un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

Per stampare questo sermone, suggeriamo che torni in dietro e scegli la versione PDF, che è già impaginata da stampare.

Si usa Ctrl +   e  Ctrl -  per cambiare la grandezza dei caratteri

email questo link

Tutto è compiuto

sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica, dicembre 2015 --- mdf ag ---
parole chiave: salvezza, è compiuto, opera della salvezza.

Oggi, considerando la tua vita, qual è il tuo problema più grande? Quando pensiamo ai nostri problemi, tendiamo a pensare a problemi legati alle nostre circostanze. Ma questo pensiero, che è il pensiero che può avere qualunque uomo senza Dio, non è la verità, perché non tiene conto del peccato.

Allora, pensiamo al nostro peccato. Quanto grave è il nostro peccato? In Romani 1, leggiamo:

“Perché l’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia,” (Romani 1:18 LND)

Ognuno di noi compie empietà e ognuno di noi trascura Dio facendoci opere ingiuste. E qual è la punizione di Dio per questo? Ira! Dio è pieno di ira contro il peccato. La giustizia di Dio richiede che Dio punisca terribilmente ogni peccato!

Andando avanti in Romani, leggiamo qualcosa di quanto siamo colpevoli: Romani 2:1 infatti ci mostra quanto siamo nei guai. Ve lo leggo.

“Perciò, o uomo, chiunque tu sia che, giudichi, sei inescusabile perché in quel che giudichi l’altro, condanni te stesso, poiché tu che giudichi fai le medesime cose.” (Romani 2:1 LND)

Il nostro peccato è infinitamente peggio di qualunque problema che abbiamo.

Visto che Dio è tre volte Santo, il nostro peccato ci separa da Dio, crea una barriera fra noi e Dio, e suscita in Dio la sua giusta ira contro il nostro peccato.

Se abbiamo creduto in Gesù Cristo, diciamo di essere salvati, ma a volte ci sorge la domanda se Dio ci abbia accettato veramente, alla luce del fatto che continuiamo a cadere.

La cosa importante è arrivare

Per aiutarci a riconoscere qual è il nostro problema più grande, consideriamo le nostre vite come un viaggio.

In un viaggio, qual'è la cosa importante? La cosa importante è di arrivare alla destinazione.

Immagina due persone che devono fare una viaggio. Arrivare alla destinazione è una questione di vita e morte.

Uno di loro, chiamiamolo Giorgio, ha tutto. Ha ottima salute, ha molti soldi. Viaggia insieme ad una bella compagnia, e il suo viaggio va veramente tutto liscio. Giorno dopo giorno, si trova molto bene. Ha pochi problemi. Mangia bene, si diverte, ha successo in tantissime delle sue imprese. Gode molto la sua compagnia. Però, quando alla fine del suo lungo e piacevole viaggio arriva nel porto, scopre di essere stato sulla nave sbagliata. La sua destinazione è un posto terribile, infatti, è così terribile che tutto il bene che aveva goduto perde ogni suo valore per il tormento attuale.

L'altro uomo si chiama Matteo. Matteo ha una vita difficilissima. Il suo viaggio è difficile dal primo giorno. La sua stanza è piccola, scomodissima, spesso bagnata e fredda. Ha poco da mangiare, e suoi compagni di viaggio spesso sono uomini cattivi che gli portano notevoli sofferenze. Il suo incarico sulla nave è molto pesante e difficile, e spesso non riesce a riposarsi. La situazione di Matteo è completamente contraria alla situazione di Giorgio. Dove per Giorgio quasi tutto andava bene, per Matteo, quasi tutto è difficile e doloroso.

Però, un bel giorno, dopo una tempesta particolarmente terribile, esce il sole e si trova nel porto. Esce dalla nave, e scopre che la destinazione è infinitamente più meravigliosa di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Il solo guardare attorno gli fa subito dimenticare tutte le difficoltà e le sofferenze del lungo viaggio appena passato.

