un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

Per stampare questo sermone, suggeriamo che torni in dietro e scegli la versione PDF, che è già impaginata da stampare.

Si usa Ctrl +   e  Ctrl -  per cambiare la grandezza dei caratteri

email questo link

“Quasi” non basta
Apocalisse 2:1-7

filename: 66-02-01.doc di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org

Sapete che molto spesso nella vita, il “Quasi” non basta? Cioè, impegnarsi tanto, ma essere inconcludenti, ovvero, quasi farcela, non basta. Vediamo questa verità in tanti esempi della vita.

Dio ci mostra questo principio, del “Quasi non basta”, in tanti esempi della vita. Per esempio: se si costruisce un ponte attraverso un fiume molto largo e lo si fa molto solido per 300 metri, ma gli ultimi 10 metri sono troppo deboli per sopportare il peso di una macchina, sarà un ponte resistente?

Atleta: Se c’è un atleta ed egli segue quasi tutte le regole della gara, meno che ad una, per esempio: usa la mano per fare un gol, sarà una rete regolare quella?

Nel vivere per fede, ovvero, nel seguire Gesù Cristo nella vita, il “Quasi” non basta. Cioè, seguire Cristo in tante cose, ma non in tutte, non basta.

Non si può seguire Gesù a metà, neppure al 90%. Seguire Cristo vuol dire seguire Cristo con tutto il cuore. Chi non segue Cristo completamente, non Lo segue affatto.

Oggi, vogliamo considerare quello che Cristo ha da dire ad una chiesa che Lo seguiva in tante cose, ma aveva un peccato grave. Vedremo che il loro seguire Cristo in “Quasi tutto” non bastava. Quello che Cristo dichiara a quella chiesa è anche valido per noi, se ci troviamo nella stessa loro condizione. Io prego che questo insegnamento possa aiutare ad esaminarci, per riconoscere se abbiamo qualche mancanza. Non vogliamo sentire Cristo dire che Lo abbiamo seguito in tanto, ma che siamo anche noi mancanti.

schema delle lettere

Allora, consideriamo insieme la lettera da Cristo alla chiesa di Efeso. Questa lettera la troviamo in Apocalisse 2:1-7. In Apocalisse 2 e 3, ci sono le lettere alle sette chiese. Ognuna di queste lettere che Cristo ha dettato a Giovanni segue lo stesso schema.

In ogni lettera, Gesù inizia con una descrizione di Se stesso. Poi, in ogni lettera, Gesù parla della condizione di quella chiesa, il bene e il male. In tre delle chiese, mette in evidenza sia del positivo che del negativo. In due chiese, trova solo del negativo, e in due chiese trova solo del positivo da dire. Poi, Gesù esorta e avverte, fa anche promessa di quale sarà il premio per chi ascolta e segue quello che Lui dichiara.

Adesso, consideriamo il messaggio di Cristo alla chiesa di Efeso. Ricordiamo che queste sette chiese erano vere chiese, ma che anche rappresentano tutte le vere chiese. Perciò, queste lettere sono anche indirizzate a noi.

alla Chiesa di Efeso

Ricordiamo che la chiesa di Efeso fu fondata dall’Apostolo Paolo. In Atti, impariamo che Paolo visse per tre anni ad Efeso, insegnando loro tutto il consiglio di Dio. Anche Timoteo passò del tempo in quel la città e anche Tito. Possiamo capire, allora, che questa chiesa ha avuto un ottimo fondamento di verità. Quindi, Cristo stava parlando ad una chiesa che aveva un buon fondamento nella verità.

Come Cristo identifica Se stesso

Vorrei notare come Cristo si identifica a questa chiesa.

Apocalisse 2:1 All’angelo della chiesa di Efeso scrivi: Queste cose dice colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro.

Qui, Cristo ci ricorda che Egli è Colui che tiene le sette stelle nella Sua destra, e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro.

Il verbo tiene “tiene” qua ha un significato diverso dal verbo “teneva”del verso in Apocal. 1:16.

