un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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il Signore Gesù Provvede i Pesci
Giovanni 21:1-14

filename: pasqua14.doc di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - sermone sulle sofferenze di Cristo, mini-serie per pasqua, 2003,2004, per RO, di Marco deFelice, per domenica, 27 giugno, 2004, corretta da Sonia di MonteBelluno TV>

Riassunto finora:

In questo sermone vogliamo riprendere gli avvenimenti della Pasqua. Specificamente, vogliamo considerare gli avvenimenti successivi alla resurrezione.

Nei sermoni precedenti, abbiamo considerato le manifestazioni di Gesù agli Apostoli il primo giorno della risurrezione, e poi il settimo giorno, quando era presente anche Tommaso.

Oggi vogliamo riprendere la storia, leggendo in Giovanni 21, dove troviamo la maggioranza dei discepoli riuniti in Galilea, in attesa di Gesù. Se ricordate, Egli aveva comandato loro di aspettarLo là.

Gesù si manifesta ai Pescatori scoraggiati

Consideriamo la situazione riguardante gli avvenimenti del brano di oggi. I discepoli dovevano aspettare Gesù in Galilea, dove Egli sarebbe apparso a loro. Durante i tre anni in cui Gesù visse in mezzo a loro, furono sostenuti economicamente insieme a Gesù da vari Suoi seguaci. Ora che Gesù non era più in mezzo a loro come prima, è probabile che non avessero mezzi di sostegno. Inoltre, visto che lo Spirito Santo non era ancora arrivato, non era ancora il momento di iniziare a predicare il vangelo. Nell’attesa, erano pronti ad impegnarsi nel loro mestiere per mantenersi. Lavorare in modo onesto è un impegno lodevole agli occhi di Dio.

Sette dei discepoli si trovavano insieme per andare a pescare mentre aspettavano Gesù. È buono quando i credenti passano del tempo con altri credenti.

Ora, avendo un po’ di base, leggiamo Giovanni 21:1-3

“1 Dopo queste cose, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli presso il mar di Tiberiade; e si manifestò in questa maniera. 2 Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e due altri dei suoi discepoli erano insieme. 3 Simon Pietro disse loro: «Vado a pescare». Essi gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Uscirono e salirono sulla barca; e quella notte non presero nulla.” (Giovanni 21:1-3 NRV)

In questa occasione, Gesù si manifestò di nuovo ai suoi discepoli. Il significato della parola manifestare è più profondo del solo “farsi vedere”. Manifestarsi vuol dire rivelarsi a loro. Ricordiamo che la Bibbia ci insegna che l’uomo non riesce a trovare Dio da solo. È Dio che si rivela all’uomo. Dio si rivela nella persona di Gesù Cristo. In Giovanni 1:18 leggiamo:

"Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l’ha fatto conoscere.” (Giovanni 1:18 NRV)

Anche oggi Dio si rivela a noi per mezzo di Gesù Cristo, e questo per mezzo delle Sacre Scritture.

Quindi, quando leggiamo che Gesù si manifestò a loro, il senso è che Gesù si è rivelato a loro come il Signore dei signori, Dio incarnato.

Tramite questo brano Gesù si rivela anche a noi.

In questo brano, vediamo il contrasto fra il carattere di Pietro e quello di Giovanni. Pietro è uno che prende l’iniziativa. Egli dichiara: vado a pescare. Più avanti egli si getterà nel mare per arrivare per primo alla riva. In contrasto, Giovanni è uno che comprende le cose prima di Pietro. Quindi, questi due fanno una buona coppia, in quanto si complementano reciprocamente.

Una notte senza risultati

Ricordiamo che vari di questi discepoli erano pescatori di professione, e che quindi sapevano molto bene come pescare. Leggiamo di nuovo il versetto 3.

