un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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il nostro Mandato - parte 2
Matteo 28:16-20

filename: pasqua17.doc di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org - sermone sulla Pasqua, la Risurrezione e l’Ascensione di Cristo, mini-serie per pasqua, 2003,2004, per RO, di Marco deFelice, per domenica, 18 luglio, 2004>

il mandato

Nell’ultimo sermone abbiamo iniziato a considerare il Grande Mandato che Gesù ha dato alla sua Chiesa, ovvero a tutti coloro che sono veramente salvati. È la nostra missione finché Gesù non ritornerà in gloria per giudicare il mondo.

Ricordiamo che Gesù ha dato questo mandato sul monte in Galilea, nel luogo che Egli aveva indicato ai suoi discepoli. Leggiamo ancora il brano, che troviamo in Matteo 28, dal v.16.

“16 Quanto agli undici discepoli, essi andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro designato. 17 E, vedutolo, l’adorarono; alcuni però dubitarono. 18 E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente».” (Matteo 28:16-20 NRV)

Nell’ultimo sermone abbiamo considerato la meravigliosa verità che Gesù ha ogni autorità, quindi ogni potere, in cielo e sulla terra. Non esiste nulla che non sia sotto l’autorità di Gesù. Questa certezza è fondamentale per permettere ad un credente di avere la pace in mezzo a tutto quello che può succedere nella vita, perché vuol dire che nulla può andare contro ciò che Gesù stabilisce. Avendo autorità totale, Gesù ha il diritto di darci questo mandato, e dimostra che Egli ha il potere di darci successo.

Allora, tenendo in mente questa verità come base, consideriamo ora il grande mandato in sé. Il grande mandato è per tutta la Chiesa, quindi questo mandato riguarda anche tutti noi che siamo credenti.

Leggiamo il mandato, che troviamo in versetti 19 e 20.

“19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente».” (Matteo 28:19-20 NRV)

Analizziamo questo mandato frase per frase.

andate

La prima parola è “andate”. Nel greco questa parola è un gerundio, e quindi potremmo dire “andando”. In altre parole, il mandato deve essere compiuto mentre camminiamo in questo pellegrinaggio. Non è qualcosa che possiamo svolgere solamente in certi momenti, ma deve costituire il traguardo della nostra vita giorno per giorno come credenti mentre andiamo avanti, e dovrebbe guidare le nostre decisioni giorno per giorno.

Nel Vangelo di Marco, Gesù spiega dove bisogna andare ad annunciare il Vangelo e fare sì che molte persone diventino discepoli. Leggo Marco 16:15

"E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura.” (Marco 16:15 NRV)

Gesù comanda alla sua Chiesa di raggiungere tutto il mondo con il messaggio del Vangelo, in altre parole, ogni persona in ogni luogo.

Chiaramente, nessun credente in sé può raggiungere tutto il mondo, così come nessuna chiesa locale. Infatti, siamo come un esercito. In un grande esercito, ognuno ha un ruolo diverso, però tutti sono impegnati per lo stesso traguardo. C’è chi mantiene gli attrezzi, c’è chi organizza che cosa deve essere mandato e dove, e ci sono coloro che lavorano nel campo della cura medica. Ci sono coloro che combattano. Ci sono i cuochi. Ogni ruolo serve, e ognuno dovrebbe compiere fedelmente il proprio ruolo, per portare avanti il mandato che abbiamo ricevuto.

Similmente, nella Chiesa, sia locale sia universale, ci sono tanti ruoli. Chiaramente tutti dobbiamo essere pronti a spiegare il Vangelo a quelli che ci chiedono spiegazione della speranza, come dichiara 1Pietro 3:15.

“Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni.” (1 Pietro 3:15 NRV)

Però, mentre è vero che tutti dobbiamo essere pronti, quindi preparati a spiegare in modo chiaro il Vangelo, come in un esercito, alcuni saranno più portati a svolgere tale compito rispetto ad altri. Quindi, la chiesa deve organizzarsi per essere il più efficace possibile, e progredire nel portare avanti il grande Mandato.