In realtà, come vada il viaggio non è importante. Se un viaggio va tutto liscio, ma, alla fine, non si arriva alla destinazione, è tutto perso, e il fatto che fino a quel punto tutto era andato bene non vale nulla.

Dall'altra parte, se il viaggio è pieno di pericoli e difficoltà, se ci sono sofferenze, ma se, nonostante tutto, si arriva alla destinazione, tutto viene dimenticato per la gioia, e quella è la vita che conta.

Il fatto che ci siano o non ci siano terribili tempeste in realtà non importa. Il fatto che gli altri passeggeri con cui stai viaggiando siano antipatici e non ti mostrino rispetto, oppure che siano un'ottima compagnia, non è la cosa più importante. Il fatto che tu sia strettissimo con i soldi, e che tu abbia una sistemazione molto scarsa, che il tuo cibo sia molto meno buono di quello di qualcun altro con più soldi, e che tu sia sempre alle strette con tutto, in realtà non importa, se è certo che tu arriverai.

Quanto è importante che riconosciamo, e ricordiamo che l'unica cosa che veramente importa è di avere la certezza di arrivare alla destinazione giusta, che noi sappiamo di essere l'eternità con Dio!

Il vero problema: (prospettiva)

Se uno dovesse chiederti qual è il tuo problema più grande, cosa risponderesti?

Spesso, pensiamo a qualcosa che rende la vita difficile. Una grave malattia, un problema grande nel tuo rapporto con qualcuno vicino, un problema di lavoro o di soldi, una situazione in cui gli altri ti accusano ingiustamente, una situazione pesante, che ti lascia stanchissimo.

Ciò che tutti questi problemi hanno in comune è che sono tutti legati alle cose del mondo. Sono tutti aspetti del viaggio, non legati a quale sarà la tua destinazione.

Però, in realtà, che importa come va il viaggio, se arrivi al traguardo?

Pensate all'esempio dell'Apostolo Paolo e del suo viaggio come prigioniero a Roma nella nave.

Fu un viaggio terribile, ci fu quella tempesta terribile che durò tanti giorni. Persero tutta la merce, e la nave fu distrutta. Arrivarono su un'isola dove dovettero passare l'inverno. Però, Paolo arrivò sano e salvo a Roma. Cioè, quel viaggio fu terribile, ma Paolo arrivò a Roma. Quella era la cosa importante. Dio aveva dichiarato a Paolo che doveva predicare a Roma. E Dio fece sì che Paolo arrivasse a Roma, dove predicò. La cosa importante era di arrivare, e per l'opera di Dio, Paolo arrivò!

Infatti, non importa quante difficoltà ci furono. Fu Dio a far arrivare Paolo a Roma sano e salvo. Era il piano di Dio per Paolo di arrivare, e nonostante la tempesta, o in realtà potremmo dire tramite la tempesta, Dio fece sì che Paolo arrivasse. Paolo arrivò a Roma perché Dio lo fece arrivare. Dio è la forza che sta dietro le quinte di ciò che succede, ed è Dio che provvede i mezzi per portarci fino alla destinazione finale.

Il vero problema più grande è il nostro peccato.

Adesso, consideriamo la nostra situazione. Effettivamente, la nostra vita è un viaggio. Dio ci spiega, ripetutamente, che siamo in viaggio per arrivare al giudizio finale, e poi, o arriveremo in cielo con Dio per sempre, per godere la presenza di Dio per sempre, oppure, saremo mandati nel lago di fuoco per essere tormentati giorno e notte nei secoli dei secoli.

Alla luce dell'eternità che ci sta davanti, ed è importante che ci fermiamo a considerare il senso dell'eternità, per quanto ne possiamo capire, cioè un'esistenza che va avanti per sempre, che non finirà mai, che non cambierà mai, che sarà sempre quello, alla luce del fatto che siamo in viaggio per l'eternità, l'andazzo di questa brevissima vita non è la cosa importante. La cosa importante è di poter entrare nella presenza di Dio per sempre, per godere Lui, per essere nella gioia, anziché essere mandati al lago di fuoco per essere tormentati giorno e notte nei secoli dei secoli.