"Simon Pietro disse loro: «Vado a pescare». Essi gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Uscirono e salirono sulla barca; e quella notte non presero nulla.” (Giovanni 21:3 NRV)

Questi sette uomini pescarono tutta la notte. Il metodo utilizzato era quello di stendere la grande rete, lasciarla affondare, e poi tirarla dentro la barca. Dovevano ripetere la procedura volta dopo volta, per tutta la notte. Era un lavoro molto faticoso. Una notte di lavoro così pesante è sempre lunga, ma visto che non hanno preso nulla, la notte è sembrata ancora più lunga. Dopo una notte così, posso immaginare che i discepoli fossero stanchi morti, affamati, e molto scoraggiati.

Il fatto che non abbiano preso pesci quella notte non è per caso, ma era tutto gestito da Dio, perché serviva per aiutare loro a conoscere di più Gesù Cristo. Infatti, la Bibbia ci insegna che perfino un passero non cade a terra se non è la volontà di Dio. Dio controlla tutti gli avvenimenti della nostra vita. Ha sempre il suo scopo per quello che compie in noi.

Umanamente parlando, potrebbe sembrare negativo che i discepoli avessero lavorato tutta la notte senza prendere nulla. Però, troppo spesso, noi valutiamo gli elementi della vita in base ad un beneficio temporale e materiale. Invece, quello che Dio fa, molto spesso ha lo scopo di darci dei benefici spirituali ed eterni.

Infatti, era importante che i discepoli non prendessero nulla, perché questo avrebbe reso più evidente il miracolo di Gesù.

Teniamo in mente lo stato dei discepoli: stanchi, affamati, e scoraggiati. Era ovvio che tutto il loro impegno non poteva produrre risultati. L’uomo può impegnarsi quanto vuole, ma solo Dio dà i risultati.

Gesù si presenta al loro

Finalmente, dopo la lunga notte, è arrivata la mattina. I discepoli si trovavano circa a 100 metri dalla riva. Leggiamo i vv. 4, 5.

“4 Quando già era mattina, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli però non sapevano che era Gesù. 5 Allora Gesù disse loro: «Figlioli, avete del pesce?» Gli risposero: «No».” (Giovanni 21:4-5 NRV)

La parola greca originale indica che erano le primissime ore del mattino, quindi, probabilmente non c’era ancora una buona luce. Inoltre, è probabile che a quell’ora accanto al lago ci fosse un po’ di foschia. Comunque sia, a 100 metri di distanza, i discepoli non riconobbero Gesù.

Spesso, quando leggiamo un avvenimento così, è facile non considerare tutti i particolari. Per esempio, Gesù avrebbe potuto presentarsi ai discepoli all’inizio della notte di lavoro, prima che si fossero affaticati tutta la notte. Invece, in base a quello che voleva compiere in loro, aspettò la mattina, avendo controllato le cose sovranamente in modo che non prendessero alcun pesce per tutta la notte.

Notiamo che Gesù usa la parola “figlioli” con loro, un termine tenero che mostra il Suo affetto. Pur essendo il Sovrano Signore, Gesù ha un tenero affetto per ogni figlio suo.

Nel greco la domanda di Gesù era: “Figlioli, non avete del pesce?”e presumeva una risposta negativa. Gesù sapeva che non avevano del pesce. La domanda non serviva a Gesù per capire la situazione dei discepoli, bensì serviva a loro affinché comprendessero meglio il loro bisogno. Infatti, volta dopo volta nel ministerio di Gesù, egli era solito porre domande per aiutare le persone a rendersi conto del loro bisogno, e della loro incapacità di curare se stessi. Anche qua, la domanda serviva per mettere in rilievo il fatto che i discepoli non erano capaci di produrre risultati attraverso il proprio impegno. Potevano pescare quanto volevano, però, non potevano produrre veri risultati.

Questa è una verità che ogni credente deve imparare. Chiaramente, gli uomini senza Dio non si rendono conto di dipendere da Dio per ogni cosa. Però, è ancora più triste il fatto che tanti credenti dimenticano che senza di Dio non possono fare nulla.

