un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Conoscere Cristo

di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org, per domenica, 16 settembre, 2012 ---- cmd na -----
Parole chiave: vita cristiana, scoraggiamento, mancanza di vera gioia, un cuore soddisfatto, un cuore ardente, conoscere Cristo.

A volte, la nostra vita cristiana sembra meno bella di quanto dovrebbe essere. A volte, siamo noi stessi a complicarla e ci troviamo freddi o scoraggiati o cadiamo.

Qual è la cosa più importante della vita cristiana? Come possiamo godere la pienezza di cui leggiamo spesso nella Bibbia?

Oggi, per aiutarci a capire quale sia la risposta a queste domande, vogliamo seguire gli avvenimenti accaduti il giorno della risurrezione di Gesù Cristo. Quella domenica, prima di capire che Cristo era veramente risuscitato, i discepoli erano molto scoraggiati. Vogliamo seguire quello che è successo a due discepoli che stavano camminando da Gerusalemme verso un villaggio di nome Emmaus, un po' fuori Gerusalemme. Trovate con me Luca 24. Leggiamo dal v.13 a 33:

“13 In quello stesso giorno, due di loro se ne andavano verso un villaggio, di nome Emmaus, distante sessanta stadi da Gerusalemme. 14 Ed essi parlavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15 Or avvenne che, mentre parlavano e discorrevano insieme, Gesù stesso si accostò e si mise a camminare con loro. 16 Ma i loro occhi erano impediti dal riconoscerlo. 17 Egli disse loro: "Che discorsi sono questi che vi scambiate l’un l’altro, cammin facendo? E perché siete mesti?". 18 E uno di loro, di nome Cleopa, rispondendo, gli disse: "Sei tu l’unico forestiero in Gerusalemme, che non conosca le cose che vi sono accadute in questi giorni?". 19 Ed egli disse loro: "Quali?". Essi gli dissero: "Le cose di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e parole davanti a Dio e davanti a tutto il popolo. 20 E come i capi dei sacerdoti e i nostri magistrati lo hanno consegnato per essere condannato a morte e l’hanno crocifisso. 21 Or noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto questo, siamo già al terzo giorno da quando sono avvenute queste cose. 22 Ma anche alcune donne tra di noi ci hanno fatto stupire perché, essendo andate di buon mattino al sepolcro, 23 e non avendo trovato il suo corpo, sono tornate dicendo di aver avuto una visione di angeli, i quali dicono che egli vive. 24 E alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato le cose come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto". 25 Allora egli disse loro: "O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto! 26 Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella sua gloria?". 27 E cominciando da Mosé e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano. 28 Come si avvicinavano al villaggio dove erano diretti, egli finse di andare oltre. 29 Ma essi lo trattennero, dicendo: "Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno è già declinato". Egli dunque entrò per rimanere con loro. 30 E, come si trovava a tavola con loro prese il pane, lo benedisse e, dopo averlo spezzato, lo distribuì loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero; ma egli scomparve dai loro occhi. 32 Ed essi si dissero l’un l’altro: "Non ardeva il nostro cuore dentro di noi, mentre egli ci parlava per la via e ci apriva le Scritture?". 33 In quello stesso momento si alzarono e ritornarono a Gerusalemme, dove trovarono gli undici e quelli che erano con loro riuniti insieme.” (Luca 24:13-33 LND)

Vogliamo considerare i vari passi che questi discepoli fecero, iniziando con la tristezza e arrivando alla gioia immensa di riconoscere che Cristo stesso era stato con loro.

Leggo ancora il v.31. Là, a tavola, con Gesù che aveva spezzato il pane, Dio aprì i loro occhi:

“Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero; ma egli scomparve dai loro occhi.” (Luca 24:31 LND)

La cosa più grande della vita è conoscere Cristo. Non solo credere in Lui, ma conoscerLo. Questi discepoli, in quell'instante, hanno veramente riconosciuto che Gesù Cristo era con loro. Non c'è nulla di più grande. Consideriamo, a partire dall'episodio letto, quattro momenti riguardanti le vicende narrate e, parallelamente, quattro stadi della Vita Cristiana:

1) Cuori aggravati, turbati, tristi

All'inizio di questo brano, questi discepoli non sapevano che Gesù fosse risorto.

