un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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La costanza

di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org, 10 dicembre, 2008
parole chiavi: costanza, crescita

L'importanza della costanza

Quando è che fare la cosa giusta porta a brutte conseguenze?

In altre parole, quando succede che chi semina bene raccoglie male?

Vi do un esempio, e poi ditemi voi. Un uomo sta facendo un lungo viaggio in barca, e la barca viene danneggiata: ci sono 10 buchi nella barca, dai quali piano piano entra acqua. Il marinaio si dà da fare per riparare i buchi, ma dopo averne riparati sette, si stanca e smette di lavorare, lasciandone ancora tre da cui entra ancora acqua. quell'uomo non ha costanza per completare il lavoro.

Forse, inizialmente, ci sarebbero volute ventiquattr'ore perché la barca contenesse la quantità d'acqua necessaria per affondare. Ora invece, ci vogliono 72 ore prima che la barca affondi. Perciò, anche se il marinaio ha svolto un ottimo lavoro tappando i primi sette buchi, il fatto di non essere stato costante fino a completare il lavoro porta comunque la barca ad affondare e lui alla morte.

Quindi, in un certo senso egli ha seminato bene tappando sette buchi, però ha raccolto male perché non li ha tappati tutti e dieci, ovvero, perché non è stato costante.

In tantissimi campi della vita, anche un impegno grandissimo sarà perso, se non c'è costanza. Infatti, nel modo in cui Dio ha creato il mondo la costanza è estremamente importante. Molto spesso, anzi il più delle volte, una persona poco brava ma costante avrà risultati molto più buoni rispetto a chi magari è più bravo, ma non costante.

Pensate all'esempio di due persone che vogliono dimagrire. La prima compie grandi sforzi per vari giorni, poi mangia tantissimo per qualche settimana, e successivamente torna a fare grandi sforzi per alcuni giorni, per poi riprendere a mangiare troppo. Quella persona non otterrà mai un buon risultato. Invece la seconda persona non fa grandi sforzi, però è molto costante nell'o stare attenta giorno dopo giorno, mese dopo mese. Questa seconda persona avrà ottimi risultati che dureranno negli anni.

In realtà, è così in quasi ogni campo della vita. La costanza nel fare il bene è quella che porta buoni frutti.

È così nel nostro cammino spirituale, ed è così per ogni genitore nel suo lavoro di educare suo figlio. È così in ogni aspetto della vita che ha un valore.

Brani che parlano della costanza

Ci sono tanti brani nella Bibbia che ci mostrano quanto è importante la costanza.

Per esempio, Luca 12:42,43 ci parla di un amministratore, di un servo a cui il signore affida la gestione dei suoi beni. In questo esempio che Gesù ci fa, Egli ci insegna che il servo non sa quando ritornerà il suo signore. Perciò, il fattore principale consiste nell'essere sempre pronti, nel compiere le cose in modo giusto. Leggo Luca 12:35-40. Il punto sta nel rimanere sempre costanti.

“35 "I vostri lombi siano cinti e le vostre lampade accese. 36 E siate simili a coloro che aspettano il loro padrone quando ritorna dalle nozze, per aprirgli appena egli arriva e bussa. 37 Beati quei servi che il padrone troverà vigilanti quando egli verrà. In verità vi dico che egli si cingerà e li farà mettere a tavola, ed egli stesso si metterà a servirli. 38 E se verrà alla seconda o alla terza vigilia, e li troverà così, beati quei servi. 39 Or sappiate questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe forzare la casa. 40 Anche voi dunque siate pronti perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate".” (Luca 12:35-40 LND)

Qua, il punto che Gesù sottolinea è molto chiaro. Dobbiamo essere costanti, dobbiamo essere vigilanti, sempre pronti per l'arrivo di Gesù Cristo.

Un altro brano che ci insegna l'importanza della costanza è Galati 6:7-9. Leggiamolo.