Più riconosciamo la nostra totale dipendenza da Dio, più Dio opera in noi. Finché crediamo di essere in grado di compiere qualcosa da soli, non potremo mai essere degli efficaci strumenti di lavoro per Dio. Invece, più ci rendiamo conto del nostro bisogno di Dio per ogni cosa, più Dio opererà tramite noi, perché così Dio riceve una gloria maggiore.

Visto che Gesù voleva compiere un miracolo, in modo che i discepoli potessero capire meglio che Egli può agire in ogni cosa tramite loro, era importante che i discepoli si rendessero conto della loro situazione. Alla domanda di Gesù, risposero: no! In altre parole, no, non abbiamo del pesce.

Gesù provvede tanti pesci

A questo punto, Gesù era pronto a fare un miracolo per aiutarli a capire di più sul suo sovrano controllo su tutte le cose. Ricordiamo che Gesù avrebbe potuto mandare tanti pesci nella loro rete man mano durante la notte, senza manifestarsi a loro. Però, egli voleva fortificare la loro fede in Lui, e perciò era necessaria questa lunga notte infruttuosa.

Avendo messo in evidenza la loro incapacità di prendere pesci tramite le proprie forze, a questo punto Gesù comanda ai discepoli di gettare la rete dal lato destro della barca. Leggiamo il v.6.

“Ed egli disse loro: «Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete». Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero di pesci.” (Giovanni 21:6 NRV)

Nonostante che i discepoli non avessero ancora riconosciuto che si trattava di Gesù, c’era qualcosa nel suo modo di parlare che li convinse a darGli retta. Gettarono la rete come egli aveva detto loro.

Se ricordate, all’inizio del ministerio di Gesù, era successo un avvenimento un po’ simile. Gesù aveva chiesto a Pietro l’uso della sua barca per potervisi sedere sopra ed insegnare alla folla. Leggiamo in Luca 5.

“1 Mentre egli stava in piedi sulla riva del lago di Gennesaret e la folla si stringeva intorno a lui per udire la parola di Dio, 2 Gesù vide due barche ferme a riva: da esse i pescatori erano smontati e lavavano le reti. 3 Montato su una di quelle barche, che era di Simone, lo pregò di scostarsi un poco da terra; poi, sedutosi sulla barca, insegnava alla folla. 4 Com’ebbe terminato di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo, e gettate le reti per pescare». 5 Simone gli rispose: «Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti». 6 E, fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano. 7 Allora fecero segno ai loro compagni dell’altra barca, di venire ad aiutarli. Quelli vennero e riempirono tutt’e due le barche, tanto che affondavano. 8 Simon Pietro, veduto ciò, si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». 9 Perché spavento aveva colto lui, e tutti quelli che erano con lui, per la quantità di pesci che avevano presi, 10 e così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Allora Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».” (Luca 5:1-10 NRV)

Quell’ avvenimento era antecedente di circa tre anni rispetto a quello che stiamo guardando oggi. Al tempo di quel primo miracolo con i pesci, i discepoli non capivano ancora chi fosse Gesù. Non si rendevano conto nemmeno del loro bisogno di lui per ogni cosa. Quindi, in quel primo avvenimento, quando Gesù aveva chiesto a loro a gettare la rete, prima di ubbidire, Pietro aveva detto che a lui sembrava inutile. Vi rileggo:

5 Simone gli rispose: «Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti».

Questa volta i discepoli non dicono niente, ma semplicemente ubbidiscono e gettano la rete dalla parte destra.

Notiamo che non solo Gesù aveva detto loro dove gettare la rete, ma aveva promesso dei buoni risultati. Rileggo il brano.

“Ed egli disse loro: «Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete».

