un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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L'Agonia di Cristo per noi
Pasqua 02 – Matteo 26:30-45

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 13 aprile 2014
parole chiavi: Gesù Cristo, Pasqua, salvezza, sacrificio, preghiera, volontà di Dio.

Chi di voi ha voglia di soffrire?..... Nessuno. Eppure, in certi momenti, siamo disposti a soffrire, per qualcosa di grande valore.

Oggi, vogliamo considerare la scelta di Gesù Cristo di soffrire, per poter compiere la nostra salvezza. La sua scelta ha reso possibile la croce, la Pasqua.

L'avvenimento che vogliamo considerare è quando Gesù andò con i suoi discepoli nel giardino di Getsemani, dopo aver mangiato la cena della Pasqua con loro, la Pasqua era una festa giudaica, stabilita al tempo di Mosè, che indicava in anticipo la morte di Gesù, quella sera avevano mangiato l'agnello, e mentre Gesù mangiava l'agnello; “io sono l'agnello” e mentre dava il calice diceva loro:”questo calice è il mio sangue” pensando: domani domani sarò appeso alla croce, questo lo sto facendo per loro e per tutti quelle persone che io salverò negli anni.

Allora, il cuore di Gesù era pesante quando lasciò il luogo dove avevano mangiato, per andare nel giardino del Getsemani, sapendo che: ”lì pregherò e dopo verranno gli uomini che mi arresteranno, e riceverò colpi e sputi in faccia, inizieranno le sofferenze, tutte cose che io so benissimo, e la mattina sarò flagellato dai soldati di Erode, mi daranno pugni in faccia, poi dovrò cercare di portare la croce e non sarò capace, poi mi portarenno fuori e mi inchioderanno le mani e i piedi e mi alzeranno e sarò lì, e poi il Padre comincerà a versare la sua ira su di me”. Gesù sapeva tutto quello, ma prima di poter andare alla croce c'era una battaglia, Gesù doveva combattere con il desiderio umano di non dover subiere tutto quello, e ha scelto come campo di battaglia un luogo solitario, il giardino del Getsemani, ha scelto lì per combattere questa ultima battaglia, e vogliamo considerare questa battaglia, la battaglia che faceva per vincere il desiderio di non subire tutto quello, in modo che poteva salvarci.

Mentre consideriamo questi avvenimenti, ricordate che quello che stiamo leggendo Gesù lo fece per te, se tu sei figlio di Dio, non è un avvenimento storico, un romanzo, questo è quello che Gesù che era Dio che è diventato un vero uomo, ha fatto per salvare noi! Quando leggiamo della Pasqua anche durante l'anno, pensando alla Pasqua, non è una bella storia e quello che Gesù ha realmente fatto per salvarci, egli subì le sofferenze, e tutte quelle angosce che ha subito le ha subite per noi, per amore nostro. Quindi, prego che Dio ci aiuterà a capire che stiamo leggendo quello che Gesù Cristo fece per noi!

Trovate con me Matteo 26:30-35, fino a 45. Ci troviamo ancora nella sala della cena, appena finita l'ultima cena, era lì con i discepoli, Giuda è già uscito.

“30 E, dopo aver cantato l’inno, se ne uscirono verso il monte degli Ulivi. 31 Allora Gesù disse loro: "Voi tutti questa notte sarete scandalizzati per causa mia, perché sta scritto: "Percuoterò il pastore e le pecore del gregge saranno disperse". 32 Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea," 33 Allora Pietro, rispondendo, gli disse: "Quand’anche tutti si scandalizzassero per causa tua, io non mi scandalizzerò mai!". 34 Gesù gli disse: "In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte". 35 Pietro gli disse: "Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò". Lo stesso dissero anche tutti i discepoli.” (Mat 26:30-35)

Gesù diceva queste cose mentre camminavano verso il giardino di Getsemani. Essendo la Pasqua, c'era la luna piena, i giudei celebravano la Pasqua alla luna piena noi la facciamo la settimana dopo, loro camminavano di notte ma essendoci la luna piena si vedeva bene, andavano al giardino del Getgemani, Gesù era già andato in quel giardino tante volte e Giuda che era andato a prendere gli uomini sapeva dove cercarlo, camminando lì scendendo da Gerusalemme alla valle e poi salendo dall'altro lato dove c'era il giardino, Gesù annunciò ai discepoli ciò che stava per succedere a loro insieme a lui.

