un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

Per stampare questo sermone, suggeriamo che torni in dietro e scegli la versione PDF, che è già impaginata da stampare.

Si usa Ctrl +   e  Ctrl -  per cambiare la grandezza dei caratteri

email questo link

la vita di un credente
Filippesi 2:1,2

filename:50-0201.i00 - sermone di Marco deFelice, per RO, 24-settembre-2000, sedicesimo sermone in una serie su Filippesi; oggi Fil 2:1-2

intro

Finora, nel nostro studio della lettera ai Filippesi, abbiamo visto l’enorme privilegio che abbiamo di partecipare al vangelo. Dio ha iniziato la buona opera della salvezza in noi, ed Egli la porterà a compimento. Nel capitolo uno, Dio ci ha spiegato, tramite Paolo, che anche in mezzo alle situazioni difficili che sembrano una sconfitta, Dio è al comando, ed Egli può convertire il male in bene.

Alla fine del capitolo uno, Paolo ci ha esortato a comportarci in modo degno di un cittadino del cielo, cioè, degno del vangelo di Cristo, durante il tempo che abbiamo qui sulla terra.

Ora, nel capitolo 2, Paolo ci esorta ancora più specificamente ad un comportamento degno e giusto per uno che ha ricevuto la grazia di Dio. Questo capitolo è molto ricco, perché non solo ci parla di come dovremmo vivere, ma ci spiega di più della profondità dell’incarnazione e del sacrificio di Gesù Cristo.

Leggiamo Filippesi 2:1-4

1 Se dunque v’è qualche incoraggiamento in Cristo, se vi è qualche conforto d’amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione, 2 rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento. 3 Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a sé stesso, 4 cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri.. (Filippesi 2:1-4 NRV)

Ora, vi leggo i vv.1-4 anche nella versione Nuova Diodati.

1 Se dunque vi è qualche consolazione in Cristo, qualche conforto d’amore, qualche comunione di Spirito, qualche tenerezza e compassione, 2 rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente 3 non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso. 4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri.

Schema

Nei primi 4 versetti, vediamo prima in v.1 alcune delle benedizioni che abbiamo in Cristo. In base a quello che abbiamo ricevuto, Paolo ci esorta, in vv.2-4, ad un comportamento accettevole a Dio.

In vv.2-4 Paolo parla di tre aspetti della vita in Cristo: in v.2, ci parla dell’unità che Dio ci chiama ad avere. In v.3, ci parla dall’umiltà che è una caratteristica di un vero credente. In v. 4, ci parla dell’altruismo che fa parte della vita di un vero figlio di Dio.

Allora, consideriamo questi punti per capire meglio la nostra vita in Cristo.

v.1 alcuni dei benefici che abbiamo in Cristo

Prima di parlare della nostre responsabilità, Paolo ci ricorda di alcuni dei meravigliosi benefici che abbiamo in Cristo. In tutta la Bibbia, vediamo che è sempre Dio che agisce per primo. È sempre Dio che prima dà all’uomo, e poi, richiede dall’uomo una risposta giusta.

Nelle religioni create dagli uomini, è spesso l’uomo che deve agire per primo. Spesso, l’uomo fa qualche sacrificio per il suo dio, o l’uomo prende qualche iniziativa, e poi il dio di quella religione dovrebbe rispondere.

Quanto quel modo di pensare è diverso dalla realtà che la Bibbia ci rivela! È sempre Dio che agisce per primo. Dio fa, Dio opera in noi, Dio provvede la sua grazia, e poi, ci insegna come dovremmo vivere, per mezzo della grazia che abbiamo già ricevuto.

Leggiamo v.1, e notiamo i meravigliosi benefici che abbiamo in Cristo.