Sarebbe importante tenere in mente la situazione. I discepoli erano circa 100 a metri dalla riva. Questo uomo ordinò loro di gettare dalla parte destra. Questo dopo una notte intera in cui avevano gettato la rete tante di quelle volte senza mai prendere nulla. Sarebbe stato tanto facile per loro rispondere a quell’uomo che non era possibile per lui da lontano dire a loro dove gettare la rete. Però, ormai i discepoli erano cambiati. Erano diventati veramente umili. Capivano il loro bisogno. Erano pronti ad ascoltare questa voce autorevole, anche se non capivano come avrebbe potuto sapere dove c’erano dei pesci.

In un modo o l’altro, quello che è successo era un grande miracolo. O Gesù sapeva che c’era un enorme banco di pesci proprio in quell’istante alla destra della barca, oppure, ed è più probabile così, Gesù miracolosamente guidava tutti quegli enormi pesci proprio in quel punto e in quel momento. Comunque sia, la quantità di pesci che presero era miracolosa, come era miracoloso il fatto che Gesù sapeva dove dovevano gettare la rete in quell’istante.

Hanno preso così tanti pesci che non erano capaci di tirare su la rete. Sette uomini forti, abituati ai lavori manuali non erano in grado di tirare su la rete, tanta era piena. Per loro era molto chiaro che si trattasse di un miracolo.

Pietro si getta nel mare

Era evidente a tutti che questo era un grande miracolo. Giovanni fu il primo a rendersi conto che questo uomo era Gesù. Leggiamo il v.7.

“Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «É il Signore!» Simon Pietro, udito che era il Signore, si cinse la veste, perché era nudo, e si gettò in mare.” (Giovanni 21:7 NRV)

Qui vediamo qualcosa del carattere di Giovanni e del carattere di Pietro. Solitamente Giovanni era colui che capiva le cose prima di Pietro. Pietro era colui che era il primo ad agire. Insieme, questi due caratteri possono compiere molte cose, quando entrambi sono tanto umili da riconoscere il bisogno reciproco.

Quindi Giovanni capì che si trattava di Gesù, e lo disse a Pietro. Possiamo immaginare che lo disse anche agli altri.

Per la gioia di vedere Gesù, Pietro non poteva aspettare che la barca arrivasse a terra.

Il brano dice che Pietro si cinse la veste, perché era nudo. La parola usata per nudo non vuol dire necessariamente completamente nudo, ma solo che non aveva i vestiti esterni. Mentre lavorava, Pietro aveva tolto la veste esterna, ma ora, che voleva vedere Gesù, voleva presentarsi a Lui in modo dignitoso.

La gioia di Pietro e il suo carattere impulsivo lo spingeva a gettarsi nel mare per arrivare prima alla riva. È una cosa molto bella quando un credente dimostra un tale zelo per Gesù.

Però, non tutti i credenti hanno quel carattere, anche se possono avere un amore per Gesù ugualmente profondo. Giovanni e gli altri discepoli non si gettarono nel mare, ma ciò non vuol dire che amassero Gesù di meno. Dovevano portare fino alla riva i pesci che Gesù aveva provveduto. Leggiamo il v.8.

“Ma gli altri discepoli vennero con la barca, perché non erano molto distanti da terra (circa duecento cubiti), trascinando la rete con i pesci.” (Giovanni 21:8 NRV)

Gesù aveva provveduto tutti questi pesci miracolosamente, ed era giusto per questi discepoli trascinarli fino alla terra. Mentre ci sono credenti che sono più esuberanti nel loro modo di cercare Dio, come era Pietro, che si è gettato subito nel mare, ci sono altri che lavorano dietro le quinte per compiere delle opere ugualmente importanti ma meno visibili. Visto che la rete era così pesante che non potevano tirarla su nella barca, l’hanno trascinata dietro la barca fino a terra.

il miracolo del fuoco e il pesce

Arrivati a terra, i discepoli scoprirono un altro miracolo compiuto da Gesù. Leggiamo il v.9.

