un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Confessare il peccato

Sermoni di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 29 maggio, 2011 ---- cmd --
Parole chiave: peccato, confessare il peccato, ravvedimento, disciplina, come crescere, rapporti.

Certi insetti hanno pungiglioni che contengono un veleno. Se si viene punti, finché il pungiglione rimane infilato nella pelle, esso continua a rilasciare il suo veleno nel corpo. Perciò, bisogna togliere il pungiglione, prima di poter iniziare a guarire.

Se questo è vero nel campo naturale, quanto di più è vero nel campo spirituale. Quando noi pecchiamo, finché non confessiamo il nostro peccato, esso è come un pungiglione in noi, continua a rilasciare il suo veleno, facendoci molto male. Per poter guarire, dobbiamo togliere il pungiglione, ovvero, confessare il peccato.

Come buon Padre, quando noi pecchiamo, Dio ci mostra il nostro peccato. E lo fa per portarci a stare meglio.

Dio ci mostra i nostri peccati in vari modi. A volte, è tramite la nostra lettura della Bibbia. Altre volte, è tramite degli insegnamenti che leggiamo o ascoltiamo. Spesso, è tramite altri credenti che ci parlano dei nostri peccati. In un modo o nell'altro, se siamo veramente salvati, Dio ci mostra i nostri peccati.

Ciò che dobbiamo valutare è: che cosa facciamo quando Dio ci mostra un nostro peccato? La risposta a questa domanda determina la nostra condizione spirituale. Perciò, a ciascuno chiedo: come rispondi quando Dio ti mostra un peccato, o dalla lettura, o da qualcuno che te ne parla?

Possiamo reagire bene, che vuol dire, rispondere con umiltà, avvicinandoci a Dio. Oppure, possiamo rispondere male, con orgoglio, e così facendo, ci allontaniamo ancora di più da Dio.

Ci sono tre modi principali in cui rispondiamo male quando Dio ci rivela un peccato. Il primo modo sbagliato è di buttarci giù, di essere scoraggiati. In questo caso, stiamo guardando a noi stessi, non a Dio.

Il secondo modo sbagliato di reagire quando Dio ci mostra un peccato è con orgoglio, che si può manifestare in vari modi, per esempio, irritandoci. A volte l'orgoglio si manifesta agitandosi, o difendendosi, oppure accusando chi ci ha parlato del peccato.

Il terzo modo sbagliato di reagire quando Dio ci mostra un peccato è di ignorarlo, ovvero, di non esserne aggravati.

Invece, esiste un solo modo di rispondere bene quando Dio ci mostra un peccato: esserne rattristati, con una tristezza che ci porta al ravvedimento. Questo ravvedimento produce dei cambiamenti in noi. Questo avviene quando abbiamo un cuore umile.

Consideriamo più a fondo questi modi di reagire quando Dio ci mostra un peccato.

Primo: Scoraggiarsi guardando a sé

Un modo sbagliato di rispondere quando Dio ci mostra un peccato è di esserne scoraggiati. Quanto è facile, quando riconosciamo un peccato, guardare a noi stessi, anziché a Dio! In questi casi, possiamo sentirci molto scoraggiati. Guardando a noi stessi, può sembrare che sarà impossibile cambiare. In questi casi, il nostro cuore diventa pesante, perdiamo la gioia, e ci sentiamo sconfitti dal peccato, troppo deboli per vincerlo.

Certamente, guardando a noi stessi e non a Dio, è giusto essere scoraggiati quando pecchiamo, perché da soli siamo deboli, e non siamo capaci di vincere i nostri peccati da soli.

Però, non siamo soli. Dio ci chiama a camminare per fede, guardando a Lui, che opera in noi con la sua potenza. Quindi, quando Dio ti mostra un tuo peccato, non scoraggiarti, guardando a te stesso, ma alza gli occhi, e guarda di nuovo a Gesù Cristo. E allora, anziché scoraggiarti, potrai dire, con fede, “io posso ogni cosa in Cristo Gesù che mi fortifica.”

secondo: Rispondere con orgoglio

Un altro modo di rispondere in modo sbagliato quando Dio ci mostra un peccato è di stare male perché il nostro orgoglio viene ferito.