E, visto che essi pensavano che Gesù fosse morto, erano tristi ed abbattuti. Non sapevano che Gesù era veramente vivo e, in un certo senso, questa è la condizione di tanti credenti al giorno d'oggi. Essi guardano alla croce, ma hanno difficoltà a fidarsi veramente e pienamente di Cristo. Non hanno veramente imparato la benedizione che c'è nel fatto che Cristo è vivente, pronto ad operare in loro in ogni situazione della vita. Quanto servono a noi le parole che l'angelo aveva detto alle donne: "Perché cercate il vivo fra i morti?"!

Pensate con me. Qual è la differenza fra un Cristo morto ed un Cristo vivente? Le donne sono andate per preparare il corpo di Gesù per il seppellimento. Se Cristo fosse morte, dovremmo noi fare tutto per Lui. Invece, il Cristo vivente fa tutto per noi. La nostra salvezza è la Sua opera.

Quei discepoli iniziarono la mattina con un cuore pesante ed aggravato. Immagino che, qualche volta, abbiamo passato la notte senza dormire tanto. Che terribile delusione per loro! Avevano sperato che Cristo avrebbe liberato Israele ed invece Lo avevano visto morire di una morte maledetta. La mattina di quel primo giorno della settimana, si alzarono con un cuore pesante. Non esistono parole per descrivere la profonda tristezza che albergava nel loro cuore.

Purtroppo, questa è la vita di tanti credenti oggi. Cercano di credere in Gesù, di fidarsi di Lui e vivere sperando in Lui, ma non hanno gioia. Come mai? Non hanno gioia perché non sanno che c'è un Cristo vivente che possono conoscere.

2) Lenti di cuore a credere

Quindi, un stadio in cui tanti credenti si trovano è quello di avere un cuore triste.

Poi, c'è un secondo stadio, lo stadio che Cristo descrive come: "lenti di cuore a credere".

Questi discepoli avevano sentito il messaggio delle donne che erano state alla tomba. Vi leggo quello che dicevano a Gesù, che loro pensavano fosse un estraneo:

“22 Ma anche alcune donne tra di noi ci hanno fatto stupire perché, essendo andate di buon mattino al sepolcro, 23 e non avendo trovato il suo corpo, sono tornate dicendo di aver avuto una visione di angeli, i quali dicono che egli vive.” (Luca 24:22-23 LND)

Udite queste parole, Gesù rispose loro:

“Allora egli disse loro: "O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto!” (Luca 24:25 LND)

Erano insensati e tardi di cuore. Anche oggi, ci sono tanti credenti che hanno sentito che, dopo aver offerto Se stesso in sacrificio, Cristo è risorto e sanno che non devono credere solo nel fatto che Cristo è risuscitato, ma devono credere nel Cristo vivente. in tal senso, tali credenti cercano di aggrapparsi a questa verità, ma ciò non porta loro tante benedizioni. Come mai? Perché vogliono sentirlo e non solo crederlo. Vogliono arrivarci con il loro impegno, anziché semplicemente crederlo con fede come fa un bambino. Hanno, cioè, difficoltà a credere nel Cristo, nel Cristo vivente, nel Cristo che fa tutto per noi!

Quindi, il primo gradino di questa condizione è quello dell'essere ignoranti. Il secondo gradino è quello del dubitare, perché uno è spiritualmente insensato e tardo di cuore. Un cuore che dubita non può afferrare la meravigliosa verità che Gesù è veramente vivo!