Se dunque vi è qualche consolazione in Cristo, qualche conforto d’amore, qualche comunione di Spirito, qualche tenerezza e compassione, (2:1 LND)

È importante sapere che nel Greco, quando si usa la parola “se”, in quello che noi chiamiamo una frase condizionale, può essere scritto in modi diversi, che non si possono distinguere in Italiano. Si può avere una frase la quale risposta è incerta. Per esempio, “se piove domani, non andiamo”. Non si sa se pioverà o no. Poi, c’è un modo di scrivere il “se” in cui è chiaro che la risposta è “sì”, per esempio, dicendo a qualcuno che è venuto a casa tua: “se hai fatto la strada fino a qui, ti presto volentieri quello che ti serve.” In questa seconda frase, il “se” non indica incertezza, al contrario, è un modo di dichiarare qualcosa di vero e palese.

Questo versetto contiene 4 frasi condizionali. Tutte e quattro sono scritte nella forma greca che indica che sono affermazioni vere. Inoltre, la parola “qualche” è un modo di dire per ricordare che ci sono molte di queste qualità. Perciò, potremmo dire: “dato che c’è grande consolazione in Cristo, dato che c’è molto conforto d’amore, dato che c’è molta comunione di Spirito, e dato che ci sono molta tenerezza e compassione, vivete così...”

Consideriamo questi quattro benefici per coloro che sono “in Cristo”.

consolazione in Cristo

v.1 inizia con la frase:

“Se dunque c’è qualche incoraggiamento in Cristo.”

La parola qui tradotta come “incoraggiamento” nella NRV, in 2 Cor 1:3, e varie altre volte in quel capitolo, viene tradotta come “consolazione”. Quando Paolo dice “se c’è qualche consolazione in Cristo”, è come dire “se tua madre ha preparato qualche cena nel corso degli anni”! Mette enfasi sul fatto che ne ha fatte tantissime. Paolo allora enfatizza il fatto che abbiamo una grandissima consolazione in Cristo. In Fil 1:28, ci aveva dichiarato che abbiamo ricevuto la grazia di poter soffrire per Cristo. Egli stesso si trovava in prigione per Cristo. La sofferenza e l’afflizione fanno parte della vita cristiana. Anche nella vita senza Cristo ci sono sofferenze. La differenza è che chi è “in Cristo” non solo ha le sofferenze, ma ha la consolazione in Cristo. La consolazione di Dio, che riceviamo sia tramite le Scritture, che tramite i fratelli e le sorelle, è sufficiente per ogni sofferenza. Grazie a Dio per la sua consolazione in Cristo. Essa è uno dei grandi benefici che abbiamo in Cristo. Ed è una motivazione per vivere in modo degno del Vangelo in questo pellegrinaggio terreno.

conforto d’amore

v.1 continue:

se c’è qualche conforto d’amore,

ovvero, dato che c’è un grande conforto nell’amore in Cristo. Chi è in Cristo è amato da Dio. Chi è in Cristo è amato dai fratelli e dalle sorelle. Chi è in Cristo ama Dio. Chi è in Cristo ama i fratelli.

Nulla nel mondo può dare conforto quanto essere veramente amato, e amare veramente. Nel mondo, si pone molta enfasi sul divertimento, sull’accumulare beni materiali, sul fare bella figura davanti agli altri. Però, nessuna di queste cose possono confortare l’anima. Invece, il vero amore dà vero conforto. In Cristo abbiamo un amore infinito, perciò, abbiamo un conforto che è più profondo di qualsiasi situazione che potremmo mai affrontare.

Quindi, in Cristo, oltre alla grande consolazione, abbiamo il prezioso conforto che viene dall’amore di Cristo.

comunione di Spirito

v.1 continua:

se vi è qualche comunione di Spirito.

Abbiamo grande comunione di Spirito. Quando Dio ci perdona i nostri peccati e ci giustifica, ci apre la porta alla comunione con Dio, e la comunione con gli altri figli di Dio. Questo lo abbiamo per mezzo dello Spirito.

Nessun rapporto nella vita è paragonabile al rapporto con Dio. La separazione fra Dio e l’uomo peccatore è una separazione infinita. Ora, per mezzo di Cristo Dio ha cancellato questa separazione in coloro che vengono salvati. Chi è salvato ha vera comunione con Dio. Che immenso privilegio!