Nel nostro orgoglio, vogliamo stimarci come forti nella fede, vogliamo camminare bene, non veramente perché vogliamo piacere a Dio, ma perché ci piace stimarci come bravi. Quando abbiamo questo tipo di orgoglio, ci fa molto male quando Dio ci mostra un peccato nella nostra vita. Tendiamo a reagire stando male, essendo irritati e negativi.

A volte reagiamo avendo irritazione dentro di noi, che potrebbe essere esternata con un muso lungo, o brontolando. A volte ci fa guardare con occhio malevolo o con gelosia chi cammina meglio di noi.

Troviamo un esempio di una simile reazione in Genesi quando Caino e Abele fecero delle offerte a Dio. Evidentemente, Caino non aveva offerto ciò che Dio aveva comandato loro. Perciò, il Signore gli fece capire che la sua offerta non era gradita. Però, anziché ravvedersi per il suo peccato, Caino ne fu irritato. Leggo Genesi 4:1-7

“1 Ora Adamo conobbe Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: "Ho acquistato un uomo, dall’Eterno". 2 Poi partorì ancora Abele, suo fratello. E Abele divenne pastore di greggi; mentre Caino divenne lavoratore della terra. 3 Col passare del tempo, avvenne che Caino fece un’offerta di frutti della terra all’Eterno; 4 Ora Abele offerse anch’egli dei primogeniti del suo gregge e il loro grasso. E l’Eterno riguardò Abele e la sua offerta, 5 ma non riguardò Caino e la sua offerta. Così Caino ne fu molto irritato, e il suo viso ne fu abbattuto. 6 Allora l’Eterno disse a Caino: "Perché sei tu irritato e perché è il tuo volto abbattuto? 7 Se fai bene non sarai tu accettato? Ma se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta e i suoi desideri sono volti a te; ma tu lo devi dominare".” (Genesi 4:1-7 LND)

Notiamo la bontà di Dio nel fatto che spiega a Caino che la sua reazione non gli avrebbe portato alcun beneficio, mentre ravvedersi e fare la cosa giusta gli avrebbe dato gioia nel cuore. Tristemente, sappiamo che Caino non accolse l'avvertimento di Dio. Era geloso di Abele, e lo uccise. La domanda per noi è: noi ci irritiamo quando Dio ci mostra un nostro peccato? Oppure ci ravvediamo, affinché la nostra gioia ritorni?

Terzo: ignorare il peccato

Ho menzionato poi un terzo modo in cui possiamo rispondere male quando Dio ci mostra un peccato, ed è quello di ignorare il peccato, di non pensarci. Anche questa è una reazione molto pericolosa. Al meglio, rivela un cuore estremamente raffreddato. Se Dio ti mostra un peccato, e non ti pesa affatto, il tuo cuore è in una condizione molto grave. Infatti, se una persona continua così, è veramente da chiedersi se sia salvata.

La risposta giusta quando Dio ci fa vedere un peccato

Quindi, quando Dio ci mostra un peccato, non dobbiamo scoraggiarci, il che vuol dire che stiamo guardando a quanto siamo deboli anziché alla potenza di Dio che è all'opera in noi. Né dobbiamo irritarci: l'irritazione infatti è un segno che il nostro orgoglio è ferito. Certamente non dobbiamo ignorare ciò che Dio ci mostra.

Allora, come dobbiamo rispondere quando Dio ci fa vedere un peccato?

Prima di tutto, il modo giusto di rispondere quando Dio ci mostra un peccato è con umiltà. Poi, dobbiamo esserne rattristati, con una tristezza che ci porta al ravvedimento. Questa è una tristezza per aver peccato contro Dio.

Troviamo una spiegazione di questo in 2Corinzi 7, dove leggiamo di un avvenimento durante il quale l'Apostolo Paolo aveva scritto ai credenti di un loro peccato. Notate i due modi di reagire che ci possono essere, uno sbagliato, che porta alla morte, e uno giusto, che porta alla salvezza. Leggo 2Corinzi 7:8-10.