“Appena scesero a terra, videro là della brace e del pesce messovi su, e del pane.” (Giovanni 21:9 NRV)

Dopo una lunga notte di duro lavoro, i discepoli erano stanchi e affamati. Appena scesero a terra videro che Gesù aveva già preparato un fuoco, aveva del pesce che stava cucinando, e anche del pane pronto. Quello era un pasto normale per la cultura del tempo. Gesù aveva preparato tutto, provvedendo al loro bisogno.

In quel caso, era molto ovvio che fosse stato Gesù a provvedere il cibo che serviva a loro, come anche il fuoco per asciugarsi e riscaldarsi. Infatti, in realtà, è sempre Gesù che provvede per i nostri bisogni. In quell’occasione, fece capire in modo palese, senza lasciare dubbi, che era stato Lui. Solitamente lo fa tramite mezzi naturali. Quanto è importante per noi ricordare che è sempre Cristo che provvede per i nostri bisogni!

Leggiamo ancora il v.9, e poi anche il v.10.

“9 Appena scesero a terra, videro là della brace e del pesce messovi su, e del pane. 10 Gesù disse loro: «Portate qua dei pesci che avete preso ora».” (Giovanni 21:9-10 NRV)

Gesù non solo provvede ai loro bisogni, ma comanda loro di portare alcuni dei pesci che avevano preso. Gesù è il Signore. Per stare in comunione con Lui è necessario ascoltare e ubbidire ai suoi comandamenti. Non è possibile essere vicini a Gesù senza essere pronti ad ubbidirGli. Egli è il SIGNORE, non è un semplice amico, simile a noi. È vero che ci accetta come suoi amici, però questo non cambia il fatto che Egli è il Signore, e deve essere rispettato e ubbidito come il Signore, il Sovrano che è.

Di nuovo, Pietro è il primo ad agire. Appena Gesù dà l’ordine di tirare su i pesci, Pietro si mette all’opera. Leggiamo i vv.10,11.

“10 Gesù disse loro: «Portate qua dei pesci che avete preso ora». 11 Simon Pietro allora salì sulla barca e tirò a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò.” (Giovanni 21:10-11 NRV)

Probabilmente Pietro si è mosso subito per ubbidire, e gli altri lo hanno aiutato. Stando sulla riva, era più facile tirare, e sono riusciti a trascinare la rete a terra. Visto che la rete era così piena, prendevano il tempo di contare i pesci. C’erano centrocinquantatré grossi pesci. Giovanni, che era un pescatore di professione prima di diventare discepolo, fu talmente colpito dal gran numero di pesci che dopo tanti anni, quando scrisse questo vangelo, ricordò il numero preciso.

Probabilmente questa ingente quantità di pesci fu venduta per una notevole somma di denaro, che sarebbe servita a loro come sostegno, finché non iniziarono il ministerio dopo il giorno di Pentecoste. Gesù provvede sempre per noi in base al piano che vuole portare a compimento tramite noi.

Il fatto stesso che la rete non si era strappata era un altro miracolo. Quando Gesù all’inizio del ministero, aveva provveduto una grande quantità di pesci per i discepoli, la rete si era rotta dal peso. Questa volta, però, nel piano di Dio la rete non si doveva rompere. Giovanni, come pescatore, fu colpito anche da questo particolare, riconoscendolo come un’opera di Cristo, e dopo anni lo scrisse nel vangelo. Quando camminiamo in ubbidienza, Dio ci dà successo nelle cose che ci chiede di compiere.

Gesù mangia con loro

A questo punto, i discepoli potevano godere quello che Gesù aveva preparato per loro. Leggiamo i vv. 12,13

“12 Gesù disse loro: «Venite a far colazione». E nessuno dei discepoli osava chiedergli: «Chi sei?» Sapendo che era il Signore. 13 Gesù venne, prese il pane e lo diede loro; e così anche il pesce.” (Giovanni 21:12-13 NRV)

Anche qua vediamo che Gesù controlla totalmente la situazione. Prima Gesù aveva comandato loro di riportare dei pesci. Ora Gesù comanda loro di venire a fare colazione.

