un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Dio Provvede a Chi Vive per Lui

sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per mercoledì 23 settembre 2015, – cmd ag –
parole chiave: benedizioni, ricompensa, vita cristiana.

Sia che lo riconosciamo oppure no, ogni persona vuole ricevere aiuto e benedizioni da Dio. Noi che siamo credenti, sappiamo che Dio è la fonte di ogni benedizione. Chi non è credente non sempre sa che è Dio che gli provvede ogni benedizione, e comunque sia, anche lui vuole avere delle benedizioni da Dio, anche se dice di non credere in Dio.

Dio è la fonte di ogni benedizione: ogni benedizione materiale, la buona salute, le benedizioni dei rapporti, tutto. Dio gestisce l'andazzo della vita: quanti problemi abbiamo, quanto sono pesanti, quanto durano. Dio controlla tutto questo.

Se vuoi pace nel tuo cuore, l'avrai solo da Dio. Se vuoi un cuore veramente soddisfatto, lo avrai solo da Dio. Di tutto ciò che l'uomo desidera, Dio ne è la fonte. Certamente, possiamo cercare la nostra soddisfazione e la pace nelle fonti sbagliate, che sono peccaminose. Ma solo Dio è la fonte di tutto ciò che è buono e che può veramente dare gioia al cuore.

Quindi, vogliamo ricevere benedizioni da Dio. COME possiamo riceverle in abbondanza da Dio?

In realtà, c'è un modo sbagliato di desiderare benedizioni da Dio. Quando desideriamo qualcosa da Dio per noi stessi, e non per la gloria di Dio, è peccato. Questa è la nostra carne. Cioè, in questi casi, vogliamo benedizioni da Dio, perché è ciò che NOI vogliamo. Il nostro desiderio non è la gloria di Dio, ma è il fatto che noi possiamo stare meglio.

Un brano che descrive questo è Giacomo 4.

“1 Da dove vengono le guerre e le contese fra voi? Non provengono forse dalle passioni che guerreggiano nelle vostre membra? 2 Voi desiderate e non avete, voi uccidete e portate invidia, e non riuscite ad ottenere; voi litigate e combattete, e non avete, perché non domandate. 3 Voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. 4 Adulteri e adultere, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.” (Giacomo 4:1-4 LND)

Qua, vediamo il cuore che cerca di ricevere da Dio, ma non per la gloria di Dio. Chi ha questo cuore non rispecchia il cuore che Gesù ci insegna nella preghiera del Padre Nostro.

“9 Voi dunque pregate in questa maniera: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome. 10 Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà in terra come in cielo. 11 Dacci oggi il nostro pane necessario. 12 E perdonaci i nostri debiti, come anche noi perdoniamo ai nostri debitori. 13 E non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno, perché tuo è il regno e la potenza e la gloria in eterno. Amen".” (Matteo 6:9-13 LND)

Questa preghiera dimostra il cuore che dobbiamo avere. Vedete qual è il cuore giusto, che è necessario avere quando facciamo delle richieste a Dio? Il nostro desiderio non dovrebbe essere rivolto a noi stessi, dovrebbe essere per la gloria di Dio, e per l'avanzamento del suo regno. Le richieste che facciamo a Dio dovrebbero avere a che fare con queste due cose.

Vediamo tanti esempi di questo principio nelle preghiere della Bibbia. Un esempio di una preghiera che rispecchia questo cuore è il Salmo 67:1,2. Ve lo leggo. Notate il motivo per cui l'autore desidera e chiede la grazia di Dio nelle loro vite.

“1 DIO abbia pietà di noi e ci benedica; DIO faccia risplendere il suo volto su di noi, (Sela) 2 affinché si conosca sulla terra la tua via e la tua salvezza, fra tutte le nazioni.” (Salmo 67:1-2 LND)

Questo è il cuore che serve avere quando preghiamo: un cuore che desidera la gloria di Dio.

Chi Penserà a Noi?

Nella nostra carne, appena si comincia ad immaginare una vita così, può facilmente sorgere il pensiero che se noi ci impegniamo totalmente per la gloria di Dio, che vita avremo noi? Se noi viviamo sempre per Dio, chi penserà a noi? Come possiamo noi avere un cuore soddisfatto se non pensiamo mai alle nostre cose, ma pensiamo sempre al regno di Dio e alla sua gloria?

