un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Può la donna parlare al culto?
parte 1
1Timoteo 2:8-15

sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica 1 novembre 2015, – mdf ag –
parole chiave: donna, silenzio, donne al culto, ruolo della donna, autorità in chiesa, insegnanti

Che immenso privilegio: Dio stesso, l'Eterno, il Creatore e Sovrano di tutto, ci parla! Dio ci parla chiaramente tramite la Bibbia. Essa è l'unica fonte sicura e affidabile per sapere la verità di Dio. Il messaggio centrale della Bibbia è chiaro. La Bibbia è da leggere, da studiare, da conoscere, e certamente da seguire.

Mentre molto della Bibbia è chiaro, ci sono brani della Bibbia difficili da capire. Notate il commento dell'Apostolo Pietro riguardo alle epistole di Paolo, che troviamo in 2Pietro 3:15,16. Ve lo leggo:

“15 E ricordate che la pazienza del nostro Signore è in funzione della salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data;16 e questo egli fa in tutte le sue epistole, in cui parla di queste cose. In esse vi sono alcune cose difficili da comprendere, che gli uomini ignoranti ed instabili torcono, come fanno con le altre Scritture, a loro propria perdizione.” (2Pietro 3:15-16)

Quindi, è vero che ci sono brani difficili da capire senza uno studio attento. Però, dobbiamo ricordare che la Bibbia non si contraddice mai, e che, con impegno, possiamo capire correttamente anche i brani inizialmente difficili.

Perciò, dobbiamo avere sempre cura di considerare attentamente il senso di ciò che leggiamo, confrontando la Bibbia con la Bibbia.

Oggi, vogliamo considerare attentamente un insegnamento che può essere difficile da capire, senza uno studio attento. Oggi iniziamo questo studio, e poi lo proseguiremo in un prossimo sermone. L'insegnamento riguarda la domanda se la donna può parlare al culto o no. Vogliamo considerare attentamente ciò che la Bibbia insegna al riguardo, per capire se la donna può parlare al culto, e se la risposta è sì, in che modo.

Prego che questo sermone non solo ci aiuterà a capire meglio questo argomento, ma che possiamo anche imparare quanto è importante considerare il significato delle parole, e come si può fare questo.

1Timoteo 2:11,12

Oggi vogliamo considerare 1Timoteo 2:11,12, e nel prossimo sermone, guarderemo altri brani che riguardano questo argomento. È importante riconoscere che la Bibbia insegna chiaramente che c'è un ruolo specifico per l'uomo, ed un altro per la donna. È importante capire la differenza fra questi ruoli, per poter camminare in ubbidienza a Dio, e portare gloria a Lui. La differenza fra i ruoli dell'uomo e della donna non implica una differenza di importanza, e certamente nemmeno una differenza in come Dio salva, ma solo una differenza nei ruoli. La Bibbia insegna che ci sono ruoli diversi in tanti campi della vita. Per esempio, c'è un ruolo per genitori ed un altro per figli, un ruolo per le autorità di stato, un altro per i cittadini. C'è un ruolo per un padrone, ed un altro per il servo o lo schiavo. C'è un ruolo per gli anziani della chiesa, e un altro ruolo con responsabilità diverse per i membri.

E così, c'è un ruolo per uomini, ed un altro per donne. Dopo questi sermoni, ci sarà anche un insegnamento sul ruolo degli uomini.

1Timoteo 2 parla molto categoricamente del ruolo della donna. Notate che il contesto non è il matrimonio, ma solo il ruolo della donna in generale. Quindi, riguarda tutte le donne, che siano sposate o no. Leggo 1Timoteo 2:8-15.

“8 Voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando mani pure, senza ira e dispute. 9 Similmente le donne si adornino con abiti decorosi, con verecondia e modestia, e non di trecce o d’oro, o di perle o di abiti costosi 10 ma di buone opere, come conviene a donne che fanno professione di pietà. 11 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio. 13 Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva. 14 E non fu Adamo ad essere sedotto, ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione. 15 Tuttavia sarà salvata partorendo figli, se persevereranno nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia.” (1Timoteo 2:8-15 LND)

Oggi, vogliamo considerare specificamente il comandamento che la donna deve stare in silenzio. Il brano dice “la donna impari in silenzio”, e poi “ma ordino che stia in silenzio.” Qual è il significato corretto di questi comandamenti? Vuol dire che la donna non può parlare durante gli incontri della chiesa, oppure, significa qualcos'altro?

