Aiuto Biblico

L'amore di un Padre

Studio di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per mercoledì, 14 dicembre, 2011 ---- cmd -----
parole chiave: disciplina di Dio, peccato, ravvidimento. Dio come Padre.

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Che cos'è l'amore? Il vero amore è di desiderare profondamente il bene di qualcuno, tanto da impegnarti per quel bene, anche al punto di sacrificarti.

Oggi, vorrei pensare all'amore, specificatamente pensando all'amore di un padre verso i suoi figli. La Bibbia spesso parla ai padri, ma possiamo applicare questi principi ad entrambi i genitori. Come è l'amore di un padre per i suoi figli? Lasciatemi descrivere alcuni degli aspetti principali dell'amore di un padre per i suoi figli.

La Bibbia insegna che il ruolo dei padri è di allevare i figli nella via del Signore. Per esempio, in Deuteronomio 6, leggiamo:

“6 E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore; 7 e inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando sei seduto in casa tua, quando cammini per strada, quando sei coricato e quando ti alzi. 8 le legherai come un segno alla mano, saranno come fasce tra gli occhi,” (Deuteronomio 6:6-8 LND)

In Efesini 6, leggiamo:

“E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell’ammonizione del Signore.” (Efesini 6:4 LND)

Quindi, il ruolo dei genitori è di preparare i figli per la vita, trasmettendo loro i valori di Dio. Questo comprende anche insegnare loro le verità di Dio. Vediamo Dio insegnare una verità fondamentale ad Adamo nel giardino, quando gli disse:

“16 E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: "Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai".” (Genesi 2:16-17 LND)

Perciò, una verità fondamentale da insegnare ai figli è che ci sono CONSEGUENZE per il peccato. Questa è una verità fondamentale, che ogni genitore deve assolutamente trasmettere al figlio, per evitare che il figlio si trovi sulla brutta strada. Trasmettere questa verità vale più di lasciare un'eredità di soldi, e più che aiutare il figlio ad ottenere un buon lavoro. Quel figlio che veramente comprende che ci sono conseguenze, e vive la sua vita alla luce di questa verità, eviterà tante brutte cose nella vita, e sarà sulla buona via verso la salvezza.

Chiaramente, per rispecchiare Dio, un genitore deve amare profondamente suo figlio. Il vero amore nasce dal profondo del cuore. Vediamo qualcosa dell'amore di Dio, quando in Sofonia, nonostante quanto Israele avesse peccato contro Dio, Dio gli dichiara:

“L’Eterno, il tuo DIO, in mezzo a te e il Potente che salva. Egli esulterà di gioia per te, nel suo amore starà in silenzio, si rallegrerà per te con grida di gioia.” (Sofonia 3:17 LND)

L'amore di Dio è profondo, ed Egli trova gioia nei suoi figli. A Dio piace tanto stare con i suoi figli, e avere comunione con loro.

Ogni genitore dovrebbe avere gioia nel stare con i figli.

Per poter stare in buona comunione con i figli, e per poter avviarli nella via giusta, Dio ha stabilito la disciplina, in questo caso sto parlando delle sculacciate, e anche di altri mezzi per punire il figlio con lo scopo di addestrarlo.

Al riguardo, in Proverbi 13 leggiamo:

“chi risparmia la verga odia il proprio figlio, ma chi lo ama lo corregge per tempo.” (Prov 13:24 LND)

La disciplina è un atto di amore. Infatti, questo versetto dichiara che chi risparmia la verga odia il proprio figlio. Quanto è importante che ogni genitore capisca che risparmiare la verga, ovvero trascurare la disciplina, è un modo di odiare il proprio figlio! Chiaramente, un padre deve capire quando veramente serve la verga, e non deve usarla in modo sbagliato. Ma quando serve, non usarla equivale ad odiare il proprio figlio.

Il motivo per cui risparmiare la verga è odiare il figlio è dovuto a ciò che leggiamo in Efesini 6:

“1 figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto. 2 "onora tuo padre e tua madre," questo è il primo comandamento con promessa, 3 "affinché tu stia bene e abbia lunga vita sopra la terra".” (Efe 6:1-3 LND)

Se i genitori aiutano il figlio ad ubbidire e ad onorarli, quel figlio sarà benedetto. Se invece i genitori NON portano il figlio ad ubbidire e ad onorare, il figlio mancherà queste meravigliose benedizioni. I motivi per cui i genitori trascurano questo principio sono sempre sbagliati, e perciò, Dio dichiara che è una forma di odio il non disciplinare un figlio.