31 Allora Gesù disse loro: "Voi tutti questa notte sarete scandalizzati per causa mia, perché sta scritto: "Percuoterò il pastore e le pecore del gregge saranno disperse".

“Voi tutti sarete scandalizzati per causa mia” in altre parole, per causa di Gesù, visto che erano discepoli di Gesù stava per arrivare una grande prova, che porterebbe loro ad essere scandalizzati, che in greco vuol dire “inciampare”.

Gesù annunciò che egli sarebbe percosso, e loro dispersi, però, annunciò anche che dopo, egli risusciterebbe, però, al momento stava per essere percosso, e loro dispersi.

Uno dei modi che Gesù cura le sue pecore è di avvertirle delle prove, ripetutamente nella Bibbia, Dio ci avverte che la vita cristiana comprende prove di fuoco, sofferenze e persecuzioni, sapere questo in anticipo ci permette di avere pace e fede durante la prova, sapendo che Dio è in controllo, e notate che saranno dispersi a causa di Gesù, in altre parole, visto che sono discepoli, in realtà le nostre prove più difficili arrivano perché siamo credenti, da lì arrivano le battaglie contro la nostra carne, chi non è in Cristo non ha combattimenti contro la carne, apprezza il peccato, invece per chi è in Cristo c'è una battaglia contro il proprio peccato, chi è in Cristo sarà perseguitato, tutti coloro che vogliono vivere piamente saranno perseguitati, 2° Timoteo, a causa della nostra fede in Cristo Gesù il mondo ci odierà Giovanni 15, Gesù preannuncia questo, però, le prove passeranno, e Gesù Cristo rimarrà con noi, però le prove verranno a causa di Cristo!

Quando Gesù dichiara: “il pastore sarà percosso”, chi percuoterà il pastore?............è scritto più volte nella bibbia, è scritto in Isaia ….............il Padre, Dio Padre percuoterà il Figlio per poter salvare uomini peccatori, e quando sarà percosso il gregge sarebbe disperso in quella occasione. però la sua morte non era la fine Cristo fece anche una dichiarazione molto incoraggiante ai discepoli, nel versetto 32.

“Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea," (Mt 26:32)

Sì, Gesù stava per morire, sì, per un po' di tempo i discepoli sarebbero dispersi, sarebbero senza Cristo per un po di tempo, ma poi Gesù sarebbe risorto, e i discepoli sarebbero raccolti con Gesù di nuovo.

Noi oggi abbiamo il buon pastore che sta con noi, cosa disse Gesù appena prima di salire in cielo,

Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente. (Matteo 28:20b)

Poi voi sarete con me, perché quando Gesù tornò in cielo mandò lo Spirito Santo, lo Spirito di Cristo, a dimorare in ogni vero credente, e Cristo è con noi tramite lo Spirito, e Dio non ci lascia non ci abbandona mai, perciò possiamo trovare sempre rifugio in Lui, in questo momento il cuore di Gesù era pesante.

l’Orgoglio di Pietro

Notate quanto è stato aggravato ulteriormente dall'orgolio di Pietro, lui dichiara che i discepoli sarebbero stati scandalizzati per causa sua, leggiamo nei versetti 33-35.

“33 Allora Pietro, rispondendo, gli disse: "Quand’anche tutti si scandalizzassero per causa tua, io non mi scandalizzerò mai!". 34 Gesù gli disse: "In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte". 35 Pietro gli disse: "Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò". Lo stesso dissero anche tutti i discepoli.” (Matteo 26:33-35 LND)

Oltrre al dolore di quello che doveva subire aveva a che fare con l'orgoglio di Pietro, Pietro aveva fiducia in se stesso, non in Dio, “io sono forte”, “io voglio vivere per te”, “io farò tanto per te Cristo” Pietro si vedeva superiore persino agli altri, e così forte in sé da non cadere, nonostante che Gesù aveva appena detto che tutti sarebbero scandalizzati e sarebbero inciampati, poi, quando Gesù gli dice “Pietro tu negherai di conoscermi” Pietro lo contradice, ….......NO, mai.

Che tristezza per Gesù sentire questo da Pietro.

