un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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la Lingua - parte 4
Giacomo 3:7-12

filename: lingua04.doc adattamento di un sermone di John MacArthur, di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org
Parole-chiave: lingua selvatica; lingua velenosa; lingua traditrice; rinnovare la mente.

La Parola di Dio non è qualcosa di teorico, è la verità che riguarda sia l’eternità, sia la vita di tutti i giorni. In queste settimane, stiamo considerando l’insegnamento in Giacomo 3 sull’uso della nostra lingua.

Giacomo ci dà cinque motivi per i quali è essenziale controllare la nostra lingua. Oggi, vogliamo considerare gli ultimi due. Nei sermoni precedenti, abbiamo già visto che una lingua non controllata può condannarci se parliamo in modo sbagliato delle cose di Dio. Abbiamo anche visto che una lingua non controllata controlla tutto il corpo. Infine, abbiamo visto che la lingua non controllata corrompe tutta la vita.

Allora oggi vogliamo vedere gli ultimi due motivi per cui è essenziale controllare la nostra lingua. La lingua non controllata è una bestia selvatica

Il quarto motivo per cui dobbiamo controllare la lingua è che la lingua non controllata è una bestia selvatica che può fare tanto danno. Leggiamo Giacomo 3:7,8:

7 Ogni specie di bestie, uccelli, rettili e animali marini si può domare, ed è stata domata dalla razza umana; 8 ma la lingua, nessun uomo la può domare; è un male continuo, è piena di veleno mortale.

La lingua è come una bestia selvatica: di natura, lotta contro ogni tentativo di essere dominata. La lingua, come la bestia, vuole controllare, anziché essere controllata.

Vi leggo ancora il versetto 7:

ogni specie di bestie, uccelli, rettili e animali marini si può dominare, ed è stata dominata dalla razza umana; ma la lingua, nessun uomo la può domare, e piena di veleno mortale.

L’uomo non può domare la lingua, perché è selvatica, ed è proprio per questo che è tanto pericolosa. La lingua di una sola persona può fare un enorme danno.

Quello che Giacomo sottolinea è che l’uomo non può domare la lingua. Per farci comprendere meglio quanto la lingua sia selvatica e potente, Giacomo ci ricorda che Dio ha dato all’uomo il potere di controllare tutti gli animali. Vediamo questa verità in Genesi 1.

27 Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. 28 Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra». (Genesi 1:27-28)

Dio ha dato all’uomo il potere di dominare ogni tipo di animale. In Genesi, parla dei pesci, degli uccelli, e degli animali che si muovono sulla terra. Tutti gli animali sono compresi in questi gruppi. Giacomo dice:

ogni specie, comprendendo tutti gli animali che si muovono sulla terra, uccelli, rettili e animali marini.

L’uomo riesce a domare anche gli animali più potenti. Nel circo, vediamo uomini che hanno addestrato i leoni e le tigri. Ci sono persone che hanno addestrato gli squali e le balene. In India, l’elefante viene usato come animale da lavoro. Ci sono persone che hanno addestrato uccelli. Ci sono persone che hanno addestrato perfino serpenti e rettili. Nonostante che l’uomo sia riuscito a domare gli animali, non riesce a domare la lingua. Nessun uomo la può domare. La parola Greca tradotta in italiano con“può” è la parola greca “dunamai”, che vuol dire potenza o potere. L’uomo non è abbastanza potente da riuscire a domare la lingua. Anche nella la bocca di un credente, la lingua riesce a spezzare le sbarre della sua gabbia. Non siamo potenti abbastanza da controllare la nostra lingua. Non riusciamo a domarla.

Attenzione però, Giacomo non dice che la lingua non può essere domata. Dice che l’uomo non la può domare. Allora, se l’uomo non la può domare, chi è capace di domarla? Quello che è impossibile all’uomo, è possibile a Dio. Dio può domare la lingua.

In Genesi, leggiamo della caduta dell’uomo. Il primo peccato dopo la caduta è stato il peccato della lingua di Adamo nella sua risposta a Dio. L’uomo da solo non può domare la sua lingua. Però, in Atti, quando Dio fece nascere la Chiesa, a Gerusalemme, nel giorno di Pentecoste, il primo atto di Dio fu quello di domare le lingue delle persone che aveva salvato. Infatti mandò lo Spirito Santo, e i credenti iniziarono a glorificare Dio.