3) Il cuore che arde

Il terzo stadio è un cuore che arde. Gesù è venuto a questi due discepoli e, dopo averli rimproverati, ha spiegato loro le Scritture. Vi leggo ancora quello che Egli disse, dal v.26:

26 Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella sua gloria?". 27 E cominciando da Mosé e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano.(Luca 24:26-27 LND)

Esponendo a questi due discepoli le Scritture, Gesù mostrava loro le cose meravigliose che i profeti avevano insegnato di Lui. Allora i loro occhi si aprirono e cominciarono a comprendere la verità dei fatti. Vedevano che era vero che era già stato profetizzato che il Cristo doveva risuscitare. Mentre Gesù parlava con loro, sono stati illuminati e questa illuminazione rimase con loro e cominciavano a sentire i loro cuori ardere dentro di loro, con grande gioia.

Immagino che stiate dicendo che voi volete arrivare a questo punto. Certamente, è un buon punto cui arrivare, ma non basta. Serve andare oltre, serve pregare che Dio vi porti al passo successivo, la vera rivelazione della persona di Cristo.

A quel terzo stadio, Cristo aveva aperto gli occhi di questi discepoli per capire alcune cose partendo dalle Scritture, ma non Si era ancora rivelato a loro. Spesso anche noi arriviamo a questo punto. Arriviamo, cioè, al punto di comprendere tante verità meravigliose nelle Scritture. Abbiamo lo Spirito Santo che ci illumina E le verità attraverso cui ci guida ci fanno avere una notevole gioia nel cuore. Queste sono, senza dubbio, tutte opere di Dio. Eppure, possiamo giungere a tale punto e, nonostante questo, mancare ancora di qualcosa. Che cos'è che ci manca in quei momenti?

Nonostante che, in questi momenti, Cristo è all'opera nei nostri cuori, per farci capire tante meravigliose verità della Parola, non è la stessa cosa che dire: “Mi sono incontrato con Cristo. Cristo stesso Si è rivelato a me!”

Quanto è grande la differenza fra un cuore che arde, ma che però può anche raffreddarsi, ossia che arde di un ardore che viene e che va, in confronto a quel cuore in cui Gesù Cristo stesso è stato rivelato alla persona come Signore, come Colui che cura, benedice e sta con la persona stessa in ogni momento!

4) Un cuore soddisfatto

O fratelli e sorelle, questo è il punto dove vogliamo arrivare! È proprio questo ciò che voglio che Dio dia a ciascuno di voi! Ed è, ovviamente, anche quello che voglio per me stesso. La mia preghiera è che possa veramente conoscere il Signore Gesù Cristo, nella Sua gloria divina, come il nostro Signore risorto, come il nostro Signore potente.

Come avere questo per noi stessi

Nasce quindi spontanea questa domanda in ciascuno di noi: “Come possiamo avere questo? Come possiamo aver una piena rivelazione di Cristo, come Egli si è rivelato a loro?”

--- 1) Rinunciare a tutto e seguirLo.

La prima cosa che ci serve è di rinunciare a tutto per seguire veramente Cristo. Ricordate l'invito di Gesù:

'"Poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: «Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua,” (Marco 8:34)

Abbiamo qui il chiaro esempio di vita degli apostoli che, pur essendo imperfetti, avevano seguito Gesù fino all'ultimo giorno ed avevano lasciato tutto per Lui. Questo vuol dire lasciare non solamente quello che è peccato, ma anche quello che è di nostro diritto e, a volte, vuol dire abbandonare la vita stessa. Cristo vuole tutto il nostro cuore, non vuole il primo posto lasciando il secondo, il terzo ed il quarto posto ad altre cose che siano fuori di Lui. Cristo vuole tutto il nostro cuore!

Tu sei pronto a rinunciare a tutto per Cristo? Vedi Cristo così prezioso? Se tu vuoi vedere Cristo veramente, se vuoi che Cristo dimori in te, allora tu deve avere un cuore pronto a lasciare tutto per Cristo. Devi essere pronto, se è necessario, a rinunciare a tutto, per seguire Cristo. Solo così, Cristo dimorerà in te.

I discepoli avevano rinunciato a tutto per seguire Cristo. Chiunque vuole essere un vero seguace di Cristo, dev'essere pronto a rinunciare a tutto. Se tu vuoi veramente conoscere Gesù Cristo e dimorare in Lui, il primo passo fondamentale che devi compiere è quello di rinunciare a tutto per seguirLo.