Nonostante che Gesù avvertì Pietro che lo rinnegherebbe, Pietro dichiarò che anche se dovesse morire con Cristo, non Lo rinnegherebbe. Poi gli altri discepoli, seguendo l’esempio di Pietro, dissero la stessa cosa. Quanto è facile, quando la prova è ancora lontana, o non visibile a noi, sentirci molto sicuri di noi stessi. Quanto è facile vederci forti, come se non avessimo bisogno di Dio. L'atteggiamento di Pietro, e gli altri, era un ulteriore peso per Gesù. Gesù veramente conobbe ogni tipo di sofferenza e tentazione.

State in guardia, ricordando che il nostro orgoglio precede la caduta, come leggiamo in 1Corinzi 10:12.

“Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere.” (1Corinzi 10:12 LND)

Quanto il nostro orgoglio può portarci a cadere! Oh che possiamo avere un cuore umile, che non pone mai fiducia in noi stessi. Oh che possiamo sapere quanto noi siamo deboli per conto nostro, affinché restiamo strettamente legati a Cristo.

Nel Giardino di Getsemani

Avendo attraversato la valle, arrivano al giardino di Getsemani. Leggiamo il v.36.

“Allora Gesù andò con loro in un luogo, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare".” (Mat 26:36 LND)

Luca aggiunge il fatto che Gesù andò spesso in questo giardino, ecco perché Giuda sapeva dove trovarlo.

La parola “Getsemani” deriva da due parole Ebraiche, e significa: luogo del frantoio. Il frantoio è la macchina in cui le olive vengono schiacciate per togliere il loro olio pregiato. Avete mai pensato, mai considerato che Cristo fu schiacciato anche lì nel giardino del Getsemani, è stato schiacciato alla croce dal Padre per pagare il peso dei nostri peccati? Egli fu schiacciato dall’angoscia delle sue sofferenze. Egli fu spremuto, finché non uscì l’ultima goccia del prezioso olio del suo sacrificio d’amore. Molto spesso, nella Bibbia, l’olio d’oliva è usato per simboleggiare le grandi benedizioni di Dio. Gesù Cristo è la benedizione più grande di tutti, e il suo olio viene sparso su ogni persona che si ravvede e crede in Lui.

Entrati nel giardino, Gesù lasciò otto dei discepoli, e prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo, per poterli avere vicino a Lui nelle sue sofferenze. Leggiamo il v.37

“E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e grande angoscia.” (Matteo 26:37 LND)

Gesù aveva portato questi tre discepoli vicino a sé, poi lui è andato un po' oltre, ma loro potevano sentirlo, ricordate che aveva portato Pietro, Giovanni e Giacomo con sé in altri momenti speciali, per essere testimoni, come per esempio quando andò sul monte di Trasfigurazione e quando risuscitò la figlia di Iairo. In questo momento, portò loro, perché voleva la loro presenza, voleva il loro appoggio, voleva le loro preghiere, voleva non essere solo in questo momento di angoscia, Luca descrive come era nel giardino, aggiunge un dettaglio,

Ed egli, essendo in agonia, pregava ancor più intensamente, e il suo sudore divenne simile a grumi di sangue che cadevano a terra.” (Luca 22:44 LND)

L'angoscia di Gesù era più profonda di qualsiasi angoscia umana mai conosciuta, infatti la parola angoscia qui nel versetto di Matteo 26:37 è la forma più profonda che esista nella bibbia, la parola più pesante, una depressione, una angoscia assoluta, più grande di qualsiasi angoscia umana mai vissuta, e questo perché Gesù sapeva che nella mattina avrebbe subito l'ira di Dio, per gli uomini peccatori, Gesù sapeva che doveva andare alla croce da solo. Però, mentre era nel giardino, voleva l'appoggio di questi tre discepoli più stretti a Lui. Così, nel versetto 38, Gesù dichiarò a loro:

“Allora egli disse loro: "L’anima mia è profondamente triste, fino alla morte; restate qui e vegliate con me".” (Mat 26:38 LND)

“Restate qui e vegliate con me!” “pregate con me appoggaitemi” Gesù stava implorando loro di dargli il conforto di sapere che erano là con lui, partecipi con lui nelle preghiere. Se avessero vegliato con Lui, Gesù ne avrebbe ricevuto un enorme conforto, mi colpisce quanto sarebbe sato utile un'ora di veglia per Gesù, a volte noi possiamo dare poco ma che vale tanto, a volte noi possiamo fare un piccolo sacrificio che vale tanto.

la Preghiera di Gesù

Lasciando questi tre discepoli vicini a Lui, Gesù andò un po’ avanti per pregare il Padre. E come Gesù prega e quello che prega è quello che serve a noi, La sua preghiera è un modello di come dovremmo pregare noi nelle situazioni più difficili della vita, perché noi abbiamo lo stesso problema che aveva Gesù, Gesù aveva un problema da superare, e noi abbiamo lo stesso problema che aveva Gesù, aveva una battaglia da combattere, aveva due desideri contrastanti, che tiravano in due diverse direzioni e doveva combattere, leggiamo di questo combattimento, Leggo il versetto 39.

