un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Frutti di un vero tremare all'ira di Dio

Sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 9 gennaio, 2011 ---- cmd na -----
Parole chiave: ira di Dio, timore di Dio, temere Dio, ravvedersi dai propri peccati, camminare in santità, frutti di un vero timore di Dio.

Oggi vogliamo considerare un argomento che è centrale nella Bibbia, ma di cui parliamo troppo poco e, peggio ancora, viviamo poco, troppo poco.

Oggi vogliamo parlare della necessità di avere timore di Dio e vogliamo parlare dell'ira di Dio, perché comprendere l'ira di Dio è la base necessaria che si deve possedere per poter avere il giusto timore di Dio.

Per diventare salvata, una persona deve capire qualcosa dell'ira di Dio e, per continuare a crescere dopo la salvezza, deve sempre ricordarsi dell'ira di Dio.

La Bibbia parla moltissimo dell'ira di Dio e ci fornisce tanti esempi di essa.

L'ira di Dio dura per tutta l'eternità ed è terribile più di quanto la mente umana riesce a comprendere. L'ira di Dio è giusta e nessuno, per conto proprio, riesce a scampare ad essa. Però Dio stesso ha provveduto all'unico modo possibile per scampare alla Sua ira ed è per mezzo di Gesù Cristo! Solo in Gesù Cristo c'è salvezza dall'ira di Dio!

Guardate insieme a me Apocalisse 19:15. La seconda parte di questo versetto descrive come Cristo verrà per la seconda volta. Ascoltate mentre leggo questo versetto:

“Dalla sua bocca usciva una spada acuta per colpire con essa le nazioni; egli governerà con uno scettro di ferro ed egli stesso pigerà il tino del vino della furente ira di Dio onnipotente.” (Apocalisse 19:15 LND).

Voglio considerare la frase: “egli stesso”, ovvero Gesù Cristo, “pigerà il tino del vino della furente ira di Dio onnipotente!”

Notiamo i quattro aspetti di questo quadro terribile del giudizio di Dio su tutti coloro che non si ravvederanno durante questa vita.

Dio è onnipotente

Prima di tutto notate che Dio è onnipotente! Conosciamo la parola onnipotente, ma è molto difficile afferrare l'immensità di questa realtà. Dio è onnipotente, Dio ha ogni potenza. Ogni potere nell'universo appartiene a Dio, ha origine in Dio, dipende da Dio ed è sotto il controllo di Dio.

Quando noi pensiamo alla potenza, quando pensiamo al potere, lo facciamo in termini estremamente limitati. Per esempio, pensiamo a uomini potenti o a qualche nazione potente. Ma la potenza della nazione più potente del mondo in un dato momento della storia è sempre una potenza che non è minimamente paragonabile alla potenza di Dio. Anzi, la potenza di tutti gli uomini messi assieme non è minimamente paragonabile alla potenza di Dio.

Dio è onnipotente, tutta la potenza dell'universo è Sua. Tutta la potenza nucleare, tutta la potenza elettromagnetica, tutta la potenza della gravità, tutta la potenza del sole e di ogni stella nell'universo, tutta la potenza di tutte le armi, tutta la potenza della natura, tutta la potenza appartiene a Dio. Tutta la potenza che esiste, fisica e spirituale, viene da Dio ed è sotto il Suo pieno controllo.

Essendo Dio onnipotente, nulla e nessuno può minimamente bloccarLo da quello che vuole fare, né può ostacolarLo in qualunque modo. Quindi, questo versetto ci ricorda che Dio è onnipotente.

Dio riverserà la Sua ira sugli uomini

In secondo luogo, questo versetto ci ricorda che l'onnipotente Dio riverserà la Sua ira sugli uomini. Oggi si parla molto del fatto che Dio è amore ed, in effetti, Dio è amore; ma Dio non è solo amore, Dio è anche ira. L'ira di Dio fa parte del Suo carattere come la santità fa parte del Suo carattere, come la giustizia fa parte del Suo carattere e come l'amore fa parte del Suo carattere. Quest'ira terribile sarà manifestata al mondo quando Gesù Cristo ritornerà per giudicare gli uomini.