--- 2) Essere convinto della tua incredulità

Il secondo passo che devi compiere è quello di essere convinto del tuo peccato di dubitare ed essere incredulo. Ricordate le parole di Gesù ai discepoli sulla via:

"O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto!” (Luca 24:25 LND)

Se potessimo capire quanta incredulità c'è nel cuore dei figli di Dio, saremmo molto colpiti e rattristati. Quando c'è fede al posto dell' incredulità, quando un cuore è veramente pieno di fede in Cristo, Cristo dimorerà in quella persona. Cristo dimora in noi per mezzo della fede! La fede vera è quella che apre il cuore a Cristo. Come l'acqua scende naturalmente da un punto più alto ad uno più basso, similmente Cristo, in modo naturale, entra in quel cuore che è pieno di vera fede in Lui.

In realtà, ci sono dei credenti che si impegnano moltissimo per Dio, che, giorno per giorno, si dedicano alle opere di Dio. Eppure, non hanno una fede profonda in Cristo. Non riconoscono quanto sono insensati e lenti a credere a tutto quello che Dio dichiara.

Se tu vuoi la piena rivelazione di Gesù Cristo, allora devi riconoscere quanto debole è la tua fede. Devi riconoscere che la colpa di tutto ciò è tua, non è di Dio. Devi riconoscere che tu manchi nel credere pienamente in Cristo. Devi riconoscere che Cristo è sempre stato pronto ad entrare in te e a dimorare in te, ma tu sei stato incredulo e non hai desiderato Cristo con tutto il tuo cuore. Ti sei accontentato di applicarti con molto impegno per Dio e di altri aspetti della vita cristiana, ma non di Cristo stesso.

Molto spesso siamo credenti impegnati, credenti seri, ma Cristo dimora poco in noi perché abbiamo poca fede. Prego che possiamo essere afflitti a causa di questo e che possiamo veramente ravvederci per poter credere profondamente in Cristo Gesù. Manchiamo moltissimo delle ricchezze delle benedizioni, perché non vogliamo abbastanza Cristo stesso in noi. O che Dio possa convincerci del nostro peccato dell'incredulità! Prego che possiamo veramente credere in tutto quello che Dio dichiara in ogni aspetto della nostra vita!

--- 3) Non si riposano senza aver prima ottenuto Cristo

Tornando ai due apostoli sulla via, vediamo la terza qualità che uno deve possedere per poter avere pienamente Cristo che dimora in sé. Ricordate che, mentre ascoltavano Gesù spiegare le Scritture, senza riconoscere che era Lui a parlare, i loro cuori ardevano dentro di loro. Quando arrivarono al villaggio, cioè a quella che era la loro destinazione, Gesù finse di lasciarli ed andare oltre. Gesù li stava mettendo alla prova e, se i discepoli Lo avessero lasciato andare, accontentandosi di avere solo un cuore che ardeva, di certo avrebbero perso qualcosa di infinitamente migliore. Ma, grazie a Dio, quei due discepoli non si accontentarono soltanto di avere un cuore che ardeva. Essi, legittimamente, volevano di più. Non bastava loro aver ricevuto un ottimo insegnamento. Volevano che quell'uomo restasse con loro e, in un certo senso, Lo costrinsero a rimanere con loro. E Cristo accettò perché Egli accetta sempre di stare con chi Lo desidera con tutto il cuore.

A me sembra che, in questi due discepoli, vediamo lo stesso cuore che vediamo in Giacobbe, quando, in Genesi, leggiamo di come egli lottava con l'Angelo di Dio, che era Gesù Cristo pre-incarnato. Giacobbe disse all'Angelo: “Non ti lascerò andare finché non mi avrai benedetto!”.

Questo è il cuore che bisogna avere per ricevere la piena rivelazione della persona di Gesù Cristo. Bisogna volere Cristo più di qualsiasi altra cosa!

