un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Hai Pianto per i tuoi Peccati?

studio di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per mercoledì, 19 maggio, 2010 ---- cmd na -----
Parole chiave: confessare il peccato, confessione, ravvedimento, gravità del peccato.

Introduzione

Prima di cominciare il nostro studio, voglio enunciare un principio fondamentale che è bene per noi tenere a mente in ogni circostanza: focalizzare la nostra attenzione sul piccolo può farci perdere di vista il grande.

Chi è salvato ha tante benedizioni. Però, non tutte le benedizioni sono dello stesso valore. Avere una bella giornata di sole non è paragonabile ad avere una famiglia unita. Avere del denaro in più non è paragonabile ad avere gioia nel cuore.

Quando non ci rendiamo conto di quali siano le benedizioni più grandi, possiamo aggrapparci a quelle meno importanti e così trascuriamo le prime. Vivere così vuol dire vivere male, non godere la gioia di Dio e non spendere bene la nostra vita anche se ci impegniamo molto.

Perciò è importante porci seriamente questa domanda: qual è la benedizione più grande di tutte per un credente?

Ricordate che la salvezza è l'essere riconciliati con Dio! La gioia più grande dell'eternità sarà di stare nella presenza di Dio. Perciò, la benedizione più grande in questa vita è di avere vera comunione con Dio. Noi, creature, possiamo letteralmente essere in comunione con in Sovrano Creatore di tutto.

Essere in comunione con Dio supera qualsiasi altra benedizione. Supera la benedizione di godere della presenza di persone a noi care, supera la buona salute, supera la benedizione di poter servire il Signore, supera ogni benedizione terrena che possiamo avere.

La cosa peggiore

Infatti solo una stretta comunione con Dio può soddisfare il tuo cuore. Se la tua comunione con Dio è ostacolata, il tuo cuore non sarà mai soddisfatto e non avrà mai la vera pace di Dio, almeno finché la comunione stessa è interrotta. La cosa peggiore che può succedere ad un credente è proprio di vedere interrotta la propria comunione con Dio.

Perché è così terribile

Se la tua comunione con Dio è ostacolata, la tua vita cristiana è solo una facciata, che potrebbe sembrare integra dal di fuori, ma ti lascia vuoto dentro. Finché un credente non è in stretta comunione con Dio, non avrà il frutto dello spirito, non avrà gioia e pace, non potràprodurre frutto che dura e , anche se si impegna tantissimo, anche con tanta fatica, anche se si sacrifica, se non è in comunione con Dio, sarà tutto inutile!

Ostacoli

Allora, è importantissimo essere in comunione con Dio e perciò è importante capire ciò che può ostacolarci da questa comunione.

Prima di tutto, accogliamo con gioia una buona notizia! Ci sono tante cose che non possono ostacolare la nostra comunione con Dio. Per esempio, le prove e le difficoltà, in sé, non possono ostacolare la nostra comunione con Dio.

Per esempio, in sé, una grave malattia, pur essendo una prova dura, non mi ostacola dall'avere comunione con Dio. Se ho una situazione a lavoro molto difficile, in sé, essa non mi ostacola dall'avere comunione con Dio, anzi, potrebbe spingermi ad avere una più profonda comunione con Dio. Se ho problemi di famiglia, se soffro persecuzioni, se subisco ingiustizie, nessuna di queste cose mi ostacola da una preziosa comunione con Dio.

Similmente, nemici e persecuzioni non possono ostacolare la nostra comunione con Dio. Nemmeno Satana può ostacolare la nostra comunione con Dio. Vediamo tanti esempi di questo nella Bibbia.

Però, c’è qualcosa che può ostacolarci dal godere i benefici dell’amore di Dio. C’è qualcosa che può interrompere la nostra comunione con Dio, che è la più grande benedizione della vita. Cos’è che può ostacolarci dall'avere comunione con Dio?

Ciò che ostacola la nostra comunione con Dio è il nostro peccato! Il peccato non confessato veramente crea una barriera che ci fa perdere comunione con Dio. Dio è un Dio SANTO e il peccato ci separa dalla comunione con Lui, finché esso non viene confessato.

Tenete in mente che, quando la comunione con Dio è interrotta, la vita cristiana non ha senso. Può avere ancora l'apparenza di una vera vita di comunione con l'Eterno, ma manca della sostanza della stessa.