Per capire questi comandamenti, dobbiamo iniziare capendo correttamente la parola greca che viene tradotta in italiano con “silenzio”. In greco, questa parola è “hesuchia”. Consideriamo come possiamo capire correttamente il significato di una parola biblica. È utile usare programmi o libri che ti mostrano la parola greca che è la base per la sua traduzione in italiano.

In un vocabolario greco, la definizione di “hesuchia” è quieta, tranquilla, o silenzio. Il suo senso principale è una persona quieta, per esempio una persona che sta a casa, facendo il proprio lavoro, senza immischiarsi in modo invadente negli affari degli altri.

Generalmente, il modo migliore per capire il significato di una parola nella Bibbia, in questo caso “hesuchia”, è di vedere come viene usata, prima nel Greco classico, e più importante, nella Bibbia. Soprattutto, vogliamo notare come viene usato dallo stesso autore, in questo caso, Paolo. Questo è un aiuto importante per capire correttamente il suo significato in un dato brano.

Quindi, voglio passare un po' di tempo capendo bene questa parola.

Nel Greco classico, “hesuchia” descrive una condizione di pace e tranquillità, in contrasto con l'agitazione di una guerra. Viene usata anche per descrivere un luogo di solitudine, anziché il tumulto della politica. Nell'Antico Testamento in Greco, questa parola descrive la mancanza di guerra, e la tranquillità della vita (Proverbi 11:12). La forma verbale di questa parola descrive la pace che arriva quando si cessa la guerra. (esempio Giudici 3:11,30; 2Re 22:20). In Neemia 5:8, descrive delle persone che non hanno nulla da dire perché le loro motivazioni malvagie erano state scoperte. In Giudici 18:9 descrive uomini che non stanno facendo niente.

Nel Nuovo Testamento, in Luca 23:56, “hesuchia” descrive il cessare di lavorare il sabato, quindi il riposo anziché il correre qua e là negli altri giorni. In Atti 21:14, vuol dire cessare di convincere qualcuno. In Luca 14:4 e Atti 11:18, descrive uomini che si calmano, dopo essere stati agitati. In Atti 22:2, descrive la folla che prima era molto agitata, e che poi, sentendo Paolo parlare in ebraico, si calma per ascoltarlo.

Leggo 1Pietro 3:4, dove Pietro usa questa parola che viene tradotta con “pacifica”. Descrive un carattere tranquillo e calmo. Pietro sta descrivendo come dovrebbe essere la donna. Vi leggo i versetti 3,4.

“Il vostro ornamento non sia quello esteriore: intrecciare i capelli, portare i gioielli d’oro o indossare belle vesti, ma l’essere nascosto nel cuore con un’incorrotta purezza di uno spirito dolce e pacifico, che è di grande valore davanti a Dio.” (1Pietro 3:4)

Anche qua, “hesuchia” descrive il carattere della donna, un modo di comportarsi molto tranquillo e quieto. Non indica che non parla.

Arriviamo ora a come Paolo, l'autore di 1Timoteo, usava questa parola in altri brani. Questi ci aiuteranno a capire correttamente il suo significato quando la usa in 1Timoteo 2.

In 1Tessalonicesi 4:11, Paolo usa la forma verbale di “hesuchia” per descrivere una vita tranquilla. Qui, il verbo “hesuchazo” viene tradotto con la frase “vivere quietamente”. Vi leggo 1Tessalonicesi 4:11.

“e a cercare diligentemente di vivere quietamente, di occuparvi delle vostre cose e di lavorare con le vostre mani, come vi abbiamo ordinato,” (1Tessalonicesi 4:11 LND)

Paolo usa questa parola, tradotta con “vivere quietamente” per descrive una vita tranquilla, in contrasto con una vita agitata o turbolenta. Usa “hesuchia” nello stesso senso in 2Tessalonicesi 3:12, dove viene di nuovo tradotta con “ quietamente”. Ve lo leggo:

“Or a tali ordiniamo, e li esortiamo nel Signor nostro Gesù Cristo, che mangino il loro pane lavorando quietamente.” (2Tessalonicesi 3:12 LND)

Anche qui, “hesuchia” viene tradotto con “quietamente” e descrive un modo tranquillo di lavorare, senza agitazione.

