un sermone da Aiuto Biblico

Un sermone
dal Pastore Marco deFelice

Preghiamo che questo sermone ti sarà di aiuto a conoscere di più Dio per mezzo di Gesù Cristo, aumentando la tua fede.

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Come Prendere Decisioni?
In Che Direzione Corri?

Sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per mercoledì 27 gennaio 2016, – mdf na –
Parole chiave: decisioni, benedizioni, saggezza, pace, Regno di Dio, cuore soddisfatto.

In ogni decisione, stiamo andando, diciamo correndo, in una certa direzione. È, pertanto, fondamentale capire in quale direzione stiamo andando quando prendiamo una certa decisione nella nostra vita.

Cioè, in ogni decisione che prendiamo, piccola o grande che sia, il nostro cuore sta cercando qualcosa. Noi prendiamo ogni decisione perché crediamo, in quel momento, che quella scelta ci porterà ad arrivare più facilmente a quello che vogliamo.

Inoltre, crediamo che andare più nella direzione di quel traguardo sia la cosa più importante.

Fermiamoci e consideriamo questo. Quello che è il nostro traguardo è la cosa che è più importante, per noi, in quel dato momento.

Per esempio, se io ho una decisione davanti a me e, in questa decisione, devo scegliere fra avere più soldi per sentirmi sicuro o avere più tempo da poter trascorrere con la mia famiglia, se io scelgo di avere più tempo da passare con la mia famiglia, la mia scelta rende evidente che considero la mia famiglia più preziosa di quanto considero la sicurezza che mi può dare l'avere più soldi.

Infatti, le nostre decisioni ci rivelano quello che è più importante per noi. Infatti, in quasi ogni decisione, stiamo andando in una di tre possibili direzioni:

1) O stiamo correndo verso qualcosa di terreno.

2) O stiamo correndo lontano da una prova.

3) O stiamo correndo verso Dio.

Quindi, vorrei considerare queste tre direzioni, in modo che possiamo riconoscerle nelle nostre decisioni e, così, imparare a scegliere bene, per arrivare dove veramente conviene.

Correre Verso Qualcosa di terreno

La nostra carne, che abbiamo ed avremo finché saremo su questa terra, non desidera Dio. Piuttosto, desidera le cose del mondo. In 1Giovanni 2:15-17 troviamo scritto:

“15 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. 16 Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non è dal Padre, ma è dal mondo. 17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.” (1Giovanni 2:15-17 LND)

Pensiamo ad un esempio di concupiscenza della carne, qualcosa, cioè, che soddisfa la carne. In questo particolare esempio, quello che regna in noi è la pigrizia. Abbiamo una situazione in cui potremmo usare un nostro dono spirituale per edificare un fratello o una sorella. Però, siamo stanchi e non abbiamo voglia di disturbarci. Perciò, scegliamo di non telefonare o di non andare da quel tale fratello o sorella. In questo caso, nella nostra decisione, stiamo correndo verso la soddisfazione della carne.

Pensiamo ad un esempio di concupiscenza degli occhi. Ricordate che questo riguarda il nostro desiderio di avere: vedo e voglio.

Abbiamo una decisione da prendere che riguarda come usare mezz'ora libera. Potremmo fare qualcosa che edifica un altro o potremmo edificare noi stessi, leggendo qualcosa di utile. Invece, scegliamo di leggere delle pubblicità per qualcosa che desideriamo. Così, i nostri occhi possono guardare ancora quello che ci attira.

In questo esempio, stiamo correndo verso il soddisfare la carne, dando spazio alla concupiscenza degli occhi. Quello che è più importante per noi in quel momento non è il Regno di Dio, non è il bene del nostro fratello, è il piacere carnale di leggere ancora di quella cosa nuova che vorremmo avere.

Pensiamo alla superbia della vita. Quanto orgoglio abbiamo nel nostro cuore e quanto spesso le nostre decisioni sono prese per dare spazio al nostro orgoglio.

Di esempi, ne potremmo trovare tantissimi. Il modo in cui parliamo, quello che facciamo, come ci vestiamo, le nostre scelte di ogni giorno in tanti campi della vita, poiché tutte queste decisioni e tante altre sono spesso prese cercando quello che, in qualche modo, ci innalza.

In questi casi stiamo correndo verso un tesoro terreno, un tesoro falso che ci inganna, ossia, il tesoro di essere innalzati, di essere visti bene, di poterci vantare.