Anche se tutti gli altri ti abbandonassero, anche se nessuno ti comprende, anche se ti trovi isolato e solo, nulla può separarti da Dio. La comunione con Dio è un dono di immenso valore. Questo è uno dei benefici per chi è un figlio di Dio e cammina in modo degno del vangelo.

tenerezza e compassione

v.1 conclude con la frase

“se v’è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione.”

Tutto quello che Dio fa per noi, non lo fa come dovere, né meccanicamente. Egli fa tutto per noi con una tenerezza d’affetto e grande compassione. In Cristo, c’è un’enorme tenerezza d’affetto, e una compassione infinita. Quanto grande è la tenerezza che Dio ha per i suoi figli! Gesù è il Buon Pastore. Il Pastore guida con tenerezza le pecore. Il Buon Pastore dà la sua vita per le pecore. Quanta tenerezza e compassione per noi!

Perciò

O fratelli: consideriamo la grande tenerezza con la quale Dio ci cura. Meritiamo la terribile ira di Dio. Invece, avendo Gesù Cristo subito l’ira di Dio al nostro posto, Dio ci ama e ci cura con una tenerezza infinita. Egli ci consola e ci conforta, sempre al momento opportuno e nel modo perfetto. Abbiamo la preziosa comunione con Dio stesso per mezzo dello Spirito, e non solo con Dio, ma anche gli uni con gli altri.

Tutti questi meravigliosi e preziosi benefici sono nostri in Cristo Gesù. Questa è la base per come dovremmo vivere. In basi a questi benefici, e a tutti gli altri benefici che abbiamo in Cristo, in vv.2-4 Paolo ci esorta, raccomandandoci come dovremmo vivere.

ulteriore motivazione

Prima di considerare come dovremmo vivere, Paolo ci dà un’ulteriore motivazione per vivere nel modo giusto. Egli dichiara: rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento.

Paolo si era impegnato a evangelizzare e poi a far crescere questi credenti. Egli aveva sofferto per curarli spiritualmente. Tutto questo lo faceva a motivo del grande amore che aveva per loro. Anche essi amavano Paolo. Perciò, oltre a tutte le altre ragioni per le quali avrebbero dovrebbero vivere in modo degno del vangelo, Paolo spiega che vivendo così porteranno grande gioia anche a lui. Infatti, quando amiamo qualcuno, diventa una gioia per noi poter dare gioia all’altra persona.

Quando noi viviamo come viene descritto in vv.2-4, daremo gioia a coloro che si sono impegnati per la nostra salvezza e la nostra crescita.

v.2 camminare in unità in Cristo

Allora, adesso, avendo considerato solo alcuni dei benefici che abbiamo in Cristo, consideriamo l’esortazione che Dio ci dà tramite Paolo. Come dovremmo vivere?

Come ho menzionato prima, in vv.2-4 Paolo ci parla di tre aspetti essenziali che dovrebbero caratterizzare la vita di un figlio di Dio. La vera unità, la vera umiltà, e l’altruismo.

Oggi vogliamo considerare la vera unità.

rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento. (Filippesi 2:2 NRV)

Questo versetto parla di quattro aspetti della vera unità che c’è per quelli che sono in Cristo. Oggi, si parla molto dell’unità. La cosa importante è capire cos’è la vera unità. Consideriamo questi quattro aspetti della vera unità.

1) un medesimo pensare

Qualsiasi vera unità che onora Dio ha come base un medesimo pensare. Cioè, crediamo le stesse cose, abbiamo gli stessi traguardi, seguiamo le stesse dottrine. Tutto questo è compreso nelle parole “avendo un medesimo pensare.”

Oggi, tante persone parlano dell’ecumenismo, mediante il quale si cerca di unire chiunque si chiama cristiano. Secondo questo modo di pensare, non importa se crediamo tante cose diverse. Secondo questo modo di pensare, ogni modo di interpretare la Bibbia è valido. Una dottrina vale l’altra, anche se si contraddicono fra di loro. Non importare pensare nello stesso modo, basta avere tanto amore, che per loro è principalmente un sentimento.