In 1Timoteo 2:2, Paolo, parlando per che cosa pregare, usa questa parola ancora, descrivendo una vita tranquilla, in contrasto con una vita agitata. Qui “hesuchia” viene tradotta con “quieta”. Ve lo leggo:

“per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e dignità.” (1Timoteo 2:2 LND)

Notate che in tutti questi brani, Paolo non usa mai la parola “hesuchia” per indicare silenzio, ma piuttosto per indicare un comportamento quieto e tranquillo, in contrasto con agitato o turbato, ovvero, un carattere tranquillo anziché agitato o rumoroso o turbolento.

Vedere come questa parola viene usata altrove, e soprattutto, vedere come Paolo usa questa parola altrove, ci aiuta a capire meglio il senso di ciò che Paolo scrive in 1Timoteo 2:11,12. Vi leggo questi versetti di nuovo. Ricordate che la parola “silenzio” è “hesuchia”.

“11 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio.”(1Timoteo 2:11,12)

Alla luce di come Paolo usa questa parola in altri brani, io ritengo che “hesuchia” qui non vuol dire silenzio, nel senso dell'assenso totale di parlare, ma piuttosto indica un comportamento tranquillo, senza agitazione, con calma. Questo rispecchia il fatto che la donna è sottomessa.

Perciò, alla luce di questo, ritengo che il senso della parola “hesuchia” non è che una donna non può dire nulla al culto, il che vorrebbe dire che non potrebbe nemmeno cantare, ma piuttosto comanda alla donna di avere un atteggiamento quieto, tranquillo e pienamente sottomessa, senza in alcun modo esigere autorità. Una donna tranquilla può parlare, ma solo in modo controllato, in modo tranquillo, con sottomissione, senza in alcun modo essere autorevole. In ogni cosa che fa, rimane sottomessa e vive secondo al ruolo che Dio le ha dato.

Avendo capito questo, possiamo anche capire il resto del versetto: “impari in silenzio, con ogni sottomissione”! La parola “sottomissione” qui non è un qualcosa di diverso, ma, come avviene spesso in greco, è un sinonimo della parola “silenzio”. Parla di un atteggiamento. In altre parole, la donna dovrebbe essere sempre tranquilla e non agitarsi, e non esercitare autorità sull'uomo. Questo atteggiamento riguarda ogni campo della vita, non solo la vita di chiesa, perché il ruolo della donna è da vivere sempre in ogni aspetto della vita, non solo in certe situazioni.

Il senso dell'argomento di Paolo diventa ancora più chiaro quando consideriamo i versetti 12 a 15. Prima, consideriamo il versetto 12 più a fondo. Leggo di nuovo i versetti 11 e 12.

“11 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio.” (1Timoteo 2:11,12)

Potremmo anche tradurre questo come “ma ordino che stia quieta e tranquilla.”

Paolo sta parlando del ruolo della donna. Per capire correttamente questo versetto, notate prima alcune parole principali:

Insegnare

Consideriamo prima il comandamento che dichiara che la donna non deve insegnare. Il brano dichiara che la donna non deve insegnare, e non deve usare autorità sull'uomo. Le parole “insegnare” e “avere autorità” riguardano lo stesso argomento, cioè, non sono due cose separate. Dal contesto comprendiamo che l’insegnamento indicato qui è l’insegnamento autorevole della chiesa. Infatti, la parola usata qui, “didaskalos”, è il verbo il cui sostantivo è “didasko”.

Questo sostantivo, didasko, viene tradotto con “dottori”, per esempio in Atti 13:1, e poi in 1Corinzi 12:28, e poi Efesini 4:11.

“Or, nella chiesa di Antiochia, vi erano profeti e dottori: Barnaba, Simeone chiamato Niger, Lucio di Cirene, Manaen, allevato assieme a Erode il tetrarca, e Saulo.” (Atti 13:1 LND)
“E Dio ne ha costituiti alcuni nella chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come dottori;.... .” (1Corinzi 12:28 LND)
“Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori,” (Efesini 4:11 LND)

È chiaro che questa parola si riferisce agli insegnanti ufficiali della chiesa. Tenete questo in mente mentre leggo di nuovo 1Timoteo 2:12.

“Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio.” (1Timoteo 2:12 LND)

Paolo, usando la sua autorità di Apostolo, dichiara: “non permetto”. Ciò che dichiara è una dichiarazione ufficiale, da parte di Cristo, tramite un suo Apostolo, quindi potremmo ugualmente dire: “Cristo non permette.” Cos’è che Cristo non permette?

Qui, è utile capire che la grammatica lega “insegnare e usare autorità” con “stare in silenzio”, ovvero, “stare quieta”.

