un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Ci serve la ripetizione
Filippesi 3:2,3

filename:50-0302.l00 di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - sermone di Marco deFelice, per RO, 17-dicembre-2000, ventitreesimo sermone in una serie su Filippesi; oggi Fil 3:2-15

l’importanza di ripetere le stesse cose

Vorrei iniziare, leggendo ancora Filippesi 3:1.

Del resto, fratelli miei, rallegratevi nel Signore. Io non mi stanco di scrivervi le stesse cose, e ciò è garanzia di sicurezza per voi. (Filippesi 3:1 NRV)

La settimana scorsa, abbiamo considerato il grande privilegio che abbiamo di rallegrarci nel Signore. Abbiamo visto che abbiamo tanti, tanti motivi di rallegrarci in Lui, qualsiasi siano le circostanze del momento. Prego che in questi giorni, ciascuno di noi possa riflettere sulla grandezza della nostra salvezza in Cristo, e rallegrarsi in Lui.

Oggi, vogliamo continuare a considerare questo brano. Vogliamo considerare prima la seconda frase di questo versetto.

Io non mi stanco di scrivervi le stesse cose, e ciò è garanzia di sicurezza per voi.

Nella vita cristiana, ci sono tante verità da imparare. Però, è anche vero che dopo un po’ di basi, se abbiamo appreso il buon insegnamento, quelli che riceveremo in seguito non saranno necessariamente nuovi. Infatti, spesso saranno ripetizioni di cose che abbiamo già imparato.

Paolo sta dicendo questo nel versetto che abbiamo visto. Paolo non si stancava di ripetere loro le stesse cose, in questo caso, in forma scritta.

Nella Bibbia, vediamo molto spesso l’importanza di ripetere le stesse cose più volte. Per esempio, nell’AT, Dio insegnò ai Giudei di ripetere gli stessi insegnamenti anno dopo anno, per tenerli bene in mente.

In 2 Pietro 1:12-15, Pietro dichiara che ripeterà le stesse cose a quei credenti, nonostante essi già le conoscessero. Ascoltiamo:

Perciò avrò cura di ricordarvi continuamente queste cose, benché le conosciate e siate saldi nella verità che è presso di voi. E ritengo che sia giusto, finché sono in questa tenda, di tenervi desti con le mie esortazioni. So che presto dovrò lasciare questa mia tenda, come il Signore nostro Gesù Cristo mi ha fatto sapere. Ma mi impegnerò affinché dopo la mia partenza abbiate sempre modo di ricordarvi di queste cose. (2 Pietro 1:12-15)

Nel nostro brano di oggi, Paolo dichiara che ripetere le stesse cose è garanzia di sicurezza per l’ascoltatore. Pietro dichiara che è giusto ripetere le stesse cose, anche se gli ascoltatori già le conoscono.

Perché è importante ripetere le stesse cose? Ovvero, perché è importante che sentiamo le stesse cose più volte?

La riposta è semplice: la nostra tendenza naturale è di camminare nelle verità di Dio per un po’, e poi man mano, di rallentare nel nostro cammino. In un certo senso, il cammino cristiano è molto come andare in bici verso la cima di una montagna. Se non si continua a pedalare, automaticamente si rallenta e poi si rischia anche di andare indietro.

Abbiamo bisogno di sentire le verità di Dio ripetutamente per stimolarci a continuare a camminare nella verità.

Esempio dei figli: Per capire come abbiamo bisogno di sentire le stesse cose più volte, basta pensare ai figli. Ogni genitore sa che i figli hanno molto bisogno di essere ripetuti le stesse cose. Sarebbe troppo bello se bastasse dire qualcosa una sola volta al proprio figlio, e poi lui facesse quella cosa perfettamente da quel momento in avanti.

Riuscite ad immaginare cosa significherebbe dire solo una volta ad un figlio di dire sempre grazie di cuore, e da quel momento, egli non mancasse mai da dire grazie? Potete immaginare come sarebbe dire solo una volta ad un figlio di non fare una certa cosa, e da quel momento in poi lui si ricordasse sempre di non fare quella cosa?

Per un genitore, un tale comportamento non sembra nemmeno possibile. I figli non sono così. I figli non cambiano comportamento così facilmente.

Invece, i figli si comportano come se avessero grandi problemi di memoria. Nonostante abbiano ascoltato tanti insegnamenti più volte, continuano a comportarsi come non avessero mai sentito quei insegnamenti. Sembra che non riescano a ricordare le cose. D’altra parte, c’è da dire che di solito, i figli hanno un’incredibile memoria per quanto riguarda le cose che gli interessano. Però, per quelle cose che i genitori cercano di insegnarli, bisogna ripetere le stesse cose più volte, talvolta per anni.