Certamente, una decisione presa così è pienamente carnale. Questo è correre verso un tesoro terreno. Un altro brano che parla di questo è Giacomo 4:1-3.

“1 Da dove vengono le guerre e le contese fra voi? Non provengono forse dalle passioni che guerreggiano nelle vostre membra? 2 Voi desiderate e non avete, voi uccidete e portate invidia, e non riuscite ad ottenere; voi litigate e combattete, e non avete, perché non domandate. 3 Voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.” (Giacomo 4:1-3 LND)

Qui, leggiamo di chi cerca un tesoro terreno. Nel primo caso, non si chiede, perché si sta cercando di arrivare da soli a quel dato obiettivo. A volte, siamo talmente presi dall'arrivare a conseguire qualcosa di terreno che vogliamo, al punto che non chiediamo a Dio per esso. Forse, questo avviene perché, dentro di noi, sappiamo che quella non è la cosa giusta da chiedere. Oppure, siamo talmente guidati dalla nostra carne che non ci viene nemmeno in mente di chiedere a Dio in merito ad esso.

In altre occasioni, chiediamo ma non riceviamo. Questo avviene perché chiediamo male, per spendere nei nostri piaceri.

In altre parole, a volte, il nostro desiderio non è quello che porta gloria a Dio, ma è quello che potrebbe soddisfare la nostra carne. Chiediamo a Dio ed Egli non ci risponde. È importante chiederci se il motivo per il quale non ci risponde è perché non stiamo cercando veramente la gloria di Dio o meno.

Questo può accadere anche in campi che, almeno apparentemente, potrebbero sembrare essere per la gloria di Dio.

Se io, come pastore, desidero risultati, ma la motivazione che mi spinge a volerli è perché io possa vantarmene, allora, quello che domando è per spendere nei miei piaceri. Se chiedo a Dio qualcosa perché è quello che voglio io, quella che mi spinge a chiedere non è una buona motivazione.

Quindi, quando prendiamo una decisione, dobbiamo sempre chiederci in che direzione stiamo correndo, cioè se stiamo correndo verso la gloria di Dio o verso un tesoro o un piacere terreno.

Un altro brano che ci ricorda che non dovremmo cercare tesori sulla terra e non dovremmo desiderare le cose che desideriamo sulla terra, è Colossesi 3:1-3.

“1Se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2 Abbiate in mente le cose di lassù, non quelle che sono sulla terra, 3 perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio.” (Colossesi 3:1-3)

Semplicemente, nelle nostre decisioni, dovremmo avere i nostri occhi ed i nostri cuori rivolti verso le cose celesti, le cose di Dio e non verso le cose che possiamo avere qui sulla terra.

Quindi, per chiudere questo primo punto, quando prendiamo una decisione, una tendenza carnale da combattere è di correre verso un piacere o tesoro terreno. Quel modo di prendere decisioni ci porta lontano da Dio, ci porta terribile danno nella vita e ci fa mancare le Sue preziose benedizioni.

Quindi, in ogni decisione, è giusto che tu ti chieda : “Sto cercando qualcosa che soddisfa la carne? Il mio cuore è rivolto verso Dio, oppure, è rivolto verso qualcosa del mondo? In che direzione sto andando?”.

Correre lontano da una Prova

Passiamo ora ad una seconda direzione che possiamo intraprendere quando prendiamo decisioni. Questa è diversa dalla prima, ma non è meno pericolosa e disastrosa.

Spesso, nella vita, ci troviamo in situazioni difficili e pesanti. Nella provvidenza di Dio, ci troviamo con prove dolorose e difficili da affrontare.

Quando ci troviamo in queste situazioni difficili, quando siamo stanchi, o feriti, o ci sentiamo molto sotto pressione, o in pericolo, abbiamo la tendenza a cercare di correre lontano dalla difficoltà.

Cioè, quando ci troviamo in mezzo ad una situazione molto difficile, una tendenza della carne è di cercare di liberarci dalla difficoltà. Naturalmente, è giusto cercare aiuto in mezzo alle difficoltà. Gesù stesso pregava il Padre nel giardino prima di andare alla croce. Vediamo l'apostolo Paolo che chiedeva preghiere per avere franchezza e coraggio. Però, io sto parlando di una situazione nella quale la nostra motivazione non è quella di superare la difficoltà con una fede più forte, ma essa, cioè, il nostro traguardo è di uscire dalla difficoltà.

