra vita, cioè, che la nostra vita era una vita di peccato, anche se avevamo peccati diversi da questi elencati. Per noi che siamo stati perdonati e rigenerati, il tempo che abbiamo trascorso, cioè, tutto quel tempo prima che Dio ci ha salvati, dovrebbe bastarci: “basta a noi il tempo che abbiamo trascorso a soddisfare le cose desiderate dai gentili quando camminavamo..”. Noi camminavamo, ovvero, vivevamo, immersi nei nostri peccati. Questo elenco ci aiuta a ricordare quanto la nostra vecchia vita era abominevole a Dio, e quindi, che ora dovrebbe essere abominevole anche a noi. Pensare ai nostri vecchi peccati dovrebbe farci stare male, e allo stesso tempo, dovrebbe suscitare gratitudine per il perdono in Cristo.

La prima categoria menzionata sono i peccati di dissolutezza e le passioni, che sono peccati come l’adulterio, le fornicazioni, l'omosessualità, e altri atti impuri. Questi peccati riempiono il mondo di oggi.

La seconda categoria parla di ubriachezze, gozzoviglie e baldorie, che descrivono una vita non moderata, una vita spesa nei piaceri. Per esempio, tante persone usano alcol per rilassarsi o cercare di rendere un incontro più felice. Altri vanno oltre, e arrivano all’ubriachezza. Tanti oggi considerano divertente fare scherzi sciocchi e superficiali. Questi sono esempi di questa categoria di peccato.

L'ultima categoria è quella che è legata all'idolatria, che Pietro descrive come “abominevoli idolatrie”. Quando pensiamo all'idolatria, spesso pensiamo agli idoli del mondo antico, o forse nei posti attuali dove si pratica l'induismo o il buddismo.

Però, ci sono tanti idoli anche in Italia. La Madonna e i santi che sono così venerati da tanti Italiani sono idoli quanto i Baal dell'Antico Testamento. E alcuni di voi avevate una certa fede in qualche cosiddetto santo prima della salvezza.

Ricordate anche che gli idoli non sono limitati alle statue o alle immagini. Un idolo può essere qualsiasi cosa in cui uno pone la sua fede e a cui dà onore. Quindi, mentre per uno, il suo idolo potrebbe essere una statua, per un altro potrebbe essere la sua carriera, o i soldi, o l’approvazione degli uomini, o qualsiasi cosa che l'uomo mette al posto di Dio.

In Romani 1, scopriamo che anche l’immagine di un uomo può essere un idolo.

“22 Dichiarandosi di essere savi, sono diventati stolti, 23 e hanno mutato la gloria dell’incorruttibile Dio in un’immagine simile a quella di un uomo corruttibile, di uccelli, di bestie quadrupedi e di rettili.” (Romani 1:22-23 LND)

Il primo idolo elencato in questo versetto è un'immagine simile a quella di un uomo. Forse l'idolo più comune oggi è l'uomo stesso. Cioè, oggi, tante persone credono in loro stesse, o in altri uomini. Anche questa è una forma di idolatria, quanto il piegarsi davanti ad una statua!

Pensando a queste tre categorie di peccato, notiamo che tutti questi peccati riguardano le scelte che uno fa. Cioè, le dissolutezze, le passioni, le ubriachezze, le gozzoviglie, le baldorie, e le idolatrie, sono tutte scelte di comportamento. Uno sceglie di peccare nel campo della fornicazione. Uno sceglie di ubriacarsi. Uno sceglie di partecipare in pratiche idolatriche. Sono tutti campi in cui uno sceglie di partecipare in base alla voglia della carne. Un cuore così non è su Dio.

Quando Dio salva una persona, quella persona dovrebbe totalmente e categoricamente abbandonare qualsiasi peccato nella sua vita. Non c'è alcuna giustificazione per un credente che continua a peccare nelle sue scelte.

Richiede delle scelte

Abbandonare certi peccati è abbastanza facile, mentre è molto più difficile abbandonare degli altri. Per poter abbandonare certi peccati, a volte potrebbe significare cambiare compagnia. La Bibbia ci insegna che la brutta compagnia corrompe i buoni costumi. Abbandonare un peccato potrebbe richiedere anche altri cambiamenti pratici.

Per esempio, per un credente attaccato a guardare cose sbagliate alla televisione, abbandonare il suo peccato potrebbe richiedere di disfarsi della tivù, che è la sua compagnia sbagliata. Per uno che è abituato a bere un po’ troppo alcol, anche se non arriva ad ubriacarsi, vincere quel peccato potrebbe significare smettere di bere in assoluto qualsiasi tipo di alcol.

Il punto importante da ricordare è che dobbiamo fare qualunque cosa che sia necessario per abbandonare totalmente il peccato, qualsiasi sia il suo costo!