Amici, nella Bibbia mangiare insieme al Signore è un meraviglioso privilegio. In Apocalisse, nelle lettere alle sette chiese, Gesù dichiara:

“Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.” (Apocalisse 3:20 NRV)

A livello umano, pensa al privilegio per una persona povera di essere invitato a mangiare insieme al re. Nell’Antico Testamento, vediamo vari esempi di come il re onorava qualcuno, permettendo a quella persona di mangiare alla sua mensa. Quanto più immenso è il privilegio di mangiare insieme a Gesù! E quindi, l’invito di Gesù ai discepoli di venire e fare colazione non solo è un modo per provvedere al loro bisogno di cibo, ma è anche un invito ad avere comunione con Gesù il Signore. Questo invito è valido anche per noi oggi.

Notiamo anche che Gesù prese del pane e lo diede loro, e così anche prese del pesce e lo diede loro. Gesù rendeva molto chiaro il fatto che era Lui che provvedeva per loro. Non solo aveva già preparato questa colazione, ma diede a ciascuno ciò che gli serviva. Qui c’è una chiara lezione per loro, e anche per noi. Vediamo che Gesù è colui che provvede ai nostri bisogni. Molto spesso, provvede con mezzi naturali, anche se la sua mano non è visibile, bensì è sempre Lui che sta provvedendo. In altri momenti, come questo, è molto chiaro che quello che riceviamo viene da Gesù. Quindi, dobbiamo ricordare che Gesù è la fonte di tutto quello che abbiamo.

la terza volta

Giovanni conclude questa parte con il versetto 14. Leggiamolo.

“Questa era già la terza volta che Gesù si manifestava ai suoi discepoli, dopo esser risuscitato dai morti.” (Giovanni 21:14 NRV)

Questo può avere due significati. Questo era il terzo giorno in cui Gesù si è manifestato ai suoi discepoli. Il primo giorno della sua resurrezione si è manifestato cinque volte, a Maria, alle donne, a Pietro, ai Giudei discepoli in cammino, e poi a tutti tranne Tommaso. Poi, il settimo giorno dopo la resurrezione è apparso a tutti gli apostoli. Ora, questo era il terzo giorno in cui è apparso a loro, e questo potrebbe essere il senso che Giovanni intende.

Oppure, può darsi che Giovanni intenda la terza volta che Gesù è apparso ai discepoli quando erano insieme come gruppo. Quel primo giorno è apparso una volta ai discepoli, la sera. Poi, il settimo giorno è apparso di nuovo a loro come gruppo. Questa era la terza volta che Gesù è apparso ai discepoli come gruppo.

Comunque, Giovanni fa notare che più volte Gesù si è manifestato ai suoi discepoli, dopo essere risuscitato dai morti. Loro avevano il mandato di annunciare al mondo la morte e la resurrezione di Gesù. Perciò, Gesù si manifestò ripetutamente a loro come il Signore risuscitato, per togliere ogni possibile dubbio circa la realtà della sua resurrezione. Inoltre, queste manifestazioni fortificavano la fede degli apostoli, in vista delle dure prove che avrebbero dovuto sostenere. Dio ci prepara sempre per le prove che permette avvengano nella nostra vita.

Dobbiamo sempre ricordare che mentre gli apostoli hanno avuto il privilegio di vedere Gesù con i loro occhi, noi abbiamo il privilegio di avere in mano la Parola di Dio, e lo Spirito Santo che ci apre gli occhi.

il senso di tutto questo

Certamente, gli avvenimenti in questo brano ci ricordano che Gesù è colui che provvede in tutti i nostri bisogni. Considerando il contesto di questo brano, e quello che avviene dopo, possiamo comprendere altre lezioni.