Apocalisse 1:16 Nella sua mano destra teneva sette stelle;
Apocalisse 2:1 «All’angelo della chiesa di Efeso scrivi: Queste cose dice colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro :

Il verbo in 2:1 tradotto “tiene” è una parola greca che è più forte del verbo “teneva” in 1:16. Il verbo in 1:16 è il semplice verbo tenere. Invece, il verbo usato nel cap. 2:1 indica di più che il solo tenere in mano. Indica l’essere padrone di quello che si tiene. Vuol dire possedere con potere. Indica sovrano controllo. Dunque Gesù sta dichiarando il Suo controllo e la Sua sovranità sulle chiese. Egli è il Capo sovrano della chiesa, perciò ha ogni autorità e diritto di guidare le Sue chiese.

Gesù non è solamente il Capo sovrano sulla chiesa ad Efeso, ma è anche il nostro Capo sovrano. La domanda importante diventa: stiamo seguendo il nostro Capo? Non abbiamo diritto né come chiesa, né come individui, di stabilire la nostra agenda, dobbiamo seguire l’agenda che Cristo ci dà.

Quando Gesù dichiara alla chiesa di Efeso: Apocalisse 2:1 Queste cose dice colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro, ci ricorda che Egli cammina in mezzo alle Sue chiese. Cristo non è mai lontano da chi è un vero figlio di Dio. Egli è vicino a quelli che sono veramente chiesa, cioè, quelli che veramente seguono Cristo e veramente proclamano la Sua verità.

Le cose positive di questa chiesa

Ho detto prima che in ogni lettera, Cristo elenca le cose positive e/o negative per ogni chiesa. Ciò che Dio vuole per noi è che ci esaminiamo in base a quello che Egli dichiara a queste chiese, per riconoscere se abbiamo gli stessi aspetti postivi e per essere sicuri di non avere gli stessi lati negativi.

Allora, notiamo tutte le cose positive che Cristo ha da dire a questa chiesa. Leggiamo Apocalisse 2:1-6.

1 «All’angelo della chiesa di Efeso scrivi: Queste cose dice colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro: 2 Io conosco le tue opere, la tua fatica, la tua costanza; so che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli ma non lo sono e che li hai trovati bugiardi. 3 So che hai costanza, hai sopportato molte cose per amor del mio nome e non ti sei stancato. 4 Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore. 5 Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi. 6 Tuttavia hai questo, che detesti le opere dei Nicolaiti, che anch’io detesto.

Elenchiamo tutte le cose che Cristo trova di buono in questa chiesa. Vi dico subito che in tanti anni che sono credente, avendo avuto contatto con tante chiese, sia in Italia che in America e qualche chiesa altrove, raramente ho trovato chiese con tutte queste qualità positive.Dunque, ascoltiamo bene, perché io prego affinché possiamo diventare una chiesa con queste qualità.

Elenco degli aspetti che erano positivi per Cristo

  1. le tue opere

  2. la tua fatica

  3. la tua costanza

  4. non sopporti i malvagi, hai messo alla prova coloro che si presentavano come apostoli

  5. costanza: hai sopportato molte cose per amore del mio nome

  6. non ti sei stancato

  7. detesti le opere dei Nicolaiti

Forse avete notato che certe di queste qualità sono ripetute. Allora, vorrei raggruppare queste qualità, e considerarle, per capire alcune delle qualità che sono importanti agli occhi di Cristo.

Le loro opere e fatiche

Cristo aveva notato le loro opere e le loro fatiche per Lui.