C’è una ragione per questo. Per natura, un figlio non cerca le cose che il genitore dice di fare. Ad esempio, per natura, ogni figlio è egoista. Perciò, dire “grazie” va contro quello che è naturale per il figlio. Aspettare gli altri anziché interrompere va contro quello che è naturale per un figlio. Condividere l’ultimo pezzo di dolce con il fratello va contro la natura del figlio. Perciò, bisogna dire le stesse cose più volte.

Spiritualmente, siamo molto come i nostri figli. Spiritualmente, abbiamo bisogno di sentire le stesse cose volta dopo volta. Come i nostri figli, è anche vero che delle volte, non abbiamo voglia di sentire quello che ci serve sentire. Delle volte, come loro, ci stanchiamo proprio di ascoltare gli insegnamenti della Parola di Dio. Delle volte, vogliamo prenderci una vacanza dal vivere la nostra vita in sottomissione agli insegnamenti di Dio.

Però, questi momenti, quelli in cui abbiamo meno voglia di ascoltare gli stessi insegnamenti, sono proprio i momenti in cui abbiamo più bisogno di sentire le stesse cose. Sono proprio i momenti in cui siamo in maggior pericolo spirituale, e abbiamo grande bisogno di sentire insegnamenti e ammonimenti, per non cadere nel peccato.

Sentire le stesse cose, come dice Paolo, è garanzia di sicurezza per noi. In altre parole, sentire le stesse cose ci aiuta a tenere quelle cose a mente, per vivere secondo le verità di Dio.

Fratelli, abbiamo bisogno di sentire le stesse cose. Dio ci ha creato, spiritualmente, in modo che abbiamo bisogno di insegnamenti ed ammonimenti. Abbiamo bisogno di sentire le stesse cose. Soprattutto, abbiamo bisogno di sentire queste cose quando non abbiamo voglia! Quindi, preghiamo, e chiediamo a Dio di mettere sempre intorno a noi delle persone che ci ripetano gli stessi insegnamenti di Dio. Cerchiamo anche di parlare spesso insieme delle cose di Dio, per stimolarci l’uno l’altro.

Guardatevi dai cani

Ora, vorrei passare dal versetto 1 ai versetti 2 e 3. Qui, iniziamo un brano molto importante, e molto conosciuto. Qui, Dio ci insegna delle verità estremamente importanti. Queste verità sono essenziali per camminare veramente con Cristo.

È una verità fondamentale che la vita cristiana è una vita di fede. Come la Bibbia dichiara più volte: “il giusto vivrà per fede.” Chi è giustificato vivrà per fede in Gesù Cristo. Avere fede in se stessi, che è un modo di cercare di meritare la vita cristiana tramite le nostre opere, è contrario al vivere per fede, e perciò, è un peccato molto pericoloso e grave. È ancora più grave perché se uno si impegna moltissimo, potrebbe sembrare che sia più vicino a Dio. Però, quando la fede non sta in Cristo Gesù, ma nelle opere religiose, la persona non sta vivendo per fede.

La vita cristiana è piena di pericoli. Sappiamo tutti che il mondo va contro le verità di Dio. Però, i pericoli più gravi non sono quelli che sono fuori dalla chiesa, ma quelli che sono dentro. Cioè, i pericoli più gravi sono quelli che provengono da coloro che si dichiarano cristiani, ma non sono veramente seguaci di Gesù Cristo.

Tramite gli autori del Nuovo Testamento, Dio condanna severamente coloro i quali si presentano come uomini di Dio, guide religiose, ma in realtà, portano le persone lontano dalla presenza di Dio. Nei Vangeli, Gesù condanna severamente i Farisei, che Egli chiamò “guide cieche”. Anche Paolo e Pietro e Giacomo e Giovanni condannarono i falsi insegnanti. Il brano di oggi parla di un’insegnamento riguardante i falsi insegnanti, e presenta la verità che deve essere il fondamento della fede di ogni vero credente.

Fra qualche momento, leggeremo i vv.2-14. Questo brano ha due parti principali. Prima, i vv.2 e 3 sono un avvertimento contro i falsi insegnanti che proclamano un messaggio in cui si pone la fede nelle opere della carne. Paolo ci dichiara che questo è assolutamente sbagliato. Anziché vantarci della carne, cioè, di qualcosa di nostro, dobbiamo vantarci, ovvero, fidarci, totalmente e unicamente di Cristo.