Questa è una domanda valida, e c'è una chiara risposta. La risposta dipende da dove cerchiamo la nostra identità. Quando noi troviamo la nostra identità in qualcuno o qualcosa, una vittoria per quella cosa o per quella persona diventa una vittoria per noi. Una sconfitta per quella persona o quella cosa diventa una sconfitta nostra. Vediamo questa identificazione tutti i giorni nella vita.

Per esempio, la vediamo spesso nel mondo dello sport. Se una persona si identifica con una squadra, quando la sua squadra vince, quella persona veramente sta bene, ha una certa gioia, perché nella sua mente, sente di aver vinto anche lui. Infatti, parlando della squadra, dice "noi abbiamo vinto".

Vediamo una cosa simile parlando della politica. Quando una persona si identifica con un certo partito o un certo candidato, se quel partito vince, la persona dichiara: "abbiamo vinto!"

Forse più di tutto troviamo questa identificazione nel rapporto tra genitori e i propri figli. La maggioranza dei genitori si identificano tanto con i figli, al punto che quando un figlio vince, quando un figlio viene onorato, quando un figlio ha successo, è come se quel successo arrivasse al genitore. Identificandosi tanto con il figlio, ciò che porta gloria al figlio diventa una fonte di grande gioia per il genitore.

È tanto importante che capiamo questo meccanismo di identificazione, perché significa che quando noi ci identifichiamo con Dio, allora, ciò che porta gloria Dio sarà ciò che ci darà più gioia. Le vittorie di Dio diventano le nostre vittorie. Infatti, le vittorie di Dio sono infinitamente più grandi di qualunque vittoria personale che possiamo mai ottenere. E perciò, gioire nelle vittorie di Dio è ciò che ci darà vera gioia, in confronto con le piccolissime cose che potremmo desiderare escludendo Dio.

Cioè, fate un calcolo. Le cose più grandi che un uomo può desiderare per se stesso, sono comunque cose che finiranno. Effettivamente, sono piccole cose, che hanno un piccolo valore.

In contrasto, quando un uomo si identifica con Dio, e desidera la gloria di Dio, sta desiderando qualcosa di grande e di immenso, che oltre ad essere immenso, è qualcosa che durerà per tutta l'eternità.

E perciò, l'unico modo per avere un cuore veramente soddisfatto è di desiderare ciò che porta gloria a Dio.

A quel punto, ci impegneremo con tutto il nostro cuore per la gloria del nostro Signore. E come risultato, avremo un'immensa gioia ogni volta che vediamo Dio glorificato. Il fatto di avere il privilegio di essere usati in ciò che Dio sta facendo per glorificare se stesso ci darà profonda gioia.

Questo è il cuore che troviamo, per esempio, nella preghiera dei credenti a Gerusalemme, dopo che Giovanni e Pietro furono vietati di predicare nel nome di Gesù Cristo, minacciati se avessero disubbidito. Notate la preghiera della Chiesa, e come non chiede per il proprio bene, ma chiede ciò che porterà gloria a Dio. Leggo Atti 4:24-31.

“24 Ed essi, udito ciò, alzarono all’unanimità la voce a Dio e dissero: "Signore, tu sei il Dio che hai fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi, 25 e che mediante lo Spirito Santo hai detto, per bocca di Davide tuo servo: "Perché si sono adirate le genti e i popoli hanno macchinato cose vane? 26 I re della terra si sono sollevati e i principi si sono radunati insieme contro il Signore e contro il suo Cristo. 27 Poiché proprio contro il tuo santo Figlio Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato con i gentili e il popolo d’Israele, 28 per fare tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero. 29 Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, 30 stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù". 31 E, dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano radunati tremò; e furono tutti ripieni di Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza.” (Atti 4:24-31 LND)

Ciò che è molto evidente nella loro preghiera è che non vogliono ricevere benedizioni per loro stessi. Piuttosto, desiderano la gloria di Dio. Ciò che avrebbe dato gioia a loro è di vedere Dio glorificato! Quei credenti si identificavano con Dio, al punto che erano consumati dal desiderio di vedere il nome di Cristo proclamato. Si spendevano per Dio, e pregavano chiedendo a Dio di poter essere spesi ancora di più.