Ognuno dovrebbe chiedersi: “Ho anch'io questo tipo di cuore? Io desidero Cristo così tanto che, anche quando non riesco a capire quello che Dio sta facendo, quando vedo che tutti i miei impegni non portano frutto, mi aggrappo comunque a Cristo e dichiaro: “Non ti lascio finché non mi benedici con più di Te stesso!”?”.

Gesù Cristo parla di dimorare in noi ed allora, più di qualsiasi cosa, io voglio che Gesù Cristo dimori in me! Non chiedo una vita piacevole, non chiedo una vita facile, non chiedo tante altre benedizioni, non chiedo successo nel ministero, ma chiedo solamente che Gesù Cristo dimori in me!

Ci sono tanti motivi per cui la nostra vita cristiana è così fiacca, per cui, così spesso, cadiamo, per cui abbiamo così poca gioia. Ma credo che la chiave di tutto, quello che cambia la vita cristiana più di qualsiasi cosa, è quando un credente desidera profondamente, nel suo cuore, la piena rivelazione di Gesù Cristo, affinché Egli dimori in lui pienamente!

Per capire questo, consideriamo i discepoli che Gesù aveva quando camminava sulla terra. Che cosa distinguevo loro dalle altre persone?

Gesù li ha chiamati a lasciare tutto ed a stare con Lui. Essi hanno lasciato le loro reti, le loro case, le loro famiglie e stavano con Gesù. Conoscevano Gesù personalmente. Egli era il loro Signore e padrone, Egli li curavo ed essi Lo seguivano.

Allora, quello che trasforma tutto il nostro essere, giorno per giorno,è lo stare in comunione con Gesù Cristo, ora per ora, attimo per attimo. Quando Gesù era sulla terra, era limitato ad agire dove fisicamente si trovava. Adesso che Gesù sta in cielo, può fare quello che non poteva fare quando era sulla terra. Può avere stretta comunione e dimorare in ogni vero credente in tutto il mondo.

Adesso, Gesù Cristo ha ogni autorità in cielo e sulla terra. Egli può dimorare in te, caro credente, se tu desideri profondamente questa cosa, che è la più grande di tutte le benedizioni!

Infatti, in Giovanni, Gesù descrive i veri credenti come pecore che ascoltano la Sua voce e Lo seguono.

Come credenti, abbiamo diritto di avere Gesù Cristo che dimora in noi. Gesù promette di essere con il Suo popolo e, quindi, è giusto per noi pregare con insistenza Dio chiedendoGli quello che Giacobbe stesso chiedeva, cioè: “Non ti lascerò finché non mi avrai benedetto, non ti lascerò finché Tu, o Cristo, non dimori in me.” E faremo così, di cuore, quando fissiamo i nostri occhi su Cristo e guardiamo a Lui e solo a Lui. Allora, vedremo che stare con Cristo vale più di ogni altra cosa!

Come essere così

Dobbiamo ammettere che, spesso, non abbiamo questo cuore. E perciò, altrettanto spesso, manchiamo di gustare della vera gioia della salvezza. Come possiamo avere un cuore che vuole Cristo?

Per avere questo, dobbiamo avere spesso quel cuore che arde, come quello di quei due discepoli, un cuore che arde sentendo le verità di Dio. E, per questo, dobbiamo trovare il nostro diletto nella Parola di Dio. Dobbiamo passare del tempo leggendo la Parola, dobbiamo meditare su quello che abbiamo letto, finché lo spirito di Dio non apre i nostri occhi per vedere nuove meraviglie e più di Cristo nella Parola.

Quanto è meravigliosa la Parola di Dio! Tanti credenti ricavano un immenso beneficio leggendo la Parola e trovano in Essa meravigliose verità che danno gioia al cuore. Ed è giusto che sia così. Eppure, nonostante questo, quando poi bisogna chiudere la Bibbia ed iniziare gli impegni della giornata, spesso c'è ancora un vuoto nel cuore.