Il primo peccato dopo la caduta fu il peccato della lingua, e dopo la nascita della Chiesa la prima cosa che Dio fece nei credenti fu di usare la loro lingua per glorificare Dio. Dio può domare la lingua dell’uomo credente! Giacomo spiega che la ragione per cui noi non possiamo domare la nostra lingua da soli è che essa è un male continuo. È sempre pronta a spezzare le barre della sua gabbia. Quando Giacomo dice che è un “male continuo”, la parola tradotta con “male continuo” è la stessa parola che viene tradotta in Giac 1:8 con “instabile”. È come un animale selvatico in gabbia che cammina avanti e dietro, cercando un modo di uscire.

La lingua è anche piena di veleno mortale. Non solo è come un animale selvatico che vuole scappare dalla gabbia, ma quando scappa, è piena di un veleno mortale, come il veleno di un serpente. Fa tanto male.In Romani 3:13 leggiamo:

«La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno tramato frode». «Sotto le loro labbra c’è un veleno di serpenti».

Il Salmo 140:3 dichiara:

Aguzzano la loro lingua come il serpente, hanno un veleno di vipera sotto le loro labbra.

La lingua è come un serpente, spruzza veleno mortale. La lingua è un assassino.

Trovate nelle vostre Bibbie il Salmo 64, che ci spiega come la lingua può fare tanto male.

1 O Dio, ascolta la voce del mio lamento! Salva la mia vita dal terrore del nemico. 2 Mettimi al riparo dalle trame dei malvagi, dagli intrighi dei malfattori. 3 Hanno affilato la loro lingua come spada e hanno scagliato come frecce parole amare, 4 per colpire di nascosto l’uomo integro; lo colpiscono all’improvviso, e non hanno paura. 5 S’incoraggiano a vicenda in un’impresa malvagia; si accordano per camuffare tranelli; e dicono: «Chi se ne accorgerà?» 6 Meditano pensieri malvagi e dicono: «Abbiamo attuato il nostro piano». I sentimenti e il cuore dell’uomo sono un abisso. 7 Ma Dio scaglierà le sue frecce contro di loro, e all’improvviso saran coperti di ferite; 8 saranno abbattuti, e il male causato dalle proprie lingue ricadrà su di loro. (Salmi 64:1-8)

Notiamo che la lingua dei malvagi è come una spada e come le frecce. La lingua è un assassino. Dio farà sì che il male causato dalla lingua ricadrà sulla persona malvagia.

Nella Bibbia, troviamo tantissimi esempi di come le persone hanno usato le loro lingue per fare del male. Vediamo esempi di guerre, di omicidi, e di altri terribili peccati, causati dal veleno della lingua. Per esempio, il malvagio re Acab voleva la vigna di Nabot. Nabot, sapendo che la Legge di Dio non permetteva che la terra passasse ad un’altra famiglia, rifiutò di venderla. La malvagia Izebel, moglie di Acab, organizzò un piano per far morire Nabot. Lo invitarono ad un banchetto come ospite d’onore. Fecero sedere accanto a lui due uomini malvagi, che ad un certo punto durante il banchetto, cominciarono ad accusare Nabot di aver bestemmiato Dio e il re. Nabot, pur essendo innocente, fu ucciso dalla folla, e Acab prese il suo terreno. Nabot fu ucciso da una menzogna. Più tardi, come punizione, Dio distrusse Acab e la sua famiglia e fece sì che Izebel fosse uccisa e il suo corpo mangiato dai cani, tutto a causa del veleno della lingua.

Ricordate il libro di Ester? Il malvagio Aman, tramite una menzogna, convinse il re a promulgare un decreto che dichiarava che tutti i Giudei dovevano essere uccisi. Dio salvò il Suo popolo tramite Ester e Mardocheo. Aman fu impiccato alla forca che aveva preparato per Mardocheo. Al tempo di Gesù Cristo, i capi dei Giudei usavano il veleno della loro lingua per accusare Giovanni battista di avere un demone, e accusarono Gesù, che era senza peccato, di essere un ubriacone e amico dei peccatori. Davanti a Pilato, accusarono Gesù di essere un nemico dell’Imperatore. Il veleno delle loro lingue fu la causa della morte di Gesù Cristo.