Quindi, ricordiamo che il Grande Mandato deve essere svolto giorno per giorno, come impegno principale della nostra vita. È qualcosa che dovrebbe dirige il nostro cammino di ogni giorno.

fate miei discepoli

Che cos’è che dobbiamo fare mentre procediamo nel cammino di questa vita? Leggiamo ancora il v.19.

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli...” (Matteo 28:19 NRV)

Dobbiamo far diventare discepoli di Cristo tutti i popoli.

Questa è la parte centrale del nostro Grande Mandato. Che cosa intende Gesù? Gesù non ci chiama solamente a proclamare il Vangelo, anche se proclamarlo fa parte di questo comandamento.

La nostra missione è quella di fare discepoli. Per capire questo, dobbiamo capire il senso vero della parola “discepolo”.

Leggiamo alcuni degli insegnamenti di Gesù per quanto riguarda chi è un vero discepolo. Leggiamo prima in Giovanni 8:31.

“Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;” (Giovanni 8:31 NRV)

Un vero discepolo è uno che persevera nella parola di Gesù. Non solo ci crede, ma persevera, ovvero sottomette la sua vita alla Parola di Cristo, giorno per giorno.

In Luca 14 Gesù dichiara che prima di diventare un discepolo, una persona deve contare il costo, ovvero, rendersi conto che tale scelta comporta un costo altissimo da pagare. Leggiamo le sue parole.

“25 Or molta gente andava con lui; ed egli, rivolto verso la folla disse: 26 «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo. 27 E chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. 28 Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha abbastanza per poterla finire? 29 Perché non succeda che, quando ne abbia posto le fondamenta e non la possa finire, tutti quelli che la vedranno comincino a beffarsi di lui, dicendo: 30 “Quest’uomo ha cominciato a costruire e non ha potuto terminare”. 31 Oppure, qual è il re che, partendo per muovere guerra a un altro re, non si sieda prima a esaminare se con diecimila uomini può affrontare colui che gli viene contro con ventimila? 32 Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un’ambasciata e chiede di trattare la pace. 33 Così dunque ognuno di voi, che non rinunzia a tutto quello che ha, non può essere mio discepolo.” (Luca 14:25-33 NRV)

Gesù ci dichiara che solamente chi è pronto a rinunziare a tutto, compreso tutto quello che gli è più prezioso, può essere un discepolo suo. Ci dichiara che prima di diventare un discepolo, uno deve valutare bene, per considerare se è veramente pronto a rinunziare a tutto. Deve considerare il costo, per vedere se è pronto a sacrificare tutto per avere Cristo.

Gesù non sta dicendo che forse non conviene essere un vero discepolo. Piuttosto, Gesù vuole che una persona valuti bene, fino a riconoscere che Cristo vale più di tutto, in modo che quando c’è da rinunciare, sarà ben disposta a farlo.

Notiamo che Gesù dichiara categoricamente che se una persona non rinunzia a tutto, non può essere un suo discepolo.

Allora, considerando questo, qual è il messaggio che dobbiamo proclamare, in modo che le persone diventino veri discepoli?

Dall’insegnamento di Gesù e dalla definizione stessa della parola, è chiaro che un discepolo è qualcuno che SEGUE il maestro. Essere un discepolo va molto oltre alla semplice accettazione dell’insegnamento di qualcuno. Vuol dire dedicarsi completamente al Maestro e seguirlo totalmente. In altre parole, è un rapporto di sottomissione totale. Il discepolo affida la guida della propria vita al Maestro. Questo è un vero discepolo.

Quindi, il messaggio da proclamare è un messaggio in cui spieghiamo questo tipo di rapporto con Cristo. Il messaggio deve comprendere una spiegazione del peccato, del giudizio, e il fatto che esiste solamente un modo per essere salvati, ovvero quello di ricevere il perdono per mezzo di Gesù, diventando un vero discepolo di Cristo e acquisendo Cristo come Signore della propria vita.