Quando noi vogliamo uscire da una difficoltà e quello è il desiderio del nostro cuore, noi correremo lontani dalla difficoltà, senza andare verso Dio. Infatti, è molto importante capire che non si va mai verso Dio, senza un chiaro e specifico desiderio di andare verso Dio. In altre parole, per andare verso Dio, uno deve mirare specificamente ad andare verso Dio, cioè,deve avere quella come la più alta priorità. Solo così si va verso Dio.

Vediamo tanti esempi nella Bibbia di uomini di Dio che si sono allontanati da Dio perché si focalizzarono su come uscire da una difficoltà, anziché focalizzarsi sul come avvicinarsi a Dio.

Un esempio che abbiamo studiato di recente è il racconto del re Asa di Giuda. Egli seguiva Dio da tanti anni. Però, ad un certo punto, si trovava con un grande problema, molto doloroso. Era attaccato dal re di Israele al Nord. Anziché focalizzarsi su Dio e rivolgersi a Lui per avere l'aiuto necessario, fidandosi di quello che Dio gli avrebbe provveduto, Asa correva verso una soluzione, seguiva quello che gli era venuto in mente nella sua carne. In questi casi, una scelta del genere non è mai una soluzione che ti fa avvicinare a Dio. E, quindi, era così per Asa. Leggo allora 2Cronache 16:1-9.

“1 Nell’anno trentaseiesimo del regno di Asa, Baasha, re d’Israele, salì contro Giuda e costruì Ramah, per impedire che alcuno uscisse o entrasse da Asa, re di Giuda. 2 Allora Asa tirò fuori dai tesori della casa dell’Eterno e del palazzo reale argento e oro e li mandò a Ben-Hadad re di Siria, che abitava a Damasco, dicendo: 3 "Vi sia alleanza fra me e te, come c ’era tra mio padre e tuo padre. Ecco, ti mando argento e oro; orsù, rompi la tua alleanza con Baasha, re d’Israele, affinché egli si ritiri da me". 4 Ben-Hadad diede ascolto al re Asa e mandò i capi del suo esercito contro le città d’Israele. Essi attaccarono Ijon, Dan, Abel-Maim e tutte le città-deposito di Neftali. 5 Quando Baasha seppe questo, smise di costruire Ramah e sospese i suoi lavori. 6 Allora il re Asa prese tutti quelli di Giuda, che portarono via le pietre e il legname che Baasha aveva usato per costruire Ramah e con essi egli costruì Gheba e Mitspah. 7 In quel tempo il veggente Hanani si recò da Asa, re di Giuda, e gli disse: "Poiché ti sei appoggiato sul re di Siria e non ti sei appoggiato sull’Eterno, il tuo DIO, l’esercito del re di Siria ti è sfuggito dalle mani. 8 Non erano forse gli Etiopi e i Libici un esercito smisurato con numerosissimi carri e cavalieri? Tuttavia poiché ti eri appoggiato sull’Eterno, egli li diede nelle tue mani. 9 L’Eterno infatti con i suoi occhi scorre avanti e indietro per tutta la terra per mostrare la sua forza verso quelli che hanno il cuore integro verso di lui. In questo tu hai agito da stolto; perciò d’ora in avanti avrai delle guerre,"” (2Cronache 16:1-9)

Avete capito il grave peccato di Asa? Egli si trovava con un grandissimo problema davanti. Il problema era reale, i rischi erano grandi. Però, i suoi pensieri non si sono rivolti per prima cosa verso Dio. Invece, lui cercava una scappatoia, cercava un modo per uscire da questo pericolo. Non stava cercando Dio, stava cercando una soluzione.

In altre parole, Asa stava cercando di scappare lontano dal suo problema. Voleva risolvere lui il suo problema. E ogniqualvolta anche noi vogliamo risolvere, per conto nostro, i nostri problemi, ci allontaniamo da Dio!

Infatti, Dio mandò un uomo di Dio, un profeta, a riprendere Asa per la sua stoltezza. E noi siamo stolti ogni volta che cerchiamo di risolvere i nostri problemi da soli.

Quindi, consideriamo come prendiamo le nostre decisioni, soprattutto in quei casi in cui abbiamo qualche grande peso, qualche prova, qualche dolore nella nostra vita. In quei casi, dove guardi? Guardi a Dio, desiderando di vedere più di Dio nella prova? Oppure, cerchi tu un modo per scappare dai tuoi problemi?