Peccati di carattere

I peccati che Pietro ha menzionato sono tutti peccati che riguardano un'azione, una scelta. Esiste però anche tutto un altro tipo di peccato, un tipo di peccato molto radicato in noi: i peccati di carattere. I peccati di carattere, per esempio l'orgoglio o l'egoismo, non sono azioni che uno sceglie di fare, ma fanno parte del carattere. Perciò, solitamente, per vincere i peccati di carattere bisogna combattere molto più duramente.

Si può scegliere, categoricamente, di non ubriacarsi più. Si può scegliere, categoricamente, di non fornicare più. Stando in guardia, si può avere vittoria sui peccati di comportamento senza grossi problemi, se siamo pronti a prendere tutte le precauzioni necessarie.

In contrasto a questo, spesso è molto più difficile vincere un peccato di carattere, come per esempio l'orgoglio. Dobbiamo combattere, e grazie a Dio possiamo avere vittoria. Però, sarà una battaglia lunga e dura, che possiamo vincere solamente combattendo per mezzo della forza di Dio che opera in noi! Quindi, basta anche con una vita di orgoglio, o di concupiscenza, o di egoismo, o di lamentele, o con qualsiasi altro peccato. Vivere così fa parte della vecchia vita.

Tornando al nostro brano, Pietro ci ha appena spiegato che dobbiamo eliminare totalmente i peccati che riguardano le nostre scelte di vita. Non dobbiamo scusarci, dicendo di eliminarli man mano. Dobbiamo abbandonare immediatamente ogni peccato che riconosciamo. Dio ci ha chiamato alla santità.

Le reazioni della vecchia compagnia

Pietro ha parlato finora del fatto che prima della salvezza, vivevamo in queste cose. E Dio, tramite Pietro, ci chiama ad abbandonare quello che era il nostro modo di vivere.

Questo ci porta ad una domanda importante. Quando Dio ci salva e abbandoniamo quello che fino a quel punto era stato il nostro modo normale di comportarci, come ci considereranno coloro che facevano parte della nostra compagnia fino a quel punto? Come reagiranno al fatto che non vogliamo partecipare più con loro nelle attività che una volta facevamo insieme?

Leggiamo i vv. 3,4

“3 Basta a noi infatti il tempo della vita che abbiamo trascorso a soddisfare le cose desiderate dai gentili, quando camminavamo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle ubriachezze, nelle gozzoviglie, nelle baldorie e nelle abominevoli idolatrie. 4 Per questo trovano strano che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di dissolutezza e parlano male di voi.” (1Pietro 4:3-4 LND)

Il fatto che il brano dice “non corriate con loro” rende chiaro che Dio intende che non partecipiamo più a qualsiasi comportamento che fa parte delle tenebre. Dobbiamo abbandonare ogni comportamento peccaminoso.

E perciò, non faremo più parte della compagnia con la quale peccavamo. Non saremo sotto un giogo con loro.

La vecchia compagnia troverà strano che voi non corriate più con loro agli stessi eccessi di dissolutezza. In altre parole, i non credenti non saranno capaci di capire come mai avete scelto di non partecipare più con loro nei peccati di prima.

Il nostro cammino di santità sarà visto male da loro, perché il fatto di non partecipare nei peccati di prima mette in evidenza che è peccato. Vi leggo Efesini 5:11-13.

“11 E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto riprovatele, 12 perché è persino vergognoso dire le cose che si fanno da costoro in segreto. 13 Ma tutte le cose, quando sono esposte alla luce, divengono manifeste, poiché tutto ciò che è manifestato è luce.” (Efesini 5:11-13 LND)

Il fatto che non partecipiamo mette in evidenza che quelle attività sono peccato, e questo porterà i vecchi compagni a vederci male.

Coloro che fanno parte della vecchia compagnia non riescono a capire perché un loro compagno lasci le attività che prima avevano sempre fatto insieme. Per loro quelle sono cose normali e divertenti, ma per chi ora appartiene al Dio santo, sono eccessi di dissolutezza da abbandonare!

Perciò, i vecchi compagni troveranno strano il fatto che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di prima. Non vogliono vederli come peccati.

Non solo lo troveranno strano, ma, parleranno male di voi. Vi criticheranno. Sparleranno con altri di voi, cercando di mettervi in una brutta luce.

Come è scritto in questo brano, è chiaro che prima, correvamo con loro. Prima, erano i nostri compagni. Avevamo noi scelto loro come compagni, perché volevamo condividere le stesse esperienze, e gli stessi peccati. Quello che ci legava con loro erano le cose che facevamo insieme a loro. Il peccato faceva parte di quel legame.

Ora, solo perché non vogliamo più partecipare con loro in quelle attività, loro parlano male di noi.