Allora, alla luce dell'eternità, il nostro vero problema, in un certo senso potremmo dire l'unico nostro vero problema, è il nostro peccato.

Vediamo questa verità descritta ripetutamente nella Bibbia in varie forme. Per esempio, dal Vangelo di Marco 8:36,37, Gesù ci fa capire che se abbiamo tutto, quindi se ogni cosa nella vita va liscia, ma non abbiamo la salvezza eterna, non ci gioverà a nulla. Leggo le parole di Gesù.

“36 Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua? 37 O che cosa potrebbe dare l’uomo in cambio dell’anima sua?” (Marco 8:36-37 LND)

Tutte quelle cose e situazioni che tendono a catturare la nostra attenzione in realtà non importano minimamente, a confronto con la nostra salvezza eterna. Se riuscissimo a far andare bene tutto quanto, se riuscissimo a risolvere ogni problema, per evitare ogni difficoltà, senza la salvezza eterna non ci gioverebbe a nulla. Invece, avere la salvezza eterna equivale ad essere benedetto immensamente. Non c'è benedizione più grande di quella.

In Luca 16, Gesù ci racconta di un uomo ricco e del povero Lazzaro, per farci capire che le situazioni che dobbiamo affrontare in questo viaggio non importano minimamente, alla luce dell'eternità. Gesù parla di due uomini: un uomo ricco e uno povero di nome Lazzaro. Vi leggo Luca 16:19-21, che descrive questi due uomini, e quanto erano diverse le loro situazioni di vita.

“19 "Or vi era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e bisso, e ogni giorno se la godeva splendidamente. 20 Vi era anche un mendicante chiamato Lazzaro, che giaceva alla sua porta tutto coperto di piaghe ulcerose 21 e desiderava saziarsi delle briciole che cadevano dalla tavola del ricco, e perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.” (Luca 16:19-21 LND)

La condizione di vita di questi due uomini non potrebbero essere più diversa. Uno aveva una vita estremamente bella e facile. L'altro aveva una vita estremamente dolorosa. Poi, entrambi morirono, entrambi lasciarono la vita sulla terra. Non causato dalla sua condizione di vita, ma causato dalla sua condizione davanti Dio, l'uomo ricco si trovò in un tormento terribile, senza alcuna speranza di uscirne. Invece l'altro, il mendicante, si trovò in grande gioia con i credenti in Dio, nella storia rappresentati con Abramo.

Un chiaro scopo di Gesù nel descriverci la vita e il destino di queste due uomini è di farci capire che non dobbiamo preoccuparci delle circostanze del nostro viaggio, ma piuttosto dobbiamo preoccuparci di arrivare alla salvezza.

Non posso dirlo troppo chiaramente. Il nostro vero problema non riguarda la salute, non riguardano i soldi, non riguardano le persone che ci creano problemi, non riguarda nient'altro di questa vita. Il nostro vero problema è il problema del nostro peccato. Dio è santissimo, il suo metro è così alto che nessun uomo riesce a superarlo con i propri sforzi. Dovremmo preoccuparci di questo.

Consideriamo la Santità di Dio

Consideriamo l'assoluta santità di Dio, e cosa vuol dire per un uomo peccatore, che è ciò che siamo tutti quanti dalla nascita. In base ai nostri peccati, non abbiamo alcuna speranza. Leggo il Salmo 130:3

“Se tu dovessi tener conto delle colpe, o Eterno, chi potrebbe resistere, o Signore?” (Salmo 130:3 LND).

Detto questo insieme alla prima parte di Romani 6:23

"Il salario del peccato è la morte..." (Romani 6:23).

Romani 3:23 ci ricorda ciò che già sappiamo tutti.

“poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,” (Romani 3:23 LND).

Siamo tutti peccatori dalla nascita. Dio è santissimo, la sua santità e la sua giustizia lo costringono per forza a punire il nostro peccato. Ed è per questo motivo che abbiamo letto che se Lui dovesse tener conto delle colpe, nessuno potrebbe resistere.

