un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Scongiuro per un nuovo Anziano

Sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 2 gennaio, 2011 ---- cmd ag -----
Parole chiave: anziano, anziani, pastore, guida di chiesa, vescovo, il cuore del pastore

Oggi è forse il giorno più importante nella storia della nostra chiesa. L'avvenimento che celebriamo oggi probabilmente determinerà la crescita e la salute della nostra chiesa più di qualsiasi altra cosa. Oggi, come sapete tutti, riconosciamo il nostro primo anziano, Adriano Vigo.

Alla luce di questo, voglio considerare insieme alcuni brani che parlano del ruolo e delle responsabilità degli anziani. Per te, Adriano, questo sermone serve come un ricordo di quello che è il tuo incarico davanti a Dio. Per noi tutti, serve come ricordo di come Gesù Cristo, il grande Pastore, ha scelto di curarci come Chiesa.

Mentre guardiamo questi brani che parlano del ruolo e delle responsabilità degli anziani, ricordiamo che nel Nuovo Testamento, gli anziani vengono chiamati con vari termini, fra i quali pastori, dottori, e vescovi, e anche conduttori.

Il Grande Pastore, Gesù Cristo, ha dato gli anziani-pastori alla chiesa perché, come credenti, abbiamo bisogno di cura. Spesso, il nostro orgoglio ci ostacola da riconoscerci per ciò che siamo. Per aiutarci a capire quanto abbiamo bisogno di cura, nella Bibbia, ripetutamente i credenti vengono chiamati “pecore”. Le pecore sono degli animali bisognosi, che hanno bisogno della cura del pastore. Infatti, le pecore sono state create da Dio in modo che quasi non riescono a sopravvivere senza la cura del pastore. Osservando le pecore, possiamo capire meglio come siamo come credenti.

Per esempio, la pecora non è in grado di trovare buona pastura o acqua da sola. La pecora assolutamente non può difendersi contro il lupo, l’orso e il leone, che sono animali che mangiano le pecore.

Perciò, essendo state create da Dio così, le pecore hanno disperatamente e totalmente bisogno di un buon pastore. Senza un buon pastore, le pecore si svierebbero, sarebbero sbranate e morirebbero in gran numero.

È con buona ragione che Dio usa la pecora come metafora del credente. Come la pecora, anche il credente non è in grado né di trovare né di riconoscere il buon cibo spirituale da solo. Un credente non è in grado di difendersi da solo contro tutti i lupi rapaci che ci sono. Un credente ha bisogno della cura del buon Pastore, Gesù Cristo. Grazie a Dio, Gesù ci dà quella cura, soprattutto tramite gli uomini da Lui stabiliti, gli anziani-pastori.

Per capire e per avvalerci della cura che Gesù ci provvede, dobbiamo essere sempre umili, e ricordare che come la pecora ha bisogno del pastore, anche noi abbiamo bisogno della cura che Cristo provvede tramite gli anziani.

Guardiamo vari brani

Passiamo ora a considerare il ruolo e le responsabilità degli anziani, questi uomini imperfetti, ma che Cristo ha incaricato con la mansione di curare le Sue pecore. Mentre leggiamo vari brani, ricordate che i vari titoli si riferiscono sempre agli stessi uomini, cioè, agli anziani.

Esaminando vari brani, vedremo che gli anziani sono stati stabiliti da Dio per essere l’autorità nella chiesa locale, aventi la responsabilità di guidare, di insegnare e di proteggere la chiesa.

Atti 20: Paolo agli anziani di Efeso

Iniziamo leggendo in Atti 20, in cui l’Apostolo Paolo era in viaggio, andando a Gerusalemme per l’ultima volta. Durante il viaggio, si fermò a dare un’ultima esortazione agli anziani della chiesa di Efeso.

Se ci fate caso, spesso nel Nuovo Testamento Paolo si presenta come esempio da imitare. Così anche qua, Paolo ricorda a questi anziani il ministero che egli aveva svolto in mezzo alla chiesa di Efeso, presentandosi così a loro come un esempio da seguire. Se notiamo attentamente come Paolo descrive il suo ruolo e il suo cuore, possiamo capire il ruolo e il cuore giusti che un anziano dovrebbe avere.

Leggiamo Atti 20 dal v.17-21, e poi da 26-33.