Invece nelle Scritture, Dio ci fa capire chiaramente che è molto importante avere un medesimo pensare, cioè, pensare, credere, le stesse cose. Se vediamo la Bibbia in due modi diversi, vuol dire che uno, o forse entrambi, sbagliano. C’è solo una interpretazione giusta per qualsiasi brano.

Allora, Dio ci comanda di avere un medesimo pensare, ovvero, di credere le stesse cose. Il mondo religioso ci chiama a non preoccuparci di ciò che uno crede. Chiaramente, dobbiamo dare retta a Dio, non agli uomini.

Questo stesso pensiero viene ripetuto in altri brani:

15 Sia questo dunque il sentimento di quanti siamo maturi; se in qualche cosa voi pensate altrimenti, Dio vi rivelerà anche quella. 16 Soltanto, dal punto a cui siamo arrivati, continuiamo a camminare per la stessa via. (Filippesi 3:15-16 NRV)
Esorto Evodia ed esorto Sintìche a essere concordi nel Signore. (Filippesi 4:2 NRV)
Infine, siate tutti concordi, compassionevoli, pieni di amore fraterno, misericordiosi e umili; (1 Pietro 3:8 NRV)
Ora, fratelli, vi esorto, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare e a non aver divisioni tra di voi, ma a stare perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire. (1 Corinzi 1:10 NRV)

Perciò, la base della vera unità è di credere le stesse cose. Questo è fondamentale. Non esiste vera unità dove non si ha un medesimo modo di credere.

un medesimo amore

Il secondo aspetto di una vera unità è di avere un medesimo amore. La vera unità è più che credere solo le stesse cose; essa richiede anche amare veramente gli uni gli altri. Per avere vera unità, dobbiamo avere lo stesso amore, amore per Dio, e amore gli uni gli altri.

Quando la Bibbia parla dell’amore, non si tratta principalmente di un sentimento, ma di un impegno. Dio ama, e quell’amore si vede nelle azioni di Dio. Gesù dichiara che chi ama Lui ubbidisce ai suoi comandamenti. In 1 Giovanni leggiamo che non dobbiamo amare a parole e con la lingua, ma con i fatti e in verità.

Quindi, un vero amore, per Dio e per gli altri, fa parte della vera unità.

un animo solo

Il versetto continua, spiegando un altro aspetto della vera unità. Dichiara: “essendo di un animo solo.” Cosa vuol dire? Vuol dire che stiamo camminando tutti nella stessa direzione. Abbiamo lo stesso animo, lo stesso cuore, lo stesso traguardo. Desideriamo la stessa cosa. Il desiderio che unisce è il desiderio per la gloria di Dio. Questa è possibile solamente quando c’è una base di verità biblica, e di vero amore per Dio e l’uno per l’altro. Allora, è importante che abbiamo una dottrina sana, vero amore, e anche un animo solo, cioè, stiamo tutti camminando nella stessa direzione. Ciò vuol dire che non stiamo cercando i nostri propri interessi, perché in quel caso, ognuno cammina in una direzione diversa. Solo quando abbiamo un animo solo possiamo avere vera unità.

unico sentimento

Poi, l’ultimo aspetto della vera unità è di essere “di un unico sentimento.” Il greco dice: pensando le stesse cose. Paolo sta usando tanti modi per descrivere la stessa cosa. Questa frase vuol dire che stiamo tutti “sulla stessa frequenza”.

La Bibbia parla delle formiche. Pur essendo piccole, le formiche riescono a fare grandi cose, perché sono tutte di un unico sentimento. Le api sono tutte di un unico sentimento, e perciò, riescono a costruire grandi alveari. Quando gli uomini si mettono tutti uniti, riescono a compiere grandi cose. Dio vuole che i credenti siano veramente uniti, nella verità, per compiere grandi cose per il regno di Dio.

Vorrei leggere qualche altro versetto che parla di questo.