Gesù aveva dato ai discepoli l’ordine di essere testimoni in tutto il mondo della sua morte e della sua resurrezione. In altre parole, dovevano navigare nel Mare del mondo, per essere pescatori di uomini. Umanamente parlando, era un’impresa impossibile per un piccolo gruppo di uomini come loro. Come potevano loro sperare di avere successo dovendo affrontare i Giudei, e l’Impero Romano? Come potevano loro essere pescatori di uomini?

I miracoli che Gesù ha compiuto per i discepoli in questo brano dovevano costituire un chiaro ricordo per loro circa il fatto che sarebbe stato Gesù a dare successo alla loro missione di pescatori di uomini. E poi quando Gesù avrebbe dato un gran numero di uomini, sarebbe stato sempre lui a far sì che la rete non si rompesse.

Qualunque vero successo che Gesù ci ha dato nel portare avanti l’opera è dovuto all’opera di Gesù in noi e tramite noi. Noi possiamo seminare e annaffiare, ma la crescita viene sempre da Dio.

Se ricordate la storia della Chiesa, poche settimane dopo questi fatti, il giorno della Pentecoste, quando Gesù mandò lo Spirito Santo sui discepoli, Pietro e gli altri predicarono a Gerusalemme e 3000 persone furono salvate.

Quindi, in questo avvenimento, molto più che il solo provvedere per il bisogno materiale dei discepoli, Gesù fortificava la loro fede in vista dell’opera che stava davanti a loro.

Applicazioni a noi

Ogni volta che studiamo un brano, è importante capire le verità contenute in quel brano. Però, se ci fermiamo là, ci porta pochissimo beneficio. Quello che ci serve è applicare quelle verità alla nostra vita, dopo averle comprese. Per esempio, se io vedo in un brano che Gesù è stato fedele a provvedere i bisogni dei discepoli secondo la sua perfetta cura di loro, e non arrivo a capire che Egli sarà fedele a provvedere anche ai miei bisogni secondo la sua perfetta cura di me, il mio studio mi aiuta poco. Bisogna sempre cercare di capire un brano correttamente, ovvero interpretarlo, e poi bisogna arrivare alle applicazioni di quelle verità nella nostra vita.

Allora, consideriamo come le verità di questo brano possono aiutare noi. In altre parole, consideriamo alcune applicazioni di queste verità a noi.

Abbiamo visto che era necessario per i discepoli trascorrere tutta la notte senza prendere nulla. In altre parole, a loro serviva una situazione difficile per poter riconoscere meglio l’opera e la potenza di Dio. Amici, la stessa cosa è vera nella nostra vita. Anche noi abbiamo bisogno di problemi e di difficoltà per poter riconoscere meglio l’opera di Dio, e la sua potenza all’opera in noi. Infatti, molto spesso, Dio si serve dei problemi proprio per compiere le opere più grandi in noi. Quindi, quando ci arrivano difficoltà, ingiustizie e problemi che non riusciamo a risolvere, ricordiamo che Dio ha ogni cosa sotto controllo. Se Dio non ha scelto di farci evitare i problemi che abbiamo attualmente, è perché questi problemi sono proprio quello che ci serve.

Per esempio, Dio può provvederci la cura materiale necessaria in tanti modi. Nel caso dei discepoli, avrebbe potuto far prendere loro la stessa quantità di pesci man mano durante la notte. Dio può provvedere per noi già in un modo tanto regolare e normale che non ci sembra di aver bisogno di aiuto. Però, delle volte, Dio sceglie di permettere l’avverarsi di grossi problemi, per aiutarci a riconoscere che è sempre Dio a provvedere per noi.

In altri casi, Dio ci permette problemi perché sono i problemi che portano a galla determinati peccati in noi. I problemi servono come strumenti che Dio usa per santificarci. Poi ci sono problemi che servono per fortificare e purificare la nostra fede.