Purtroppo, spesso questo non è il messaggio che viene proclamato oggi. Invece, spesso Gesù viene presentato come l’amico dell’ uomo peccatore, l’amico che ti segue ovunque, aiutandoti in tutto quello che fai. Spesso il Vangelo viene spiegato in modo da far sembrare che Gesù sia quasi al servizio del credente, sempre pronto a dare un consiglio e aiutarlo a superare le difficoltà della vita, senza interferire con le scelte della persona.

Carissimi, in base ai chiari insegnamenti di Gesù Cristo, non è possibile essere un vero discepolo, e quindi, essere veramente salvato, senza afferrare veramente Cristo come il Signore della propria vita. Per essere un discepolo, uno deve abbandonare tutto per seguire Cristo con tutto il suo cuore. Cristo diventa Salvatore, ma anche Signore e Capo. Il vero discepolo è uno che segue Gesù in ogni decisione, in ogni campo della vita, ogni giorno. Gesù è il SIGNORE, e il discepolo è un seguace di Gesù. Tutti i veri seguaci sono salvati, e non subiranno l’ira di Dio quando Gesù verrà per giudicare il mondo.

Questo è il messaggio che dobbiamo proclamare, per far diventare discepoli tutte le genti del mondo. Questo è il vero messaggio del Vangelo.

tutti i popoli

Ricordiamo che la responsabilità di proclamare questo messaggio è di tutta la Chiesa universale. A chi dobbiamo proclamare il vangelo?

Gesù ci comanda di far diventare discepoli tutti i popoli. Le parole in greco non vogliono dire ogni individuo nel mondo, ma persone da ogni razza, lingua e tribù. Dio vuole essere glorificato e adorato da ogni tipo di persona e in ogni lingua.

Infatti, in Apocalisse 5, leggiamo di quello che sarà cantato in cielo di Cristo:

"Essi cantavano un cantico nuovo, dicendo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai acquistato a Dio, con il tuo sangue, gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione,” (Apocalisse 5:9 NRV)

Gesù salva persone da ogni popolo e lingua del mondo. Quindi, è nostra responsabilità mirare a far diventare veri discepoli persone da ogni gruppo nel mondo.

una missione impossibile

Amici, umanamente parlando, il nostro mandato è una missione impossibile. Noi non possiamo far diventare nessuno un vero discepolo di Gesù. Noi possiamo proclamare il messaggio, ma solo Dio può salvare veramente una persona e trasformare il suo cuore. Paolo spiega questo in 1Corinzi 3:5-7

“5 Che cos’è dunque Apollo? E che cos’è Paolo? Sono servitori, per mezzo dei quali voi avete creduto; e lo sono nel modo che il Signore ha dato a ciascuno di loro. 6 Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere; 7 quindi colui che pianta e colui che annaffia non sono nulla: Dio fa crescere!” (1 Corinzi 3:5-7 NRV)

Sapere che sarà Dio a salvare e a far crescere è una grande consolazione. In primo luogo, perché ci aiuta a capire che non siamo responsabili di quello che non possiamo fare. Secondo, perché sapendo che è Dio che salva e trasforma il cuore dell’ uomo peccatore, non dobbiamo scoraggiarci quando sembra impossibile che qualcuno diventi un discepolo. Sarà Dio ad operare in base alla sua perfetta volontà.

La nostra responsabilità è di piantare e di annaffiare, ma sarà Dio a far crescere! Noi dobbiamo impegnarci nella nostra missione con perseveranza. Sarà Dio a darci del frutto secondo il suo piano perfetto.

Battezzandoli

Andiamo avanti a capire il resto del brano. Leggiamo ancora il v.19, e consideriamo il prossimo termine.

“19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”

Le parole “fate miei discepoli” sono tradotte da un verbo greco che è un imperativo, un comandamento. Poi seguono due gerundi: battezzando e insegnando. Consideriamo prima il gerundio “battezzandoli”.