“8 perché, anche se vi ho contristato con quell’epistola, ora non me ne dispiace anche se mi è dispiaciuto, poiché vedo che quell’epistola, quantunque per breve tempo, vi ha rattristati. 9 Ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché siete stati rattristati a ravvedimento, poiché siete stati rattristati secondo Dio, affinché in nessuna cosa aveste a ricevere alcun danno da parte nostra. 10 La tristezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza, che non ha rimpianto; ma la tristezza del mondo produce la morte.” (2Corinzi 7:8-10 LND)

Quando Dio ci fa vedere un nostro peccato, in un modo o l'altro, l'unica risposta giusta è di umilmente ascoltare e valutare, e poi, vedendo il peccato, di esserne rattristato, non perché il nostro orgoglio è ferito, ma perché siamo rattristati di aver offeso Dio. Questo ci porta al ravvedimento, in cui confessiamo il nostro peccato a Dio, e anche alle persone conto le quali abbiamo peccato. Il vero ravvedimento porta ad abbandonare il peccato.

Quando ci ravvediamo di cuore e confessiamo il nostro peccato, Dio ci perdona, perché Dio è pronto a perdonare chi viene a Lui con cuore umile. Leggo il Salmo 86:5

“Poiché tu, o Signore, sei buono e pronto a perdonare, e usi grande benignità verso tutti quelli che t’invocano.” (Salmo 86:5 LND)

Dio è pronto a perdonare, quando ci umiliamo e Lo invochiamo di cuore.

la nostra condizione prima di confessare

Quanto è importante che riconosciamo quanto sia essenziale confessare i nostri peccati! Per aiutarci, consideriamo qual è la nostra condizione prima di confessare un nostro peccato. Come stai, veramente, quando non hai confessato un tuo peccato?

Quando hai un peccato non confessato, il tuo peccato ti ostacola dalla comunione con Dio. Solo Dio può soddisfare il tuo cuore, perciò, il tuo cuore non può essere soddisfatto finché hai un peccato non confessato. Un peccato non confessato ti ostacola da avere il frutto dello Spirito, quel frutto meraviglioso che porta gioia al nostro cuore e porta del bene a quelli intorno a te.

Pensiamo al nostro rapporto con Dio.

Approfondiamo questo discorso. Pensiamo al nostro rapporto con Dio. Dio è santo, infatti, più di qualsiasi altro attributo, la Bibbia menziona la santità di Dio. Dio odia il peccato. Il nostro peccato non confessato crea una barriera fra noi e Dio. Vediamo questo già con Adamo ed Eva che, dopo aver peccato, si nascosero dalla presenza di Dio.

Leggo Isaia 1:15-18, in cui vediamo che il peccato non confessato ostacola dalla comunione con Dio, mentre quando si confessa il peccato, l'ostacolo viene tolto.

“15 Quando stendete le vostre mani, io nascondo i miei occhi da voi; anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue. 16 Lavatevi, purificatevi, togliete dalla mia presenza la malvagità delle vostre azioni, cessate di fare il male. 17 Imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova. 18 Venite quindi e discutiamo assieme, dice l’Eterno, anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.” (Isaia 1:15-18 LND)

Isaia 59:2 dichiara la stessa verità.

“Ma le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro DIO e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto.” (Isaia 59:2 LND)

In Zaccaria 7, leggiamo del fatto che se noi non ascoltiamo Dio, per esempio, quando ci fa vedere un peccato, Egli non ascolterà noi. Questo Egli aveva fatto con il suo popolo. Leggo:

“E avvenne che come egli chiamava ed essi non davano ascolto, così essi hanno gridato e io non ho dato ascolto," dice l’Eterno degli eserciti,” (Zaccaria 7:13 LND)

Dobbiamo capire che il nostro peccato crea una barriera fra noi e Dio. Finché rifiutiamo di veramente confessare il nostro peccato, non possiamo godere comunione con Dio. Non avremo il frutto dello Spirito. Perciò, non avremo gioia e pace. Non saremo in grado di veramente amare gli altri. Non potremo avere vero frutto che vale.

Se non confessiamo il peccato, la mano di Dio peserà su di noi, come leggiamo nel Salmo 32.

