un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Le Qualifiche per Anziani - 1°

filename: chiesa07.doc di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - sermone 7 nella serie: la Chiesa.
Parole chiave: qualifiche di anziano: solo uomini; irreprensibile.

Che cosa importa nella vita, veramente? Se fai questa domanda ad una persona senza Cristo, quasi sicuramente ti parlerà di qualcosa che in realtà, alla luce dell’eternità, non ha nessun valore. Senza Cristo, l’uomo si aggrappa alle cose di questo mondo, che sono tutte cose destinate a sparire. Tutto quello che vediamo intorno a noi, le cose materiali, i regni creati dagli uomini, tutte le esperienze che questo mondo può darci, tutte queste cose sono destinate a sparire. Eppure, gli uomini vivono come se queste cose fossero le più importanti, mancando le cose che dureranno per sempre. Questo è triste.

Però, è ancora più triste che a volte, anche noi che siamo stati salvati dal nostro peccato, dal nostro vano modo di vivere tramandatoci dai nostri padri, a volte anche noi viviamo come se le cose di questo mondo fossero le cose più importanti. Che terribile spreco di una vita redenta da Gesù Cristo! Eppure, ognuno di noi è caduto in questo peccato di stoltezza spirituale.

Quanto è importante tenere i nostri occhi su Cristo, e vivere alla luce dell’eternità che abbiamo davanti a noi! Ma come possiamo vivere così, quando tutti noi sappiamo quanto facilmente il nostro cuore si volge verso le cose del mondo?

Una delle cose più importanti che Dio ci ha dato affinché potessimo tenere i nostri occhi su Cristo è la chiesa locale. Una chiesa locale sana, in cui c’è buon insegnamento, e i cui anziani sono uomini che sono un buon esempio da seguire, e danno una buona cura pastorale, una chiesa in cui i credenti sono perfezionati dall’opera degli anziani, e quindi capaci di svolgere i ministeri che Dio dà alla chiesa, una chiesa in cui la Parola di Cristo dimora abbondantemente nei credenti, quella chiesa è un enorme e prezioso aiuto contro la tentazione di volgere lo sguardo da Cristo al mondo. Beato colui che appartiene ad una chiesa così. Ricordati che la TUA crescita è molto legata a quanto sana è la tua chiesa. E per avere una chiesa sana, probabilmente il fattore più importante è quello di avere anziani che sono veri uomini di Dio, veramente qualificati, e che si impegnano di cuore nella cura dei credenti.

In tutta la storia della chiesa nei secoli, molto raramente una chiesa è arrivata ad un livello di santità e di maturità che ha superato quello dei suoi anziani. Gli anziani sono un esempio per la chiesa, in bene o in male, in quanto sono la guida di chiesa. Quindi, è estremamente importante che gli anziani e i diaconi siano uomini che abbiano una vita che può essere presa dagli altri come esempio da imitare. Devono essere uomini con le qualifiche stabilite da Dio. Se no, significa che non sono gli uomini che Dio ha scelto di usare per curare il suo gregge.

In questo sermone, voglio iniziare a considerare insieme le qualifiche che Dio ha stabilito che abbiano quegli uomini che svolgeranno l’incarico di anziano, e anche quello di diacono. Vogliamo capire bene cosa intende Dio per ciascuna di queste qualifiche.

un’attività buona e lodevole

Prima di considerare le qualifiche in sé, è importante capire che svolgere l’incarico di anziano o di diacono è un’attività buona e lodevole. Vi leggo due affermazioni di questa verità da 1Timoteo 3. Prima Paolo parla dell’incarico di anziano, che qui chiama vescovo.