Coloro che diventano veri discepoli, ovvero coloro che Dio salva veramente, tramite la predicazione, devono essere battezzati. Quindi, il battesimo è un atto che segue la conversione. È un atto di ubbidienza al Signore. Infatti, solitamente è uno dei primi passi di ubbidienza nella vita di chi ha veramente creduto in Cristo Gesù.

Il battesimo è nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Notiamo che la parola “nome” è usato solamente una volta. Esiste un solo Dio, in tre persone.

Che cosa vuol dire la frase “nel nome di Dio”? Nella Bibbia, il nome di qualcuno rappresenta la persona stessa. Quindi, battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo descrive un atto in cui la persona entra in un rapporto vitale con Dio. Essere battezzato nel nome di Dio è un simbolo che rappresenta che ora la persona è unita a Dio per mezzo dell’opera di Cristo.

Chiaramente, non è il battesimo in acqua che crea questo rapporto. È il battesimo spirituale che unisce veramente una persona a Dio per mezzo di Cristo. Il battesimo in acqua è un prezioso simbolo di quello che Dio ha già fatto nella salvezza. È un atto di ubbidienza a Colui che è stato accolto come Signore.

Romani 6 ci spiega del battesimo spirituale, quello che Dio compie nella vita di una persona come parte della sua conversione.

“3 O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 4 Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. 5 Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua. 6 Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato; 7 infatti colui che è morto, è libero dal peccato.” (Romani 6:3-7 NRV)

Il battesimo spirituale fatto da Dio è quell’atto in cui lo Spirito Santo unisce una persona a Cristo, in modo che la persona venga identificata con Cristo nella sua morte e nella sua risurrezione. Così, agli occhi di Dio, la persona muore con Cristo e con la condanna del suo peccato. Il battesimo spirituale fa parte dell’atto della salvezza stessa, ed è la base sulla quale Dio può perdonare, pur mantenendo la sua giustizia.

Il battesimo comandato da Gesù è il battesimo in acqua, fatto dagli uomini. È un simbolo del battesimo spirituale compiuto dallo Spirito Santo.

Il battesimo in acqua è la prima cosa comandata da Cristo per quelli che diventano discepoli. È un meraviglioso simbolo di quello che Dio ha fatto nella vita di quella persona. Inoltre, è un atto di ubbidienza. Quando una persona diventa veramente un discepolo, permette a Cristo di essere realmente il suo Padrone. In quel rapporto, l’ubbidienza è essenziale e fondamentale. L’ubbidienza al comandamento di essere battezzati in acqua è il primo passo in una vita di ubbidienza.

Insegnando loro ad Osservare

Passiamo ora alle prossime parole del brano. Leggiamo ora il versetto 20, che parla di un altro aspetto importantissimo della nostra missione.

“insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate.” (Matteo 28:20 NRV)

Il mandato della Chiesa non finisce quando una persona diventa salvata e viene battezzata. È necessario anche insegnare a quel credente ad osservare tutte le cose che Gesù comanda.

Attenzione, non basta che la persona impari tutto quello che Gesù comanda. Quello che Dio richiede da ogni credente non è solo una conoscenza intellettuale, bensì una vita trasformata e conformata ai suoi insegnamenti. Quindi, il comandamento di Gesù è quello di insegnare loro ad osservare tutto quello che Gesù ha comandato. Gli insegnamenti di Gesù, sia quelli che egli ha dato direttamente, sia quelli che egli ha dato successivamente tramite gli apostoli e gli altri autori del Nuovo Testamento, non sono semplici verità da conoscere, ma sono comandamenti ai quali ubbidire.

Non basta che un discepolo osservi alcune delle cose che Gesù ha comandato. Gesù dice di insegnare ai discepoli ad osservare tutte quante le cose che egli ha comandate.