Abbiamo bisogno di andare oltre le benedizione della Parola, per arrivare alla benedizione che è Cristo stesso! Dobbiamo desiderare, non solo di conoscere le meravigliose verità di Cristo, ma di conoscere Gesù Cristo stesso in persona.

I benefici del conoscere Cristo

Pensa alla benedizione di avere Cristo stesso nella tua vita! Pensa alla pace che c'è quando tu dimori in Cristo e Cristo dimora in te! Quando Cristo dimora in te, le tempeste non sono più grandi come erano prima. Anzi, davanti all'immensità di Cristo, le tempeste diventano tutta un'altra cosa, diventano molto più piccole.

Pensate al combattimento contro il peccato. Quando Cristo dimora in te, allora avrai la potenza di Dio in te, quella potenza che ti darà la vittoria anche sui peccati più forti. La presenza di Cristo in te ti purifica, ti rinforza e ti dà gioia. Avere il Cristo risorto che dimora in te, nella Sua potenza, è la chiave per camminare in santità ed avere la forza per ogni prova.

Pensate di nuovo a quei due discepoli sulla via per Emmaus. Se avessero lasciato Gesù andare avanti prima di riconoscerlo, sarebbero potuti tornare dagli altri discepoli e raccontare le grandi verità che avevano appreso, ma non avrebbero potuto dire: “Abbiamo visto Gesù”. Avrebbero potuto dire: “Gesù è vivo”, ma non sarebbe stato soddisfacente come averLo incontrato personalmente.

Invece, grazie a Dio, potevano dire: “Lo abbiamo visto. Egli si è rivelato a noi!”.

Certamente, è importante e bello impegnarci per il Signore. Eppure, possiamo vivere per Lui e mancare di possedere la vera gioia. Credo che il problema centrale sia proprio quello che, spesso, viviamo in modo tale che Cristo non dimora in noi. Quando, invece, Cristo dimora in noi, perché questo è il nostro desiderio più profondo, allora, tutto quello che facciamo, lo facciamo con grande gioia. Allora, riconosciamo perché prima cadevamo così spesso. Infatti, se cadiamo spesso è perché abbiamo la Parola, camminiamo più o meno in ubbidienza, ma non abbiamo Cristo che dimora in noi!

In che modo Cristo si rivela a noi oggi? In che modo dimora in noi? Cristo si rivela a noi, Cristo dimora in noi per mezzo dello Santo Spirito. Egli è potente da far dimorare Cristo in qualsiasi credente che desidera profondamente la presenza di Cristo.

Qual è il tuo cammino?

La cosa importante è, per ciascuno di noi, quella di esaminare se stessi per vedere se stiamo veramente dimorando in Cristo. Certamente, è necessario passare attraverso gli altri stadi di cui abbiamo parlato, ovvero, è necessario avere un cuore aggravato, aggravato perché non conosce in modo intimo il Cristo vivente. Ed è, altresì, necessario avere l'umiltà di riconoscere che il nostro cuore è stato insensato e lento a credere a quello che Dio dichiara nella Sua Parola. È pure necessario riconoscere che, spesso, siamo stati increduli, dubitando quando avremmo dovuto credere. E dobbiamo, infine, arrivare ad avere un cuore che arde, alla luce delle meravigliose verità di Dio.

Quando tutte queste cose sono vere nella nostra vita, allora è possibile desiderare concretamente e profondamente che Cristo dimori in noi!

Gesù stesso dichiara che, a chi chiede, sarà dato, a chi bussa, sarà aperto e, chi cerca, troverà. E Giacomo, nella sua epistola, sottolinea che non abbiamo perché non chiediamo.

Allora, chiediamo e chiediamo, più di qualsiasi altra cosa, di vedere Cristo di dimorare in Cristo e che Cristo dimori in noi.

Solo allora avremo un cuore pienamente soddisfatto, un cuore pronto per l'eternità, un'eternità nella presenza di Dio.

Non accontentatevi di nulla di meno che un cuore che desidera di vedere Cristo, un cuore che vuole Cristo e Cristo solo. Questa è l'unica e sola chiave per una vita cristiana di vera gioia e di vera vittoria!

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