“7 Non v’ingannate, Dio non si può beffare, perché ciò che l’uomo semina quello pure raccoglierà. 8 Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione, ma chi semina per lo Spirito. dallo Spirito raccoglierà vita eterna. 9 Or non veniamo meno nell’animo facendo il bene; se infatti non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo.” (Ga 6:7-9)

Non dobbiamo stancarci di fare del bene, ovvero dobbiamo essere costanti nel fare le cose giuste. Solamente così raccoglieremo bene.

L'apostolo Paolo esorta i credenti ad essere costanti in Filippesi 1:27.

“Soltanto, comportatevi in modo degno dell’evangelo di Cristo, affinché, sia che venga e vi veda, o che sia assente, oda nei vostri riguardi che state fermi in uno stesso spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede dell’evangelo,” (Fil 1:27)

Anche in Colossesi 1:9-11, vediamo l'importanza di essere costanti: ci comanda di fare ogni cosa per piacere al Signore, e questo si ottiene solamente vivendo con costanza in ogni campo della vita.

“9 Perciò anche noi, dal giorno in cui abbiamo sentito questo, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che siate ripieni della conoscenza della sua volontà, in ogni sapienza ed intelligenza spirituale, 10 perché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio, 11 fortificati con ogni forza, secondo la sua gloriosa potenza, per ogni perseveranza e pazienza, con gioia,” (Col 1:9-11 LND)

Poi, in 2Pietro 1, troviamo un passo che ci parla proprio della costanza, la quale rappresenta una parte fondamentale dell'autocontrollo. Vi leggo.

“5 Anche voi per questa stessa ragione usando ogni diligenza, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, 6 alla conoscenza l’auto-controllo, all’auto-controllo la perseveranza, alla perseveranza la pietà 7 alla pietà l’affetto fraterno e all’affetto fraterno l’amore. 8 Perché, se queste cose si trovano in voi abbondantemente, non vi renderanno pigri né sterili nella conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo. 9 Chi invece non ha queste cose è cieco e miope, perché ha dimenticato di essere stato purificato dai suoi vecchi peccati. 10 Perciò, fratelli, sforzatevi sempre maggiormente di rendere sicura la vostra vocazione ed elezione perché, facendo queste cose, non inciamperete mai. 11 Così infatti vi sarà ampiamente concesso l’ingresso nel regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.” (2Pietro 1:5-11 LND)

Ci sono anche tanti altri brani che si potrebbero citare, ma questi ci bastano per comprendere che la costanza è fondamentale per poter portare un buon frutto, e raccogliere bene.

Ostacoli alla costanza

Quanti fra voi vogliono una vita benedetta? Quanti fra voi vogliono raccogliere bene? Quanti fra voi genitori vogliono avere la gioia di vedere i figli camminare bene quando saranno adulti?

Quanti fra voi vogliono camminare bene nella vostra vita ed avere una vita che porti tanta gloria a Gesù Cristo e vi rechi tanta gioia?

Per voi che non avete ancora Gesù Cristo, quanti fra voi vogliono avere Gesù, essere perdonati da tutti i peccati, gustare la gioia di avere con certezza la vita eterna?

Per godere di tutti questi meravigliosi benefici, dobbiamo essere costanti. Però, se siamo onesti, molto spesso non lo siamo.

Allora, fermatevi a riflettere insieme a me. Se vogliamo davvero un certo beneficio e se, per avere quel beneficio, dobbiamo essere costanti, perché dunque non stiamo costanti? Se ciò che desideriamo nel profondo del nostro cuore richiede costanza, perché non siamo costanti?

Non siamo costanti perché ci sono tanti ostacoli alla costanza. Per avere le benedizioni che i nostri cuori desiderano, e che Dio ha preparato per noi, dobbiamo riconoscere questi ostacoli e darci da fare, nella forza di Dio, per combatterli!