Amici, pensate con me. Che cosa serve affinché sia possibile per un credente vivere così? Servono due cose: Innanzi tutto, un credente deve conoscere i comandamenti di Gesù. Non si può ubbidire a quello che non si conosce. Quindi, è necessario avere una conoscenza della parola di Dio sempre più profonda. Questo richiede un impegno che dura tutta la vita. Secondo, è necessario avere un cuore umile, sottomesso a Dio. Bisogna sottomettersi a Cristo in ogni campo della vita. Questo fa parte dell’ essere un vero discepolo.

Perciò, una parte del grande mandato è quella di proclamare il Vangelo, in modo fedele alla verità biblica, affinché Dio usi la sua parola per salvare le persone, redendole veri discepoli. In seguito, vengono battezzati. Inizia poi un insegnamento che dura tutta la vita, il cui scopo non è solamente quello di trasmettere una conoscenza da persona a persona, ma far sì che la vita del discepolo sia conforme e sottomessa agli insegnamenti di Cristo in ogni suo aspetto.

Un vero discepolo vive in sottomissione al Signore Gesù Cristo.

Amici, questo è il mandato che Cristo ha lasciato alla Chiesa. Questa è la nostra missione. Chiaramente, la Bibbia è piena di insegnamenti che riguardano il corretto comportamento del cristiano in questa vita, però, la missione che abbiamo come Chiesa mondiale è quella di proclamare il Vangelo ad ogni persona, in modo che coloro che Dio tocca diventino veri discepoli.

Non esiste alcuna missione così importante. Allo stesso tempo, se dovesse dipendere dalle nostre forze, questa missione sarebbe impossibile. Grazie a Dio, Gesù conclude questo mandato con una promessa meravigliosa.

una verità meravigliosa

Se ricordiamo il sermone precedente, Gesù inizia il suo discorso in questo brano annunciando che ha ogni autorità. Non esiste situazione, non esiste potere, non esiste nulla, che non sia sotto l’autorità di Cristo Gesù. Questa è una verità meravigliosa. Sarebbe inutile per noi cercare di adempiere questo mandato se Gesù non avesse ogni autorità. Ma grazie a Dio, Gesù HA ogni autorità. Però ci serve qualcos’altro. Ora, notiamo come Gesù conclude questo mandato, leggendolo ancora.

“19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente».” (Matteo 28:19-20 NRV)

Notiamo l’ultima frase: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente.”

Il mandato che Gesù ci dà come chiesa non può essere portato a termine dalla sola opera umana. Ma grazie a Dio, non siamo soli. Gesù è con noi, non solo alcune volte, ma in ogni momento, ogni giorno, sino alla fine dell’età presente. Gesù è con i suoi discepoli tutti i giorni, in altre parole, Gesù sarà sempre e costantemente con noi, fino alla fine dell’età presente, ovvero, finché non ci porterà in cielo con Sé!

Non dobbiamo mai credere di essere da soli nello svolgere l’incarico che Gesù ci ha lasciato. Gesù è con noi. Ricordiamo Ebrei 13:5,6

“5 La vostra condotta non sia dominata dall’amore del denaro; siate contenti delle cose che avete; perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò». 6 Così noi possiamo dire con piena fiducia: «Il Signore è il mio aiuto; non temerò. Che cosa potrà farmi l’uomo?»” (Ebrei 13:5-6 NRV)

Gesù Cristo è il Signore, Dio stesso. Egli è con noi, e non ci lascerà, non ci abbandonerà. Così possiamo avere piena fiducia. In qualunque prova, davanti a qualsiasi ostacolo, possiamo avere pace, sapendo che Colui che ha ogni autorità in cielo e sulla terra è con noi.

Come gli Apostoli svolgono questo mandato

Non c’è tempo per dire tante cose, però voglio solo menzionare qualcosa. Voglio notare come i discepoli hanno ubbidito a questo mandato. Specificamente, voglio notare l’ordine che seguivano quando mettevano in pratica questo mandato.

Ricordiamo che nel mandato l’ordine dato da Gesù era: fate diventare discepoli, battezzate e poi insegnate.