Quanto è stolto aggrapparci ad un peccato, anziché rinunciare totalmente al peccato per aggrapparci a Dio!

Vorrei raccontarvi un avvenimento cui abbiamo assistito, nella speranza esso che ci aiuterà a capire quanto è stolto non riconoscere il nostro peccato e rinunciare ad esso. È solo un piccolo paragone quello di cui vi parlerò, però può aiutarci a comprendere quanto è stolto aggrapparsi al peccato anziché godere della comunione con Dio. In questo avvenimento vi racconterò di un uomo che ha perso la comunione con la famiglia per godere i piaceri del peccato.

Anni fa conoscevamo una bella famiglia formata da 5 persone: marito, moglie e tre bravi figli. Questa famiglia era molto unita e i figli erano molto attaccati ai genitori. I figli avevano da 9 a 14 anni circa. Ad un certo punto, il marito e padre di questa famiglia ha deciso di abbandonare la famiglia per andare e convivere con una giovane e bella donna. Chiaramente, non poteva avere sia la giovane donna che la moglie ed i figli, perciò, scegliendo la giovane donna, automaticamente la comunione con la sua famiglia fu completamente persa.

Dopo vari mesi, il cuore di quell'uomo era molto angosciato. Egli aveva capito che aveva buttato via una delle benedizioni più grandi della vita per i piaceri ingannevoli del peccato. Infatti, tutto quello che il peccato gli offriva era solamente una povera imitazione della realtà che egli aveva perso agendo sconsideratamente. Egli aveva buttato via il vero per il falso! Egli già aveva una donna che veramente lo amava ed ha buttato via quel rapporto per un amore egoista e falso verso una giovane donna. Prima egli aveva goduto l'amore dei figli, ora lo aveva perso per un amore falso verso quella donna più giovane. Prima egli aveva un matrimonio bello, completo in tutti i sensi, anche nel senso fisico. Ora aveva abbandonato quel rapporto per uno fisico con una donna che non voleva veramente il suo bene. Egli aveva buttato via il vero, il puro, quello che poteva veramente soddisfare, per quello che prometteva tanto ma in realtà non dava nulla di vero valore.

Quando finalmente si è reso conto della stoltezza della sua scelta, il suo cuore era veramente afflitto e triste. Nessun danno fatto da altri contro di lui avrebbe potuto farlo soffrire quanto il danno che egli stesso si era procurato scegliendo di peccare.

Ogni peccato è grave

O fratelli e sorelle, tenete ben in mente che qualsiasi peccato non veramente confessato ci separa dalla comunione con Dio. Questo avviene perché Dio è assolutamente santo! Nella Bibbia, la santità di Dio è vista come un fuoco che consuma. Perciò ogni nostro peccato è terribile!

Se non vediamo il peccato come terribile, non possiamo confessarlo e così mancheremo di avere comunione con Dio.

Esempio biblico

Tu capisci qualcosa di quanto i tuoi peccati sono terribili?

Qual è l'ultima volta che sei stato veramente afflitto a causa del tuo peccato? Qual è l'ultima volta che hai pianto per quanto sei stato aggravato per un tuo peccato?

Ho scritto il seguente paragrafo 10 anni fa, ma vale oggi come allora.

Se un padre, in un momento di rabbia, dovesse dare uno schiaffo al suo piccolo figlio, un figlio unico che il padre ama tanto, e poi quello schiaffo fa battere la testa del bambino contro un angolo e il bambino muore, come si sentirebbe quel padre? Sicuramente, vedendo il male che il suo peccato ha provocato, piangerebbe amaramente. Egli vedrebbe la gravità del suo peccato. Vedrebbe che il suo peccato ha distrutto la preziosa comunione che aveva con suo figlio.

Nella Bibbia vediamo più esempi dove uomini di Dio riconoscono la gravità del peccato e piangono amaramente.