Ci sono tanti altri esempi. Per esempio in Atti 6 e 7, uomini che odiavano il Vangelo di Cristo fecero false accuse contro Stefano, dicendo che lui aveva bestemmiato Mosè e Dio, e perciò Stefano fu lapidato fino alla morte. In Atti 21, i Giudei di Asia accusarono Paolo falsamente, ed egli fu quasi ucciso dalla folla a causa di questa menzogna, e poi dovette trascorrere due anni in prigione. Sia nella Bibbia, sia nella storia, troviamo tantissimi esempi del potere che ha la lingua di fare tanto male, come veleno mortale. La lingua non controllata è un veleno mortale, è un’arma mortale, che distrugge la reputazione, distrugge la gioia, distrugge la pace, distrugge l’amore, distrugge tutto ciò che è buono. Fa male sia agli altri, sia alla persona stessa.

Quindi, il quarto motivo per cui dobbiamo controllare la lingua è che una lingua non controllata è una bestia selvatica ed è un veleno mortale.la lingua è una traditrice sleale

Il quinto motivo per cui dobbiamo controllare la nostra lingua è che la lingua di natura è una traditrice, sleale, ipocrita, incoerente e doppia di animo. In un momento la lingua dice una cosa, ed in un altro momento dice il contrario. Se ci fermiamo a pensare, riconosceremo che tutti abbiamo fatto così. In Giacomo 3:9, ci ricorda che la lingua può parlare in modo nobile.

Con essa benediciamo il Signore e Padre. Che meraviglioso! Con le nostre lingue, possiamo benedire il Signore e Padre! Al tempo di Gesù e di Giacomo, più volte durante il giorno, i Giudei ripetevano preghiere in cui dicevano: “benedetto sia Dio il Padre”. Perciò con la loro lingua, stavano benedicendo Dio in continuo. I Salmi sono pieni di preghiere in cui si benedice il Signore.

Infatti, la cosa più meravigliosa che possiamo fare con la lingua è benedire Dio. Però, a volte, non solo benediciamo Dio con la nostra lingua. Leggiamo il resto di versetto 9.

“Con essa benediciamo il Signore e Padre; e con essa malediciamo gli uomini che sono fatti a somiglianza di Dio.” (Giacomo 3:9)

Qui vediamo l’ipocrisia della lingua, quanto è doppia di animo, e quanto è una traditrice. La stessa lingua che prima benedice Dio, poi maledice coloro che sono stati fatti ad immagine di Dio; li calunnia, li critica, e li accusa; parla con ira, gelosia e invidia verso gli altri, con odio e rancore.

La parola “malediciamo” vuol dire “dire del male”, cioè dichiariamo che desideriamo che avvenga un male a quella persona. Giacomo ci ricorda che l’uomo è stato fatto ad immagine di Dio. L’uomo è stato creato nell’immagine di Dio in quanto: è razionale, è personale, è morale, è cosciente di sé, ha una volontà e una coscienza, e può ragionare. L’uomo può conoscere, può amare, può agire in base al suo pensiero, e quindi in questo modo, è fatto ad immagine di Dio. Pur essendo macchiato dal peccato, l’uomo continua ad essere ad immagine di Dio.

Allora, come si può benedire Dio il Creatore, e maledire l’uomo che Dio ha creato, l’uomo che è stato creato ad immagine di Dio?Nel versetto 10, Giacomo continua:

Dalla medesima bocca escono benedizioni e maledizioni. (Giacomo 3:10)

Tristemente, vediamo tanti esempi di questo modo di parlare nella Bibbia, e anche nelle nostre vite. Per esempio, i farisei benedicevano Dio e maledicevano Gesù Cristo. Ricordiamo l’esempio di Simone Pietro, che disse: “tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”, e poi poche settimane più tardi, giurava dicendo: “non conosco quell’uomo!” Quante volte noi abbiamo detto parole di amore a qualcuno, e poi dopo, in un litigio, parole cattive.

Oh cari, quanto è terribile quando dalla nostra bocca escono sia benedizioni che maledizioni. Perciò Giacomo dice alla fine di v. 10: “Fratelli miei, non dev’essere così.” Non deve essere così! In Greco, questa è una dichiarazione molto forte. Infatti, questa è l’unica volta in tutto il Nuovo Testamento che questa frase viene usata. Tramite Giacomo, Dio ci dichiara: assolutamente non dev’essere così! Qualunque uso impuro o cattivo della lingua è sbagliato, e dobbiamo evitarlo. Qualunque uso impuro o cattivo della lingua è peccato. Quando Dio ci ha salvato e trasformato, ci ha dato la capacità di avere la vittoria sul peccato, compreso la vittoria sul peccato della lingua. Perciò non c’è spazio per il peccato nella vita di un vero credente.