Vorrei elencare alcuni degli ostacoli principali alla costanza e quindi mostrarvi come raccogliere beni.

---- la nostra carne

Il primo ostacolo che ci impedisce di essere costanti è la nostra carne. Leggo un brano che parla specificamente di questa realtà, e del fatto che la nostra carne guerreggia contro lo Spirito di Dio in noi. Leggo Galati 5:16:

“16 Or io dico: Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne, 17 la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; e queste cose sono opposte l’una all’altra, cosicché voi non fate quel che vorreste. 18 Ma se siete condotti dallo Spirito, voi non siete sotto la legge. 19 Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione impurità, dissolutezza, 20 idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, 21 invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio, 22 Ma il frutto dello Spirito è: amore gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. 23 Contro tali cose non vi è legge. 24 Ora quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze. 25 Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito,” (Ga 5:16-25 LND)

Se viviamo nello Spirito, ovvero se siamo salvati, per opera dello Spirito Santo che ha applicato a noi i meriti di Cristo, allora camminiamo per lo Spirito, camminiamo costantemente in ubbidienza e per fede.

Ci sono tanti aspetti della nostra carne che ostacolano la nostra costanza. Ognuno di noi deve riconoscere dove è più tentato e combattere soprattutto in quei campi. Per esempio ci sono la pigrizia, l'egoismo, l'orgoglio, la tendenza di non voler riconoscere che siamo mancanti, esiste il desiderio di voler l'approvazione degli altri, la tendenza di voler evitare le difficoltà, la tendenza di voler fare ciò che ci pone in una luce favorevole anziché compiere quello che potrebbe essere visto male dagli altri.

In tutte queste cose, e in tanti altri campi in cui possiamo inciampare a causa della nostra carne, dobbiamo riconoscere ciò che ci ostacola dal camminare con costanza, e combattere quel peccato che è noi.

---- non essere sobri e vigilanti

Collegato al discorso della carne è la mancanza di sobrietà e di vigilanza. Essere sobri e vigilanti è infatti l'unico modo di rimanere veramente costanti, di riconoscere i pericoli dell'incostanza e di avere sempre in mente il nostro traguardo, anche se esso si trova in un futuro lontano.

È molto facile capire questo punto se pensiamo, ad esempio, a coloro che fra voi sono genitori. Molte delle conseguenze più belle o più brutte che avrete per il vostro modo di allevare i vostri figli saranno visibili solo in futuro, fra molti anni. Infatti, solitamente le conseguenze maggiori non sono quelle immediate, né quelle che si manifesteranno nell'arco di un tempo breve, ma sono quelle che dureranno per tutta la vita di vostro figlio, e spesso per tutta l'eternità.

Circondati come siamo dal mondo, con tante abitudini e pratiche sbagliate e pericolose spiritualmente, è fondamentale per noi rimanere sempre sobri e vigilanti. Non dobbiamo mai smettere di valutare se qualcosa costituisce un pericolo spirituale per noi o per gli altri. Ovvero, non dobbiamo mai solo presumere che una determinata attività o pensiero o modo di fare vada bene senza averlo confrontato con la Parola di Dio..

Assumere un comportamento sobrio e vigilante è difficile perché significa dire di “no” alla carne, volta dopo volta.

Essere sempre sobri e vigilanti è difficile, perché la nostra tendenza è di stancarci, e di non voler pensare ogni volta alle nostre scelte e alle conseguenze.

Tuttavia, i pericoli sopraggiungono quando meno ce li aspettiamo, e quindi non dobbiamo mai abbassare la guardia. Non dobbiamo mai smettere di essere costanti nel camminare bene in ogni campo della nostra vita.