Sappi che, se tu cerchi di allontanarti da un tuo problema, anziché cercare di avvicinarti a Dio, tu sarai come Asa, sarai uno stolto e la tua scelta ti porterà più lontano da Dio e non ti porterà quella pace che il tuo cuore desidera. Solamente Dio può darti la pace. Quindi, dobbiamo camminare per fede e non cercare di scappare dai nostri problemi, ma, piuttosto, cercare di avvicinarci a Dio, desiderando di vedere di più di Lui in mezzo alla difficoltà.

Correre Verso Dio

Finora, abbiamo visto due direzioni che possiamo percorrere quando prendiamo le nostre decisioni. La prima direzione, che è molto sbagliata ed è molto pericolosa, è di correre verso qualcosa che soddisfa la carne. Quella strada ci conduce sempre lontani da Dio e ci porta, quindi, alla rovina.

La seconda direzione che abbiamo visto è quella di cercare di correre lontani da un dolore, da una prova, da una difficoltà. Anche quella ci rovina e ci porta lontani da Dio. Non dobbiamo mai avere come traguardo quello di allontanarci da un problema, piuttosto dobbiamo avere come traguardo quello di crescere nella fede. Solo Dio ci soccorrerà.

Allora, arriviamo alla terza direzione che possiamo intraprendere, quella che ho già accennato varie volte finora. L'unica direzione giusta da percorrere quando prendiamo le nostre decisioni è di andare verso Dio!

Ripetutamente, in tutta la Bibbia, Dio ci insegna a prendere ogni decisione e a vivere totalmente focalizzati su di Lui, per cercare in Lui quello che desidera il nostro cuore!

Per esempio, conosciamo molto bene il comandamento di Gesù in Matteo 6:33. Il contesto di questo brano riguarda il fatto che, spesso, possiamo avere problemi e difficoltà che riguardano le cose più importanti della vita, come avere abbastanza da mangiare e abbastanza per coprirci. Eppure, anche in questi casi, Gesù ci insegna che non dobbiamo correre lontani dai nostri bisogni, ma che dobbiamo correre verso Dio. Leggo Matteo 6:33;

“Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte.” (Matteo 6:33 LND)

Ricordate che il comandamento di cercare prima il Regno di Dio vuol dire avere tale Regno come la più alta priorità in ogni decisione della vita. Esso deve essere quello che controlla e guida ogni decisione che prendiamo in ogni campo della nostra esistenza terrena.

Pensate a quanti brani, in tutta la Bibbia, ci comandano di confidare in Dio, di porre la nostra speranza in Lui. Allora, valutiamo questo alla luce delle nostre decisioni. Se io confido veramente in Dio, non cerco la soddisfazione per il mio cuore in quello che il mondo offre. So che la concupiscenza della carne non può soddisfarmi. So che le cose materiali non possono mai soddisfare il mio cuore. E so che la superbia della vita è solo un malvagio inganno!

Confidare in Dio è riconoscere che Dio è l'unico vero tesoro. E, quindi, è saggio desiderare Dio più di ogni altra cosa.

Questo necessariamente vuol dire che, in ogni decisione, io cercherò quello che mi porterà più vicino a Dio. Vuol dire anche che io cercherò quello che porta più gloria a Dio e, perciò, quello che edifica pure di più il popolo di Dio.

Questo è cercare prima il Regno e la giustizia di Dio!

Nelle Decisioni grandi e piccole

A questo punto, è importante fare qualche commento per chiarire questo principio della vita cristiana. Quello che dobbiamo capire è che questo principio non riguarda solamente le decisioni grandi. Questo principio di cercare, prima di tutto, il Regno di Dio e la Sua giustizia, ovvero quello che più glorifica Dio, riguarda ogni decisione che noi prendiamo, sia, ovviamente, le decisioni grandi, ma anche le decisioni più banali di ogni giorno.

Ricordate che noi siamo stati comprati a caro prezzo e non apparteniamo più a noi stessi. Perciò, non c'è alcuna decisione nella vita in cui non dovremo valutare tutto in base a quello che porterà gloria a Dio.

Quindi, pensando in senso pratico, i princìpi che abbiamo visto stasera riguardano le decisioni grandi come, per esempio, dove lavorare, chi sposare, dove vivere e cosa studiare.

Ma, in maniera altrettanto importante, riguardano anche le decisioni quotidiane che definiremmo piccole come, per esempio, ciò che mangiamo, come ci curiamo fisicamente, quanto dormiamo, riguardano come ci vestiamo, riguardano cosa facciamo nel nostro tempo libero, riguardano chi scegliamo come compagnia, riguardano come usiamo il nostro tempo in generale.