“17 Da Mileto mandò ad Efeso a far chiamare gli anziani della chiesa. 18 Quando giunsero da lui, egli disse loro:"Voi sapete dal primo giorno che entrai in Asia come ho vissuto tra di voi per tutto questo tempo, 19 servendo il Signore in tutta umiltà con molte lacrime e prove che mi sono avvenute per le insidie dei Giudei 20 e come io non mi sono astenuto di annunziarvi e insegnarvi in pubblico e per le case nessuna di quelle cose che sono giovevoli, 21 dichiarando solennemente ai Giudei e ai Greci la necessità della conversione a Dio e della fede nel Signor nostro Gesù Cristo.” (Atti 20:17-21 LND)
“26 Perciò oggi vi dichiaro di essere puro del sangue di tutti; 27 poiché io non mi sono tratto indietro dall’annunziarvi tutto il consiglio di Dio. (Atti 20:26-27)

Nel v.18, Paolo parla del modo in cui egli si era sempre comportato con loro. Disse: “Voi sapete dal primo giorno che entrai in Asia come ho vissuto tra di voi per tutto questo tempo”. Infatti gli anziani sono chiamati ad avere costanza nel loro comportamento e nel loro ministero. Devono essere di esempio agli altri credenti, e quindi, è importante che il loro comportamento sia costante giorno dopo giorno e anno dopo anno.

Ora, rileggo il v. 19. “ho vissuto tra di voi per tutto questo tempo, 19 servendo il Signore in tutta umiltà con molte lacrime e prove

Nel v.19, Paolo usa il termine “servendo”, che deriva da una parola greca che descrive il servizio che dovrebbe fare uno schiavo, un servo. Paolo si considerava come un servo di Cristo, e il suo ministero era un servizio reso al suo Padrone e Salvatore, Gesù Cristo. Similmente, ogni anziano dovrebbe considerare il proprio ministero come un servizio a Cristo, curando le pecore di Cristo.

Sempre nel v.19, Paolo dichiara che aveva servito il Signore, con ogni umiltà e con lacrime. Il ministero di un anziano è un servizio, non è un signoreggiare. Anzi gli anziani hanno sì autorità nella chiesa ma, in realtà, devono servire più di tutti.

Il servizio degli anziani è la cura dei credenti, e gli anziani hanno così tanto a cuore il bene dei credenti, che quando i credenti camminano male o vengono sviati, questo provoca in loro, se sono veri anziani, grande tristezza.

Nel v.20, Paolo dichiara: “non vi ho nascosto nessuna delle cose che vi erano utili.” Gli anziani sono responsabili a provvedere un insegnamento completo ed equilibrato per la chiesa. Questa è una responsabilità enorme, che possono fare solamente con grande impegno, e con la grazia di Dio.

Nel v.21, Paolo dice: “dichiarando solennemente ai Giudei e ai Greci la necessità della conversione a Dio e della fede nel Signor nostro Gesù Cristo.” ricordando agli anziani che egli aveva avvertito solennemente tutti di ravvedersi e di credere in Cristo Gesù. Gli anziani devono essere sicuri che tutti coloro che partecipano alla vita di chiesa siano a conoscenza del giudizio finale e della salvezza che esiste solamente in Cristo. Non si dovrebbe prendere per scontato che chiunque sia salvato. Gli anziani devono essere un esempio a tutti dell’importanza di evangelizzare, proclamando il giudizio e il perdono in Cristo a tutti in modo chiaro.

Nei vv. 26 e 27, Paolo fa capire che egli doveva rendere conto a Dio per le anime delle persone che aveva sotto la sua cura. Esamineremo più a fondo questo argomento più tardi. Qui, notiamo che Paolo dichiarò di essere puro del sangue di tutti, perché aveva avvertito tutti di tutto il consiglio di Dio. Non aveva mancato di dare l’insegnamento che serviva a quella chiesa.

Facendo questa dichiarazione a quegli anziani, Paolo stava ricordando loro che anche loro avrebbero dovuto rispondere a Dio per le anime che Dio avrebbe loro affidato. Quindi, vediamo che gli anziani sono responsabili di annunciare i consigli di Dio a tutti coloro che si dichiarano credenti, sia che vogliano ascoltare oppure no, perché gli anziani dovranno rispondere a Dio per coloro che curano.

Ora leggo dal v.28 a 33. Dal v.28, Paolo inizia ad esortare questi anziani direttamente. Esorta loro a svolgere le due responsabilità principali degli anziani: badare al gregge e pascere il gregge.