La seconda parte di questo brano va dal v.4 al v.14. In questa parte, Paolo dimostra che se potesse vantarsi della carne, egli avrebbe più motivi di tutti i falsi insegnanti. Invece, egli si vantava esclusivamente in Cristo Gesù. Paolo, in questa seconda parte, dimostra l’assoluta superiorità di Cristo sulle nostre opere e sui nostri meriti.

In questa seconda parte, Paolo ci aiuta a capire come noi dovremmo considerare le cose che umanamente sembrano avere qualche valore o qualche merito.

Ora, vogliamo considerare i vv.2,3

Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si fanno mutilare; perché i veri circoncisi siamo noi, che offriamo il nostro culto per mezzo dello Spirito di Dio, che ci vantiamo in Cristo Gesù, e non mettiamo la nostra fiducia nella carne (Filippesi 3:2-3)

Qui, come spesso vediamo nella Bibbia, abbiamo sia una esempio specifico, sia un principio che dobbiamo applicare in qualsiasi situazione.

la situazione di allora

Per capire meglio questo brano e il principio che esso ci insegna, dobbiamo capire la situazione di allora. Nei primi anni della chiesa, c’erano ancora molti legami fra Giudaismo e Cristianesimo. Se ricordiamo, tutti gli Apostoli erano Giudei, come era Gesù stesso. Gesù era il Cristo, ovvero, il Messia, dei Giudei. I primi credenti erano tutti Giudei. Poi, iniziando con Cornelio, Dio cominciò a salvare i Gentili, cioè, persone che non erano Giudei.

Nei primi anni, la giovane chiesa doveva capire se era necessario per un Gentile diventare un Giudeo per poter avere la salvezza in Cristo Gesù. Dio guidò la Chiesa a capire chiaramente che NON era necessario per un Gentile diventare un Giudeo. Questo fu riconosciuto pubblicamente in un consiglio a Gerusalemme, di cui abbiamo il resoconto in Atti.

Però, c’erano dei credenti-giudei, o almeno, si dichiavano credenti, che non accettarono questa decisione. Erano molto zelanti nella legge di Mosè, al punto di trascurare la grazia di Cristo. Essi insegnarono che prima di poter diventare un seguace di Gesù Cristo, un gentile doveva diventare un Giudeo. I maschi gentili dovevano essere circoncisi, e seguire tutta la legge giudaica. Questo era l’insegnamento di questi falsi insegnanti.

Questo insegnamento era un’eresia molto grave. Perché? Perché il principio che questo insegnamento proponeva era che la salvezza dipendesse dalle opere religiose. Questo messaggio, bensì subdolo, era un messaggio che negava la salvezza per grazia. Perciò, era un falso vangelo. Certamente, questi uomini parlavano della necessità di credere nel sacrificio di Cristo. Accettavano la morte e la risurrezione di Gesù. Però, alla croce di Cristo aggiungevano le opere religiose.

Chi crede così, pur dicendo di credere in Cristo, mette la sua fiducia nella carne. Cioè, pur dicendo di credere nel sacrificio di Gesù Cristo, in realtà, ripone la fiducia nelle opere religiose. Nel caso di questi uomini, le opere erano la circoncisione e gli altri riti giudaici. Nella Bibbia, fare affidamento in qualche opera che l’uomo può compiere viene chiamato “confidarsi nella carne”. Questa non è vera fede, e perciò, non salva.

Questo brano

Allora, conoscendo meglio gli avvenimenti storici, rileggiamo i vv.2,3.

Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si fanno mutilare; perché i veri circoncisi siamo noi, che offriamo il nostro culto per mezzo dello Spirito di Dio, che ci vantiamo in Cristo Gesù, e non mettiamo la nostra fiducia nella carne; (Filippesi 3:2-3)

Qualsiasi dottrina che insegna che serve qualsiasi opera religiosa, o qualche altro merito umano per ottenere o per mantenere la salvezza, sta insegnando, tramite queste cose, a mettere la fiducia nella carne. Si tratta di un’eresia terribile.

Ricordiamo che questi giudei, che si chiamavano cristiani, parlavano della necessità di credere in Gesù. Credevano nel sacrificio e nella risurrezione di Gesù. Però, dicevano che la fede in Gesù non bastava per la salvezza. Insegnavano che bisognava anche ricevere la circoncisione e seguire la legge di Mosè.

Questo insegnamento, per quanto potrebbe assomigliare al vero vangelo, è un messaggio falso. Questi uomini, che si dedicavano a diffondere la parola di Dio, in realtà, non stavano diffondendo la parola di Dio. Con il loro insegnamento, per quanto esso assomigliasse alla verità, trascinavano i loro seguaci lontano da Dio.