Quindi questo è il nostro problema. Per quanto riguarda i problemi legati alla terra, Dio è ben capace di risolverli tutti. In realtà, i problemi arrivano perché fanno parte del piano di Dio per noi. Dio riesce a gestire tutto e tutti per mandarci tutto ciò che fa parte del suo piano per conformarci all'immagine di Cristo.

Voglio leggervi due brani nel libro di Gioele. Tramite Lui, Dio parla al suo popolo. Prima di tutto, voglio leggere quello che Dio dichiara che farà loro nel capitolo 1. Leggo Gioele 1:11,12.

“11 Siate confusi, o agricoltori, gemete, o vignaioli, per il frumento e per l’orzo, perché il raccolto dei campi è perduto. 12 La vite è seccata, il fico è inaridito, il melograno, la palma, il melo e tutti gli alberi della campagna sono seccati; la gioia è venuta meno tra i figli degli uomini.” (Gioele 1:11-12 LND).

Qui, leggiamo che Dio manderà terribili problemi a questo popolo. Tutto è sotto il controllo di Dio.

Però, Dio è pronto a perdonare quando ci ravvediamo. Vediamo il cuore di Dio in Gioele 2:12,13. Notate il cuore di Dio, in come chiama il suo popolo al ravvedimento, dichiarando ciò che Egli stesso farà per loro. Dio vuole comunione con il suo popolo. Ve lo leggo:

“12 "Perciò ora," dice l’Eterno, "tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti". 13 Stracciate il vostro cuore e non le vostre vesti e tornate all’Eterno, il vostro DIO, perché Egli è misericordioso e pieno di compassione, lento all’ira e di grande benignità, e si pente del male mandato.” (Gioele 2:12-13 LND)

Dio è pronto a perdonare quando ci ravvediamo veramente. Pensando alla vita come un viaggio, Dio ha mandato terribili problemi, con lo scopo di farci tornare a Lui.

Andando avanti nel capitolo 2, troviamo ciò che Dio promette di fare quando essi si ravvederanno e torneranno a Dio. Ricordate quanto era terribile la situazione di cui abbiamo letto in Gioele 1. Adesso, vediamo ciò che Dio manderà loro una volta che si saranno ravveduti. Leggo solo una parte di questo brano, ma ci aiuterà a capire. Leggo Gioele 2:24-27.

“24 Le aie saranno piene di grano e i tini traboccheranno di mosto e di olio 25 così vi compenserò delle annate che hanno divorato la cavalletta, la larva della cavalletta la locusta e il bruco, il mio grande esercito che avevo mandato contro di voi. 26 E voi mangerete in abbondanza e sarete saziati, e loderete il nome dell’Eterno, il vostro DIO, che per voi ha fatto meraviglie, e il mio popolo non sarà mai più coperto di vergogna. 27 Allora voi riconoscerete che io sono in mezzo ad Israele e che sono l’Eterno, il vostro DIO, e non ce n’è alcun altro; il mio popolo non sarà mai più coperto di vergogna".” (Gioele 2:24-27 LND)

Come Dio aveva mandato terribili mali nel capitolo 1, in questo capitolo, porta grandi benedizioni. Quanto è importante che comprendiamo che Dio è in controllo di ciò che succede! Quello che Dio manda nella nostra vita è quello che serve per farci tornare a Lui e crescere in Lui!

Allora, il punto che dobbiamo capire, è che il nostro problema più grande, in un certo senso, il nostro unico vero problema, è il nostro peccato nei confronti di Dio. Il nostro peccato è un immenso problema, perché Dio è santissimo, e odia il nostro peccato. Il nostro peccato ci rende colpevoli, e Dio non può permetterci di stare nella sua presenza coperti con il nostro peccato.