“E andato un poco in avanti, si gettò con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice; tuttavia, non come io voglio, ma come vuoi tu".” (Matteo 26:39 LND)

Gesù si gettò con la faccia a terra! Era così aggravato dall'angoscia che non poteva rimanere in piedi e neanche in ginocchio, nessuna angoscia nostra sarà mai paragonabile a quella che Gesù soffrì per poter salvarci, ricordati di questo quando sembra che la tua situazione sembra insopportabile, ricordati che tu non sei solo, Gesù..........si, nessuna angoscia nostra sarà paragonabile a quello che Gesù soffrì per poter salvarci, La nostra salvezza è stata comprata con la sofferenza di Gesù sulla croce, quando il Padre punì i nostri peccati in Cristo. Là nel giardino, Gesù pensava alla sofferenza che lo aspettava alla croce. Gesù pensava al calice che doveva bere mentre era appeso alla croce il giorno dopo, il calice di tormento. Gesù sapeva che stava per subire l'ira di Dio contro tutti i peccati di tutti coloro che Dio avrebbe salvato.

Ricordate che Gesù Cristo era pienamente Dio, e pienamente uomo. Come uomo, Gesù non voleva soffrire così, e così chiese a Dio di allontanare quel calice da lui, se fosse stato possibile compiere la salvezza in qualsiasi altro modo. Però, insieme a quella richiesta, di togliere il calice se fosse possibile Gesù sottomise la sua volontà alla volontà del Padre. Egli dichiarò: non come voglio io, ma come vuoi tu!

Qui vediamo un importante principio della vita cristiana. Gesù aveva due desideri. Come uomo, Gesù non voleva soffrire, non è peccato non voler soffrire, è naturale, Gesù non voleva soffrire, ci sono tanti desideri che non sono peccati, però aveva un altro desiderio, il suo desiderio più grande era di ubbidire alla volontà di Dio, di glorificare Dio.

Cioè, in sé, non è peccato avere due desideri contrastanti, se sono tutte cose lecite. La cosa importante è che il nostro desiderio predominante sia quello di fare la volontà di Dio e dare gloria a Lui, come Gesù.

Infatti, spesso abbiamo desideri contrastanti, e scegliamo sempre quello che è più importante a noi. Un genitore che ha un figlio con la febbre, potrebbe desiderare dormire perché è stanco, però, ha un desiderio più grande, quello di curare suo figlio ammalato, con la febbre, perciò, resta su tutta la notte. Il desiderio per il bene del figlio è più grande del desiderio di dormire.

Similmente, uno studente potrebbe avere il desiderio di divertirsi, ma potrebbe avere come desiderio più forte quello di fare bene sull'esame, perciò, rinuncia al divertimento per studiare di più.

Nella vita cristiana, abbiamo tanti desideri contrastanti, la cosa importante è di imparare a scegliere la cosa più importante. La chiave della vita cristiana è di avere come desiderio più grande quello di vivere alla gloria di Dio. Ovvero, la chiave sta nel cercare per primo il regno di Dio e la sua gloria, così sceglieremo bene, diremo no alla carne, Così vivremo secondo la volontà di Dio, e Dio risponderà alle nostre preghiere.

Il desiderio più forte di Gesù era di fare la volontà del Padre. Leggo una profezia messianica che dichiara questo nel Salmo 40:8, lo Spirito di Gesù parlava ai profeti, notate quello che dice, mille anni prima della croce.

“DIO mio, io prendo piacere nel fare la tua volontà, e la tua legge è dentro il mio cuore".” (Salmo 40:8 LND)

Gesù capiva che nulla vale quanto vivere per la volontà di Dio e compiere la sua opera. Quando noi comprendiamo questo, quando comprendiamo che quello che vorremo fare ci inganna perché ci ostacola da quello che è giusto fare che ci porta la vera benedizione, allora, avremo vittoria, nella battaglia con i desideri contrastanti.