Tre Esempi di quanto sia una contraddizione

Giacomo ci dà tre esempi per aiutarci a capire quanto sia incoerente per un credente parlare in modo peccaminoso. Vi leggo il versetto 11:

La sorgente getta forse dalla medesima apertura il dolce e l’amaro? (Giacomo 3:11)

Esce dalla stessa sorgente sia acqua dolce sia acqua amara? Assolutamente no! È impossibile. La stessa fontana non può avere due tipi di acqua. Leggo anche il versetto 12:

Può forse, fratelli miei, un fico produrre olive, o una vite fichi?

Anche qua, la risposta è categoricamente no. Un fico non può produrre olive, e una vite non può produrre fichi. La natura stessa ci insegna l’ovvio, queste cose non sono possibili. E poi Giacomo conclude il versetto 12 con la frase:

Neppure una sorgente salata può dare acqua dolce. (Giacomo 3:12)

Un cuore pulito e nuovo non produce acqua amara. Il tipo di acqua che esce da una sorgente rivela ciò che ha dentro, e nello stesso modo le parole che escono dalla bocca rivelano quello che c’è dentro il cuore di quella persona.

Quindi, un vero credente non parlerà così

Ciò che Giacomo vuole sottolineare, come aveva già dimostrato prima, è che un vero credente avrà un nuovo modo di parlare, e un vero credente deve avere un nuovo modo di parlare.

Se tu sei stato trasformato da Cristo, questa trasformazione sarà visibile nel tuo modo di parlare. Un fico è prodotto da un albero di fichi, l’uva è prodotta dalla vigna, un’oliva verrà prodotta solo da un olivo. Una fontana che sgorga acqua salata avrà dentro di sé solamente acqua salata. Similmente le parole cattive sono generate da un cuore cattivo. Le parole amare sono il frutto di un cuore pieno di amarezza. Le parole che criticano provengono da un cuore orgoglioso. Le parole che disprezzano gli altri derivano da un cuore che non conosce l’amore di Cristo Gesù. I veri credenti avranno un nuovo modo di parlare, e devono avere un nuovo modo di parlare. Giacomo sottolinea due aspetti di un’unica verità. Da un lato, un vero credente parlerà con una lingua trasformata, in modo nuovo. Dall’altro lato, Giacomo ci ricorda che un vero credente deve parlare così. Quindi da una parte è una verità certa, dall’altra però dobbiamo impegnarci per renderla vera. Questa è l’apparente contrasto o l’apparente paradosso della vita cristiana.

Le verità che Giacomo ci insegna qua sono state insegnate molto prima da Gesù Cristo in Luca 6:43

43 Non c’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né vi è albero cattivo che faccia frutto buono; 44 perché ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi. 45 L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene; e l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro tira fuori il male; perché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca. (Luca 6:43-45)

Oh cari, dobbiamo riconoscere ed accettare questa verità. Si riconosce un vero credente dal suo modo di parlare. Un vero credente controlla la sua lingua. In 1 Pietro 3:10, Pietro dichiara:

Infatti: «Chi vuole amare la vita e vedere giorni felici, trattenga la sua lingua dal male e le sue labbra dal dire il falso;

Se siamo veri credenti dobbiamo parlare così, e se siamo veri credenti parleremo così.

In questo capito, Giacomo ci aiuta a capire che la nostra lingua rivela lo stato del nostro cuore. Poi ci ha ricordato che la nostra lingua può creare tanto, tanto danno. Perciò, ci esorta a controllarla. Chi controlla la propria lingua ha un ulteriore prova che è veramente salvato.

Ognuno di noi dovrebbe esaminarsi, per considerare in che modo parla, non solonei momenti tranquilli della vita quotidiana, ma anche nei momenti di tensione e di difficoltà. Se riconosciamo che parliamo in modo sbagliato, anche se fossero solo casi rari, dobbiamo capire che abbiamo un peccato nel cuore, e dobbiamo confessarlo a Dio. Una chiave per una vita vittoriosa in Cristo Gesù è riconoscere che le parole sbagliate sono peccato, e perciò bisogna confessarlo a Dio.

Come dobbiamo parlare

In questo brano, Giacomo parla maggiormente di come non dobbiamo parlare. Però, la Bibbia spiega anche come dovremmo parlare. Vi leggo alcuni brani che descrivono come un vero credente parlerà.