Un'ira furente

Per terzo, questo versetto ci dichiara che l'ira di Dio è un'ira furente. L'ira di Dio non è un fastidio, non è un'opposizione tiepida, l'ira di Dio è un fuoco consumante, un fuoco da cui non esiste alcun rifugio se non solamente in Gesù Cristo. È un'ira terribile, un'ira che è impossibile per noi da placare. È un'ira che durerà per tutta l'eternità! Questo è il terzo punto che vediamo in questo versetto.

Sarà Gesù a riversare quest'ira sul mondo

In quarto luogo, tramite questo versetto vediamo una cosa terribile, cioè vediamo che sarà Gesù stesso che pigerà il tino del vino della furente ira di Dio. Spesso Gesù viene visto solo come mansueto e dolce, ma, quando ritornerà sulla terra, verrà per giudicare e il Suo giudizio sarà estremamente severo per tutti coloro che non si saranno ravveduti prima del Suo ritorno. L'immagine qui espressa fa capire che tutti coloro che non si saranno ravveduti saranno calpestati sotto i piedi di Gesù, saranno pigiati nel tino dell'ira furente di Dio onnipotente. Sarà Gesù Cristo stesso ad eseguire questo giudizio così terribile. Essa dunque trasmette l'idea che coloro che non si saranno ravveduti saranno pigiati ed il loro sangue scorrerà come vino che esce dal tino in grande quantità. Se ci fermiamo a meditare su quest'immagine che Dio ci ha dato, ciò che avverrà in quel giorno sarà più terribile di qualunque cosa che sia mai successa sulla terra.

Finora abbiamo letto un versetto solo, ma in realtà la Bibbia è piena di versetti che parlano dell'ira di Dio.

Pensare all'ira produce timore di Dio

La mia domanda è: che reazione dovrebbe produrre in noi avere un concetto reale dell'ira di Dio? Se noi comprendiamo realmente qualcosa dall'ira di Dio e se noi pensiamo a quest'ira che sta per essere riversata sul mondo, che cosa cambia nella nostra vita?

La risposta è qualcosa che vediamo ripetutamente nella Bibbia. Comprendere e credere nella realtà dell'ira di Dio produce timore e tremore nella vita di un credente, un timore e tremore che trasforma la sua vita.

Vi leggo qualche brano, prima dall'Antico Testamento, che ci aiuta a capire questo santo timore di Dio. Inizio con il Salmo 114:7:

“Trema, o terra, alla presenza del Signore, alla presenza del DIO di Giacobbe,” (Salmo 114:7 LND).

Poi leggo il Salmo 119:120:

“La mia carne trema tutta per paura di te, e io temo i tuoi decreti.” (Salmo 119:120 LND).

La reazione giusta davanti ad un Dio tremendo è di temerLo. Ora ascoltate la reazione del santo uomo di Dio Isaia quando si è trovato davanti alla presenza di Dio in una visione. Leggo da Isaia 6:

“1 Nell’anno della morte del re Uzziah, io vidi il Signore assiso sopra un trono alto ed elevato, e i lembi del suo manto riempivano il tempio. 2 Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno di essi aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. 3 L’uno gridava all’altro e diceva: "Santo, santo, santo è l’Eterno degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria". 4 Gli stipiti della porta furono scossi dalla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempì di fumo. 5 Allora io dissi: "Ahimé! Io sono perduto, perché sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; eppure i miei occhi hanno visto il Re, l’Eterno degli eserciti". 6 Allora uno dei serafini volò verso di me, tenendo in mano un carbone ardente, che aveva preso con le molle dall’altare.” (Isaia 6:1-6 LND).

Isaia vedeva in Dio l'Eterno degli eserciti, Colui che comanda gli eserciti dal cielo per giudicare e punire. Davanti a questo Dio onnipotente Isaia aveva un grande senso di timore.