“3 Mentre tacevo, le mie ossa si consumavano tra i gemiti che facevo tutto il giorno. 4 Poiché giorno e notte la tua mano pesava su di me, il mio vigore era diventato simile all’arsura d’estate. (Sela) 5 Davanti a te ho riconosciuto il mio peccato, non ho coperto la mia iniquità. Ho detto: "Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno," e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato.” (Salmo 32:3-5 LND)

Finché rifiutiamo di confessare veramente il peccato, prima a Dio, e poi alle persone contro le quali abbiamo peccato, staremo male. Il nostro cuore sarà aggravato.

Se ci umiliamo e confessiamo il nostro peccato, allora, Dio ci perdonerà. Allora, avremo di nuovo la gioia della salvezza.

Però, se tu continui a non confessare un peccato, per quanto potresti impegnarti, la tua vita sarà miserabile e sprecata.

Tu, che non vuoi confessare il tuo peccato, perché no? Ti esorto, riconosci la stoltezza di continuare nel peccato! Ravvediti!

Il nostro rapporto con gli altri

Quando non confessiamo il nostro peccato, non solo rovina il nostro rapporto con Dio. Rovina anche i nostri rapporti con gli altri.

Non confessare il peccato crea sempre grandi problemi nei nostri rapporti con gli altri. Per una cosa, quando non confessiamo il peccato, non abbiamo il frutto dello Spirito. Perciò, non abbiamo pace nel nostro cuore, non avremo vero amore. Non avremo benignità. Dove c'è un peccato non confessato, i rapporti non possono andare veramente bene.

Perciò, quando non confessiamo il nostro peccato, anziché pace in casa, ci sarà tensione. Anziché gioia insieme agli altri, ci saranno scontri. Anziché rallegrarsi nel vedere gli altri, staremo male quando li vediamo.

Vivere così vuol dire che la vita sarà pesante. Se tu non confessi il tuo peccato, tu puoi divertirti quanto vuoi, puoi cercare di fare quello che vuoi tu, puoi cercare di evitare le persone con cui c'è dello stress, ma non starai bene nel tuo cuore. Finché non confessi il tuo peccato, puoi ridere fuori, ma tu starai male dentro. Non avrai pace con Dio, e non avrai vera pace con le altre persone.

Come abbiamo già letto nel Salmo 32, quando non confessi un peccato, la mano di Dio peserà su di te. Infatti, molto spesso, stiamo male proprio perché abbiamo del peccato non confessato.

Ricordati, finché rifiuti di confessare il tuo peccato, veramente confessarlo, prima a Dio, poi alle persone contro le quali hai peccato, starai male! Il tuo cuore sarà aggravato.

Se ti umili e confessi il tuo peccato, allora, Dio ti perdonerà. Allora, avrai di nuovo la gioia della salvezza.

Se tu hai del peccato che non stai confessando, perché non lo fai? Perché ti vuoi comportare in modo così stolto? Ti esorto, riconosci la stoltezza di continuare nel peccato! Ravvediti! Così godrai le benedizioni del perdono!

La necessità di crescita

Quando confessiamo i nostri peccati, Dio ci perdona, e possiamo godere comunione con Lui. Però, non sempre tutto va bene. È importante che capiamo una cosa che ci aiuterà a non essere scoraggiati, dopo che ci siamo veramente ravveduti e abbiamo confessato un peccato.

Quando abbiamo un peccato nella vita da tempo, e poi finalmente riconosciamo e confessiamo quel peccato, Dio ci perdona, subito e completamente. Però, non sempre tutto cambia subito. Spesso, ci possono essere conseguenze del peccato che durano per molto tempo. Quando questo succede, non dobbiamo scoraggiarci.

Dobbiamo capire che anche se un peccato è stato perdonato, ci possono essere delle conseguenze che durano per tempo.

Come esempio, pensiamo ad un uomo che è stato un bugiardo da anni, mentendo agli altri, e che poi veramente confessa il suo peccato. Egli non mente più, però, ci vorrà del tempo prima che le persone nella sua vita possano veramente fidarsi della sua parola.

Un altro esempio: se da anni un marito ha peccato molto nei confronti della moglie, essendo un uomo negativo, ringraziando poco, brontolando spesso, essendo egoista, il matrimonio non andrà bene. La moglie sarà una donna triste e abbattuta. I figli avranno poco rispetto per il padre.