Leggo Proverbi 22:15

“la follia è legata al cuore del fanciullo, ma la verga della correzione l’allontanerà da lui.” (Pr 22:15 LND)

Notate che la disciplina serve per allontanare la follia dal cuore del fanciullo. Di natura, siamo pieni di follia, non camminiamo nella giusta via. Anzi, di natura camminiamo in una via che ci porterà molti grossi problemi nella vita.

Per esempio, di natura, non accettiamo l'autorità. Però, chi continua così per la vita avrà grossi problemi, e se diventa un'autorità, facilmente sarà un dittatore. Quindi, la verga allontana questa follia dal cuore del fanciullo, aiutandolo a capire che bisogna accettare autorità nella vita.

Di natura, facciamo ciò che vuole la nostra carne. Chi è permesso di continuare così sarà un disastro per tutta la vita. Una chiara autorità nella vita del figlio lo aiuta poi a sviluppare autodisciplina. Fatta con amore e costanza, la disciplina aiuta il figlio ad avere autodisciplina.

La verga, usata con amore e costanza, aiuta a togliere la cattiveria dal figlio. La verga, usata con amore e con costanza, è un prezioso strumento che porta tanto bene al figlio, come leggiamo in Prov. 29:15

“la verga e la riprensione danno sapienza; ma il fanciullo lasciato a se stesso fa vergogna a sua madre.” (Pr 29:15 LND)

Questo versetto dichiara che la verga e la riprensione danno sapienza. Per quanto non siano piacevoli al momento, portano come frutto la sapienza. Invece, quel fanciullo lasciato a se stesso fa vergogna a sua madre. In altre parole, crescerà male, e sarà una fonte di dolore e di vergogna per i genitori. Non avrà sapienza.

Allora spero che tutto questo ci aiuti a capire che la disciplina fa parte di veramente amare i figli.

È importante ricordare che lo scopo della disciplina non è mai di sfogarsi, non è mai solo di punire il figlio come una forma di vendetta per il male che il figlio ti ha provocato. L'unico scopo valido per la disciplina è quello di fare del vero bene al figlio, aiutandolo a crescere bene, per essere benedetto. La disciplina serve, insieme ad altri aspetti del buon addestramento, per proteggere il figlio dalla brutta via, e per aiutarlo a camminare nella buona via, e per trasmettergli sapienza.

Nella Bibbia, vediamo vari esempi di quanto sia grave quando i genitori non disciplinano i figli ma li lasciano camminare nella brutta via.

Per mancanza di tempo non leggiamo, ma vi invito a leggere la storia di Eli e dei suoi figli in 1Samuele 2 e seguente. Eli era un uomo che camminava bene, però, non disciplinò i suoi figli. Nonostante che fossero già adulti, Eli aveva il potere di toglierli dal sacerdozio. Nonostante che li avesse ripresi duramente per i loro peccati, non li tolse dal sacerdozio. Per questo, Dio fece morire lui e i suoi figli, non lasciando alcun erede nella sua famiglia.

Vediamo tanti altri esempi di padri che pur camminando abbastanza bene, non disciplinarono i loro figli, e per questo, subirono brutte conseguenze. Pensate a Davide, a Isacco, a Giacobbe.

La disciplina è solo un aspetto del rapporto genitori e figli

È importante capire che la disciplina è solo un aspetto del rapporto giusto fra genitori e figli. La vera disciplina arriva da un profondo amore per il figlio, e da un grande desiderio per il suo bene. Come dicevo prima, la vera disciplina non deve essere mai uno sfogo per la frustrazione del genitore. Non deve essere mai una forma di punire il figlio per il male che ha provocato al genitore. Queste sono motivazioni peccaminose, e anziché portare il bene porteranno brutte conseguenze, perché un figlio capisce subito la differenza fra una disciplina fatta con amore per il suo bene, e una disciplina che in realtà è uno sfogo dell'ira del genitore.

È fondamentale utilizzare la disciplina non per punire, ma per aiutare il figlio ad arrivare sulla buona via, oppure a tornare sulla buona via. Perciò, la disciplina non deve mai essere fatta con rabbia, ma con un cuore che ama il figlio, e desidera tanto il suo vero bene.