--- usare il comportamento degli altri come metro di misura

Incontriamo un altro ostacolo che ci impedisce di camminare bene quando valutiamo il nostro comportamento in base a quello di altri credenti, i quali forse camminano anche peggio di noi. Cioè, vedendo che tanti altri agiscono in una certa maniera, il loro potrebbe sembrarci un comportamento valido. Ma questo non è il metro di misura che dobbiamo adoperare. Dobbiamo piuttosto valutare tutto alla luce della Parola di Dio. Se vogliamo imitare altri, la Bibbia ci insegna ad imitare coloro che camminano bene, e non chiunque. Vi leggo qualche brano che ci spiega chi dobbiamo imitare.

“Siate miei imitatori, fratelli, e considerate coloro che camminano così, secondo l’esempio che avete in noi.” (Fil 3:17 LND)
“Ricordatevi dei vostri conduttori, che vi hanno annunziato la parola di Dio e, considerando il risultato della loro condotta, imitate la loro fede.” (Ebr 13:7)

Perciò, se noi valutiamo il nostro comportamento e le nostre decisioni in base a come agiscono altri credenti, senza tener conto se camminano bene oppure no, molto spesso possiamo vivere male e non essere costanti nel camminare come Dio ci chiama a farlo.

---- Seguire ragionamenti falsi

Un altro ostacolo nel camminare con costanza è costituito dai ragionamenti falsi che accettiamo per scusare il nostro comportamento.

Per esempio, riflettiamo sull'importanza di prendere tempo ogni giorno per la lettura della Bibbia e la preghiera. Quando uno è tentato di non essere costante, potrebbe seguire il ragionamento secondo cui in fin dei conti non è così grave essere mancante solo un giorno. Però, questo ragionamento è falso. Saltare anche un giorno solo ti rende più debole, e ti fa perdere la forza e lo stimolo che servono per vivere al tuo meglio per il Signore quel giorno.

Prendiamo l'esempio dei genitori con figli abbastanza piccoli. Essere costanti è molto stancante. Quindi, spesso è facile ragionare concludendo che, in fin dei conti, per “questa volta” non importa così tanto, potremo essere più costanti domani. Si può ragionare pensando che non sarà così grave essere mancanti “solo questa volta”, anche se in realtà, il “solo questa volta” non rimane quasi mai “solamente questa volta”.

Voglio avvertirvi di non credere a qualunque ragionamento affermi che non è molto importante essere costanti. È sempre importante essere costanti. Ogni volta che non siamo costante, diventa ancora più difficile esserlo la volta successiva, e man mano ci si può spostare fino a ritrovarsi in un punto lontanissimo rispetto a dove uno dovrebbe e vorrebbe stare.

Quindi, qualsiasi cosa hai nella tua vita che potrebbe impedirti di essere costanteè da combattere duramente. Devi capire che qualunque cosa ti ostacoli dall' essere costante è un tuo vero e proprio nemico.

----------- Applicazioni: -----------

Avendo parlato di quanto è importante essere costanti, e di come dobbiamo combattere contro gli ostacoli alla costanza, ora vorrei esaminare in modo più specifico alcuni campi in cui abbiamo bisogno di essere costanti. Certamente, dobbiamo esserlo in ogni ambito, ma ce ne sono certi che sono più facili trascurare.

Nei campi della vita in cui le conseguenze sono quasi immediate, siamo di solito tutti abbastanza costanti. Per esempio, quasi tutti sono costanti nel mangiare qualcosa almeno ogni giorno o ogni due. Questo perché chi salta più di un pasto subisce molto presto le conseguenze della fame, e così viene stimolato a cambiare stile di vita e a riprendere a nutrirsi.

Ma, in tanti altri campi, le conseguenze non sono così immediate e visibili, per cui è molto facile non essere costanti. Vediamo alcuni campi estremamente importanti in cui serve costanza.

Cercare Cristo

Chiaramente, la cosa più importante in tutta la vita è avere la salvezza in Gesù Cristo, e poi crescere in Gesù Cristo.

Parliamo prima di chi cerca Gesù Cristo.