In realtà, il principio di cercare più di Dio e più del Suo Regno riguarda ogni decisione della vita. Però, questo modo di essere non è pesante e non deve essere visto come tale, piuttosto, è una cosa meravigliosa, perché vuol dire che possiamo avvicinarci di più al nostro Dio e Salvatore e portare più gloria a Lui in ogni cosa che facciamo.

Questo rispecchia quello che leggiamo in Colossesi 3:17. Ve lo leggo:

“E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui.” (Colossesi 3:17)
Quindi, in ogni decisione, grande o piccola, dobbiamo cercare quello che porta gloria a Dio.

Se viviamo così, mancheremo forse di avere qualcosa di bello? Avremo problemi da cui gli altri riescono a scappare?

Se noi viviamo cercando sempre il Regno di Dio, la gloria di Dio, il bene del popolo di Dio, noi saremo i più benedetti fra tutti gli uomini!

Questo è perché solo Dio può benedire e solo Dio può soddisfare il nostro cuore. Solo Dio può veramente liberarci dalle prove. Solo che Dio ci libera al momento giusto, nel modo giusto, portando buoni frutti in noi. Quando cerchiamo noi di liberarci, ciò non porterà mai il vero bene, quel bene che il nostro cuore vuole e desidera. Invece, come abbiamo visto nell'esempio del re Asa, quando cerchiamo noi di liberarci dalle nostre prove, seguendo i nostri ragionamenti, avremo da affrontare ancora più guai di quelli da cui, possibilmente, ci allontaniamo o tentiamo di allontanarci.

Salmo 37

Vorrei chiudere leggendo una parte del Salmo 37, Salmo che ci ricorda come vivere in mezzo alle difficoltà e come mirare per cogliere bene il bersaglio della nostra vita cristiana

“1 Non affliggerti a motivo dei malvagi; non portare invidia a quelli che operano perversamente, 2 perché saranno presto falciati come il fieno e appassiranno come l’erba verde. 3 Confida nell’Eterno e fa’ il bene, abita il paese e coltiva la fedeltà. 4 Prendi il tuo diletto nell’Eterno ed egli ti darà i desideri del tuo cuore. 5 Rimetti la tua sorte nell’Eterno, confida in lui, ed egli opererà. 6 Egli farà risplendere la tua giustizia come la luce e la tua rettitudine come il mezzodì. 7 Sta’ in silenzio davanti all’Eterno e aspettalo; non affliggerti per colui che prospera nelle sue imprese, per l’uomo che segue i suoi malvagi disegni. 8 Cessa dall’ira e lascia lo sdegno; non affliggerti; ciò porterebbe anche te a far del male. 9 Poiché i malvagi saranno sterminati, ma coloro che sperano nell’Eterno possederanno la terra. 10 Ancora un po’ e l’empio non sarà più; sì, tu cercherai attentamente il suo posto, e non ci sarà più. 11 Ma i mansueti possederanno la terra e godranno di una grande pace.” (Salmo 37:1-11)

Consideriamo brevemente il brano che vi ho letto e che è tratto da questo Salmo.

Questo brano descrive una persona che ha pesanti problemi, in questo caso, causati dal peccato di altri. La tendenza umana è di agitarsi e, poi, di cercare di gestire la propria sorte, anziché fidarsi di Dio.

Quello che Dio ci comanda qui è di restare tranquilli, non perché non ci sono più pesi che possono agitarci e produrci preoccupazione, ma perché confidiamo in Dio.

Anziché cercare di gestire noi le cose, il nostro traguardo dovrebbe essere quello di riporre la nostra sorte in Dio, accettando con mansuetudine quello che la Sua provvidenza ci dà. Questo è un passo di fede, questa è una vita vissuta per la gloria di Dio.

Quando viviamo così, oltre a conoscere la cura perfetta di Dio, avremo la pace di Dio e la nostra vita porterà gloria a Lui.

Conclusione

Quindi, chiudo con la domanda: “Come prendi le tue decisioni? Dove guardi, in ogni decisione che prendi? Guardi a Dio?

Oppure, guardi a quello che vuole la carne? Guardi a quello che vuole il nostro orgoglio? Cerchi di scappare dalle prove che Dio ti ha dato, senza cercare la gloria di Dio?”

Viviamo per la gloria di Dio, cercando, per prima cosa, Dio e il Suo Regno e noi saremo da Lui perfettamente curati!

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