In base al comandamento di Gesù, gli Apostoli aspettarono a Gerusalemme finché non fosse venuto lo Spirito Santo. Poi iniziarono a proclamare il Vangelo.

Leggiamo in Atti 2 dove racconta la predicazione all’inizio della chiesa, il giorno di Pentecoste. All’ inizio del brano di Atti 2:38, Pietro sta proclamando il Vangelo. Notiamo l’ordine degli avvenimenti.

“38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. 39 Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà». 40 E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi da questa perversa generazione». 41 Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone. 42 Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.” (Atti 2:38-42 NRV)

Con la predicazione degli Apostoli, Dio ha salvato circa tremila persone. Così esse sono diventate discepoli. Poi, quello stesso giorno, furono battezzate. Da quel momento erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento.

Quindi, vediamo attuato lo stesso ordine che troviamo nel mandato di Gesù.

Esaminando altri brani, vediamo che lo stesso ordine fu seguito. Vediamo questo, per esempio, con Paolo e il carceriere, in Atti 16. Dopo che fu salvato, Paolo lo battezzò quella stessa notte. Poi il carceriere avrebbe iniziato una vita di apprendimento all’ ubbidienza a tutto quello che Gesù ha comandato.

Quindi, ricordiamo che il Grande Mandato riguarda sia quella che è la nostra missione, sia l’ordine in cui dobbiamo svolgerla.

Applicazione per noi

Potremmo dire molto di più su questo brano. Vi incoraggio a studiarlo ripetutamente nella vita. Per ora, vogliamo ricordare alcune delle verità che abbiamo visto oggi, e anche nell’ultimo sermone.

Ricordiamo la differenza fra la nostra missione e i comandamenti che ci guidano giorno per giorno nello svolgimento della missione stessa. Certamente è importante pensare ad ogni comandamento, perché tutto quello che Dio ci insegna è importante. Però, non dobbiamo mai dimenticare quale sia la missione principale della Chiesa. Siamo chiamati a far diventare discepoli le persone da ogni popolo.

Ricordiamo che nella chiesa, nel compiere la stessa missione, non tutti svolgono il medesimo ruolo. Come in un grande esercito, ci sono tante responsabilità, tutte necessarie. Ognuno dovrebbe essere fedele in quello che Dio gli dà da fare. Non dobbiamo cercare un ruolo di importanza, ma piuttosto di essere trovati fedeli in quell’incarico che Dio ci ha affidato. È importante che ognuno di noi ricordi quale sia il nostro grande mandato.

La nostra missione come Chiesa, insieme a tutte le vere chiese del mondo, è di far diventare veri discepoli le persone da ogni popolo. Che Dio ci aiuti a mirare bene per promuovere questo mandato con tutto quello che facciamo.

Impegnamoci a presentare Cristo in modo vero. Non dobbiamo presentare un Gesù di comodo, ma piuttosto Colui che è il Signore dei signori, e il Re dei re. Presentiamo la chiamata di ravvedimento per diventare veri discepoli. Poi sarà Dio a cambiare cuori.

Chiaramente, noi non siamo in grado da soli di portare frutto in questo mandato. Però, non siamo soli. Ricordiamo che Gesù Cristo è con noi, e sarà con noi fino alla fine di questa età. Non solo, ma questo Gesù Cristo che è con noi, è il Signore di tutto. Egli ha ogni autorità, in cielo e sulla terra. Perciò possiamo essere tranquilli, sapendo che Egli è pienamente in controllo. Noi dobbiamo seminare e annaffiare, ma sarà Gesù Cristo a dare la crescita.

Gloria a Dio per questo. Egli porterà la sua opera. Certamente, noi abbiamo il privilegio e anche la responsabilità di proclamare il Vangelo. Però i risultati sono di Dio. Che Dio ci aiuti ad essere un popolo dedicato allo svolgimento dell’opera che Dio ci ha lasciato da fare.

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