Certa è quest’affermazione: se uno aspira all’incarico di vescovo, desidera un’attività lodevole.” (1Tim 3:1 NRV)

Poi dichiara una cosa simile parlando dei diaconi. Vi leggo anche 1Timoteo 3:13 “Perché quelli che hanno svolto bene il compito di diaconi, si acquistano un grado onorabile e una grande franchezza nella fede che è in Cristo Gesù.” (1Timoteo 3:13 NRV)

Svolgere il ministero di anziano, e anche quello di diacono, è un’attività lodevole. Soprattutto, è un servizio che, se è fatto dall'anziano o dal diacono come Dio intende, è svolto con impegno e con sacrificio, per il bene di tutti i credenti. Beata la chiesa in cui ci sono uomini che hanno al cuore il bene degli altri, al punto che si dedicano, con grande costo personale, ad impegnarsi per il bene degli altri. Preghiamo che Dio darà a più uomini il desiderio di svolgere questi ministeri, e che siano uomini pronti a spendere le loro vite per la cura della Sposa di Cristo, la Chiesa, svolgendo bene l’incarico di anziano, e di diacono, nel modo che Dio intende.

Però, dobbiamo anche capire molto bene che non basta avere un buon e sincero desiderio di svolgere l’incarico di anziano o di diacono per poterlo diventare. Inoltre, la chiesa non ha il diritto di scegliere chi vuole che diventi anziano e diacono. Infatti è Dio che ha stabilito le chiare qualifiche che uno deve avere per poter svolgere il ruolo di anziano o di diacono, e nessuno dovrebbe mai essere riconosciuto come anziano o diacono se non ha queste qualifiche. Come chiesa, vogliamo prendere molto seriamente la nostra responsabilità di riconoscere solamente gli uomini che hanno le qualifiche stabilite da Cristo.

Quando si considerano degli uomini come potenziali anziani o diaconi, ci sono due rischi. L’errore più comune è di scegliere uomini che non hanno le qualifiche bibliche. Spesso, un uomo viene scelto senza considerare seriamente le qualifiche bibliche, ma viene scelto più facilmente perché è un uomo eloquente, o bravo nell’insegnare, o perché ha fatto una scuola biblica, o perché è molto simpatico, o perché è molto intelligente, o perché ha delle buone qualità. Però, anche se un uomo ha queste ed altre qualità, se non ha le qualifiche elencate nella Bibbia, è un grave sbaglio, anzi, un peccato, ed è molto pericoloso riconoscerlo come anziano o come diacono.

Si può anche sbagliare nell’altro estremo, cioè quello di aggiungere qualifiche oltre a quelle che Dio ha dato. Se una chiesa richiede delle qualifiche oltre a quelle stabilite da Dio, rischia di rifiutare di riconoscere certi uomini come anziani, nonostante che questi uomini abbiano le qualifiche stabilite da Dio. Facendo così, una chiesa non segue la guida di Cristo come Capo della Chiesa, e manca di avere gli anziani che Dio le aveva provveduto, e quindi, mancherà la cura che Dio aveva provveduto per lei.

La mia viva preghiera è che noi possiamo sempre essere una chiesa che è attenta a valutare ogni uomo in base alle qualifiche che Dio ci ha dato, senza aggiungere o togliere alcuna cosa. Oh che possiamo evitare di incaricare un uomo non qualificato, e che possiamo non escludere un uomo veramente qualificato!

Ora, dopo questa introduzione, iniziamo a considerare le qualifiche stabilite da Dio che un uomo deve avere per poter svolgere il ministero di anziano. Vedremo poi le qualifiche dei diaconi, che sono molto simili. Tramite queste qualifiche, vedremo ancora di più la grande cura che Cristo Gesù ha per la sua chiesa.

le qualifiche riguardano il carattere

Prima di considerare le qualifiche una ad una, è estremamente importante capire che le qualifiche che Dio ha stabilito riguardano principalmente il carattere di un uomo, e non i suoi doni o le sue capacità. Infatti, tranne il fatto che un anziano deve essere in grado di insegnare, tutte le altre qualifiche non riguardano i doni spirituali, ma il carattere dell’uomo, cioè quanto quell'uomo è spiritualmente maturo che, in altre parole, significa quanto quell'uomo assomiglia a Gesù Cristo. Le qualifiche stabilite da Dio riguardano il cuore e il cammino dell’uomo, e non quello che egli è capace di fare.