Volta dopo volte nella Bibbia troviamo brani che insegnano i principi che abbiamo visto in Gioele. Abbiamo visto che Dio manda il male, e Dio manda il bene. Quindi, è inutile che noi ci preoccupiamo dei problemi terreni, e così trascuriamo Dio, come se potessimo noi risolvere i nostri problemi. Solo Dio può risolvere i nostri problemi, oppure, se Egli lo sceglie, può darci la grazia sufficiente per sopportare quei problemi, perché sono utili per la nostra crescita. Ciò di cui abbiamo bisogno è che ci preoccupiamo del nostro peccato, ovvero, che cerchiamo per primo il regno di Dio e la sua giustizia.

Però, la Bibbia ci spiega ripetutamente che nessuno può essere giustificato davanti a Dio per mezzo delle proprie opere. Il nostro peccato è troppo grave, non riusciamo ad ubbidire a Dio come Egli giustamente esige. Abbiamo bisogno, non solo all'inizio ma ogni giorno della nostra vita, di un Salvatore. Ed esiste un unico Salvatore, Gesù Cristo!

Gesù ha Compiuto Tutto

Se noi considerassimo veramente la gravità del nostro peccato, e se considerassimo la severità del giudizio di Dio, vedremmo ogni giorno quanto abbiamo bisogno dell'intervento del nostro Salvatore.

Quando consideriamo la gravità del peccato, questa comprensione suscita in noi una domanda estremamente importante. Ciò che ha fatto Gesù sulla croce, il suo sacrificio, è veramente sufficiente? Paga veramente il nostro debito? Placa veramente l'ira di Dio? È veramente il prezzo sufficiente per salvarci per sempre?

Gesù passò circa sei ore sulla croce. Nelle prime tre ore fu disprezzato dagli uomini. Poi, diventò buio, e per tre ore fu punito da Dio. Fu alla fine di quel tempo che gridò:

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27:46)

Erano in quelle tre ore che Gesù stava pagando la condanna per il peccato. Alla fine di quelle tre ore, Gesù gridò una parola preziosa e potente, per annunciare che il prezzo era pagato. Leggo le parole di Gesù alla fine di quelle ore, che troviamo in Giovanni 19:30. Ve le leggo:

“Quando Gesù ebbe preso l’aceto disse: "È compiuto". E, chinato il capo, rese lo spirito.” (Giovanni 19:30 LND)

Consideriamo queste parole “è compiuto!”. Cosa vogliono dire, queste parole preziose "È compiuto" dichiarate da Gesù Cristo, dopo aver subito l'ira di Dio mentre era appeso sulla croce?

Prima di tutto, ricordate che la parola “compiuto” in greco vuol dire “una cosa completamente pagata”, “un debito saldato”, “un'opera completata fino in fondo”. E perciò, con queste parole Gesù stava dichiarando al mondo che il debito del peccato a causa del quale era andato alla croce per pagarlo era completamente pagato. Non c'era altro da pagare, Gesù avevo pagato tutto. Questo è l'insegnamento che troviamo per esempio in Ebrei 9:24-28. Ve lo leggo:

“24 Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura del vero, ma nel cielo stesso per comparire ora davanti alla presenza di Dio per noi, 25 e non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra ogni anno nel santuario con sangue non suo. 26 altrimenti Egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo; ma ora, una sola volta, alla fine dei secoli, Cristo è stato manifestato per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. 27 E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio, 28 così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza.” (Ebrei 9:24-28 LND)

Poi, in Ebrei 10:14 leggiamo:

“Con un’unica offerta, infatti, Egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono santificati.” (Ebrei 10:14 LND)

Là sulla croce, Gesù Cristo ha pagato il pieno prezzo della condanna per i nostri peccati, in modo che chi si ravvede e crede in Lui venga pienamente perdonato! Quindi, il debito è pagato, la salvezza è compiuta pienamente.

Cosa Cambia, Ricordando Questo

Cosa vuol dire per noi che siamo in viaggio verso il giudizio finale? Vuol dire che dobbiamo ricordare che tutta la nostra fiducia, tutta la nostra speranza, e tutto il nostro conforto viene dall'opera compiuta dal nostro Salvatore Gesù Cristo!