Allora, è giusto voler ricevere da Dio delle benedizioni, perché Dio è la fonte di tutto. Però, allo stesso tempo importa moltissimo valutare cosa desideriamo da Dio. Se desideriamo per noi stessi, resteremo delusi, perché Dio non esiste solo per darci ciò che vogliamo per noi stessi. In realtà, il nostro cuore non sarà soddisfatto anche se ricevessimo tutto ciò che desideriamo nella carne. Questo è perché siamo stati creati da Dio, per Dio. Mirare a meno che la gloria di Dio vuol dire mancare lo scopo per cui Dio ci ha creati.

Allora

Allora, qual è il segreto per poter ricevere moltissimo da Dio, ricevere così tanto che il nostro cuore trabocca?

Il segreto per poter ricevere da Dio, moltissimo, una quantità di benedizioni, di appagamento, di gioia che trabocca, è di investire ciò che abbiamo, il nostro tempo, la nostra forza, le nostre capacità, per la gloria di Dio.

Sappiate che colui che si impegna di più per la gloria di Dio riceverà di più da Dio. Dio cura coloro che si impegnano per la gloria di Dio. Questo è il senso della dichiarazione di Gesù Cristo in Matteo 6:33

“Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.” (Matteo 6:33 LND)

Quando noi cerchiamo la gloria di Dio, Dio provvederà ai nostri bisogni, secondo la sua perfetta saggezza, e anche in base al suo amore per noi.

È importante capire che non si tratta di dare a Dio solo dopo che abbiamo completato tutte le nostre cose, e poi iniziamo a considerare se c'è qualcosa che avanza. Piuttosto, stiamo parlando di vivere per la gloria di Dio come prima priorità. Notate che in questo versetto Gesù dichiara di cercare per prima cosa il regno di Dio e la sua giustizia. Dio non vuole gli avanzi. Dio vuole le primizie.

Infatti, nell'Antico Testamento, ripetutamente troviamo tanti insegnamenti in cui Dio comunicava al suo popolo che dovevano sempre dare la primizia a Dio. Vi leggo alcuni versetti che parlano di questo argomento. La cosa importante da notare è che essi dovevano dare le primizie, quindi non dovevano prima assicurarsi di averne abbastanza, ma dovevano dare prima di tutto all'Eterno.

Leggo prima da Esodo 23, e poi Esodo 34.

“Porterai alla casa dell’Eterno, il tuo DIO, le primizie dei primi frutti della terra. ….” (Esodo 23:19 LND)
“Celebrerai la festa delle settimane, e cioè, delle primizie della mietitura del grano e la festa della raccolta alla fine dell’anno.” (Esodo 34:22 LND)

Troviamo un insegnamento simile in Levitico 23.

“"Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Quando entrerete nel paese che io vi do e ne mieterete la messe, porterete al sacerdote un covone, come primizia del vostro raccolto;” (Levitico 23:10 LND)

In Numeri 15, leggiamo che il popolo di Dio doveva fare così per tutte le loro generazioni. Ve lo leggo:

“Delle primizie della vostra pasta darete all’Eterno un’offerta elevata per tutte le vostre generazioni.” (Numeri 15:21 LND)

Effettivamente, questi comandamenti di dare le primizie a Dio che troviamo più volte nell'Antico Testamento vengono riassunti e ripetuti nel Nuovo Testamento con il comandamento di Gesù di cercare prima il regno di Dio e la sua giustizia.

La vera vita cristiana, la vita di fede, la vita che Dio richiede da noi, la vita che porta la vera benedizione, è quando noi viviamo per la gloria di Dio, e quando la sua gloria è la nostra passione.

È come ciò che abbiamo letto nel Salmo 67:1,2. Ve lo leggo di nuovo. Notate il motivo per cui il salmista chiede pietà e benedizioni da parte di Dio. Non è per stare bene, ma perché voleva vedere Dio glorificato in tutta la terra. Leggo quei versetti di nuovo:

“1 DIO abbia pietà di noi e ci benedica; DIO faccia risplendere il suo volto su di noi, (Sela) 2 affinché si conosca sulla terra la tua via e la tua salvezza, fra tutte le nazioni.” (Salmo 67:1-2 LND).

Vivere così è vivere la vera vita cristiana. Vivere così vuol dire vivere in modo che conosceremo la cura di Dio, il che significa vivere ricevendo le benedizioni più meravigliose.

Le benedizione più meravigliose non sono ricchezze, non sono belle esperienze, non è una vita facile, non è di essere visto bene dagli uomini. Queste sono tutte cose che gli uomini del mondo cercano. Ma non sono le vere ricchezze. Le vere ricchezze sono quelle cose che danno gloria Dio, e danno grande soddisfazione ai nostri cuori. Di nuovo, l'unico modo per poter godere le benedizioni più grandi è di trovare la nostra identità in Cristo. Allora, ciò che porta gloria Cristo sarà ciò che darà gioia a noi.