Quindi, parlo a voi che state cercando la salvezza in Gesù Cristo e anche voi che dovreste cercare la salvezza in Gesù Cristo. L'unico modo di trovare Gesù Cristo e di cercarlo con costanza. La Bibbia dichiara che chi cerca Dio con tutto il suo cuore lo troverà.

Questo non vuol dire che uno deve o può cercare Dio con un cuore puro, perché prima della salvezza nessuno ha un cuore puro.

Infatti, gli unici che trovano la salvezza in Gesù Cristo sono coloro che sanno di essere peccatori, e quindi che sanno di non avere un cuore puro. Perciò, cercare Dio con tutto il cuore non significa cercarLo con un cuore puro, bensì cercare Dio sapendo che solamente in Lui c'è la salvezza, e desiderando questa salvezza.

Quindi, se stai cercando Cristo, voglio incoraggiarti con tutto il mio cuore a cercarLo con costanza. Non lasciare che altre cose prendano il sopravvento. Metti la tua ricerca di Gesù Cristo al primo posto nella tua vita.

Camminare in Cristo

Mi rivolgo a voi tutti che siete già figli di Dio, che per merito di Gesù Cristo siete perdonati. Adesso, ciò che importa è crescere. La vera vita in Cristo è una vita di crescita. La crescita non è facoltativa, non è solo si tratta di qualcosa di migliore rispetto a non crescere, ma fa parte della vera salvezza.

Perciò, come possiamo camminare in modo costante?

Ci sono tanti aspetti della vita cristiana: vorrei menzionare alcuni fra quelli più importanti, fondamentali per camminare con costanza.

Per camminare bene, uno dei punti più importanti fra tutti è quello di confessare veramente i nostri peccati.

Che cosa significa, in pratica, confessare i nostri peccati? Basta forse dire: “ho peccato, perdonami”? Si e no. Non si tratta di quello che diciamo, è una questione che riguarda il nostro cuore.

Allora, come posso sapere se sono veramente ravveduto quando chiedo perdono? E come puoi saperlo tu?

Ci sono vari elementi che possono aiutarmi a capire il vero stato del mio cuore. Fra questi, un aspetto importante è il modo in cui parlo di un peccato che ho già confessato almeno a parole.

Se parlo di un peccato con leggerezza o superficialità, allora molto probabilmente non mi sono mai veramente ravveduto di quel peccato.

Prima di poter veramente confessare un peccato, devo vederlo come peccato. Se lo reputo davvero un peccato, un'offesa contro Dio, una colpa che Gesù dovette pagare per me sulla croce, allora, non posso vederlo come una cosa superficiale, leggera. Infatti, ricordando quel peccato anche dopo aver ricevuto il perdono, lo considererò come una cosa terribile. Vorrei anche dire che non potremo mai capire quanto sono terribili i nostri peccati perché non potremo mai comprendere a fondo la santità di Dio. Però, vedremo il peccato come una cosa grave.

Vi leggo come l'apostolo Paolo vedeva i suoi vecchi peccati:

“12 E rendo grazie a Cristo nostro Signore, che mi fortifica, perché mi ha ritenuto degno di fiducia ponendo al suo servizio me, 13 che prima ero un bestemmiatore, un persecutore ed un violento; ma mi è stata fatta misericordia, perché lo feci ignorantemente nella mia incredulità; 14 così la grazia del Signor nostro ha sovrabbondato con la fede e con l’amore che è in Cristo Gesù. Questa parola è sicura e degna di essere pienamente accettata, che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo.” (1Tim 1:12-15 LND)

L'apostolo Paolo si considerava il peggiore dei peccatori. Infatti, nella Bibbia, più volte, notiamo che essere veramente ravveduti equivale a vedere il proprio peccato come un fatto terribile, peggiore di quanto si reputino i peccati degli altri.

Infatti, quando vediamo veramente il nostro peccato, lo consideriamo peggiore rispetto ai peccati degli altri, per il semplice fatto che vediamo solo quello che essi fanno e dicono, mentre noi possiamo conoscere anche i nostri pensieri e parte del nostro cuore.