Non dobbiamo mai credere di poter aggiungere qualcosa alla sua opera perfetta. Se noi cerchiamo di aggiungere qualcosa, se crediamo che qualche opera nostra conta come parte del prezzo per la nostra salvezza, i nostri pensieri sono stolti. Certamente, uno deve ravvedersi e credere, ma l'opera della salvezza è tutta di Cristo, ed è ciò che Egli ha fatto sulla croce. Quindi, a noi tocca riposarci pienamente in quello che Gesù Cristo ha fatto. Dobbiamo riposarci in quello che Gesù ha compiuto per avere pace con Dio. Dobbiamo riposarci per avere la gioia e la speranza totalmente ed esclusivamente nell'opera di Gesù Cristo.

Ricordatevi che se cerchiamo di aggiungere qualcosa all'opera di Cristo, macchiamo la sua opera perfetta. Non c'è nulla da aggiungere.

Ciò che possiamo offrire a Dio è il nostro peccato e la nostra fede in Gesù come Colui che può salvarci e purificarci. L'opera della salvezza è stata compiuta da Gesù Cristo!

Quindi, visto che Gesù gridò "è compiuto", non dobbiamo guardare a noi stessi per cercare di essere accettati da Dio. Dobbiamo alzare gli occhi da noi stessi, dalle nostre cadute, dai nostri dubbi, e dobbiamo guardare a Gesù Cristo. Il nostro impegno, il nostro zero per Dio, il nostro amore per Dio, le nostre opere, tutto sarà sempre insufficiente per farci arrivare a Dio. Dobbiamo fidarci totalmente dell'opera di Gesù Cristo per noi.

È compiuto! Per il demone, sono parole terrificanti. Per il peccatore, sono parole che danno la vita. Per coloro che sono già salvati, sono parole che danno gioia! È compiuto, l'opera della salvezza è pienamente compiuta in Cristo Gesù!

Quando noi guardiamo a noi stessi, anziché migliorare, anziché crescere, anziché avere vittoria sui nostri peccati, il nostro cuore si raffredda. Guardando al nostro peccato, non vediamo Cristo, e la nostra fede diventa più debole. Il nostro amore si raffredda, perché non vediamo l'amore di Dio per noi in Gesù Cristo. Perciò, se tu stai guardando a te stesso, alza gli occhi, smetti di guardare a te stesso, alza i tuoi occhi e guarda a Gesù Cristo. Non focalizzare più sui tuoi peccati, ma piuttosto sul tuo Salvatore! Guarda la Sua opera perfetta e completa sulla croce per te!

Guardando a Cristo, e a Cristo solo, ogni vanto sparisce, ogni gloria dell'uomo diventa un'ombra, e Cristo prende il suo posto giusto come tutto!

Non dobbiamo mai aggrapparci a nulla e a nessuno se non solo a Gesù Cristo e alla sua opera sulla croce. Non dobbiamo affidarci alla nostra Chiesa o alla nostra denominazione. Non dobbiamo confidare in qualche rito. Non dobbiamo confidare nelle nostre opere, che non possono mai comprarci la salvezza. Dobbiamo togliere gli occhi da qualunque cosa che ci farebbe guardare meno all'opera di Gesù Cristo!

Quando Dio, prima di aver creato il mondo, nel suo cuore creò il suo piano di salvezza, era tutto e totalmente basato sull'opera di Gesù Cristo. Il patto eterno della grazia con cui siamo salvati è totalmente fondato su Gesù Cristo. In ogni opera compiuta da Gesù, è stato sempre Gesù e Gesù solo a farla. È stato Gesù solo che, dopo aver fatto la propiziazione per i nostri peccati, si è seduto accanto alla Maestà in alto. Gesù e Gesù solo dev'essere la gioia dei nostri cuori, l'oggetto della nostra gloria, l'amato del nostro cuore, e Colui in cui speriamo e che adoriamo.

Quindi, la nostra salvezza è fondata totalmente sull'opera di Gesù Cristo. Ricordare sempre questa verità è l'unico modo di camminare con gioia e pace nella vita cristiana.