Vediamo questo cuore nei primi due uomini della parabola dei talenti. Il padrone andò via per un lungo tempo, lasciando a ciascuno dei tre servi dei talenti da investire per lui. Dai risultati, è evidente che i primi due si erano impegnati moltissimo per il loro padrone. E quando egli ritorna, hanno grande gioia nel presentargli i frutti del loro impegno e perseveranza. E ricevano un'immensa ricompensa. È giusto comprendere che essi si erano impegnati con quella fedeltà e impegno proprio perché volevano provvedere il massimo bene possibile per il loro padrone. Vengono grandemente ricompensati per questo loro cuore.

Invece, il terzo servo non voleva impegnarsi per il suo padrone. Non pensava giorno per giorno al ritorno del padrone. Evidentemente, era tutto preso con le sue cose. Era tutto preso con la vita quotidiana. Non viveva pensando al ritorno del padrone. Ma il padrone è tornato. E con il ritorno del padrone, quel servo ha perso tutto. Leggo Matteo 25:14-30.

“14 "Inoltre il regno dei cieli è simile a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e subito partì. 16 Ora colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò e trafficò con essi, e ne guadagnò altri cinque. 17 Similmente anche quello dei due ne guadagnò altri due. 18 Ma colui che ne aveva ricevuto uno, andò, fece una buca in terra e nascose il denaro del suo Signore. 19 Ora, dopo molto tempo, il Signore di quei servi ritornò e fece i conti con loro. 20 E colui che aveva ricevuto i cinque talenti si fece avanti e ne presentò altri cinque, dicendo: "Signore, tu mi affidasti cinque talenti; ecco, con quelli ne ho guadagnati altri cinque. 21 E il suo Signore gli disse: "Bene, buono e fedele servo; tu sei stato fedele in poca cosa; io ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". 22 Poi venne anche colui che aveva ricevuto i due talenti e disse: "Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, con quelli ne ho guadagnati altri due". 23 Il suo Signore gli disse: "Bene, buono e fedele servo; tu sei stato fedele in poca cosa, io ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". 24 Infine venne anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: "Signore, io sapevo bene che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 perciò ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; ecco, te lo restituisco" 26 E il suo Signore, rispondendo, gli disse: "Servo malvagio e indolente, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 tu avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, al mio ritorno, l’avrei riscosso il mio con l’interesse. 28 Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. 29 Poiché a chiunque ha, sarà dato e sovrabbonderà; ma a chi non ha gli sarà tolto anche quello che ha. 30 E gettate questo servo inutile nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e stridor di denti".” (Matteo 25:14-30 LND)

Gesù sta spiegando come sarà quando arriveremo davanti al giudizio, e lo fa per spiegare come dobbiamo vivere adesso, come dovremmo impegnarci in tutto durante questa vita. Al giorno del giudizio, andrà come è andato per quell'ultimo servo, oppure se abbiamo vissuto per la gloria del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, andrà come è andato per i primi due servi?

Davanti a noi, abbiamo l'eternità. Vorremmo la ricompensa più grande possibile, da poter presentare a Cristo e a Dio per tutta l'eternità. Ma quella ricompensa si può guadagnare solamente adesso. Perciò, con questa parabola, Gesù ci sta ricordando di vivere per l'eternità, di avere gli occhi in avanti, in attesa di quel grande giorno quando vedremo arrivare il nostro Signore! Perciò, viviamo facendo il più possibile per la gloria di Dio.

A volte, con tutti i problemi della vita, ci stanchiamo di fare il bene. Questo è anche perché non desideriamo abbastanza la gloria di Dio, e anche perché non confidiamo in Dio. Crediamo di dovercela fare da soli. Un brano che può aiutarci è Galati 6:9,10. Ve lo leggo:

“9 Or non perdiamoci d'animo nel fare il bene, perché, se non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo. 10 Mentre dunque abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma principalmente a coloro della famiglia della fede.” (Galati 6:9-10 LND)

Con questo brano, Dio ci ricorda di non stancarci nel fare del bene. Il bene è ciò che porta gloria Dio, aiutando gli altri a vedere Dio. Cari fratelli, è facile stancarci! Soprattutto, ci stanchiamo quando crediamo erroneamente che l'andazzo della nostra vita dipende dal nostro impegno. Credendo così, e vedendo tutto ciò che c'è da fare, sembra impossibile trovare il tempo di investire nelle cose di Dio. Anzi, sembra difficile fare quello che facciamo alla gloria di Dio.