Se vi ricordate in 1Samuele Dio mandò Samuele ad ungere uno dei figli di Isai affinché fosse il nuovo re d’Israele. E Samuele, mentre tutti questi figli, ormai già adulti, gli passavano davanti, si mise a guardare all’apparenza esteriore di ciascuno di essi, cercando quello che sembrava essere il più forte e perciò, secondo un metro umano, il più indicato a guidare la nazione. Credeva che Dio avrebbe scelto il più alto o il più forte. Non era così. Vi leggo quello che Dio gli disse:

Ma il SIGNORE disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né alla sua statura, perché io l’ho scartato; infatti il SIGNORE non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell’uomo: l’uomo guarda all’apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore». 1Samuele 16:7

Di natura, guardiamo all’apparenza, a quello che colpisce lo sguardo. Dio invece guarda al cuore dell’uomo. Le qualifiche stabilite da Dio di chi può essere un anziano o un diacono riguardano il cuore, e ci aiutano a valutare un uomo in base al suo cuore.

Gli anziani devono avere un certo livello di maturità spirituale perché non solo è importante il loro insegnamento, ma lo è ancora di più il loro esempio. I credenti dovrebbero vedere Cristo nella vita degli anziani.

Le qualifiche

Ora, iniziamo a considerare una ad una le qualifiche che un uomo deve avere per svolgere il ministero di anziano, e successivamente considereremo quelle che occorrono per svolgere, il ruolo di diacono.

Nella Bibbia troviamo due brani nei quali vengono elencate le qualifiche che sono necessarie per essere anziano e diacono, ed entrambi sono stati scritti dall’Apostolo Paolo. Il primo è in 1Timoteo 3:1-13, e il secondo è in Tito 1:6-9. In 1Timoteo, Paolo tratta sia le qualifiche per gli anziani, sia quelle per i diaconi. In Tito, parla solamente delle qualifiche per gli anziani.

Consideriamo prima le qualifiche degli anziani, esaminando entrambi i brani. Poi, considereremo le qualifiche che occorrono ai diaconi.

Visto che l’elenco in 1Timoteo è molto simile a quello di Tito, considereremo prima l’elenco delle qualità in 1Timoteo, e poi, aggiungeremo quelle mancanti a questo elenco ma che sono scritte da Tito e che sono ugualmente necessarie.

Iniziamo leggendo l’elenco di qualifiche che troviamo in 1Timoteo 1:1-7. “1 Certa è quest’affermazione: se uno aspira all’incarico di vescovo, desidera un’attività lodevole. 2 Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, 3 non dedito al vino né violento, ma sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, 4 che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi 5 se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?), 6 che non sia convertito di recente, affinché non diventi presuntuoso e cada nella condanna inflitta al diavolo. 7 Bisogna inoltre che abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, perché non cada in discredito e nel laccio del diavolo.” (1Tim 3:1-7 NRV)

Solo uomini

La prima qualifica che bisogna stabilire è che solamente gli uomini possono essere anziani. Questa verità la troviamo chiaramente in vari brani. Prima di tutto, possiamo notare che le qualifiche sono rivolte specificatamente agli uomini, visto che una delle qualifiche per poter svolgere questo ministero è che uno deve essere marito di una sola moglie. Inoltre, visto che una delle responsabilità principali degli anziani è quella di insegnare nella chiesa, e di avere l’autorità nella chiesa, la donna ne è automaticamente esclusa, in quanto, Dio ha vietato alle donne sia di insegnare agli uomini della chiesa, sia di avere autorità su un uomo.

Per esempio, leggiamo in 1Timoteo: “11 La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. 12 Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma stia in silenzio.” (1Tim 2:11-12)

La donna non è autorizzata ad avere autorità sull’uomo, e non le è neppure consentito di insegnare all’uomo.