Abbiamo visto che la parola usata qua per insegnare è una parola che indica l'insegnamento ufficiale della chiesa. Questo diventa più chiaro quando osserviamo il secondo verbo, tradotto in italiano con “usare autorità”. Infatti, la posizione di insegnante ufficiale della chiesa, come abbiamo visto nel brano sopracitato, è una posizione di autorità. Quindi, i termini “insegnare” e “usare autorità” sono strettamente legati, anzi, in questo contesto sono due modi per descrivere lo stesso ruolo. Il tipo di insegnamento qui indicato è quell’insegnamento autorevole che fanno i dottori della chiesa, cioè, gli insegnanti ufficiali. Paolo poi ripete il comandamento: “stia in silenzio”. La parola “silenzio” è la stessa parola che abbiamo visto nel v.11, e che vuol dire “tranquillo, quieto”, cioè, è il contrario di essere autonomo e resistente all’autorità. Quindi, nel contesto, Paolo comanda alla donna di avere un ruolo di sottomissione, e quindi di evitare ogni forma di autorità sull'uomo. Questo comprende insegnare in modo autorevole nella chiesa, o con qualsiasi uomo. Piuttosto, la donna deve stare tranquilla ascoltando l'insegnamento.

Se ricordiamo quanto scritto in Genesi 1-3, la donna fu creata per essere sottomessa all’uomo. Però, dopo il peccato, Dio ha dichiarato che la tendenza della donna sarebbe stata quella di cercare di dominare sul marito, o in senso generale, di dominare sull’uomo. Nella chiesa, se una donna cerca, anche in modo subdolo e non ufficialmente, di prendere il ruolo di insegnante, se cerca di insegnare in modo autorevole, questo è cercare autorità sulla chiesa. Questo modo di fare va contro il ruolo per cui è stata creata, e perciò, è fortemente vietato da Dio.

Quindi, un resoconto di 1Timoteo 2:11,12 è che la donna deve avere lo stesso ruolo nella chiesa che ha nella famiglia e in ogni altro rapporto con gli uomini, che lo vediamo rileggendo questi due versetti.

“11 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio.” (1Timoteo 2:11,12)

Quindi, la donna non deve mai prendere una posizione di guida o di autorità su un uomo. Per quanto riguarda la chiesa, perciò, non deve insegnare agli uomini, né parlare o comportarsi in modo autorevole. Piuttosto, deve restare in silenzio, il che NON vuol dire che non può parlare, ma significa che deve rimanere tranquilla, e non parlare con forza o insistenza, insegnando agli altri in modo autorevole, o mostrando qualche forma di autorità. Non deve insistere. Non deve pretendere.

Quindi, questo brano NON vieta alla donna di parlare in chiesa, piuttosto, vieta a lei di parlare in senso autorevole, come per esempio insegnare in modo autorevole. Vieta alla donna di esercitare autorità sull'uomo, e quindi, è vietato ad una donna fare l'insegnamento ufficiale della chiesa. Non deve parlare con insistenza o autorità su qualsiasi uomo, in casa, al lavoro, o in chiesa.

1Timeteo 2:13-15

Andando avanti in questo brano, vediamo che Paolo spiega il motivo per cui la donna ha questo ruolo, spiegando che è il ruolo che Dio le ha dato fin dalla creazione. Leggo tutto il brano, dal versetto 8 a 15. Vogliamo considerare poi i versetti 13 a 15.

“8 Voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando mani pure, senza ira e dispute. 9 Similmente le donne si adornino con abiti decorosi, con verecondia e modestia, e non di trecce o d’oro, o di perle o di abiti costosi 10 ma di buone opere, come conviene a donne che fanno professione di pietà. 11 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio. 13 Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva. 14 E non fu Adamo ad essere sedotto, ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione. 15 Tuttavia sarà salvata partorendo figli, se persevereranno nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia.” (1Timoteo 2:8-15 LND)

Il versetto 13 inizia con la parola “infatti”, perché Paolo inizia a spiegare i motivi per cui una donna deve avere un ruolo subordinato all'uomo. Questo ruolo le è stato dato da Dio fin dalla creazione. Leggo di nuovo il v.13.

13 Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva. (1Timeteo 2:13)

Adamo fu creato prima, non solo in senso di tempo, ma in senso di ruolo. Dio creò Adamo, e poi, diede ad Adamo dominio su tutta la creazione. Solo successivamente a questo, Dio creò la donna dal fianco di Adamo, e la diede ad Adamo come aiuto convenevole. Quindi, la donna fu creata per Adamo, come leggiamo in Genesi 2:18, poi 21,22.