Però, tutto questo è frutto di un ragionamento storto, perché è fondato sul pensiero che l'andazzo della vita dipende da noi. Non è così!

L'andazzo della nostra vita non dipende da noi! Possiamo affaticarci quanto vogliamo, ma se Dio non è all'opera, non andrà bene. Invece, se Dio è all'opera, le cose andranno nel migliore dei modi. Conosciamo questo principio da ciò che leggiamo nel Salmo 127:1,2

“1 Se l’Eterno non edifica la casa, invano vi si affaticano gli edificatori; se l’Eterno non custodisce la città, invano vegliano le guardie. 2 E’ vano per voi alzarvi di buon’ora e andare tardi a riposare e mangiare il pane di duro lavoro; perché egli dà lo stesso ai suoi diletti nel sonno.” (Salmo 127:1-2 LND).

Quanto è importante ricordare che l'andazzo della vita non dipende dal nostro impegno, dipende dal fatto se Dio sta edificando con noi o no. E Dio provvederà per noi quando noi cerchiamo per primo la sua gloria.

Alla luce di tutto questo, chiudo con le esortazioni. Viviamo ripieni del tesoro della salvezza, dandoci pienamente di spargere la grazia di Dio su altre persone. Noi abbiamo ricevuto molto da Dio, tesori che il mondo non comprende. Prego che noi vivremo in tal modo che la Parola di Cristo dimori copiosamente in noi, che i nostri cuori traboccheranno con l'amore di Dio, e che saremo sempre pronti a parlare del nostro Dio che è il nostro Signore!!

Quindi, il segreto per avere una vita benedetta, per essere ripieni della grazia di Dio e delle benedizione di Dio è di vivere dando costantemente. Dobbiamo dare quando non vediamo da dove verrà di nuovo. Dobbiamo dare confidando in Dio, sapendo che tutto quel che abbiamo è venuto da lui, e che lui provvederà ancora al momento giusto.

Viviamo come i primi due servi della parabola dei talenti. Si dedicavano interamente a vivere per la gloria del loro padroni. Viviamo così. Dedichiamo il nostro tempo, i nostri soldi, le nostre capacità, tutto alla gloria di Dio. Accettiamo ben volentieri persecuzione e disprezzo, e anche la stanchezza, per portare gloria al nostro Signore!

Quando il nostro cuore è abbattuto, portiamo ogni nostro peso al Signore nella preghiera, sapendo che egli ha cura di noi.

E quando viviamo così, Dio ci verrà incontro. Dio non ci lascerà e non ci abbandonerà. Dio provvederà ad ogni nostro bisogno, secondo le ricchezze della sua gloria.

Dio ci verrà incontro: quando siamo stanchi, ci darà nuove forze. Quando siamo confusi, ci darà la sua guida. Quando siamo attaccati, ci darà la protezione giusta. Quando siamo scoraggiati, lo Spirito Santo ci consolerà.

Quando pieghiamo il nostro collo sotto il giogo di Cristo, e portiamo la croce che Dio ci ha dato da portare, troveremo il vero riposo per le nostre anime.

E così, potremo vivere in attesa di vedere Gesù Cristo arrivare in gloria. Postremo vivere amando la sua apparizione!

E perciò, voglio incoraggiare ciascuno di voi che è in Cristo Gesù, cammina per fede! Cerca il tuo tesoro nelle cose di Dio. Scoprirai che sarà Dio a curarti infinitamente meglio di quanto potresti mai curare te stesso. Ma non solo, vivendo così la tua vita avrà valore.

Ricordiamo le parole di Gesù Cristo in Marco 10:28-30.

“28 E Pietro prese a dirgli: "Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito". 29 Allora Gesù, rispondendo, disse: "Io vi dico in verità che non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o padre o madre o moglie o figli o poderi per amor mio e dell’evangelo, 30 che non riceva il centuplo ora, in questo tempo, in case, fratelli, sorelle madre, figli e poderi, insieme a persecuzioni e, nel secolo a venire, la vita eterna.” (Marco 10:28-30 LND)

Viviamo per Cristo. Non avremo rimpianti!

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