Faccio una parentesi per quanto riguarda la traduzione di questo versetto. Se avete la Nuovo Riveduta, o La Nuova Diodati, troverete scritto: “né di usare autorità sul marito”. Invece, ho letto “né di usare autorità sull’uomo.”

La parola Greca che in queste due versioni è stata tradotta “marito” è “andros” che è una forma della parola “aner”. Questa parola può essere tradotta sia con “uomo”, sia con “marito”. Nel Nuovo Testamento, viene tradotta circa 150 volte con “uomo”, e circa 50 volte con “marito”, quindi viene tradotta molto più spesso con “uomo”, e perciò è il suo uso principale. Visto che il contesto non ci costringe a scegliere “marito”, io seguo l’esempio di tante altre Bibbie, credendo che la traduzione “uomo” sia più corretta, anziché limitarla a “marito”.

Comunque sia, non cambia la verità. Visto che una donna non è autorizzata ad usare autorità sul marito, ugualmente una donna non può essere un anziano della chiesa, perché è un ruolo di autorità su tutti i membri della chiesa, compreso suo marito.

Quindi, nello stesso modo che Dio ha stabilito che sia l’uomo ad essere il capo della famiglia, ha stabilito anche che siano gli uomini ad essere la guida della chiesa locale.

Chiaramente, come il marito non è capo nel senso di dominare sulla moglie, ma deve amarla e curarla, similmente, gli anziani non devono dominare, ma devono guidare e curare il gregge, ed essere loro d’esempio.

Usando questo principio come base, proseguiamo ad analizzare le qualità che un uomo deve avere per poter svolgere l’incarico di anziano. Ricordiamoci che queste qualifiche riguardano il carattere e il cammino di vita dell’uomo e non le sue capacità.

Irreprensibile

La prima qualità che serve per svolgere l’incarico di anziano, è che un uomo deve essere irreprensibile. Troviamo questa qualifica in cima all'elenco sia in 1Timoteo, sia in Tito.

1 Certa è quest’affermazione: se uno aspira all’incarico di vescovo, desidera un’attività lodevole. 2 Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile.” (1Timoteo 3:1-2 NRV)

5 Per questa ragione ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine nelle cose che rimangono da fare, e costituisca degli anziani in ogni città, secondo le mie istruzioni, 6 quando si trovi chi sia irreprensibile,” (Tito 1:5-6 NRV)

La qualifica principale ed essenziale che un uomo deve avere per poter svolgere il ministero di anziano è che deve essere irreprensibile.

Bisogna che sia irreprensibile. Non è un semplice suggerimento, o qualcosa a cui uno dovrebbe solamente mirare negli anni. Un uomo deve essere riconosciuto irreprensibile per poter diventare un anziano.

In questa frase il verbo usato “bisogna che sia” è usato al presente. In altre parole, è una qualità, come anche tutte le altre di questo elenco, che non riguarda quello che quell'uomo era prima di diventare un credente. Chiaramente, ogni credente viveva nel peccato prima della salvezza, in misure diverse. Le qualifiche qui elencate riguardano quello che un uomo è, e quindi, la reputazione che ha acquistato dal momento della salvezza ad oggi.

In 1Timoteo e Tito, Paolo usa due sinonimi molto simili che in Italiano vengono tradotti entrambi con “irreprensibile”. La parola Greca usata in Tito è “anegkletos”, che tradotta grammaticalmente significa “a” = “non” e “negkletos” = “accusato”, e quindi significa “non accusato”. In altre parole, indica uno contro il quale non ci sono valide accuse.

La parola Greca usata in 1Timoteo 3:2 è un sinonimo, ed è “anepileptos” che indica uno a cui non si può lanciare alcuna accusa vera, ovvero, uno che non si può accusare per qualcosa di vero, che non si può riprendere.

Quindi, per essere un anziano, un uomo deve essere irreprensibile. Non deve avere alcun aspetto della sua vita che potrebbe permettere ad un avversario di poterlo accusare con successo. Questa qualifica riguarda sia i suoi atteggiamenti, sia le sue abitudini, sia le sue azioni e il suo modo di parlare.