Vi leggo anche da Isaia 66:2, in cui Dio stesso parla descrivendo su chi avrà favore, su chi guarderà. Ascoltate:

“Tutte queste cose le ha fatte la mia mano e tutte quante sono venute all’esistenza, dice l’Eterno. Su chi dunque volgerò lo sguardo? Su chi è umile, ha lo spirito contrito e trema alla mia parola.” (Isaia 66:2).

Dio desidera uomini che tremano alla Sua Parola. Questo è quello che Dio cerca in un uomo. Trova questo in te?

Non solo nell'Antico Testamento troviamo versetti che parlano così, ma anche nel Nuovo Testamento troviamo versetti che sottolineano l'importanza di temere Dio. Per esempio, in Filippesi 2:12 leggiamo:

“Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore,” (Filippesi 2:12 LND).

Se tu conosci Dio veramente, se conosci Dio nella Sua santità, nella Sua giustizia, nella Sua ira e nella Sua grazia, allora tu starai davanti a Lui con timore e tremore. Infatti, più uno cresce in Cristo, più timore e tremore avrà di Dio. Un credente che non ha timore e tremore di Dio è un credente estremamente immaturo, se è veramente un credente.

In che senso non dobbiamo avere paura

Sarebbe pertanto giusto porre la domanda: ma, allora, se dobbiamo temere Dio, in che senso non dobbiamo avere timore?

La Bibbia ci insegna certamente che non dobbiamo avere paura. Per esempio, Gesù dichiara ai discepoli:

“Ma egli disse loro: "Sono io, non temete!".” (Giovanni 6:20 LND).
“"Il vostro cuore non sia turbato; credete in Dio e credete anche in me.” (Giovanni 14:1 LND).

Ma allora, in che senso non dobbiamo avere paura? In che senso non dobbiamo temere? Tanti versetti parlano di avere timore di Dio, eppure ci sono anche altri versetti che dicono che non dobbiamo temere. Cosa possiamo capire da questo?

Orbene, a tal proposito, vedo nella Bibbia due sensi espressi riguardo al temere e al non temere. Prima di tutto, questi vari comandamenti vogliono dirci di non temere gli uomini e di non temere le circostanze, ma, piuttosto, di temere Dio! Il secondo senso è che non dobbiamo più temere Dio come nostro nemico, piuttosto dobbiamo temere Dio come Colui che era il nostro nemico e che rimane tuttora infinito nella Sua potenza e nella Sua santità! Vi leggo alcuni versetti che ci danno una concreta idea di questi due sensi di cui sto parlando:

Per primo, ascoltiamo Matteo 10:28, dove è Gesù che parla:

“E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella Geenna.” (Matteo 10:28 LND).

In altre parole, qui Gesù sta dicendo: non temete gli uomini, temete Dio. Tremate al pensiero di non fidarvi di Dio, di non piacere a Dio e non abbiate timore di non piacere agli uomini.

Il profeta Isaia dice la stessa cosa. Leggiamo assieme Isaia 8:12-14:

“12 "Non chiamate congiura tutto ciò che questo popolo chiama congiura, non temete ciò che esso teme e non spaventatevi. 13 L’Eterno degli eserciti, lui dovete santificare. Sia lui il vostro timore, sia lui il vostro spavento". 14 Egli sarà un santuario, ma anche una pietra d’intoppo, una roccia d’inciampo per le due case d’Israele, un laccio, una trappola per gli abitanti di Gerusalemme.” (Isaia 8:12-14 LND).

Non dobbiamo temere quello che gli altri temono. Gli uomini senza Dio temono la morte, gli uomini senza Dio temono altri uomini, temono tante cose, temono tutto e tutti tranne Colui che dovrebbero davvero temere: Dio. Per un credente dev'essere il contrario. Un credente deve temere Dio solo, dev'essere spaventato solo di Dio, non deve mai temere gli uomini.

Quando temiamo solamente Dio, Egli diventa il nostro santuario, il nostro rifugio dove saremo al sicuro. Perciò, quando leggiamo nella Bibbia di non avere timore, il primo significato è di non avere timore dell'uomo, ma piuttosto solamente di Dio.