28 Badate dunque a voi stessi e a tutto il gregge in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata col proprio sangue 29 Infatti io so che dopo la mia partenza, entreranno in mezzo a voi dei lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge, 30 e che tra voi stessi sorgeranno degli uomini che proporranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli. 31 Perciò vegliate, ricordandovi che per lo spazio di tre anni, giorno e notte, non ho mai cessato di ammonire ciascuno con lacrime. 32 Ed ora, fratelli, io vi raccomando a Dio e alla parola della sua grazia, che è in grado di edificarvi e di darvi l’eredità in mezzo a tutti i santificati. 33 Io non ho desiderato né l’argento, né l’oro, né il vestito di alcuno.” (Atti 20:26-33 LND)

Nel v.28, dichiara “Badate a voi stessi e a tutto il gregge”. Una delle responsabilità principali degli anziani è di badare al gregge. “Badare” è un termine che significa “curare, dare la piena attenzione a qualcosa”. Gli anziani sono chiamati ad applicarsi diligentemente alla cura spirituale dei credenti nella loro chiesa.

Inoltre, in questo versetto Paolo dichiara che gli anziani devono pascere la chiesa di Dio. Gli anziani devono avere lo stesso ruolo che un pastore ha con le sue pecore. Pascere vuol dire “provvedere nutrimento”, e vuol dire anche “guidare e sorvegliare”. Gli anziani hanno la responsabilità di guidare la chiesa in modo da provvederle il cibo spirituale, cioè, l’insegnamento. Devono sorvegliare la chiesa, ovvero, proteggerla dai tanti pericoli spirituali che ci sono.

Paolo menziona questo concetto di proteggere la chiesa anche nel v.31. In questo versetto, dopo aver spiegato che ci saranno lupi rapaci, che potrebbero essere mischiati perfino fra gli anziani, Paolo dichiara: “vegliate, ricordandovi che per lo spazio di tre anni, giorno e notte, non ho mai cessato di ammonire ciascuno con lacrime.” Vegliare descrive la condizione di stare costantemente in guardia, sempre attento, in modo da proteggere le pecore dai lupi. Notiamo poi che la maniera per vegliare è di ammonire ciascuno, con lacrime. In altre parole, gli anziani devono tenere d’occhio tutto e tutti, e se dovessero vedere qualche credente iniziare a sviarsi, devono essere pronti ad ammonire quella persona. Come Paolo aveva ammonito con lacrime, così pure gli anziani dovrebbero avere un amore così grande per i credenti al punto tale che, qualora sia necessario ammonire, quella situazione dovrebbe pesare molto al loro cuore.

Notate una verità importante. Visto che gli anziani devono vegliare, ovvero, proteggere i credenti dai lupi rapaci e ammonire i credenti secondo il bisogno, è ovvio che nel piano di Dio, questo tipo di cura è necessaria. In altre parole, visto che Dio comanda agli anziani di svolgere questo ministero, questo significa che è un ministero che necessita. Visto che Dio comanda agli anziani di proteggere i credenti dai lupi rapaci, ne possiamo dedurre che i lupi rapaci ci sono, e che i credenti non riescono a difendersi da soli.

Chiaramente, alla luce delle esortazioni che la Bibbia rivolge agli anziani, ogni credente deve capire che ha bisogno di questa cura che Dio provvede tramite gli anziani, e deve capire anche che deve avvalersene. Quindi, Adriano, questo è il cuore da avere. Credenti: accettate questa cura che Dio vi dà.

l’Esortazione di Pietro

Per capire ancora meglio le responsabilità degli anziani, consideriamo anche 1Pietro 5, in cui l’Apostolo Pietro esorta gli anziani. Trovate 1Pietro 5. Ve lo leggo, dal versetto 1.

“1 Esorto gli anziani che sono fra voi io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sono anche partecipe della gloria che dev’essere rivelata: 2 pascete il gregge di Dio che è fra voi, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri, non per avidità di guadagno ma di buona volontà, 3 e non come signoreggiando su coloro che vi sono affidati, ma essendo i modelli del gregge. 4 E quando apparirà il sommo pastore, riceverete la corona della gloria che non appassisce.” (1Pietro 5:1-4 LND)

Anche in questo brano, leggiamo che gli anziani devono pascere il gregge, sorvegliandolo. Pascere il gregge è la responsabilità principale degli anziani. Non devono svolgere questo incarico come un obbligo, cioè malvolentieri, ma piuttosto volonterosamente, che significa “ di cuore”. Il motivo per cui gli anziani riescono a svolgere questo lavoro pesante e difficile volonterosamente è perché amano i credenti e perché fanno tutto per la gloria di Cristo. Solamente così uno può svolgere l’opera di anziano portando frutto.