Chiaramente, se un genitore guida bene il suo figlio, non sarà necessario disciplinarlo molto spesso. Infatti, se è necessario disciplinare spesso è un segno che qualcosa non va bene. La disciplina non deve mai prendere il posto dell'autorità. Cioè, un grande sbaglio è quello di non esercitare autorità sul figlio, lasciandolo così sbagliare spesso, e poi disciplinandolo spesso. Allevare un figlio così è disastroso. Spinge il figlio a crescere molto ribelle, e non produce buon frutto. Inoltre, produce molto rancore nel cuore del figlio verso i genitori, danneggiando così il rapporto con i genitori. Inoltre, quando i genitori fanno così, rende molto più difficile per il figlio comprendere come è Dio.

Perciò voglio incoraggiare ogni genitori, e anche voi che un domani potreste diventare genitori, a capire l'importanza di allevare i figli veramente seguendo con costanza i principi di Dio.

La Disciplina di Dio

Quando consideriamo ciò che la Bibbia insegna, e poi quando guardiamo la realtà dei figli, si può comprendere quanto sia giusto l'insegnamento biblico che la disciplina è necessaria per far crescere bene un figlio.

Anche Dio, come buon Padre, usa la disciplina con ogni figlio di Dio. In Ebrei 12, impariamo che Dio disciplina ogni vero figlio. Trovate con me Ebrei 12. Leggiamo dal v.4 al 12:

“4 voi non avete ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato, 5 e avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: "figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, 6 perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce". 7 Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? 8 Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. 9 Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al padre degli spiriti, per vivere? 10 Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. 11 Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo. 12 Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti,” (Ebrei 12:4-12 LND)

Questo brano ci insegna moltissimo del cuore di Dio nei nostri confronti. Quanto grande è l'amore di Dio, tanto da fare il necessario per farci tornare nella buona strada in modo da poter benedirci con il dono più grande di tutti, la comunione con Lui! Dio ci disciplina non per punirci, ma per il nostro bene, e per glorificarsi anche quando abbiamo portato disprezzo al Suo nome.

Notate che Dio disciplina solamente coloro che sono veri figli suoi. Chi non è un figlio di Dio non sarà disciplinato durante questa vita, ma piuttosto sarà condannato al giudizio finale e mandato al tormento eterno. La disciplina serve proprio per non farci arrivare a quella condanna, ma piuttosto ci porta sulla buona via.

È importante notare che la disciplina è dolorosa. Leggo ancora il versetto 11:

11 Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo.

La disciplina di Dio al momento porta tristezza. È dura, è dolorosa, può provocare cose veramente brutte. Pensate alla disciplina di Dio che vediamo nell'Antico Testamento. Il modo più semplice per capire quanto la disciplina possa essere severa è di leggere Deuteronomio 28:15 in avanti. Trovate quel brano con me, Deuteronomio 28.

Visto che questo brano è tanto lungo, ne leggo solamente una parte. Ma già in questa parte notiamo quanto sia terribile la disciplina di Dio. Leggo dal versetto 15 al 30.

“15 ma se non ubbidisci alla voce dell’Eterno, il tuo DIO, per osservare con cura tutti i suoi comandamenti e tutti i suoi statuti che oggi ti prescrivo avverrà che tutte queste maledizioni verranno su di te e ti raggiungeranno. 16 sarai maledetto nella città e sarai maledetto nella campagna. 17 maledetti saranno il tuo paniere e la tua madia. 18 maledetto sarà il frutto del tuo grembo, il frutto del tuo suolo, i parti delle tue vacche e il frutto delle tue pecore. 19 sarai maledetto quando entri e maledetto quando esci. 20 L’Eterno manderà contro di te la maledizione, la confusione e la disapprovazione in ogni cosa a cui metterai mano e che farai, finché tu sia distrutto e tu perisca rapidamente, a motivo della malvagità delle tue azioni nelle quali mi hai abbandonato. 21 L’Eterno farà si che la peste si attacchi a te, finché ti abbia consumato nel paese che stai per entrare ad occupare. 22 L’Eterno ti colpirà con la consunzione, con la febbre, con l’infiammazione, con il caldo bruciante, con la spada, con il carbonchio e con la ruggine, che ti perseguiteranno fino alla tua distruzione. 23 il cielo sopra il tuo capo sarà di rame e la terra sotto di te sarà di ferro. 24 L’Eterno muterà la pioggia del tuo paese in sabbia e polvere, che cadranno su di te finché tu sia distrutto. 25 L’Eterno ti abbandonerà alla disfatta e al massacro davanti ai tuoi nemici; uscirai contro di loro per una via e per sette vie fuggirai davanti a loro, e tu diventerai un oggetto di orrore a tutti i regni della terra. 26 I tuoi cadaveri saranno cibo a tutti gli uccelli del cielo e alle bestie della terra, e nessuno li scaccerà 27 L’Eterno ti colpirà con l’ulcera d’Egitto, con le emorroidi, con la scabbia e con la tigna, di cui non potrai guarire. 28 L’Eterno ti colpirà di pazzia, di cecità e di smarrimento di cuore; 29 e andrai brancolando in pieno giorno, come il cieco brancola nel buio; non prospererai nelle tue vie, ma sarai solo oppresso e spogliato continuamente senza nessuno che ti aiuti. 30 ti fidanzerai con una donna, ma un altro si coricherà con lei; costruirai una casa, ma non vi abiterai; pianterai una vigna, ma non ne coglierai l’uva.” (Deuteronomio 28:15-30 LND)