Nel primo esempio, Gesù è stato arrestato. Pietro e Giovanni seguono i soldati a distanza ed entrano nel cortile del Sommo Sacerdote, per vedere cosa succede a Gesù. In quel luogo, Pietro viene riconosciuto da alcune persone. Ascoltiamo questo passo:

“69 Ora Pietro sedeva fuori nel cortile e una serva si accostò a lui, dicendo: "Anche tu eri con Gesù il Galileo". 70 Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: "Non so di che stai parlando". 71 Come egli uscì nell’atrio, un’altra lo vide e disse a quelli che erano là: "Anche costui era con Gesù il Nazareno!". 72 Ma egli di nuovo lo negò con giuramento, dicendo: "Io non conosco quell’uomo". 73 Poco dopo anche gli astanti, accostatisi, dissero a Pietro: "Certo, anche tu sei uno di loro, perché il tuo parlare ti tradisce". 74 Allora egli cominciò a maledire e a giurare, dicendo: "Io non conosco quell’uomo". E in quell’istante il gallo cantò. 75 Allora Pietro si ricordò di quello che Gesù gli aveva detto: "Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte". Ed egli uscì, e pianse amaramente.” (Matteo 26:69-75 LND).

Pietro, riconoscendo che aveva peccato contro Dio, pianse amaramente. Egli vedeva la gravità del suo peccato e questo lo portò a piangere amaramente.

Guardiamo un altro esempio: guardiamo Daniele. Daniele era un uomo presentato nella Bibbia come pio e di grande fede in Dio. Da tutto quello che leggiamo, Daniele aveva una vita esemplare. Egli evitava i peccati d’idolatria e gli altri peccati d’Israele. Però, quando egli considerava l’assoluta santità di Dio, vedeva la gravita del suo peccato.

Vi leggo la preghiera di Daniele che troviamo in Daniele 9:

“1 Nell’anno primo di Dario, figlio di Assuero, della stirpe dei Medi, che fu costituito re sul regno dei Caldei, 2 nel primo anno del suo regno, io, Daniele, compresi dai libri il numero degli anni in cui, secondo la parola dell’Eterno indirizzata al profeta Geremia, dovevano essere portate a compimento le desolazioni di Gerusalemme, è cioè settant’anni. 3 Volsi quindi la mia faccia verso il Signore DIO, per cercarlo con preghiera e suppliche, col digiuno, col sacco e con la cenere. 4 Così feci la mia preghiera e confessione all’Eterno, il mio DIO, dicendo: "O Signore, Dio grande e tremendo, che conservi il tuo patto e la tua misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, 5 abbiamo peccato e abbiamo agito perversamente, siamo stati malvagi e ci siamo ribellati, allontanandoci dai tuoi comandamenti e dai tuoi decreti. 6 Non abbiamo ascoltato i profeti, tuoi servi, che hanno parlato nel tuo nome ai nostri re, ai nostri capi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese. 7 O Signore, a te appartiene la giustizia, ma a noi la confusione della faccia come avviene oggi stesso agli uomini di Giuda, agli abitanti di Gerusalemme e a tutto Israele, a quelli vicini e a quelli lontani, in tutti i paesi in cui li hai dispersi, a motivo delle infedeltà che hanno commesso contro di te. 8 O Signore, a noi la confusione della faccia, ai nostri re, ai nostri capi e ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te. 9 Al Signore nostro DIO appartengono la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, 10 e non abbiamo ascoltato la voce dell’Eterno, il nostro DIO, per camminare nelle sue leggi, che ci aveva posto davanti per mezzo dei suoi servi, i profeti.” (Daniele 9:1-10 LND).

Daniele era gravemente afflitto a causa del suo peccato. Anziché guardare a quanto era più giusto di tanti altri, guardava alla santità di Dio e così vedeva la gravità del proprio peccato.

Un altro esempio: Neemia. Anche Neemia era un uomo pio e timorato di Dio. Leggo da Neemia 1:1-6:

“1 Parole di Nehemia, figlio di Hakaliah. Or avvenne che nel mese di Kisleu, nell’anno ventesimo, mentre mi trovavo nella fortezza di Susa, 2 arrivò da Giuda Hanani, uno dei miei fratelli, assieme ad alcuni altri uomini. Io li interrogai riguardo ai Giudei scampati, superstiti della cattività, e riguardo a Gerusalemme. 3 Essi mi dissero: "I superstiti che sono scampati dalla cattività sono laggiù nella provincia, in grande miseria e obbrobrio; inoltre le mura di Gerusalemme sono piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco". 4 Come udii queste parole, mi posi a sedere e piansi, quindi feci cordoglio per vari giorni, e digiunai e pregai davanti al DIO del cielo. 5 E dissi: "Ti supplico, o Eterno, DIO del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e la misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, 6 siano le tue orecchie attente e i tuoi occhi aperti, per ascoltare la preghiera del tuo servo, che rivolgo ora a te giorno e notte per i figli d’Israele tuoi servi, confessando i peccati dei figli d’Israele, che noi abbiamo commesso contro di te. Sì, io e la casa di mio padre abbiamo peccato.” (Neemia 1:1-6 LND)

Avete visto? Neemia, pensando ai suoi peccati e a quelli del popolo di Dio, pianse e fece cordoglio per molti giorni.