In Giovanni 15, Gesù ci comanda di dimorare nel suo amore, è una situazione meravigliosa dimorare nell'amore di Cristo e ci spiega poi come dimorare nell'amore di Cristo, quando ubbidiamo ai suoi comandamenti, quando è che ubbidiamo ai comandamenti di Dio visto che abbiamo desideri contrastanti? quando riconosciamo che la cosa migliore è desiderare la gloria di Dio, così, la nostra gioia sarà completa. Gesù ci ha detto questo,” vi ho detto queste cose affinchè la vostra gioia sia completa”

Là nel giardino, Gesù combatteva nel suo cuore fra il desiderio di evitare la sofferenza terribile, e il desiderio di fare la volontà di Dio e compiere la salvezza. Vedeva la terribile sofferenza davanti a sé sulla croce, però, come ha vinto? Ha avuto una vera battaglia, come ha vinto quando vedeva la sofferenza? non ha vinto solo dicendo “io sono forte, farò la tua volontà” no, quale fu la chiave che permise a Gesù pur vedendo la croce, di scegliere la croce, la risposta la troviamo in Ebrei 12:

“tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:2 LND)

Fratelli e sorelle questo è l'unico modo di vincere quando abbiamo desideri contrastanti, dobbiamo guardare oltre quello che ci ostacola, potrebbe essere un desiderio di evitare difficoltà, o disprezzo, o sofferenza, potrebbe essere una tentazione di ricevere acclamazione del mondo o qualche vantaggio terreno, la chiave è di guardare oltre, Gesù ha vinto in questa battaglia perché guardava oltre alla croce, alla gioia che gli era posta davanti, ma davanti dall'altro lato, nella valle della sofferenza, se ci lamentiamo delle cose che ci succedono stiamo guardando all'oggi, e sceglieremo di soddisfare la carne, dobbiamo guardare oltre, a quello che Dio sta facendo, Dio sta facendo una buona opera, che dura eternamente, Gesù ha riportato la vittoria, anche noi dobbiamo riportare la vittoria, Gesù non ha vinto perché è Dio, Gesù ha vinto come uomo, per fede, cosa vuol dire “guardano oltre” quello che abbiamo letto, guardano oltre.....alla gioia che gli era posta davanti, cos'è quando uno guarda oltre?.............. È fede, Gesù ha vinto questa battaglia per fede, si fidava, “Signore so quello che tu mi hai stabilito” quindi, quando vogliamo le benedizioni maggiori, quando vogliamo avere le ricchezze eterne, quando vogliamo un tesoro che non può essere rubato o logorato, quando vogliamo la piena gioia che solo Dio può darci, dobbiamo guardare per fede e scegliere di fare la volontà di Dio e desiderare quello più di qualsiasi altrra cosa, dobbiamo guardare oltre, alla gioia che seguirà le difficoltà.

Gesù aveva questa fede, Gesù pregava così, così dobbiamo pregare anche noi.

Certamente, quando la sofferenza davanti a noi è grande, allora, la battaglia sarà più dura, come era dura per Gesù nel giardino. Infatti, era così dura che per vincere la battaglia, Gesù dovette pregare tre volte, non bastava una volta.

Lasciato Solo dai Discepoli

Ricordate che Gesù aveva chiesto in questo momento di angoscia a Pietro, Giovanni e Giacomo, i tre discepoli più stretti a Lui, gli amici migliori che Gesù aveva sulla terra, di vegliare con Lui, di pregare con lui, per essere di appoggio, Gesù desiderava tanto il loro appoggio in questo momento così terribile e difficile.

Leggiamo come andò nei vv.40,41.

“40 Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: "Così non avete potuto vegliare neppure un’ora con me? 41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione, poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole".” (Matteo 26:40-41 LND)

Che terribile delusione, Gesù aveva fatto tutto per i discepoli, ora stava per morire per i loro peccati, Egli gli chiedeva una piccola cosa: di vegliare con Lui per un'ora, invece tornò da loro e li trovò addormentati! Gesù chiedeva poco, effettivamente ma sarebbe stato di grande aiuto e incoraggiamento per lui, e fu lasciato solo dai suoi discepoli più stretti.

Gesù non aveva alcun appoggio in quel momento di grande bisogno. Egli portò tutto il peso della nostra salvezza da solo.