È pesante solamente il leggere di questa disciplina, pensate a quanto fu pesante per le persone a cui successero queste cose, come forma di disciplina da Dio per i loro peccati. Dobbiamo capire che la disciplina di Dio può essere estremamente pesante.

Magari qualcuno pensa che quello era l'Antico Testamento, e che è diverso nel Nuovo Testamento. Chi pensa così sbaglia, e per capirlo leggiamo insieme 1Corinzi 11:26-32. Il contesto è la cena del Signore, prendere il calice e il pane per ricordare la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. Visto che è necessario che ogni credente riconosca e confessi i suoi peccati giorno per giorno, questo brano spiega il grave pericolo che corre un credente se non si esamina, e non confessa i suoi peccati, e resta in quella condizione.

“26 poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. 27 perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. 28 ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice, 29 poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 30 per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono. 31 perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati. 32 ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo.” (1Corinzi 11:26-32 LND)

Questo brano presume che ogni credente prenda la cena del Signore. Infatti, la soluzione non è di astenersi dalla cena, l'unica vera soluzione è di ravvedersi dal peccato. Ma nel caso in cui uno non si ravvede, Dio manda la sua disciplina. Nella chiesa a Corinto, c'erano molti che continuavano a camminare in qualche peccato. Notate ciò che successe loro come disciplina, nel versetto 30:

30 per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono.

Qua, la disciplina di Dio è descritta come infermità, malattia, e perfino la morte fisica. Perciò, è da capire che la disciplina di Dio è qualcosa che può essere estremamente pesante e doloroso.

In Atti 5, vediamo ciò che probabilmente fu disciplina di Dio quando un uomo e sua moglie scelsero di mentire per far sembrare che stessero dando tutta la cifra che avevano ricevuto per aver venduto un campo. Questa coppia voleva farsi vedere generosa davanti agli altri, e per questo mentì. Leggiamo Atti 5, per sentire ciò che Dio fece loro. Leggo Atti 5:1-10

“1 Ma un certo uomo, di nome Anania, con sua moglie Saffira, vendette un podere, 2 e trattenne per sé una parte dell’importo d’accordo con la moglie, e andò a deporre il resto ai piedi degli apostoli. 3 ma Pietro disse: "Anania, perché ha Satana riempito il tuo cuore per farti mentire allo spirito santo e trattenere una parte del prezzo del podere? 4 se questo restava invenduto, non rimaneva tuo? E il ricavato della vendita non era forse a tua disposizione? perché ti sei messo in cuore questa cosa? tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio!". 5 all’udire queste cose, Anania cadde e spirò. E una grande paura venne su tutti coloro che udirono queste cose. 6 allora si alzarono alcuni giovani, lo avvolsero, lo portarono fuori e lo seppellirono. 7 or circa tre ore più tardi entrò anche sua moglie, ignara dell’accaduto. 8 E Pietro le rivolse la parola, dicendo: "dimmi avete voi venduto il podere per tanto?". ed ella rispose: "sì, per tanto". 9 allora Pietro le disse: "perché vi siete messi d’accordo di tentare lo spirito del Signore? ecco, i piedi di coloro che hanno sepolto tuo marito sono all’uscio e porteranno via anche te". 10 in quel momento ella cadde ai suoi piedi e spirò. E i giovani, entrati, la trovarono morta, la portarono via e la seppellirono accanto a suo marito.” (Atti 5:1-10 LND)

Sia nell'Antico Testamento che nel Nuovo Testamento, la disciplina di Dio è qualcosa di molto severo.