Ora guardiamo l'esempio di Davide. Davide, come questi uomini di cui abbiamo già parlato, godeva di una stretta comunione con Dio. Poi Davide peccò, perdendo la comunione che aveva con Dio. Ci sono tanti Salmi di Davide che parlano del suo peccato. Vorrei leggere un paio di versetti scritti da Davide e tratti dal Salmo 38:

“1 O Eterno, non sgridarmi nella tua indignazione, e non punirmi nella tua ira. 2 Poiché le tue frecce mi hanno trafitto, e la tua mano mi schiaccia. 3 Non c’è nulla di sano nella mia carne, a causa della tua ira; non c’è requie alcuna nelle mie ossa, a causa del mio peccato. 4 Le mie iniquità infatti superano il mio capo; sono come un grave carico, troppo pesante per me. 5 Le mie piaghe sono fetide e purulenti per la mia follia. 6 Sono tutto ricurvo e abbattuto, vado in giro tutto il giorno facendo cordoglio, 7 perché i miei lombi sono pieni d’infiammazione, e non vi è nulla di sano nella mia carne. 8 Sono sfinito e contuso; ruggisco per il fremito del mio cuore.” (Salmo 38:1-8 LND).
“17 Mentre sono sul punto di cadere e il mio dolore è continuamente davanti a me, 18 mentre confesso il mio peccato e sono angosciato per la mia colpa,” (Salmo 38:17-18 LND).

Ci sono tanti altri Salmi che parlano di questo argomento, ma credo che il punto della questione sia chiaro. Davide era angosciato a causa della sua colpa. Davide capiva quanto era grave il suo peccato e questo dolore lo portava ad avere grande sofferenza nel suo cuore.

I punti principali

Fratelli, quando guardiamo questi esempi, diventa chiaro che il peccato, qualsiasi peccato, è una cosa terribile e grave.

Quindi dobbiamo renderci conto di quanto sono gravi i nostri peccati. Solamente così possiamo veramente confessarli per poter godere la meravigliosa comunione con Dio.

Come possiamo avere questo tipo di cuore?

Vorrei elencare alcune cose che possono aiutarci ad avere il cuore che Dio vuole, un cuore pronto a riconoscere la gravità del peccato.

1. Passare più tempo confessando i peccati

La prima cosa che dobbiamo fare è passare più tempo, durante le nostre preghiere, confessando i nostri peccati. In passato, ho menzionato varie volte che le nostre preghiere dovrebbero essere caratterizzate da vari aspetti, tutti molto importanti. Vediamo questo nelle preghiere della Bibbia. Servono l’adorazione, la confessione, il ringraziamento e le suppliche. Oggi, nel contesto di questo sermone, voglio sottolineare la confessione. È importante che la confessione sia una parte importante delle nostre preghiere. Noi pecchiamo ogni giorno e il peccato ostacola la nostra comunione con Dio. Perciò è importante che prendiamo il giusto tempo per confessare veramente i nostri peccati. Non è una cosa che si può fare in dieci secondi. Piuttosto essa richiede attenzione e un cuore sensibile.

2. Confessare i nostri peccati specificamente e in modo dettagliato

Il secondo punto consiste nel confessare i nostri peccati specificamente. Per esempio, non dovremmo solamente chiedere perdono per il peccato di aver agito male. Dovremmo elencare specificamente a Dio COME abbiamo agito male. Ad esempio, se ho avuto uno scontro verbale con qualcuno, non basta dire a Dio “perdonami che ho agito male!”. Dovrei specificare COME ho agito male. Se ho parlato con durezza, dovrei confessarlo . Se avevo orgoglio nel cuore, dovrei confessarlo specificamente. Se ho esagerato, dovrei confessare anche quello, perché Dio ci chiama a parlare con onestà. Dovrei confessare specificamente ognuno dei peccati che ho commesso in quell'incontro, sia quelli visibili che quelli che erano nel mio cuore.