Gli anziani non svolgono il loro ministero con il desiderio di diventare ricchi, ma piuttosto di buona volontà. In altre parole, gli anziani devono avere un cuore che desidera il bene dei credenti, al punto che si impegnano di cuore a promuovere quel bene. Devono svolgere il loro incarico di cuore, per amore di Cristo e per amore delle pecore che Cristo ha affidato loro.

Gli anziani sono chiamati a guidare, a sorvegliare, e a pascere il gregge, e a vivere in tal modo da essere d’esempio al gregge. Pur dovendo esercitare autorità sulla chiesa, non devono essere dominatori, ma piuttosto servitori. Vediamo questo concetto applicato perfettamente in come Gesù Cristo curò i suoi discepoli, e questo modo di fare dovrebbe essere anche quello con cui ogni marito guida la propria famiglia.

Per non stancarsi nel ministero, gli anziani dovrebbero tenere in mente il premio che, se avranno svolto bene il loro ministero, riceveranno da Cristo, il Supremo Pastore, quando Egli ritornerà. Avere sempre in mente il premio eterno sarà un grande incoraggiamento.

Vediamo un esempio di questo nell’Apostolo Paolo. Egli sapeva che i credenti che egli aveva evangelizzato e curato sarebbero stati la sua corona all’apparizione di Cristo. Vi leggo un brano in cui Paolo parla di questo, in 1Tessalonicesi 2:19,20

“19 Qual è infatti la nostra speranza, o gioia, o corona di gloria? Non siete proprio voi, davanti al Signor nostro Gesù Cristo alla sua venuta? 20 Voi siete infatti la nostra gloria e gioia.” (1Tessalonicesi 2:19-20 LND)

È importante che gli anziani tengano sempre viva nella mente la ricompensa che aspetterà loro se avranno svolto bene il loro ministero. Adriano, ama i credenti, cerca la gloria di Dio, e avrai un premio eterno!

L'insegnamento della chiesa

Ricordiamo che la responsabilità principale degli anziani è di pascere il gregge, una parte centrale del quale è di provvedere il nutrimento spirituale, ovvero l'insegnamento, per i credenti della chiesa. L’insegnamento è il modo principale con cui gli anziani curano le pecore. L’insegnamento arriva alla chiesa in tante forme: in forma di insegnamento pubblico dal pulpito, in forma di insegnamento o di ammonimento a tu per tu, in forma di cura pastorale, che è un insegnamento personale o per una coppia, e anche gli insegnamenti nella forma di libri e di articoli.

Dio dà la responsabilità di pascere il gregge, ovvero, i credenti, solamente agli anziani. Perciò, gli anziani sono responsabili per tutto l’insegnamento che le pecore ricevono, sia quello svolto dal pulpito, sia quello svolto per mezzo di libri o di articoli, sia quello fatto di casa in casa.

Se gli anziani lo ritengono opportuno, possono delegare una parte dell'insegnamento ad altri, sia a persone, che a buoni libri o a altri materiali. Però, visto che sono gli anziani che dovranno rispondere a Dio per la cura dei credenti, e specificatamente per aver dato loro tutto il consiglio di Dio, devono essere sempre attenti che ogni insegnamento sia sano e adatto alla condizione della chiesa.

Tuttavia, anche se ci saranno le volte che gli anziani chiederanno ad altri di insegnare, è normale che gli anziani facciano la maggioranza dell’insegnamento della chiesa.

Questo non vuol dire che tutti gli anziani insegneranno pubblicamente, né che insegneranno con la stessa frequenza fra di loro. Gli anziani possono avere ruoli diversi nell'insegnamento, come leggiamo chiaramente in 1Timoteo 5:17

“Gli anziani che esercitano bene la presidenza siano reputati degni di un doppio onore, principalmente quelli che si affaticano nella parola e nell’insegnamento.” (1Timoteo 5:17 LND)

Da questo brano, è chiaro che certi degli anziani si affaticheranno di più di altri nell'insegnamento della Parola di Dio. Visto che ci sono vari ruoli da svolgere nel pascere il gregge, dall'insegnamento alla cura pastorale tu per tu, la cosa importante è che insieme, gli anziani provvedano la cura del gregge.