Tutte le altre qualità che seguono sono aspetti di cosa significa essere irreprensibile, e quindi, comprenderemo meglio che cosa vuol dire irreprensibile dopo che avremo considerato le altre qualità. Un anziano deve essere un uomo con una buona reputazione morale e una buona reputazione spirituale. Non deve avere alcun aspetto del suo carattere o del suo comportamento che permetterebbe agli altri di mostrarlo indegno di essere una guida spirituale.

Giobbe era sicuramente un anziano irreprensibile nella società in cui viveva. Leggiamo una descrizione di lui in Giobbe 1:1 “C’era nel paese di Uz un uomo che si chiamava Giobbe. Quest’uomo era integro e retto; temeva Dio e fuggiva il male.” (Giobbe 1:1 NRV)

Quindi, essere irreprensibile riguarda tutto l’uomo, e non solamente qualche aspetto del suo carattere.

Quando consideriamo qual è la responsabilità degli anziani, diventa chiaro il perché devono essere irreprensibili. Un anziano è un amministratore di Dio, come leggiamo in Tito 1:7.

Infatti bisogna che il vescovo sia irreprensibile, come amministratore di Dio;” (Tito 1:7 NRV)

Egli rappresenta Dio, in qualità di amministratore delle cose di Dio. A lui è affidata la cura di ciò che è più prezioso a Dio sulla terra, la cura dei figli di Dio. Nessun sovrano terreno penserebbe di affidare quello che gli è più prezioso a una persona che è infedele, o immorale, o senza autocontrollo. Similmente, Dio richiede che coloro che amministrano la sua casa siano uomini moralmente e spiritualmente irreprensibili. Questo lavoro lodevole richiede un uomo di carattere nobile.

Ricordiamo che la chiesa è un edificio santo, composto da santi, che sono uomini e donne salvati per fede in Cristo Gesù. Questo edificio è la dimora di Dio stesso sulla terra. Perciò, è fondamentale che le guide della chiesa siano uomini santi, uomini che hanno timore di Dio e vivono in modo santo in ogni campo della vita.

In 1Pietro 5, Pietro scrive agli anziani, e spiega che essi sono chiamati ad essere esempi al gregge. Perciò, devono essere, con il loro modo di vivere, un esempio di quello che Dio insegna e vuole che sia la vita di un credente fedele.

I membri di una chiesa locale hanno la tendenza di assumere le qualità dei loro anziani. Questo non è sbagliato. La cosa importante è che gli anziani siano un esempio degno di essere imitato. Volta dopo volta nell’Antico Testamento vediamo l’importanza che la guida d' Israele aveva nell'Antico Testamento. Quando Israele aveva un re che non seguiva Dio, il popolo peccava. Quando Israele o Giuda aveva un buon re, che seguiva Dio di cuore, il popolo seguiva il suo buon esempio, e camminava con Dio.

Similmente, l’esempio degli anziani influisce moltissimo sulla crescita dei credenti. Se un anziano è litigioso, la sua chiesa sarà piena di credenti litigiosi. Quindi, quell'uomo non è qualificato ad essere un anziano, indipendentemente da quanto bene possa insegnare.

Se un anziano non è ospitale, facilmente la sua chiesa sarà una chiesa che non apre le porte a chi ne ha bisogno.

Se un anziano dovesse amare i soldi, userebbe la sua posizione per arricchirsi, e così, porterebbe altri credenti a diventare amanti dei soldi.

Se un anziano non è giusto e pio, non sarà attaccato alla verità, non avrà saggezza nelle sue decisioni, e non avrà discernimento. Perciò, i credenti della chiesa non saranno giusti, non saranno attaccati alla verità, e non avranno saggezza.