È fondamentale ricordare che Dio guarda non solamente alle nostre azioni, ma anche al nostro cuore quando le compiamo. Perciò, se ho avuto un atteggiamento sbagliato nei confronti di qualcuno, anche se nei suoi riguardi mi sono comportato trattenendomi dal fare del male, in realtà ho peccato nel mio cuore e quindi devo confessare anche quel peccato.

Se mi vergogno di parlare di Dio, dovrei confessarlo specificamente a Dio. Se non prendo il giusto tempo per leggere la Parola di Dio o per fare qualcos’altro che avrei dovuto fare, dovrei confessarlo specificamente, sia la mancanza di quello che avrei dovuto fare, sia il peccato di aver dato troppo importanza a quello che ho fatto al posto di prendere il giusto tempo per Dio.

Se non mantengo la parola, dovrei valutare bene questa cosa perché forse avrò da confessare il fatto di essere stato anche egoista, in quanto non stavo pensando all’altra persona. Troppo spesso, passando sopra i nostri peccati in modo veloce e vago, non sentiamo il peso di quello che abbiamo fatto contro Dio. Invece, quando pensiamo specificamente al nostro peccato, questo ci aiuta a capire la gravità di quello che abbiamo fatto contro Dio e ci aiuta a riconoscere altri peccati legati a quello più visibile.

Il punto di ciò che sto dicendo qui è semplice: la Bibbia ci insegna a confessare i nostri peccati. Questo vuol dire confessare specificamente ogni nostro peccato. Non basta dire: “Dio, perdonami per i miei peccati”. Egli vuole che elenchiamo specificamente i nostri peccati.

Ricordare le sofferenze di Cristo

C’è un’altra cosa che può aiutarci ad odiare veramente i nostri peccati. Ogni tanto, mentre stiamo confessando i nostri peccati, dovremmo prendere del tempo per riflettere sulle sofferenze di Cristo.

Certamente, una parte delle sofferenze di Cristo erano le sofferenze fisiche che Gesù ha subito. Bisogna ricordare come i soldati Gli avevano dato tante botte sulla testa con un bastone. Ricordate pure come la corona di spine tagliava la Sua testa e l'atroce dolore dei chiodi che hanno forato le Sue mani e i Suoi piedi. Poi c’era il terribile dolore che dovette affrontare mentre era appeso sulla croce. Teniamo sempre a mente che la morte di croce è una delle morti più terribili che esiste.

Dobbiamo anche ricordare gli altri modi in cui Gesù soffriva per pagare la condanna del nostro peccato. Egli è stato abbandonato da tutti. Egli fu abbandonato dai Suoi amici, i discepoli e, cosa peggiore di tutte, dal Padre Suo in cielo. C’era dunque in Lui la sofferenza del sapere di essere solo in un momento estremamente difficile. Nessuno è stato con Gesù nella Sua morte, perché il Padre stesso ha riversato la Sua ira su Cristo.

Infatti, la sofferenza peggiore di Gesù era rappresentata dalla Sua separazione dal Padre. Da tutta l'eternità passata, Gesù aveva sempre goduto perfetta comunione con il Padre. Quando stava sulla croce doveva soffrire la cosa più terribile possibile, la separazione da Dio Padre. Gesù subiva l’ira di Dio che era destinata a noi, a causa dei nostri peccati.

Quando riflettiamo su tutte queste cose, dovremmo chiederci: alla luce di tutto quello che Gesù Cristo ha subito ed ha sofferto per salvarmi dai miei peccati, devo continuare a peccare?

Anche se la risposta è palese, ci serve farci questa domanda e valutare seriamente la risposta. Capire meglio quanto il nostro peccato è abominevole ed ha causato la sofferenza di Cristo, ci aiuta a comprendere il peccato per quello che è.

Risultati

Fratelli e sorelle, cosa succede nella nostra vita quando vediamo i nostri peccati più come sono veramente, ovvero come un qualcosa di terribile che crea una barriera fra noi e Dio? Ci saranno vari risultati veramente meravigliosi. Consideriamone alcuni.