Quando parliamo di opere che possiamo fare per Cristo, ricordiamo che la Bibbia fa una distinzione assoluto fra le opere compiute da chi non è salvato, che non servono nulla, e le opere compiute da chi è già stato salvato. Se uno che è stato salvato si impegna a servire il Signore, Dio guarda il suo cuore, e prende nota di quello che fa. Cristo aveva notato le opere di questa chiesa, Egli sapeva che queste opere erano state fatte in ubbidienza a Lui, che è fondamentale. Erano state fatte con amore, per Lui. Furono fatte nella forza del Signore, per mezzo della Sua grazia, ed erano state fatte per portare gloria a Lui. Queste sono le qualità che Dio desidera in noi. Egli vuole che c’ impegniamo in opere per la Sua gloria, ma opere con queste qualità, cioè fatte per la Sua gloria, nella Sua potenza, in ubbidienza a Lui. Noi siamo veramente impegnati nelle opere del Signore?

Cristo non solo menziona le loro opere ma menziona anche le loro fatiche. Servire il Signore è certamente affaticante, non è facile. Per esempio, studiare la Parola di Dio è mentalmente affaticante. Bisogna concentrarsi e impegnarsi veramente. Ma solo così possiamo conoscere meglio Dio e poter spiegare ad altri le Sue verità. Altri tipi di opere sono affaticanti fisicamente, per esempio: insegnare, dare ospitalità e anche opere pratiche. Cristo aveva notato in senso positivo che questa chiesa aveva compiuto tante opere, e che aveva faticato per Lui. Questo è quello che Dio desidera anche da noi.

Nel mondo d’ oggi, non sono in tanti ad affaticarsi per il Signore. Chi si affatica, lo fa per se stesso. La nostra tendenza umana è di affaticarci per noi stessi. Invece Dio vuol che ci affatichiamo per la Sua gloria. Allora, vi chiedo: nella vostra vita, il vostro impegno per il Signore, per la Sua gloria e il Suo regno, vi porta ad affaticarvi? Se no, può darsi che dovreste valutare quanto serio sia il vostro impegno per Dio.

Parlando di nuovo della chiesa di Efeso, non solo avevano operato e affaticato, ma avevano avuto costanza durante gli anni.. Oggi, la costanza manca molto. Tante persone possono iniziare con tanto zelo, ma poi si stancano e non continuano. Tanto zelo iniziale serve a ben poco, o a nulla, se non c’è la costanza. Costanza vuol dire continuare, anno per anno, nonostante la fatica e le difficoltà. Cristo lodava questa chiesa per la loro costanza, potrebbe lodare anche noi? Abbiamo anche noi vera costanza? Tu, nel tuo cammino con Cristo, hai costanza? Prego, affinché possiamo avere sempre più costanza come individui e come chiesa.

Vediamo queste stesse tre qualità menzionate da Paolo, sotto la guida di Dio, in 1 Tessalonicesi 1:3

ricordandoci continuamente, davanti al nostro Dio e Padre, dell’opera della vostra fede, delle fatiche del vostro amore e della costanza della vostra speranza nel nostro Signore Gesù Cristo.

Io prego che noi, come chiesa, possiamo essere riconosciuti da Cristo per le nostre opere, le nostre fatiche e la nostra costanza.

Non sopporti i malvagi

Un’altra qualità che è molto importante per Cristo è che questa chiesa non sopportava i malvagi.

Ricordiamo che secondo la definizione di Dio, malvagio vuol dire chi non segue Dio. Malvagio indica sia chi pecca moralmente, sia chi insegna dottrine false. Dal contesto di questo brano, cioè dai riferimenti ai falsi apostoli, l’enfasi è posta su quegli uomini che insegnavano false dottrine. In altre parole, per Cristo, è molto importante che noi come chiesa, e quindi anche individualmente, non sopportiamo uomini che insegnano false dottrine. Non sopportare vuol dire che questo ci pesa molto, e non accettiamo questo.

La settimana scorsa ho insegnato riguardo il falso vangelo della Chiesa Cattolica Romana. Questa setta si proclama “cristiana” però, insegna un falso vangelo, e tante altre false dottrine. Allora, secondo il metro di Dio, sono malvagi, perché insegnano menzogne al posto della verità.

Quello che Cristo vuole da noi è che non sopportiamo chiunque impartisce un falso insegnamento di qualsiasi tipo. Chi fa questo dovrebbe essere insopportabile per noi. Dovrebbe disturbarci tanto e dovremmo avere una posizione totalmente staccata da chi insegna una falsa dottrina, come la Chiesa Cattolica Romana.