Ma prima di condannare i discepoli, dovremmo renderci conto di quante volte noi abbiamo mancato nei confronti di Gesù, sia in piccole cose che in grande cose, prima di condannare i descepoli, ricordiamo che io,io non sono stato con te tante volte, mi sono dimenticato di te,

Mi meraviglia il fatto che Gesù non rimproverò i discepoli con durezza. Piuttosto gli fece notare il loro peccato con una certa tristezza.

Notiamo che Gesù si rivolge a Pietro, perché Pietro si era vantato così tanto, che sarebbe stato pronto perfino a morire con Cristo. Alla prova dei fatti, invece, si vede che Pietro non era nemmeno disposto a vegliare con Lui per un'ora, quanto di meno morire con lui. Oh quanto presto le nostre grandi parole possono rivelarsi vuote. Quanto è importante che confidiamo in Dio, e non in noi stessi, quanto è importante camminare in umiltà.

Gesù diede agli Apostoli un consiglio che serve molto anche a noi. Egli dichiara: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole.

Dobbiamo pregare molto, perché siamo deboli nella carne. Noi siamo deboli, ma Dio è forte, e se camminiamo umilmente davanti a Lui, pregando con perseveranza, Dio ci fortificherà sempre. Quindi, in ogni tentazione, dobbiamo correre al Signore in preghiera e non smettere finché non abbiamo la vittoria in Lui. Gesù non ha smesso di pregare fincé non ha riportato la vittoria e dobbiamo anche noi perseverare.

Gesù prega di nuovo

Andiamo avanti per capire il grande combattimento interiore di Gesù. Leggiamo i vv.42,43

“42 Si allontanò di nuovo per la seconda volta e pregò, dicendo: "Padre mio, se non è possibile che questo calice si allontani da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà!". 43 Poi, tornato di nuovo, li trovò che dormivano, perché i loro occhi erano appesantiti.” (Matteo 26:42-43 LND)

Gesù continuò a pregare finché la sua volontà non fù pienamente allineata con la volontà del Padre.

Notate che questa volta la sua preghiera era diversa dalla prima, Gesù non chiedeva più se era possibile allontanare quel calice da lui, la prima volta si, ma non questa volta, adesso metteva ancora più enfasi sul fatto che voleva che la volontà del Padre fosse fatta. Continuando a combattere nella preghiera, Gesù aveva sempre più il solo desiderio di compiere la volontà del Padre. Gesù voleva compiere la nostra salvezza, la vostra e la mia. Grazie a Dio per questo.

Di nuovo Gesù andò da Pietro, Giovanni e Giacomo, per cercare da loro un appoggio, e di nuovo, li trovò addormentati.

Questa volta, Gesù nemmeno li svegliò. Tornò a pregare per la terza volta. Leggiamo i vv.44,45.

“44 E, lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, dicendo le medesime parole. 45 Ritornò poi dai suoi discepoli e disse loro: "Da ora in poi dormite pure e riposatevi; ecco l’ora è giunta e il Figlio dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori.” (Matteo 26:44-45 LND)

Gesù tornò a pregare con le medesime parole: di nuovo chiese che la volontà del Padre fosse fatta, Gesù è venuto nel mondo per fare la volontà del Padre, e quella volontà fece ogni giorno della sua vita, in ogni cosa, piccola e grande.

Noi siamo salvati per mezzo dell'ubbidienza di Gesù Cristo. È proprio il fatto che Gesù era disposto ad andare alla croce, per subire l'ira di Dio per noi, che Dio può salvare peccatori come noi.

Notate anche che Gesù non aveva alcun appoggio dai discepoli mentre combatteva nella preghiera. Veramente Gesù è stato tentato in ogni cosa, qualunque situazione che tu passi Gesù è stato tentato in quello peggio di te, e conosce ogni tipo di dolore, senza però mai peccare. Così può simpatizzare con noi in qualsiasi prova in cui ci troviamo. Gesù ha fatto tutto per essere il nostro Sommo Sacerdote che può simpatizzare con noi in ogni prova.

Dopo la terza volta che pregava, Gesù vinse la battaglia, ed era pronto ad andare alla croce. Ormai, aveva dominato quel desiderio di evitare la croce. La volontà di ubbidire al Padre in ogni cosa aveva vinto. E così Egli tornò quindi dai discepoli, e disse loro di dormire pure, non solo in quel momento, ma da adesso potevano avere il vero riposo, perché lui era pronto ad andare avanti alla croce, il riposo di cui leggiamo in Ebrei 4. Non aveva più bisogno della loro consolazione. Aveva la vittoria. E la sua vittoria è la nostra salvezza!