Sentiremo il peso dei nostri peccati

Quando ci impegniamo a riconoscere specificamente i nostri peccati e a confessarli in modo dettagliato, riusciremo più efficacemente a sentire il loro terribile peso e quanto sono una tremenda offesa contro il nostro santo Dio. Così riusciremo a vedere il peccato più per quello che è e a riconoscere di più l’inganno del peccato. Il peccato promette molto, però il peccato è un bugiardo. Ci promette tanto bene, ma ci porta solo del male. Quando veramente ci impegniamo a riconoscere i nostri peccati, saremo più facilitati ad avere il cuore veramente afflitto e angosciato davanti a Dio a causa di essi.

Ravvedimento più profondo

Capire meglio la grandezza dei nostri peccati ed esserne veramente afflitti ed angosciati non è un traguardo in sè, ma è il mezzo per arrivare al traguardo. Il traguardo che questo può produrre è un ravvedimento più profondo e completo. Comprendere di più del nostro peccato ci aiuta a ravvederci prima e più profondamente.

Come Dio vede il nostro peccato

Adesso voglio cambiare leggermente direzione nel mio discorso e vi chiedo: “avete mai meditato su come Dio vede il nostro peccato?”. Vi leggo alcuni brani che ci aiutano a capire come Dio vede il nostro peccato.

“Allora egli, guardatili tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza del loro cuore, disse a quell’uomo: "Stendi la tua mano!". Egli la stese e la sua mano fu risanata come l’altra.” (Marco 3:5 LND),
“E non contristate lo Spirito Santo di Dio, col quale siete stati sigillati per il giorno della redenzione.” (Efesini 4:30 LND).
“E l’Eterno si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.” (Genesi 6:6 LND).

Avete notato? Il nostro peccato causa dolore nel cuore di Dio. Dio non solo odia il nostro peccato, ma il nostro peccato rattrista Dio.

Quando iniziamo a comprendere questo, considerare l'infinito amore che Dio ha per noi nell'aver mandato Cristo a subire la Sua ira al nostro posto ci aiuta ad evitare di continuare a peccare e ci aiuta a confessare veramente e poi abbandonare il nostro peccato.

Un cuore giusto davanti a Dio sarà rattristato per il proprio peccato. Esiste una tristezza che viene dal mondo e che porta alla morte ed esiste anche la tristezza secondo Dio, che porta al ravvedimento. Guardate con me 2Corinzi 7:8-11:

“8 perché, anche se vi ho contristato con quell’epistola, ora non me ne dispiace anche se mi è dispiaciuto, poiché vedo che quell’epistola, quantunque per breve tempo, vi ha rattristati. 9 Ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché siete stati rattristati a ravvedimento, poiché siete stati rattristati secondo Dio, affinché in nessuna cosa aveste a ricevere alcun danno da parte nostra. 10 La tristezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza, che non ha rimpianto; ma la tristezza del mondo produce la morte. 11 Infatti, ecco quanta premura ha prodotto in voi l’essere stati rattristati secondo Dio, anzi quali scuse, quale sdegno, quale timore, quale grande affezione, quale zelo, quale soddisfazione! In ogni maniera voi avete dimostrato che siete puri in quest’affare.” (2Corinzi 7:8-11 LND).

La vera tristezza che viene da Dio produce vero ravvedimento. Questo ristabilisce la nostra comunione con Dio.

Questo produce più Gioia

Fratelli e sorelle, c’è ancora un altro risultato davvero meraviglioso quando riconosciamo di più la gravità dei nostri peccati e li confessiamo a Dio. Più riconosciamo la grandezza del nostro peccato, più grande sarà la nostra gioia e e la nostra gratitudine per la grande misericordia e per l’infinita grazia di Dio nei nostri riguardi.

Infatti, se vuoi ancora più gioia nella tua salvezza, guarda di più alla santità di Dio e alla gravità dei tuoi peccati. Allora, la tua gratitudine e la tua gioia aumenteranno grandemente.