Quindi, quando siamo veramente ravveduti per un peccato, consideriamo il nostro peccato peggiore in confronto ai peccati degli altri. Di conseguenza, ci esprimeremo come l'apostolo Paolo, e ci riterremo come i più grandi dei peccatori.

Così, non ci sarà possibile parlare di un peccato con leggerezza o superficialità. Se un uomo che ama tanto il suo bambino dovesse, in un momento d'ira, dargli uno schiaffo e se capitasse che la testa del figlio sbatta contro l'angolo del tavolino e il figlio muoia, quel padre non potrebbe mai parlare con leggerezza o superficialità di quel peccato d'ira. Egli potrebbe conoscere il perdono di Gesù Cristo, e trovare una grande pace per mezzo del dono ineffabile del perdono, ma non riuscirebbe mai a concepire quel peccato come una cosa da poco.

In realtà, quando comprendiamo che un peccato è peccato, non possiamo mai vederlo come una cosa da poco.

Perciò, se vuoi camminare con costanza nel tuo cammino di cristiano, devi stare in guardia e riconoscere davvero i tuoi peccati come peccati, in modo tale da veramente confessarli e ravvederti.

Quindi, se qualcuno ti dice “ma tu hai commesso tale peccato?” Il tuo modo di rispondere può aiutarti a capire se sei veramente ravveduto di quel peccato.

--- Lettura, preghiera, servizio

Parlando del modo in cui camminare con costanza, ho menzionato prima il nostro tempo col Signore, ogni giorno, con la lettura, la preghiera e la meditazione su ciò che abbiamo letto.

Non accettare alcune delle scuse che la carne e il mondo possono proporti per ostacolare il tuo tempo col Signore. Combatti contro la tua carne, combatti contro qualsiasi ostacolo, ma sii costante nel cibarti spiritualmente, così come è necessario che tu sia costante nel confessare ogni peccato.

L'educazione dei figli

Parliamo ora di un altro campo in cui è estremamente importante essere costanti. Voglio rivolgermi a voi che siete genitori, ma anche a voi che potreste un domani diventarlo, e in realtà vale anche per coloro che possono essere un appoggio per i genitori.

È estremamente importante essere costanti nell'educazione dei figli! Infatti, insistere su una cosa nove volte e lasciar stare una volta su 10, equivale a seminare molto male nella vita di quel figlio.

Riflettiamo insieme: quanto è importante essere costanti nell'ubbidienza a Dio?

Ora pensate insieme a me: quali sono i peccati di un piccolo bambino? Toccare un vaso che forse costa cinque o dieci euro? Toccare la tastiera del computer e far perdere una pagina di informazioni? Colorare sul muro e lasciare una macchia che non viene via?

Solitamente, le cose in cui un piccolo bimbo disubbidisce hanno in sé conseguenze poco rilevanti e recano piccoli danni.

Però, se quel figlio impara che l'ubbidienza non è importante, se impara che si può ubbidire nove volte su 10 e che questo basta, quali conseguenze potrà provocare quell'insegnamento quando il ragazzo sarà più grande?

Se quel figlio impara che l'ubbidienza non è così importante, e di conseguenza da adulto, come marito, non ubbidisce con costanza al comandamento di essere fedele a sua moglie, importa forse? Se egli non ubbidisce al comandamento di non mentire, importa forse?

Quando valutate l'importanza di essere costanti con i vostri figli, non considerate la gravità o la superficialità dell'atto in sé, considerate piuttosto la gravità della disubbidienza in sé. La disubbidienza ci fa essere ribelli contro Dio! Ci fa camminare nelle tenebre, lontani dalla verità. Ci fa seminare secondo la carne, per raccogliere la distruzione.