Da questo, diventa chiaro che in realtà, non ci hanno mai voluto veramente bene.

Se uno dice di volervi bene, ma comincia dopo a parlare male di voi, dimostra che non aveva mai avuto un vero desiderio per il vostro bene.

Alla luce di questo, è importante capire la stoltezza di cercare l’approvazione degli uomini. Gli uomini ci danno la loro approvazione quando facciamo come vogliono loro. Quando non facciamo come vogliono loro, ci criticano.

Quanto vale l’approvazione degli uomini? Cosa ci giova, in realtà? La saggezza è di cercare l’approvazione di Dio, non degli uomini.

Comunque, la vecchia compagnia parla male di chi non partecipa più con loro. E’ difficile quando gli altri parlano male di te. Soprattutto fa male quando non abbiamo fatto nulla contro di loro.

La Bibbia parla del dolore causato dal disprezzo degli altri nei nostri confronti. Quindi, è normale che questo ci faccia male.

Però, non dobbiamo mai tornare in qualche peccato, nella speranza che possano smettere di vederci male. Dobbiamo continuare a camminare in santità, temendo Dio, non gli uomini. Cerchiamo l'approvazione di Dio, perché solo Dio può benedirci.

il giudizio di Dio

C’è una verità importante da ricordare quando gli altri ci disprezzano a motivo della giustizia, che è il caso di quando non corriamo più con loro a peccare come prima. Quando ci altri ci criticano a motivo del nostro cammino di santità, dobbiamo ricordare una verità importante.

Chi tratta male un credente, quindi, per esempio, chi parla male di un credente perché non pratica più i peccati di prima, quella persona sarà giudicata nel giudizio finale anche per quel peccato. Dovrà rendere conto a Cristo Gesù, il Giudice del mondo, proprio per il peccato di aver parlato male di un credente.

Vi leggo il v. 5, che descrive la fine di coloro che parlano male di voi.

“Essi renderanno conto a colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti.” (1Pietro 4:5 LND)

Dio è molto geloso dei suoi figli. Quando qualcuno maltratta un figlio di Dio, è un peccato molto grave agli occhi di Dio. Ogni peccato sarà punito eternamente in coloro che non avranno ricevuto il perdono in Gesù Cristo.

Cristo è pronto a giudicare i vivi e i morti. Quando Gesù arriverà nella sua gloria per giudicare, coloro che saranno ancora in vita dovranno comparire davanti a Cristo nel giudizio. Anche coloro che saranno già morti dovranno comparire davanti a Lui per essere giudicati, perché saranno risuscitati, proprio per il giudizio!

Leggiamo di questo giudizio in Apocalisse 20:

“11 Poi vidi un gran trono bianco e colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggirono il cielo e la terra, e non fu più trovato posto per loro. 12 E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavano ritti davanti a Dio, e i libri furono aperti; e fu aperto un altro libro, che è il libro della vita; e i morti furono giudicati in base alle cose scritte nei libri secondo le loro opere. 13 E il mare restituì i morti che erano in esso, la morte e l’Ades restituirono i morti che erano in loro, ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. 14 Poi la morte e l’Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda. 15 E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco.” (Apocalisse 20:11-15 LND)

Il giudizio sarà terribile per tutti coloro che non saranno trovati scritti nel libro della vita. Non ci sarà alcuna misericordia in quel giorno. Oggi è il giorno della misericordia di Dio! Oggi c'è perdono per mezzo di Gesù Cristo! Chi rifiuta il perdono di Dio oggi, sarà senza speranza nel giorno del Giudizio!

Oggi, è difficile sopportare le cattiverie di chi parla male di noi. Però, dobbiamo ricordare che il giudizio sta arrivando.

Oggi, Cristo offre misericordia. Se un peccatore si ravvede oggi, troverà misericordia e il pieno perdono. Cristo pagherà la sua condanna.

Però, se uno non si ravvede oggi, e arriva al giudizio senza essere ravveduto, scoprirà che non ci sarà alcuna misericordia in quel giorno.

Cristo offre misericordia solo oggi. Però, quando arriverà per giudicare il mondo, il suo giudizio sarà senza misericordia.

E perciò, dobbiamo annunciare il giudizio, e anche il comandamento di ravvedersi e credere per essere perdonati.

La salvezza per mezzo del Evangelo (v.6)

Ricordiamo che oggi, Dio offre ancora il perdono per mezzo dell’Evangelo. Dopo aver menzionato il giudizio nel v.6, Pietro parla della salvezza per mezzo dell’Evangelo nel v.6. Ve lo leggo:

“Per questo infatti è stato predicato l’evangelo anche ai morti, affinché fossero giudicati nella carne secondo gli uomini, ma vivessero nello spirito secondo Dio.” (1Pietro 4:6 LND)

Ci sono pareri diversi sul significato della parola “morti” in questo versetto. A volte, morti vuol dire coloro che sono fisicamente morti. Altre volte, significa chi è spiritualmente morto.