Quindi, una lezione da questo brano è che se Dio ci fa passare la notte pescando senza prendere alcun pesce, per modo di dire, è perché fa parte del suo piano per noi. Anziché scoraggiarci, dobbiamo chiedere a Dio di aiutarci a trarre il massimo beneficio dalla prova. Infatti, anziché chiedere a Dio di togliere le prove, dovremmo chiederGli di darci la pace e la fede necessarie per aspettare i suoi tempi, con una fede sempre maggiore.

Fratelli, non dobbiamo scoraggiarci quando dal nostro punto di vista le cose vanno male. In realtà, ricordando che Dio controlla ogni situazione, possiamo riconoscere che quello che noi chiamiamo un male, in realtà fa parte dell’opera di Dio in noi. Per un pescatore, che dipende dalla pesca per avere i soldi per vivere, trascorrere la notte intera senza prendere nulla sembra un male. Però, serviva proprio quella situazione per aiutare i discepoli a riconoscere meglio la potenza di Cristo, e quindi, in realtà era un bene. Anche noi dobbiamo capire che Dio fa cooperare tutto nella nostra vita per il nostro bene.

Abbiamo visto un’altra verità che è una lezione importante per noi. Abbiamo visto che i discepoli erano pronti ad ubbidire al comandamento di Gesù che diceva lorodi gettare la rete alla destra, nonostante che logicamente non sembrava aver senso. Anche noi dobbiamo essere pronti ad ubbidire ad ogni suo comandamento. Delle volte, può sembrare che un comandamento di Dio non sia la cosa migliore. Per chi ha problemi di soldi, pagare l’IVA potrebbe sembrare un obbligo che porta grossi problemi. Potrebbe sembrare utile dire una bugia in certi momenti. Ci sono tanti casi in cui a noi può sembrare che i comandamenti di Dio non siano il modo migliore per risolvere certi problemi. Come i discepoli, impariamo a fidarci di Dio, non perché ne comprendiamo ogni aspetto, ma perché Dio è il nostro Creatore, e noi siamo le sue creature.

In questo brano, come in tanti altri brani, abbiamo visto che Gesù è Colui che provvede ogni nostro bisogno. Solitamente, Egli usa mezzi normali, per esempio, il nostro lavoro. In questi casi, è facile dimenticare che è Dio che provvede per noi giorno per giorno. Dobbiamo impegnarci a ricordare sempre che è Dio che provvede per noi, anche se agisce attraverso mezzi normali.

Ogni tanto, come in questo brano, Dio permette situazioni drastiche, in modo che possiamo riconoscere più facilmente che è Dio che provvede per noi. Quando ci troviamo davanti a un grande problema, più importante che risolvere il problema del momento, è imparare a riconoscere che è sempre Dio che ci cura, sia con mezzi naturali, sia in modo più miracoloso. Ricordiamo poi che anche quando i mezzi che Dio usa sono quelli normali, come il lavoro, è sempre Lui che ci provvede quanto abbiamo bisogno.

Infine, ricordiamo che quando Dio ci chiama a compiere un’opera, anche se è più grande di noi, sarà Lui a darci la forza e ad appianare la via per noi. Quando noi cerchiamo di compiere un ministero per conto nostro, che non è quello a cui Dio ci ha chiamato, può sembrare che le cose vadano bene, ma non saremo in grado di produrre alcun frutto vero che dui in eterno. Invece, quando siamo come gli Apostoli, e aspettiamo i tempi stabiliti da Dio, sarà Dio stesso a aprirci le porte giuste.

Lodiamo il nostro Signore, Gesù Cristo, perché Egli è il Sovrano Dio su tutto. Egli è in controllo della nostra vita, e possiamo riposarci in Lui, mentre ci impegnamo nell’opera che Egli ci ha affidato.

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