Come Viviamo Allora?

Allora, alla luce di questo, come dobbiamo vivere in questo viaggio verso il giudizio finale, e verso l'eternità?

L'unico modo di vivere è tenendo i nostri occhi pienamente su Gesù Cristo!

Dobbiamo capire che quelli che noi consideriamo problemi, problemi di salute, problemi di soldi, problemi con altre persone, i vari dolori che la vita terrena può avere, non sono nulla a confronto con il problema del nostro peccato davanti a Dio. Però, se riconosciamo veramente che questo è il nostro problema più grande, se riconosciamo e veramente crediamo in quello che Gesù Cristo ha fatto una volta per sempre sulla croce, allora, la nostra salvezza è sicura, perché è fondata nell'opera perfetta e completa di Gesù Cristo. Gesù ha compiuto tutto!

Riconoscere e ricordare giorno per giorno che questa vita è solamente passeggera, è solamente la preparazione per l'eternità, ricordare questa verità ci può dare grande pace in mezzo alle tempeste. Questo perché ciò che Dio ha iniziato in noi, Dio lo porterà a compimento, fino al giorno di Cristo, perché sulla croce Gesù ha compiuto tutto.

Se siamo salvati, siamo salvati per l'opera di Gesù Cristo; essendo tutto compiuto in Lui, nessuno ci può rapire dalla sua mano. A proposito, Gesù dichiara in Giovanni 10:27-30:

“27 Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; 28 e io dò loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio. 30 Io e il Padre siamo uno".” (Giovanni 10:27-30 LND)

Che meravigliosa e preziosa verità per chi ha fede in Gesù Cristo!

Per Chi Non Ha Cristo

Ma non tutti hanno fede in Gesù Cristo. Alcuni di voi non avete fede in Cristo, e ci sono tanti altri che non hanno fede in Cristo. Per tutti voi che non avete Cristo, i problemi di questa vita, per quanto possano essere pesanti, e possono essere pesanti, non sono assolutamente nulla a confronto con la condanna eterna che sta davanti ad ogni persona senza Gesù Cristo. Come abbiamo già letto, Gesù dichiara: "che giova all'uomo guadagnare il mondo intero e perdere l'anima sua?"

Quanto è stolto impegnarsi tanto per poter avere una buona vita, quando Dio ci dichiara che perderemo tutto, e che chi è senza Cristo si troverà nel tormento eterno! Quindi, se tu sei senza Gesù Cristo, ti esorto, nel nome di Gesù Cristo, ad essere riconciliato con Dio per mezzo di Gesù Cristo finché c'è tempo!

La cosa incredibile è che anche se tu hai peccato terribilmente, se ti ravvedi e credi nell'opera che Gesù Cristo ha compiuto sulla croce, sarai perdonato pienamente ed eternamente, sarai giustificato, e sarai riconciliato con Dio per sempre!

Quindi, non focalizziamo sugli avvenimenti di questo viaggio, perché questo viaggio di vita finirà. Guardiamo in avanti, guardiamo al porto dove stiamo andando se siamo in Cristo. Guardiamo indietro, al sacrificio compiuto una volta per sempre sulla croce. E così, camminiamo per fede nell'opera di Gesù Cristo. Camminiamo con pace nel cuore, sapendo che la nostra salvezza è sicura in Gesù Cristo. Che questo sia un immenso stimolo per noi di camminare in santità! Che questo sia un motivo di odiare ogni peccato, ricordando ogni giorno che sono stati i nostri peccati che hanno mandato Gesù alla croce, e che ci tenevano lontani da Dio.

Guardiamo a Cristo, e lodiamo Dio che sulla croce è stato compiuto tutto. Grazie a Dio per Gesù Cristo e per la sua opera per noi!

Grazie a Dio che ora, Gesù Cristo è tutto per noi, come leggiamo in 1Corinzi 1:30,31.

“30 Ora grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, 31 affinché, come sta scritto: "Chi si gloria, si glori nel Signore"” (1Corinzi 1:30-31 LND)

email questo link