Il secondo significato di questo è che, se tu sei un vero figlio di Dio, non devi temere Dio come tuo nemico, piuttosto devi temere Dio come chi era tuo nemico e continua ad essere infinito nella Sua potenza e nella Sua santità ora che, avendoLo conosciuto, hai anche afferrato, se non altro in parte, magari piccola, quanto Lui è potente e santo.

Quando ci rendiamo conto di essere in grave pericolo e finalmente arriva la salvezza da quel pericolo, continuiamo a tremare pensando a quello che era il nostro pericolo, pur sapendo che ora siamo al sicuro.

Per esempio, immaginati di essere solo in montagna e di cadere da un terribile precipizio per poi riuscire ad aggrapparti a stento ad una piccola sporgenza. Ci vuole tutta la tua forza per restare attaccato. Sotto di te c'è solo il vuoto per centinaia di metri. Gridi per avere aiuto, ma non c'è nessuno che ti senta e che possa soccorrerti. Le tue forze cominciano a venir meno e non sai per quanto riuscirai ancora a restare aggrappato. Tu sai che appena non ce la farai più, cadrai nel vuoto e certamente morirai. Poi la piccola sporgenza a cui sei aggrappato comincia a cedere. Sei terrorizzato e stai per cadere! Proprio in quel momento, senti delle voci e, nell'arco di pochi minuti, un uomo forte attaccato ad una corda arriva al tuo fianco, ti lega intorno una corda e in pochi istanti ti trovi al sicuro sopra il precipizio, circondato da uomini di soccorso.

Eri in grave pericolo, ora non sei più in pericolo. Eppure continui a tremare! Stai ancora pensando a quel vuoto sotto di te. Ti ricordi ancora della sporgenza che cominciava a cedere. Senti ancora quanto eri debole e vulnerabile. Però ora sei totalmente al sicuro e non più soggetto ad alcun pericolo. Il tuo timore e tremore è ora diverso da quello che provavi quando eri laggiù, aggrappato a quella piccola sporgenza. Eppure, ciononostante, è un vero timore e tremore.

Questo è un esempio di un aspetto del timore di Dio che dovremmo avere. Per esempio, considerate il Salmo 130:3-4:

“3 Se tu dovessi tener conto delle colpe, o Eterno, chi potrebbe resistere, o Signore? 4 Ma presso di te vi è perdono, affinché tu sia temuto.” (Salmo 130:3-4).

Avete notato quell'ultima frase? Parlando all'Eterno, il salmista dichiara: “presso di te vi è perdono, affinché tu sia temuto”. Prima ci trovavamo aggrappati alla piccola sporgenza, pronti a cadere senza speranza. Eravamo sotto la terribile ira di Dio! Poi siamo stati salvati per grazia, per la grazia sovrana di Dio e non per qualcosa di buono o di giusto insito in noi! Ora siamo perdonati, ora siamo al sicuro. Perciò ora, quando temiamo, non è perché Dio è ancora il nostro nemico, ma perché Egli era il nostro nemico e quanto sarebbe stato terribile se Egli non ci avesse salvato!

Allora, alla luce di questo, voglio dire ancora che, nella vita cristiana, cioè nella la vita di uno che è veramente perdonato, di uno che sta andando in cielo, di uno che è sigillato con lo Spirito Santo, sicuro nelle mani di Cristo, ci deve essere quel timore e tremore giusto che trasforma la vita di quel credente.

Se non abbiamo il timore giusto di Dio, al meglio la nostra vita cristiana sarà un disastro.

Trasforma il combattimento contro il peccato

Quando abbiamo un vero timore di Dio, tale timore trasforma la nostra vita. Prima di tutto, trasforma il combattimento contro il nostro peccato.