Per il fatto che Gesù Cristo aveva vinto la battaglia ed era pronto per la croce, nel tempo perfetto di Dio, non prima di questo, ma in quel momento era arrivato il momento decisivo. La folla degli uomini armati arrivò con Giuda per arrestare Gesù. Egli sapeva questo, e perciò, dichiarò ai discepoli nel versetto 45:Ecco, l’ora è giunta, e il Figlio dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori.”

Conclusione

Oggi, abbiamo letto della più grande guerra mai vissuta, la guerra nel cuore di Gesù, tutto quello che Cristo ha subito è più grande di quello che dobbiamo subire noi, perché nessuno di noi deve scegliere tra il subire l'ira di Dio essendo innocenti per altri, e non subire la collera, non avremo mai una scelta così difficile come quella scelta, Là nel giardino, Gesù combatte, per essere totalmente sottomesso alla volontà del Padre.

Gesù era solo in quella battaglia. Nemmeno i suoi tre discepoli più stretti rimasero svegli con lui, aveva chiesto loro, aveva implorato loro, di restare svegli ed è stato abbandonato persino da loro. Gesù ha combattuto da solo, affinché noi non dobbiamo mai essere soli. Chi ha Cristo, e ricordati di questo, chi ha Cristo non è mai solo, tu non devi mai subire nessuna prova da solo, perché Gesù dice: non ti lascerò, non ti abbandonerò mai, gli altri possono lasciarti, ma Dio, …......no, in Cristo Gesù. Gesù portò il peso dei nostri peccati da solo. Come ha vinto questa battaglia Gesù? come ha vinto? Nello stesso modo che dobbiamo vincere anche noi le nostre battaglie, per fede, guardava oltre le sofferenze, guardava oltre le sofferenze, alla gioia che lo aspettava dall'altro lato, è l'unico modo che noi possiamo vincere le tentazioni, di non stare lì guardando i nostri problemi, guardiamo oltre, “Signore questi problemi sono gestiti da te” perché tu stai facendo la tua opera.

Per poter salvarci, Gesù, il Buon Pastore, fu percosso, da Dio Padre, fu percosso perché fu punito al posto di uomini peccatori, noi. O che possiamo sempre ricordare quello che Gesù ha fatto per noi, e continua a fare per noi come Avvocato e Sommo Sacerdote.

Abbiamo visto Pietro, pieno di sé, era sicuro di sé, “io sono forte” questo prima della caduta, quanto noi siamo forti, noi non siamo forti, da soli siamo deboli, noi siamo forti solo quando riconosciamo quanto siamo deboli, e stiamo attaccati a Cristo allora avremo la forza di Dio in noi.

Ringraziamo Dio che Cristo era pronto ad andare alla croce per salvarci. Era pronto di affrontare tutto, perché il suo desiderio era di fare la volontà del Padre per poter salvare peccatori come noi, Ringraziamo Dio che Gesù era pronto ad essere schiacciato nel giardino del Getsemani ed anche sulla croce per spandere l'olio della salvezza su di noi.

Grazie a Dio per la salvezza che abbiamo in Cristo Gesù. Grazie a Dio che Dio non ci lascerà mai soli. Grazie a Dio che visto che non ha mancato di darci suo Figlio ci darà ogni cosa che ci serve per completare la sua opera in noi.

Gesù ha sofferto tutto, e quindi, in qualsiasi sofferenza che noi affrontiamo, Gesù sa come consolarci.

Impariamo anche dall'esempio di Gesù che quando abbiamo desideri contrastanti, dobbiamo combattere nella preghiera, se Gesù doveva combattere, anche noi dobbiamo combattere. Affidiamoci alla cura perfetta di Dio, Dio non sbaglia mai, Dio non permette le prove sbagliate, e quelle che permette per quanto possano essere ingiuste a nostro parere sono scelte da Dio, con amore per completare la sua opera in noi. camminiamo per fede, oltre le prove a quello che ci aspetterà alla presenza di Dio Grazie a DIO che Gesù era pronto a subire la croce, Sulla croce, Gesù pagò la nostro condanna, ci ha redento dalla fossa della perdizione. Oh che Dio ci aiuti a comprendere meglio quello che Gesù ha fatto per noi.

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