Cristo spiega ancora meglio questo attributo della chiesa di Efeso così importante. Ascoltiamo le sue parole:

so che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli ma non lo sono e che li hai trovati bugiardi.

Cristo elogia questa chiesa perché non potevano sopportare i malvagi poi, dà un esempio di come avevano messo in evidenza questo. Egli dice: hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli ma non lo sono e che li hai trovati bugiardi.

Cioè, ad un certo momento vennero nella chiesa di Efeso degli uomini che si presentarono come uomini di Dio, come Apostoli di Cristo. La chiesa di Efeso non li accettò ciecamente, ma li mise alla prova e così trovò che erano bugiardi, che non erano veramente da Dio.

È molto importante che comprendiamo questo, perché noi dovremmo fare la stessa cosa. Allora, cosa vuol dire: mettere qualcuno alla prova?

Semplicemente, chiunque viene da noi o da te individualmente, portando quello che dichiara di essere un messaggio di verità, dev’essere messo alla prova sia come persona che il suo insegnamento. Praticamente dobbiamo confrontare quello che insegna, con la Parola di Dio.

Chiaramente, chi non conosce molto bene la Bibbia non sarà in grado di fare questo confronto. Infatti, Dio ha dato questa responsabilità principalmente agli anziani. Questi hanno la responsabilità di proteggere la chiesa contro un falso insegnamento. Allora, se hai qualche dubbio sulla verità di un insegnamento, dovresti avvertire gli anziani, in questo caso me, in modo che possa aiutarti a confrontare quell’ insegnamento con la Bibbia.

Se troviamo che l’insegnamento non è veritiero, allora dobbiamo seguire l’esempio della chiesa di Efeso e non sopportare, minimamente, chiunque insegna false dottrine. Questo è quello che vuole Cristo, il nostro Signore. Oh! Che possiamo tenerci puri dalle false dottrine che riempiono il mondo d’oggi.

detesta le opere dei Nicolaiti

Un altro aspetto molto positivo della chiesa di Efeso era che detestava le opere dei Nicolaiti. Anche Cristo detestava le loro opere. Allora, se Cristo detesta qualcosa, anche noi dobbiamo detestare quella cosa.

Infatti, è molto importante che comprendiamo che Cristo odia il peccato. Ogni peccato è abominevole agl’occhi di Cristo. Allora, noi dovremmo odiare quello che Cristo odia. Dovremmo odiare il peccato. Nella società di oggi, siamo circondati dal peccato. Non dobbiamo avere parte alcuna col peccato. Dobbiamo odiare e separarci dal peccato.

La Bibbia non spiega esattamente chi erano i Nicolaiti, ma da quello che possiamo capire dai v.14 e 15, erano persone che dichiaravano che la grazia di Cristo permetteva all’uomo di peccare liberamente, perché il perdono era facile da ottenere. Cioè, predicavano un Dio che perdona sempre perciò predicavano, direttamente o indirettamente, che si può peccare senza paura, perché Dio non giudicherà il peccato. Che falso insegnamento!

Anche oggi tanti pensano così, cioè pensano che Dio è tanto buono e misericordioso, secondo il comodo metro dell’uomo, al punto che chi pensa così non ha paura di peccare. Questo modo di pensare sarebbe simile a come pensavano i Nicolaiti.

Allora, se comprendiamo questo, cosa possiamo imparare da quello che Cristo dichiara a noi tramite il messaggio alla chiesa di Efeso? Possiamo imparare che Cristo odia il peccato e vuole che anche noi odiamo il peccato. Non basta non peccare se poi restiamo tranquilli vedendo il peccato negli altri. Cristo vuole che odiamo, che detestiamo il peccato.