Se un genitore dice ad un bambino di restare a tavola, ed egli non ubbidisce, è vero che il fatto in sé che il piccolo se ne vada in giro non produce tanto male in quel momento. Oppure, se si dice ad un figlio o a una figlia di mettere via i giocattoli e di prepararsi per andare aletto, e lui o lei non lo fa, non sembra in sé una cosa grave.

La cosa grave è la disubbidienza, e questa è gravissima.

Quindi, voglio esortarvi, voi genitori, a non cadere nell'inganno di pensare che un dato atto specifico di disubbidienza non sia tanto grave, ma piuttosto di riconoscere che è la disobbedienza in sé ad essere molto grave.

Certamente, so che spesso siamo stanchi, so che spesso è molto più facile lasciar stare “solo per questa volta”, almeno è così che pensiamo. So che spesso ci fa male dover disciplinare più volte.

Però, in tutti questi casi, ciò che ci serve è renderci conto della gravità della disobbedienza in sé. Se lascio che mio figlio capisca che la disobbedienza non è una cosa così grave, che vita avrà?

Fermatevi a pensare attentamente a questa domanda. Se educo mio figlio in un modo che non è costante, gli sto proprio insegnando che l'ubbidienza non è importante.

Genitori, pensateci bene. È proprio così che volete insegnare ai vostri figli? Volete che essi abbiano un concetto di Dio secondo cui l'ubbidienza è abbastanza facoltativa?

Ricordatevi che il loro concetto di Dio dipende moltissimo dal concetto che hanno di voi. Se, mentre crescono, l'ubbidienza non importa più di tanto, se possono disubbidire e non subire un granché di conseguenze, almeno non con costanza, li state condannando ad una vita veramente difficile.

Vi esorto con tutto il mio cuore a non recare loro questo grande male. Non peccate così contro Dio e contro i vostri figli.

Voglio ripetere quello che abbiamo letto in Galati 6:

“7 Non v’ingannate, Dio non si può beffare, perché ciò che l’uomo semina quello pure raccoglierà. 8 Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione, ma chi semina per lo Spirito. dallo Spirito raccoglierà vita eterna. 9 Or non veniamo meno nell’animo facendo il bene; se infatti non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo.” (Galati 6:7-9 LND)

Non stancatevi! Non credete la menzogna che non ce la fate! Dio vi ha chiamati ad educare bene i vostri figli, e Dio vi darà la grazia e la forza di farlo. Infatti, in ogni campo della vita, Dio ci dà sempre la grazia necessaria per compiere tutto ciò che Egli ci chiama a fare. Dio è fedele e giusto e non permette che siamo tentati, ovvero provati, oltre le nostre forze.

buone abitudini

-- cose pratiche: controllare la carne

.. mangiare sano

.. esercizio

.. dormire abbastanza

.. modi di curare l'anima

lettura e preghiera

tempo con credenti per parlare delle cose di Dio

impegno di edificare altri

impegno di spargere il regno di Dio

studio della Parola di Dio per poter crescere

Conclusione

Non posso ripetere abbastanza quanto è importante la costanza in ogni campo della vita. Infatti, se ti lasci andare in un campo, questo influirà su altri campi. Essere costanti implica essere disciplinati, vuol dire dire di “no” alla carne.

Se ti lasci andare in qualche cosa, ciò diventerà come una malattia che si propaga piano piano per arrivare fino ad altri campi della tua vita.

Quindi, per voi che state cercando Gesù Cristo: cercateLo con costanza.........

A voi che siete già salvati, camminate con costanza in ogni campo della vita.

A voi che siete genitori: riconoscete l'importanza della costanza nell'allevare i figli e nell'educarli in ogni campo.

Non credete alle menzogne della carne, non credete ai ragionamenti falsi. La costanza importa, importa molto, e importa sempre.

Camminiamo con costanza, così cammineremo bene, e seminiamo bene, e raccoglieremo bene, per tutta l'eternità.

Amen.

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