“Poi l’Eterno DIO disse: "Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto conveniente a lui".” (Genesi 2:18 LND)“21 Allora l’Eterno DIO fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che si addormentò; e prese una delle sue costole, e rinchiuse la carne al suo posto. 22 Poi l’Eterno DIO con la costola che aveva tolta all’uomo ne formò una donna e la condusse all’uomo.” (Genesi 2:21-22 LND)

Notiamo che la donna è stata creata per l'uomo. È stata creata come aiuto convenevole all'uomo. Questo è il ruolo per cui è stata creata da Dio, e quindi, questo ruolo esclude che possa avere autorità sull'uomo, ma piuttosto deve essere sottomessa all'uomo.

Un secondo motivo per cui la donna deve essere sottomessa all'uomo è che fu la donna ad essere sedotta dal serpente. Leggo 1Timoteo 2:14.

14 E non fu Adamo ad essere sedotto, ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione. (1Timoteo 2:14)

Anche questo è un motivo per cui la donna deve essere sottomessa all'uomo. Se torniamo in Genesi 3:16, scopriamo che una parte della punizione della donna per questo suo peccato è che il marito avrebbe dominato sulla moglie. Leggo quel versetto, in cui Dio parla alla donna:

“Alla donna disse: "Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te".” (Genesi 3:16 LND)

Quindi, la donna deve essere sottomessa all'uomo, sia perché questo è il ruolo per cui Dio ha creato la donna, sia perché questa è una conseguenza specifica del peccato della prima donna. In altre parole, Dio ha stabilito che la donna sia sottomessa all'uomo.

Non ad Ogni Uomo

È molto importante capire che questo insegnamento non vuol dire che ogni donna deve essere sottomessa ad ogni uomo. Infatti, in Efesini 5:22, leggiamo:

“Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti come al Signore,” (Efesini 5:22 LND)

Nel greco, le parole “ai vostri” potrebbero essere tradotte più precisamente: “ai propri”. Quindi, non è che ogni donna deve ubbidire ad ogni uomo che vede. Assolutamente no. Però, nel piano di Dio, la donna non è mai senza un capo nella sua vita. Solitamente, sarebbe il padre, e poi, il marito. In casi in cui una donna non ha un padre, e non è sposata, ci dovrebbe essere qualcuno nella sua vita che esercita quel ruolo, e che provvede la guida e la cura che Dio intende, che sia un nonno, un fratello, uno zio o un padre adottivo.

Salvata Partorendo Figli

Tornando al nostro brano, 1Timoteo 2:13-15, consideriamo ora il versetto 15. A prima lettura, sembra difficile, ma con impegno, vediamo che possiamo capirlo. Leggo dal versetto 13 per un contesto:

“13 Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva. 14 E non fu Adamo ad essere sedotto, ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione. 15 Tuttavia sarà salvata partorendo figli, se persevereranno nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia.” (1Timoteo 2:13-15 LND)

Cosa vuole dire questa dichiarazione: che la donna sarà salvata partorendo figli, se persevereranno nella fede, nell'amore e nella santificazione con modestia? Vuol dire che solo le donne che hanno figli saranno salvate?

No, non vuol dire quello. Sappiamo da tantissimi brani che la salvezza è per fede, non per opere. La salvezza è per chiunque si ravvede a crede in Gesù Cristo, non solo per chi è una mamma. Quindi, questo brano non può significare che saranno solo le donne che hanno figli ad essere salvate.

Piuttosto, Paolo continua a far riferimento a ciò che Dio ha fatto nella creazione. In Genesi 3, quando Dio dichiara le conseguenze del peccato, alla donna dichiara, come abbiamo già letto, in Genesi 3:16:

“Alla donna disse: "Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te".” (Genesi 3:16 LND)

Chiaramente, solo le donne che si sposano dovrebbero avere figli, e poi, non tutte di loro potranno avere figli. Inoltre, tante donne senza Dio hanno dei figli, e non per questo motivo sono salvate.

Paolo sta parlando del ruolo che Dio ha stabilito per la donna, in senso generale. Quindi, il suo punto è che se una donna, per fede in Dio, accetta il suo ruolo stabilito da Dio, che solitamente è di sposarsi e dedicarsi alla famiglia, e mostra frutto della salvezza, sarà salvata. Notiamo quello che Paolo aggiunge al fatto di partorire figli:

“se persevereranno nella fede, nell'amore e nella santificazione con modestia.”