Il cammino cristiano è un combattimento contro il nostro peccato. Finché siamo in questo corpo di carne, avremo da combattere contro la nostra carne. Se non combattiamo, cadremo sempre più profondamente nel peccato e soffriremo brutte conseguenze che avremmo invece potuto evitare. Inoltre saremo un inciampo per altri e poi mancheremo di portare frutto per il nostro Signore. Chi continua su questa strada, indipendentemente da quello che dice, non produce il frutto di chi è veramente salvato. Perciò è davvero molto importante che combattiamo e vinciamo contro la nostra carne giorno per giorno.

Vi leggo qualche brano che parla del combattimento contro il nostro peccato. Prima leggo le parole di Paolo in 1Corinzi 9:24-27:

“24 Non sapete voi che quelli che corrono nello stadio, corrono bensì tutti, ma uno solo ne conquista il premio? Correte in modo da conquistarlo. 25 Ora, chiunque compete nelle gare si auto-controlla in ogni cosa; e quei tali fanno ciò per ricevere una corona corruttibile, ma noi dobbiamo farlo per riceverne una incorruttibile. 26 Io dunque corro, ma non in modo incerto; così combatto, ma non come battendo l’aria; 27 anzi disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù perché, dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato.” (1Corinzi 9:24-27 LND).

In questo brano vediamo che l'apostolo Paolo, quell'uomo di Dio così maturo e vicino a Cristo, doveva combattere duramente contro il suo corpo, ovvero contro la sua carne. Questo per non essere riprovato, ovvero squalificato, e per non correre invano.

È importante che comprendiamo che la vera salvezza si manifesta in una vita in cui uno si impegna a combattere strenuamente contro la carne. Se non c'è questo combattimento, quella persona si troverà nel giorno del giudizio a sentirsi dire che non ha mai veramente conosciuto Gesù Cristo. Ogni vero credente deve combattere contro la sua carne, contro il suo peccato. E, per essere costante in questo combattimento, dobbiamo avere timore di Dio. Dobbiamo capire quanto è grande l'ira di Dio e perciò quanto è grande il perdono.

In Matteo 7, Gesù dichiara:

“Non chiunque mi dice: "Signore, Signore" entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.” (Matteo 7:21 LND).

La vera salvezza produce una vita in cui uno vive facendo la volontà di Dio. L'unico modo di fare la volontà di Dio è di combattere contro il proprio peccato. Per combattere così, dobbiamo avere timore di Dio.

In Ebrei 12:4 leggiamo:

“Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore,” (Ebrei 12:14 LND).

Avete visto che, senza la santificazione, nessuno vedrà il Signore? In altre parole, senza la santificazione uno non andrà in cielo, uno non è salvato. Di nuovo, la santificazione è il processo in cui un credente combatte contro il proprio peccato.

Per combattere la nostra carne, dobbiamo riconoscere e poi confessare i nostri peccati.

Spesso riconosciamo un peccato ma non vogliamo umiliarci e confessarlo. Questa è la massima stoltezza che si possa commettere! Cioè, il peccato ci fa tanto ma tanto male! Confessare il peccato ci fa tanto ma tanto bene! Perciò, riconoscere un peccato ma non volerlo confessare è la massima stoltezza che un credente possa compiere! In un certo senso, nessun non credente è stolto quanto un credente che rifiuta di confessare un peccato!

Per poter veramente combattere contro il peccato, dobbiamo assolutamente avere timore di Dio. Dobbiamo capire la gravità del peccato, dobbiamo capire quanto è grande il perdono da parte di Dio che ci libera dalla Sua ira. Solamente questo timore di Dio ci permetterà di combattere veramente contro il nostro peccato.

Quando uno non ha vero timore di Dio, non combatterà veramente contro il proprio peccato. Uno che vive sempre così non è veramente salvato. Un vero credente potrebbe avere una stagione in cui non combatterà contro il proprio peccato, ma, a causa di ciò, porterà dei bruttissimi frutti nella sua vita. Porterà tanta sofferenza inutile e perderà la meravigliosa ricompensa che avrebbe potuto avere.