“in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.” (1Tess 5:18 NRV)
Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno. (Colossesi 4:6)
La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente; istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza; cantate di cuore a Dio, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali. (Colossesi 3:16)
La bocca del giusto esprime parole sagge e la sua lingua parla con giustizia. (Salmi 37:30)
Non ho tenuto nascosta la tua giustizia nel mio cuore; ho raccontato la tua fedeltà e la tua salvezza; non ho celato la tua benevolenza né la tua verità alla grande assemblea. (Salmi 40:10)
Venite e ascoltate, voi tutti che temete Dio! Io vi racconterò quel che ha fatto per l’anima mia. (Salmi 66:16)
15 La mia bocca racconterà ogni giorno la tua giustizia e le tue liberazioni, perché sono innumerevoli. 16 Proclamerò i prodigi di Dio, il SIGNORE, ricercherò la tua giustizia, la tua soltanto. 17 O Dio, tu mi hai istruito sin dalla mia infanzia, e io, fino a oggi, ho annunziato le tue meraviglie. 18 E ora che son giunto alla vecchiaia e alla canizie, o Dio, non abbandonarmi, finché non abbia raccontato i prodigi del tuo braccio a questa generazione e la tua potenza a quelli che verranno. (Salmi 71:15-18)

come possiamo fare questo?

Oggi, tramite Giacomo, Dio ci ha fatto capire meglio che la lingua è una bestia selvatica, che nessun uomo può domare. Però, abbiamo anche visto che un vero credente deve controllare la propria lingua. Questo non è un comandamento gravoso, perché i comandamenti di Dio non sono gravosi.

Invece, ciò che è impossibile riuscire a fare da soli, è molto possibile riuscire a farlo, quando camminiamo nella via che il Signore ha preparato per noi. Infatti Dio provvede per noi tutti i mezzi necessari per ubbidire ai Suoi comandamenti.

Un vero credente deve fortificarsi nel Signore, e nella forza della Sua potenza. Vivere così, che è l’unico modo per avere vittoria sui nostri peccati, vuol dire vivere con umiltà davanti a Dio. Noi non possiamo riuscire a farcela con la nostra forza, ma solo con la forza del Signore, e perciò, tutta la gloria va a Dio. Per avere vittoria sul peccato, e specificatamente, sulla nostra lingua, dobbiamo riconoscere che parlare in un modo sbagliato è un peccato. Non è solo un errore, non è una semplice mancanza. È un peccato, e bisogna riconoscerlo come tale.

Avendo riconosciuto il nostro peccato di parlare in modo sbagliato, dobbiamo confessarlo a Dio.Poi, ricordiamo che ciò che esce dalla nostra bocca rivela ciò che è dentro il nostro cuore. Perciò, per parlare in modo santo, dobbiamo sostituire il male che abbiamo nel cuore con cose sante.

Come leggiamo in Romani 12:1,2

“1 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. 2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” (Rom 12:1-2 NRV)

Questo brano spiega che per essere trasformati dentro, che è la chiave per poter parlare in modo trasformato, dobbiamo rinnovare la nostra mente. Per rinnovare la nostra mente, dobbiamo riempirla con i pensieri giusti, come Dio, tramite Paolo, ci comanda in Filippesi 4:8

“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.” (Fil 4:8 NRV)

Chiaramente, per evitare di pensare alle cose sbagliate, dobbiamo evitare una compagnia sbagliata. Dobbiamo scegliere una compagnia, che sia fatta da persone, o da ciò che guardiamo, ascoltiamo o leggiamo, che ci possa aiutare a pensare alle cose giuste, onorevoli e pure. Inoltre, per potere avere i pensieri giusti, che rinnovano la nostra mentre, dobbiamo cibarci della Parola di Dio, e meditare su quello che leggiamo. Come abbiamo letto, la Parola di Cristo deve dimorare in noi abbondantemente.

Quando viviamo così, avremo da Dio il potere di domare la nostra lingua, in modo che essa diventi uno strumento di giustizia. Con la nostra lingua, glorificheremo Dio per tutta l’eternità. Usiamola già oggi per il bene, alla gloria di Dio. Grazie a Dio che Egli ci libera dalla potenza del peccato. Quello che per noi è impossibile da compiere da soli, è possibile compierlo in Cristo Gesù. Adoperiamo le nostre lingue alla gloria di Dio.

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