Leggiamo Luca 7:36-50, che ci mostra questo:

“36 Or uno dei farisei lo invitò a mangiare con lui; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola. 37 Ed ecco una donna della città, che era una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato. 38 E, stando ai suoi piedi, di dietro piangendo, cominciò a bagnargli di lacrime i piedi e ad asciugarli con i capelli del suo capo; e glieli baciava e li ungeva con l’olio profumato. 39 Al vedere questo, il fariseo che lo aveva invitato disse fra sé: "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e quale genere di persona è la donna che lo tocca perché è una peccatrice". 40 E Gesù, rispondendo, gli disse: "Simone, ho qualche cosa da dirti". Ed egli disse: "Maestro, di’ pure". 41 E Gesù gli disse: "Un creditore aveva due debitori; l’uno gli doveva cinquecento denari e l’altro cinquanta. 42 Non avendo essi di che pagare, egli condonò il debito ad entrambi. Secondo te, chi di loro lo amerà di più?". 43 E Simone, rispondendo, disse: "Suppongo sia colui, al quale egli ha condonato di più". E Gesù gli disse: "Hai giudicato giustamente". 44 Poi, volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato dell’acqua per lavare i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i capelli del suo capo. 45 Tu non mi hai dato neppure un bacio, ma lei da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. 46 Tu non mi hai unto il capo di olio ma lei, ha unto i miei piedi di olio profumato. 47 Perciò ti dico che i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui al quale poco è perdonato, poco ama". 48 Poi disse a lei: "I tuoi peccati ti sono perdonati". 49 Allora quelli che erano a tavola con lui cominciarono a dire fra loro: "Chi è costui che perdona anche i peccati?". 50 Ma Gesù disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!".” (Luca 7:36-50 LND).

In realtà, agli occhi santi di Dio, questa donna non era peggio di quel Simone. Agli occhi di Dio, siamo tutti grandi peccatori, chi in una cosa, chi in un’altra cosa. Però questa donna era più cosciente del suo peccato. Lei vedeva di più la sua colpa e perciò vedeva di più la grandezza del perdono e dell'amore di Dio. Più vediamo la grandezza del nostro peccato, più vedremo la grandezza del perdono e della grazia di Dio. E allora avremo davvero un cuore che abbonda in gioia e ringraziamento per la grandezza del nostro perdono.

Più vediamo la grandezza del nostro peccato, più vedremo la grandezza della salvezza e quanto è preziosa la misericordia di Dio.

Conclusione

Fratelli, ognuno di noi ha davanti a sé una scelta. Possiamo ignorare o considerare poco importanti i nostri peccati. Però, se scegliamo questa via, essa ci farà perdere la comunione con Dio. Il nostro cammino diventerà arido, i nostri impegni diventeranno uno spreco, il nostro cuore diventerà freddo.

Oppure possiamo avere un cuore tenero e riconoscere che ogni peccato è qualcosa di estremamente terribile. Possiamo essere liberati dai nostri peccati confessandoli a Dio e conoscere il vero perdono. Facendo così, possiamo rientrare a godere della benedizione più grande di tutte, una stretta e intima comunione con Dio.

Il peccato è ciò che interrompe la nostra comunione con Dio. Perciò è essenziale che riconosciamo la gravità di ogni nostro peccato e confessiamo i nostri peccati per tornare ad avere comunione con Lui.

Brevemente, come ripasso:

Per chiudere, faccio un breve ripasso dei punti principali che ho menzionato.

Per prima cosa, quando preghiamo, prendiamo del tempo in abbondanza per confessare i nostri peccati.

In secondo luogo, quando confessiamo i nostri peccati, non limitiamoci a parlare di essi in senso generico o vago. Abbiamo bisogno di confessare i nostri peccati specificamente, in modo dettagliato.

Infine, per terzo, teniamo presente che, a volte, è molto utile meditare sul sacrificio di Gesù, sulle Sue sofferenze, per capire quanto è costato il nostro peccato.

O che possiamo arrivare a capire quanto il nostro peccato è terribile! O che possiamo piangere amaramente per il nostro peccato, perché così, possiamo davvero conoscere l’immensa gioia del perdono di Dio!

A prima vista, potrebbe sembrare che sentire di più il peso del peccato ci conduce ad avere meno gioia nella vita. Invece, portandoci più vicini a Dio, ci fa avere molta più gioia.

Prego che ciascuno di noi che è un figlio di Dio possa vedere sempre di più del proprio peccato, per conoscere sempre di più il vero perdono.

Grazie a Dio per Gesù Cristo, tramite il quale possiamo essere veramente perdonati, quando riconosciamo i nostri peccati!

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