Invece, quando un credente ha vero timore di Dio, non ha paura del giudizio, ma quel timore giusto che gli consente di riconoscere quanto è terribile l'ira di Dio, quanto era grande la sua condanna e, perciò, quanto è prezioso il perdono; quando un credente ha questo timore di Dio, esso diventerà lo stimolo più grande per incoraggiarlo a combattere veramente il proprio peccato nella forza che gli viene da Dio stesso.

Vorrei applicare questo a noi. Nella nostra comunità, per grazia di Dio, non manca l'insegnamento che ci aiuta a riconoscere i nostri peccati. Poi ognuno ha la propria Bibbia che legge per conto suo ed anche questa lettura personale ci fa riconoscere i nostri peccati se prestiamo bene ascolto a quanto leggiamo. Spesso un fratello o una sorella ci parla di un nostro peccato. Grazie a Dio, ognuno di noi ha una coscienza ed io prego e spero che abbia una coscienza tenera.

A causa di tutto questo, non ci manca la possibilità di riconoscere i nostri peccati.

Ciò che ci manca a volte è quell'impegno che serve ed è necessario per spingerci ad umiliarci e poi confessare veramente i nostri peccati, a Dio ed anche agli altri. Vediamo i nostri peccati, riconosciamo i nostri sbagli e spesso riconosciamo pure che fanno tanto male. Ma ci è difficile umiliarci e ravvederci!

Fratelli, questo è estremamente pericoloso. Vivere così vuol dire vivere senza chiaro frutto della salvezza. Poi, anche se uno è veramente salvato, vivere così porta gravissime e dolorose conseguenze.

Se tu ti trovi in queste condizioni, prega Dio di svegliarti finché c'è tempo. Prega Dio di farti vedere quanto la Sua ira è terribile e quanto è importante camminare in santità! Prega Dio di farti vedere quanto il tuo peccato è offensivo davanti a Lui!

In altre parole, prega di avere un vero timore di Dio!

È il timore di Dio che ti darà vittoria sui tuoi peccati, che ti farà crescere nella santificazione in modo da avere una vita piena di frutti di giustizia e piena del frutto dello Spirito.

Quindi, avere vero timore di Dio trasforma la vita cristiana per quanto riguarda il combattimento contro il peccato.

Conclusione

In realtà, avere un vero senso dell'ira di Dio e un giusto timore di Dio trasforma la vita cristiana in tanti altri campi. Trasforma come viviamo i nostri matrimoni, trasforma grandemente come un padre si comporta con i suoi figli e trasforma il nostro impegno nell'evangelizzare.

Per ora voglio ricordarvi l'importanza di pensare spesso e molto all'ira di Dio. Dio è pieno d'ira, a causa del peccato, un'ira giusta, santa e terribile. Se vogliamo conoscere e godere l'amore di Dio, dobbiamo pensare molto all'ira di Dio.

Solamente quando comprendiamo l'ira di Dio possiamo comprendere meglio la profondità dell'amore di Dio e l'immensità della nostra salvezza.

Quando comprendiamo quanto è terribile l'ira di Dio, che sta per scattare sul mondo nel giudizio, allora possiamo avere un vero timore di Dio. Il timore di Dio ci porta a trovare una profonda gioia nella nostra salvezza. Il timore di Dio ci porta ad odiare e a combattere il nostro peccato. Il timore di Dio ci porta a vedere di più l'immensità dell'amore di Dio.

Oggi, se tu non hai un grande timore di Dio, sei in pericolo! Solo il timore di Dio può spingerti a ravvederti dai tuoi peccati. Solo il timore di Dio può farti capire quanto ogni tuo peccato è un'offesa grande contro Dio. Solo il timore di Dio può farti camminare vittoriosamente nel combattimento contro il tuo peccato.

L'ira di Dio è terribile. Gesù Cristo ha subito quell'ira per salvarci da essa.

Meditiamo spesso su questo. Meditiamo spesso su quello che era il nostro destino eterno, prima che Gesù ci salvasse. Meditiamo per poter gioire nella nostra salvezza e per poter camminare con un santo timore di Dio! Solo così avremo vittoria sui nostri peccati e avremo la gioia della nostra salvezza.

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