Se lui si ravvede di cuore, e confessa i suoi peccati a Dio e anche alla famiglia, Dio lo perdona subito. Forse anche la famiglia lo farà. Però, questo non vuol dire che tutto diventi bello subito. Spesso, per quanto riguarda i nostri rapporti, ci vuole tempo per ristabilire rapporti buoni e solidi. Se lui ha peccato da anni, solitamente ci vorrà molto tempo per ristabilire dei rapporti sani.

Questa non è una punizione da parte di Dio, è solo una conseguenza del peccato. Bisogna umilmente accettare questa realtà, e riconoscere che per quanto possa essere duro sopportare certe conseguenze, in realtà, Dio ci ha dato l'immensa grazia di perdonarci. Anche se ci sono ancora conseguenze, la condanna ci è stata tolta, e non stiamo più peccando come prima.

È anche importante ricordare che il perdono e la crescita sono due cose diverse. Quando confessiamo il nostro peccato, Dio ci perdona, e poi, ci purifica, che parla della santificazione, della crescita nella santità. Vediamo questo in 1Giovanni 1:9

“Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1Giov 1:9 LND)

La purificazione di ogni iniquità è l'opera della santificazione in noi. È un'opera che continua giorno per giorno, anno per anno. Non si può avere santificazione senza il perdono, e per poter avere il perdono, occorre confessare i nostri peccati.

Però, quando confessiamo i nostri peccati, quando veramente li confessiamo, riconoscendo la nostra colpa, allora, Dio ci perdona, e ci purifica da ogni iniquità, mostrandoci altri peccati, in modo che possiamo assomigliare sempre di più a Gesù Cristo.

Il ringraziamento

Cari fratelli e sorelle, quando Dio ci mostra un peccato, anziché continuare a stare male a causa di quel peccato, dovremmo confessarlo, e poi, abbondare nel ringraziamento a Dio perché Egli ci ha fatto vedere dove sbagliavamo. Certamente, non è piacevole riconoscere un peccato, però, è un'immensa grazia riconoscere un peccato, per poterlo poi confessare.

Quindi, quando Dio ti fa vedere un peccato, anziché sentirti scoraggiato e arrabbiato, ringrazia Dio di cuore per il privilegio di aver visto quel peccato, e datti da fare, con la grazia di Dio, per cambiare.

La grandezza del perdono

Fermiamoci per meditare sull'immensità del perdono! Alla luce della santità di Dio, il perdono è qualcosa di incredibile. Ogni nostro peccato merita la separazione eterna da Dio. Dio riesce a perdonarci solo in base all'immensità del sacrificio di Gesù Cristo sulla croce, dove ha subito l'ira di Dio.

Questa è la cosa incredibile! Se Dio dovesse trattarci in base a ciò che meritiamo, non potremmo mai essere perdonati, nemmeno del più piccolo peccato. Invece, mediante l'amore di Dio per noi in Gesù Cristo, morto proprio per rendere possibile il perdono, possono esserci conseguenze terrene per i nostri peccati, ma le conseguenze eterne sono già state pagate da Gesù Cristo!

Un brano stupendo da ricordare quando Dio ci fa vedere un nostro peccato è Lamentazione 3:21-24.

“21 Questo voglio richiamare alla mente e perciò voglio sperare. 22 E’ una grazia dell’Eterno che non siamo stati interamente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. 23 Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà. 24 "L’Eterno è la mia parte," dice l’anima mia, "perciò spererò in lui".” (Lamentazione 3:21-24 LND)

Sì, possiamo subire la disciplina di Dio finché non ci ravvediamo. E anche dopo il perdono, ci possono essere conseguenze che rimangono per un certo tempo. Però, la cosa assolutamente meravigliosa è la compassione di Dio per noi, in Cristo Gesù, che vediamo nel pieno perdono, quando confessiamo il peccato.

L'incredibile grazia di Dio

Dio ci ama così tanto che ha provveduto il perdono per mezzo di Gesù Cristo. Poi, quando stiamo nel peccato, Dio opera per farci tornare a Lui. Quando serve, ci manda la sua disciplina, anche dura. Questo non è per punirci, è per farci abbandonare il peccato e tornare a Lui.