Nel Salmo 32, leggiamo di Davide che era nel peccato, ma non confessava il suo peccato al Signore. Perciò il Signore mandava la disciplina. Leggiamo la descrizione di Davide di quel periodo, finché non ha confessato il suo peccato.

“1 «di Davide. cantico» Beato colui la cui trasgressione è perdonata, il cui peccato è coperto! 2 Beato l’uomo a cui l’Eterno non imputa l’iniquità, e nel cui spirito non c’è inganno. 3 Mentre tacevo, le mie ossa si consumavano tra i gemiti che facevo tutto il giorno. 4 Poiché giorno e notte la tua mano pesava su di me, il mio vigore era diventato simile all’arsura d’estate. (Sela)” (Sal 32:1-4 LND)

La disciplina è qualcosa di molto pesante, che ci fa tanto male. È la potente mano di Dio che pesa su quel credente. Non c'è alcun scampo dalla disciplina di Dio, se non quell'unica via stabilita da Dio: confessare e abbandonare il peccato.

Infatti, dobbiamo ricordare che questo è lo scopo di Dio quando manda la disciplina. Dio vuole spingerci ad abbandonare il peccato, perché solamente così potremo godere i benefici della salvezza, ed entrare per sempre nella presenza di Dio. Infatti, in 1Corinzi 11:32 abbiamo letto:

“ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, affinché non siamo condannati col mondo.” (1Cor 11:32 LND)

Lo scopo della disciplina è affinché non siamo condannati insieme con il mondo al lago di fuoco, ma siamo salvati per entrare nella presenza di Dio. Quindi, per quanto possa essere dolorosa, la dura disciplina di Dio è un atto di immenso amore da parte di Dio nei nostri confronti.

Applichiamo questo a noi

Prego che queste verità ci siano chiare. Ora, consideriamo come possiamo applicare queste verità alle nostre vite.

Prima di tutto, ricordiamo ciò che abbiamo imparato in Ebrei 4: Dio disciplina ogni vero figlio suo. Questo vuol dire che è sicuro che ogni vero credente sarà disciplinato, e probabilmente più volte negli anni. Certamente certi credenti potranno essere disciplinati più frequentemente di altri, ma la disciplina fa parte della vita di ogni vero figlio di Dio.

Quindi, quando la vita è pesante, quando ci accadono cose difficili o brutte, è giusto fermarci per esaminare se ciò che ci succede potrebbe essere la disciplina di Dio. In altre parole, è giusto ed è anche necessario valutare se la situazione in cui ci troviamo, quando è pesante, sia la disciplina di Dio o no.

Ricordate che non sempre la disciplina è causata da una ribellione diretta o da un peccato palese. Per esempio, se pensiamo al sacerdote Eli, in 1Samuele, da quello che leggiamo, lui camminava bene davanti a Dio per quanto riguarda il suo comportamento. Il fatto che ha rimproverato duramente i suoi figli per il loro comportamento ci fa capire che egli non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Quindi, in un certo senso, il suo comportamento andava apparentemente molto bene.

Il suo peccato, quello che ha suscitato la dura disciplina di Dio su di lui, non consisteva in qualcosa che egli stesso faceva, ma nel fatto che egli non disciplinava i suoi figli. Eli sapeva del loro peccato, e li ha rimproverati per i loro peccati, però, non li ha disciplinati duramente, togliendoli dal sacerdozio. E per questo, Dio ha mandato la sua disciplina su di Eli, facendolo morire.

Quindi, quando ti arrivano delle situazioni pesanti, grandi pesi, mancanza della pace di Dio, è giusto esaminarti per riconoscere se ciò che ti accade possa essere frutto della disciplina di Dio.

È importante però tenere conto che solo perché la situazione è pesante non significa categoricamente che essa sia disciplina. L'apostolo Paolo ha subito tantissimi mali, ma essi non erano disciplina, ma il costo del ministero che Gesù Cristo gli aveva affidato. Infatti, quando Paolo fu salvato, il Signore disse a quel credente che doveva poi battezzare Paolo:

“poiché io gli mostrerò quante cose egli deve soffrire per il mio nome".” (Atti 9:16 LND)

Quindi, la sofferenza e le difficoltà non sono automaticamente disciplina da parte di Dio.