Quindi questa prima qualità è veramente la qualità principale. Tutte le altre qualità spiegano più a fondo il significato di cosa vuol dire essere irreprensibile.

non vuol dire la perfezione

È estremamente importante capire che essere irreprensibile non vuol dire che uno uomo è senza peccato, in quanto, nessuno è senza peccato, finché saremo in questo corpo. Quindi, essere irreprensibile NON vuol dire essere perfetto. Perfino l’Apostolo Paolo stesso dichiara in Filippesi “Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù.” (Fil 3:12 NRV)

In 1Giovanni 1, leggiamo: “6 Se diciamo che abbiamo comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. 7 Ma se camminiamo nella luce, com’egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. 8 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10 Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi.” (1Giov 1:6-10 NRV)

In questa vita, nessuno riuscirà a non peccare mai. Chi dice di essere senza peccato mentisce. Perciò, essere irreprensibile non vuol dire non peccare mai o non sbagliare mai. È sbagliato pretendere che un uomo sia senza peccato prima di poter diventare anziano, perché nessun uomo sarà in questa vita senza peccato. Invece, essere irreprensibile significa avere una vita coerente, una vita in cui non si cammina nel peccato. Un uomo irreprensibile avrà una vita che rispecchia il comportamento descritto nella Bibbia. Per descrivere un uomo irreprensibile, si potrebbe dire che quell'uomo non cammina nel peccato in alcun campo della vita, e non cade spesso nel peccato. Quando poi pecca, quell'uomo è pronto a confessare e ad abbandonare il suo peccato.

Chiaramente, come vedremo esaminando le altre qualità, ci sono certi peccati che squalificano categoricamente un uomo, ma li analizzeremo più avanti.

Quindi, essere irreprensibile descrive un uomo contro il quale non si possono lanciare valide accuse, uno che non può essere accusato di gravi peccati.

Un buon metro per aiutarci a capire che cosa significhi essere un uomo irreprensibile è che un uomo irreprensibile deve avere una vita tale che se i credenti della chiesa lo imitassero, quei credenti assomiglierebbero di più a Cristo. Quindi, un aspetto di essere un uomo irreprensibile è quello di assomigliare a Cristo di più della maggioranza degli altri credenti.

Chiaramente, visto che l’opera della santificazione è un’opera che dura tutta la vita, un uomo giovane che diventa anziano, deve continuare a crescere anno per anno. Quindi, un uomo che diventa anziano a quarant’anni, dovrebbe essere ancora più irreprensibile a sessant’anni. Fra gli anziani, è normale che ci siano certi più maturi di altri. Però, tutti dovrebbero essere irreprensibili.

Il rischio che esiste in ogni chiesa è di avere un metro o troppo alto o troppo basso per quanto riguarda essere irreprensibile. Una chiesa che ha un metro troppo alto richiede un livello di perfezione che non esiste. In una chiesa così, gli uomini che Dio ha preparato per svolgere l’incarico di anziano non vengono riconosciuti, e quindi, la chiesa mancherà molta della cura di cui ha bisogno. Allo stesso tempo, in un chiesa così, spesso i pochi che sono riconosciuti rischiano di cadere nell’orgoglio, credendo di essere meglio di quello che realmente sono. Dall'altro estremo, se una chiesa ha un metro troppo basso di che cosa significa essere irreprensibile, quella chiesa avrà degli uomini che svolgono il ministero di anziani che non sono realmente qualificati, i quali conseguentemente trascineranno la chiesa a peggiorare spiritualmente, anziché crescere. Perciò, è estremamente importante capire cosa significa realmente essere irreprensibile. E lo possiamo fare considerando tutte le altre qualità, perché esse descrivono un uomo irreprensibile. Perciò, Dio volendo, nel prossimo sermone, vogliamo riprendere questo argomento, e considerare, una ad una, le qualifiche che Dio ci dà in questi due brani.

Non avere queste qualifiche è peccato

Ora, voglio cambiare leggermente direzione, e applicare tutto questo discorso alla vita di ciascuno di noi.