11 Del resto, fratelli, rallegratevi, ricercate la perfezione, siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; e il Dio d’amore e di pace sarà con voi. (2 Corinzi 13:11)
Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di aver tra di voi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù. (Romani 15:5 NRV)

Perciò fratelli, Dio ci chiama ad essere veramente uniti. Questa unità viene dall’avere un medesimo pensare, cioè, credere le stesse verità di Dio, e dall’avere un medesimo amore, ed essere di un animo e un sentimento solo, cioè, con gli stessi traguardi. Questa è l’unità che Dio vuole per noi. In questo dobbiamo impegnarci.

la nostra tendenza naturale

Non ci vuole tanto per capire che la nostra tendenza naturale NON è di avere questa unità. Di natura, ogni persona è egoista, pensa a se stessa, e ai propri interessi. L’idea di impegnarsi per il bene comune, l’idea di avere un medesimo pensiero, l’idea di avere un unico sentimento fra di noi, non è naturale.

Però, grazie a Dio, non siamo più quello che eravamo per natura prima di essere salvati. Abbiamo un nuovo cuore in Cristo Gesù. Siamo “in Cristo”, e perciò, Dio ci chiama a vivere seconda la nostra nuova natura, che Egli ci ha dato.

La cosa importante da ricordare è quanto abbiamo in Cristo. Siamo ricchi, ricchissimi. Abbiamo ricevuto ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo Gesù. Oggi, in questo brano, abbiamo considerato solamente quattro benedizioni. Sono benedizioni grandi, grandissime, però, sono poche quando consideriamo tutto quello che abbiamo in Cristo.

Conclusione

Allora, ricordiamo che abbiamo la preziosa consolazione in Cristo. Non esiste dolore grande quando la consolazione di Cristo è più grande. Abbiamo poi il meraviglioso conforto dell’amore di Dio, e l’amore dei fratelli.

Il mondo offre tanto, ma nulla vale l’amore. Noi abbiamo il conforto dell’amore che si ha solamente in Cristo Gesù. Questo è un grande dono da Dio.

In Cristo, abbiamo la comunione di Spirito. Questo vuol dire che abbiamo comunione con Dio stesso, e comunione l’uno con l’altro. In un mondo che è sempre più superficiale, che meraviglioso dono è di avere vera comunione con il Creatore di tutto, e l’uno con l’altro. Se tu sei un figlio di Dio, Dio ha tenero affetto per TE!

Poi, abbiamo il prezioso dono della tenerezza di affetto e la compassione che viene da Dio. Questo affetto è da Dio verso di noi, e l’uno per l’altro. La compassione è la tenera compassione di Dio per noi, e anche la compassione che Dio provvede tramite ciascuno nella famiglia di Dio.

Noi abbiamo ricevuto tutte questi meravigliosi benefici. In base a questo, considerando questo, Dio ci chiama a vivere in modo degno della nostra chiamata. Il modo degno è di vivere con vera unità, con vera umiltà, e veramente cercando il bene degli altri.

Oggi, abbiamo considerato la vera unità. Abbiamo visto che la cosiddetta unità che tanti cercano e promuovano oggi non è la vera unità. La vera unità che onora Dio è fondata sulla verità. Senza la base della verità, cioè, la verità di Dio, non si può avere una vera unità.

Invece, quando siamo veramente in Cristo, e veramente cresciamo nella conoscenza della Parola di Dio, e seguiamo quello che Dio ci dà, allora, saremo veramente uniti. La chiave per la vera unità è veramente ascoltare e seguire il nostro Buon Pastore. In altre parole, per avere la vera unità, bisogna conoscere e seguire la Parola di Dio. Quando si cerca un’unità non fondata sulla Parola di Dio, non è la vera unità, e non onora Dio. Dobbiamo rifiutare qualsiasi falsa unità, ed impegnarci nella vera l’unità che glorifica Dio.

Avere la vera unità vuol dire avere lo stesso pensiero e gli stessi traguardi. Quando come credenti NON abbiamo lo stesso modo di pensare né lo stesso traguardo, dobbiamo esaminarci, per capire se in qualcosa non siamo “sintonizzati” su Dio. Grazie a Dio per la Parola e per lo Spirito Santo. O che possiamo ricordare tutto ciò che abbiamo in Cristo, e vivere con la vera unità, seguendo il nostro Buon Pastore.

email questo link