La disciplina è un risultato di un rifiuto di riconoscere o di abbandonare un peccato. Quindi, quando ti succedono cose pesanti, è importante esaminarti, per vedere se c'è qualche campo nella tua vita in cui non stai camminando in obbedienza a Dio.

Potrebbe essere un peccato che conosci benissimo, ma che non vuoi abbandonare. Ci sono tanti esempi. Potrebbe essere un atteggiamento di orgoglio che non vuoi abbandonare. Potrebbe essere qualche impurezza che continui a vivere. Potrebbe essere legato al modo in cui tu allevi i tuoi figli. Per esempio, tanti padri e genitori trascurano in qualche aspetto la crescita dei loro figli. È difficile essere costanti, e tanti genitori prendono la via più semplice, evitando di disciplinare e correggere i loro figli. Ma questo è peccato, e spesso, nella sua misericordia e bontà, anziché lasciare il genitore a continuare in questo sbaglio così grave, che porterà frutti così terribili, Dio manda la sua disciplina per attirare l'attenzione del genitore, affinché possa ravvedersi ed allevare il figlio come Dio insegna.

Quando i figli sono piccoli, questo principio riguarda il più delle volte la costanza nella disciplina. È molto più facile ignorare la disubbidienza finché non dà fastidio al genitore. Poi arriva una disciplina del tutto sbagliata, perché non è per il bene del figlio, ma è solamente un risultato del fastidio che quella disubbidienza ha provocato nel genitore. Questo modo di agire con i figli è molto sbagliato, e se continua a volte Dio manda la sua disciplina, anche pesante, spesso in qualche altro campo della vita. È molto facile non disciplinare i figli quando invece dovrebbero essere disciplinati, ed è ancora di più facile peccare non esercitando l'autorità giusta sui figli. È faticoso e difficile insistere sempre sull'ubbidienza e sull'onore nei figli, ma è proprio questo che Dio richiede dai genitori. Quel genitore che trascura continuamente di svolgere questo ruolo così importante, rischia di subire la dura disciplina di Dio mandata per attirare la sua attenzione in modo che possa abbandonare questo peccato e riprendere a guidare il figlio in modo giusto, con amore e con autorità.

Quando i figli sono più grandi, è facile che i genitori pecchino mancando di dare la guida di cui i figli hanno molto bisogno, anche quelli non salvati.

Per esempio, tempo fa abbiamo studiato le qualifiche per gli anziani e i diaconi. Abbiamo visto che queste qualifiche, salvo la capacità di insegnare degli anziani, sono qualità che ogni credente dovrebbe avere. Infatti, abbiamo visto che non avere una di queste qualità è peccato. Tra quelle qualità, abbiamo letto in 1Timoteo 3:

“uno che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro;” (1Timoteo 3:4 LND)

E poi in Tito abbiamo letto una cosa simile:

“ciascuno di loro sia irreprensibile, marito di una sola moglie, e abbia figli fedeli che non siano accusati di dissolutezza né insubordinati.” (Tito 1:6 LND)

Dio dà ai padri la responsabilità di guidare la vita dei figli finché sono in casa. Questo comprende il non permettere ai figli di camminare nei peccati così comuni nel mondo. Per esempio, i figli non dovrebbero essere permessi di parlare senza rispetto ai genitori. Non dovrebbero essere permessi di partecipare ad attività peccaminose. Non dovrebbero frequentare luoghi o locali di brutta reputazione, le femmine non dovrebbero vestirsi in modo immodesto, non dovrebbero avere un comportamento impuro tra maschio e femmina. Nel mondo di oggi, tanti genitori non salvati ignorano queste cose, e lasciano i propri figli vivere come vogliono. È tanto facile per un genitore credente cadere nel peccato di arrendersi all'andazzo della società. Ma questo è peccato, e se un genitore continua in questo peccato è molto possibile che Dio gli manderà la sua dura disciplina per attirare la attenzione.

Ad un marito, la disciplina potrebbe arrivare perché egli si rifiuta di impegnarsi ad amare la moglie come Cristo ama la Chiesa. Forse è un egoista, non avendo voglia di curare sua moglie come invece dovrebbe. Forse vuole dominare e comandare in casa. Ci sono tanti modi in cui ho marito può peccare contro la moglie, e continuare in quei peccati può facilmente provocare la dura disciplina di Dio.

Magari una moglie potrebbe peccare non volendo essere sottomessa al marito, non volendo seguire la sua guida. Questo non solo è peccato contro il marito, ma soprattutto è peccato contro Dio, e se una donna continua a vivere così, può provocare la disciplina di Dio.