C’è un grande pericolo che può sorgere quando consideriamo le qualifiche che un uomo può avere per poter svolgere l’incarico di anziano o di diacono. Certamente, è importante riconoscere se un uomo ha o non ha le qualifiche che Dio ci dà. Però, c’è il grave pericolo che nella nostra mente, possiamo innalzarci come giudici, vedendoci come se fossimo superiori a coloro che dobbiamo valutare. Infatti, è triste ma vero, che spesso in una chiesa succede che le persone che camminano peggio sono coloro che trovano più presunti difetti negli uomini che vengono considerati come possibili anziani.

Quindi, quando si valutano degli uomini come possibili anziani o diaconi, dobbiamo evitare il pericolo di concentrarci talmente tanto sugli altri da non notare i nostri peccati.

Per evitare questo rischio, dobbiamo ricordarci di un fatto molto importante.

Ricordiamoci che le qualifiche che un anziano o un diacono deve avere si possono riassumere a quanto quell'uomo assomiglia a Cristo Gesù, ovvero, quanto vive in santità.

Quello che dobbiamo ricordare è che non esistono due metri di santità nella chiesa, uno per gli anziani, e un altro per gli altri credenti. Esiste solamente un metro, ed è quello di imitare Gesù Cristo.

In 1Pietro 1 leggiamo: “Siate santi, perché io sono santo.” (1Piet 1:16 NRV) Questo è scritto a tutti i credenti di una chiesa.

Le qualità che Dio elenca per chi può svolgere l’incarico di anziano o di diacono, e quindi, il fatto di essere irreprensibile, è ciò che Dio richiede da OGNI credente.

Infatti, chiunque non è irreprensibile è nel peccato! Chiunque non ha tutte le qualifiche di un anziano, eccetto la capacità di insegnare, è nel peccato.

Voglio ripetere questo principio, tanto è importante. Le qualifiche per anziani e diaconi, escludendo la capacità di insegnare, sono qualità che ogni credente deve avere. NON avere queste qualità significa essere nel peccato.

Dio volendo, vedremo più a fondo questo argomento nel prossimo sermone.

Per ora, voglio incoraggiare ciascuno di voi, uomini e donne, che chiama Gesù Cristo il suo Signore e Salvatore, di considerare le qualifiche di un anziano o di un diacono, tranne quella di essere capace ad insegnare, come il modello di vita che ogni credente dovrebbe applicare al proprio modo di vivere. Quindi, chiedo a ciascuno di esaminare la propria vita. Quando ti riconosci mancante in una di queste qualità, confessa il tuo peccato a Dio, e impegnati, nella forza di Dio, a diventare così.

Poi, con spirito di umiltà, al momento stabilito da Dio, nel modo che Dio stabilisce, vogliamo riconoscere gli uomini che Dio avrà preparato per svolgere questi incarichi. Ne parleremo di più nei prossimi sermoni.

Conclusione

Per ora, voglio ringraziare Gesù Cristo per la sua cura perfetta della chiesa, ovvero, per la cura che ha di noi. Egli provvede gli uomini giusti che sono in grado di dare la cura necessaria, affinché la chiesa possa essere forte e sana. Egli provvede uomini che non solo possono spiegare che cos’è la vita cristiana, ma che possono modellare quella vita, e che possono essere un esempio visibile di che cosa significhi camminare in santità. Così, l’insegnamento sarà molto più facile da comprendere, anche per chi è giovane nella fede.

Ricordiamoci poi che la chiesa più beata è quella chiesa in cui non solo gli anziani, ma tanti credenti, sono irreprensibili. Oh che possiamo riconoscere ed odiare i nostri peccati! Oh che ciascuno di noi possa camminare con gli occhi fissi su Cristo, sottomettendoci a Lui in ogni campo della vita, per essere credenti irreprensibili! Solamente così potremo godere a pieno le ricchezze della grazia di Dio. E per diventare una chiesa così, prego che possiamo avere uomini che siano esempi di questo, e che abbiano al cuore la cura del gregge di Cristo.

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