Visto che appena prima, Pietro aveva scritto che Cristo è pronto a giudicare i vivi e i morti, e là, i morti indica i morti fisicamente, credo che anche qua il senso sia i fisicamente morti.

Allora, il senso di questo versetto è che l’Evangelo è stato predicato in precedenza a coloro che oggi sono morti. È stato loro predicato mentre erano ancora in vita, perché l’Evangelo è valido solo per chi è ancora in vita.

Le persone a cui Pietro si riferisce avevano ascoltato l’Evangelo, avevano creduto e furono salvate.

Nonostante che fossero state salvate, dovettero morire fisicamente, come tutti gli uomini. Questo è il senso della frase: “affinché fossero giudicati nella carne secondo gli uomini”. Dovettero passare attraverso la morte fisica, come tutti.

Però, avendo creduto nell’Evangelo, ora vivono nello spirito, secondo Dio. I loro corpi sono morti, ma loro stessi vivono, nello spirito, e si trovano nella presenza di Dio. Il brano dice:

“Per questo infatti è stato predicato l’evangelo anche ai morti, affinché fossero giudicati nella carne secondo gli uomini, ma vivessero nello spirito secondo Dio.” (1Pietro 4:6 LND)

L’Evangelo è stato predicato proprio per questo scopo, affinché ci fossero delle persone salvate eternamente. Anche noi siamo fra quelle persone.

In questa Epistola, Pietro sta parlando molto delle sofferenze che arrivano a chi è un figlio di Dio. Qua, egli ricorda ai credenti che non devono temere nemmeno la morte, perché anche se muoiono prima del ritorno di Cristo, continueranno a vivere nello spirito, nella presenza di Dio.

Quindi, mentre i non credenti saranno giudicati, e condannati eternamente, chi viene salvato per mezzo dell’Evangelo avrà vita eterna con Dio.

Questa è un immenso incoraggiamento. Non importa quanto le persone ci critichino o parlino male di noi. Non importa quello che succede. Arriverà la morte fisica, in qualche modo, può darsi dalla persecuzione. Però, in Cristo, vivremo nello spirito, secondo Dio. In Cristo, abbiamo la vita eterna.

Conclusione

E allora, come dobbiamo vivere, noi che siamo stati salvati dai nostri peccati, e siamo stati riconciliati con Dio per mezzo di Cristo Gesù? Come dobbiamo vivere, nel tempo che ci rimane nel corpo, su questa terra, mentre aspettiamo di vedere Gesù Cristo?

Nel brano di oggi, Pietro ci ricorda che dobbiamo abbandonare totalmente la vecchia vita di peccato in cui vivevamo prima della salvezza. Dobbiamo armarci con il pensiero, con la verità, che ora siamo cittadini del cielo, il regno della luce, e che non dobbiamo più camminare nelle tenebre. Dobbiamo camminare nella luce, in santità! Questo è come vivere per la volontà di Dio.

Il tempo che abbiamo ancora nella carne è poco. Quindi, basta con il tempo trascorso cercando di soddisfare la carne! Basta con una vita di ribellione contro Dio!

Basta con tutto quello che faceva parte della nostra vecchia vita che è peccato! Dobbiamo abbandonare tutti i nostri peccati totalmente!

Che immensa stoltezza, ricevere la salvezza per mezzo del sacrificio di Gesù, e scegliere di tornare a vivere nei peccati di prima! Basta con quel tempo di tenebre! Camminiamo nella luce!

Viviamo per la volontà di Dio, in ogni campo della vita!

Ricordate che quando camminiamo nella luce, molto probabilmente ci saranno coloro che sparleranno di noi. In Giovanni 15, Gesù ci avverte che il mondo ci odierà, perché odia Lui. Non dobbiamo scoraggiarci in questo caso. Piuttosto, ricordiamoci che il giorno del giudizio arriverà, e tutti coloro che non avranno ricevuto il perdono in Cristo Gesù, saranno condannati al tormento eterno. Quanto è importante proclamare la buona notizia dell'offerta della salvezza mentre c'è ancora tempo, e lasciare a Dio la vendetta per ogni male che subiamo!

Quindi, cari, per noi che abbiamo ricevuto il perdono in Cristo Gesù, abbandoniamo ogni peccato! Non compromettiamo, nemmeno un po’. Non credete che un po' di peccato non farà poi tanto male! Un po' di peccato è come un po' di adulterio, o come un po' di omicidio. È terribile! Spogliamoci della vecchia vita! Viviamo in santità, per la gloria di Dio, in attesa di vedere Gesù Cristo. Viviamo secondo la volontà di Dio, il nostro Padre celeste.

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