La disciplina può arrivare perché un credente non vuole sottomettersi alla guida degli anziani. Evita di chiedere consigli, evita di ricevere consigli, vuole vivere per testa sua, e così manca la cura che Dio ha provveduto per lui. Questo modo di agire è peccato, e spesso già in sé porta quel credente a prendere decisioni sbagliate. Se poi continua a vivere così può provocare anche la disciplina di Dio, che serve per spingere quel credente di nuovo a camminare nella buona via stabilita da Dio.

È importante che ricordiamo che la disciplina non sempre riguarda lo stesso campo in cui uno pecca. Il peccato potrebbe essere di essere attaccato ai soldi, o di comportarsi con orgoglio, o di non dare la guida giusta ai figli. La disciplina di Dio al riguardo potrebbe essere una malattia, o problemi economici, o altre difficoltà.

È importante ricordare che la disciplina di Dio, per quanto possa essere pesante e dolorosa, non è una punizione. È un atto di amore da parte di Dio. Lo scopo della disciplina di Dio è sempre quello di costringerci, contro la nostra stoltezza, ad abbandonare la vita brutta e a tornare a Dio camminando nella sua via, la via della santità, affinché Lui possa di nuovo ricolmarci di benedizioni.

Perciò, voglio invitare ciascuno di voi che è credente ad avere un cuore aperto a valutare quando vi arrivano momenti difficili. Non è detto che siano frutto della disciplina da Dio. Però, sarebbe anche buono valutare attentamente il caso che sia disciplina. In questa valutazione, considerate bene se c'è qualche campo in cui state peccando coscientemente. Poi considerate se c'è qualche campo in cui non state cercando di capire quale sia la volontà di Dio. Anche trascurare di informarci è un peccato che può provocare la disciplina di Dio.

Se stai peccando, in quello che stai facendo, o in qualcosa che stai ignorando, anche se al momento non stai subendo una disciplina nella tua vita, ravvediti, finché hai tempo. Non credere che visto che ti sta andando bene, non ci siano problemi! Dobbiamo essere molto severi con noi stessi. Se ci fosse una grave malattia in giro, sarebbe stolto ignorarne il pericolo.

Similmente, è stoltezza ignorare la realtà della disciplina, e quanto male ci fa il nostro peccato. Vi invito a tornare a casa e a leggere Deuteronomio 28:15 in poi, per ricordare quanto sia pesante la disciplina di Dio. Dio disciplina ancora oggi. Ricordate che la disubbidienza non è solo un peccato di chi lo fa coscientemente. Può essere anche un peccato che fai senza pensarci, perché stai trascurando di informarti bene.

Ricordate, per esempio, ciò che successe a Davide quando trasportò l'arca sopra un carro per portarla a Gerusalemme? Troviamo questo avvenimento in 2Samuele 6. Davide stava trasportando l'arca con muso lungo, oppure, con grande gioia, impegnandosi per dare gloria a Dio?

Dal punto di vista umano, Davide aveva un grande impegno per Dio. Era gioioso di poter seguire Dio, lo faceva di cuore. Però, non si era informato su come avrebbe dovuto trasportare l'arca. Aveva messo l'arca sopra un carro, quando invece nella legge di Mosè Dio aveva ordinato che doveva essere portata dagli uomini con le stanghe. Per questa sua trascuratezza, Dio disciplinò Davide, facendo morire Uzzah, quando toccò l'arca cercando di evitare che essa cadesse. Davide era afflitto per quanto era successo. Nonostante che Davide non stesse peccando in modo palese, e nonostante desiderasse grandemente onorare Dio, Davide fu disciplinato, perché non aveva preso l'impegno di informarsi sulla volontà di Dio.

Quanto è importante non agire di testa nostra, ma piuttosto informandoci se stiamo veramente camminando nella via del Signore! Per questo motivo è importante anche consigliarsi con altri che conoscono meglio la Parola di Dio. Non appoggiarti sul tuo proprio discernimento! Non solamente presumere che il tuo modo di vedere le cose sia secondo la volontà di Dio. Come Davide, potresti trovarti sotto la pesante disciplina di Dio, non perché sei in palese ribellione, ma perché il tuo modo di fare non è quello che Dio comanda.