Cioè, Paolo descrive una donna che accetta il suo ruolo, e questo perché ha fede in Dio, e cammina in santità, che indica un cuore nuovo, e cammina con modestia, che è una parola che indica sobrietà e autocontrollo, ovvero, che non segue la carne.

Paolo sta parlando del frutto della salvezza che dovrebbe essere presente in ogni vero credente. Una parte di quel frutto è di accettare con umiltà il ruolo che Dio ci ha dato. Questo vale per ogni uomo e ogni donna. Se uno non accetta il suo ruolo dato da Dio non ha frutto di vera fede e vera salvezza.

In Tito 2, troviamo un insegnamento simile, nelle parole che Paolo scrive riguardo a ciò che Tito deve insegnare alle donne anziane. Vi leggo Tito 2:3-5.

“3 Parimenti le donne anziane abbiano un comportamento conveniente a persone sante, non siano calunniatrici, non schiave di molto vino, ma maestre nel bene 4 per insegnare alle giovani ad amare i loro mariti, ad amare i loro figli, 5 a essere assennate, caste, dedite ai lavori di casa, buone, sottomesse ai propri mariti, affinché la parola di Dio non sia bestemmiata.” (Tito 2:3-5 LND)

Anche in questo brano, vediamo che il ruolo di Dio per la donna, in generale, è di curare la famiglia, ed amare il proprio marito e i figli, essendo sottomessa al marito. Inoltre, qua in Tito dice che le donne devono essere assennate, che è la stessa parola che è tradotta “modestia” in 1Timoteo 2:15, e poi anche caste, che è simile alla santificazione. Quindi, questi due brani insegnano circa la stessa cosa. Non insegnano come poter essere salvati, ma insegnano piuttosto come sarà la vita di una donna che è salvata. Non riguarda l'avere figli in sé, ma piuttosto, riguarda l'atteggiamento di umilmente accettare il ruolo che Dio le ha dato.

Il Punto di Paolo

Quindi, riassumendo quello che vediamo in questo brano, Paolo sta insegnando, come fa in altri brani, il ruolo della donna in rapporto con l'uomo. Dio volendo, ben presto arriveremo a considerare il ruolo dell'uomo. Per oggi, Dio ci parla di ciò che Dio comanda ad ogni donna.

Questo brano non è tanto un elenco di regole di come la donna deve comportarsi in chiesa. Piuttosto, rende chiaro qual è il ruolo della donna, basato su come Dio l'ha creato e su ciò che Dio ha dichiarato alla donna dopo il primo peccato.

Dio ha stabilito che la donna non debba mai avere un ruolo di autorità sull'uomo. Questo vale nella famiglia, nei ruoli fra marito e moglie. Questo vale nella chiesa, che è il contesto principale di Paolo in questo brano, e questo vale anche nella vita di tutti i giorni, per esempio, nel lavoro. La donna non deve avere un ruolo di autorità sugli uomini, né ufficialmente, né casualmente. Nella chiesa questo significa, fra l'altro, che la donna non deve mai insegnare in modo ufficiale in chiesa. Né deve esercitare autorità in alcun altro modo.

Non solo, ma per evitare perfino l'apparenza di autorità, il suo modo di parlare deve essere sempre quieto e tranquillo, che è il senso della parola tradotta con “silenzio”.

Quindi, ad ogni donna dico: il tuo carattere rispecchia ciò che Dio ti comanda? Tu sei riconosciuta come una donna sottomessa, quieta? Sei sempre attenta nel tuo modo di parlare con gli uomini, attenta a non parlare mai in modo autorevole? Hai un carattere tranquillo e quieto? Vivi così in casa, in chiesa e al lavoro?

Oh che possiamo essere una chiesa in cui ognuno segue, umilmente, il ruolo che Dio gli ha dato, uomini e donne. Oh che possiamo dire “no” alla carne, e “sì” allo Spirito di Dio, e seguire Dio in questo campo, come in ogni cosa.

Ricordatevi anche che mentre ci sono ruoli diversi per uomini e donne, per quanto riguarda il nostro rapporto con Cristo, Cristo è lo Sposo, e noi tutti siamo la sposa. Quindi, camminiamo in piena sottomissione al nostro Sposo e Signore, Gesù Cristo.

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