Per questo, stavano cercando di allontanare i Filippesi da Cristo. Stavano insegnando un falso vangelo, un vangelo che conduce al giudizio eterno. Il nocciolo della loro eresia era di fidarsi delle opere che l’uomo poteva compiere. Cioè, era il messaggio di una salvezza che in un certo senso, si doveva parzialmente meritare.

Questi uomini insegnavano la circoncisione fisica. Paolo dichiara: “i veri circoncisi siamo noi, che offriamo il nostro culto per mezzo dello Spirito di Dio, che ci vantiamo in Cristo Gesù, e non mettiamo la nostra fiducia nella carne.” Questi uomini insegnavano che la salvezza non era solamente e totalmente per fede in Gesù Cristo. Insegnavano che la salvezza era parzialmente per fede, e parzialmente per le opere religiose.

Questo non è il vero vangelo. Questo è un falso vangelo!

Perciò, Paolo, sotto la guida dello Spirito Santo, parla molto duramente contro questi uomini. Non c’è cosa più terribile che sviare qualcuno dalla verità di Dio.

Paolo chiama questi uomini cani, cattivi operai, “quelli che si fanno mutilare.”

In quella società, i cani erano visti molto male. Di solito, vivevano in branchi, ed erano sia fastidiosi che pericolosi. Erano anche considerati molto impuri, sporchi. Mangiavano dai rifiuti delle città, perciò, mangiavano cose sporche e ripugnanti. In più, i cani abbaiavano e ringhiavano in modo minaccioso.

Perciò, chiamare questi insegnanti cani era una cosa molto dura. Mostrava quanto pericolosi essi fossero, e quanto era importante tenersi lontano da loro.

Il termine “cattivi operai” era anche molto forte. La parola “cattivi” è la parola usata per “malvagio”. Questi uomini erano operai, cioè, si impegnavano a portare avanti i loro insegnamenti. Erano sempre all’opera. Però, il loro insegnamento era falso, non portava vicino a Dio, anzi, pur promettendo la salvezza, in realtà, portava le persone lontane da Dio. Per questo, erano operai cattivi.

Consideriamo poi un altro termine che Paolo usa: “quelli che si fanno mutilare.”

La parola greca per circoncisione è “peritome”. La parola che Paolo usa qui per “mutilare” è “katatome”. Cioè, Paolo sta usando parole diverse, per mostrare che il rito insegnato da loro non era la vera circoncisione che Dio vuole, ma solo un mutilare la carne.

In altre parole, visto che questi uomini insegnavano questo rito come una parte della salvezza, lo facevano diventare una cosa terribile, che serviva solo a mutilare la carne. Perciò, anziché piacere a Dio, diventava abominevole davanti a Dio.

i veri circoncisi

Dopo aver duramente criticato questi falsi insegnanti, Paolo spiegava ai credenti che in realtà, i veri circoncisi siamo noi, cioè, coloro che credono in Cristo Gesù. La vera circoncisione non è fisica, ma è la circoncisione del cuore. Si tratta di un’opera che fa Dio, spiritualmente, quando una persona crede veramente in Gesù Cristo.

Anche altri brani del NT parlano della vera circoncisione. Ad esempio, ascoltiamo Colossesi 2:10-13

e voi avete tutto pienamente in lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potenza; in lui siete anche stati circoncisi di una circoncisione non fatta da mano d’uomo, ma della circoncisione di Cristo, che consiste nello spogliamento del corpo della carne: siete stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti. Voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati;

Però, non è solo nel NT che si parla della circoncisione spirituale. Ascoltiamo qualche versetto dall’AT.,

Deuteronomio 10:16 Circoncidete dunque il vostro cuore e non indurite più il vostro collo;
Deuteronomio 30:6 Il SIGNORE, il tuo Dio, circonciderà il tuo cuore e il cuore dei tuoi discendenti affinché tu ami il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua, e così tu viva.

Tornando al NT, ascoltiamo un altro brano:

Romani 2:29 ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; di un tale Giudeo la lode proviene non dagli uomini, ma da Dio.

Moltissimo di quello che era materiale nell’AT doveva servire come simbolo per la realtà spirituale, che sarebbe stata pienamente rivelata nel NT. Quando giunse quella realtà, cioè, Cristo, allora, i simboli non servirono più. Da quel punto in avanti, servirono le realtà spirituali anziché i simboli.

Perciò, non serviva più la circoncisione fisica. Invece, serviva la circoncisione spirituale, quella del cuore, fatta da Dio.