Non prendiamo con leggerezza la santità di Dio, e quanto egli odia il peccato! Non dobbiamo solo dire che il nostro modo di fare va bene, se non abbiamo esaminato attentamente la Parola di Dio. Fare così può portarci a dover subire la disciplina di Dio. Non dire “a me sembra giusto”, se non hai veramente esaminato ciò che dice la Bibbia!

Allo stesso tempo, non dobbiamo vivere con quel timore che ogni cosa potrebbe andare male. Dio vuole che abbiamo pace. Però, per avere la pace, dobbiamo impegnarci a conoscere la volontà di Dio in ogni campo della nostra vita. E poi, con pace, potrò sapere di camminare secondo la volontà di Dio. Se vivo così, non vivrò come vivevo prima, non vivrò facendo ciò che sarebbe naturale, e non vivrò come vive il mondo intorno a me. Ma vivrò con pace, nella via che produce tante benedizioni in questa vita.

Perciò, voglio incoraggiare ciascuno ad esaminare la propria vita. Non esitare di chiedere consigli! Prego che possiamo essere un popolo pronto a riconoscere, a confessare, e ad abbandonare ogni peccato, siano essi dei peccati di azioni o parole, o siano quei peccati di trascurare qualcosa che Dio comanda, solo per il fatto che non ci siamo informati.

Vivendo così, eviteremo la disciplina di Dio, e conosceremo le benedizioni di una vita di santità.

Ringrazio Dio che ci ama così tanto da disciplinarci. Dio è un buon Padre, Dio vuole benedirci, e perciò, ci manda la disciplina.

Quindi, se hai dei pesi nella tua vita, se hai dei problemi, valuta: “O Dio, mi stai mostrando qualcosa?”.

Ho scritto questo studio perché ci servono queste verità, ci servono oggi, e ci servono per tutta la vita.

Quando i problemi sono pesanti, quando tu non riesci a dormire, potrebbe essere che il Signore ti stia parlando. Credo che spesso, sarà proprio così.

Quando succedono cose pesanti dobbiamo chiederci: “Perché adesso?”. Forse, come l'apostolo Paolo, è sofferenza per il Vangelo. Ma ricordate che egli soffriva proprio per il Vangelo.

Certamente, arrivano prove per provare la nostra fede. Però, sono convinto che la disciplina di Dio arriva molto più spesso di quando ce ne rendiamo conto. E se non ce ne rendiamo conto, perdiamo i benefici della disciplina. Se non riconosciamo la disciplina come tale, allora, non ci ravvediamo, e la disciplina continua, e non serve a nulla.

Quindi, quando arrivano problemi e difficoltà, dovremmo valutare molto presto se potrebbe essere disciplina. Dovremmo esaminare la nostra vita, per vedere se c'è qualche campo in cui stiamo peccando, o qualche campo in cui non ci siamo informati bene su qual è la volontà di Dio.

Se non è disciplina, si può ringraziare Dio, e pregare di poter superare la prova con una fede fortificata. Si può pregare di poter imparare tutto il possibile da quella prova.

Dio non vuole che viviamo sotto un'ombra di falsa colpa, sempre con la paura che forse stiamo peccando. Dio vuole che abbiamo la pace.

Se l'esame dimostra che non è disciplina, bene, rallegriamoci nella nostra salvezza!

Quando invece riconosciamo che è disciplina, allora, cosa dobbiamo fare? Semplice. Riconoscere il nostro peccato, umiliarci davanti a Dio e confessare il peccato, cambiando direzione per camminare in santità. Così non servirà più la disciplina.

Dio non vuole che restiamo sotto un'ombra, piuttosto, vuole che riconosciamo e confessiamo i nostri peccati, per poi godere la gioia della salvezza.

Spesso, la disciplina può spingerci ad ascoltare gli altri, che ci parlano di peccati che prima non volevamo riconoscere. E in quel caso potremmo dire: “Grazie, o Padre, che ci ami così tanto da mandare la tua disciplina. Perdonami che non mi sono impegnato a scoprire la tua volontà in quel campo. Grazie che mi hai aperto gli occhi tu, tramite la disciplina. Grazie che posso di nuovo camminare in un modo che dà gloria a Te. Grazie che mi ha riportato ad avere comunione con Te.”

Ringrazio Dio che ci ama così tanto da mandare la sua disciplina per farci tornare nella sua via. Se non fosse per la disciplina di Dio, saremmo immersi nei nostri peccati. Ringrazio Dio per il suo amore per noi. Prego che possiamo trarre beneficio dalla disciplina, abbandonando ogni peccato, per camminare vicini a Dio.