La disciplina di Dio può essere anche una grave malattia o la morte fisica, però è un atto di amore, perché serve per riportarci a Lui. Quanto grande è il suo amore, perché potrebbe lasciarci nel nostro peccato. Invece, Dio fa tutto il necessario per riportarci a Sé.

Vi leggo Ebrei 12, che parla dello scopo della disciplina di Dio.

“4 Voi non avete ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato, 5 e avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: "Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, 6 perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce". 7 Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? 8 Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. 9 Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? 10 Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. 11 Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo.” (Ebrei 12:4-11 LND)

La disciplina quando arriva è molto pesante, e perciò, è molto meglio confessare il peccato subito. Però, per quanto la disciplina sia pesante, essa produce un pacifico frutto di giustizia.

Il cuore di Dio

Il peccato invece ci allontana da Dio, il peccato ci porta a non avere gioa e pace, il peccato rovina i nostri rapporti con gli altri. Non ha senso rimanere nel peccato. Dio ci chiama a confessare i nostri peccati. Se confessiamo i nostri peccati, Egli è giusto e fedele da perdonarci.

Dio ci perdona perché Dio è pieno di misericordia. La Bibbia è piena di versetti che parlano della misericordia di Dio. Ve ne leggo solo alcuni:

“se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e torna indietro dalle sue vie malvagie, io ascolterò dal cielo, perdonerò il suo peccato e guarirò il suo paese.” (2Cronache 7:14)
“3 Se tu dovessi tener conto delle colpe, o Eterno, chi potrebbe resistere, o Signore? 4 Ma presso di te vi è perdono, affinché tu sia temuto.” (Salmo 130:3-4 LND)

Quando confessiamo il nostro peccato, e riprendiamo la via che Dio comanda, saremo di nuovo in buona comunione con Dio, e ritroveremo la gioia della nostra salvezza. I nostri rapporti con gli altri miglioreranno. Avremo il frutto dello Spirito Santo.

Conclusione

Allora, alla luce di tutto questo, voglio chiederti: tu, hai del peccato che finora non hai voluto confessare ed abbandonare?

E perciò, quando Dio ti mostra un peccato, come reagisci?

Non scoraggiarti, Dio è pronto a perdonarti. Basta veramente ravvederti con umiltà, davanti a Dio e davanti agli altri.

Quando Dio di mostra un peccato, non reagire con orgoglio. Piuttosto, riconosci quanto sia stoltezza non confessare il peccato.

Ti supplico, nel nome di Gesù Cristo, a capire che continuare a non confessare un peccato ti porta solamente del male.

Se non confessi un tuo peccato, il tuo orgoglio sarà contento, ma tu sarai miserabile. Non ascoltare il tuo orgoglio. Se non confessi il tuo peccato, hai tutto da perdere, e nulla di buono da guadagnare.

Finché non confessi il tuo peccato, non avrai comunione con Dio. Non avrai il frutto dello Spirito. La mano di Dio peserà su di te. Non potrai avere la gioia, non potrai avere la pace. I tuoi rapporti con gli altri saranno un peso, anziché una gioia.

Perché rimanere in quella condizione? Umiliati, riconosci il tuo peccato, confessalo senza mezzi termini! Umiliati totalmente, sotto la potente mano di Dio! Confessa anche alle persone contro le quali o davanti alle quali ha peccato.

Se lo farai, conoscerai il perdono di Dio. Avrai di nuovo la gioia della sua salvezza. Diventerai una benedizione per le persone nella tua vita, anziché un peso. Potrai portare frutto per la gloria di Dio, anziché vivere una vita vuota.

Quando poi hai confessato un peccato, è essenziale abbondare nel ringraziamento per il fatto che Dio ti ha fatto vedere il tuo peccato e ti ha perdonato. Egli è all'opera i te, per prepararti a vivere nella sua presenza per tutta l'eternità.

Inoltre, è fondamentale abbandonare il peccato e camminare in santità, ricordandoti della potenza di Dio che opera in noi.

Invito ciascuno ad esaminarsi. Se riconosci un peccato non confessato, confessalo, a Dio e agli altri, e conoscerai la gioia del perdono.

Preghiamo.

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