Questi uomini, questi cattivi operai, insegnando tale rito, stavano cercando di convincere questi credenti a porre una parte della loro fiducia nella carne, cioè, nelle opere umane. Questa falsa dottrina spinse Paolo a denunciarli con termini veramente duri. In più, Paolo ricordò a questi credenti che non serviva la circoncisione fisica, perché essendo in Cristo, avevano già la vera circoncisione del cuore.

il tono di Paolo

Paolo era estremamente duro nella sua critica verso questi uomini. Perché Paolo usava un tono così duro? La ragione è che questo tipo di uomini sono fra i nemici più pericolosi per la chiesa. È facile riconoscere coloro che propongono una religione diversa. Per esempio, se venisse un Mussulmano, o un Induista, un cristiano potrebbe riconoscere subito che non sono da Dio. Invece, quando un falso insegnante insegna un messaggio che assomiglia molto alla verità, allora, diventa più difficile riconoscerlo. Il falso insegnante che si traveste da cristiano spesso riesce a fare più danno alla chiesa tramite il suo insegnamento di quanto potrebbe mai fare uno di un’altra religione palesemente non cristiana.

Paolo non era il solo ad essere molto duro nella sua condanna dei falsi insegnanti. Anche Gesù fu molto duro quando parlava con i farisei, perché si presentavano come uomini di Dio che volevano guidare le persone verso Dio, quando in realtà, il loro insegnamento allontanava le persone da Dio. Perciò, il tono duro di Paolo è completamente giustificato, perché l’insegnamento di questi uomini era molto pericoloso per la chiesa.

il pericolo per noi

Leggendo questi versetti, potremmo pensare che non hanno nulla a che fare con noi. È quasi impossibile che oggi venga a noi un giudeo dicendoci che dobbiamo seguire la legge di Mosè per poter essere cristiani.

Però, il principio di questo brano è ancora estremamente valido. Anche oggi ci sono tante persone che si presentano come cristiane e che insegnano qualche dottrina in cui si pone la fede nella carne. Per esempio, quando una religione dichiara che la salvezza arriva per mezzo della fede insieme con qualche sacramento o rito religioso, quella persona sta insegnando lo stesso tipo di falso vangelo che insegnavano i falsi insegnanti descritti in Filippesi 3.

Amici, ci sono tantissimi insegnamenti oggi che propongono una fede che è almeno parzialmente fondata sulle opere della carne, pur dichiarando di porre la fede in Cristo Gesù.

Nel prossimo sermone su questo brano, vogliamo considerare alcune delle opere della carne che anche oggi, vengono erroneamente considerate mezzi per arrivare alla salvezza. Questa tendenza non era solamente qualcosa dell’epoca del NT. È qualcosa che troviamo moltissimo anche oggi. È una cosa contro la quale noi stessi dobbiamo essere in guardia, ed è qualcosa che dobbiamo aiutare gli altri a riconoscere, in modo che anche essi possano ricevere la salvezza di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù.

Riassunto

Per ora, ricordiamo la meravigliosa verità che abbiamo considerato la settimana scorsa, cioè, il comandamento, che è soprattutto un privilegio, di rallegrarci sempre in Cristo Gesù. Contempliamo quello che abbiamo in Cristo, e rallegriamoci!

Poi, ricordiamo quanto abbiamo bisogno di sentire le stesse cose, volta dopo volta. Non dobbiamo mai credere che conosciamo una verità, e che quindi non ci serve sentirla di nuovo. Abbiamo un grande bisogno, finché siamo su questa terra, di sentire gli stessi insegnamenti volta dopo volta. Abbiamo bisogno di insegnamenti, e ammonimenti.

Dobbiamo ricordare inoltre che proprio quando ci stufiamo di un insegnamento, quasi sicuramente, è proprio quello l’insegnamento che ci serve in quel momento.

Chiediamo a Dio di darci un cuore che desidera ed è aperto all’insegnamento che Egli ci dà. Impegniamoci a parlare insieme delle cose di Dio, perché non possiamo mai sentirle troppo.

Fratelli, un genitore che perde suo figlio durante una guerra, e poi, tramite un miracolo di Dio, riesce ad averlo indietro, non si stanca di vederlo ogni giorno. La ragione è semplice. Si rende conto che grande benedizione ha in quel figlio.

Per noi, che eravamo ciechi e sordi spiritualmente, noi che eravamo lontani da Dio, senza speranza, sotto condanna eterna, che eterno privilegio abbiamo avuto nel ricevere e comprendere gli insegnamenti di Dio! Ricordiamo la grandezza di questo privilegio, in modo che non ci stancheremo mai di ascoltare gli insegnamenti di Dio.

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