Riassumendo questo punto, gli anziani hanno da Dio la responsabilità di pascere il gregge, che principalmente significa di provvedere e controllare l’insegnamento della chiesa. Questo comprende tutto l’insegnamento, sia quella che viene svolto dal pulpito, sia l’insegnamento che viene svolto a tu per tu, sia quello in forma di libri o di articoli e siti da Internet che i credenti leggono. Perciò, gli anziani dovrebbero essere al corrente di tutto l’insegnamento che viene svolto nella chiesa, per dare la cura di cui le pecore hanno bisogno. Devono essere attaccati alla Bibbia. Adriano, ringrazio Dio di averti insieme a me in questa responsabilità. A voi credenti dico: guardate agli anziani per il vostro insegnamento.

la presidenza della chiesa

La responsabilità degli anziani di badare e pascere la chiesa riguarda non solo l’insegnamento della chiesa, ma anche la presidenza, ovvero, la guida di ogni aspetto della vita di chiesa. Vi leggo 1Timoteo 5:17, che ci parla anche di questa responsabilità.

“Gli anziani che esercitano bene la presidenza siano reputati degni di un doppio onore, principalmente quelli che si affaticano nella parola e nell’insegnamento.” (1Timoteo 5:17 LND)

Nello stesso modo in cui il pastore decide dove portare il gregge per trovare buona pastura, e dove passarvi la notte, e quanto tempo le pecore devono restare in un dato campo, similmente per gli anziani, una parte della loro responsabilità di pascere il gregge è quella di prendere le decisioni della chiesa. Quindi, gli anziani hanno la presidenza della chiesa. Hanno la responsabilità di prendere le decisioni che riguardano la vita di chiesa, sia per quanto riguarda gli incontri della chiesa, sia per quanto riguarda il programma della chiesa, sia in ogni altro aspetto della vita di chiesa. Certamente, questo non significa che gli anziani devono svolgere ogni ministero da soli. Infatti, gli anziani si impegnano per il perfezionamento dei santi, in vista dell’opera del ministero. Quindi, possono delegare vari impegni qualora lo ritengano opportuno. Una parte della loro presidenza perciò è di dare una guida ai vari ministri della chiesa. Alla luce di questo, è importante capire che la chiesa non è una democrazia, piuttosto, Dio affida la guida della chiesa agli anziani. Perciò, gli anziani devono impegnarsi di cuore, per curare bene le pecore che Cristo ha acquistato con il proprio sangue, dando loro una guida sana.

Riassumendo questo punto, Dio ha stabilito che siano gli anziani ad essere l’autorità nella chiesa. La loro autorità non origina in loro, ma è Dio che l'ha assegnata a loro, e quindi, è limitata esclusivamente a quei campi nei quali Dio ha loro assegnato la presidenza. E Dio ha inoltre comandato ai credenti di ubbidire alla guida che gli anziani danno nei campi loro assegnati.

Devono rendere contro delle anime

La cura che gli anziani provvedono è indispensabile per la crescita di ogni credente. È importante perché gli anziani dovranno rendere conto davanti a Dio delle anime dei credenti che erano state affidate alla loro cura. Leggiamo Ebrei 13:17.

“Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano sulle anime vostre, come chi ha da renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando, perché ciò non vi sarebbe di alcun vantaggio.” (Ebrei 13:17 LND)

Qui, gli anziani vengono chiamati “conduttori”, perché come il pastore conduce le pecore in buoni pascoli, così gli anziani devono condurre, ovvero, guidare, i credenti a cibarsi di buon cibo spirituale, cioè, di insegnamenti buoni, che provvedono nutrimento alle anime. Gli anziani devono condurre i credenti nel sentiero sicuro, lontano dai pericoli.

Questo brano afferma chiaramente che i credenti devono ubbidire agli anziani nella loro guida della chiesa, rendendo chiaro che gli anziani hanno da Dio la responsabilità di essere l’autorità nella chiesa.

Quello che voglio notare specificatamente è che gli anziani devono vegliare per la vita dei credenti, perché devono rendere conto a Dio per la vita dei credenti che sono stati loro affidati. Sono responsabili per la cura che forniscono, sono responsabili di insegnare o di ammonire secondo il bisogno. NON sono responsabili di come i credenti risponderanno all'insegnamento, ovvero, se un credente rifiuta di mettere in pratica un insegnamento, l'anziano non è colpevole del peccato di quel credente.