Troppo spesso, anziché odiare il peccato, ci abituiamo al peccato. La Bibbia ci avverte contro il pericolo di avere non credenti come nostra compagnia. Quando non seguiamo la guida di Dio, e scegliamo come nostra compagnia non credenti allora, diventa molto difficile per noi odiare il peccato. Ma come possiamo non odiare quello che ha mandato il nostro Signore sulla croce? Come possiamo non odiare quello che ci stava portando ad un’eternità di tormento? Come possiamo non odiare quello che ci teneva legati, schiavi e che tuttora tiene le persone a noi care, legati e sotto condanna? L’unica posizione giusta da avere nei confronti del peccato è di odiarlo. Cristo elogiava questa chiesa perché odiava i peccati, cioè le opere dei Nicolaiti. Oh! Che possiamo anche noi odiare il peccato che ci circonda.

La critica di Cristo contro la chiesa

Finora, abbiamo considerato le tante cose per cui Cristo lodava questa chiesa. Come ho detto prima, tristemente, ci sono poche chiese che hanno tutte queste qualità. Io prego e mi impegno come pastore affinché noi possiamo diventare una chiesa con queste qualità.

Però, Cristo doveva anche avvertire questa chiesa di un loro grave peccato.

v.4. “Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore."

Nonostante tutti i pregi di questa chiesa, avevano un grave peccato. Avevano abbandonato il loro primo amore.

Quando Dio salva una persona, di solito, quella persona si rende conto della grandezza della Sua salvezza, e del privilegio di fare parte di una nuova famiglia, ha una ardente amore per Cristo e per gli altri credenti. Questo è il primo amore, un amore ardente.

Se uno non è attento, man mano che vive la vita cristiana, può trovare questo amore molto raffreddato. Quello che interessa a Dio non è principalmente quello che possiamo compiere per Lui, ma qual è il nostro cuore.

Vediamo vari brani che parlano dell’importanza del nostro amore per Dio e gl’uni per gli altri.

Geremia 2:2-5 «Va’, e grida alle orecchie di Gerusalemme: “Così dice il SIGNORE: Io mi ricordo dell’affetto che avevi per me quand’eri giovane, del tuo amore da fidanzata, quando mi seguivi nel deserto, in una terra non seminata. Israele era consacrato al SIGNORE, egli era la primizia della sua rendita; tutti quelli che lo divoravano si rendevano colpevoli, e la calamità piombava su di loro”», dice il SIGNORE. Ascoltate la parola del SIGNORE, o casa di Giacobbe, e voi tutte le famiglie della casa d’Israele! Così parla il SIGNORE: «Quale iniquità hanno trovato i vostri padri in me, che si sono allontanati da me, e sono andati dietro alla vanità, e sono diventati essi stessi vanità?
1 Tessalonicesi 4:9,10 Quanto all’amore fraterno non avete bisogno che io ve ne scriva, giacché voi stessi avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri, 10 e veramente lo fate verso tutti i fratelli che sono nell’intera Macedonia. Ma vi esortiamo, fratelli, ad abbondare in questo sempre di più,
2 Tessalonicesi 1:3 Noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli, com’è giusto, perché la vostra fede cresce in modo eccellente, e l’amore di ciascuno di voi tutti per gli altri abbonda sempre di più ;
Ebrei 6:10 Dio infatti non è ingiusto da dimenticare l’opera vostra e l’amore che avete dimostrato per il suo nome con i servizi che avete resi e che rendete tuttora ai santi.

Allora, nonostante questi credenti erano fedelmente impegnati nell’opera di Dio, nonostante che erano fedelmente attaccati alla sana dottrina e non solo, ma mettevano alla prova coloro che si presentavano come uomini di Dio, nonostante questi credenti vivevano una vita di santità, odiando il peccato, Cristo avvertiva loro di questo grave peccato, avevano abbandonato il primo amore.

Questo non vuol dire che non amavano più Cristo, né che non si amavano più l’uno l’altro. Vuol dire che anziché aumentare, il loro amore si era raffreddato. Questo era un peccato molto grave.

Ascoltiamo quello che Cristo dichiara come avvertimento in v.5.

“Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi."

Questi credenti, per quanto riguarda il loro amore per Cristo e l’uno per l’altro, erano giù nelle valle. Dovevano guardare su alle rupe da dove erano caduti. Delle volte ci troviamo giù in una valle, e non guardiamo più su. La nostra condizione ci sembra del tutto normale, quando invece, siamo caduti molto in basso.

Oh! Fratelli e sorelle, impariamo la lezione che Dio ha per noi in questo brano. Non dobbiamo valutarci solo in base alle cose intorno a noi, ma dobbiamo ricordare lo zelo e l’amore che avevamo all’inizio, quando avevamo appena capito la grandezza della nostra salvezza, dobbiamo anche guardare in avanti a quanto sarà meraviglioso stare per sempre alla presenza di Dio. È importante che ci impegniamo nell’opera di Dio. È importante, importantissimo che abbiamo la vera dottrina, che non accettiamo dottrine sbagliate. È importante che odiamo il peccato, nonostante spesso il peccato è anche apprezzato dal mondo intorno a noi. È importante che abbiamo costanza e che non ci stanchiamo. Ma soprattutto, è importante che il nostro amore rimanga ardente.

Ascoltiamo quello che Cristo dichiara se non si ravvedono dal peccato di un amore raffreddato.

Apocalisse 2:5 Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima; altrimenti verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi.

Cristo non accetta una situazione in cui il nostro amore si raffredda. In questo caso, Egli verrà presto, per portare la Sua disciplina, per scuoterci. Nel caso di questa chiesa, Egli dichiara che se non si ravvede dalla condizione di avere perso il primo amore, allora Egli verrà presto per rimuovere il candelabro. Se una chiesa non tiene gli occhi su Cristo, allora non mantiene uno zelo fervente per Lui, Egli può rimuovere il candelabro dal suo posto. Egli può togliere la Sua presenza da una chiesa. La chiesa può continuare ad esistere, umanamente parlando, ma senza la presenza e la guida di Cristo. Ci sono tante chiese nel mondo che parlano di Cristo, ma da tempo, Cristo ha tolto il candelabro dal suo posto. Non c’è più vera vita in quelle chiese.

Oh! Fratelli, dobbiamo riconoscere che non possiamo rischiare una cosa così terribile. Che possiamo desiderare, più di ogni altra cosa, di mantenere fervente il nostro amore per Cristo e l’uno per l’altro!

la ricompensa

Ora, leggiamo v.7.

“Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò da mangiare dell’albero della vita, che è nel paradiso di Dio."

Questo messaggio è per noi, come una chiesa di Cristo Gesù.; Egli ci esorta ad ascoltare attentamente quello che dichiara in questo messaggio ad Efeso. Ci chiama a perseverare, a mantenere fervente il nostro amore, in modo da vincere. A chi vince, Egli promette di dare da mangiare dell’albero della vita. Questo albero è il simbolo della vita eterna, e lo troviamo in Apocalisse 22. Chi mangia da questo albero vivrà per sempre alla presenza di Dio!

Conclusione

Oh! Fratelli, ascoltiamo attentamente quello che Cristo ci dichiara tramite questo messaggio. Impegniamoci ad essere una chiesa che è completamente coinvolta nel compiere le opere di Dio. Impegniamoci ad avere costanza e a non stancarci. Impegniamoci a seguire veramente tutta la dottrina di Dio e a non sopportare chi insegna delle false dottrine. Sopra tutto, guardiamo attentamente il nostro cuore, affinché il nostro amore non venga meno. Se ci troviamo con un amore tiepido, seguiamo il comandamento di Cristo in questo brano: ravvediamoci e ritorniamo all’amore che avevamo all’inizio per Dio, e gli uni per gl’altri. Questo amore non è un sentimento, è un impegno.

Misuriamoci con il metro che Cristo ci dà per non trovarci mancanti ai Suoi occhi. Grazie a Dio che abbiamo questo metro e che abbiamo lo Spirito Santo per guidarci.

email questo link