Gli anziani devono avere occhi aperti per riconoscere i bisogni, per poi provvedere l’insegnamento necessario. A volte, questo significherà dare una parola di conforto. Altre volte, sarà una parola di ammonizione, altre volte un insegnamento. Delle volte i credente saranno contenti di ascoltare gli anziani, altre volte, ci saranno credenti che non vorranno sentire quello che gli anziani hanno da dire loro, soprattutto se si tratta di un ammonimento. Però, gli anziani sono responsabili di provvedere gli insegnamenti che servono alla chiesa. Dovranno rendere conto a Dio delle vite delle persone che Egli aveva loro affidate.

Il ministero degli anziani è estremamente importante per la sana crescita di ogni credente.

Un credente che rifiuta la cura che Dio provvede tramite gli anziani, crescerà male, e non camminerà bene.

Invece, quando utilizziamo i mezzi che Dio ci ha dato, avvalendoci dei nostri anziani, conosceremo la perfetta e buona cura di Dio. Quindi, a voi credenti dico: non rifiutare la cura che i vostri anziani vi danno!

il cuore degli anziani

Finora, ho parlato delle varie responsabilità degli anziani. Gli anziani sono i pastori delle pecore. Il loro ruolo in campo spirituale assomiglia molto al ruolo pratico di un pastore di vere pecore.

Per poter svolgere il ministero da anziano, un uomo non solo deve camminare bene con il Signore, e avere le qualifiche che troviamo in 1Timoteo e Tito, e una buona conoscenza della Bibbia, ma deve anche avere un cuore che assomiglia al cuore del Buon Pastore, Gesù Cristo. Un brano che ci rivela qualcosa del cuore di Gesù è Giovanni 10:11.

“Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore.” (Giovanni 10:11 LND)

Gli anziani devono amare i credenti al punto da essere pronti a dare le loro vite per loro. L'Apostolo Paolo dimostra il cuore di un anziano:

“Così, nel grande affetto che nutrivamo per voi, eravamo contenti di comunicarvi non solo l’evangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci eravate divenuti cari.” (1Tessalonicesi 2:8 LND)
“Dio infatti mi è testimone, come io vi ami tutti con affetto sviscerato in Gesù Cristo.” (Filippesi 1:8 LND)
“Ma anche se sono versato in sacrificio e servizio della vostra fede, ne gioisco e ne godo con tutti voi.” (Filippesi 2:17 LND)

L’unico modo con cui un anziano può dare alle pecore quella cura che Dio gli richiede è amare i credenti profondamente. Questo amore non è naturale, perché non sempre le pecore saranno facili da amare. Infatti, se volete pregare per me ed Adriano, e per i vostri anziani nel futuro, pregate che possiamo sempre avere la grazia di amarvi di cuore.

Conclusione

Credo che sia chiaro a tutti che il ruolo che Adriano inizia ufficialmente oggi è un ruolo che è impossibile adempiere con le forze umane.

La crescita di tutta la chiesa è molto legata alla cura che Dio provvede tramite gli anziani. Infatti, come la condizione di un gregge di pecore dipende moltissimo dal loro pastore, similmente, la salute spirituale dei membri di chiesa dipende moltissimo dalla guida di quella chiesa. Vediamo questo principio in tutta la Bibbia.

Quando Israele aveva una buona guida, uno che seguiva Dio, sia che fosse stato un re oppure un giudice, la nazione camminava bene. Quando invece un re non seguiva Dio di cuore, la nazione si allontanava da Dio.

Perciò, probabilmente la cosa più importante che una chiesa può desiderare è avere buoni anziani, uomini davvero qualificati, che abbiano un vero amore per Cristo, e un vero amore per i credenti, e che svolgano il loro ministero con tutto il loro cuore, con un santo timore di Dio.

Ringrazio Dio profondamente che vediamo questo cuore in Adriano. È un uomo imperfetto, come tutti noi, ma un uomo che Dio ha preparato per questo ruolo, come abbiamo visto anche negli ultimi anni. Da oggi, non cambierà di molto ciò che Adriano farà. Cambia solo che da oggi, lo riconosciamo ufficialmente come un nostro anziano-pastore.

A tutti dico: ringraziamo Dio per come Cristo ha scelto di curare la chiesa tramite gli anziani. Ringraziamo Dio specificamente per Adriano come Anziano. Impegniamoci di pregare fedelmente per lui e sua famiglia, e di sostenerli in questo ruolo.

Grazie, o Cristo, per la TUA cura della tua chiesa!

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